Parliamo di extraterrestri

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L’incontro ravvicinato del terzo tipo raccontato da George Adamsky nel 1952

Il 16 dicembre a Roma presso la libreria Libreria Books & Brunch (Via Saluzzo 53-55) si parlerà del fenomeno “extraterrestri”.

I relatori saranno Enzo Pennetta e Gianluca Marletta (autori del libro Extraterrestri, Ed. Rubbettino) e il giornalista e scrittore Carlo Climati.

 

 

Quando si parla di extraterrestri è necessario innanzitutto distinguere tra la questione della vita extraterrestre che riguarda un campo della ricerca scientifica (di cui si è più volte parlato su queste pagine) e il fenomeno “UFO” che invece riguarda i racconti e le testimonianze filmate o fotografiche di fatti non spiegati e che da parte di alcuni si vorrebbero ricondurre alla presenza di civiltà aliene sul nostro pianeta.

La compresenza di questi due aspetti è fonte di confusione, e la sensazione è che l’enfasi che viene posta su ogni scoperta di nuovi pianeti sia il frutto di un’aspettativa collegata al fenomeno UFO e che viceversa il fenomeno UFO si alimenti di ogni nuova notizia in cui si parla di pianeti abitabili.

Ma la situazione non è nuova, già verso la fine dell’800 le due cose si intrecciavano e, probabilmente, l’attuale confusione è figlia proprio di quell’epoca. Si parla di quegli anni in cui l’astronomo Giovanni Schiaparelli dichiarava di aver osservato dei canali sul pianeta Marte, canali che vennero subito ricondotti alla presenza di una civiltà aliena:

Il collegamento con una possibile civiltà aliena venne sostenuto fortemente dall’astronomo USA Percival Lowell, ma questi a sua volta era stato fortemente influenzato dall’astronomo e divulgatore francese  Camille Flammarion. Quello che però interessa evidenziare in questa vicenda è che Flammarion era anche uno spiritista, aderiva cioè a quell’idea molto in voga in quegli anni che si potesse fondare una scienza dello spiritismo.

Un altro elemento che deve essere tenuto presente è che pochi anni prima Allan Kardec, pedagogista e filosofo francese, aveva dichiarato di essere riuscito a stabilire un contatto scientifico con gli spiriti. Un elemento essenziale in questa vicenda è che gli spiriti, secondo Kardec, vivevano sugli altri pianeti del sistema solare:

“In conseguenza, se il soggiorno terrestre è destinato alle prove ed alla  espiazione, è necessario ammettere che esistono altrove dei soggiorni più favoriti in cui lo Spirito dell’uomo, ancora imprigionato in una carne materiale, godrà nella loro pienezza tutte le gioie che la vita umana può accordare. E’ per questo che Dio ha seminato nel vostro turbine quei pianeti superiori verso i quali i vostri sforzi e le vostre tendenze vi condurranno un giorno, quando sarete abbastanza purificati e perfezionati.”

A. Kardec, Da “Il Vangelo secondo gli spiriti”

Ecco allora che l’aspettativa di trovare forme di vita sugli altri pianeti veniva ad influenzare le interpretazioni delle osservazioni astronomiche di Schiaparelli che, in assenza di tali influenze spiritiste, non avrebbero mai fatto pensare alla presenza dei “marziani”. E forse fu proprio per via di questa influenza che le cartine di Schiaparelli vennero aggiornate mostrando ciò che non esisteva:

 

L’errore è pienamente visibile confrontando i disegni dell’epoca con un’immagine attuale:

 

Come dicevamo, Nihil novi sub sole, le osservazioni astronomiche vengono adattate all’aspettativa di trovare forme di vita aliene.

Ma che dire del fenomeno UFO? In realtà, molto spesso all’insaputa dei sostenitori dell’esistenza di visitatori da altri pianeti, il fenomeno UFO è la continuazione dello spiritismo ottocentesco in chiave moderna, basti pensare alla figura dei contattisti, cioè di persone che affermano di comunicare con gli alieni telepaticamente: che differenza passa coi vecchi medium?

La stessa immagine riportata all’inizio dell’articolo propone l’incontro di George Adamsky con un extraterrestre, uno dei primi della storia dei contatti alieni. Ma lo stesso Adamsky era un esoterista che nel 1936 aveva fondato l’Ordine Reale del Tibet.

I seguaci dello spiritismo così come quelli dell’esistenza degli UFO tendevano spesso  a vedere in questi esseri superiori una speranza per il futuro dell’umanità, la salvezza che non viene più cercata nella religione trova una nuova strada nell’aspettativa di creature celesti tecnologiche che verranno a salvarci a bordo delle loro navi spaziali. Altri invece temono che siano esseri malvagi che verranno con intenzioni ostili, ma cosa rappresentano queste due posizioni se non una sostituzione di angeli e demoni con creature spaziali, e della sostituzione di una religione tradizionale con un’altra tecnologica più adatta ai tempi del materialismo?

E anche le reazioni spesso emotive dei seguaci dell’esistenza degli alieni stanno a rafforzare l’ipotesi che in essi vengano riposte speranze di salvezza o comunque escatologiche.

Ecco dunque che per affrontare il fenomeno UFO diventa necessario affiancare alla trattazione biologica e astronomica legata alla possibilità di vita extraterrestre, quella di un esperto di esoterismo e di nuove tendenze sociali. Nell’incontro del 16 dicembre la componente sociologica sarà affrontata da Carlo Climati, giornalista e scrittore romano,  autore di racconti e di saggi tra cui ricordiamo “I giovani e l’esoterismo” Ed. Paoline.

Questa è la realtà che si muove dietro il fenomeno “extraterrestri”, ma se si vuole fare un discorso veramente scientifico sulla vita extraterrestre bisogna attenersi alle insuperate parole di Enrico Fermi:

“Dove sono tutti quanti? Se ci sono così tante civiltà evolute, perché non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?”.

E per navi spaziali non intendiamo filmati confusi di UFO, cioè letteralmente “oggetti non identificati”, ma di oggetti identificati al di sopra di ogni dubbio.

E questo attualmente manca.

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

7 commenti

  1. Quindi, dott. Pennetta, la vulgata secondo cui Schiapparelli avrebbe scambiato per canali su Marte i capillari del suo occhio, e’ una bufala? Quindi furono interpretazioni dei suoi studi?
    Mi sembra di ricordare che ci fu un’errore di traduzione per cui furono fatti passare questi ipotetici “canali” da naturali a costruiti artificialmente, vero?

    • Schiaparelli forse fu influenzato dagli spiritisti dell’epoca, ma inseguito aderì all’idea che su Marte potesse esserci la vita pubblicando un saggio come La vita sul pianeta Marte

      Vedi: La vita sul pianeta Marte

      • Ah ecco perche’ in vecchi libri di astronomia, di cui sono appassionato, vedevo sempre, nei capitoli riguardanti Marte & forme di vita aliena, figure ectoplasmatiche, scene di sedute spiritiche, ecc ecc… E non avevo capito niente!
        C’e’ da dire pero’ che (chissa’ perche’ 😉 ) queste notizie vengono accuratamente “nascoste” alla divulgazione scientifica…

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