“Premio letterario Galileo”: un nome inappropriato

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La pagina del sito padovanet.it con il Premio letterario Galileo


Dal 2007 nella città di Padova si svolge il “Premio letterario Galileo”, finalizzato a “promuovere iniziative a sostegno della diffusione di una cultura tecnico-scientifica”.

 

Il presidente è Piergiorgio Odifreddi, reduce da ben due premi “Asino d’oro”.

 

Scegliere proprio il prof. Odifreddi come presidente della giuria del Premio letterario Galileo è una di quelle decisioni nate per ottenere una maggiore visibilità ma destinate inevitabilmente  a diventare un punto vulnerabile di un’iniziativa come un premio per la divulgazione scientifica. Come già ricordato il prof. Odifreddi in qualità di divulgatore scientifico si è imbattuto in un genere di incidenti (vedi CS-Asino d’oro 1: Odifreddi e l’evoluzione) che non giovano esattamente ad una tale qualifica e ancor meno sembrano delle credenziali per la presidenza di un concorso per la divulgazione scientifica.

A parte le riserve sulla scelta del presidente, quel che è possibile osservare andando a vedere la lista dei cinque finalisti è la presenza di due esponenti dell’area Micromega: Telmo PievaniCarlo Alberto Redi (proprio il sostenitore della nuova datazione della storia umana, a partire da Darwin, di cui si è parlato ieri  su CS).

Il libro in concorso di Pievani è “La vita inaspettata“,  un libro che sul sito Pikaia dello stesso prof. viene così recensito:

Telmo Pievani, La vita inaspettata. Il fascino di un’evoluzione che non ci aveva previsto. 2011, Raffaello Cortina

Frutto di cosmica contingenza, uno dei tanti arbusti del “cespuglio della vita” sopravvissuti alla lotta per l’esistenza, l’essere umano si è fatto strada in una natura che non perde occasione di schiacciarlo, facendogli provare il senso della solitudine nell’Universo. In questo libro Telmo Pievani ci rammenta che la comparsa degli organismi viventi è stata un fenomeno inatteso. Proprio in questo modo si conquista una rinnovata solidarietà con tutta la “rete del vivente”, come la chiamava Charles Darwin, senza nessuna concessione a fondamentalismi e superstizioni.

Dalla presentazione si evince chiaramente che il libro del prof. Pievani non è un esempio di divulgazione scientifica ma di propaganda ideologica, non si parla di evoluzione e di teorie, si vuole solo mostrare un uomo “contingente“, “sopravvissuto“, in una natura che vuole “schiacciarlo“, un uomo nella “solitudine“… e tutto questo in nome di una lotta ai fondamentalismi e alle superstizioni, come se l’immagine dell’uomo appena dipinta non fosse essa stessa frutto di un fondamentalismo scientista.

Alla luce di queste caratteristiche, la cosa ancor più inaspettata è la presenza del libro del prof. Pievani tra quelli di divulgazione scientifica anziché tra quelli di propaganda ideologica.

La seconda presenza segnalata, come dicevamo, è quella del prof. Carlo Alberto Redi, con il suo “Il biologo furioso. Provocazioni d’autore tra scienza e politica”, anch’esso recensito sul sito Pikaia:

Carlo Alberto Redi, Il biologo furioso. Provocazioni d’autore tra scienza e politica. 2011, Sironi


In questo libro Carlo Alberto Redi è un fiume in piena che racconta tutti i suoi pensieri su temi caldi come politica della ricerca, cellule staminali, OGM e clonazione, ma anche divagazioni più leggere, capaci di far sorridere: spera siano utili a tutti gli italiani che hanno ancora la forza di indignarsi.

Anche in questo caso si tratta di un libro che parlando di politica e puntando all’indignazione degli italiani, più che fare divulgazione scientifica si occupa di propaganda scientista.

A questo punto ci domandiamo cosa c’entri Galilei con tutto questo, il grande scienziato si occupava di cercare le “impronte di Dio” nella natura, non di legittimare una visione del mondo o di fare politica, e la vicenda giudiziaria che lo riguardò sta semmai a ricordare come scienza  e politica debbano restare separate.

Chi invece aveva fatto del servizio alla politica la sua missione fu il suo contemporaneo Francis Bacon, autore della rivoluzione scientifica in Inghilterra e padre dello scientismo moderno.

Semmai proprio a Francis Bacon dovrebbe essere dedicato il premio della Città di Padova, la dedica a Galilei appare inappropriata.

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

8 commenti

  1. Odifreddi venne insignito del tanto ambito asino d’oro da P.Diodati dell’Università di Perugia in altre due occasioni oltre a quella del link relativa alla famosa formula dell’evoluzione,uno dei tanti miti,dei tanti clichè che son divenuti cavalli di battaglia dell’evoluzionismo neo-darwiniano,proprio come l’esperimento di Lenski e la Biston Betularia.
    Comunque al di la di ciò,cosa non di poco conto invero,e tralasciando anche le attenzioni di Zichichi che è andato cercandosi,tralasciando anche tutte le volte in cui è stato senza indugio indicato come scientista e positivista o come portatore di fintascienza,tralasciando tutto questo è abbastanza palese che senz’altro ora come ora Odifreddi sia uno scialbo rappresentante del mondo scientifico,specialmente del modello galileiano,quando non perde occasione di fare il filosofo.
    Più che essere adatto a dibattiti con De mattei o Zichichi di certo gli stanno meglio quelli con Severino.
    Sin troppo preso da una campagna pro-UAAR e fi ntroppi errori per essere insignito delle vesti di giudice di si tale concorso.
    Dietelmo e Bellos e Guicciardini?…ma allora è un premio di Filosofia!?
    Il libro di Redi?!E’ dichiaratamente un libro razionalista-scientista…che entra in dibattiti politico-sociali con la scienza..
    Ma cosa c’entra tutto ciò con Galileo?
    Perchè non premio Hobbes a questo punto..
    Che la filosofia della scienza voglia imporsi e mettere la scienza a cuccia fuori dal campo?

    A questi punti l’unico in gara sembra essere odissea nello Zeptospazio.Vincerà lui?Io non ci punterei…

  2. Sicuramente vincerà Pievani, essendo il personaggio più in vista.

    Per quanto riguarda l’assegnazione dell’Asino d’Oro del 2009, pur non avendo ne’ il tempo, ne’ la voglia di andare a rileggere tutta la discussione sul blog di Diodati, vorrei lanciare questa considerazione, se nessuno l’ha fatta prima: se non ricordo male, buona parte dell’articolo incriminato, relativo al principio di Hardy Weinberg, è stato ripreso letteralmente o quasi dal libro di Solomon-Berg-Martin, di cui ho la quarta edizione, capitolo 18.

  3. Galileo è un must per chi vuole fare l’intellettuale! La maggior parte degli studenti che se ne occupa crede che sia stato bruciato dopo essere stato torturato. Caparezza ci ha fatto una canzone (il dito medio di Galileo) inclusa in un cd dove parla anche di Giordano Bruno (il sogno eretico). Insomma, si cavalca l’onda dell’anticlericalismo. Coi soliti schemi, ovviamente, non si sprecano a cercarne di nuovi.

    Detto ciò, le canzoni di Caparezza mi piacciono molto. 🙂

  4. Voi sempre a dare addosso ad Odifreddi, la Wanna Marchi della divulgazione scientifica 🙂

    • Posso anche concordare l’idea su Odifreddi,che si vada più garbatoi o più psanti,però vede,se del resto lo pongono o si pone come rappresentante della scientificità e pubbica,divulga si espone sostenendo determinate tesi,portandole come scientifiche,trovando più o meno consensi,beh allora chiaramente si espone anche ad una critica.
      Nessun accanimento ne persecuzione ne guerra ideologica ne attacchi ad anelli deboli o altre cose del genere,ognuno chiaramente è responsabile delle cose che dice e che scrive,tanto più se è un personaggio maggiormente visbile e che comunque ha la possibilità diessere ascoltato e magari creduto da un pubblico numeroso.
      Onestà d’informazione e critica scientifica,nula di pù nulla di meno.

      • naturalmente facevo dell’ironia 🙂 . E’ solo che mi spiace ‘n poketto per questo poverello. sembra la vecchia cara zia scema che, ogni volta che apre bocca, genera ilarità mista ad imbarazzo in tutti i membri della famiglia…