Quando Darwin rubò la scoperta ad un collega…

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Un francobollo commemorativo con darwin e i famosi fringuelli

 

I fringuelli che Darwin osservò alle isole Galapagos suggerirono la selezione naturale?


Quando Darwin ebbe l’idea della selezione naturale?

Osservando i becchi dei fringuelli alle isole Galapagos, almeno così ci hanno fatto studiare a scuola. Darwin però alle Glapagos aveva fatto solo una gran confusione… e la scoperta fu di un suo collega.

 

Un fatto che potrebbe essere anche tralasciato, non fa piacere gettare ombre sulla memoria di qualcuno.

Ma nel momento in cui vengono organizzate delle celebrazioni per mitizzare la figura dello scienziato inglese, è doveroso riportare le cose alla realtà: c’è solo un uomo con i suoi pregi e le sue debolezze.

Niente di più, niente di meno, in ogni caso nessun mito.

 

Sui libri scolastici abbiamo appreso che l’idea della teoria dell’evoluzione per selezione naturale fu concepita da Darwin durante il viaggio intorno al mondo da lui compiuto tra il 1831 e il 1836 sulla nave Beagle, della marina britannica. In particolare tutti abbiamo in mente le figure dei fringuelli che egli aveva trovato sulle diverse isole, si trattava di animali con il becco di diversa forma, fatto che avrebbe suggerito a Darwin l’idea della selezione naturale. Al riguardo vediamo cosa afferma il sito che l’Università di Torino ha realizzato per spiegare l’evoluzione ai ragazzi, e specificamente l’articolo intitolato “DARWIN, LO SCIENZIATO CHE DISCENDEVA DALLE SCIMMIEI fringuelli delle Galapagos e il mistero dell’origine della specie” :

Ma se un’evoluzione -come pensavano Darwin e pochi altri- c’era realmente stata, nascevano altri interrogativi: come si erano trasformati quegli uccelli primitivi nei fringuelli che Darwin ora osservava nelle isole Galapagos? E perché c’era una specie diversa di fringuello per ogni isola dell’arcipelago?

Ecco dunque rappresentato il momento in cui allo scienziato inglese sarebbe balenata in mente l’idea della selezione naturale. Ma le cose andarono molto diversamente, ce lo racconta un articolo pubblicato sulla rivista LINX e ripreso dal sito Pikaia.

Tanto per cominciare, va detto subito che a colpire Darwin per le differenze mostrate da specie appartenenti a isole diverse non furono i fringuelli (che il naturalista non riuscì neppure a classificare) ma i tordi beffeggiatori. Charles Darwin sbarcò alle Galápagos il 15 settembre del 1835, ma solo un anno dopo scrisse nelle sue Ornithological Notes: «Quando vedo queste isole così vicine, e con un così limitato assortimento di animali, occupate dagli stessi uccelli leggermente differenti però nella struttura e occupanti la stessa nicchia nella natura, devo sospettare che siano solo varietà».

Tanto per cominciare si dovrebbe parlare di tordi, poco male, non sarà questo il problema, ma dalle parole di Darwin non emerge comunque nessuna idea relativa alla selezione naturale, come invece suggerisce il sito dell’Università di Torino. E i fringuelli? Continuiamo a leggere l’interessante articolo apparso su LINX:

E i fringuelli? Diciamo la verità: riguardo a questi uccelli, Darwin aveva fatto una confusione apocalittica. Non solo non li aveva riconosciuti come appartenenti a un’unica famiglia, originata da un progenitore comune, ma non era stato in grado di classificarli in assoluto. In effetti, pensava di avere a che fare con famiglie di uccelli molto diverse tra loro….

Tornato a Londra Darwin si accorse subito di aver commesso due errori madornali, cioè di non aver raccolto tutte le specie e soprattutto di non aver separato le specie delle diverse isole. Per fortuna, in entrambi i casi gli venne in soccorso il capitano del Beagle Robert FitzRoy, che lo aiutò a completare il quadro della distribuzione dei fringuelli sulle diverse isole.

Tutti gli uccelli raccolti vennero infine consegnati al famoso ornitologo londinese John Gould, che li classificò in 13 specie appartenenti tutte alla stessa famiglia. Solo da quel momento scattò l’interesse di Darwin per i fringuelli.

E’ dunque del tutto falso che Darwin avesse avuto una illuminazione osservando i fringuelli delle Galapagos, ed era un ricercatore alquanto mediocre se fece una “confusione apocalittica” riguardo la classificazione. Ma allora come nacque la leggenda dei fringuelli di Darwin. Ce lo spiega il seguito dell’articolo:

E qui il nostro Darwin è molto furbetto e si attribuisce di fatto la scoperta di John Gould, il cui lavoro viene liquidato con poche parole («… che il signor Gould ha diviso»). Visto che la prima edizione del libro, in cui Darwin citava confusamente i fringillidi, è quasi introvabile, è proprio questo il brano che ha generato tutta la famosa leggenda.

Questo è un punto molto importante.

Abbiamo dunque un chiaro episodio che mostra un Darwin che si appropria della scoperta di un altro, che nel suo codice comportamentale ammette comportamenti quantomeno “furbeschi”, se non propriamente fraudolenti.

E’ questa l’onestà del grande scienziato che si va a celebrare il 12 febbraio?

(Continua)

P.S. Ringraziamo il sito Pikaia per aver, con onestà intellettuale, pubblicato il materiale da cui ha preso spunto questo intervento.

 

 

 

 

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

10 commenti

  1. Blyth,Erasmus D.,Malthus,Gould,FitzRoy,Matthew,Lamark,Wallace,ma almeno..the origin of species e the descent of man l’ha scritti lui?
    Huxley fu uno di quei pochi che era a conoscenza delle idee di Darwin,
    prima che venissero da questi pubblicate (fra i qali vi erano anche Joseph Dalton Hooker e Charles Lyell). La prima pubblicazione di Darwin delle ”sue” idee avvenne quando Wallace gli mandò il suo saggio sulla ‘selezione naturale’, che venne presentato da Lyell e Hooker
    alla Linnean Society nel 1858 accanto a brani tratti dal taccuino di Darwin e una lettera di Darwin ad Asa Gray.
    Ora giacchè anche come si envince da questo articolo,il buon Charles non spinse mai insistentemente la sua teoria,giacchè appunto era ,a quanto pare, un uomo tranquillo,riservato,se ne stava li a Down tranquillo…fu proprio Huxley che spinse e combattè alacremente per la teoria dello sviluppo,come venne inizialmente presentata…
    Non è che Darwin fvenne messo di mezzo?

    No,a parte gli scherzi..il Darwin-day è privo di senso,tanto più che è evidente che non frega assolutamente al 98%(stima ipotetica) dei festeggianti ricordare lo scienziato,ma inneggiare ad un’opera dello stesso.Se si guarda poi chi l’ha promosso si fa anche presto a fare 2+2.

    In ogni caso,sia come sia,avrà certamente meriti Darwin come naturalista,l sue opere sono praticamente tutte online,e invito a leggerle,e nessuno mette in discussione quei meriti.Ma come lui sicuramente li hanno molti altri…
    Non mi sembra molto corretto celare il vero nome che ha ,agli occhi dei promotori dell’evento,dietro la barba di Darwin….

    • Più vado avanti nella ricostruzione della vicenda di Darwin e più convergo verso la domanda che hai posto:“ma almeno..the origin of species e the descent of man l’ha scritti lui?”

      Comunque il punto forse non è tanto se lui ha scritto L’origine delle specie, ma se lui ha elaborato la teoria che viene esposta nel libro.

      Sia dalle parole di Roberto Fondi, riportate nel precedente articolo, sia da questo articolo su LINX, emerge la descrizione di uno scienziato dalle idee alquanto confuse, si delinea la situazione di un uomo che voleva fare una teoria sull’origine delle specie ma che riusciva solo a mettere insieme una serie di idee spesso contrastanti.

      La mia impressione è proprio che Darwin sia stato la figura adatta(fuori da giochi politici, schivo e stimato) sulla quale gli ambienti politici legati alla Royal Society hanno puntato per proporre la più geniale delle ideologie: quella camuffata da scienza.

      • Mah ,secondo me dicono molto le parole di Huxley:

        “Come è stato estremamente stupido non averci pensato!”

        (Huxley, Leonard (1900), The Life and Letters of Thomas Henry Huxley. 2 vols 8vo, London: Macmillan)

        Come scrivevo,anche un po’ scherzosamente,ma con un po’ di dubbio invero nel commento precedente,anche leggendo Darwin viene un po’ un’idea anche piccola piccola che come dice:

        “La mia impressione è proprio che Darwin sia stato la figura adatta(fuori da giochi politici, schivo e stimato) sulla quale gli ambienti politici legati alla Royal Society hanno puntato per proporre la più geniale delle ideologie: quella camuffata da scienza.”

        Le critiche dei “copiati” arrivarono e ‘costrinsero’ nel 1861 all’aggiunta di un ‘povero’profilo storico nella III edizione dell’opera;così da fare menzioe degli scrittori precedenti.
        Comunque di fatto ,nessuno aveva visto le cose in quell’ottica,e lo stess Darwin ,a leggere t.o.o.s.non sembra convintissimo,Wallace che fu quello a ipotizzare per primo in quel modo,parrebbe che si fosse ricreduto poi…

        Se le cose stessero in questi termini…

        • Una cosa poi forse verrebbe da chiedersi,ma oggi,alla luce di tutto quanto,Darwin sarebbe neo-darwinista?
          Mica sarei così tanto sicuro..

        • Quella frase di Huxley è rivelatrice del fatto che Darwin non avesse mai parlato in quei termini della teoria, ma come era possibile che tra i naturalisti non si sapesse in cosa consistesse se ci lavorava sopra da vent’anni?

  2. Professor Pennetta, io seguo sempre il suo sito, ma lasci che le dica che mi ha deluso: Sermonti e Fondi sono 2 scienziati mediocri, opinioni sull’evoluzionismo a parte.
    All’estero sono quasi sconosciuti.

    • Gentile Mauro,
      direi che sono “diventati” sconosciuti!

      In realtà era un genetista di fama internazionale, almeno fino a quando nel 1980 non commise l’errore di pubblicare (proprio insieme a Roberto Fondi) “Dopo Darwin”.

      Da allora le simpatie del mondo accademico sono cambiate, per avere un’idea di cosa si parla può essere istruttivo leggere (e lo consiglio vivamente) “Gli equilibri punteggiati” di S.J. Gould e “Ripensare Darwin” di N. Eldredge, dove vengono descritte le conseguenze per chi critica Darwin.