Le Scienze: “Un’idea sbagliata sulle origini dell’uomo”

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Punte di pietra di 104.000 anni fa: sono lavorate con tecniche che venivano ritenute non antecedenti a 45.000 anni fa.

“Un’idea sbagliata sulle origini dell’uomo”, questo è il titolo di un interessantissimo articolo apparso su Le Scienze di marzo 2012.

 

“Homo sapiens è emerso in una sola tappa…” una considerazione che rafforza l’argomento di A.R. Wallace sull’origine dell’uomo: non è darwiniana.

 

L’articolo apparso sul numero di marzo 2012 di Le Scienze a firma di John J. Shea, mostra una storia evolutiva diversa da quella tradizionalmente accettata, la vecchia ricostruzione viene definita “legata a tradizioni narrative di tipo prescientifico”, come non pensare alle “Just so stories” di Kipling tanto spesso citat propri qui su CS?

Sulla base dei fossili rinvenuti in Europa, gli archeologi hanno a lungo ritenuto che in qualche momento della loro storia gli Homo sapiens si fossero trasformati da «esseri umani arcaici» in «esseri umani moderni» capaci di usare simboli, praticare riti e inventare utensili più complicati. L’ipotesi di una rivoluzione del Paleolitico, di cui sono state discusse varie possibili cause, discende in realtà dall’applicazione di un fenomeno esclusivamente regionale alla scala globale, ed è legata a una tradizione di spiegazioni narrative di tipo prescientifico.

Quindi Homo sapiens, come recita il sotto titolo, “è emerso in una sola tappa”, non ci sono stati ulteriori cambiamenti dal momento della sua comparsa fino ad oggi. Ma vediamo cosa diceva A.R. Wallace riguardo all’evoluzione umana:

Ma esistono altre facoltà umane che non riguardano i rapporti con i nostri simili, e che non possono, pertanto, essere spiegate nel suddetto modo (la selezione naturale N.d.r.). Queste sono le capacità di formare concetti astratti di spazio e tempo, di eterno e di infinito -la capcità di provare un’intensa emozione artistica per la forma, il colore e la composizione- e la capacità di elaborare le nozioni astratte di forma e di numero che rendono possibile la geometria  e l’aritmetica.

Come sono riuscite tutte queste facoltà, o anche solo alcune di esse, a emergere la prima volta in un’epoca in cui non sarebbero state di alcuna utilità per l’uomo nella sua primitiva barbarie?

F. Focher, L’uomo che gettò nel panico Darwin – B.Boringhieri, pag. 189

Se dunque le facoltà intellettive dell’uomo attuale erano da sempre presenti (ma non non tutte utilizzate e quindi non selezionabili) in Homo sapiens oltre 100.000 anni fa, come si potrebbe attribuire alla selezione naturale la loro origine?

 

Questa domanda aspetta una risposta da quasi un secolo e mezzo.

 

 

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

26 commenti

  1. Se dunque le facoltà intellettive dell’uomo attuale erano da sempre presenti (ma non non tutte utilizzate e quindi non selezionabili) in Homo sapiens oltre 100.000 anni fa, come si potrebbe attribuire alla selezione naturale la loro origine?

    In effetti la domanda non trova risposta col neodarwinismo..una delle varie domande senza risposta e inconsistenze illogiche conseguenti a ricostruzioni realizzate basandosi sul paradigma neodarwinista,sia realtivo all’aspetto delle popolazioni di quel tempo sia alla spiegazione di reperti del tempo.
    Non riescono a spiegare come gli attrezzi o i resti di quel periodo possano essere stati intagliati e modellati.
    Inoltre bisogna considerare la possibilità che,qualora fosse esistito un qualche strumento metallico, usato per tagliare e modellare le pietre,questo non avrebbe potuto resistere fino al giorno d’oggi ‘intatto’. In un ambiente naturalmente umido e acido si sarebbe ossidato fino a dissolversi totalmente,lasciando a noi solo frammenti e le schegge della pietra lavorata che avrebbero logicamente impiegato molto più tempo a scomparire.Si osservino anche quelle tre ‘punte’ nella mano nella figura in alto.
    Sarebbe interessante provare a fare un piccolo esperimento e provare a farle.Immaginando poi di non godere di un cervello come il nostro..
    Senza lime,torni ,pialle,cunei,rudimentali che siano, si combina assai poco.Oggetti picoli fori ‘precisi’,decorazioni,monili,ma anche le stesse pitture rupstri appaiono cose che letti in ottica neodarwinana suonano stonati…
    Se si uniscono alle ultime considerazioni antropologiche legate al sapiens al neanderthal etc,alla netta separazione fra scimmie e homo si arriva a vedere veramente un uomo della pietra che sbarbato non desterebbe stupore in metro..

    Si pone così nuovamente lo sguardo sull’origine della civiltà,sull’origie dell’umanità e ancora una volta si interroga il neodarwinismo su un qualcosa che afferma di poter spiegare e ancora una volta viene trovato mancante.

    Leggere un articolo come questo sulle Scienze comunque mi sembra qualcosa di molto importante e interessante.
    Grazie Enzo per non avercelo fatto perdere…

    • Enzo Pennetta on

      E’ vero, è importante leggere queti articoli su Le Scienze, il problema è che poi però non si giunge alle necessarie conseguenze sui meccanismi neodarwiniani.

      • Sulle ‘inaspettate’ conclusioni,che non sono quelle necessarie a cui si dovrebbe arricvare dopo aver considerato certe cose purtroppo ne abbiam visti fin troppi casi,credo comunque chi legga potrebbe comunque iniziare a farsi delle domande..cercare di approfonddire,etc..certo se c’è un servizio di debunking anche è meglio ^_^

  2. rocco federici on

    salve professore,

    all’inizio l’articolo riporta la data di 104000 anni fa. la qual cosa m ha fatto tornare in mente un atro dato forse a volte sottovalutato nell’esaminare l’evoluzionismo, e cioè i tempi necessari all’evoluzione così come ci viene proposta. premetto prima di inviare il link, che nutro molte perplessità sulle attuali procedure di datazione essendo da piu’ parti non considerata attendibile la prova al c14. in privato poi le chiedero’ lumi!

    l’articolo che invio e’ molto lungo ma tutto interessante ma la parte che interessa e’ da circa meta’ in poi.

    l’articolo in sintesi patendo dal dato genetico acquisito dimostra matematicamente che i tempi dell’evoluzionismo se fosse cosi’ come lo propongono sono impensabili e molto piu’ lunghi dei miliardi di anni di cui generalmnte si parla.

    http://www.alleanzacattolica.org/indici/articoli/benassil95.htm

    un caro saluto

    rocco

    • Rocco, ti ringrazio per la segnalazione di questo articolo del 1983, le considerazioni contenute sui tempi dell’evoluzione mi sembrano ancora attuali.

      Ho visto in giro gente che ne critica il contenuto aggrappandosi al termine “soglia d’impossibilità”, ma mi sembra un argomento decisamente debole, un tentativo di non affrontare i veri problemi sollevati dall’articolo.
      Niente di nuovo insomma.

  3. Prof., sul sito di UCCR uno scrive che l’australopiteco è l’antenato comune di uomo e scimpanzé, e lei non reagisce? Forse è svenuto?

    • Daphnos, effettivamente nelle ultime 24 non ho potuto seguire molto, ieri sera avevo una presentazione di Extraterrestri e stamattina lezione, detto questo vedo che hai provveduto egregiamente a rispondere ad alessandro!

      In definitiva mi sembra che anche su UCCR, così come era avvenuto per Lo Sgamato, la maggior parte delle migliori repliche siano venute dal gruppo specializzato che è diventato una caratteristica di CS.
      Grazie a tutti voi.

  4. Se l’homo sapiens risale a 100mila anni fa, vuol dire che non discende dall’uomo di neanderthal, oppure sbaglio? Se così fosse, salterebbero tutte una serie di speigazioni sulla nostra origine.

    • E’ vero, infatti questa è proprio una delle scoperte sulla storia umana: neanderthal non è un nostro antenato.

      La serie classica della progressione da scimmia a uomo non è più accettabile, si deve ricorrere all’immagine dei “cespugli”, ma questo non fa che complicare le cose, bisogna infatti trovare una spiegazione convincente a queste “esplosioni” di varietà.

      • ilario.verona on

        prof. Pennetta,
        mi intrometto per un attimo nel vostro flusso.
        Sono evoluzionista e neo-darwinista convinto.
        Faccio un commento al suo commento su Neanderthal e cespugli.

        Io trovo molto interessante la situazione attuale della ricerca sull’evoluzione del genere homo. Il fatto che ci siano ritrovamenti che suggeriscono cespugli DEVE essere una opportunità di approfondire la ricerca. I cespugli che “complicano” non sono la confutazione di una teoria generale (darwiniana) anzi! Quali specie si evolvono lungo una linea “dritta”, senza rami (specie) collaterali?
        Questo scenario dei cespugli è per me entusiasmante. Diverse specie del genere homo che convivono e “evolvono” ognuna lungo il suo percorso (misto di costrizioni filogenetiche e opportunità di mutazione).
        Se fossimo in grado capire bene gli adattamenti e l’exaptation che hanno “costruito” l’homo sapiens avremmo a disposizione indizi per comprendere elementi profondi della nostra “natura” (nulla di esaustivo, intendiamoci)

        Ma principalmente volevo suggerire una chiave di lettura: si possono avere atteggiamenti dogmatici e antiscientifici pur essendo scienziati seri. Dobbiamo essere sempre in grado di separare “una buona teoria” (quale il neodarwinismo è, fino a quando non si sarà magari in grado di cambiare “paradigma”) dai suoi cattivi cortigiani o da suoi cattivi divulgatori.

        Bene la polemica (che giustamente non vi fate mancare) sui divulgatori cretini ma serietà e ponderazione nel giudizio su teorie scientifiche elaborate da centinaia di studiosi di grande valore, di grande intelligenza e spesso (ma non sempre, lo ammetto) di grande prudenza, come fu Darwin stesso.

        che ne dice?
        ilario

        • Buonasera Ilario e benvenuto,
          riguardo ai “cespugli” rileggendo il mio intervento potrà notare che la cosa è ritenuta molto interessante anche da me, ma al tempo stesso ritengo che la teoria neodarwiniana non si adatti molto bene a queste improvvise “esplosioni” di specie.

          Il problema in realtà era già presente nell’analisi dell’esplosione del Cambriano, fin dalla prima elaborazione di Darwin il gradualismo era irrinunciabile, e in linea di massima lo stesso vale anche per il neodarwinismo, e un’esplosione di quel genere non è esattamente graduale.

          Riguardo alle altre considerazioni contenute nel suo interessante intervento posso dire che al di là di alcuni spunti polemici e qualche punzecchiatura(che sono anche naturali in un blog) è mia intenzione mantenere i toni nell’ambito del rispetto innanzitutto delle persone e anche delle professionalità.

          Concordo infine sul fatto che Darwin fosse una persona prudente (virtù sempre più rara) e aggiungo che lo ritengo del tutto estraneo al fenomeno socio-politico del “darwinismo” che è invece da ascrivere ad altri personaggi come Spencer e Huxley.
          Da questo punto di vista aggiungerei che egli in fondo fu il primo ad essere danneggiato dalla politicizzazione della teoria.
          Ma questo è un lungo discorso.

          • “Diverse specie del genere homo”

            Tanto sta dietro questa frase.
            Per com’è, sembrerebbe inequivocabile il doversi intendere con specie “specie biologica”.Praticamente tutti i rami microevolutivi sono ‘a cespuglio’..l’evoluzione dei canidi,dei suidi non lo sono?
            Com’esse lo è anche quello dell’uomo.
            Il punto sono semplicemente ‘i collegamenti’ fra i vari rami cespugliosi che di fatto non esistono.
            Nel caso dell’uomo ciò che unisce il cespuglio delle scimmie australopitecine(e che sembra continuare con scimpanzè e bonobo)a quello degli homo(che sono uomini)
            E’ sicuramente entusiasmante ,affascinante etc..chi mai lo nega?
            Quindi la frase:
            “I cespugli che “complicano” non sono la confutazione di una teoria generale (darwiniana) anzi! Quali specie si evolvono lungo una linea “dritta”, senza rami (specie) collaterali?”

            secondo me è giusta,ma in questo caso fraintende forse le cose.
            Non si dice che il neodarwinismo preveda e debba riscontrare una struttura a scale o ad “albero di natale stilizzato”in cui dal fusto comune divergono rami dritti indipendenti.

            Il tutto sono i collegamenti fra i cespugli,i tempi ed il gradualismo,questi tre punti(chiarito anche cosa si intenda con nuova specie)
            Chiunque è neodarwinista se si applica il neodarwoinismo nel campo d’esistenza in cui è certamente valido.
            Non so se ho reso l’idea..non è che si dice “è complicato allora non funziona”,al più si sserva che complicazioni contribuiscono sempre più a rendere irragionevole il paradigma neodarwinista e la storia raccontata e le ere in cui accadevano fatti narrati come storia certa andrebbero rivalutati completamente,viene invece riadattata la realtà al paradigma…

          • ilario.verona on

            L’esplosione del cambriano,
            altra cosa entusiasmante!!!
            Il mio parere però è che gradualismo e “saltazionismo” (o l’etichetta che le piace di più per le “esplosioni”) non sono due teorie contrapposte. Dal punto di vista per esempio di Kuhn non sono “paradigmi” diversi, ma lo stesso paradigma.
            S.J.Gould ha dedicato un libro all’esplosione del cambriano (“La vita meravigliosa”, l’ha letto?) ed ha anche scritto un tomo notevole (mi riferisco al lavoro scientifico che vi è contenuto) sui “salti”, cioè i bruschi e rapidi eventi di speciazione che la documentazione fossile mostra in abbondanza.
            Il libro è “l’equilibrio punteggiato”, glielo consiglio.
            E’ un libro che tenta (che tenta!) di fornire una teoria scientifica “non gradualista”.
            E’ una teoria ancora molto aperta nel dibattito scientifico e che per esempio ha fatto e fa infuriare costantemente Dawkins.
            Tutto per dire che il “neodarwinismo” (consideriamo però questa cosa come un etichetta, non come un idolo -magari da abbattere-) è “in viaggio” e tanti onesti a capaci scienziati (e credo di essere d’accordo con lei nel ritenere che non tutti lo sono) forniscono costantemente i loro -illuminanti- contributi.

            Che ne dice?

            auguri per una Santa Pasqua

          • Ilario,
            conosco bene “L’equilibrio punteggiato” di Gould, è un libro pieno di informazioni importanti non solo per la teoria dell’evoluzione, ma anche per il racconto della feroce opposizione accademica a coloro che come Goldschmitt e Schindewolf provarono a metterla in discussione, cosa avvenuta allo stesso Gould quando ha provato a proporre i puntazionismo.
            Lui riuscì a cavarsela solo quando disse che esso non era in alternativa alla teoria darwiniana ma un suo completamento.

            Ora siamo di fronte ad una teoria che che prevede un gradualismo un “tantino” veloce per i passaggi evolutivi, e che di fatto mette in seria difficoltà il meccanismo per caso e selezione.

            Confidiamo negli scienziati seri…

            Una buona Santa Pasqua anche a lei.

    • Il neanderthal come antenato era comunque già stato scartato da tempo.
      Vi sono tracce che indicherebbero il neanderthal come qualcosa abbastanza legato gli avi degli antichi Galli,ma non solo.
      Per lo più comunque si parla di ‘incrocio’ fra sapiens e Neanderthal anche se forse non è ‘bellissimo’ usare il termine incrocio.
      Nulla più nulla meno che un unione fra due popolazioni esempio cinesi e aborigeni ..niente di strano,nessuna macroevoluzione dell’homo.
      Uomini i sapiens,uomini i neanderthal,uomini i piccoli floresiensis.
      Solo uomini e ‘scimmie’,tutti in un cespuglione in cui i collegamenti sono tutti ipotetici e non supportati da nessuna prova.Più volte anche su CS è stato mostrato un grafico che mostra realmente l’albero che coinvolge l’uomo e si vede che è composto da tanti rami disgiunti…
      In particolare la netta separazione fra scimmia(a cui si mostrano molto simili bonobo e scimpanzè)e tutti i vari ‘homo’ uomini al 100%.
      Qui un articoletto ‘interessante’
      http://www.focus.it/scienza/siamo-tutti-un-po–neanderthaliani-sequenziato-il-dna-dell-uomo-di-neanderthal_C12.aspx

  5. http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Alle_radici_del_bipedismo.aspx

    “Questo studio, concludono i ricercatori, indica che la necessità di trasportare risorse alimentari limitate e di alta qualità potrebbe aver svincolato gli arti anteriori dei nostri progenitori dal compito di locomozione.”

    Ma non suona un po’ come Lamarkismo tutto ciò?

    Richiama un po’ alla mente qualcosa del genere:
    http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/12/homo-sapiens-luomo-venuto-dal-nulla/

    “I discendenti delle antiche scimmie dovettero adattarsi a fare a meno della foresta e a cercare il cibo nella savana. Così impararono a camminare sulle zampe posteriori in posizione eretta. La capacità di camminare con due gambe offrì il grandissimo vantaggio di liberare le mani per afferrare sassi e bastoni, o per portare ai propri piccoli il cibo raccolto.”

    Ma come anche:

    “Gli uomini iniziarono a camminare in stazione eretta perchè vissero in un periodo in cui si diffuse la prateria erbosa, e poichè non potevano vedere attraverso l’erba, iniziarono a stirare le loro gambe e a mettersi sulla punta dei piedi per vedere oltre l’erba… e questo eventualmente portò allo sviluppo della stazione eretta.”

    etc..

    Mah…

  6. http://www.unita.it/scienza/notizie/che-storia-ingarbugliata-br-quella-dei-nostri-antenati-1.318771

    “Che storia ingarbugliata quella dei nostri antenati”

    “[…]come scrive Telmo Pievani, un «Dna arlecchino». Frutto di una piccola promiscuità genetica che ha accompagnato una elevata promiscuità fisica con tante altre specie di uomini. Il nostro successo – la nostra fortuna – è anche il frutto di questa capacità di saper accettare e abbracciare l’altro.”

    Se con “specie” d’uomini si intendono specie biologiche allora ,per definizione,non potrebbero incrociarsi e dare prole fertile…

    Se con specie di uomini si intende comunità di individui aventi lo stesso pool genico allora anche in quel caso non potrebbero incrociarsi poichè appunto specie diverse…

    Ne consegue che quindi fossero varietà della medesima specie(chiamiamola homo) così come lo sono un chihuaua e un dingo e un coyote per esempio..quindi ragionevolmente dal ergaster/erectus al sapiens sapiens non vi è che al più microevoluzione con tutti annessi e connessi..ma allora niente ominidi ma uomini….

    P.S.
    Fra l’altro tutto ciò non è un pochino pochino pro-razzismo?

    • “…La scoperta getta così una nuova luce nella storia dell’evoluzione umana, una storia che è ancora ricca di colpi di scena.”

      La frase potrebbe anche essere formulata nel seguente modo: se la storia è ricca di colpi di scena, questo significa che non è esattamente la storia che pensavamo…

  7. Su Pikaia viene riportata una notizia:
    http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/A_spasso_con_Lucy.aspx
    che rimanda ad una vecchia notizia:
    http://www.nationalgeographic.it/scienza/2011/02/11/news/lucy_camminava_come_noi-185865/

    Forse sarebbe interessante ed utile spendere due parole sulla vecchia Lucy e sull’australopitecina come una sorta di ‘non scimmia’.
    Si giunse alla conclusione che le australopitecine in questione fossero scimmie non molto divergenti dalle odierne con caratteristiche simili agli orangu-tan e soprattutto quadrupedi.
    [Fred Spoor, Bernard Wood, Frans Zonneveld, “Implication of Early Hominid Labryntine Morphology for Evolution of Human Bipedal Locomotion”, Nature, Vol 369, June 23, 1994, pp. 645-648.]
    L’articolo ad un certo punto si lascia andare in questa dichiarazione:
    “Non so cosa altro sia necessario per dimostrare che nella specie è presente una postura eretta come quella dell’uomo moderno”.
    Che già trova risposta nel video di Fasol di cui si parlava poco tempo fa,ma è piuttosto evidente…
    1. Lord Zuckerman, un anatomista famoso in tutto il mondo, malgrado sia in favore della teoria dell’evoluzione è giunto anch’egli alla conclusione che gli Australopitecini fossero solo una specie di scimmie, e che sicuramente non camminavano in posizione eretta.
    2. Charles E.Oxnard, ben noto per le sue ricerche al riguardo, e la sua squadra di ricercatori, sono tutti arrivati alla conclusione che la struttura scheletrica dell’Australopiteco somigliava a quella degli oranghi di oggi.
    3. Nel 1994, Fred Spoor della London Global University, e la sua squadra, hanno condotto uno studio a largo raggio sullo scheletro dell’Australopiteco per arrivare ad una conclusione definitiva. Lo studio fu eseguito sulla coclea, un organo all’interno dell’orecchio che determina la posizione del corpo rispetto al suolo. Spoor stabilì che l’Australopiteco non camminava allo stesso modo degli esseri umani.
    4. Nel 2000, in uno studio di Brian G. Richmond e David S. Strait, pubblicato sulla rivista Nature, si è discusso sulle ossa dell’avambraccio dell’Australopiteco.

    Degli studi anatomici comparativi hanno dimostrato che questa specie aveva la stessa anatomia dell’avambraccio di quella delle odierne scimmie quadrupedi.

    Read more: Charles Darwin: La ricerca dell’anello mancante – Parte quinta http://www.metamorfosi-aliene.it/argomenti-scientifici/scienza/evoluzionismo-biologico/347-charles-darwin-la-ricerca-dellanello-mancante-parte-quinta.html#ixzz1qoopYugi

    Lucy, è stato confermato, ha la stessa anatomia del polso come scimpanzé e gorilla;inoltre, utilizzando l’analisi multivariata, l’anatomista Dr. Charles Oxnard ha dimostrato che l’alluce di Lucy,in realtà,sporge proprio come negli scimpanzé,altro che caratteristiche umane!.Alcuni neodarwinisti ipotizzarono che alcune impronte con datazione apparentemente precedente alla presunta epoca del bipedismop umano(di Laetoli) fossero una prova che Lucy camminasse in posizione eretta.Però,see correttamente ricostruito, tuttavia, le ossa del ‘piede’(zampa)dei fossili delle australopitecine mostrano che Lucy non poteva aver fatto quelle impronte…ma allora se la datazione fosse corretta e non fossero di Lucy..allora si potrebbe dare credito,per esempio,a quanto dice ariguardo il dottor Russell Tuttle(University of Chicago) che crede siano proprio come quelle dei bambini che abitualmente camminano a piedi nudi..
    Sicuramente si nota che se una ‘datazione’ non quadra(non è l’unico caso ,qualcuno già anche qui su CS è stato evidenziato)se può venire riciclata per essere in qualche modo letta in chiave neodarwinista bene altrimenti viene ritenuta falsata..
    Ad ogni modo adesso il mio non era un discorso tanto sulle datazioni,il partivcolare era solo una constatazione,ma piuttosto sul voler mostrare scimmie per qualcos’altro e per forza voler dimostrare che se si dice che la “storia è ancora ricca di colpi di scena” e poi si segue comunque il solito paradigma cercando di adattare tuitto quanto ad esso sembra esserci qualche incongruenza,qualcosa che non quadra..o no?
    Qui per esempio si parlava anche un poco delle ‘rappresentazioni’ delle ominidi ed anche di Lucy:
    http://www.enzopennetta.it/wordpress/2012/01/levoluzione-e-scritta-sulla-faccia/

    Un tuffo nel passato ..ecco qualcosa che probabilmente è veramente simile a Lucy:

    http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/04/orangutan-spear1.jpg
    http://images.corriere.it/Media/Foto/sumatra_1.jpg
    http://gaianews.it/wp-content/uploads/Sepilok_Rehab_Center_Sandakan_+Malaysia_480.jpg

    • ma siamo ancora convinti che fosse solo una sottospecie di uomo?!

      Beh bisogna vedere cosa si intenda con ‘sottospecie’ d’uomo.
      Insomma serve certamente una esplicatio terminorum.
      Sottospecie è un termine ‘bruttino’ ,per conto mio,ad ogni modo inadeguato parlando di TdE.
      Si potrebbe dire piuttosto,meglio,che l’homo erectus sia una varietà della specie uomo.
      Si può indicare anche sotto-specie ,cambia poco in fatti,però bisogna postulare che esistano esponenti di una specie originaria da cui poi si diramano le varie sottospecie,e che quindi non può essere l’erectus/ergaster.
      Certamente non lo è la scimmia australopitecina(fù homo habilis).
      L’homo ergaster,erectus,sapiens ,neanderthal,heidelbergensis ,rhodesiensis,Floresiensis,di Denisova sono tutti uomini,banalmente come si vede nel commento sopra su “Che storia ingarbugliata quella dei nostri antenati” .Diversi dei quali e diverse vaietà dei quali convissero per lunghi tempi..Sull’erectus uno studio di ricercatori del new Egland è arrivato ad ipotizzare che l’erectus sapesse anche navigare..
      Ci sono tutt’altro che semplici ‘vuoti’ nell’albero filogenetico dell’uomo,di fatto è esattamente come altri un ramo con tutti i vari sottorami disgiunto dagli altri alberi.
      Diventa anche sempre più difficile sostenere qualsivoglia ipotesi gradualistica,da quella ‘forte’ alla Dawkins ad una (ormai più accettata) alla Gould..il gadualismo è un problema notevole della teoria e l’origine dell’uomo(xcome anche delle altre specie) confusa e compicata,c’è tutto fuorchè certezza attorno.