L’evoluzione umana continua…?!?

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Si tratta di una notizia clamorosa, si potrebbe pensare alla solita esagerazione dei quotidiani che lanciano titoli ad effetto per incrementare le vendite.

 

Ma invece si tratta del titolo di un articolo apparso su Pikaia, il portale dell’evoluzione diretto nientemeno che da Telmo Pievani.

 

L’articolo è apparso su Pikaia con il titolo “L’evoluzione umana continua“, un’affermazione che non lascia dubbi: in un sol colpo si è scoperto finalmente un esempio di evoluzione verificata sotto controllo, e per di più si tratta nientemeno che dell’evoluzione umana!

Per una notizia così clamorosa ci saremmo aspettati le prime pagine dei giornali, ma stranamente questi (solitamente  a caccia di notizie clamorose) sembra proprio che si siano fatti sfuggire l’occasione: che siano tutti in mano ai “creazionisti”? Eppure l’articolo pubblicato sull’autorevole Pikaia parla chiaro:

Nonostante gli avanzamenti nella medicina e tecnologia così come la prevalenza della monogamia, una ricerca internazionale, pubblicata recentemente su PNAS, rivela la continuità dell’evoluzione umana

L’affermazione contenuta nel titolo viene confermata, uno studio pubblicato su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) lo dimostrerebbe. Ma le prove di cui parla l’articolo scritto su Pikaia non sembrano essere all’altezza delle apettative:

…la ricerca è stata condotta sulle anagrafiche della chiesa riguardanti 6000 finlandesi tra il 1760-1849 per determinare se la demografia, i cambiamenti culturali e tecnologici della rivoluzione culturale hanno avuto effetto sulla selezione sessuale nella nostra specie.

Ma come… si preannunciava la prova che l’evoluzione della specie umana continua e ci troviamo a parlare di selezione sessuale?

Possibile che su Pikaia si facciano errori che costerebbero un’insufficienza ad uno studente di liceo?

Sì, perché confondere l’evoluzione con la selezione è un errore grave, la selezione (di qualunque tipo) non genera nuovi caratteri, ne elimina alcuni, seleziona appunto, e quindi non è dato avere un’evoluzione se non compaiono nuovi caratteri da sottoporre all’azione della selezione. E nell’articolo di nuovi caratteri non si parla proprio.

Andiamo allora a verificare sul sito della PNAS come stanno le cose, l’articolo originale è intitolato “Natural and sexual selection in a monogamous historical human population“, e come si vede si parla di “selezione” e non di evoluzione, cosa confermata anche dalle prime righe dell’Abstract:

Se e come le popolazioni umane esposte alla rivoluzione agricola siano ancora sottoposte alla selezione darwiniana, rimane una questione controversa tra gli scienziati sociali, biologi, e il pubblico in generale.

La conferma è definitiva, l’articolo pubblicato su PNAS parla della selezione, non dell’evoluzione e che su un sito che si definisce il portale dell’evoluzione si cada in un errore così grossolano lascia basiti.

Ma siamo certi che il responsabile del sito, il prof. Pievani, nei prossimi giorni pubblicherà una rettifica della notizia…

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

6 commenti

  1. Ora…La selezione sessuale alcuni la considerano un qualcosa contenuto entro il macro-concetto di selezione naturale,altri preferiscono separare le 2 cose,visto che una(la s. naturale)porta la disfatta ,la scomparsa dello sconfitto,dell’inadatto etc..e il successo ,il progredire(in senso evolutivo) dell’adatto; l’altra(la sessuale)porta alla scarsità se non alla totale assenza di prole dello “sconfitto”,dove sconfitto è chi perde la lotta tra maschi per il possesso delle femmine..(in “soldoni una dipende da ambo i sessi una da un unico sesso)
    Il che già applicarla all’uomo,sia esso dedito a stile di vita rurale o “selvaggio”, si comprende abbia diverse difficoltà e dubbiosità..
    Ma giustamente il dubbio maggiore nasce dal sentir parlare di “evoluzione umana che continua…”.
    Ora..del resto è vero che con evoluzione umana,di fatto,si dovrebbe intendere l’origine del “genere” Homo,quindi della “specie” sapiens e poi tutta l’evoluzione del sapiens che ha popolato la terra con tutte le varie popolazioni..quindi è pur vero che se in qualche popolazione umana interviene una selezione sessulae ciò interessa l’evoluzione umana,ma dubito serissimamente che chi legge il titolo e quel rafiletto pensoi a questo,e non piuttosto al passaggio ,lentissimo quanto pare verso un nuovo “stadio” evolutivo..
    In effetti quindi non essendoci stato nessun cambiamento e soprattutto non essendo lo studio riguardante un cambiamento all’interno della specie umana ma descrivendo un meccanismo,quello della selezione sessulae che potrebbe aver influito e continuare ad influire in certi luoghi,in certoim odi etc..l’articolo diPikaia appare certamente fuorviante ed un po’ grossolanamente impreciso…
    Giustamente Enzo scrivi:
    “Sì, perché confondere l’evoluzione con la selezione è un errore grave, la selezione (di qualunque tipo) non genera nuovi caratteri, ne elimina alcuni, seleziona appunto, e quindi non è dato avere un’evoluzione se non compaiono nuovi caratteri da sottoporre all’azione della selezione. E nell’articolo di nuovi caratteri non si parla proprio.”

    …prendiamo una popolazione di coccinelle in una data nicchia ecologica..scattiamo un’istantanea e vediamo che ci sono coccinelle rosse con i 7 pallini neri..poi passato tempo riscattiamo un’istantanea e vediamo che sono tutte nere..
    Ammettiamo che sia intervenuto un cambiamento climatico ambientale in questo tempo ed esso abbia rappresentato il filtro di selezione,possiamo dire che c’è stata evoluzione?
    Si.perchè no?Ovviamente non è comparsa nessuna nuova specie,però la specie si è adattata in relazione alla sua fitness,al suo pool genico etc..

    Quindi io non punterei tanto sul fatto che la selezione non aggiunge nulla di nuovo(seppur fai benissimo a rievidenziarlo visto che su questo i neodarwinisti fanno continuamente “gli gnorri”)
    quanto che la notizia di Pikaia comunque sia è di un’inutilità paurosa.
    O da un lato è un grave errore,un qualcosa di sbagliato ,propagandistico in malafede etc.. oppure,dall’alro lato è una notizia ovvia ,banale,un qualcosa che avviene più o meno sempre in modo aleatorio e del quale nessuno si meraviglia..e è testimonianza di questo anche che s u Pikaia la notizia prenda 3 righe(le restanti citano lo studio del PNAS)..

    Infatti..Volgiamo la cosa più in generale..
    Avrà più chance di “accaparrarsi” la femmina chi rientrerà nel gusto della femmina(in natura di fatto,dove maschio e femmina “sono diversi ad occhio” il maschio è quello più “bello” che deve sedurre la femmina)quindi chi sarà un buon partito(reddito,casa,possedimenti)chi sarà di aspetto che rientra nel canone della femmina(biondo,alto,muscoloso,longilineo,robusto,peloso,depilato,bondo,moro..),quello che si dimostrerà più forte per proteggerla,quello che riuscirà ad avere feeling con la femmina,chi sarà la miglior combinazione di tutte le cose,chi saprà farla innamorare di se..insomma no..è chiaro…

    A seconda di ciò che avverrà le generazioni future porteranno i caratteri di chi ha generato prole,chi non ha trovato compagna muore senza eredi e i suoi caratteri con lui..

    Tutto questo veramente c’è bisogno di spiegarlo con uno studio?E deve suscitare tanto clamore da dover titolare così?

    Non so…io questo articolo su Pikaia faccio veramente fatica a comprenderlo,non ne vedo l’utilità ,lo scopo informativo,l’interesse,la notizia…suona come la notizia”da qualche parte è morto qualcuno”

    • Come ho già detto altre volte è proprio il concetto di “selezione naturale” ad essere un’ovvietà, è la trasposizione scientifica del detto “vinca il migliore”.
      Ma da parte darwiniana si insiste nell’indicare nella selezione l’idea clamorosa, il prodigio che spiega l’evoluzione, e invece non spiega proprio cosa determini la comparsa di nuovi caratteri.

      Ecco quindo che qualunque studio che riguardi la selezione porta con sé quest’aria di banalità.

      Quelle che invece dovrebbero essere studiate sono le conseguenze del’impoverimento genetico dovuto alla selezione e il probabile aumento delle malattie genetiche dovuto all’aumentata incidenza di doppi alleli recessivi patogeni.

      Ma questo sarebbe un elemento a sfavore della teoria neodarwinina, e quindi non se ne parla.

      • Quelle che invece dovrebbero essere studiate sono le conseguenze del’impoverimento genetico dovuto alla selezione e il probabile aumento delle malattie genetiche dovuto all’aumentata incidenza di doppi alleli recessivi patogeni.

        Ma questo sarebbe un elemento a sfavore della teoria neodarwinina, e quindi non se ne parla.

        Precisamente.
        Se ne parlava ultimamente un po’ con il caso della tigre della tasmania:
        http://www.enzopennetta.it/wordpress/2012/05/neodarwinismo-alla-deriva/

        Del resto su Pikaia non fa strano trovare articoli così se Puievani nella risposta a Fodor e Palmarini al loro libro scrisse che la selezione è IL PIU’ IMPORTANTE fattore del cambiamento evolutivo..
        parole che fano decisamente riflettere..almeno dovrebbero,che hanno giustamente stupito anche Palmarini e Fodor,e hanno fatto pensare al sottoscritto se Pievani l’avesse realmente letto quel libro…
        Finchè il paradigma è li in auge come si vde comunque non si finisce mai di leggere una collezione di banalità e di storie proprio così,anche questo dovrebbe far un po’ pensare…

        E’ senz’altro vero Enzo poi il fatto che la selezione naturale sia in se per se un po’ un’ovvieta ,una banalità a prescindere,è già un po’ oscuro che venga presentata come grande scoperta di C.Darwin quando gli latri naturalisti contremporanei come Blyth ,ma anche antecedenti già avessero presentato questo meccanismo..

    • Ma e’la femmina dell’homo che corre dietro il maschio homo mentre va a caccia, di antonio72-ana memoria? 😀