Montalcini, Veronesi, Dawkins… “All in all your you’re just another brick in the wall”

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Nella conferenza sull’evoluzione del CICAP si insiste molto sull’insegnamento della teoria darwiniana nelle scuole.

La relatrice paragona il darwinismo ad un muro, mai paragone fu più felice.

 

Un muro che imprigiona l’intelletto e delimita il confine del conformismo ideologico.

 

 

Come abbiamo ricordato in precedenza il processo Scopes è del 1925, data alla quale si può far risalire l’inizio della discussione su come debba essere insegnata a scuola la teoria darwiniana, la conferenza del CICAP che offre lo spunto per le nostre riflessioni però non è sulla storia dell’antidarwinismo ma sul presente, e quindi ecco il seguito:

 

Ed ecco ovviamente che si giunge all’Affaire Moratti, quando nel 2004 l’allora Ministro dell’Istruzione con la consulenza di Giuseppe Bertagna, Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione e della Comunicazione dell‘Università di Bergamo, riformulò i programmi scolastici inserendo la distinzione tra evoluzionismo e teoria dell’evoluzione:

non è certo mia la distinzione tra evoluzionismo/evoluzionismi e teoria/e dell’evoluzione; la prima coppia è collocata tra l’ideologico e il filosofico, con i rischi che conseguono a tutti gli ismi, la seconda resta nettamente sul piano scientifico.

(Il Sole 24Ore, Distinguiamo tra “ismi” e teorie– 26/04/2004)

Si tratta di una distinzione sacrosanta che avrebbe dovuto essere auspicata anche dagli scienziati darwiniani, ma questi preferirono ignorare questo aspetto soffermandosi solo su quello che effettivamente era invece un punto discutibile del provvedimento, l’idea di non procedere all’insegnamento della teoria sin dalle scuole medie di primo grado e invece presentare inizialmente tutte le versioni dell’origine dell’uomo come narrazioni fantastiche. E infatti solo questo punto viene riportato nel video della dott. Mautino. Ma come abbiamo accennato Bertagna aveva detto altre cose molto importanti:

Ma davvero la Moratti ha decretato la fine del darwinismo?

“Neanche per idea”, dice il professor Giuseppe Bertagna, a capo del gruppo di lavoro che per conto del ministro ha formulato la riforma dell’insegnamento. “Non è vero che in classe nessuno studierà più Darwin”.

Però qualcosa sta cambiando.

“Si tratta di andare al di là dei risibili schemini che i libri di testo hanno spacciato come verità acquisita per decenni, quelli con la scimmia che si trasforma in essere umano, per capirci. Un falso. Per anni abbiamo assistito alla pretesa di contrabbandare come scientifiche cose che non lo sono”.

Bertagna ricorda che l’insegnamento obbligatorio si estende su dodici anni, “vogliamo che i giovani si abituino alla complessità della scienza in modo progressivo, attraverso due cicli di studi ben distinti. Nei primi tre anni, certi argomenti si affrontano come fossero una delle possibili narrazioni mitologiche sulle origini della vita e dell’uomo. Insomma qualcosa che abbia attinenza con la fantasia.
Nei successivi nove anni, interviene l’apprendimento di secondo livello: i ragazzi incontrano prima i fatti da vicino, entrano in laboratorio, che sono anche la natura e gli oggetti circostanti. A quel punto si comincia ragionare sui fondamenti della scienza”.

Che vuol dire?

“Vuol dire che accanto alla conoscenza della teoria dell’evoluzione ci sarà posto per la critica della sua degradazione, l’evoluzionismo”

(Da Didaweb.net)

Ecco dunque che nella conferenza del CICAP è sparita la critica vera al darwinismo per lasciare spazio solo all’idea di proporre nelle scuole medie l’origine dell’uomo come narrazioni che parlino dei diversi approcci. Proposta questa che lascia perplesso anche il sottoscritto, ma che evidentemente è solo uno dei punti (e neanche il più importante) della programmazione proposta, mentre il CICAP non fa menzione degli altri punti,e in particolare di quello più importante:

…accanto alla conoscenza della teoria dell’evoluzione ci sarà posto per la critica della sua degradazione, l’evoluzionismo

Che oltre alla teoria scientifica sull’evoluzione esista anche una sua estensione ideologica (evoluzionismo o darwinismo vengono assunti come sinonimi) dovrebbe essere un fatto comunemente riconosciuto, e invece non viene neanche fatto cenno all’ipotesi di rivelare questo legame tra le due cose. Come sappiamo alla proposta Moratti/Bertagna seguì la risposta dell’appello di numerosi scienziati lanciato dalle colonne di Repubblica a cui seguì l’istituzione della Commissione Montalcini.

L’appello comprendeva tra i primi firmatari (l’Unità L”evoluzione negata. Un appello contro il decreto della Moratti), oltre al Nobel Rita Levi Montalcini e al prof. UmbertoVeronesi, anche Richard Dawkins che sappiamo essere uno dei principali esponenti dell’ideologizzazione della teoria darwiniana, un appello che quindi avvalora la tesi di Bertagna che oltre alla teoria vada insegnata la sua “degradazione”.

La vicenda della Commissione Montalcini è stata poi complicata da sviluppi poco chiari da parte del Ministero e tutto si è concluso con un pasticcio. Si è quindi trattato di un’importante occasione persa per fare un vero  e sereno dibattito sulla teoria dell’evoluzione e sul fenomeno darwinismo. Forse sarà il caso di rilanciare la questione.

Ma è doveroso dire ancora qualcosa, il documento della Commissione Montalcini nelle sue pagine tradisce le intenzioni dei redattori, mostra il tentativo di far passare per obiezioni di tipo religioso le critiche al darwinismo. Siamo di fronte alla solita tattica della “reductio ad crezionistam”:

Nel testo sottolineato (e giustamente eliminato dal Ministero) si tenta di far passare le critiche al darwinismo come frutto di posizioni religiose e non come reali problemi che riguardano il darwinismo.

Di una infondatezza assoluta e di una elevata carica ideologica è poi un passo successivo del documento della Commissione Motalcini:

Dopo l’affermazione, tutta da motivare scientificamente e pedagogicamente, della propedeuticità dell’insegnamento dell’evoluzione per capire “le scienze naturali in generale”, la commissione Montalcini afferma che anche la Storia, la Filosofia e persino l’Arte non possono essere comprese se non nell’ottica dell’evoluzione!

Cosa serve ancora per dimostrare che l’evoluzionismo è veramente un’ideologia, una chiave interpretativa della Storia?

Altre affermazioni su cui discutere sono presenti nel documento Montalcini, ma almeno per il momento ci fermiamo qui lasciandole alla scoperta personale di chi volesse andare a leggere l’intero documento.

Ma un brutto colpo alla tattica della “reductio ad creazionistam” è giunto proprio in questi giorni, da un paese dove il cristianesimo non può essere sospettato di alimentare pregiudizi: la Corea. Il 5 giugno scorso su Nature veniva infatti pubblicata la notizia della rimozione dell’insegnamento dell’evoluzione dai testi scolastici. La notizia veniva poi ripresa anche da Pikaia con un articolo intitolato Darwin crocefisso (anche) in Corea (sic!).

…E così adesso la divinizzazione di Darwin è cosa fatta…

Quello che scandalizza i darwinisti è ben riassunto su L’Unità “Darwin non piace alla Corea del Sud“:

Sorprende che argomenti del genere possano avere presa in un paese scientificamente all’avanguardia, che investe in ricerca e sviluppo una quota cospicua del suo Pil: il 3,23% stando alle stime Ocse del 2008 (fanno meglio soltanto Israele, Svezia, Finlandia e Giappone, mentre l’Italia è all’1,09%). Eppure in Corea del Sud Darwin non gode di un’ottima reputazione: secondo un sondaggio del 2009, un terzo della popolazione non crede nell’evoluzione, mentre il 40% degli insegnanti di biologia la ritiene una questione controversa anche all’interno della comunità scientifica e ben la metà di loro nega che la specie umana sia il risultato di un processo evolutivo.

Le critiche al darwinismo non sono quindi un pregiudizio di cristiani e islamici, e non sono neanche una conseguenza di una bassa cultura scientifica.

Ecco che adesso diventa più chiaro dove la proposta Moratti era sbagliata, la teoria di Darwin deve essere insegnata (ma bene!) fin dalle medie, infatti più la si studia e più viene contestata: dove la cultura scientifica è maggiore vengono le maggiori critiche.

La proposta è quindi di far studiare bene la teoria e i suoi punti deboli, l’evoluzione neodarwiniana e il darwinismo, come proponeva Bertagna.

E allora saranno gli studenti che cominceranno a “picconare” la teoria darwiniana e il darwinismo, a togliere i mattoni da quel “muro” che, dopo la caduta di quello di Berlino, li imprigiona ancora nell’ultima delle ideologie.

 

 

(Continua)

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

47 commenti

  1. Bello.
    Io ho un cugino che adesso sta facendo le medie.
    Ho notato l’altro giorno che il loro libro è spoglio, questo tema è trattato solo nelle ultime pagine.Penso (non ho chiesto) che nemmeno l’hanno trattato.Per fortuna che si vedono sempre meno fantastiche rappresentazioni.

  2. veramente non c’è solo la Corea del Sud ma anche la Cina ed il Giappone:

    “a startling 35% of the Japanese and 49% of the Chinese respondents agreed that there is “reason for doubt” about evolutionary theory’s ability to explain the variety of species on Earth.”

    http://www.nature.com/news/2010/100922/full/467388a.html

    ma francamente non capisco perchè Nature si sorprenda che ci siano ‘ragioni per dubitare’ su una teoria scientifica. Dovrebbe essere la regola mi sembra.

  3. “E allora saranno gli studenti che cominceranno a “picconare” la teoria darwiniana e il darwinismo”…

    e a questi studenti Dawkins darà del “pathetic little idiot” come ha fatto di recente con una studentessa che aveva osato esprimere un civilissimo dubbio.

  4. dopo la rimozione dei disegni degli embrioni di Haeckel, considerati come la peggiore frode nella storia della biologia, adesso dalla Corea del sud vengono eliminati anche il cavallo, l’Archaeopteryx, l’evoluzione umana e la teoria di Darwin riguardante l’origine dell’uomo

    questo è davvero un duro colpo per tutti i sostenitori della teoria dell’evoluzione darwiniana, soprattutto perchè tale fatto viene dalla Corea del sud, il 2° posto nella classifica mondiale dell’educazione

    l’Italia è solo al 32° posto, noi come gli altri dovremmo dimostrare un briciolo di umiltà e prendere esempio da chi ci sta davanti

    • Ciao, mi fa piacere tornare a leggere i tuoi interventi.

      Riguardo alla posizione della Corea nella classifica dell’educazione, adesso possiamo dire con maggior forza che il nostro impegno è per innalzare il livello d’istruzione del nostro paese.

      …e non è una battuta.

      • bhe che dire sentivo la mancanza di una sana critica di gruppo, oltretutto era mia intenzione buttare giù qualcosa riguardo questo argomento, che a mio avviso è davvero un passo avanti incredibile

        capisco che non sia una battuta, anche se la situazione è parecchio strana e mi ricorda vagamente qualcosa ..per innalzare il livello d’istruzione del paese è necessario eliminare del materiale dai nostri volumi scolastici, ergo invece di un guadagno per il tema evoluzione tutto ciò corrisponde solo ad una perdita di informazioni 🙂

  5. “Vuol dire che accanto alla conoscenza della teoria dell’evoluzione ci sarà posto per la critica della sua degradazione, l’evoluzionismo”

    Brillante.

    “Ecco che adesso diventa più chiaro dove la proposta Moratti era sbagliata, la teoria di Darwin deve essere insegnata (ma bene!) fin dalle medie, infatti più la si studia e più viene contestata: dove la cultura scientifica è maggiore vengono le maggiori critiche.

    La proposta è quindi di far studiare bene la teoria e i suoi punti deboli, l’evoluzione neodarwiniana e il darwinismo, come proponeva Bertagna.

    E allora saranno gli studenti che cominceranno a “picconare” la teoria darwiniana e il darwinismo, a togliere i mattoni da quel “muro” che, dopo la caduta di quello di Berlino, li imprigiona ancora nell’ultima delle ideologie.”

    http://www.enzopennetta.it/wordpress/2012/02/caro-augias-facciamo-tornare-darwin/

    Lo ripeteremo sempre.Perchè mai non insegnarla?Per confondere maggiormente ed alimentare chissacchè?
    Insegnata,ma “bene”.
    Non insegnata come verità assodata e fondamento imprescindibile di ogni scienza naturale ,arte,cultura etc..

      • Esatto,per esempio è lo stesso Dawkins che scrive che “molte persone credono ancora oggi in quest’ultima(Creatore), forse perché la vera spiegazione della nostra esistenza, quella darwiniana, non è ancora una parte obbligatoria dei programmi scolastici, ed è largamente fraintesa”.
        Il che è semplicemente fra il ridicolo e il paradossale.E’ infatti,almeno imho esattamente l’opposto.
        Io ero fermamente neodarwinista.Perchè avrei dovuto non esserlo?Ma credo che a parte generazioni più recenti(a ridosso del 2000) tutti,visti documentari,informazione ed istruzione ricevuta non potessero essere altro se non neodarwinisti.
        Infatti sia l’istruzione elementare,media e superiore presentava la teoria neodarwiniana come un qualcosa di certo,di assodato,in buona sostanza tutto veniva presentato senza minimamente far riferimento alle crepe(voragini) del muro,che veniva preszentato forte solido e inattaccabile.
        Il tutto veniva rinforzato sin da bambini con “C’era una volta l’uomo”,che dai vari documentari di Angela,cartoni animati,film e telefilm,riviste tipo Focus etc..
        Quando poi ho invece approfondito la teoria,iniziando a leggere Darwin e poi ,curandomi di conoscerla bene in se,dapprima senza entrare nel merito della discussione, e andando quindi anche a vedere le varie nozioni necessarie dalle varie discipline coinvolte e poi andando a leggere i vari neodarwinisti,tipo Coyne,Gould,Boncinelli,Dawkins,Pievani e la stampa antidarwinista come Palmarini o Fondi per esempio non ho potuto che rivedere totalmente la mia posizione iniziale sul neodarwinismo.
        Mi sono trovato più volte anche ultimamente a dover fare “il neodarwinista”,nel senso di ricordare o spiegare come stavano alcune cose secondo la sintesi moderna,perchè venivano mosse critiche che prendevano come bersaglio un surrogato di comodo o comunque erroneo del neodarwinismo.
        Questo non è giusto,come non è giusto che il neodarwinismo prenda un bersaglio di comodo che promuove una censura per cercare dio tacitare l’intera critica anti-darwinista.

        La verità dei fatti deve emergere infatti,non c’è bisogno di strumentalizzazioni da nessuna delle 2 parti,non vedo perchè..se uno crede di essere nel giusto,sa di essere nel giusto non può aver timore di dire come stanno realmente le cose.
        La gente dovrebbe rispondere nella maniera corretta se giustamente informata e si eviterebbero senz’altro ideologismi e storielle spacciate per scienza e molto altro.

        Il lamarckismo,il darwinismo e la sintesi moderna vanno insegnate e vanno insegnate bene.
        Toglierne l’isegnamento non vuol dire esser migliori,ma peggiori,toglierene l’insegnamento è un grave errore che fra l’altro potrebbe portare al risultato opposto..

  6. Alessandro Giuliani on

    Cari amici, avendo due figlie in età tra liceo ed università mi sono a lungo interrogato in questi anni su cosa effettivamente dovesse essere l’educazione ‘scientifica ideale’ nella scuola.
    Se dovessi giudicare dal ‘prodotto finito’ (i ragazzi che aiuto a fare la tesi universitaria o di dottorato, quelli a cui faccio lezioni di statistica post-lauream..) direi che le scienze (in quanto contenuto scientifico, del tipo ‘la forma della cellula’, ‘la valenza chimica’ e quindi anche ‘la teoria dell’evoluzione’) non dovrebbero proprio essere insegnate al liceo. Infatti esse ingenerano l’abitudine (che non si perde, anzi diventa più pervicace negli anni successivi) a considerare i contenuti scientifici come ‘verità assodate’ non passibili di alcuna verifica. Queste ‘verità assodate’ quando, diventato lo studente un biologo o un fisico, non vengono MAI messe in crisi dallo scontro con la realtà sperimentale, se mai a farne le spese è la realtà (‘l’esperimento non è venuto, devo aver sbagliato qualcosa, riprovo fino a che non mi viene così alla fine pubblico come ‘vera’ l’unica prova di duecento che è ‘venuta giusta’).
    Un vero disastro…..
    Ciònonstante il pensiero scientifico (quello vero) DEVE essere preservato in quanto una delle poche difese contro l’idolatria ed il sonno della ragione, la mia proposta allora è INSEGNARE SOLO LA MATEMATICA CON UNA PARTICOLARE ATTENZIONE ALLA STATISTICA E ALLA RISOLUZIONE DI PROBLEMI PRATICI così che l’alunno abbia la possibilità di organizzare mentalmente in maniera ordinata, comunicabile e verificabile il suo approccio con il mondo qualsiasi mestiere decida di fare da grande. Poi a seconda del suo estro si iscriverà ad una facoltà scientifica oppure no, magari lascerà la scuola ma avrà gli strumenti per verificare la congruità di ciò che legge. Questo insegnamento DOVRA’ANDARE SEMPRE DI PARI PASSO CON LA PRATICA COSTANTE DELLA TRADUZIONE DAL LATINO (la materia del mio curriculum scolastico che mi è stata di maggior aiuto nella vita) pratica che aiuterà lo studente ad organizzare in maniera consequenziale il suo pensiero ed a riconoscere il messaggio rilevante nascosto in un testo..
    DIREI CHE QUESTO E’ TUTTO: LATINO E MATEMATICA POTREBBERO BASTARE…tutto sommato questi sono stati per secoli i pilastri dell’insegnamento impartito dai Gesuiti ed un motivo ci sarà pure…

    • E pensare che ci sono molti scientisti (tra cui purtroppo Piero Angela) che vorrebbero l’abolizione del latino nelle scuole…

      Mi ricordo (era solo qualche anno fa, del resto) quando c’erano le solite storie sull’ammodernamento delle materie da studiare a scuola. In qualche vecchio giornale, se andate a sfogliare, le troverete di certo. Si proponeva perfino la new economy (quella basata sulla carta straccia che stanno cercando di rifilarci in cambio delle nostre riserve auree), ricordate le “dot com”? bastava prendere un cesso, dire che si “connetteva ad internet” per avere un successo di vendite assicurato!
      Oltre naturalmente tradin on-line & roba varia.
      Pensate che nel frattempo quello che vi potrebbe togliere l’appendicite, o cavare un dente, o a cui avete affidato i vostri risparmi, potrebbe essere uno di loro… 🙁

    • Caro Alessandro, appoggio pienamente l’idea di insistere sul latino, il fatto che qualcuno proponga di toglierlo depone solo a favore dell’ipotesi che la scuola sia oggetto di una specie di “demolizione controllata”.

      Ovviamente la matematica non si discute, solo che è sempre meno amata anche dagli studenti dello scientifico.

      Le scienze invece vanno fatte ma adottando il sistema storico, cioè studiare la storia della scienza come del resto proposto da Dario Antiseri.
      Io uso questo metodo e mi sembra che dia i suoi risultati, la scienza non viene più vista come una verità data ma come un succedersi di paradigmi e di vicende umane che la desacralizzano.

      • Alessandro Giuliani on

        Giustissimo, il punto è che non ci sono tanti bravi insegnanti come te che facciano capire il senso delle cose e purtroppo per la matematica questo problema è ancora più cruciale, mi fa piacere condividere queste cose che scriveva Simone Weil sull’insegnamento delle scienze tanti anni fa ma che sono ancora attualissime e che concordano perfettamente con le posizioni di Enzo:

        Nella lettera ad un collega, dopo un anno di insegnamento, così la Weil scrive:

        «Le mie allieve, come la maggioranza degli studenti, consideravano le differenti scienze un insieme di nozioni morte il cui ordine è quello dato dai testi. Esse non avevano alcuna idea né del legame tra le scienze, né dei metodi che hanno permesso di crearle. In breve, si può dire che ciò che sapevano delle scienze era il contrario di una cultura. Tutto ciò mi rendeva molto difficile l’esposizione della parte del programma di filosofia intitolata Il metodo nelle scienze… Al termine esse dicevano che solo un simile insegnamento può rendere umana la scienza per gli allievi invece che una specie di dogma che bisogna credere senza mai sapere perché»; cfr. S. WEIL, Lettera ad un collega, (1932), in Sulla scienza, op. cit., pp. 87-88.

        Ancora in un testo trovato, fra i suoi appunti relativi all’insegnamento nel 1932, L’insegnamento delle matematiche (in Sulla scienza, op. cit., pp. 89-92, a p. 92), ella scrive:

        «L’esperienza pedagogica, di cui desidero far partecipi i colleghi, si ricongiunge all’insegnamento storico delle scienze preconizzato a ragione da Langevin e da parecchi altri… A mio avviso, l’insegnamento della scienza, per costituire una cultura, dovrebbe comportare: 1° – un insegnamento, almeno in parte, storico di ogni scienza, con lettura di testi originali e, per la fisica, tutte le volte che sarà possibile, la ripetizione delle esperienze fatte dagli inventori. 2° – un insegnamento della storia dei rapporti fra scienza e tecnica. 3° – il tirocinio e la pratica di un mestiere produttivo, unito ad un insegnamento più dettagliato della storia di tale mestiere, nel suo rapporto con la scienza e l’insieme della tecnica».

    • Non ho compreso se auspicassi,con un po’ di provocazione o meno,ad un insegnamento esclusivo di matematica e latino e basta o se parlassi solo della parte scientifica.
      In entrambi i casi non mi trovi molto convinto…
      Se posso esprimere il mio pensiero a riguardo,non ho neanche capito se si faccia riferimento solo ai licei,ad un particolare tipo di liceo,ad un’unificazione dei licei..boh non l’ho capito..
      Lasciando da parte gli istituti “professionali” ma non troppo,direi che di base tutte le scuole superiori dovrebbero avere insegnamenti identici,poi ognuno le sue caratterizzanti ma una base comune utile a formare e sviluppare quella critica ,ad impedire quel “sonno” della ragione,a saper valutare e capire le notizie offerte e a non essere raggirati e a comprendere varie cose del viver civile senza impazzire(già ce n’è di cose che ti fan uscire matto..)
      In merito a ciò direi,anche valutando la disastrosa preparazione generale in italiano e geografia direi che queste debbano venire insegnate e bene,poi ovviamente matematica e fisica,storia e inglese(chissà che non si metta il cinese..)..oltre a queste poi toglierei biologia e chimica e metteri per tutti il classico buon vecchio generico ‘scienze’.Una materia che propone le varie cose-base delle varie branche delle scienze naturali,la “storia” della scienza,una parte anche pratica etc..e poi le varie caratterizzanti a seconda dell’indirizzo scelto.Ma la base così fatta e ben fatta,importante e valida,non sorvolata perchè tanto è proforma per tutti.
      In modo da formare una cultura “base” che non c’è.
      Magari anche per non sentir dire che Londra si scrive L’ondra o vedere ragazzi che all’esame per avvocati scrivono “Habbiamo” o “correzzione” e avere un ministro dell’istruzione che pensa che vengano fatte autostrade per neutrini…
      Altrimenti si arriva ad eccessi in cui diventa meglio addirittura il modello Americano,il che è dire tutto…

    • Colgo l’occasione per dire che per motivi di spamming e di troll che sfruttano vecchi post per aprire interminabili discussioni che sviano da quelle più attuali ho deciso di non lasciare aperti troppo a lungo i commenti.

      Riguardo al programma di Grillo che ho trovato sul link, mi sembra che eviti gli argomenti più importanti e sul resto ci siano diversi obbrobri, come ad esempio che la scuola si riformi con l’uso di internet.

    • Piero non capisco perché te la prendi tanto, lasciali stare, vogliono essere cattocomunisti, cattogrillini è scelta loro…
      Non ti affannare…
      Questo modo di fare è controproducente (te lo dico qua, perché su UCCR ci sono molti troll)
      Per il resto ha ragione Lei, prof Pennetta!

      • Concordo con te. Credo che sia inutile affannarsi per cercare di uniformare il pensiero politico dei credenti… ovviamente penso che sia necessario essere informati e informare chi non ha le nostre stesse vedute, ma oltre questo livello eviterei di procedere. Siamo tutti abbastanza grandi per assumerci determinate responsabilità.

        Detto questo, dico una cosa che non ho avuto l’opportunità di scrivere le settimane precedenti. Professore, sarà anche vero che tra i promotori del Movimento 5 Stelle ci saranno persone che invocano la prossima fine del mondo a causa della sovrappopolazione, ma… Beppe Grillo ha SEI figli!! Dovrebbe essere considerato un terrorista dai suoi stessi sostenitori, sei piccoli produttori di CO2 sono una grave minaccia per il pianeta!

        • Beppe Grillo ha SEI figli!! Dovrebbe essere considerato un terrorista dai suoi stessi sostenitori, sei piccoli produttori di CO2 sono una grave minaccia per il pianeta!

          La coerenza del guru non fa parte del credo grilliano, tantevvvveroche’… lui che fa tanto casino per gli indagati in parlamento e’ stato condannato in via definitiva per… omicidio (colposo).
          Oltre naturalmente ad aver usufruito di scudi fiscali, ravvedimenti operosi, e quant’altro…

          Le uniche parole d’ordine del credo grillino sono:
          – Internet
          – meetup
          – vaffa…
          – trasparenza
          – NIMBY
          – BANANA
          – vaffa…
          – vaffa…
          – vaffa…
          – Internet
          – vaffa…
          – Internet
          – vaffa…
          – Internet
          – vaffa…
          – Internet
          – vaffa…
          – Internet
          – vaffa…
          – Internet
          – vaffa…
          – Internet
          – vaffa…
          – Internet
          – vaffa…
          – Internet
          – vaffa…
          – Internet
          – vaffa…

          • Un po’ mi dispiace ammetterlo, ma sono sostanzialmente d’accordo con te.

            Quello che più mi colpì di Grillo, in negativo ovviamente, fu la lettura di una sua intervista qualche anno fa, in cui sosteneva che internet sarebbe stato il futuro della comunicazione (e fin qui ci può stare), poi precisò che, per riuscire a tenere botta su internet, bisognava AVERE LE PALLE. Subito dopo, però, ebbe parole di elogio per l’iniziativa di un suo cybersostenitore, che per contrastare la presenza di Clemente Mastella in rete fondò un blog intitolato “DEMENTE MASTELLA”. Chiaramente da questo episodio mi sembra difficile considerare Grillo qualcosa di più di un troll internettiano, di quelli che si fanno grossi perché urlano forte… anche se su diverse cose potrebbe aver ragione, personalmente ho molte reticenze a salire sul ‘carro del vincitore’ del momento.

          • Un po’ mi dispiace ammetterlo, ma sono sostanzialmente d’accordo con te.

            Ma ti dispiace perche’ e’ con me che sei d’accordo, o perche’ sei d’accordo con me? 😉

          • LOL.

            No, mi dispiace perché ci sono dei motivi con cui poter essere d’accordo con Grillo. Solo che messi sul piatto della bilancia non sono abbastanza pesanti (o forse sono troppo pesanti quelli sull’altro piatto).

          • Ma i motivi per cui essere d’accordo con Grillo sono gli stessi di quelli per cui essere d’accordo con “L’uomo qualunque”.
            E’ qualunquismo allo stato puro.
            Non a caso si rifiuta di partecipare a dibattiti o a rispondere a domande, che non siano quelle inginocchiate di Travaglio (a proposito di schiena dritta degli altri…)

          • Non mi pare di aver sostenuto il contrario! Non mi dispiace di essere d’accordo con l’uomo qualunque su alcune cose.

            Comunque: 1) La parentela stretta tra il Mov. 5 Stelle e la categoria degli “scontenti di professione”, indignados e okkupatori, 2) i toni e le espressioni allucinanti del leader che pretende di non dover rendere conto ad alcuno delle proprie affermazioni e 3) la vicinanza del Mov. ai temi di una certa cultura che ben conosciamo, sono per me motivi sufficienti a tenermi alla larga da tutto questo.

          • Ora..lasciando perdere la coerenza,di tutte le contestazioni mosse al comico genovese e alla sua difesa(http://www.beppegrillo.it/2005/09/la_paga_di_giud.html),non credo sia tanto bella cosa marcare un episodio “sfortunato”,certamente difficile e spiacevole di morte come quello che lo ha coinvolto nell”88.
            Lui guidava lui era responsabile,lui è stato condannato e non nasconde la cosa.
            E già fortuito che Mambretti se la cavò con una prognosi di 40 giorni.
            Non credo che sia come dare un botto alla macchina di qualcuno in un parcheggio l’essere “colpevole” della morte di una famiglia…
            Non so come mi sentirei fosse accaduto a me…
            (fra l’altro non credo che ad un grillino o ad altri importerebbe molto avere politici coinvolti in qualche omicidio colposo(non alticci,non drogati etc..ed ovviamente avendo pagato la loro colpa secondo giustizia)quanto li infastidirebbe assai più di vederli legati a vicende di mafia,a ricettazione,a induzione alla prostituzione,a casi di droga,ad abusi edilizi,a frodi fiscali e quant’altro…diviene precaria la credibilità nel governare,l’integrità morale e l’onestà richieste a un governante..)
            Sicuramente ci sono diverse accuse che si possono muovere a Grillo,e diverse contestazioni che possono essere mosse al M5S e si può dire diverse cose sul rapporto con Casaleggio.C’e’ veramente tanto e cose importanti e inerenti alla propaganda M5S,ma francamente non mi sembra bello,ne troppo “felice” tirar fuori l’episodio di morte che ha coinvolto Grillo…non ne vedo neanche uno scopo ne un’utilità(neanche vecchi luoghi comuni e facili accuse ad esso riferite),è bene soffermarsi su tutto il resto che basta ed avanza ed è poi ciò che è veramente importante.
            Cosa che peraltro fai,a buona ragione, e con una vena satirica ,elencando le parole d’ordine del credo grillino.

          • L’episodio “sfortunato” era per rimarcare il doppiopesismo di quelli per cui un avviso di garanzia era sinonimo di condanna a morte, istantaneamente, senza neanche aspettare il processo. Poi quando il tizio accusato viene assolto per non aver commesso il fatto, o il fatto non sussiste, nessuno se ne ricorda piu’.

        • Daphnos hai dimenticato che Grillo anni prima si era schierato contro Internet …
          Massima coerenza….
          Hai capito l’amico….

  7. Dopo aver finalmente (o provvisoriamente?) risolto le mie personali controverse con Santa Madre Telecom, che ha generosamente restituito alla mia famiglia la possibilità di navigare in rete dopo più di un mese di servizio pagato ma non utilizzato (…), posso tornare su queste pagine!

    E vorrei farlo con una precisazione. Molti non lo sanno, ma la Corea del Sud è lo stato dell’Estremo Oriente più cristianizzato: il 26% della popolazione, infatti, si dichiara cattolico o evangelico. Questo risultato potrebbe gettare un’ancora di salvezza per i nostri simpatici amici del “muro”: sottraendo 26 punti percentuali ai dati del sondaggio riguardanti le opinioni dei cattivi (i non-adoratori del Messia Darwin), visto che i biechi credenti saranno indiscriminatamente inseriti tra gli stolti creazionisti, si potrà arrivare a valori più accettabili…

    • Daphnos riguardo allo Stato più cristianizzato dell’Estremo Oriente sei sicuro che sia la Corea del Sud?
      Perché a me risulta invece le Filippine con il 90%….

      • Sì, scusa, intendevo dire tra quelli di cultura buddista e simili. Le Filippine sono state a maggioranza pagana fino all’arrivo degli spagnoli nel ‘500.

        • Infatti mi sembrava strano.
          Dalla cacciata degli Spagnoli della seconda metà di fine 800 (se non erro) all’influenza americana le Filippine sono una perla del cattolicesimo.

    • Enzo Pennetta on

      Caro Daphnos, dopo aver debitamente ringraziato la Provvidenza (che secondo me si è impietosita ed è intervenuta direttamente per risolvere i tuoi problemi di connessione) ti ridò nuovamente il bentornato!

      E ti ringrazio per il dato sulla percentuale di cristiani in Corea. Direi che tale dato non possa essere utilizzato molto per asserire che è il cristianesimo il problema del darwinismo, infatti resta sempre il fatto che essendo i cristiani il 26% non avrebbero potuto prevalere su una preponderante maggioranza contraria.

  8. Infatti. Ma QUALCUNO potrebbe strumentalizzare la cosa, e sono sicuro che un paio di nomi di persone pronte a farlo siano saltati in testa anche a lei, oltre che a me.

    Vorrei avanzare un’ulteriore riflessione sul tema, magari un po’ azzardata, ma, visto il coraggio dimostrato dall’articolista nell’avanzare una simile ipotesi, non mi tiro indietro.

    Scrive Greco: “Come mai nei paesi scientificamente e tecnologicamente all’avanguardia – dagli Stati Uniti alla Corea, appunto – c’è una cultura antidarwiniana così diffusa? […] Un’ipotesi di spiegazione, forse più profonda, fornita anni fa dall’antropologo americano Christopher P. Toumey […]. Un approccio culturale, intrinsecamente «pragmatista», che guarda all’impresa scientifica solo come a una fonte di prodotti di consumo. Questo modello non ha bisogno di un’epistemologia forte, ma solo di una collezione di fatti.”

    In pratica, viene detto, “se un modello scientifico non serve a farmi vivere meglio, se è pura teoria, ho il diritto di rifiutarlo”.

    Supponiamo che Greco, citando Toumey, non abbia detto una sciocchezza. Se davvero il rifiuto dell’evoluzionismo darwiniano in America ed Asia fosse dovuto all’impossibilità di derivarne un’applicazione PRATICA, potrebbe essere vero anche il contrario? E cioè che il desiderio vorace e mai sopito di IDEOLOGIA, in un’Europa che ha creato, sostenuto e fatto violentemente scontrare per secoli le più svariate utopie, sia il ‘fertilizzante’ che ha permesso al lato ideologico del darwinismo di fiorire rigoglioso nel Vecchio Continente, tanto da cercare di abbatterne in tutti i modi le pur fioche opposizioni? Se è il PRAGMATISMO che rifiuta Darwin, può essere l’IDEOLOGIA che lo accoglie?

    Non so se ciò che scriviamo io e Greco sia vero; potremmo avere torto entrambi. Ma qualcuno di noi ha detto il vero, mi sentirei confermato nell’opinione che il fattore puramente “scientifico”, nei temi riguardanti l’evoluzione, è solo parziale, e molto minacciato dall’esterno. E, per giunta, minacciato su DUE fronti, non uno solo.

    …ah, caro prof.: spero che la Provvidenza abbia occhi per altro… non è certo uno studentucolo di chimica farmaceutica neanche venticinquenne, perché privato di internet, ad aver bisogno di compassione!!