Orrori della visione eugenetica: l’autodistruzione di Angelina Jolie

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L’idea riduzionista che tutte le caratteristiche di un individuo siano codificate nel DNA sta iniziando ad avere ricadute spaventose.

 

E non è che l’inizio, nel nostro futuro si intravede la discriminazione genetica.

 

 Non è medicina preventiva, prevenire significa intervenire prima che si verifichino dei danni, ma un’operazione di mastectomia è un danno, non una prevenzione. La notizia è nota, l’attrice Angelina Jolie ha comunicato alla stampa di avere effettuato un’operazione di mastectomia per ridurre il rischio di contrarre un tumore al seno, rischio che sarebbe passato dall’87% al 5%. La diagnosi dall’incredibile grado di precisione (87%, né  più né meno, non 86 o 88…) è seguita in seguito alla mappatura genetica del DNA della Jolie, con la quale si è scoperta la presenza di un particolare gene Brca-1 che predispone appunto alla malattia.

Tale è la fiducia che le persone ripongono nella scienza, che la povera Angelina prendendo molto seriamente quanto emerso dall’esame di suo DNA, ha deciso di infliggersi un’automutilazione pur di allontanare la paura. Ma non è finita qui, poiché il gene in questione sembra legato anche al cancro alle ovaie, la Jolie starebbe meditando di procedere anche all’asportazione delle ovaie “Dopo la mastectomia, Angelina Jolie pensa di asportarsi le ovaie“, infatti pare che il rischio di un tumore sia in questo caso del 50%.

Ma cosa vuol dire che un gene predispone all’87% o al 50% ad una malattia? Sappiamo che esistono geni il cui effetto è certo, nell’esperimento di Mendel in base alla composizione genetica i semi sono gialli o verdi, non accade che con un genotipo “gg” siano gialli all’87%, con quel genotipo sono gialli e basta. Evidentemente la presenza di un particolare Brca-1 non basta a generare un tumore, e allora sappiamo con certezza che deve intervenire qualcos’altro affinché la malattia insorga.

Ecco allora la vera medicina preventiva: cosa determina l’insorgenza del tumore nelle portatrici di quel Brca-1 che da solo non è sufficiente a determinarlo?

Ma cosa accadrebbe se potendo fare una mappa genetica come esame di routine scoprissimo le varie predisposizioni individuali alle malattie? In tal caso la vita di milioni di persone si trasformerebbe in un’infernale attesa di eventi patologici di ogni tipo, la popolazione verrebbe presa da un’epidemia di ipocondria, una follia collettiva in cui innumerevoli individui sani si sottoporrebbero ad interventi chirurgici assolutamente ingiustificati.

Il passo successivo sarebbe quello di richiedere la mappatura del DNA per la scelta di un partner col quale fare figli o anche per decidere o meno l’assunzione di un dipendente che non sia troppo spesso in malattia. Le assicurazioni farebbero poi tariffe differenziate per i portatori di DNA difettoso e per coloro dal DNA di buona qualità.

Infine la soluzione più logica sarebbe quella di generare figli solo dopo aver sottoposto gli embrioni a mappatura cromosomica per scegliere quelli che nella vita potrebbero avere tutti i privilegi dei “validi”. Ovviamente una diagnosi da “non validi” sarebbe ritenuta sufficiente a giustificare un aborto.

Ma tutto questo è stato già immaginato e proposto in un bellissimo film del 1997 intitolato “Gattaca“che nel suo cast vedeva attori come Ethan Hawke, Uma Thurman, Jude Law, Gore Vidal, Ernest Borgnine, e se solo Angelina Jolie avesse dato un’occhiata a quel film forse avrebbe potuto cambiare idea.

La verità su operazioni di quelle tristemente reclamizzate da gesti di personaggi pubblici come Angelina Jolie, forse è stata detta solo dal Fatto Quotidiano nell’articolo Angelina Jolie, “no certezze da test genetici su prevedibilità tumore seno”, nel quale, oltre alle giuste considerazioni sulle elevate possibilità di guarigione in caso di effettiva insorgenza della patologia, viene individuato un problema psicologico alla base di operazioni chirurgiche preventive:

Ma soprattutto, prima di un intervento di questo tipo bisognerebbe porsi alcune domande. Ad esempio: che conseguenze può avere l’asportazione di seno e ovaie in una donna di trent’anni?

Forse occorrerebbe anche un lavoro individuale per capire da dove nasce la paura“.

… è possibile ragionevolmente affermare che la decisione di togliere il seno in via preventiva risponde al tentativo di placare l’ansia e alla speranza di poter controllare tutto”, spiega la psicoanalista Marta Tibaldi, autrice del libro “Oltre il cancro” (Moretti&Vitali).

“Purtroppo, la chirurgia non risponde a nessuno dei due obiettivi perché mentre l’ansia che arrivi un tumore in altre zone resta viva, il pensiero di avere tutto sotto controlo si rivela illusorio…”.

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La vera malattia sembra dunque essere psicologica, una malattia che nasce dall’illusione di poter controllare tutto e dall’idea di eliminare la paura dall’esistenza umana, senza pensare che però ansia e paura sono parte integrante dell’esperienza umana e non malattie da eliminare.

Quello che vale a livello individuale è valido anche a livello generale, l’ideale eugenetico non può sopprimere l’ansia e la paura, si tratta di un ideale che porta a “mutilare” l’esperienza umana, che  legittima e promuove a livello di massa nuove forme di nevrosi e di razzismo genetico.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

23 commenti

  1. I ricchi ci hanno abituati a stravaganze e a cose di questo tipo, ma per fortuna non sarà possibile estendere a tutta la popolazione umana un simile “strazio delle carni” (noi, gente comune, ci limiteremo ad asportare qualche nevo a rischio o qualche dente marcio che dà ascesso, o una pendice che s’è montata la testa).

    Per analogia penso anche a quelli che si ibernano, ricchi strampalati, in attesa di tempi migliori, per diventare, in un modo o nell’altro, eterni. Ché, forse, è tutto lì il succo della faccenda, desiderare di non morire mai…

    • Purtroppo temo che se queste mutilazioni dovessero passare per una cosa scientificamente giustificata verrebbero inserite tra gli interventi mutuabili, e allora sai che fortuna per quei medici che adesso lucrano in modo truffaldino praticando interventi inutili!

      Infatti i loro interventi su pazienti sani da inutili diverrebbero “utili”.

  2. Ottimo articolo, Enzo.

    Aggiungerei che è stato fatto uno studio su un vasto numero di donne (su pubMed) che ha dimostrato come solo il 12% di donne con cancro al seno avevano un parente affetto.
    Questo significa che la maggior parte delle donne (8 su 9) non svilupperà mai un cancro, anche se ce l’ha avuto la madre o un altro parente di primo grado. A proposito di percentuali.

    Per fortuna, inoltre, si sta sviluppando l’epigenetica che sta dimostrando come l’uomo non è schiavo dei suoi geni.

    • Grazie frank, il dato che riporti di pubMed contraddice quelli sull’87% di possibilità che si avrebbero di contrarre la malattia col Brca-1.
      Se il gene in questione da l’87% di probabilità di avere un tumore (si suppone che sia più o meno dominate perché nessuno ha parlato di situazione omozigotica recessiva) com’è possibile che con le leggi di Mendel la F1 o la F2 abbiano una percentuale solo del 12%?

      Con questi dati, se non ci sono altre cose che ci sfuggono, qualcosa non torna, e su basi così confuse si fanno interventi di questa gravità.

  3. Matteo Dellanoce on

    Prima a certe persone è partito il cervello e poi il resto!
    Matteo

  4. Perfetta la citazione del film GATTACA.
    C’è una scena in cui il protagonista, bambino, viene rifiutato da una scuola in quanto l’assicurazione non coprirebbe i rischi derivanti dal suo essere un geneticamente “non valido” e anche una, sconvolgente, con una specie di “chiosco” dove una ragazza che ha appena baciato uno …si fa fare un tampone alle labbra per verificare se potrebbe essere un buon partito !

    • Ricordo quella scena, il film che consiglio a tutti perché è veramente ben fatto, è pieno di questi spunti.
      Purtroppo qualcuno pensa che sarebbe un mondo desiderabile.

      • Per l’ottimo Gattaca… forse non è solo un film, piuttosto una speranza per qualcuno.
        Non è che sarebbe la soluzione a molti problemi per controllarci tutti?
        Popolazione controllata numericamente, esclusivamente sana, sesso a volontà svincolato dalla procreazione che avverrà con le meravigliose tecniche di fecondazione artificiale (a pagamento oltretutto). Aggiungiamoci l’autoterminazione eutanasica a una certa scadenza a causa della percentuale di degradazione dei soliti geni, come mostrato in altri film (Fuga di Logan,In Time etc), e il gioco è fatto.
        Come hai notato tu Enzo, non è quello che auspicano da molto tempo?

        • Esattamente, qualcuno lo desidera almeno dal 1932, l’anno in cui Aldous Huxley, fratello di Julian Huxley primo presidente dell’UNESCO, scrisse “Il Mondo Nuovo”, un romanzo in cui si prospettano esattamente le stesse cose.

  5. Trovo aberrante che ci siano dei medici pronti a praticare pesanti mutilazioni se nella mappature del DNA dei loro clienti, trovano delle alte probabilità di contrarre un tumore. A parte il discorso sulla validità della loro metodologia, qui c’è una concezione meccanicistica della medicina e nessun rispetto dell’essere umano. Quasi tutti sanno che l’organismo reagisce alle mutilazioni, specie se pesanti, e che se Angelina Jolie, forse, vedrà abbassata al 5% le probabilità di avere un tumore al seno, sicuramente vedrà aumentate quelle di avere molti altri problemi fisici.
    In più è stato dimostrato, (c’è un’ampia casistica), che ci si può ammalare di tumore senza avere predisposizione genetica e senza avere avuto parenti che l’avessero contratto in precedenza. Questo la dice lunga sull’etica del centro di diagnosi a cui si rivolta la Jolie! Sono riusciti ad avere una testimonial famosissima e si può essere certi che incrementeranno il loro volume d’affari così come,probabilmente, aumenterà il fatturato di analoghi centri, prima negli USA e poi nel resto del mondo. E, quasi certamente, aumenteranno anche le costose diagnosi sugli embrioni da impiantare, nell’illusorio tentativo di avere figli esenti da futuri “rischi sanitari”.
    In pratica, siamo di fronte ad un mega spot a favore dell’eugenetica.

    • Questo fatto dei danni conseguenti alle mutilazioni è un aspetto a cui mi sembra che non abbia pensato nessuno.
      Si tratta di qualcosa che rende ancor più assurda tutta la faccenda, roba da esperimenti di medici nazisti.

  6. Pingback: Orrori della visione eugenetica: l’autodistruzione di Angelina Jolie | giorgiapetrini

  7. Giustissima la nota sul fattore psicologico, direi determinante (e lo sa bene chi ci governa, nel proporre costantemente sempre nuove e ben alimentate paure…).
    Che la tipa in questione non abbia una gran psiche stabile, ci sta:
    http://www.tgcom24.mediaset.it/gossip/articoli/articolo358300.shtml
    http://www.newnotizie.it/2010/06/angelina-jolie-biografia-schock-sesso-voodoo-e-droga/
    Io direi che la psiche di un soggetto così è favorevole al concetto oggi dominante di sesso svincolato dalla riproduzione. Questo la porterebbe all’eliminazione delle caratteristiche femminili adatte allo scopo: mammelle e ovaie/utero.
    Infatti dopo la rimozione del seno, passerà alle ovaie…
    La follia dei nostri tempi è che gente così diventa modello per i giovani…
    Però attenzione sulla ‘povera’ Angelina: il personaggio è un elemento di spicco della mondializzazione (membro attivo del CFR), certe cose non avvengono per ‘caso’, sono lanci di mode e comportamenti imitativi per giovani.

    Ricordo anche la scoperta molto interessante del chirurgo plastico Maxwell Maltz negli anni 70, sull’ “immagine dell’io” che spiega come la psiche influenzi il concetto di bellezza di noi stessi e spieghi ad es. i casi di bruttezza immaginaria.
    Non basta certo raddrizzare un naso per poi ‘vederlo’ apposto! Non siamo solo un ammasso di materia.

  8. Io credo che, di fondo, ci sia, come sempre, quel problema che l’uomo, sempre piu’ lontano da Dio, non riesce nenche piu’ a nominare, che e’ quello della morte.
    Ricordo che il mio insegnate di bioetica ci diceva come la malattia non sia altro che il preannuncio di quell’evento dal quale siamo tutti chiamati a passare. Ecco perche’ la malattia ci fa cosi’ paura: perche’ ci ricorda che siamo limitati e che siamo destinati a morire.
    Inoltre, sempre secondo il mio insegnante, il compito del medico, quello piu’ profondo, quello piu’ radicale, non sarebbe tanto di guarire le persone, ma di curarle, cioe’ di avere cura di loro. E tale cura si concretizza nell’accompagnare le persone verso la morte (ovviamente non nel senso eutanasico, ma proprio di preparazione e vicinanza).
    D’altra parte Pascal lo aveva capito bene: tutto cio’ che l’uomo fa (Pascal lo chiamava “divertissement” – “divertimento”) e’ finalizzato ad allontanare da se’ l’idea della morte.
    Il paradosso e’ che questa societa’, sempre piu’ angosciata da cio’, ha costruito intorno a se’ proprio quello da cui sta cercando di fuggire e cioe’ la cultura della morte.

    • Amedeo ti ringrazio veramente per questo intervento, quello che hai scritto testimonia una profonda conoscenza della verità sull’animo umano.
      Ma queste cose che per noi sono saggezza, intorno a noi sono sempre più considerate follia.