Clima: Obama continua a proporre politiche ingiustificate

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Nonostante gli ultimi dati che dovrebbero quantomeno invitare alla prudenza il Presidente Obama continua la sua inutile guerra alla CO2.

 

E le guerre inutili per un presidente USA non sono un fatto di poca importanza.

 

“Applausi” recita la scritta con la traduzione del video diffuso dalla Casa Bianca, un effetto involontario che fa pensare agli studi televisivi dove si svolgono le registrazioni dei programmi in cui gli applausi sono finti come finte sono le situazioni rappresentate.

E grande impegno viene messo dal Presidente nel sostenere il suo ruolo di imbonitore televisivo quando nei primissimi minuti si toglie la giacca invitando i presenti a fare altrettanto: il Global Warming si fa sentire:

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Questo avveniva il 25 giugno scorso quando l’Amministrazione USA ha deciso di mostrare il proprio impegno sul tema dell’AGW (il riscldamento dovuto a presunte cause umane), un’iniziativa non nuova come non è nuovo il contesto che farebbe invece propendere per una maggiore prudenza, come segnalato il 5 marzo scorso su CS in “Global Warming: nuove prove scagionano la CO2 (ma Obama le dichiara guerra…)“.

Adesso, mentre queste iniziative vengono ripetute, nuovi elementi continuano a consigliare prudenza, come ad esempio i dati che alla stasi delle temperature affiancano una mancanza di calore negli oceani. Infatti si era cercato di “rattoppare” il modello previsionale errato dell’IPCC ipotizzando la possibilità che il calore mancante fosse stato assorbito dall’acqua del mare. Ma purtroppo anche l’acqua del mare sembra non volersene fare carico di questo calore mancante, fatto che era stato già segnalato su Climate Monitor il 17 aprile scorso con l’articolo “Un mare caldo pieno di acqua fredda“.

Adesso la mancanza del presunto calore viene confermata e su CM in un nuovo articolo dal titolo “Il calore che non c’è ma ci sarà” vengono riportate delle interessanti considerazioni sulla situazione insostenibile in stanno venendo a trovarsi i fautori dell’AGW:

nei modelli, un periodo di dieci anni di assenza di riscaldamento – stanti i forcing positivi ai quali il sistema è soggetto sempre nei modelli – è un evento estremamente raro.

[…]

Se le simulazioni prevedono che l’efficienza degli oceani diminuisca, ed essa invece aumenta, questo non identifica solo un condizionamento dell’output delle temperature, ma una incapacità delle simulazioni stesse di riprodurre le dinamiche della gestione del calore del sistema.

Nonostante ciò, si ritiene corretta la stima della futura diminuzione dell’efficienza degli oceani e si conclude quindi che questa debba in effetti prima o poi iniziare a diminuire, consentendo quindi all’atmosfera di tornare a scaldarsi, ovvero alle temperature medie superficiali di aumentare.

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Vediamo quindi che i modelli previsionali in accordo con la tesi dell’AGW davano previsioni opposte a quanto effettivamente verificatosi, ma incuranti di questa smentita sperimentale i fautori dell’AGW continuano a sostenere che le loro previsioni, scaturite da modelli smentiti, restano invariate.

Ormai da ogni parte i dati confermano che lo scenario apocalittico dipinto negli anni passati era infondato, anche su Le Scienze, che nessuno può sospettare di simpatie “negazioniste”, è apparso un articolo eloquentemente intitolato “Scenari meno estremi per il riscaldamento globale” nessuno nomina più Al Gore che per pudore non si fa più vedere in giro e il documentario “Una scomoda verità” si sta guadagnando un posto di primo piano nella storia delle cantonate più imbarazzanti della storia.

E intanto il Presidente degli USA ha preoccupantemente preso il posto di Al Gore e mentre divampa lo scandalo (quello sì infuocato) delle intercettazioni dell’NSA (National Security Agency) su telefonate, contatti informatici, social network, email e carte di credito si esibisce in divertenti discorsi su inesistenti minacce climatiche.

Un modo di procedere che danneggia la credibilità delle agenzie scientifiche internazionali come l’IPCC e che getta preoccupanti dubbi sulla credibilità della politica ai suoi massimi livelli.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

2 commenti

  1. E’ l’ora che Obama si dia una mossa anche su questo fronte, oppure il suo faccione non verrà mai scolpito sul monte Rushmore a fianco di quello di George Washington…

    • L’unica speranza per Obama, a mio parere, sarebbe proprio quella di essere dimenticato.
      Se ti riesce dimmi una cosa buona che si può dire della sua presidenza…