Intervista al Darwin Day: “Antidarwinista” VS biologo darwinista

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Darwin-Day-Terni

 

 

Al Darwin Day di Terni si è parlato dell’insegnamento dell’evoluzione a scuola.

 

Il relatore, Michele Bellone, è stato intervistato da Daniele Di Luciano del sito “Lo Sai”

 

 

Il Darwin Day svoltosi a Terni il 1 marzo scorso è stato particolarmente significativo riguardo al tema dell’insegnamento della teoria dell’evoluzione nelle scuole, ma non solo, la conferenza è stata tenuta da Michele Bellone che solo pochi giorni prima aveva pubblicato un articolo intitolato “L’evoluzione dell’antidarwinismo” nel quale si faceva espresso riferimento a Critica Scientifica denunciandone una presunta finalità cripto-creazionista:

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A margine dell’incontro Michele Bellone ha concesso, dimostrando una disponibilità non scontata, un’intervista a Daniele Di Luciano, un inviato di “Lo Sai“.

Nel corso della stessa Bellone ha confermato quanto da lui affermato in altre sedi, che cioè la teoria di Darwin non deve essere impiegata per contrastare la religione e sostiene che i Darwin Day organizzati dall’UAAR  non vadano letti in questo senso in quanto finalizzati ad ampliare le vedute tramite il “dibattito” (vedi min. 1,50). Francamente però non si capisce dove sia il dibattito nei Darwin Day, in essi si assiste ad un’esposizione di argomenti non contrastanti tra loro, gli autori non sostengono posizioni differenti, il che è assolutamente lecito, ma allora non si può parlare di dibattito.

Sembra anche che Bellone abbia assunto una posizione meno sicura sul fatto che su Critica Scientifica si faccia del cripto-creazionismo, infatti verso il 3° minuto Di Luciano afferma che Enzo Pennetta non sostiene il creazionismo o l’ID e Bellone annuisce.

In presenza di un interlocutore inoltre Bellone non può evitare di confrontarsi sulle argomentazioni contro il darwinismo, come fa invece nell’articolo, e si trova a dover rispondere ad alcune precise obiezioni, come ad esempio quella dell’improbabilità statistica del meccanismo neodarwiniano nel generare proteine non solo improbabili nella struttura primaria (quella determinata dalla successione degli aminoacidi) ma anche nel ripiegamento che è stata evidenziata nel paradosso di Levinthal. Qui Bellone risponde con argomenti che qualora ci fosse stato un dibattito sarebbero stati facilmente contrastati, come ad esempio quando prlando proprio dell’improbabilità statistica afferma che “man mano che si prende una via il campo delle possibilità si restringe” come se ogni singolo tentativo fosse selezionabile anche quando non può ancora esplicare alcuna funzione, cadendo così nello stesso errore commesso da Richard Dawkins in “La scalata al monte improbabile“.

Ancora un argomento non valido viene impiegato contro l’improbabilità statistica del neodarwinismo quando intorno al 7° minuto dell’intervista Bellone afferma che anche in una lotteria nella quale siano stati venduti 100 milioni di biglietti è improbabile vincere ma che un vincitore ci sarà sicuramente. Ma si tratta di un argomento viziato da un errore di fondo, infatti nel caso della lotteria a qualsiasi numero è abbinato un vincitore e quindi l’evento “vincita” è certo, ma nel caso della proteina non è vero che ad ogni conformazione di struttura primaria o secondaria e terziaria corrisponda una funzione utile, quindi si tratta di fare il paragone con una lotteria nella quale sia stato venduto un solo biglietto (con un solo possibile vincitore)  ma nella quale il sorteggio avviene ugualmente tra cento milioni di numeri. Questa situazione appartiene quindi al tipo indicato da Bellone come veramente improbabile e per descrivere la quale ha impiegato l’esempio dell’eventualità di 1/100.000.000 di essere colpiti da un asteroide, il discorso di Bellone e i suoi esempi finiscono quindi di fatto con il dare ragione all’obiezione statistica che intendeva invece confutare.

Riguardo al fatto che resti non spiegata l’origine della vita siamo d’accordo, va solo fatto osservare che in linea con gli altri darwinisti l’intervistato afferma che però questo non deve costituire un problema perché una teoria scientifica non spiega mai tutto, il che è già un passo avanti rispetto a chi sostiene che l’origine della vita e l’evoluzione sono argomenti da tenere distinti.

Un’occasione persa è invece quella sul noto episodio in cui Dawkins non sa indicare un caso di mutazione con incremento di informazione in quanto per una svista viene invece indicata una mutazione “vantaggiosa”, argomento interessante ma diverso da quello che mise in difficoltà Dawkins. Al riguardo si sviluppa comunque un interessante ragionamento nel quale viene affermato che lo sviluppo di un nuovo carattere può avvenire non gradualmente alla fine di una serie di mutazioni non vantaggiose e quindi ad un gradualismo genetico non corrisponde un gradualismo fenotipico, cosa sulla quale siamo d’accordo ma che smentisce il ruolo della selezione naturale nel percorso di formazione di un nuovo carattere.

La selezione naturale non è allora determinante nell’evoluzione, l’origine dei nuovi caratteri non è spiegata dalla pangenesi (la teoria proposta da Darwin) né dalle mutazioni casuali, ma secondo l’intervisitato anche i biologi più contestatori non dicono che la teoria “è sorpassata” ma affermano che “non spiega alcune cose” e che “il nucleo centrale funziona”. Peccato che tolta la selezione naturale e l’origine dei nuovi caratteri per mutazioni casuali non resta nulla del nucleo centrale e quindi non si capisce cosa è che dovrebbe “funzionare”.

Nella parte conclusiva Bellone, sollecitato dall’intervistatore che indica come interessanti le posizioni che non sono creazioniste o alla Dawkins, afferma che le obiezioni da me sollevate sono “sbagliate”, e riporta ad esempio la questione sulla non scientificità della teoria darwiniana in quanto non falsificabile e quella sul fatto che l’esperimento di Lenski (di cui si è parlato qui) mostri un caso di macroevoluzione, fatto non ammesso neanche dallo stesso Lenski. Qui inoltre Bellone commette un errore affermando che in batteri dell’esperimento “non erano in grado di nutrirsi di un determinato elemento” mentre invece essi erano già in grado di utilizzare il citrato, solo che non lo facevano in condizioni aerobie ma solo in assenza di ossigeno, si tratta solo dell’attivazione di un processo sospeso e non della nascita di un nuovo processo biochimico. E qui sorprendentemente l’intervistato insiste nell’errore affermando che i batteri di Lenski sarebbero divenuti in grado di nutrirsi di qualcosa che prima “non potevano digerire”, mentre abbiamo visto che invece il citrato lo “digerivano” benissimo, solo che non lo prendevano dall’ambiente quando era prodotto per vie metaboliche interne, quindi il successivo paragone con un essere umano che diventi in grado di digerire la cellulosa appare del tutto errato.

Ma queste obiezioni, che sono state ripetute e spiegate in questo breve articolo, vengono alla fine dell’intervista definite non scientifiche e liquidate con un insoddisfacente giudizio apodittico che non spiega nulla.

Ancora meno soddisfacente l’obiezione sollevata sul fatto che Bellone domandi su CS chi abbia delle competenze di biologia evolutiva e non trovi risposta, ma cosa vuol dire “avere delle competenze”? Siamo biologi e fisici, senza contare che il biologo Alessandro Giuliani è anche un ricercatore stimato a livello internazionale, questo ricorso ad un argomento che gioca sui titoli anziché sulle questioni è un modo per cercare di sviare l’attenzione dalle obiezioni e trasformarlo in una critica ad hominem.

L’intervista realizzata da “Lo Sai”, condotta in modo piacevole e professionale dal bravo Daniele Di Luciano, è in conclusione un utilissimo documento che ancora una volta conferma come alle obiezioni alla valenza esplicativa della teoria neodarwiniana non vengano date risposte soddisfacenti.

E dimostra inoltre che non serve a molto continuare a fare interventi nei quali, insinuando un vago complottismo, si vuole ridurre le stesse obiezioni a strumenti per ottenere fini non dichiarati.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

17 commenti

  1. Professor Pennetta,
    Che opinione ha lei del sito “lo sai”?
    Aldilà di questa intervista e dell’intervistatore intendo?

    • Riprendo dal sito Lo Sai? il “chi siamo”:

      “Siamo cittadini provenienti da tutta Italia che si sono stancati di essere presi in giro dai mass-media, dai politici e dalle istituzioni.
      Siamo convinti che il primo passo verso un miglioramento debba essere una presa di consapevolezza nei confronti della realtà e degli interessi profondi e radicati nel tempo che muovono gli avvenimenti.
      Per questo abbiamo deciso, prima di tutto, di fare informazione, dentro e fuori la rete.
      Non abbiamo finanziatori, partiti e organizzazioni varie che possano interferire con il nostro lavoro. Tutto ciò che vogliamo rispettare è l’onesta ricerca della verità.
      “La verità vi farà liberi”, diceva qualcuno… Aiutaci a cercarla e a divulgarla.

      Si tratta quindi di un gruppo di persone che cerca di capire e approfondire una serie di argomenti molto differenti.
      A mio parere incarnano la reazione ad un’informazione e ad una politica ormai riconosciute come deludenti da settori sempre più ampi della società, una reazione che mobilita in massima parte una fascia giovanile in cerca di verità, e questo non può che essere positivo.
      Come dicevo gli argomenti affrontati sono i più disparati e se si vuole entrare nel merito bisognerebbe analizzarli uno per uno, su alcune cose sono d’accordo su altre farei dei distinguo, ma questo fa parte dei veri confronti e la possibilità di sbagliarsi fa parte della ricerca della verità, e questo vale per tutti a cominciare dal sottoscritto.

      Nel caso specifico dei Darwin Day trovo interessante che abbiano posto delle domande e che abbiano trovato disponibilità ricevendo delle risposte.
      Spero che continuino a portare avanti la loro iniziativa affinando sempre più le loro capacità.

      E già che ci sono, ne approfitto per mandare un caloroso saluto a tutti i ragazzi di “Lo Sai?”

      • stò cò frati e zappo l'orto on

        Mi è piaciuto l’impatto spigliato di questi Ragazzi,nel porsi domande su temi “proibiti”ma che ci riguardano e ci riguarderanno in futuro.Vorrei conoscerli meglio(sono tentato di leggere tutti i loro articoli!)
        Comunque leggendo i commenti scientifici dei lettori mi sorge il dubbio che la Povera Provinciale Italietta continui a riscaldare troppo “le solite minestre”.
        Ma ammiro la freschezza e il “coraggio”nell’affrontare temi(es.le Comuni In Cina….novità assoluta?)che gli altri(siti ecc.)preferiscono trascurare.
        Mi piacerebbe(e credo anche altri come me)”scontrarmi”con questi Ragazzi.

        • In passato, devo dire, mi è capitato più di una volta di trovare articoli “fantasiosi”, oltre misura. Ora non sono in grado di recuperarli.
          Come dice il prof, meglio giudicare un pezzo alla volta, comunque.

  2. “In presenza di un interlocutore inoltre Bellone non può evitare di confrontarsi sulle argomentazioni contro il darwinismo, come fa invece nell’articolo”
    Non so se considerare questa frase una semplice imprecisione o una insinuazione scorretta. Lo scopo di quell’articolo – cosa che avevo già precisato anche qui su CS – non era confutare le argomentazioni antidarwiniste ma parlare di comunicazione della scienza. Quindi, in quel caso, non ho evitato nessun confronto, come lei insinua, ma ho discusso un altro aspetto della questione.

    “…paradosso di Levinthal. Qui Bellone risponde con argomenti che qualora ci fosse stato un dibattito sarebbero stati facilmente contrastati, come ad esempio quando prlando proprio dell’improbabilità statistica afferma che “man mano che si prende una via il campo delle possibilità si restringe” come se ogni singolo tentativo fosse selezionabile anche quando non può ancora esplicare alcuna funzione…”
    La cosa divertente è che la risposta a questa osservazione è in parte già contenuta nel link che lei mette per spiegare cosa sia il paradosso di Levinthal. Aggiungo che quando ho detto che “man mano che si prende una via il campo delle possibilità si restringe” non ho mai affermato che ogni tentativo intermedio deve avere una funzione. Si chiama teoria neutrale dell’evoluzione molecolare.

    “Al riguardo si sviluppa comunque un interessante ragionamento nel quale viene affermato che lo sviluppo di un nuovo carattere può avvenire non gradualmente alla fine di una serie di mutazioni non vantaggiose e quindi ad un gradualismo genetico non corrisponde un gradualismo fenotipico”
    Sembra quasi che sia una novità. Peccato che i biologi evolutivi ne parlino da almeno cinquant’anni, forse anche di più.

    “cosa sulla quale siamo d’accordo ma che smentisce il ruolo della selezione naturale nel percorso di formazione di un nuovo carattere”
    No, Pennetta. Si può parlare di revisione del ruolo della selezione naturale ma non di smentita. Questo è un bell’esempio di fraintendimento (oppure di fallacia logica). E siccome parlando di mutazioni non vantaggiose si torna al concetto di evoluzione neutrale, ecco quel che dice Kimura della sua teoria: “La teoria [neutrale dell’evoluzione] non nega il ruolo della selezione naturale nel determinare il corso dell’evoluzione adattativa”.

    “secondo l’intervisitato anche i biologi più contestatori non dicono che la teoria “è sorpassata” ma affermano che “non spiega alcune cose” e che “il nucleo centrale funziona”.”
    Messa così sembra una mia opinione. Il fatto è che sono proprio i biologi contestatori a dirlo. Quegli stessi biologi – Gould, Margulis e via dicendo – che vengono sempre citati a sproposito dagli antidarwinisti come prova che la teoria di Darwin è ormai superata.

    “Peccato che tolta la selezione naturale e l’origine dei nuovi caratteri per mutazioni casuali non resta nulla del nucleo centrale e quindi non si capisce cosa è che dovrebbe “funzionare”.”
    Di nuovo, ma chi ha mai tolto la selezione naturale? E comunque la teoria originale parla anche di discendenza con modificazioni da un antenato comune. E Darwin è stato il primo a riconoscere che la selezione non è l’unico motore dell’evoluzione.

    “questo ricorso ad un argomento che gioca sui titoli anziché sulle questioni è un modo per cercare di sviare l’attenzione dalle obiezioni e trasformarlo in una critica ad hominem.”
    Curioso, qui su CS mi era stato rinfacciato di non possedere competenze in epistemologia, religione e fisica. Sul sito UCCR hanno addirittura scritto che non dovrei parlare di biologia visto che sono un bioinformatico (dimostrando di non essere neanche in grado di leggere un curriculum facilmente rintracciabile in rete). Avendo ricevuto questo genere di critiche, mi è sembrato naturale chiedere chi di voi avesse competenze di biologia evolutiva. Anche perché chiunque abbia fatto un minimo di ricerca in quest’ambito e abbia partecipato ad almeno un congresso internazionale sull’evoluzione,non commetterebbe certi errori come quelli che ho evidenziato prima.

    • @Greylines

      – E’ vero che lei aveva premesso che lo scopo dell’articolo non era affrontare la confutazione delle argomentazioni antidarwiniste ma questo non cambia il fatto che in quella sede lei abbia dichiarato non solo che le argomentazioni fossero errate ma che si trattava di un “trucco” per insinuare il creazionismo. A mio parere questa operazione non è corretta se non si spiegano le premesse.
      Resta inoltre il fatto che, pur spiegandone il motivo, si sia evitato di dire perché le argomentazioni siano errate.

      – riguardo al paradosso di Levinthal bisogna ricordare che stiamo parlando di evoluzione e non delle proteine in sé, quindi la questione non è come facciano le proteine a ripiegarsi in tempi brevissimi senza esplorare tutte le combinazioni, ma come abbiano fatto ad evolvere gradualmente esplorando potenzialmente tutte le combinazioni senza che la struttura fosse selezionabile prima di essere funzionale.
      Il campo delle possibilità si restringe solo se la selezione elimina quelle svantaggiose, ma ripeto che questo non può avvenire prima che la proteina svolga la propria funzione.
      Se poi la selezione agisce quando il carattere si è già formato ed è funzionale la teoria perde il suo punto centrale: come si originano i nuovi caratteri su cui agirà la selezione?

      – Se siamo d’accordo sul fatto che al gradualismo genetico non corrisponde un gradualismo fenotipico resta quindi da spiegare come possa agire la selezione su un cambiamento non espresso e l’ipotesi di Kimura si scontra comunque con l’improbabilità statistica delle combinazioni viene messa inoltre in seria difficoltà dalla scoperta che non esiste il “junk DNA”, che sarebbe il materiale neutrale da cui scaturirebbero poi i caratteri.
      I biologi di fine ‘800 erano molto più obiettivi su questo punto e quando l’esperimento di Weismann prima e le leggi di Mendel riscoperte poi, dimostrarono che non si trasmettevano i caratteri acquisiti la teoria decadde e iniziò quel periodo che gli storici della scienza definirono “eclissi del darwinismo” e che richiese una nuova elaborazione che fu appunto la Sintesi Moderna.
      Resta aperta la domanda: come si originano i nuovi caratteri?

      – il darwinismo esce dal problema della stasi solo a prezzo di un’evoluzione che avviene a velocità mostruose, milioni di anni di stasi e decine di migliaia per l’evoluzione. Su questo non concordo con le conclusioni di Gould che sono un vero ‘salvataggio’ del neodarwinismo ma a prezzo di aumentare il peso dei ‘colpi di fortuna’.

      – come detto sopra la selezione naturale resta solo dopo che sono comparsi nuovi caratteri, ma il problema non è la selezione, è l’origine dei nuovi caratteri, senza questo punto si tratta poco più che di un’ovvietà.

      – infine la questione dei titoli mi è del tutto estranea non avendovi mai fatto ricorso, per cui non mi soffermo su questo punto.

      • “come abbiano fatto ad evolvere gradualmente esplorando potenzialmente tutte le combinazioni senza che la struttura fosse selezionabile prima di essere funzionale”
        Ho già risposto a questa osservazione ma, siccome lei la ripete, mi ripeto anch’io: teoria neutrale dell’evoluzione; gradualismo genotipico che non necessariamente porta a un gradualismo fenotipico.

        “Il campo delle possibilità si restringe solo se la selezione elimina quelle svantaggiose”
        Lo ha deciso lei? No perchè il campo delle possibilità può essere ristretto anche da altri fattori, non solo la selezione naturale. Però lei continua a parlare SOLO di selezione naturale. Oppure di NESSUNA selezione naturale. Dimostrando, come ho già fatto notare, di non conoscere abbastanza bene la biologia evolutiva.

        “l’ipotesi di Kimura si scontra comunque con l’improbabilità statistica delle combinazioni”
        Questo lo dice lei, su che basi non lo so.

        “[l’ipotesi di Kimura] viene messa inoltre in seria difficoltà dalla scoperta che non esiste il “junk DNA”, che sarebbe il materiale neutrale da cui scaturirebbero poi i caratteri”
        No. Una mutazione neutrale non è limitata al DNA non codificante, che un tempo è stato chiamato junk DNA, ma può tranquillamente avvenire nel DNA codificante senza comportare il cambiamento della proteina prodotta, oppure produrne una simile, e via dicendo. Oppure può avvenire nel DNA non codificante, che non è “spazzatura” ma contiene comunque molte sequenze ridondanti la cui alterazione non necessariamente comporta la comparsa di un tratto selezionabile.

        “- il darwinismo esce dal problema della stasi solo a prezzo di un’evoluzione che avviene a velocità mostruose, milioni di anni di stasi e decine di migliaia per l’evoluzione. Su questo non concordo con le conclusioni di Gould che sono un vero ‘salvataggio’ del neodarwinismo ma a prezzo di aumentare il peso dei ‘colpi di fortuna’.”
        Opinione sua. Legittima, per carità. Ma sempre di opinione si tratta, basata sul fatto che a lei proprio non va giù l’idea dei colpi di fortuna. Ci risentiamo quando ci saranno argomentazioni scientifiche a questo riguardo.

        “- come detto sopra la selezione naturale resta solo dopo che sono comparsi nuovi caratteri, ma il problema non è la selezione, è l’origine dei nuovi caratteri, senza questo punto si tratta poco più che di un’ovvietà.”
        Combinando le teorie dell’evoluzione neutrale, degli equilibri punteggiati e dei sistemi di sviluppo (senza dimenticare il contributo della system biology), combinati con la deriva genetica, le variazioni criptiche, i dynamical patterning modules e la canalizzazione dei processi epigenetici, direi che si ottiene un quadro abbastanza esteso e convincente riguardo ai tanti modi in cui un nuovo tratto può emergere.
        Questo è ciò di cui si occupa la biologia evolutiva oggi. Ecco perché sarebbe anche ora di smettere di ripetere il vostro mantra dell’evoluzione che avviene SOLO e UNICAMENTE per mutazioni casuali e selezione naturale.

        “- infine la questione dei titoli mi è del tutto estranea non avendovi mai fatto ricorso, per cui non mi soffermo su questo punto.”
        Vero. Infatti non ho detto che è stato lei in persona a tirare fuori questo argomento.

        • Allora ricapitoliamo, il mancato gradualismo fenotipico viene spiegato dalla neutral theory of molecular evolution di Kimura (che comunque resta una teoria che non ha una verifica sperimentale) ciò detto le le basi su cui si basa l’affermazione che la teoria di Kimura non sfugge all’improbabilità statistica sono verificabili da chiunque. Tanto per capirci la teoria di Kimura cade nello stesso errore in cui cade Dawkins ne “L’orologiaio cieco”, errore che ho esposto nell’articolo sul gatto pianista di Jerry Coyne, e così come accade per lei anche io devo ripetermi: se i caratteri non sono selezionabili prima della comparsa del fenotipo corrispondente, le combinazioni possibili da esplorare restano impietosamente proibitive.
          Se poi il campo delle possibilità può essere ristretto non dalla selezione naturale restano i vincoli legati alla chimica oppure siamo davanti ad una legge di natura che funge da attrattore verso determinate soluzioni. Nel primo caso vorrei sapere di quanto si riducono le combinazioni, nel secondo siamo fuori dal neodarwinismo.

          Che poi le mutazioni casuali e neutrali possano avvenire nel DNA codificante o in quello non codificante (ma che comunque codifica per la regolazione dell’altro DNA) complica comunque le cose perché anche se esistono mutazioni neutre si riducono i punti in cui si possono verificare senza portare altre conseguenze, questo a maggior ragione dopo aver scoperto il “doppio codice” del DNA che rende più difficile cambiare un carattere senza modificarne altri o la loro espressione (Exonic Transcription Factor Binding Directs Codon Choice and Affects Protein Evolution)

          Che poi io non accetti come scientifica l’idea dei ‘colpi di fortuna’ lo ribadisco e me ne faccio un punto di serietà scientifica. Concordo con lei, risentiamoci quando a furia di colpi di fortuna comparirà una nuova funzione e non solo verrà modificata l’espressione di una funzione esistente (microevoluzione).

          Tutte le aggiunte fatte alla TDE consistenti in: equilibri punteggiati; system biology; deriva genetica; variazioni criptiche; dynamical patterning modules; canalizzazione dei processi epigenetici ecc… non intaccano minimamente la questione sull’improbabilità statistica che determinate proteine e/o funzioni siano comparse per somma di mutazioni casuali, è come se aumentando il lavoro sul livello successivo riteniate di rendere più probabile quello precedente.

          Quello che invece emerge è una situazione come quella in cui si venne a trovare il sistema tolemaico che prima di essere soppiantato da quello copernicano si caricò di una serie di spiegazioni che cercavano di rattoppare i punti deboli della teoria (epicicli, deferenti, equante, eccentrico) anche se poi andavano anche in contrasto tra loro.

          L’unica cosa che mi preoccupa è che prima che si affrontassero le contraddizioni del sistema tolemaico si dovettero aspettare più di 1500 anni.
          Confido che nel caso del neodarwiismo basti di meno…

  3. mai sentito parlare di exaptation? è il processo secondo cui un carattere che è dato per un certa funzione ad un certo punto si evolve e ne assume tutt’altra; esempio, le nostre corde vocali erano delle pieghette nella laringe comparse per impedire che in caso di vomito ci soffocassimo, queste pieghe col tempo ci hanno permesso di emettere suoni e regolarli.
    Detto questo arriviamo alla conclusione che Dio ci voleva muti. E certe volte bisognerebbe stare muti invece di andare a fare figure di cacca con gente che sa di cosa parla.
    E non cancellate il commento come ha fatto nel suo profilo personale il Sig. Daniele.
    Anzi mi ha bannato.

    • Come vede Seamas ho fatto passare il suo commento e le rispondo che l’exaptation non ha niente a che vedere con il livello delle mutazioni puntiformi nel genoma di cui si sta parlando.

      La storia delle corde vocali nate per col vomito ci soffocassimo va ad accrescere la raccolta delle just so story indimostrabili.

      Riguardo al fatto che Daniele l’ha bannata si faccia delle domande e si dia delle risposte perché un motivo c’è.
      Ed è lo stesso per cui anche qui non ci saranno altri interventi.

    • Giorgio P. on

      Un po’ mi spiace che le mie corde vocali non siano rimaste dei deterrenti per il vomito: nei commenti come questo mi sarebbero veramente utili.

  4. Ringrazio il professor Pennetta per l’articolo.
    Purtroppo io non sono uno scienziato e quindi, nonostante abbia intuito che qualcosa non quadra con la teoria dell’evoluzione e con le tecniche con la quale viene propagandata, le domande che ho posto al dottor Bellone non erano esattamente all’altezza.
    Mi fa piacere che comunque, grazie al prof Pennetta, la nostra intervista possa essere lo spunto per una discussione più professionale.
    Buona domenica!

    • cacciatore gracco on

      x Daniele Di Luciano e i ragazzi di “losai.eu”:dal vostro sito:
      http://www.losai.eu/nessun-aereo-contro-le-torri-gemelle-lo-dicono-la-boeing-e-numerosi-piloti/#comments
      Un simile articolo da voi scritto e pubblicato getta, mi dispiace dirlo, una pesante ombra sulle vostre reali intenzioni…
      “Perchè noi ci siamo stufati di essere presi in giro” , così recita il frontespizio della vostra web page di losai.eu
      Vi guadagnate la fiducia dei lettori con le vostre sacrosante battaglie come la denuncia della mega truffa del signoraggio ai danni degli ignari popoli, o dell’altra bufala del Darwinismo o della sintesi moderna, ormai tenute in piedi con corde marce, e poi, come se niente fosse, ve ne uscite con un simile articolo ridicolmente complottista.
      La vostra condotta , aimè, è ben spiegata da Rivero nel seguente articolo rivelatore, intitolato “The “Pod People” And The Plane That Crashed Into the Pentagon:

      http://whatreallyhappened.com/WRHARTICLES/ppfinal.html

      Ben altri siti web da anni cercano di fare luce su cosa è realmente successo alle tre torri di New York l’11 settembre 2001, come ad esempio quello di Richard Gage , Architects & Engineers for 9/11 Truth (AE911Truth) : http://www.ae911truth.org/

      • Buonasera sig. Gracco,
        intervengo io con la considerazione che nella ricerca della verità su argomenti tanto disparati sia possibile, come ho già detto, imbattersi su posizioni di ogni genere e sulle quali è possibile fare dei distinguo.
        Ciò premesso escludo in questa sede ogni divagazione OT sui fatti dell’11/9.

    • Grazie a lei Daniele per aver offerto con la sua attività d’informazione un’occasione di confronto e chiarimento a tutti coloro che leggendoci vogliono chiarirsi le idee su questo argomento.

      Buona Domenica anche da parte mia.

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