Sindone: lettera aperta al prof. Garlaschelli

99

Il prof.Luigi Garlaschelli è tornato ad occuparsi di Sindone ma lo studio appare ancora superficiale.

Uno studio che non dovrebbe essere accettato su una peer review, ed ecco perché.

 

Gent.mo prof. Luigi Garlaschelli, lei aveva già provato nel 2010 a produrre un falso della Sindone pubblicando i risultati sulla rivista Micromega, un tentativo che aveva subito mostrato di aver fallito il suo scopo come mostra senza margini di dubbio anche confronto superficiale delle due immagini che sono una disegnata e l’altra ottenuta per disidratazione di un sottilissimo strato del lino, un effetto che il CNR ha ottenuto solo con impulsi ad altissima energia della durata non superiore a 50 miliardesimi di secondo:

Ma nonostante l’evidente inadeguatezza tale tentativo era invece stato ugualmente preso per buono dalla nota rivista che nel 2010 titolava sulla ‘dimostrata’ falsità del reperto:

Adesso lei si è riproposto di tornare sull’argomento puntando su un altro punto, sulla presenza cioè di rivoli di sangue sugli avambracci dell’uomo della Sindone, per farlo ha condotto una prova documentata anche con un video:

.

Diciamo subito che per testare il percorso della colata di sangue lei ha avuto l’accortezza di impiegare del vero sangue umano, scelta interessante, ma poi ha fatto delle scelte e delle considerazioni che francamente non ci si aspetterebbe da professori come lei e il prof. Matteo Borrini che l’ha affiancata in questa occasione. In primo luogo la prova è stata effettuata con il braccio non in appoggio sul supporto in legno che avrebbe inevitabilmente condizionato lo scorrere del sangue.

Un errore non da poco che oggettivamente sorprende da parte di due professori di cui uno di antropologia forense dal quale ci si sarebbe aspettati una ricostruzione più completa delle condizioni reali. Così come ci si sarebbe aspettati delle considerazioni più informate sulle macchie di sangue presenti sul telo, macchie che lei liquida come (presunto), con tanto di parentesi. Chi legge non viene quindi informato delle conclusioni alle quali giunsero indipendentemente nel 1981 J.H. Heller,  A.D. Adler e B. Bollone che stabilirono la natura ematica delle macchie esaminate. Non solo, venne accertata la presenza di bilirubina (indizio di uno stato di sofferenza e sforzo fisico)  e quella di siero nelle zone adiacenti alle macchie stesse, sarebbe stato quanto meno corretto spiegare perché lei dubiti ancora della presenza di sangue, non crede? Come verrebbe valutato su una peer review un articolo con queste incompletezze?

Lei prof. Garlaschelli poi dichiara, senza entrare nello specifico delle contestazioni, che accetta come corretta la datazione al C14 effettuata nel 1988, una datazione viziata da una serie di scorrettezze procedurali che avrebbero fatto invalidare qualsiasi altra ricerca, al riguardo può visionare il documentario “La notte della Sindone” che le fornirà elementi in abbondanza.

Quali sono infine le conclusioni alle quali giungono i due ricercatori?

Eccole in poche righe:

 Le conclusioni sono che l’angolo, la posizione e la forma di queste colature coincidono a quelle che si verificherebbero in un uomo con le mani inchiodate quasi verticalmente, in una specie di posizione a Y, ma non esattamente sopra la testa, come se fossero inchiodate a un unico palo verticale (come sostengono i Testimoni di Geova).

In poche parole niente di nuovo, come infatti fa notare la testata New Scientist, si tratta di una posizione già presente in numerose rappresentazioni iconografiche e che non ha mai sollevato alcun problema di congruità con la tradizione, al riguardo allego una foto da me personalmente ripresa in questi giorni alla Scala Santa a Roma, uno dei luoghi più rappresentativi del cattolicesimo:

 

A queste immagini se ne può affiancare un’altra compatibile con le tracce ematiche segnalata dalla eserta prof. Emanuela Marinelli in un articolo su Tempi:

 

In pratica lo studio si conclude con un nulla di fatto, data la posizione dei due autori si sarebbe potuto fare di meglio, non crede?

Onesta la segnalazione del finanziamento da parte dell’UAAR, come nel caso precedente, ma era davvero necessario quel finanziamento? E per cosa, per comprare il sangue scaduto?

Un consiglio prof. Garlaschelli, se davvero lei e il CICAP volete dare un contributo alla conoscenza della verità sul reperto archeologico che va sotto il nome di Sindone dovreste lavorare in collaborazione di altri studiosi come la prof. Marinelli, perché non lo avete mai fatto?

Perché il CICAP non ospita un confronto tra i diversi studi e i diversi ricercatori?

Finché questo non avverrà il CICAP non potrà svolgere la funzione che si prefigge lasciando trasparire una sbiadita immagine di scientificità che cede il posto alla superficialità e a giudizi preconcetti.

 

.

.

.

.

 

Share.

About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

99 commenti

  1. Non solo il sangue è indiscutibilmente sangue umano, ma è stato appurato che il lenzuolo è stato rapidamente avvolto dopo la morte (non più di 2ore e mezza), altrimenti sarebbe coagulato e non avrebbe impregnato il tessuto e perfino che non è rimasto a contatto per più di 36 ore, studiando la fibrinolisi, dato che non c’è traccia di gas e liquidi dovuti alla decomposizione.
    “Il fenomeno fibrinolitico segue precise leggi in base ai tempi di contatto; se cioè non passa un certo numero di ore il decalco non avviuene o avviene in maniera rudimentale, mentre, se si va al di là di quel numero di ore, il sangue impiastriccia il tessuto (quindi non forma il decalco) per l’aumentata friabilità del coagulo.”

    Con Garlaschelli & co. sembra di essere al circo Orfei tra gli imbonitori.

    Tra le innumerevoli inspiegabilità scientifiche, che il nostro si cimenti piuttosto con la tridimensionalità del negativo fotografico: già il fatto che sia una fotografia è sconcertante, ma qui si parla di informazioni 3D, non decifrabili a vista, ma solo con computer! Che le riproduca lui coi suoi alambicchi, invece di pensare alle strinature!

    Altro che lo scorretto Garlaschelli col suo “presunto”. Che poi di scienziati atei ma corretti che studiano la Sindone è pieno.
    Qui di presunto c’è solo lo scienziato.

    • Forse mi sbaglio, ma da quanto dice nell’articolo su Query Garlaschelli decide di non andare a confrontarsi sui punti da te indicati, come se fosse una specie di ammissione di non avere argomenti dalla sua parte, e decide di puntare su campi poco battuti come quello del sangue sugli avambracci.
      A me pare che sia insomma una sorta di ammissione di resa davanti certi aspetti del telo sindonico.

      • No, Enzo. In ogni caso non mi riferivo al suo ultimo intervento su Query, ma sul personaggio e i suoi interventi nel suo insieme.
        So solo che chi afferma “presunto” riguardo al sangue sindonico, oggi, non può che essere in malafede e istillare dubbi solamente ideologici, dato che tutti i riscontri pratici sono a favore.
        Inoltre il suo “scoop” precedente sulla strinatura come metodo possibile fatto appunto da persone medioevali che conoscevano questa tecnica, si scontra appunto con i fatti che ho suelencato: l’immagine non è un’immagine da contatto, è un negativo fotografico e soprattutto ha caratteristiche tridimensionali.
        Ora sapendo già con certezza queste caratteristiche, dimostrate scientificamente, non ha nessun senso voler fare esperimenti di strinatura o altri che non possono produrre quelle caratteristiche.
        Un po’ come l’altra sua bufala sul sangue di San Gennaro (l’ennesima a questo punto visto lo stile del tipo), in cui ha “riprodotto” il fenomeno mescolando due sostanze che si potevano reperire all’epoca.
        Già, ma in quelle ampolle non ci sono quelle sostanze, ma *sangue* (vedi prof. Geraci). (per di più la miscela di Garlaschelli non dura più di 2 anni, mentre quella di San Gennaro per 7 secoli (!)) E allora come la mettiamo?
        Che senso ha fare tutti questi inconcludenti esperimenti che servono solo per istillare dubbi, senza spiegare nulla e anzi *falsificando* i dati che già si conoscono?
        Magari a fare un sacco di soldi dalla pubblicità, come ha fatto?
        Per questo ho detto che di scienza qui non c’è nulla. L’aggravante è che vengono pure spacciate per *dimostrazioni* dei fenomeni!

        Del resto ti lascio con alcune sue chicche del 2010:
        “Il risultato finale fu chiaro: la Sindone è un manufatto prodotto a cavallo del 1300. Una conclusione compatibile con le evidenze storiche, perché proprio in quel periodo appare la Sindone” (falsissimo…)
        “Primo: un vero corpo umano non potrà mai e poi mai lasciare un’impronta di quel tipo. Non è possibile, semplicemente.” (l’ideologia viene prima dei fatti, l’apriorismo)
        “Secondo: le vere sindoni di quell’epoca sono completamente diverse. Sono di lana, non di lino. Hanno una differente torcitura del filo. Non sono a spina di pesce.” (falso per quelle palestinesi)
        “E’ l’opera di un artista, perché solo una mano umana avrebbe potuto produrre un oggetto simile. Non conosciamo il suo nome. […] Ripensando ai canonici imbroglioni del Trecento, non si può dire che oggi le cose siano cambiate molto.” (In quanto a offese non ci va tanto piano, per cui mi par giusto ripagarlo allo stesso modo)

        “Tutte queste reliquie e questi miracoli suggeriscono due ipotesi:[…]Oppure essere cattolici induce a essere creduloni.” (No, caro il mio Garlaschelli, qui di credulone e falsificatore accertato ci sei solo tu e quelli dell’UAAR che per il terrore che questo manufatto possa avere origine soprannaturale siete *costretti* in ogni modo a tentare di dimostrarlo anche con falsificazioni se necessario.
        Infatti ricordo che:
        -) per i credenti non è necessaria *alcuna* prova, compresa la Sindone, al limite le possiamo accettare per fede umana, ringraziando per il dono
        -) per gli atei, invece, *qualunque* opera soprannaturale, anche solo una, è un problema insormontabile e *deve* essere spiegato ad ogni costo, pena la caduta di tutta l’ideologia.
        Non è una differenza di poco conto… Bisogna sempre tenerla presente. Certo che vivono proprio male ‘sti poracci.)

        “E’ il classico oggetto misterioso che, si dice, possiede proprietà non riproducibili. Dieci anni fa scrissi anche un libretto dal titolo “Processo alla Sindone”, nel quale ripercorrevo la storia delle polemiche e delle analisi, giungendo alla conclusione che è chiaramente un falso. ”
        Notare il “classico oggetto”, “si dice”, “chiaramente”!!

        Della serie… tutti gli scienziati del mondo, compresi quelli atei, riuniti insieme per decifrare l’oggetto più misterioso dell’intera storia umana (perché di questo si tratta), sono degli imbecilli patentati, basta un Garlaschelli a spiegare tutto e dare del fesso a tutti gli altri!
        Quanta malafede, superbia e arroganza!

        • Tutte “bischerate” riprodotte acriticamente anche da un certo personaggio, frequentatore dei “soliti” siti, approdato anche qui qualche tempo fa a causa di un mio (ahime’!) improvvido link al suo blog, allo scopo di far notare la sua “pacata” dialettica contro (tutti, gliene va dato atto!) i credenti.
          Ah, per la cronaca, aveva preso per buona addirittura la foto del giovane Ratzinger, naturalmente tagliata solo nella parte sinistra (dove c’era il suo caro fratello a concelebrare), e cosi’ artatamente camuffata sembrava mostrare il futuro Papa Benedetto XVI nell’atto di fare il saluto nazista…
          Quando si dicono i paraocchi…

        • D’accordo su tutto frank, di fatto intendevo indicare una rinuncia ad argomentare su certi aspetti e una deviazione verso altri secondari.
          Le affermazioni non supportate da argomenti sulla falsità della Sindone sono sicuramente gradite dai finanziatori dell’UAAR. A proposito sarebbe interessante sapere a quanto ammonta il finanziamento, di sicuro le spese per l’esperimento mostrato non superano i 10-15 €…

          • Mi sembra di ricordare dal sito di Attivissimo che il “finanziamento” fosse di circa 516 euro, insomma un milione di lirette, per i reagenti…

          • Una ricerca che poi è finita sotto il logo di due università sarebbe stato opportuno non legarla al finanziamento di un’associazione di parte come l’UAAR.
            Poi per soli 516 euro…

      • Avete letto il pezzo di Socci, che parla di nuove scoperte sulla sorte dell’Uomo della Sindone?
        Riporto il link:
        http://www.antoniosocci.com/2014/04/la-lettera-damore-per-te-scritta-col-sangue/

        e ripropongo il brano:

        In questi giorni si è saputo che un’équipe di studiosi veneti, lavorando sulla Sindone, ha scoperto altri particolari impressionanti.

        I ricercatori Matteo Bevilacqua, direttore del reparto di Fisiopatologia Respiratoria dell’Ospedale di Padova e Raffaele De Caro, direttore dell’Istituto di Anatomia Normale dell’Università di Padova, hanno lavorato insieme con Giulio Fanti, professore del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Ateneo padovano che già in passato ha pubblicato studi sulla Sindone che ne accreditano l’antichità.

        Dunque questi specialisti hanno provato a riprodurre ciò che fu inflitto all’uomo della Sindone: la simulazione ha comportato due anni di lavoro.

        Hanno concluso che le mani del crocifisso probabilmente furono bucate dai chiodi due volte, evidentemente perché non si riusciva a fissarle ai solchi già prefissati sulla croce.

        “Per i piedi invece la situazione cambia”, spiega Bevilacqua (le sue dichiarazioni sono riportate dal Mattino di Padova). “Il piede di destra aveva sia due chiodi che due inchiodature: era stato infilato un chiodo a metà piede per assicurare l’arto sulla trave, poi è stato infilato un altro chiodo lungo due centimetri per riuscire ad accavallare il calcagno del piede sinistro sulla caviglia del piede destro”.

        Atrocità che si aggiungono a quelle già note, riferite dai Vangeli. Del resto la crocifissione, nel caso di Gesù, “è stata particolarmente brutale” affermano questi specialisti “perché fatta su un soggetto paralizzato che aveva perso molto sangue e che era stato abbondantemente flagellato”.

        Ma perché l’uomo della Sindone era in parte “paralizzato”?

        Questi specialisti spiegano che la traversa della croce, di una cinquantina di chili, in una delle cadute avrebbe provocato un grave trauma al collo, con una lesione dell’innervazione e una conseguenze paralisi del braccio destro.

        Per questo i soldati romani costrinsero Simone di Cirene a portare la croce che Gesù non poteva più sostenere. I ricercatori padovani – i quali aggiungono che l’uomo della Sindone aveva pure una lussazione della spalla – spiegano anche le cause cardiache della morte.

        • “…la simulazione ha comportato due anni di lavoro.” Quella del CICAP avrà comportato al massimo due ore di lavoro, pausa caffè compresa…

    • Efficace il paragone con Mastro ciliegia, anche certi suoi epigoni contemporanei sono finiti col sedere in terra, ma lo negano e fanno finta di niente, proprio come l’originale.

  2. Ma poi, ‘sta Copia sputata della Sindone, l’ha fatta analizzare, magari da alcuni di quelli che quella Vera l’hanno analizzata?
    Tanto per dire, il buon Odifreddi l’aveva giudicata una schifezza…

  3. “Ma poi, ‘sta Copia sputata della Sindone, l’ha fatta analizzare”

    Sì, infatti.
    Magari si faccia prestare i soldi da quelli dell’UAAR per far analizzare le fibrille di lino e vedere se le sue hanno la caratteristica di estrema superficialità di pigmentazione di quelle della Sindone oppure la non fluorescenza dovuta ad esempio all’ossidazione della strinatura.
    Attendiamo i risultati!

    Ovviamente il falsario medioevale, oltre a conoscere i principi della fotografia e perfino del 3d computerizzato, sapeva, unico fra tutti gli altri uomini terrestri della sua epoca, la differenza tra circolazione venosa e arteriosa sanguigna come dimostrato dalle macchie di sangue (sangue ripetiamolo, perchè qualche falsario (questo sì) odierno lo vorrebbe mettere in dubbio). E altrettanto ovviamente, oltre alla prova del telo sindonico, non l’ha detto a nessuno, non sia mai che altri scoprissero il segreto nella sua epoca…

  4. Enzo, anni fa lessi che tramite la datazione al carbonio , la sindone , fu fatta risalire all’incirca al medioevo. Per quale motivo molti ritengono errato il risultato ottenuto dall’esperimento ?

    • Ciao Emanuele, principalmente i punti sono due.
      Il campione venne prelevato da zone particolarmente sporche e quindi contaminate da materiali di epoche differenti e probabilmente da flora batterica.
      I gruppi di studio violarono la consegna di non comunicare tra loro, è come se in una prova con un doppio cieco si permettesse ai vari soggetti di incontrarsi influenzandosi reciprocamente.
      Come dicevo il tutto è ben spiegato nel documentario “La notte della Sindone”.

        • Buongiorno Sig. Rinaldi,
          e grazie per il contributo.
          Per quel che riguarda le mie affermazioni la parte relativa allo scorretto scambio di informazioni tra i laboratori rimane aperta, per il resto il problema resta quello della contaminazione dei campioni.
          Sul finanziamento di un milione di sterline (del quale non ho comunque parlato) gli argomenti portati nel documento non tolgono i dubbi, così come dubbi possono permanere su altri punti. Al riguardo dico che anche togliendo tutte le parti controverse resta abbastanza materiale per ritenere insoddisfacente e quantomeno da ripetere la datazione del 1988.

  5. E se la Sindone fosse la prima fotografia della storia?

    Comunque non capisco perchè tanto can can dietro a un vecchio telo…ma a voi cristiani non basta la Fede?

        • Certo certo…
          Ti conosco mascherina.
          Seguo anche io UCCR, anche se non commento.
          Certo che i troll, quando chiude UCCR si spargono come trote nei fiumi…
          E poi postare link a luogocomune non aumentera’ la tua credibilita’.
          Puo’ essere anche l’impronta del piano coronale di un uomo che ha attraversato lo Stargate dei Zeta-reticuliani, ma sta a te dimostrare la cosa, non tirare ad indovinare e lasciare che gli altri si occupino della confutazione.
          E comunque, risparmiati la fatica, ci hanno gia’ pensato, NON puo’ essere una fotografia, e hanno gia’ dimostrato perche’.
          Visto che frequenti UCCR non faticherai a trovare le risposte.

          • Ti conosco mascherina.

            Meglio regnare all’inferno che servire in paradiso.

    • Buongiorno Excelsior,
      che la fede non abbia bisogno di provare l’autenticità della Sindone è vero ed è stato ribadito altre volte, l’ultima solo qualche intervento sopra dove frank10 afferma:
      “-) per i credenti non è necessaria *alcuna* prova, compresa la Sindone, al limite le possiamo accettare per fede umana, ringraziando per il dono
      -) per gli atei, invece, *qualunque* opera soprannaturale, anche solo una, è un problema insormontabile e *deve* essere spiegato ad ogni costo, pena la caduta di tutta l’ideologia.”

      Mi sorprende invece che lei parli di “tanto can can dietro a un vecchio telo”, se si trattasse di un telo che ha avvolto Cesare col sangue delle coltellate dei congiurati credo che l’interesse archeologico sarebbe alle stelle e immagino che lei non si esprimerebbe più in termini di “can can”.

      Riguardo le tesi di Mazzucco mi sembra che il suo unico fine sia quello di credere a racconti fantastici sugli UFO quando gli pare e diventare scientista solo per andare contro la religione.
      Se Leonardo avesse inventato la fotografia ne avremmo avute delle copie di vari soggetti non crede?
      E poi se l’immagine ottenuta con “particolari sostanze vegetali” (dire quali non se ne parla…) fosse uguale a quella della Sindone vuol dire che troveremmo una traccia che invece non esiste di queste sostanze.
      Le uniche prove sono in direzione di un risultato ottenibile con il laser ad eccimeri che niente ha a che vedere coi risultati del dott. Nicholas Alan, e questo Mazzucco deve saperlo.

      • E poi se l’immagine ottenuta con “particolari sostanze vegetali” (dire quali non se ne parla…)

        Questo continuo riferimento a “particolari sostanze” incognite a cui si fa sempre riferimento mi fa venire in mente due episodi:
        1) nei telefilm di fantascienza, dove il supercomputer che viene chiamato ad analizzare un certo campione sputa invariabilmente la sentenza: “Sostanza sconosciuta”. Beh, che ci vuole a fare un’analisi spettrografica, sara’ senz’altro composto da Carbonio, Azoto, Ossigeno, Ferro, ecc ecc, no?

        2) in un numero di una rivista di fumetti di Batman, c’e’ un supercattivone che inventa un macchinario per scovare la Bat-Caverna (per farne che poi? boh!), solo che, per funzionare, necessita di un certo elemento, che non sa se esiste!!!

        • Riguardo alla sostanza sconosciuta non c’è neanche bisogno della spettrografia, basta domandare al dott. Nicholas Alan, sempre che voglia dircelo…

      • Buongiorno Pennetta,
        innanzitutto mi permetta di complimentarmi con lei per “Inchiesta sul Darwinismo”, davvero chiaro e ben scritto.
        Non sono l’avvocato di Mazzucco quindi la invito a girare le sue affermazioni all’interessato se è desideroso di conoscerne meglio il pensiero sulla questione UFO o religione.

        A quanto ho potuto appurare Mazzucco ha preso la tesi fotografica dal documentario di National Geographic Channel “Leonardo, l’uomo dietro la Sindone” con la partecipazione degli autori Lynn Picknett e Clive Prince, i veri promotori di questa teoria.

        Se Leonardo avesse inventato la fotografia ne avremmo avute delle copie di vari soggetti non crede?
        Se è per questo Leonardo aveva inventato anche il carro armato, gli automi e l’elicottero, ma non possediamo copie di queste invenzioni, solo appunti. Sappiamo che Leonardo s’interessò di ottica e in particolare alle leggi di proiezione della luce. Se c’era qualcuno in grado di produrre un telo che apparisse miracoloso questo era proprio lui.

        Per quanto riguarda le “particolari sostanze vegetali” sono certo che se lei è così interessato a scoprire la reale natura della Sindone scriverà al dott. Alan per sapere quali metodi ha utilizzato.

        Inoltre le suggerisco di guardare il terzo commento all’articolo di Mazzucco, quello dell’utente Descartes, che paragona la sindone originale con l’immagine ottenuta dal Alan, la somiglianza è sorprendente.

        Non è forse meglio la spiegazione di Alan di quella di Garlaschelli?

        • Se è per questo Leonardo aveva inventato anche il carro armato, gli automi e l’elicottero, ma non possediamo copie di queste invenzioni, solo appunti.

          Certo, perche’ NON funzionavano. Problemi di materiali, in genere…
          Invece di guardare “Da Vinci’s demons” guarda un po’ quegli altri documentari dove si costruiscono i macchinari inventati da lui “Da Vinci’s Machines”…

          P.S.: gli americani sono tanto ignoranti che ancora non hanno capito che “da Vinci” non e’ il cognome, ma il luogo di nascita?

          • Hai detto bene: Per te.
            E dall’alto di quale tua somma conoscenza lo affermi?
            Ti dispiacerebbe rendercene edotti?

          • Per me la sindone non constat de supernaturalitate

            Beh è già qualcosa, dato che per molti altri vale invece il “constat de non supernaturalitate” a prescindere…

        • Comunque i principi della camera oscura erano conosciuti ben prima di Leonardo. Quindi lui non è l’unico possibile autore del falso sindonico.

        • Excelsior, che la “spiegazione” di Garlaschelli sia peggiore di tutte è uno dei punti che mette tutti d’accordo!

          Il confronto eseguito dall’utente Descartes su Luogocomune è ottenuto per affiancamento di due foto e risulta molto approssimativo, se ne può solo desumere che il telo di Garlaschelli è peggiore…
          Servirebbe invece uno studio su quali siano le fibre coinvolte, se la colorazione si avvenuta per disidratazione (quella ottenuta invece col laser) e non per pigmentazione e così via.
          Le sostanze vegetali che afferma id avere usato Alan dovrebbero essere state dichiarate così come farebbe qualsiasi ricercatore, certo gli si può scrivere, ma questo normalmente non dovrebbe essere necessario.
          Le invenzioni di carro armato elicottero ecc.. effettivamente sono solo rimaste sulla carta, non potremmo ad esempio spiegare la vittoria in una battaglia del ‘500 con il presunto impiego di elicotteri ottenuti dai disegni di Leonardo e mai più impiegati in seguito, allo stesso tempo non è proponibile spiegare un reperto archeologico in questo modo.

          PS grazie per le considerazioni riguardo al libro.

          • Avete ricevuto una risposta da Garlaschelli? Quando Luogocomune contestò il suo studio sui cerchi nel grano lui andò a difendersi direttamente sul sito, qui non si sente una mosca volare…

            Si vede che non avete smosso abbastanza le acque.

          • @Excelsior, Garlaschelli non interviene perché sa di aver fatto l’ennesimo lavoro scadente e non ha argomenti, perché dovrebbe farsi vivo, per incassare una figuraccia?

            Riguardo l’astio verso il cristianesimo l’ho spiegato in Inchiesta sul darwinismo, il potere politico non ama altri poteri tra i piedi, soprattutto uno morale che possa contestare i suoi programmi.
            E così dal tempo di Enrico VIII si è cercato di eliminare questa scomoda autorità, anche e soprattutto diffondendo un’immagine negativa, a partire dall’invenzione degli anni bui del Medioevo per finire con la presunta incompatibilità con la scienza.

    • E se la Sindone fosse la prima fotografia della storia?

      in un certo senso e’ un supporto trapassato da una fortissima energia “impressionante”… ma piu che una semplice foto io direi autoscatto!

  6. Ravecca Massimo on

    L’immagine del volto sindonico, confrontato con l’autoritratto di Leonardo, anch’esso custodito a Torino, indicherebbe che Gesù e Leonardo da Vinci avrebbero avuto un volto somigliante verso il termine della vita, come l’ebbero Leonardo e Michelangelo Buonarroti se guardiamo al ritratto dello scultore che ne fece da anziano Daniele da Volterra. Oltre ad avere un intelligenza simile nel metodo con Gesù, basata su giochi di specchi, processi ricorsivi, i due grandi artisti verso il termine della loro vita avrebbero un volto somigliante con quello di Gesù, che di fatto ha valenza archetipa. Questo avrebbe una sua validità, sia che la Sindone sia vera reliquia, sia che sia un falso veritiero ad opera probabilmente di Leonardo. Ciò nulla toglie alla divinità di Gesù, anzi. Cfr. ebook (amazon), di Ravecca Massimo. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

    • stò cò frati e zappo l'orto on

      Bella penzata!
      Per vendere qualche copia di un libro tirare in ballo 2 geni(i “miei”Leonardo e Michelangelo)!Complimenti!
      Anche se bisogna aggiungere che in effetti il Volto del Cristo della Sindone è così “perfetto”,così “moderno”! Per esempio tutto il contrario dall’identi-kit presentato anni orsono da Piero Angela,alla tv italiana.Un volto completamente “mediterraneo”,fisionomicamente parlando e in particolare con una capigliatura diversa(dal Cristo della Sindone).

      • stò,l’identi-kit presentato,rimbalzato dalla TV inglese,altro non è che l’immagine ‘comune’ di un ebreo del primo secolo su cui con ‘la grafica 3d’ sono stati aggiunte le texture di barba e capelli diciamo “originali”.
        Come dire che tutti gli italiani,slavi o altro fossero tutti simili come possono esserlo fra loro tanti labrador…
        Ricostruzione che anche il Guardian bocciò freddamente.
        Ricostruzione che dalla stampa internazionale è stata presentata per quel che assolutamente non è,vuoi per sensazionalismo da scoop vuoi per altro.
        E chi proprio è a digiuno totale su certe cose magari non ci capsice nulla.
        Alcuni particolari potrebbero essere anche differenti,risentono inevitabilmente dell’artista,tecniche pittoriche etc..ma la “forma” più generale,senza qualche fonte che possa correggerla resta certamente quella che può essere considerata la più fedele.
        Dall’affresco nelle catacombe di Santa Tecla, vicino alla Basilica di San Pietro a Roma,all’affresco siriano del 200 circa alle catacombe di san valentino.
        Un realismo e la possibilità di avere una libera arte cristiana del resto arrivarono solo nel III secolo.
        Raffigurazione che sembra attinente anche alla descrizione del funzionario di Giudea Lentulo che ne da appunto una descrizione simile..
        D’altro canto l’aspetto fisico di Gesù è lungi dall’esser cosa ‘certa’ e non rappresenta,ovviamente,nè rivelazione nè dogma di fede per alcuno.
        L’immagine sindonica è però perfettamente plausibile.
        La ricostruzione della BBC non si può dire se sia attendibile op meno,non ha proprio senso.
        E a tal proprosito non è tanto se la Sindone di Torino sia proprio quel telo o se Gesù sia stato effettivamente così,è la rappresentazione della passione e crocefissione e la riflessione sulla resurrezione che per il cristiano sono importanti,il resto da un punto di vista della fede non ha importanza.
        Ce l’ha da un punto di vista “storico-archeologico”,e l come già detto l’immagine sindonica è perfettamente plausibile.
        Poi se e quanto vi sia stato l’influsso dell’arte religiosa pagana sui primi simboli cristiani quello non lo si può sapere con certezza,la “cristianizzazione” di alcune usanze pagane fu un modo, quantomeno durante la ormazione delle prime comunità cristiane,specialmente quelle egiziane e miste a gentili,per avvicinare i pagani alla fede cristiana.
        Infatti attorno all’anno 60 esistevano nel mondo greco-romano tre tipi di comunità cristiane: comunità giudeo-cristiane,etnico-cristiane d alcune “miste”.
        Nello specifico nelle etnico-cristiane uno dei problemi(ogni comunità aveva suoi problemi specifici)era conservare quello che negli usi e costumi pagani è conforme a Gesù Cristo ed eliminare tutto quello è difforme da lui(es. Col 3,5-17; Ef 4,17-5,20).E adattare la predicazione del messaggio cristiano alla mentalità ed alla cultura degli ascoltatori.
        È il cosiddetto problema della transculturazione del messaggio: renderlo comprensibile a culture diverse da quella d’origine, cercando però di non tradirlo,mutilarlo,distorcelo,rispettando le popolazionei e senza portare l’evangelizzazione come rigide imposizioni(es.lettere ai Romani e ai Galati).
        Proprio dai Galati si vede l’intento volto a risolvere problematiche concrete di bloccare abusi dovuti ad errate interpretazioni dell’insegnamento apostolico.
        Il fenomeno di transculturazione proprio del passaggio dell’onere-onore dell’evangelizzazione dagli ebrei ai gentili ha comportato delle cose che vediamo anche oggi in europa come in sud america.L’importante è che la tradizione popolare non vada ad intaccare il mesaggio vangelico ecco,poi la manifestazione religiosa,tolte le ritualità basilari, è abbastanza libera,lo si vede facilmente e chiaramente,nessuno può negarlo.
        Poi se in alcuni luoghi la popolazione abbia finito per fare un po’ un mix particolare fra cultura popolare e cristianesimo,come in Sud America quello è un altro paio di maniche.
        Dai fatti degli apostoli e da scoperte archeologiche e fonti storiche si può ricostruire lo sviluppo delle comunità cristiane.

        • stò,l’identi-kit presentato,rimbalzato dalla TV inglese,altro non è che l’immagine ‘comune’ di un ebreo del primo secolo su cui con ‘la grafica 3d’ sono stati aggiunte le texture di barba e capelli diciamo “originali”.

          PEGGIO, MOLTO PEGGIO

          E’ il risultato semplicemente di UNA MEDIA di ricostruzioni prese da tombe di quel periodo…

          • Sì,beh, come detto, quella ricostruzione non ha alcun senso..
            Con ‘comune’ però intendevo quello che dici Piero, evitando,per pietà,di scendere in particolari..
            È proprio come ,ribadisco, noi umani fossimo assimilabili ad una razza canina..
            Ma la cosa più “scandalosa” è il tono con cui è stata presentata la notizia,ciò la dice lunga su molte cose…
            Se l’intento non era quello,e solo quello,di andare contro “l’iconografia tradizionale” non si sa a che pro fare una ….(indefinibile) del genere.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Piero sei fantastico!Esatto!Mi lasci senza parole.
            Anche se lo sai che lo scrupolo del Ricercatore non può mai scendere a patti.Continuniamo la Ricerca(anche se Virtuale).Trovi comunque il mio(e altri come me)massimo rispetto per la Tua Fede(per niente inrazionale).ps.Conosco molto bene il mondo anglosassone(inglese in particolare)e fino ad ieri il Guardian(secondo le nostre “misure”)risultava essere quotidiano di centro destra(forse vicino ai Cristiani?).Un grazie enorme per il tuo lavoro,direi all’altezza di E.M.!

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            La Prof.mi ha risposto su fb(con grandissima gentilezza)mi ringrazia ma fino a metà maggio è occupatissima.Più tardi scriverò altro(inerente alle ricerche della Prof.).Anche io adesso mi trovo molto occupato.

          • Scusami sto’, ma, forse perche’ ormai lontano dalla terra labronica, non capisco il tuo celiare toscano…
            E’ la tua ironia su di me?
            La difficolta’ di leggere i commenti sul web e’ che non si puo’ fare affidamento sul tono di voce…

        • stò cò frati e zappo l'orto on

          Piero intanto posso dirti che vivo lontano(purtroppo)dalla costa toscana.
          Cioè tra Firenze e Siena(comunque anch’essi bellissimi luoghi)
          I miei complimenti sono sinceri e veramente entusiasti.
          Non ti fidi di un toscano?Maremma ma..!
          Più tardi scriverò quello che mi ha detto la Professoressa E.M.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Trascrivo(tralasciando i riferimenti personali)quello che mi ha comunicato la Professoressa E.Marinelli(che ringrazio con grandissimo affetto per la sua disponibilità).
            “Ho dato una veloce scorsa al blog e mi pare di aver notato che nessuno abbia sottolineato che Leonardo è nato quando la Sindone che oggi è a Torino era già in Francia da cent’anni.Negare che sia la stessa Sindone non ha fondamento storico.”

            Inoltre suggerisce la lettura di un suo articolo sul carbonio 14:http://www.sindone.info/VALENC-1.PDF
            ps.come già detto la Professoressa non può aggiungere altri impegni fino a metà di maggio.

  7. Signor Ravecca ma sta facendo spamming del sul libro con lo stesso. commento su tutti i siti cattolici ?

  8. “Excelsior, che la “spiegazione” di Garlaschelli sia peggiore di tutte è uno dei punti che mette tutti d’accordo!”

    Non è esatto.

    Infatti Garlaschelli ha ‘battuto’ tutti i vari artisti &co che si sono cimentati nell’mpresa.

    http://vaticaninsider.lastampa.it/fileadmin/user_upload/File_Versione_originale/Ipotesi_sulla_formazione_della_Sindone_-_FANTI.pdf

    Partendo da fonti storiche che parlano di un artificioso metodo per realizzare il telo fatto da un artista (sempre ammesso si stia parlando proprio di quel telo)non si può andare ad attaccare in modo esagerato il lavoro di Garlaschelli che è stato pure ingegnoso e ha portato avanti bene l’esperimento.
    Il risultato è ancora molto lontano.Lui stesso aveva detto che per le cose che ancora mancassero ci stesse ancora lavorando/pensando.

    Pare non abbia però fatto passi avanti.

    Appare invece assolutamente inadeguato il tentativo/esperimento sui rivoli di sangue,sviluppato male e quindi inconcludente.

    Sul telo resta ancora il mistero,sia per quanto riguarda la realizzazione/formazione,sia per quanto riguarda l’origine temporale,essendo la datazione tutt’altro che certa.

    Quanto ad Excelsior,la sindone di Torino non è un qualcosa che può incuriosire,interessare o altro solo cristiani,cattolici o modern atheists,rappresenta ad ogni modo un reperto archeologico avvolto da moistero per la scienza,per lastoria etc..
    Poi ,qualora fosse proprio il telo usato da G.di Arimatea allora esso avrebbe una certa importanza.
    Tuttavia è assolutamente inutile in termini di fede,in quanto nulla cambia alla fede di un cristiano,cattolico o no,se quello sia o non sia quel telo.
    Non c’è neanche alcun vincolo che imponga per nessuna confessione di credere cosa sia quel telo.
    Ognuno è libero di credere quel che vuole,quel che sente.

    L’unica cosa che,invece,mette davvero tutti d’accordo è che il soggetto raffigurato/impresso sia inequivocabilmente Gesù deposto dalla croce,con riferimenti alla tradizionale iconografia,disconoscere anche il soggetto sembra più artificioso di un eventuale artifizio artistico di realizzazione.

    P.S.
    Compimenti al signor Ravecca per aver spammato facendo pubblicità al suo libro.
    Non è un filone quello su Leonardo dove si è romanzato abbastanza?
    Robe poi da Voyager,da Mistero..

    P.P.S.
    Andare contro luogocomune,pontifexroma,tankerenemy,Icke,Biglino,losai e compagnia bella può essere proprio come vincere facile, ma soprattutto è abbastanza veloce e semplice,a risparmio energetico,come cosa da fare..
    D’alro canto,per tutta una serie di ragioni,questi personaggi e siti hanno un gran seguito che gli consente comunque di far rumore,quindi rispondergli porta anche una certa visibilità.

    • La diatriba Luogocomune vs cicap incominciò diversi anni fa, quando Mazzucco pubblicò questo video.

      Non sono d’accordo quando dici che andare contro siti come luogocomune fa ottenere visibilità. Da un lato è vero che gli iscritti sono più di dodicimila ma dall’altro bisogna notare come le letture dei vari articoli si aggirino sempre attorno ai 3000 o 4000 utenti, con alcune eccezioni.

      Se Garlaschelli andò di persona su LC è semplicemente perchè Mazzucco aveva presentato una solida documentazione che demoliva le sue tesi.

      Dopodiché non si fece più vedere. Altro che vincere facile…

      PS: Si fa molta ironia facile sui complottisti ma raramente coloro che li sbeffeggiano ne conoscono le tesi. Inoltre un piccolo extra per voi kattolici: i primi complottisti furono proprio dei cristiani cattolici come Barruel e più avanti Coston, Virion e Moncomble. Il complottismo è una creazione kattolika! (Colpo di scena!)

      PPS: Ho seguito con gran divertimento la discussione sul presunto falso allunaggio e tralasciando le ridicole argomentazioni del moonhoaxer mi ha fatto sganasciare una frase di JdM che accusava i complottisti di credere a tutto. Beh, detto da delle persone dogmatiche per definizione, che credono a un libro vecchio di duemila anni dove viene raccontata la storia di un dio figlio di se stesso, nato da una vergine, crocifisso e risorto devo dire che il livello non è molto superiore.

      • “mi ha fatto sganasciare una frase di JdM che accusava i complottisti di credere a tutto. Beh, detto da delle persone dogmatiche per definizione, che credono a un libro vecchio di duemila anni dove viene raccontata la storia di un dio figlio di se stesso, nato da una vergine, crocifisso e risorto devo dire che il livello non è molto superiore.”

        Bah, non che la cosa mi sorprenda (che ti sia sganasciato), in ogni caso, affermazioni/accuse di dogmatismo, irrazionalità, wishful thinking etc. nei confronti di chi sostiene una visione teistica del mondo, denotano un arroccamento altrettanto dogmatico sulla posizione pregiudiziale secondo cui la questione dell’esistenza di Dio sia solo e soltanto “materia religiosa” e quindi qualcosa da ritenersi paradigmaticamente legata alla “cieca fede”, quando ovviamente non è così essendo tale argomento altresi oggetto (e come se lo è) di indagine filosofica e pertanto passibile di difesa/dimostrazione massimamente razionale.
        Ma che te lo dico a fa’…

        • L’esistenza di dio in generale è stato effettivamente territorio d’indagine razionale mentre l’esistenza del dio cristiano è basata puramente sulla fede.

          • Eh già, perché stiamo parlando di due divinità a se che non hanno alcun attributo da spartire no? Vabbeh ciao…

          • Si vabbè………..ci convertiremo tutti altrimenti saremo gettati nel lago di fuoco…

      • Ah ecco,mi pareva si trattasse di uno dei consueti gomblottisti.Si sa quando Enzo si tiran fuori certi argomenti arrivan come le formiche.

        Hai sicuramente ragione JdM quando scrivi:
        “Ma che te lo dico a fa’…”

        È un pò come quando si cercava di far ragionare il complottista lunare e di ibridi alieni o chissà ché..

        Quanto a Garlaschelli avrà anche lui la sua dignità,l’andare ed il soffermarsi in luoghi come luogocomune se da un lato è come sparare alla crocerossa,da un altro ,per usare la metafora di Piero,è ad un certo punto sporcarsi di qualcosa difficile da togliersi di dosso.

        • Hahahahahaha…. 😀

          Seee…come no…

          Vi lascio ai Gloriosi Dogmi di Santa Romana Chiesa.

          Che pena…

        • Sarebbe bello riuscire ad essere diversi da altri e non finire sulle tipiche baruffe da Internet.
          Basterebbe restare sugli argomenti, limitarsi a spiegare le proprie ragioni e non scivolare sugli attacchi ad personam.

          • A parte che il risultato di Allen,al di là del problema delle tracce ematiche,ripreso da Mazzucco,ha diversi problemi ed è inferiore come risultato a quello di Garlaschelli,che,fra gli artistici,si può ad oggi considerare il meglio riuscito,a parte questo è abbastanza demenziale e macchinosa in modo veramente impensabile la realizzazione del negativo in quel modo,con quel soggetto,volendo ottenere quel risultato.
            Mazzucco così con Garlaschelli fa il classico che guarda la pagliuzza ma non si cura della trave che ha nel proprio occhio..

            Il risultato più vicino è quello dell’EC e comunque non dà risposta.

            È chiaro ,torno a ribadirlo,che chi come Garlaschelli segua la via del falso artistico in un modo o nell’altro presupponga che l’effetto negativo ed altroi siano più contingenzialità più che cose volute da principio.
            Altrimenti si cade un po’ nel ridicolo,come ha ben espresso Frank.
            Nel pdf che ho allegato c’è un bel riassunto con confronto fra i vari risultati.
            Bene o male,anche se è un passo avanti,l'”opera” di Garlaschelli soffre grossomodo dei principali problemi di tutte le altre produzioni artistiche,pur essendo migliore.

            Un velo poi servirebbe per stenderlo come velo pietoso sulle affermazioni sui carri armati e elicotteri di Leonardo..
            Che l’elicottero poi l’han realizzato in Canada l’anno scorso ,con una spesa di più di 30000 dollari e,con revisioni opportune,per un po’(minuti)si levava da terra per due-tre metri.
            Il carro armato era da Flinstones.
            Non che Leonardo non sia stato comunque un personaggio ecclettico e “geniale”,ma lasciamo mitizzazioni e cose da Da vinci’s code nei libri di fantasia che è meglio..

          • Anche perché nessun cristiano,cattolico o meno è tenuto a credere che la sindone di Torino sia il telo che avvolse Gesù.
            Per usare le parole del Mons.Nosiglia:
            “L’immagine della Sindone ci riporta intera questa testimonianza di sofferenza e di morte di un Crocifisso. Il Volto e il corpo martoriato dell’Uomo dei Dolori sono, anche nel silenzio del lenzuolo funebre, un segno di quell’amore che non finisce con la morte.”

            È un immagine per richiamare un che di importante per la cristianità come potrebbero esserlo la deposizione del Caravaggio o di Donatello o la Pietà di Michelangelo,ma anche il Cristo morto del Mantegna.
            Poi se alcuni fedeli vogliono liberamente credere che sia più che una speciale riproduzione che testimonia l’evento,che sia proprio quel telo di 2000 anni fa allora magari avrà un qualcosa in più,ma non c’è alcun obbligo nel credere una cosa rispetto all’altra.

            Io,per esempio,da cristiano non credo che sia proprio il telo usato da G.di Arimatea(non dico neanche che non lo sia)ed il fatto che possa esserlo o meno non ha alcuina importanza con la fede in Cristo.Non dipende da quello né da altri oggetti,reliquie o meno.

            La complessità dell’oggetto è tale che, coinvolgendo ricercatori,studiosi,curiosi,esperti di varie discipline dalla fisica all’archeologia all’arte all’esegesi all’informatica alla chimica, accostatisi alla Sindone attraverso tutte queste discipline e specializzazioni assai diverse hja fatto nascere una sorta di branca a sé la sindonologia,che non è poco.
            Non si può ridurre troppo la cosa,cestinarla con facilità.
            Come detto uno può credere ciò che meglio gli pare opportuno,ma poi i fatti son fatti e il mistero tale era e tale resta.
            La datazione anche venisse riconfermata non farebbe,ribadisco,che dare risposta al ‘quando’,ma è il ‘come’ che interessa e smuove il tutto.

            Quindi quei commenti come l’ultimo di Excelsior o altri suoi(e non suoi) simili da fessbuk,yahoo answer o da luoghi(forum,blog..)di serie Z sono oltremodo fuoriluogo oltre che sciocchi e non fanno altro che ritorcersi contro a chi li posta.

            La qualità di siti come luogocomune,losai e compagnia bella abbiamo già avuto modo di saggiarla,chi vuole poi può andare tranquillamente a vedere.
            È chiaro che poi ci possa essere anche qualcosa di buono,ma in quella melma si perde e così vanno anche ad essere controproducenti.
            Ma tanto sono solo fonte si speculazione per i vari Mazzucco ,Icke & co,alle spese di quei ‘fessi’ che gli vanno dietro come i topi di Hamelin

  9. Intanto correggo un lapsus nei miei interventi precedenti: strinature -> strofinature

    Poi volevo spostare il ragionamento da un punto di vista tecnico a uno LOGICO:

    Sono un falsario del Medioevo e voglio fabbricare una falsa reliquia, quindi prendo un lino, lo stendo sopra un bassorilievo e con la strofinatura realizzo l’immagine, poi per rendere il tutto più credibile, prendo un po’ di sangue umano, magari il mio, e là, qualche pennellata nei punti giusti, seguendo ovviamente la descrizione dei Vangeli: ho creato una bella falsa reliquia: l’effetto è godibile e può sembrare proprio il telo di Cristo.

    INVECE no, il presunto falsario si è voluto complicare all’inifinito la vita facendo cose impossibili da conoscere per la sua epoca e anche da realizzarsi nella nostra, tutto questo *PERCHE’ MAI*? *CHI mai* avrebbe visto quelle subdole falsificazioni aggiuntive così invisibili e sconosciute al suo mondo (e a lui!).

    Tipo:

    1) va a mettere del sangue venoso e arterioso (e nessuno conosceva la differenza). Per di più un terzo tipo di sangue, quello post-mortem nel costato e nei piedi. Mica aveva una laurea in medicina legale… e mica c’erano analisi spettroscopiche e di laboratorio per riconoscerli, a vista medioevale, col cavolo che qualcuno avrebbe mai potuto vederli (né tantomeno poteva mai immaginare che ce se ne accorgesse dopo 7 secoli).

    2) non solo, non c’è traccia alcuna di pennellate o di qualunque altro metodo atto a posizionare quelle macchie di sangue, se non per contatto con un corpo. Le macchie di sangue e di siero presenti sul lenzuolo sono irriproducibili con mezzi artificiali: è sangue coagulatosi sulla pelle di un uomo ferito e ridiscioltosi a contatto con la stoffa umida. Ci voleva un pennello di almeno 2 metri e che non lasciasse tracce di pennellate. E avrebbe dovuto preoccuparsi che dopo SECOLI qualcuno se ne sarebbe accorto?

    3) ma attorno alle macchie di sangue ci sono pure le tracce di siero, invisibili ai soliti uomini medioevali, ma appunto come dovrebbero essere in un corpo sanguinante.

    4) come ho spiegato sopra, il corpo però deve essere appena morto e appoggiato per non più di 36 ore, altrimenti ci sarebbero segni di putrefazione rilevabili (al microscopio) che non ci sono. Ma mica si sarebbero visti ad occhio nel medioevo e mica la conosceva la fibrinolisi… (Ovviamente il corpo del falsario medioevale assassino deve aver patito esattamente tutte le torture subite da quello del Vangelo…)

    5) dopo le famose 36 ore deve far sparire il corpo a contatto col lenzuolo, ma senza lasciare tracce dello spostamento… e chi se ne sarebbe MAI accorto nel 1300 (a parte il “come” averlo fatto)? Perché mai avrebbe dovuto preoccuparsene??

    6) sotto le macchie di sangue oltretutto avrebbe dovuto fare in modo che l’immagine dell’uomo non apparisse. Ma PERCHE’ mai?? Chi l’avrebbe apprezzato?

    7) ha voluto riprodurre le caratteristiche di un’immagine di negativo fotografico che abbia però la perfetta rappresentazione tridimensionale regolare e ben definita anche e soprattutto nei punti dove l’uomo della Sindone non toccava il telo.
    Eh sì, infatti non conoscendo i principi della tridimensionalità analizzabile al computer avrebbe previsto che, 700 anni dopo, avrebbero scoperto queste discipline per vedere che lui le aveva già scoperte prima…

    8) alcuni particolari importanti delle torture subite le avrebbe create di nascosto in modo che venissero scoperte solamente dopo la trasposizione tridimensionale e manco a morir ammazzato a occhio nudo medioevale. Bravo ‘sto falsario, eh?

    9) invece che accontentarsi del buon risultato cromatico (in sè) di una semplice strinatura o strofinatura, ottenendo una densità cromatica, ha voluto produrre una sindone con un’immagine a densità d’area, incompatibile con i metodi suddetti. E a beneficio di CHI? Il risultato è visibile solo al microscopio attuale!

    E continuando così…

    Questo famoso falsario perché mai avrebbe dovuto dannarsi la vita per ottenere risultati capibili (molto in parte) solo 700 anni più tardi e totalmente invisibili/inconoscibili alla sua epoca, oltre che ottenuti da conoscenze che lui stesso non poteva avere?
    (Esponendolo a rischi sempre maggiori di buttare il risultato finale: avete l’idea di quanti tentativi sarebbero stati necessari per realizzare una cosa simile? Senza riuscirci poi…)

    La Sindone è un insieme di fattori: sangue e immagine, è inutile voler spezzettare il tutto a singoli esperimenti se poi il tutto non può essere perfettamente ricombinato con le stesse caratteristiche.

    Invece un vero corpo martoriato da quelle torture, avvolto in un lino della sua epoca, sepolto per 36 ore e non di più, senza lasciare tracce di spostamento del sangue, avrebbe lasciato esattamente quelle tracce di sangue di 3 tipi diversi, di quel siero nei posti giusti, con colate di gravità ovviamente corrette. Senza NESSUNA incongruenza con il caso fisico reale, guardacaso.

    Ora, il rasoio di Occam, fa comodo solo quando tornano i conti a Mazzucco, Garlaschelli & Co.?

    • Ci sarebbe un’ulteriore complicazione nel caso di un bassorilievo. L’immagine pare non esserci dove sono deposte le macchie di sangue, quindi il falsario avrebbe dovuto prima mettere il sangue nei punti corretti e solo successivamente il telo, facendo combaciare le diverse aree con assoluta precisione.

      • Correggo:

        ci sarebbe un’ulteriore complicazione nel caso di un bassorilievo. L’immagine pare non esserci dove sono deposte le macchie di sangue. In altri termini essa si sarebbe formata solo in seguito. Quindi il falsario avrebbe dovuto prima mettere il sangue sul lenzuolo nei punti corretti e solo successivamente il telo stesso sul bassorilievo, facendo combaciare le diverse aree con assoluta precisione.

        • Infatti gigi, è il mio punto 6.

          Ma la cosa si complica parecchio, perché mettendo il sangue prima, poi fare la strofinatura, te lo raccomando: la macchia si impasta/deforma.
          Se fai la strinatura poi, il calore lo altera.
          Se fai un’impressione fotografica avresti le sostanze usate per far apparire l’immagine che si troverebbero sotto le macchie e dovrebbero reagire pure col sangue e anche essere rilevabili oggi e invece nessuna traccia.

          E tutto questo PERCHE’?? Alla credibilità del falso non cambierebbe nulla di nulla, nessuno se ne sarebbe accorto e sarebbe bastato semplicissimamente, come ho scritto all’inizio, aggiungere il sangue dopo…

          Tra l’altro, fanno un po’ ridere tutte queste ricerche che usano pigmenti, erbe etc: dove sono le tracce nel lino sindonico?? Pensano veramente che non ci sarebbe stata più nessuna traccia di questi materiali nel lino né nel sangue?
          E allora perché ipotizzarli? Siamo alla stessa illogicità dell’ampolla di San Gennaro di cui sopra.

          • Scusa Frank, mi era sfuggito. E dire che l’avevo letto attentamente per evitare di ripetere un aspetto già rimarcato.

          • Niente figurati, repetita iuvant.
            Così ho avuto modo di aggiungere altre considerazioni.

    • Vattelapesca Frank,accadono cose talmente strane,e anche macabre
      http://www.enzopennetta.it/2012/10/corriere-della-sera-milano-cadaveri-in-mostra/
      https://www.google.it/search?q=Wesker+%26+Son&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ei=uGBdU8nzA8fdtAa8mYHIBA&ved=0CAYQ_AUoAQ&biw=1024&bih=567

      che francamente un artista un po’ eccentrico potrebbe aver usato anche un cadavere,aiutato poi da chissà quali agenti chmici al momento e nel corso dei secoli.

      Prendendo per buona quella che sembra essere l’unica pista storica presa in considerazione documentata sul telo,vedrei più dietro all’operato di un eventuale artificioso eccentrico artista qualcosa di particolare e ‘fortuito’ che non una cosa studiata così eccessivamente nel dettaglio.
      Ma credo che questo non lo pensi neanche Garlaschelli,altrimenti altro che rasoio di Occam,chi pensasse ad un simile lavoro,alla sua fattibilità sarebbe ipso facto un vero folle.

      Della serie:non si parla di ossa di pollo o piume d’oca spacciate per reliquie..è chiaro che si sia su un alòtro livello.

      Sicuramente chi persegue quella via(quella dell’artista) cerca di inquadrare quelle che possono essere delle artificiosità ,ma congiunte a delle contingenzialità(che tolgono un po’ di spazio al domandarsi vari perché).
      Ciò non vuol dire che allora sia tutto spiegato,e che quella spiegazione sia corretta o valida.

      E lì in effetti può accadere un po’ di tutto.

      Va a tal proposito ricordato che la datazione,probabilmente sbagliata,anche fosse esatta risponderebbe comunque afd un falso problema scientifico che è quello del “quando”,mentre di primario interesse è quello del “come”.

      E la verità,oltre il fatto che sul lino resta il mistero è che la via dell’artefatto artistico non ha portato ancora da nessuna parte.

      Però,a mio avviso,non c’è da canzonare né trattare da pazzi sia chi crede che quello sia il telo usato da G.di Arimatea né chi crede che si tratti di un ingegnoso,e anche un po’ fortuito,tel,o di origine artistica medioevale.

      P.S.
      “Ma la cosa si complica parecchio, perché mettendo il sangue prima, poi fare la strofinatura, te lo raccomando: la macchia si impasta/deforma.”

      Infatti,nei primi tentativi di Garlaschelli si può constare l’effetto che avrebbe avuto quella tecnica:disastrosi.

      • Ammettiamo pure per assurdo una contingenzialità sull’immagine.

        Però c’è di mezzo il sangue…
        Ed essendoci:
        -) sangue arterioso, venoso, sangue post-mortem e siero invisibile (4 tipi diversi di sostanze che è impossibile si trovino lì contemporaneamente nei posti giusti per casualità o per intenzionalità di un uomo medioevale, se non appunto per contatto di un vero cadavere martoriato)
        -) macchie compatibili solo col contatto di un cadavedere appena morto, ma assolutamente non di più di 36 ore per assenza di putrefazione

        Bisogna concludere che è da escludersi la casualità contingenziale per quel che riguarda la presenza di queste macchie di sangue.

        Il problema più grosso, secondo me, è la presenza di queste macchie ma non del corpo!
        Cioè il problema è che non ci sono tracce di *spostamento* del corpo!
        Perché questi scienziati artistici non cercano di dare qualche dimostrazione di come spostare un cadavere ferito senza che si alterino i contorni delle macchie di sangue. *Sembra* un compito più facile di quello di decifrare l’altra immagine misteriosa, dato che parliamo di semplici macchie di sangue ben conosciute, no? Invece tutti si sbizzarriscono sull’immagine…
        Tanto per capirsi, avete presente quegli adesivi di sicurezza per capire se un prodotto è stato aperto? Bene, se li sollevi, si formano crepe, fessure, rotture, cioè segni della manomissione. Il coagulo sanguigno fa la stessa cosa: i contorni, la consistenza della macchia possono provare un eventuale spostamento dell’oggetto. Ebbene, dove sono questi segni??
        Per il sangue non è possibile parlare di contingenzialità, nè come detto sopra di intenzionalità di un presunto falsario.
        Anche se avesse usato un vero cadavere martoriato in quel modo, come l’ha tolto dal lino?
        E torniamo alle solite domande di logica precedenti, perché mai avrebbe dovuto preoccuparsi di non far vedere secoli dopo quello spostamento invisibile alla sua epoca?

        • Si ma infatti il cadavere deve essere supposto,è quella una delle cose che ha portato Garlaschelli avanti agli altri artisti.
          Quelle cose che dici vanno spiegate,andrebbero spiegate.
          Al momento non ci riescono e,è il caso di dirlo,questo tentativo di cui parla Enzo nell’articolo è assolutamente mal ideato.
          Come detto e come giustamente sottolinei non è possibile ipotizzare che un artista si sia preoccupato di certe ‘piccolezze’,quelle sono quelle contingenzialità,talvolta ‘botte di C..’ che vanno supposte per forza di cose.
          Il come ancora non c’è.
          Ci potevan essere sistemi di funi,poteva aver usato qualche gas caldo per imprimere l’immagine congiuntamente ad altro..chissà..
          È abbastanza certo che se qualcuno l’avesse realizzata ci devono essere state per forza una serie di accadimenti ‘fortuiti'(diciamo così che in prima battuta e poi nel corso dei secoli hanno portato a quell’immagine.
          Se non si pensa quello e si persegue la via dell’artista si è folli..

        • Che poi Frank la cosa che è anche fastidiosa è che, più cercare di capire i vari “come” coinvolti nella formazione del telo, i vari Garlaschelli sono più interessati a cercare di demolire il credo che possa essere il telo che avvolse Gesù(anche quel punto esclamativo sulla lavagna dopo la datazione può anche interpretarsi in questo senso..).
          Come abbiamno detto più volte questo è uno dei casi dove,evidentemente,il credente cristiano è più ‘libero’ del credente ateista.

    • Christian Parolini on

      Mitico frank10, bell’esposizione di questi punti ai quali i detrattori della Sindone avrebbero qualche difficoltà logica nel rispondere !

      Mi permetto di aggiungere, oltre all’elenco di cose alle quali il fantomatico falsario medievale avrebbe dovuto tener conto, questi successivi tre punti di natura storica, contrastanti con la datazione estrapolata dall’analisi mediante il radiocarbonio:

      1) l’iconografia bizantina del primo millennio d.C., quindi antecedente al XIII-XIV secolo (periodo di creazione della Sindone secondo la datazione al radiocarbonio), è conforme a dei severi canoni di rappresentazione del volto di Gesù, che “per combinazione” si ritrovano solo nella Sindone;

      2) la croce bizantina a tre bracci orizzontali, anch’essa utilizzata già nel primo millennio d.C., ha il braccio inferiore obliquo; secondo fonti storiche, questo fatto potrebbe riferirsi ad una tradizione riportante una malformazione delle gambe di Gesù; dove si trova questo insolito e particolare riferimento? Unicamente sulla Sindone, la cui visione frontale mostra effettivamente un ginocchio posto più in alto rispetto all’altro: ciò può essere spiegato tenendo conto del rigor mortis delle due gambe, le quali erano state inchiodate accavallate (quindi una più piegata dell’altra);

      3) durante il Secondo Concilio di Nicea dell’VIII secolo, indetto a sostegno del culto delle immagini e per contrastare l’Iconoclastia, sono state riportate delle testimonianze riguardanti un telo con un’immagine di Gesù “non fatta da mano umana”, ai tempi situato in una città dell’Impero Romano d’Oriente.

      Da ricordare infine che la ricostruzione della vicenda storica della Sindone riporta che, fino alla fine del XII secolo, i primi custodi del Sacro lino sono stati proprio i Bizantini.

      • Grazie Christian.
        Giuste anche le considerazioni storiche.
        Infatti il problema Sindone va visto nel suo complesso, non ci si può focalizzare solo su un aspetto, per di più solo sulla somiglianza apparente.
        Un’altra dimostrazione del problema odierno dell’iperspecializzazione che perde di vista la globalità di indagine.

      • Sul braccio obliquo può anche essere supposta una mal interpretazione degli artisti slavi, della rappresentazione prospettica della tavoletta orizzontale che praticamente rappresentava il “sedile” posto sullo “stipes”(palo verticale della croce) a cui poi veniva fissato il patibolum che portavano i condannati in spalla(palo orrizzonatale).
        Sulle miniature più antiche il terzo braccio(dall’alto quindi quello inferiore) è orizzontale, e cosi vien raffigurato sulle cupole delle chiese serbe, romene e rutene dell’Europa centrale. In Russia poi probabilmente in seguito a qualche erronea raffigurazione di qualche miniaturista, il terzo braccio appare sempre obliquo, elevato al lato destro del crocifisso e inclinato al lato sinistro.
        Da questoallora si sono volute vedere diverse cose,una di quelle è quella che riporti della gamba ‘deformnata’.
        L’altra è ppiù ‘simbolica’,ossia immaginando un “tritttico” con i due ladroni di immaginava nella parte rivolta verso l’alto il ladrone pentito vicino a Gesù,nella bassa quello che lo sfidò.

        È un qualcosa da andarci con i piedi di piombo,altrimenti si rischia di vedere cose che non ci sono.

        • Christian Parolini on

          Concordo con te nell’andare coi piedi di piombo in merito al punto 2) in oggetto: infatti ho preferito usare il condizionale (“…questo fatto potrebbe riferirsi ad una tradizione…”).

          Questa tradizione però esisteva (citata anche nel commento di Piero) e l’unico appoggio alla quale essa avrebbe potuto trovare sostegno è proprio l’immagine sindonica; anche perché (mi viene ora da pensare), se questa non avesse avuto un riferimento valido, chi mai si sarebbe inventato una cosa così insolita e che oltretutto non ha alcun fine apologetico ?

          Da ultimo, in merito agli studi del prof. Garlaschelli ed a quelli di altri ricercatori volti a negare l’autenticità della Sindone, rispetto la loro posizione (anche se a volte non capisco da parte di alcuni un certo “accanimento aggressivo” in materia di religione) e da credente considero tali studi uno stimolo per continuare a documentarmi sulle innumerevoli ricerche che sostengono l’autenticità del lino sindonico.

          • Per dirla tutta, mi ricordo anche di un’altra leggenda, che diceva il Cristo fosse cieco da un occhio (l’avete sentita pure voi?) e guarda caso l’Uomo della Sindone ha un occhio tumefatto…

          • Vabbèh dopo certe percosse con flagellum e non i danni possono essere molteplici.
            Dai vangeli non c’è alcuna testimonianza di nessuna di quelle caratteristiche fisiche di Cristo.
            E le tradizioni che esistano non vuol dire nulla in sé,anzi alcune possono proprio essere nate in seguito ad errori di varia natura,come appunto artistici.
            È abbastanza chiaro che a seguito della crocefissione e deposizione una gamba potesse risultare più corta dell’altra.
            Un falso mito con estrema probabilità.
            Si può invece dire che la sindone di Torino allora ha un altro elemento in più(o altri in più )riconducibili ad una vera flagellazione e crocefissione.
            È chiaro,la raffigurazione iconografica cambia verso l’anno Mille.
            Quindi non c’è da farsi domande che incasinano la mente ,un po’ da complottista,banalmente si commettono errori,si travisa,e certi errori possono diffondersi assai velocemente e fissarsi nella tradizione.
            Niente di così assurdo,anzi..

          • Christian Parolini on

            Vero che nei Vangeli non v’è traccia di quelle caratteristiche attribuite a Gesù.

            Quando però l’iconografia ufficiale di un impero ha non poche caratteristiche riconducibili ad un modello ben preciso (senza considerare le testimonianze storiche del primo millennio), qualche forte possibilità che la Sindone possa essere autentica mi ronza in testa.

          • “Quando però l’iconografia ufficiale di un impero ha non poche caratteristiche riconducibili ad un modello ben preciso (senza considerare le testimonianze storiche del primo millennio), qualche forte possibilità che la Sindone possa essere autentica mi ronza in testa.”

            Sì..ma non ha nulla a che vedere con un presunto problema alla deambulazione..che peraltro compare solo successivamente e l’analisi artistico-storiografica lascia ben pensare sia derivata da malainterpretazione di altre forme artistiche precedenti che non la riportano..

            Di tutte le motivazioni(parecchie in fondo) per cui la sindone di Torino possa essere proprio il telo usato da G.di Arimatea le ‘sciocchezze'(mi si passi il termine) realtive a un problema all’occhio o alla deambulazioni sono proprio inconsistenti ed inutili. Alcune cose rischiano di essere delle forzature al pari di quelle poste da quelli che voglion vedere alieni per forza o altre cose per forza e si rischia di smarrire la via…
            Ci sono molte cose che ne fanno un qualcosa che offre una testimonianza(diciamo così)importante della passione,come hanno più volte espresso varie personalità ecclesiastiche,esegeti etc..
            Sicuramente non c’è nulla che vieti a un cristiano di ritenere che quello sia il telo che avvolse Cristo,e di restare onesto con sé stesso.
            Il fatto solo che appaia così difficlmente spiegabile e riproducibile dallascienza del XXI secolo già la dice lunga..
            Non c’è neanche nulla che vieti di pensare che non sia così.
            La cosa certa è che sia il quando che il come quel telo abbia avuto origine restano ancora un mistero e questo ad alcuni non va proprio giù…
            Va da sé che ,per fortuna,non siam ancora ai livelli del Nuovo Mondo di Huxley e c’è ancora un po’ di rispetto per i cadaveri alché nn si posson fare esperimenti di questo tipo usando cadaveri veri e un manichino che simulasse consistenza e fluidi di un cadavere sarebbe proibitivo in termini di costo.

            Alché comuqnue sia la ricerca sulle origini della sindone di Torino è un po’ ad un punto morto.
            D’altro canto l’effetto corona presupporrebbe milioni di volt..e un corpo a contatto col lino non è che reagirebbe bene a quella portata (bisognerebbe ben dimostrare possibilità di dietelettrici,oli non conduttori etc..)e poi l’effetto fronte retro presenta dei problemi.

            Insomma un gran mistero.Chi ci vede un a reliquia della resurrezione,perché no una ‘foto’ della resurrezione può tranquillamente restare in onestà nel suo credo.
            Chi voleva esorcizzare questo pensiero per ora si morde le mani..

          • Christian Parolini on

            “Di tutte le motivazioni (parecchie in fondo) per cui la sindone di Torino possa essere proprio il telo usato da G. di Arimatea le ‘sciocchezze’ (mi si passi il termine) relative a un problema all’occhio o alla deambulazioni sono proprio inconsistenti ed inutili.”

            Nel primo commento scritto su questo argomento, il significato era che vi sono attestazioni storiche della presenza di un telo misterioso con la rappresentazione di Gesù nell’Impero d’Oriente ben prima della presunta data emersa dalla datazione al radiocarbonio; vero, sono attestazioni storiche e non prove scientifiche eseguite in un laboratorio fisico, chimico o biologico, però personalmente non le voglio scartare a priori, diciamo che le considero come possibili indizi.

            “La cosa certa è che sia il quando che il come quel telo abbia avuto origine restano ancora un mistero…”

            Infatti è per questo che personalmente mi diletto nel continuare a documentarmi quanto posso su questo interessante argomento.

            “Chi ci vede una reliquia della resurrezione, perché no una ‘foto’ della resurrezione può tranquillamente restare in onestà nel suo credo.”

            Concordo, come scritto in qualche commento precedente, rispetto la posizione di chi non crede che questa sia una reliquia.

          • “Nel primo commento scritto su questo argomento, il significato era che vi sono attestazioni storiche della presenza di un telo misterioso con la rappresentazione di Gesù nell’Impero d’Oriente ben prima della presunta data emersa dalla datazione al radiocarbonio; vero, sono attestazioni storiche e non prove scientifiche eseguite in un laboratorio fisico, chimico o biologico, però personalmente non le voglio scartare a priori, diciamo che le considero come possibili indizi.”

            Come ho scritto quì:
            http://www.enzopennetta.it/2014/04/sindone-lettera-aperta-al-prof-garlaschelli/#comment-25794
            Parolini,anche particolari su gambe o latro in raffronto all’iconografia non permettono al più di dire cose sulla fisicità di Gesù,quanto invece di ricollegare la sindone di Torino alla sindone reliquia bizantina di cui c’è menzione.
            Quindi quello sì ,volendo,può essere un elemento che possa permettere di dire qualcosa sulla Sindone,compreso aggiungere elementi che possano permettere di identificarla col elo di G.di Arimatea,ma non nel modo che proponi.
            Quello non è possibile dirlo.Crederlo,ma così..come alcuni credono cose più disparate basandosi su dipinti,sculture o altro..

            Non so se è chiara la differenza fra quella che è una considerazione storico-iconografica e quella che è invece una possibilità derivata da tradizioni.

        • Dai vangeli non c’è alcuna testimonianza di nessuna di quelle caratteristiche fisiche di Cristo.
          E le tradizioni che esistano non vuol dire nulla in sé,anzi alcune possono proprio essere nate in seguito ad errori di varia natura,come appunto artistici.
          È abbastanza chiaro che a seguito della crocefissione e deposizione una gamba potesse risultare più corta dell’altra.
          Un falso mito con estrema probabilità.

          Forse confondi leggenda con tradizione…
          Chi mai oserebbe dire di Gesu’ che era zoppo o orbo da un occhio (visto che prima veniva rappresentato secondo la tradizionale iconografica classica romana, un giovane senza barba biondo nel tipico atteggiamento da “buon pastore”, se non avesse VISTO qualcosa che lo rappresentava ESATTAMENTE in un qualche mondo non fatto dagli uomini?

          Non dimentichiamo neppure quella caratteristica “frangetta” (il rivolo di sangue a forma di “3” rovesciato”) che appare in molte icone orientali…

          Certo, sarbbe bello se la Prof.ssa Marianelli volesse intervenire…
          Sto’, prova a mandare una mail anche tu!!!

          • Piero se ne posson ‘osare’ di cose vai tranquillo..

            Ora, al di là che è pur vero che la fisicità di Gesù non fosse assolutamente importante tanto che nn viene mai toccata; davvero Luca, che era medico, non ha mai speso neanche una parola a riguardo?
            Perché è anche importante che gli evangelisti avessero delle loro peculiarità,ciò permette che compaiano nella Parola Inspirata delle note che forniscono particolari che per l’uno sono importanti per l’altro no.
            Marco nell’episodio della donna guarita dall’emorragia scrive:
            “25 Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia 26 e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando”
            Ma Luca che è medico scrive invece:
            “43 Una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, e che nessuno era riuscito a guarire,”

            È pensabile che vi potesse essere menzione a riguardo ,ma non c’è.Comunque sì,poteva anche non esserci,fatto stà che le fonti sono quelle.

            Se poi esistevano tradizioni differenti all’interno delle varie comunità cristiane che si formarono negli angoli dell’impero quando gli apostoli iniziarono a diffondere la parola e a formare le varie diocesi queste erano composite di alcuni elementi popolari ed altro..
            Alché sarebbe necessario scremarle,poiché risentono inevitabilmente di quelle che erano caratteristiche proprie della singolare popolazione,comunità..altro che “osare”…
            Vi è una critica esplicita a queste cose nei Fatti degli Apostoli.

            Non c’è nessuna attendibilità su presuni problemi alla deambulazione o all’occhio,tanto più che ripeto da un’alisi artistico -storica è stato mostrato come sianoelementi successivi derivamti appunto o da erronee rappresentazioni o da altro.
            Non si tratta di alcune “attestazioni storiche” ,si è proprio al livello di leggenda popolare.

            Non sono cose confermabili.
            Anche alcune ciocche ,ciuffi di caopelli in fronte..in alcune più antiche ci sono in altre no..
            va da sé che un capello lungo,potesse incresparsi arricciarsi,specie col sangue,nn è quindi strano che,qualora la sindone sia quel telo,che vi possano essere dei rivoli a 3 rovesciato.
            casomai la caratterista iconograficamente comune sono una riga centrale,capello lungo e barba.

            Il resto son a livello di paraidolie.Uno vede alcune rappresentazioni,costruisce su un pensiero e lo rivede nel corpo della Sindone.
            Ma si può sbagliare a procedere così,e non poco..

            Si prendano le Imago Pietatis o altre icone antiche,in alcune la barba ha delle punte,in altre è accenanta in altre più marcata..
            Risente anche del pittore,non cc’è documentazione di uno schema tanto rigido.
            Anche le orecchie scoperte/coperte..
            Ad un certo punto va fatto un raffronto ed allora si ottengono dei “canoni”,chiamiamoli così,dell’iconografia classica,che non sono rigidi al ‘capello’. È chiaro che l’immagine poi è quella,riconoscibile anche se compaia talvolta con un particolare in un modoo,talvolta in un altro,come se tu Piero un giorno avessi la barba più corta più lunga,i capelli pettinati in un modo o nell’altro..ti si riconoscerebbe ugualmente.

            Tanto più che l’anomalia alla gamba della sindone è dovuta alla rigidità cadaverica, che ha fissato
            il corpo con la gamba sinistra più incurvata,che nel caso di crocefissione,derivava dalla sovrapposizione del piede sinistro sul destro.

            Allora quindi casomai si può dire diversamente Piero.
            Si può dire che il telo bizantino di cui esiste peraltro riferimento storico potesse essere compatibile copn la sindone di Torino tanto che infatti una erronea comprensione di esso ha condizionato l’iconografia.
            Così da pensare che ci sia questa corrispondenza,tanto che potrebbero essere lo stesso telo ,fra quello bizantino e quello di Torino.

            Ma non che Gesù fosse zoppo o orbo.Sono su piani diversissimi le due cose.

            Tanto più che flagellum e percosse e strazi vari,per ultima la crocefissione dei ‘ricordi’ al corpo li avranno pur lasciati,per cui…

            Come ultima cosa,viste appunto iconografie della deposizione di epoce antiche,si può pressuppore che o queste siano state influenzate da un telo del tutto compatibile con la Sindone oppure la Sindone sia stata ispirata da quella tradizione iconografica.
            Tertium non datur.
            Ed infatti così è.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Si Piero.Ho inviato alle 11.05 un messaggio sul mio profilo fb,se non ha altri impegni e lo desidera mi auguro possa intervenire in questa interessante discussione.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Piero Perdone!Correggo:….ho inviato sul SUO profilo Fb….

      • Infatti c’era la leggenda che Gesu’ fosse zoppo, probabilmente per via dell’immagine sindonica che faceva apparire una gamba piu’ corta dell’altra.
        Il prof. Burgarella (Univ. di Cosenza), in una conferenza, disse che ci sono molte probabilita’ che un telo non fatto da mano umana, probabilmente proprio quello che viene chiamato Sindone di Torino, fosse di proprieta’ dell’Imperatore di Bisanzio prima dell’anno 1000, motivandolo con la descrizione del suddetto telo in (mi sembra) un elenco di una dote o eredita’ (non ricordo) nella disposizione dell’Imperatore.

  10. Leonetto , ma per quale motivo non si rifà l’esperimento del carbonio ? Magari, questa volta ,andando a prendere dei lembi “puri”.

      • stò cò frati e zappo l'orto on

        Piero.
        Da wikipedia(magnifica,utilissima idea,ma non sempre affidabile)estrapolo alcune righe dalla voce La Sindone:
        …….in particolare la pulizia del lenzuolo(restauro 2002)
        eseguita con un ASPIRATORE…..
        Volevo scrivere alla mia ProfessoressaPreferita,ma ho timore di disturbarla,posso solo dirti che quello che scrivi è veramente “curioso”.Seguo inoltre il Prof.Fanti,mi sbaglierò ma mi sembra che molte persone lo apprezzino per la costanza e serietà nel suo Lavoro.

        • stò cò frati e zappo l'orto on

          Non sarebbe male,se la Professoressa E.M.,tempo permettendo,spendesse due parole su questo interessantissimo argomento:Ripultura della S.Sindone(anno 2002 o quanti anni ancora?Prima e dopo?).
          Sempre che trovi interessante intervenire.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            tutti possono scrivere liberamente,quello che vogliono su WK.Purtroppo gli inventori seguono una “etica anglosassone”,e nel mondo non tutti la rispettano.

    • Aggiungo un paio di cose…

      Intanto,ribadisco ancora una volta che qualora si datasse con precisione e si ottenesse XXsecolo,XIII secolo ,I secolo o altro non si otterrebbe nulla sul ‘come’ la sindone sia venuta fuori,ma solo sul quando,che comunque può essere utile anche per ricercare il come,ma fino ad un certo punto..

      Sull’inattendibilità dei primi risultati ormai pare ci sia da dire poco,è accettata un po’ da chiunque,anche la Stampa aveva riportato la notizia:
      http://www.lastampa.it/2010/04/11/blogs/san-pietro-e-dintorni/sindone-e-c-esame-fallito-il-perche-rgf67UzXmTKM9Jt5Q0FoQL/pagina.html

      ma riportate anche banalmente da Wikipedia:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Esame_del_carbonio_14_sulla_Sindone

      Sull’entità dell’errore però l’unanimità non c’è per nulla..

      Va contato infatti che ci sono alcune personalità scientifiche che hanno portato loro documentazione per cui,anche qualora il risultato fosse falsato sarebbe comunque in linea di massima attendibile non essendo possibile un errore così ampio tale di 1000 o più anni.

      • stò cò frati e zappo l'orto on

        Fai capire un pò meglio.
        Tutto il lavoro del Prof.Fanti(e la sua attendibilità personale)è praticamente inutile?

  11. Christian Parolini on

    Leonetto, penso che siamo arrivati al punto di convergenza dei nostri vari commenti.

    a) “…anche particolari su gambe o latro in raffronto all’iconografia non permettono al più di dire cose sulla fisicità di Gesù, quanto invece di ricollegare la sindone di Torino alla sindone reliquia bizantina di cui c’è menzione.”

    b) “Si può dire che il telo bizantino di cui esiste peraltro riferimento storico potesse essere compatibile con la Sindone di Torino tanto che infatti una erronea comprensione di esso ha condizionato l’iconografia.” […] “Ma non che Gesù fosse zoppo o orbo. Sono su piani diversissimi le due cose.”

    Riallacciandomi a queste frasi prese dagli ultimi due tuoi commenti, trovo un punto di accordo con quanto ho scritto nel mio primo commento del 28 Aprile alle 13.02: in questo commento ho esordito dicendo che volevo esporre degli aspetti non relativi alla scienza, ma alla storia, che potevano essere visti come una possibile argomentazione per portare la Sindone di Torino “indietro nel tempo” rispetto a quel fatidico “1260 – 1390 !”, scritto sulla lavagna posta dietro le spalle dei tre scienziati (durante la conferenza che tennero) che nel 1988 eseguirono la datazione mediante il radiocarbonio.

    L’intento del mio commento era quello di dire: “Probabilmente, la Sindone di Torino ed il tessuto misterioso posseduto nel I millennio d.C. dai Bizantini sono la stessa cosa; si possono trovare indizi di ciò sia nella storia che nell’iconografia”.

    Ancora, mi trovi pienamente d’accordo sul fatto che nulla può essere detto su eventuali difetti fisici di Gesù: non esiste alcun documento in merito ed ho precisato (al punto 2 sempre del mio primo commento) che il fatto della gamba più corta dell’altra è in tutta probabilità non da attribuire a malformazioni fisiche, ma al rigor mortis di una gamba più piegata rispetto all’altra.

    Concordo ulteriormente sul fatto che questi aspetti visivi mal interpretati possano essere stati la causa ed aver provocato come effetto la possibile creazione di tradizioni sbagliate ecc…