Arrembaggio neomalthusiano

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avaaz marcia

Un contemporaneo allarmismo su clima e sovrappopolazione, l’importante è farci preoccupare.

I nuovi fanatici dell’Apocalisse vanno all’arrembaggio supportatati da una pseudoscienza che invece è fiction.

 

Preceduto da una campagna online di cui avevamo parlato in “Global Warming – ci scusiamo ma Thermagheddon è rinviata (con integrazione sulla campagna Avaaz)” è adesso arrivato l’atteso arrembaggio dei catastrofisti. Oltre ai preannunciati eventi della campagna AVAAZ è giunta puntuale peggio dei pistolotti di Giovanni Sartori la funesta previsione: nel 2100 saremo 11 miliardi. Sì, proprio così, ce lo conferma anche il Corriere della Sera per cui deve essere vero: “Anno 2100: sulla Terra saremo 11 miliardi (ben oltre le previsioni)“.

Devo ammettere che sono affascinato dalla capacità creativa della neolingua, si può infatti affermare di essere andati oltre le previsioni quando si dispone dei dati effettivi, ma dire di essere andati oltre le previsioni quando si fanno altre previsioni è semplicemente geniale!

Che si tratti di un malthusianesimo di ritorno viene espressamente dichiarato sin dall’apertura dell’articolo:

Fra circa 85 anni le persone che popoleranno il pianeta molto probabilmente raggiungeranno gli undici miliardi, smentendo le previsioni recenti che parlavano di una crescita molto più contenuta. È certo che la quasi totalità di chi legge questo articolo non vedrà, purtroppo o per fortuna, questo scenario, ma alla luce di questi ultimi dati tornano in auge le teorie malthusiane che vedevano nel divario tra crescita demografica e risorse per la sussistenza della popolazione uno dei grandi problemi che l’umanità si sarebbe trovata ad affrontare.

E quindi ecco le classiche ricette malthusiane che vengono riproposte come il rimedio contro la povertà:

Oggi il trend globale denuncia un problema sempre attuale mentre gli esperti sottolineano la necessità di un energico controllo delle nascite, ribadendo che all’origine di molti problemi dell’umanità c’è proprio la sovrappopolazione del mondo: «La crescita demografica esponenziale e i problemi correlati – secondo Simon Ross (dirigente di un think tank che si occupa di crescita demografica) – devono tornare al centro del dibattito internazionale dopo anni in cui erano diventatati marginali».

La crescita demografica esponenziale che supererebbe le precedenti previsioni è stata prevista dall’ONU e se ne è parlato in un articolo pubblicato su Science con il titolo “World population stabilization unlikely this century” dove nell’abstract leggiamo:

There is an 80% probability that world population, now 7.2 billion, will increase to between 9.6 and 12.3 billion in 2100.

 

La crescita “esponenziale” sarebbe dunque una crescita che porterebbe dagli attuali 7,2 miliardi a circa 9,6-12,3 nel 2100, chi sa cosa significa esponenziale resta sgomento nel trovare tale definizione per i dati di Science. Ecco come appare la curva in questione (curva verde: paesi meno sviluppati; arancione media mondiale; :

curva popolazione

Questo grafico (fonte Pearson 2012 su dati CNR) mostra la previsione così com’era prima di quest’ultimo ritocco, come si vede la curva dell’andamento previsto è già sul valore minimo post ritocco con circa9,6 miliardi, e in nessun caso comunque si vede una curva esponenziale. Dire che si è di fronte ad una crescita esponenziale della popolazione è una frode. Dal grafico appare inoltre evidente come la crescita sia evidente per i paesi meno sviluppati e assente per quelli più sviluppati dimostrando ancora una volta che lo sviluppo precede la riduzione delle nascite e non è la riduzione delle nascite a determinare lo sviluppo. Risultano inutili e dannose quindi le politiche di controllo demografico che si vanno a chiedere con rinnovato slancio.

Lo studio è stato commentato anche in un articolo della rivista del MIT: “U.N. Predicts New Global Population Boom” in fondo al quale si trovano alcuni interessanti commenti tra cui vale la pena riportarne uno in particolare:

grondilu 

Well, that’s not even twice the current account, is it?  So it’s not that big an increase.  As a comparison, we went from 2B to 6B between 1927 and 1999.  So calling a “boom” a rise from 7.2B to 12B between 2015 and 2100 is quite misleading.  And we’re told this augmentation is going to be heterogeneous :  most of it will happen in Africa.  So calling it “global” is also misleading.

 Il commentatore grondilu fa giustamente notare che non si tratta di un grande incremento e che chiamarlo addirittura “boom” è fuorviante, infatti dal 1927 al 1999 (72 anni) la popolazione è passata da 2 miliardi a 6 miliardi, quindi chiamare boom un aumento da 7,2 a (massimo) 12 in 86 anni indica al contrario un rallentamento. Ma grondilu fa anche notare che definire “globale” un fenomeno che dovrebbe riguardare l’Africa è anch’esso fuorviante.

Lo studio dell’ONU, con la sua insistenza sulla riduzione della popolazione in Africa è un’applicazione della ormai smentita teoria malthusiana e di fatto è solo un modo per tenere in condizioni di povertà le popolazioni a cui viene negato lo sviluppo e il cui territorio viene espropriato con il fenomeno del “Land grabbing”. Ma per completare non poteva mancare la minaccia di ridurre le cure per gli anziani che notoriamente sono solo un’inutile passività (quanto sarebbe contento Aldous Huxley!):

Quell’esercito di anziani che abiterà la Terra avrà bisogno di cure, di pensione e di assistenza, imponendo un ripensamento delle politiche governative e della società. E nonostante l’ottimismo della cosiddetta bio-demografia, la longevità porrà ulteriori problemi di non facile soluzione.

 Il tutto mentre il mondo assiste alle marce contro il Global Warming Antropico, altra teoria scientificamente smentita che però viene rilanciata con forza contro ogni evidenza e che preannuncia altre misure neomalthusiane. Ieri 21 settembre si sono svolte una serie di eventi in tutto il mondo per protestare contro le emissioni di CO2, la manifestazione promossa da AVAAZ e di cui si è parlato qui su CS era stata promossa facendo riferimento ad un allarme lanciato da una ricercatrice nel 2012 e oggi smentito dai fatt.  Le foto dei vari eventi sono state pubblicate sul Corriere della Sera “Clima, un milione in marcia nel mondo“. La vera notizia che si può ricavare dalle foto è che si è trattato di un fallimento. Come ho imparato da autorevoli giornalisti, le foto che mostrano manifestazioni riprese dal basso con pochi elementi sono in realtà un modo per nascondere che erano quattro gatti. Cosa che puntualmente si verifica nelle foto diffuse sul Corriere di cui ecco alcuni esempi tra i più significativi:

event

event1

 

event2

 

Ma la carrellata di foto termina con la nomina di Leonardo di Caprio a “messaggero della pace” dell’ONU  alla prossima conferenza sul clima, come documentato dalla seguente immagine:

di caprio

 

Una triste serie di dati alterati e crisi climatiche smentite termina coerentemente con una scena hollywoodiana, siamo davanti ad una fiction e niente è meglio di un bravo attore a ricordarcelo. Cosa c’entri poi Di Caprio come testimonial per le riduzioni delle emissioni di CO2 davvero non si capisce. Anzi, da quest’articolo su Vanity Fair di pochi mesi fa sembra che Di Caprio dovrebbe essere nominato testimonial delle emissioni inutili di CO2 e dello sfruttamento forsennato delle risorse del pianeta:

di caprio1

 

Questo risveglio del malthusianesimo avevo pensato di definirlo una “offensiva”, ma vista la grossolana frode dell’aumento esponenziale della popolazione e la ridicola nomina di Di Caprio a testimonial contro le emissioni di CO2, più che di offensiva si può parlare di “arrembaggio”, un assalto condotto a fini di rapina.

 

 

 

 

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali.
Nel 2016 ha pubblicato “L’Ultimo uomo”

  • Giorgio Masiero

    Battute tutte le previsioni… con nuove previsioni. Intelligente!
    Di Caprio testimonial “contro” le emissioni inutili di CO2. Intelligentissimo!
    Comunque, Enzo, questo catastrofismo pare destinato a scomparire nel giro di una generazione: esso manifesta infatti attraverso i pochi sopravvissuti dei paesi (occidentali) da decenni in caduta demografica, mentre dove esso non vige si continua tranquillamente a procreare!

    • L’ossessione per il controllo delle nascite infatti è solo nostra, i paesi in via di sviluppo non ne sono affatto convinti. Già tra la fie dell’800 e l’inizio del ‘900 si erano accorti che le classi agiate si riproducono meno, negli USA questo fenomeno venne denominato “race suicide” e Eleanor Roosevelt fu la ‘testimonial’ delle politiche malthusiane dell’epoca.
      E come giustamente osservi se non cambierà qualcosa saremo solo noi occidentali ad estinguerci, e con noi questa assurda idea della curva demografica esponenziale.

      • Cacciatrice di stelle

        Come non ne erano convinti i nostri nonni e bisnonni. In un Italia quasi del tutto rurale, i figli servivano, e tanti: come la si metteva con la mortalità infantile? Se avevi tredici figli era più probabile che qualcuno all’età adulta ci arrivasse. E con i campi da coltivare? Tutti quegli ettari con un figlio unico? E con il lavoro che gli anziani non erano più in grado di svolgere? Come sopra. Una volta credo si facessero tanti figli perché sapevano che ci fosse bisogno di figli, non solo per ignoranza, come spesso cercano di far credere. Poi magari c’era anche una diversa concezione della famiglia come missione di mettere al mondo delle vite, che magari oggi è svanita: infatti quello che prima era donare la vita ad altri, ora è reclamare un diritto per sè. Ma qui si esce dal campo della scienza e si entra in quello ben più minato della morale…perdonate lo sbandamento 🙂

        • Ciao,
          quante cose vere e semplici hai detto, grazie.
          Strano sentirti parlare di ‘sbandamento’ mentre affermi che le foglie d’estate sono verdi e che due più due fa quattro, perdona tu piuttosto lo sbandamento di questo mondo folle.
          Capisco che sia meglio andare a caccia di stelle. 🙂

          • Cacciatrice di stelle

            In effetti, ora che rileggo, ho parlato di fatti, non di elucubrazioni mentali 🙂

  • Fabio

    Ma per piacere, dovevamo essere 10 miliardi gia’ nel 2000…
    Comunque sti fascisti di sinistra mi fanno schifo come quelli originali. “Dov’e’ la nostra GUERRA (contro il clima)?” recita un cartello.
    La pax… sin…isterica.

  • Federico

    Grazie ancora una volta per la puntualità, già mi chiedevo cosa ne avrebbe pensato Enzo Pennetta della manifestazione!
    Quello che però mi domando, dopo questi mesi di mia personale informazione sull’argomento Global Warming/Climate Change, è: ma come si spiegano questi fenomeni naturali? Dipende dalla maggiore/diversa informazione, dall’inversione dei poli o cosa?
    Sono davvero ignorante in materia, lo chiedo con gran spirito di curiosità e ringrazio per tutti gli articoli che mi hanno fatto fare passi in avanti nella mia crescita.

    • Fabio

      Da ignorante mi permetto di spiegare, o meglio mi permetto di espandere le domande: quali fenomeni?
      Perche’ da quasi 2 decenni la temperatura e’ stabile.
      Perche’ il “pericolo” di cui tratta il global warming NON E’ l’aumento della temperatura bensi’ il TROPPO RAPIDO aumento delle temperatura.
      Perche’ il pericolo di cui tratta il global warming NON E’ la temperatura troppo alta, ben piu’ alta e’ stata in altri periodi recenti.
      In breve, la mazza da hockey, una straordinaria accelerazione anomala. Che riguarda quindi la derivata seconda delle temperature rispetto al tempo.
      Ma penso che la mazza da hockey ce la stiamo scordando un po’ tutti, stiamo permettendo a questa gente di lamentarsi ora del caldo, ora del repentino aumento del caldo, ora del freddo.
      Ma dai, stiamo scherzando, in fondo ci piacciono, questi fanatici.
      E’ l’unica conclusione che vedo. Mi sembra di reggere un gioco gattopardesco, anche parlandone male.

    • Buongiorno Federico e benvenuto,
      grazie per le sue parole, e in sintesi ecco la mia risposta:

      1- il riscaldamento non è legato alla concentrazione di CO2, come dimostra il seguente grafico dove si vede la concentrazione di CO2 aumentare e le temperature restare ferme (come ha giustamente ricordato Fabio):

      2- la vera causa dell’aumento delle temperature nei decenni scorsi è probabilmente da cercare nella variazione dell’attività solare, anche qui vedi grafico:

      • Federico

        Grazie per la cortese risposta.
        Per “fenomeni naturali”, rispondendo a Fabio, intendo tutti i tipi di attività (vulcanica, solare, sismica…), non solo l’aumento della temperatura, visto che il livello di CO2 sarebbe già al limite di saturazione che non influenza, come vogliono farci credere, negativamente il nostro pianeta. Il tutto è non è causato dall’uomo, almeno non esclusivamente, ma sta avvenendo in modo naturale e noi stiamo cercando di studiarlo.
        Questo è ciò che ho compreso finora e spero di non aver fatto errori.
        Quindi l’aumento degli uragani, dei terremoti e dei vulcani in subbuglio dipenderebbero dai cicli solari?

        • I cicli solari si possono legare al clima per via dell’energia riversata nell’atmosfera, per i terremoti invece il discorso non può essere lo stesso.
          L’attività umana influenza certamente l’ambiente, ma parliamo di microclimi come le isole di calore o di inquinamento con sostanze ben diverse dall’innocua (e necessaria per la fotosintesi) CO2.

  • Muggeridge

    In pratica, se ho ben compreso, essendo il problema sovrappopolazione basato sull’Africa, questi catastrofisti potrebbero essere chiamati i “Forza Ebola !”…:-)

    • E’ purtroppo possibile che qualcuno tifi davvero in questo senso.

  • Law

    “Quell’esercito di anziani che abiterà la Terra avrà bisogno di cure, di pensione e di assistenza, imponendo un ripensamento delle politiche governative e della società. E nonostante l’ottimismo della cosiddetta bio-demografia, la longevità porrà ulteriori problemi di non facile soluzione.”

    Hai capito? Ti sforzi di combattere il più possibile la natalità e poi d’improvviso, dal nulla ti trovi “un esercito di anziani” che pone “problemi di non facile soluzione”… Misteri insolubili…

    • E così si pone la soluzione di non curare gli anziani, un discorso già sentito, e anche già messo in pratica.

  • Giuseppe

    Non c’è bisogno di intraprendere politiche di contenimento demografico per l’Africa. Tanto muoiono già di fame…

  • LG

    un discorso a margine, forse a monte di quanto detto…
    la cosa che più mi dà da pensare (e un po’ anche i brividi) è che c’è sempre una sorta di “paternalismo occulto” … mi spiego : qualcuno decide che siamo troppi…qualcuno decide di mettere mano..ops..preservativo nelle famiglie africane perchè loro (ma solo loro) sono in troppi…qualcuno deciderà (??!) che gli anziani non vanno curati….
    e sono solo alcuni esempi molto abbozzati (non parliamo poi delle continue acrobazie sul clima)…mi domando…possibile che ovunque e ogni volta ci siano le stesse idee politically correct? chi è questo “qualcuno” che dirige le opinioni in una sorta di entropia della razionalità?
    scusate se ho divagato… una specie di stream of (un)consciousness 🙂

    • Più che qualcuno direi che è un qualcosa, un’ideologia pensata per favorire chi ha dei privilegi facendo credere di agire in favore dei poveri, la soluzione ideale.
      Questa è l’essenza del malthusianesimo.

  • A New York ben 310.000 partecipanti:

    Facciamo due conti.
    Un milione di partecipanti nel mondo, di cui 310.000 nella sola New York, restano quindi 2.658 eventi per complessive 690.000 partecipanti, il che equivale ad una media di circa 259,5 partecipanti ad evento.
    Un bel flop.
    Solo i newyorkesi ci hanno creduto, troppo abituati a credere a tutto.

    • Giuseppe

      Magari le cittadinanze italiane avessero un decimo della vitalità, della tolleranza, dell’apertura mentale e della civiltà dei newyorkesi!

      • domenico

        New York è bella se sei ricco:
        http://www.huffingtonpost.com/2014/04/30/nyc-poverty_n_5240355.html
        Come vedi Giuseppe anche in una delle città più ricche del mondo si rischia di non mangiare pur lavorando.
        Magari facessero marce per quelli che sono i veri problemi che ci sono lì!

        • Giuseppe

          A parte il fatto che, esperienza personale, Milano è più costosa di New York. E’ chiaro inoltre che per viverci non devi pretendere di affittare il loft a Manhattan. Purtroppo la povertà riguarda tutte le grandi metropoli della sfera occidentale. Lei lo sa, ad esempio, che in proporzione ci sono più barboni a Parigi?

      • Luca M.

        Si vede che non sei mai stato a New York…

        • Giuseppe

          Veramente sono stato a New York, Baltimora e Boston. Uno dei vantaggi di fare il fisico è che si viaggia…

          • Luca M.

            Allora non hai osservato bene “la tolleranza e l’apertura mentale” made in USA…

      • Non ti sembra un’affermazione un po’ buttata lì?
        Io dico che magari New York avesse un decimo dell’umanità che si respira nella maggior parte dei paesi italiani.

        • Luca M.

          Non ho capito prof si sta rivolgendo a me o a Giuseppe?

          Nel caso si stia rivolgendo a me le dico che l’ultima affermazione che ho fatto è molto ironica; personalmente sono stato a NY e ho viso con i miei occhi i limiti mentali e il razzismo strisciante in quella città.

          Quindi si, magari NY avesse anche solo un decimo dell’umanità dell’Italia, pur mantenendo inalterato il suo dinamismo tipicamente americano s’intende.

  • Luca M.

    Date un’occhiata a questo video ultra-ambientalista. Molto interessante la didascalia “Ci preoccupiamo molto per l’ambiente. No, davvero, ci preoccupiamo. E odiamo la razza umana. Veramente, la odiamo”.

    Direi che non c’è bisogno di aggiungere altro.

  • Luca M.

    Segnalo questo video di propaganda ultra-ambientalista.

    È molto istruttivo per capire l’ideologia che sta alla base dell’ambientalismo, ovvero l’odio per la razza umana.

  • Luca M.

    I manifestanti ambientalisti spargono rifiuti per tutta NY.

    Ambientalismo da salotto.

    • Giuseppe

      Lei c’era, vero?

      • Luca M.

        Se fossi stato a NY penso proprio che non avrei mai partecipato a una simile manifestazione.

        • Giuseppe

          Vede che lei fa finta di non capire? New York è un caso particolare, direi unico, nel panorama americano, e certamente si discosta molto dallo standard urbanistico e sociale degli Stati Uniti. Per quanto riguarda quella che lei definisce ironicamente “la tolleranza e l’apertura mentale made in USA”, generalmente gli americani sono un popolo molto accogliente e tollerante. Per dirla come Wittgenstein, su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere.

          • Luca M.

            Bene allora taci, così fai contento Wittgestein.

            Siamo OT, quindi la discussione su NY finisce qui.

          • Concordo, il post non era su quanto è bella New York e quanto so’ fichi i newyorkesi!

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