Il reality del Global Warming: perché il 2014 “deve” essere stato l’anno più caldo

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2014 warmest

Altri dati confermano quanto detto su CS nell’articolo del 9 Gennaio scorso: il 2014 non può essere dichiarato l’anno più caldo dell’ultimo secolo.

 

Come avviene per ogni reality che si rispetti, anche quello che vede come trama la causa umana del riscaldamento climatico deve avere in suoi snodi necessari per poter continuare a tenere avvinti gli spettatori. Dato che le imponenti nevicate sul Nord America erano una cattiva pubblicità per la fiction dell’hollywoodiana IPCC (addirittura meritevole del premio Oscar nel 2007) , era necessario rilanciare presso il pubblico ormai decisamente perplesso l’idea che la trama sostanzialmente potesse ancora reggere.

Cosa di meglio che un lancio sensazionale del tipo “anno più caldo del secolo”? E così è stato. Quando il NOAA ha diffuso il suo report ecco che il 2014 è stato indicato come l’anno più caldo:

Global Highlights
The year 2014 was the warmest year across global land and ocean surfaces since records began in 1880. The annually-averaged temperature was 0.69°C (1.24°F) above the 20th century average of 13.9°C (57.0°F), easily breaking the previous records of 2005 and 2010 by 0.04°C (0.07°F). This also marks the 38th consecutive year (since 1977) that the yearly global temperature was above average. Including 2014, 9 of the 10 warmest years in the 135-year period of record have occurred in the 21st century. 1998 currently ranks as the fourth warmest year on record.

Peccato però che tale record sia stato dichiarato con un vantaggio del 2014 di circa 0,1 °C sul secondo classificato, il 2010, mentre il margine di errore dichiarato è superiore essendo di 0,5 °C. Insomma è come se dichiarassimo il vincitore di una corsa stabilendolo con uno scarto di 2 millesimi di secondo tra i primi classificati usando un cronometro che invece è in grado di misurare solo fino ai centesimi, correttamente dovremmo almeno decretare un ex aequo. La “vittoria del 2014 è infatti un evento non certo ma probabile al 48% o addirittura al 38%, secondo le percentuali riferite da NOAA e NASA:

noaa nasa

Ma non è tutto, questo supposto record è stato inoltre ottenuto attingendo da una serie di misurazioni largamente insufficienti, per avere un’idea delle zone non coperte da stazioni di rilevamento basta consultare la mappa disponibile sul sito dello stesso NOAA:

noaa map

Nella nota cerchiata in basso a destra si legge che in grigio sono indicate le zone i cui dati sono mancanti.

Nel determinare la temperatura globale le temperature delle zone delle quali non si hanno dati non sono quindi certe ma stimate con dei calcoli la cui affidabilità è incerta. Al riguardo il meteorologo Guido Guidi sul suo Climate Monitor, rispondendo ad un utente afferma:

Aggiungerei anche che in effetti le aree ghiacciate non sono escluse, ma non ci sono sensori. Per cui il GISS della NASA, per esempio, adotta nelle aree polari una griglia di interpolazione di 1000 km. Il che vuol dire stimare la temperatura di Milano con quella di Palermo. Anche questo è giusto, per carità, se i dati non ci sono non ci sono. Magari però un po’ più di prudenza alla Berkeley sarebbe stata utile.

Più immediata la similitudine proposta al riguardo da Fabio Spina sulla Bussola:

Ma stiamo parlando della “temperatura globale superficiale” ricostruita utilizzando i dati di alcune stazioni/boe meteorologiche, non di tutta l’atmosfera. Con una rozza similitudine potremmo dire che stiamo descrivendo l’andamento della temperatura all’interno di un palazzo di numerosi piani assimilandolo a quanto produce un modello matematico che ricostruisce cosa sta accadendo al pian terreno partendo dai dati misurati in alcune stanze di quel livello.

L’attribuzione del 2014 come “anno più caldo” si rivela quindi sempre più un azzardo, e per di più aggravato dal fatto che per poter giungere alla mediatica affermazione è stato necessario escludere le più moderne tecniche di rilevamento, quelle satellitari. Se infatti si fossero impiegati anche quei dati il 2014 sarebbe stato solo al 7° posto. La situazione è sta ben esposta dal sito Meteo Giornale:

Le misurazioni satellitari della temperatura terrestre, al contrario, mostrano che il 2014 non è stato affatto l’anno più caldo. Infatti i dati RSS presentano un’anomalia di +0,16°C, nettamente inferiore ad annate come il 2010, che presentò un’anomalia di +0,37°C, od il 1998, che, con anomalia di +0,45°C, rappresenta l’anno più caldo di tutti.

Chiarito che la notizia è stata artificialmente creata resta da capire quale sia stato il motivo di quest’alterazione. Con ogni probabilità la necessità di presentare a livello mediatico l’annuncio dell’anno più caldo dell’ultimo secolo è funzionale a fornire un bias di conferma alla teoria del Global Warming Antropico (AGW), da non confondersi col semplice Global Warming. Se infatti la causa del riscaldamento del pianeta sono le emissioni di CO2 da parte delle attività umane, la temperatura deve aumentare costantemente, così come è aumentata l’emissione di CO2, se invece si dovesse registrare una divergenza tra le emissioni di CO2 e l’andamento delle temperature la teoria della causa umana del riscaldamento dovrebbe ritenersi confutata.

E i dati mostrano proprio tale divergenza, le previsioni effettuate secondo la teoria dell’AGW (le linee colorate) sono state falsificate dai dati reali (cerchi e quadrati), come mostrato dal seguente grafico:

spaghetti temp

E, riprendendolo dalla ricostruzione dell’ambientalista,docente presso la Copenhagen Business School, Bjørn Lomborg, mostriamo anche il confronto tra la situazione come emerge dai dati diffusi (quelli sull’anno record) rispetto ai dati satellitari, e quale dovrebbe essere invece l’andamento se la teoria dell’AGW fosse confermata:

lomborg graph

La notizia dell’anno più caldo è quindi solo un modo per riaffermare contro le evidenze sperimentali la teoria dell’origine umana del riscaldamento terrestre. Da sottolineare “umana”, perché i “megafoni della scienza politicamente corretta tenderanno a confondere il riscaldamento in sé con il riscaldamento causato dalle attività umane. Il perché debba esserci bisogno di una teoria “politically driven” è un argomento di particolare importanza le cui ripercussioni potranno essere di grande rilievo. Al riguardo basta un solo spunto di riflessione, il tweet della Casa Bianca del 21 Gennaio scorso:

white house

Per la Casa Bianca i cambiamenti climatici pongono dei “rischi immediati” per la sicurezza nazionale.

E quando dalla Casa Bianca viene percepita una minaccia alla sicurezza nazionale le conseguenze sono sempre molto gravi. Ecco perché si dovrebbe andare oltre le dinamiche delle tifoserie opposte sul tema dell’AGW e dichiarare che le previsioni non confermano la teoria. O in alternativa concordare almeno, dati alla mano, sul fatto che riguardo alle dinamiche del riscaldamento quanto meno ne sappiamo ancora troppo poco.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

13 commenti

    • Grazie per aver segnalato questo articolo, davvero molto interessante che una rivista di divulgazione come Focus stia cominciando a lasciar perdere gli slogan sul “negazionismo” e si metta invece ad ascoltare un ricercatore come Christy di cui avevamo parlato lo scorso mese di Luglio in “Emerge una nuova classe di scienziati: i “data driven”. Di fronte ai dati che si accumulano diventa sempre più contro l’evidenza e da tifo calcistico la reazione starnazzante di determinare persone.

      Riporto un passaggio significativo delle dichiarazioni di Christy su Focus:
      “Poiché le previsioni climatiche sono tutte sbagliate nella stessa direzione, dovremmo dedurre che le attuali ipotesi teoriche sono tutte distorte in una stessa direzione, cioè l’interpretazione di surriscaldamento dell’atmosfera”

    • Se i grandi media si possono chiamare “social”… ecco cosa scrive il Corriere:
      “Nelle prime ore della mattinata, però, i servizi meteo hanno ridimensionato gran parte delle loro previsioni. Secondo Bruce Sullivan, del servizio meteorologico nazionale, a Boston (Massachusetts) e Providence (Rhode Island) sono attesi 60 centimetri di neve, mentre a New York da 25 a 50 centimetri. A Philadelphia e nella zona centrale del New Jersey dovrebbero cadere circa 15 centimetri di neve.”
      Il ridimensionamento significa che sono previsti “solo” 25 o 50 cm di neve, davvero poca… 🙂

      • Bravo Enzo, hai sgamato l’ennesimo tentativo da parte dei grandi media di scaricare la colpa sui social.
        E si e’ capito a cosa servono i social, nella big picture.
        Come avevo gia’ riportato, anche per i Maya 2012 era successa una cosa simile: quella volta erano stati i social a battere su sto 2012 ma poi, passato il 21 Dicembre, tutti i social a dire che era stata la creduloneria della gente a generare tale mito.
        Insomma una catena di lupi che accusano l’agnello della situazione (che a sua volta sara’ lupo per l’agnello che scegliera’) di avergli intorbidato le acque, anche se stava a valle.
        2000 anni buttati, caro Fedro 😀

        • E allora ripeschiamo il buon Trilussa che, sostituendo il termine fantasma con global warming, ci racconta bene come vanno le cose:
          Quanno de notte sparsero la voce
          che un Fantasma girava sur castello
          tutta la Folla corse e, ner vedello,
          cascò in ginocchio co’ le braccia in croce.
          Ma un Vecchio restò in piedi, e francamente
          voleva dije che nun c’era gnente.

          Poi ripensò: – Sarebbe una pazzia.
          Io, senza dubbio, vedo ch’è un lenzolo:
          ma più che di’ la verità da solo,
          preferisco sbajamme in compagnia.
          Dunque è un Fantasma, senza discussione. –
          E pure lui se mise a pecorone.

  1. Personalmente, a me il 2014 è sembrano un anno abbastanza mite, in ogni caso però più incline al freddo che al caldo, considerando l’estate particolarmente fresca.

    • Questa considerazione l’abbiamo fatta un po’ tutti, ma ovviamente potrebbe trattarsi di un fenomeno locale. Comunque è straordinario come si possa andare contro il senso comune con il sostegno dei grandi media.

  2. Bisogna depurare gli effetti “ciclici” naturali dai dati grezzi per quantificare e qualificare l’effetto delle attività umane sul clima. Se, ad esempio, un ipotetico andamento di variazione naturale ciclica centenaria si trovasse negli ultimi 25-30 anni nella fase di massimo gradiente positivo aumenterebbe senza controllo la percezione che il clima sta cambiando oltre il dovuto…

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  4. Beppino, penso che hai preso il punto “caldo”:
    Mi corigerete se sbaglio ma nessuno si lamenta che il clima vari, questo e’ accettato. Il problema SUPPOSTO dai globalwarmaioli e’ che si stia riscaldando troppo velocemente.
    Vogliamo tornare per favore ad Analisi Matematica e scomporre “riscaldare troppo velocemente” in termini matematici? A casa mia si riassume cosi’: nessuno si sta lamentando che la derivata prima sia maggiore di zero (aumento della temperatura, la sua accelerazione) bensi’ ci si lamenta che tale accelerazione sia repentina, prospettando che da cio’ si evinca l’instaurarsi del temibile effetto “runaway” o effetto serra.
    Ora, sbaglio o e’ QUESTO l’AGW? L’AGW non riguarda la derivata prima della temperatura ma la derivata seconda, che e’ quello che serve per studiare la repentinita’ di cambiamento dell’accelerazione di variazione di temperatura.
    Detto questo, che il 2014 sia un anno caldo e’ SOLO CONDIZIONE NECESSARIA (perche’ altrimenti avremmo addirittura la derivata prima uguale a zero, se non c’e’ aumento di temperatura, da cui ovviamente applicando la derivata seconda non si trova un bel nulla). Quindi al solito il mondo “scientifico” cerca di trasformare in successo che i dati siano semplicemente conformi ad una necessita’. Aspettando che ci mostrino che sto famoso scatto repentino ci sia. Ma con 15 anni di stasi, libro di Analisi Matematica alla mano, non vedo come lo si possa appoggiare con un singolo dato in aumento della derivata seconda.
    Veramente, non capisco, sto AGW e’ roba da seconda liceo, gia al terzo anno conosci le derivate e capisci il falso dietro una tale affermazione.
    In tutto questo sto dando per scontato che davvero il 2014 sia piu’ caldo, taccio sulla possibilita’ invece che il dato sia stato pure falsificato.
    Scienziati, e poi non sanno manco fare la derivata seconda? Proprio vero che l’abito fa lo scienziato.