Global Warming: come funziona la fabbrica del consenso

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Il consenso degli scienziati sulla causa umana del Global Warming è costruito artificialmente e in modo fraudolento.

Quello dell’opinione pubblica passa attraverso la suggestione, la finzione, anche dichiarata.

Su segnalazione di un amico riporto di seguito una lettera inviata al Nuovo Saggiatore lo scorso mese di Maggio da G. Alimonti dell’INFN e Università di Milano:

Caro Direttore, ti scrivo riguardo un argomento “caldo”: il consenso sull’Antropogenic Global Warming, AGW.

Sul numero di Europhysics News (EPN) 44/6 di fine 2013 compare un articolo a firma di J. Cook sul consenso scientifico su AGW: tale scritto riassume le conclusioni di un lavoro comparso su Environmental Research Letters di maggio 2013 a firma di J. Cook et al. ove vengono analizzati gli abstract di circa 12000 scritti sul global warming pubblicati dal 1991 e classificati in base alla loro posizione di supporto o meno dell’AGW. La lettera del Prof. Bettini comparsa sull’ultimo numero di EPN 45/2 ha richiamato ancora una volta la mia attenzione su questa tematica: evidentemente non sono l’unico ad aver notato qualche “stranezza” nel lavoro di J. Cook et al.

Di seguito ti riassumo quali ritengo siano le principali. – Appare subito chiaro che i 2/3 dei lavori analizzati non esprimono posizione su AGW: ciò dovrebbe essere indicativo dell’incertezza scientifica sul tema. Il dato non viene preso in considerazione e gli autori si concentrano sul rimanente 33% di lavori. – Fra questi, il 97% supporta l’AGW: vengono considerati a supporto lavori che sostengono che “humans are contributing to global warming without quantifying the contribution”. è praticamente impossibile trovare un ricercatore in disaccordo con tale affermazione (come sostenere che la CO2 non sia un gas serra) ma ciò è ben diverso dall’essere in accordo con AGW.

Analizzando infatti la lista dei lavori che sono stati classificati in tale categoria (lo si può fare seguendo il link a “online supplementary data”), si scopre che lavori di ricercatori notoriamente critici verso AGW (ad es. Lindzen e Shaviv) rientrano tra quelli a favore. –

Cercando di ridurre la percentuale dei lavori che non esprime posizione, J.Cook et al. contattano gli autori degli scritti via e-mail: risponde solo il 14% ed a questo punto secondo me non avrebbe senso procedere in quanto il campione è alquanto ridotto e non può più essere considerato “unbiased” (l’analisi si baserebbe solo su coloro che hanno deciso di rispondere ed è lecito supporre che questo sia un campione polarizzato). – Volendo invece proseguire, come J. Cook et al. fanno, tra il 14% delle risposte ben il 35% conferma di non avere una posizione decisa nei confronti di AGW: percentuale interlocutoria alquanto alta, a mio modo di vedere, su un argomento verso il quale gli autori vogliono dimostrare un consenso pressoché totale. –

Ritengo infine un controsenso logico la motivazione addotta da J. Cook et al. per trovare una giustificazione all’elevato numero di lavori che non prende posizione: l’AGW sarebbe oramai una certezza scientifica, tanto che non serve neanche specificare nell’absract la propria posizione al riguardo. Oltre al fatto che tale affermazione è smentita proprio da quel 35% che ribadisce la propria incertezze, ma se fosse così, che senso avrebbe la ricerca di J. Cook et al. basata proprio sugli abstract?

In definitiva, analizzando i dati da un punto di vista “distaccato”, direi che gli stessi portino a conclusioni diametralmente opposte alla tesi che gli autori vogliono dimostrare e mostrino invece come l’AGW sia da considerarsi un argomento scientificamente ancora molto aperto (tra l’altro la percentuale di lavori che non prende posizione cresce col tempo).

Fermo restando che la verifica delle ipotesi formulate in ambito scientifico non si basa tanto sul livello di consenso delle stesse ma sul confronto stringente con la realtà, tutto quanto sopra espresso, nulla ha a che vedere con la consistenza o meno dell’AGW.

Un caro saluto, G. Alimonti INFN e Università di Milano

Si tratta di un’analisi impietosa, non basata su opinioni ma su fatti e cifre, quella che emerge è la realtà di una sconcertante operazione di manipolazione della scienza che vede la quasi totalità delle testate scientifiche di informazione e divulgazione appiattirsi supinamente sulle posizioni imposte dai manipolatori, non uno che decida di andare a verificare con un’indagine di vero giornalismo se le cose stanno veramente come dichiarato.

Di grande serietà e spessore è poi il distinguo finale sul fatto che con quanto esposto si è dimostrata l’operazione di manipolazione del consenso e che non si è parlato del fatto se la teoria dell’AGW sia confermata o no, perché in ogni caso, come sottolinea Alimonti “la verifica delle ipotesi formulate in ambito scientifico non si basa tanto sul livello di consenso delle stesse ma sul confronto stringente con la realtà“, che è quanto qui da sempre sostenuto per ogni argomento di cui ci siamo occupati.

Le notizie riportate recentemente  sul 2014 come presunto anno più caldo, insieme al pubblicizzato, presunto, 97% di consenso, contribuiscono a creare nell’opinione pubblica la convinzione che il pianeta sia in pericolo a causa nostra che emettiamo CO2, una convinzione che contrasta con l’esperienza quotidiana, ma questo rende questo esperimento di condizionamento di massa ancor più interessante. Al riguardo si segnalano proprio in questi giorni altre iniziative dichiaratamente psicologiche, come le raffigurazioni apparse sul Corriere della Sera delle conseguenze del presunto scioglimento dei ghiacciai:


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Le elaborazioni, non di uno scienziato ma di un artista vengono definite “CHOC” (sic), un termine abusato ma che ha una sua precisa valenza nel condizionamento delle opinioni. Ma ringraziamo l’artista che anziché provocarci uno CHOC ci fa fare delle belle e grasse risate, infatti rappresenta una Terra “dopo” lo scioglimento dei ghiacci che è invece ricoperta dai ghiacci!

Ma va bene così, da bravo artista l’autore ha colto qualcosa di vero, per credere ancora alla teoria dell’AGW bisogna rinunciare all’uso della ragione e abdicare alla fantasia. Cosa che noi non siamo disponibili a fare, su nessun argomento.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

21 commenti

  1. Queste immagini mi sembrano una bella furbata …ossia mostrano l’effetto del riscaldamento globale…in mezzo ai ghiacci. Mi pare che si voglia parare il colpo della logica comune che ad esempio in questo momento guardando alla finestra mi porta a dire : “siamo sotto “Big Snow” e parliamo di riscaldamento globale ?” Un po’ come è successo dalle parti dell’oca, ossia, più neve significa la prova del riscaldamento globale. Si deve quindi educare l’uomo della strada a questo ragionamento che non è apparentemente il più logico: “più freddo non significa che non esiste AGW, significa che gli effetti non si vedono ancora lì da te, o insipiente uomo della strada” 🙂

    • Mi sembra una buona interpretazione psicologica, non so se l’autore “artista” l’ha fatto consapevolmente, ma indipendentemente da questo potrebbe funzionare.

      • Un’altra interpretazione di queste immagini potrebbe anche portare a pensare che l’artista abbia voluto dire che fatto il disastro e scomparso l’uomo, tutto torna alle condizioni normali. Però a pensarci bene non sono condizioni climatiche normali per le latitudini in cui si trovano i grattacieli, quindi forse ci vuole dire che il riscaldamento globale, almeno entro certi limiti, servirebbe a non far congelare il pianeta.
        Del resto alcuni climatologi ritengono che dovremmo entrare a breve in una nuova (piccola ? ) glaciazione e io ho sempre sperato che l’AGW possa alla fine essere provvidenziale per non congelare. 🙂

  2. Direi che siamo sempre a Fedro: il lupo, in barba alla constatazione oggettiva dell’agnello di essere piu’ a valle, impone il suo punto di vista che e’ l’agnello ad intorbidare le acque.
    Vorrei vedere la questione mettendola in parallelo con il mito della terra piatta. E in parallelo con l’accusa che la Russia ha fatto anni fa all’Ucraina di rubare il gas. E in parallelo con le armi di distruzione di massa che NON si sono trovate in Iraq.
    Nulla delle suddette cose era vera, storia alla mano. Ma TUTTE queste storie sono andate esattamente come il complottista (Illuministi, Russia, USA rispettivamente) voleva.
    NIente di nuovo sotto il Sole. Allora la storia insegna che non c’e’ modo di inchiodare un complottista, anche quando e’ stato scoperto, quindi di cosa vogliamo parlare? Queste sono discussioni basate sul (falso) presupposto che si stia parlando di scienza. Non e’ cosi’, per l’ennesima volta si dimostra che la scienza non esiste, men che meno esiste un metodo di autocorrezione. Ma manco un metodo di autorilevazione delle corbellerie precedenti esiste! I fautori dell’AGW otterranno quello che vogliono cosi’ come gli Illuminati, la Russia e gli USA negli esempi che ho riportato. E dopo, quando si scopriranno i giochi, non cambiera’ nulla, tanto tutti staremo a correre dietro il fantasma della nuova corbelleria di turno. QUESTO e’ il vero crimine!
    Controprova: l’Illuminismo anticattolico non ci ha fatto la minima figuraccia. L’Ucraina ha dovuto cedere al ricatto russo, gli USA hanno borbandato l’Iraq (senza manco avallo dell’ONU).
    E poi ci sono quelli che ridicolizzano i complottismi, ah quelli sono veramente gli ultimi degli scervellati.
    Ma fanno il lavoro sporco, sono estremamente utili.
    Esattamente come i fanatici di Wiki. Come le pecore di 1984.
    Letta l’altro giorno, devo verificarla: “Serbia e Bosnia: non erano vere le armi di distruzioni di massa”. Vallo a dire ai miei amici di Belgrado che studiavano negli scantinati delle Universita’. Ora che succede, forse le bombe tornano su?

    • Proprio per disinnescare il gioco della reductio ad “complottistam” o ad “negazionastam”, si lavora per promuovere un metodo di lavoro che permetta di evidenziare le informazioni errate.
      Non dico che si possa giungere alla verità, ma escludere gli inganni già sarebbe molto.
      Si tratta di diffondere una cultura dell’analisi contro quella delle tifoserie.

      • Giuseppe Cipriani on

        A proposito di trasparenza…
        .
        Sul metodo di lavoro sarei anche d’accordo… Il problema, talvolta, è che proprio per campanilismo anche qui su CS si contribuisce a innescare delle bombe che alla fine si rivelano tutt’altro. E poi ce se ne dimentica.
        .
        OT ma non troppo: ricordate quando con titolo a effetto si sparava a zero contro l’Unicef accusata di aver intrapreso una campagna di sterilizzazione delle donne kenyote con l’inganno di una vaccinazione antitetanica?
        La fonte: vescovi locali e alcune associazioni cattoliche che avevano fatto analizzare alcuni campioni di vaccino suscitando una campagna contro le vaccinazioni. E gli strali di alcuni frequentatori di CS che avevano gridato allo scandalo inaudito.
        Ebbene, a quanto sembra (ma il sembra è di circostanza) le controanalisi hanno evidenziato che la realtà è ben diversa…
        Sarebbe il caso, io credo, dopo aver lanciato un sasso così impegnativo, di non nascondere la mano e provare a fare un mea culpa onesto informando gli utenti di CS che la denuncia non solo non è stata insabbiata ma anzi si è rivelata una bufala colossale, come già altre volte in passato era successo in casi analoghi.

        • Ma come, si accusa CS di lanciare falsi allarmi e lo si fa dicendo “sembra”?
          Di, circostanza, e che vuol dire? Si fanno nomi di persone, enti e fonti, altro non interessa.
          Comunque apprendo adesso di questi documenti sulla questione del vaccino antitetanico in Kenya, se gentilmente potessi avere i riferimenti vorrei approfondire.

          • Giuseppe Cipriani on

            Dicevo che il “sembra” era di circostanza, una sorta di entrata in punta di piedi, rispettosa.
            La fonte della notizia (ricavata dal giornale Tempi) è un mio amico fidato di cui non dubito mai perché dice sempre la verità. Le farò sapere quanto prima dove ha esattamente ricavato la notizia, ma forse basta il sito del giornale citato….

          • Giuseppe Cipriani on

            Vedo che il giornalista di Tempi più che far cronaca dei fatti esprime opinioni… Punta il dito sul fatto che i risultati sono provvisori e che ben tre campioni erano bla bla (e già lo sapevamo); ma intanto, guarda caso, gli altri campioni analizzati non contengono sterilizzanti di sorta. Saranno anche dati provvisori ma, dal mio punto di vista, ci vedo il bicchiere mezzo piano. O no?

          • Non la metterei sul piano del bicchiere mezzo pieno o vuoto, al di là delle percentuali (circa il 5% delle fiale contaminate) resta il fatto che in nessun modo l’HCG avrebbe dovuto essere presente nel vaccino non essendone una componente.
            E’ come se trovassero dei virus per l’epatite B in tre vaccini contro l’influenza su 56, al di là del numero sarebbe un fatto del tutto inammissibile.
            Comunque aspettiamo a parlare che le “bocce” siano ferme.

          • Giuseppe Cipriani on

            Io a questo punto sono fiducioso – e spero di non essere un ingenuo ottimista – che alla fine tutto si rivelerà per quel che è: un falso allarme. E spero anche sia d’accordo con me che è meglio così!
            Sulle tre famose “fiale contaminate”, lei sa meglio di me che sono state consegnate al laboratorio aperte e la “contaminazione” può aver avuto diverse cause… Il fatto che altre fiale di vaccino dello stesso lotto delle contaminate siano prive di HCG le dice niente?

          • Vicenda tutt’altro che chiara, perché qualcuno che ha sempre collaborato alla vaccinazione adesso doveva inventarsi questa storia?
            La suddivisone tra fiale raccolte sul campo e fiale dello stesso lotto non fa che complicare le cose, per esprimere un parere con un minimo di fondamento dovremmo disporre di molte più informazioni di quelle che abbiamo.

          • Giuseppe Cipriani on

            Io invece mi chiedo: se l’obiettivo era quello di sterilizzare le donne kenyote col finto vaccino, come mai quasi tutti i campioni sottoposti ad analisi non contengono l’HCG che occorreva allo scopo?

          • Non ci sono abbastanza elementi per rispondere.
            Ci vorrebbe un rapporto dettagliato e condiviso, ma non abbiamo che frammenti.
            Invito chiunque ne sia a conoscenza a segnalare un tale rapporto.

      • Tutto ciò chiaramente lo condivido. È tutto saggio. Il mio è un suggerimento di fare il solito metaragionamento: bene cercare i problemi come l’abuso delle reductiones varie. Ancora più importante sarebbe indirizzare il fenomeno in sé dell’immunità che hanno tali abusi. Che poi è x questo che funzionano. Per fare un esempio concreto, circa l’AGW, altro che limitarsi a mostrare i suoi problemi, bisognerebbe arrivare a tracciare e additare la genesi stessa delle reductiones, come ad esempio è stato fatto per il mito della Terra piatta. Non solo, bisognerebbe denunciare la permeabilità della scienza verso queste reductiones. Così si passerebbe dal denunciare una istanza sbagliata a denunciare il concetto sbagliato, che genera istanze sbagliate. Non facciamoci fregare dal Postmodernismo!

  3. Pirrone:critca ma nulla dice. on

    Non ho capito il senso dell’articolo:

    Marco:Il consenso non e’ importante in Scienza!
    Paolo:sono d’accordo.
    Marco:e pero c’e un “forse” c’e’ un basso consenso sulla teoria.
    Paolo:bhe se parliamo di consenso e’ F che in questo caso sia minoritario,ma come dici tu il consenso non e importante.

    Marco:Sai nel mondo i vignetisti hanno disegnato l’atomo
    Paolo:e per questo la teoria atomica e’ falsa?
    Marco:certamente si.
    Paolo:e se non la disegnavano,perdonami l’ignoranza era Vera?
    Marco:Certamente no.
    Paolo:per cui disegnare o non disegnare qualcosa non vuol dire che e V o F,scientifico o non scientifico?
    Marco:certamente si.
    Paolo:e allora scientifico non puo essere ne sostenere ne’ negare teorie sulle basi di disegni sui giornali.

  4. Pirrone:critica ma nulla dice. on

    Marco:a ma l’esperienza quotidiana dice che.
    Popper:Non ho idea di cosa si intenda per “esperienza”.Tu?
    Marco:a bhe l’esperienza ci fa verificare le teorie.
    Popper:ma quindi se hai un esperienza hai verificato la teoria?
    Marco:certamente si.
    Popper:me lo diceva pure Hadler,e ironicamente li risposi e con questo la sua esperienza vanta 1001 casi

    • Se è un ecologista il suo intervento è ancor più interessante, infatti comunque non entra nel merito dell’AGW, ma con onestà intellettuale denuncia la manipolazione dell’opinione pubblica.
      Mi domando, ma se questo è possibile su un tema scientifico come il clima, su altri argomenti, quali manipolazioni sono possibili?

      • Il fatto è che “la manipolazione” non è una cosa da complotto globale e burattinai… C’è un’opinione scientifica diffusa, si è sparsa a macchia d’olio presso la popolazione in fretta (a differenza di altre opinioni scientifiche o addirittura teorie diffuse), non ci vedo un piano globale particolare in questo (nella non diffusione di altro sì).

        Ovviamente Alimonti è una persona retta e intellettualmente onesta, che come tante altre segnalano un errore di un paper quando lo vedono.

        Ovviamente un paper singolo non fa scienza, e paradossalmente un paper sulle statistiche dei paper (si chiamano meta-analysis) è un paper anch’esso e possono essere analizzati a loro volta statisticamente (si chiamano meta-meta-analysis)… insomma ovviamente non si può ridurre tutto all’analisi statistica dei prodotti scientifici, ma paradossalmente anche questo mette il luce come un paper singolo non possa fare scienza ma serva e sia fondamentale un “consenso scientifico” (oltre alla ovvia verifica), cosa di cui Alimonti è ben conscio, facendo ricerca pure in fisica delle particelle.

        E che il consenso scientifico dell’AGW (o meglio della pesatura della rilevanza degli effetti, come Alimonti stesso dice è banale sostenere che CO2 e metano siano gas serra e le attività umane ne rilascino in grande quantità) stia in realtà diminuendo sembra essere anche una cosa che Alimonti mette sul piatto, e che mi dicono anche altri che seguono la comunità.