Evoluzione napoletana

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covatta

Le “just so stories” dell’evoluzione da Kipling a Covatta.

Ovvero il racconto dell’evoluzione vista da Napoli.

Per chi è non abituato a seguire questo sito, ricordiamo che in questa sede si sostiene l’opinione che le due teorie dell’evoluzione “Creazionismo” e “Neodarwinismo” siano entrambe non scientifiche. Naturalmente esse sono quanto di più diverso esista, sia per quello che affermano sia per le speculazioni filosofiche che ne derivano. Abbiamo da una parte un’entità che ha creato tutte le specie viventi quasi (cioè a meno di piccole microevoluzioni) nella loro forma definitiva, in pochi giorni e già adattate ai loro ambienti, dall’altra una lunghissima evoluzione avvenuta principalmente tramite mutazioni casuali filtrate dalla selezione naturale. Filosoficamente, “Dio contro il binomio Caso-Morte del meno adatto”.

Se però state pensando che le due cose siano intrinsecamente inconciliabili, dovete correggere un po’ il tiro dei vostri pensieri. Il motivo sarà forse che esistono tantissimi neodarwinisti che sono anche credenti ma non creazionisti? Magari perché esistono atei che non credono nel neodarwinismo? Fuochino, ma se non ci siete arrivati è perché probabilmente vi manca una cosa: non siete napoletani.

A Napoli, io che ci vivo sono il primo a non saperlo spiegare, vuoi per una mutazione genetica, vuoi per un fattore epigenetico, spesso si può assistere ad un fenomeno che potremmo chiamare “la soluzione che non ti aspetti”.

Vuoi inaugurare in grande stile una funicolare? Inventiamo la canzone Funiculì Funiculà

Sei il sindaco di Sorrento e hai bisogno di attirare maggior turismo nella tua città? Ingaggia la canzone Torna a Surriento.

Non sai quanti spaghetti buttare nell’acqua in ebollizione, noti il numero di invitati a pranzo? Comprati uno spaghettometro.

È stato riformato il codice stradale per cui c’è l’obbligo delle cinture di sicurezza? Procurati una maglia che abbia una finta striscia nera che attraversa il petto (le vendettero il giorno dopo la riforma).

Vuoi fare un po’ di ironia sulla megalomania di Hitler che passa per le strade di Napoli in pompa magna mostrando sempre il saluto nazista? Fai come quel tizio napoletano che urlò “sta verenno se chiove” (sta vedendo se piove).

Torniamo all’evoluzione. Se prima avevate pensato che una via di mezzo tra creazionismo e neodarwinismo richiederebbe un “nuovo Darwin”, siete pessimisti perché non c’è ne bisogno, ci ha già pensato il comico napoletano Giobbe Covatta. Nel suo libro “Dio li fa e poi li accoppa” un napoletano chiamato Rosario Sansa si ritrova suo malgrado a dover conversare con Dio in persona, il quale gli propone niente di meno che di diventare un nuovo Noè perché Egli vuole di nuovo purificare la Terra dai peccati dell’umanità. Varie discussioni nascono tra i due, in una delle quali Rosario si lamenta con il Padreterno per gli errori che ha commesso durante la creazione (che egli chiama “progettazione”), ma Dio si difende così:

“Ma che ne vuoi sapere tu di progettazione, Rosario? Tu neanche li immagini i tentativi che ho fatto prima di arrivare a delle soluzioni: siete voi che pensate che in un giorno ho fatto tutto…Ma quando mai? C’è voluto un sacco di tempo e di esperimenti.”

Quindi Dio racconta dell’origine del volo. Ufficialmente non si sa se sia tutto iniziato con un volo che era solo planare o che partiva da una lunga corsa o tutte e due, oppure, nel caso del pipistrello, se una specie di topo si sia evoluto in un mammifero con una membrana di pelle tra le zampe atta a planare e poi sia diventato l’attuale pipistrello. Vi consiglio però di lasciar perdere queste favole e di leggere la realtà dei fatti:

Prendi ad esempio gli uccelli: se sapessi che casino è stato metterli a punto! Lanciavo un coniglio e gridavo “Vola!” e quello pataciàffete! Scamazzato. Lanciavo un coccodrillo: “Vola!” e quello pataciàffete. Scamazzato. Poi, dopo questi primi esperimenti, ho creato apposta il “Cordichiello dalla coda rossa”; un bell’uccello, ma aveva un ala sola…Sai com’è, l’inesperienza! Poteva volare, ma solo in cerchio.

Gli uccelli che non sono in grado di volare 8ma che al limite svolazzano) però pure presentano le loro difficoltà:

“E non ti dico quello che c’è voluto per arrivare al tacchino! All’inizio c’era lo “Sterpacodillo superiore”. Era un oviparo che faceva un uovo solo, però lo faceva grosso come un pallone da rugby, e dentro c’era uno sterpacodillo superiore già delle dimensioni di un adulto. Le alternative erano due: o allargavo il culo o rimpicciolivo l’uovo. Se allargavo il culo si creava corrente d’aria e la sterpacodilla moriva di raffreddore; se rimpicciolivo l’uovo non c’entrava più dentro lo sterpacodillo superiore. Ho dovuto eliminare tutto e rifare da capo il tacchino.”

Alcuni animali si sono adattati in ambienti insoliti, per cui nasce il dubbio se sia stata una mutazione genetica ad indurre un cambiamento che abbia comportato tale situazione o se invece sia stato l’ambiente a trasformarsi. Il nostro Giobbe chiarisce il mistero nel caso della talpa.

E che dire della talpa? La talpa mi è venuta cieca, allora ho pensato: gli do un cane e così risolvo il problema. Ma il cane mi mordeva tutte le talpe: scioperi, casini… insomma alla fine ho levato il cane e ho pensato: visto che sono cecate le metto sotto terra che tanto è buio e così risolvo il problema. Ma anche lì altra manifestazione di talpe: scioperi, casini… ma tanto è avvenuto tutto sotto terra, così non se ne è accorto nessuno, dopo un po’ si sono calmate e adesso stanno ancora là…

Con loro ho trovato una soluzione, ma con tante altre specie animali non ci sono riuscito: mi si sono estinte senza che ci potessi fare niente. Uno smacco terribile.

Purtroppo la storia della vita sulla Terra, a detta di alcuni, è fatta al 99% di estinzioni, cioè che la stragrande maggioranza delle specie esistite non è tuttora presente: a volte perché si sono semplicemente evolute, a volte perché non hanno avuto la possibilità di adattarsi. Molte specie probabilmente sono esistite ma non potremo mai scoprirne le loro tracce…

Ad esempio la “Patrocchia” e la “Cicloppica” si sono estinte nel diluvio precedente, quello di Noè, perché erano troppo buone…”

“Di carattere?” Chiede Rosario incuriosito.

“No”, risponde Dio, “di sapore. Noè ne era ghiottissimo e se le è mangiate tutte durante la traversata.”

Rosario è ancora più incuriosito: “E come erano fatte?”

“Erano animali squisiti…” sospira il Padreterno. “La “Patrocchia” era composta da una sola coscia. Una bella gamba, senza peli, tutta liscia. Nasceva già con un  filo d’olio sopra, e si nutriva di aglio, capperi, olive e un pizzico di sale e pepe. Aveva un unico grande nemico naturale, oltre Noè: il forno!

La “Cicloppica” invece, era il più piccolo dei mammiferi: gli esemplari adulti avevano le dimensioni e la forma di una lenticchia. E questa somiglianza gli è stata fatale: infatti a Capodanno Noè ha fatto un soffritto e ci ha messo dentro tutto la famiglia, poi le ha servite al cotechino.

Ancora sento la loro mancanza, come pure quella di tanti animali estinti a cui ero affezionato. […]

Il “Tamerisco dal collare”, invece, in un mondo in evoluzione si era evoluto con l’intelligenza di un leghista della Val Brembana! Ha detto “Va’ a dar via i ciapp, tèrun!” per sette mesi a un canguro australiano. Poi si è estinto da solo senza lasciare traccia.

Qualcuno, giunto a questo punto, avrà certamente pensato ai dinosauri, ed infatti Giobbe non può evitare un argomento così popolare:

E anche i dinosauri…che peccato!”

Rosario interviene di nuovo: “Una meteora, vero?”

“Ma quale meteora!” ride il Signore. “Quello è stato un errore banale: il maschio, che pesava più di 500 tonnellate l’avevo fatto con un pistolino di 24 grammi…Si sono estinti perché le femmine sono morte tutte dal ridere.”

Rosario è allibito: “Maronna, se lo sapesse Piero Angela!”

Occorre una premessa: il Dio di questo libro afferma di essere Onnisciente ma di essere anche “Onnidistratto”, per cui non è al corrente di molte cose che quindi dovrà comunicargli Rosario:

“Piero Angela è quello che tiene quel figlio strano?” chiede Dio.

“Sì”, risponde Rosario. “È quello che fa i documentari. Dice che discendiamo dalla scimmia.”

Questa volta tocca a Dio, essere allibito: “Davvero discendete dalle scimmie?”

“Perché, Signore, non è così?”

“Boh! Non lo so. Se lo dice questo Piero Angela… Solo che non mi ricordo come sono andate esattamente le cose. L’evoluzione è stata un casino, mi si sono ingarbugliate tutte le faccende. Mi pare di ricordare che discendete da qualcuno, ma non mi ricordo chi… Forse dalla lumaca!”

“È vero!” esclama Rosario. ”La lumaca è simile all’uomo: sbava quando vede una femmina, tiene due occhi fuori come zio Pasquale e tiene pure le corna come zio Eugenio.”

Il Signore sembra pensarci su, poi, poco convinto aggiunge: “Be’, potrebbe anche essere che discendete dal tram!”

“Sì, dalla porta centrale!” ironizza Rosario, che poi aggiunge: “Ma Signore, che dici? Che c’entra il tram?”

“Boh, Rosario… Non mi ricordo, va bene? Comunque una cosa è certa: siete diventati quello che siete in maniera del tutto casuale!”

E così dicendo Dio, evidentemente stufo di quella avvilente conversazione, scompare. Rosario rimane di nuovo da solo, con le idee ancora più confuse. Si mette a fissare una zanzara che svolazza per la casa e pensa: “Sarà mica mio nonno, quella?”

 

Zanzare e lumache saranno un po’ un’esagerazione, ma ricordo che un giorno qualcuno disse che discendiamo forse non solo da un antenato comune delle scimmie, ma anche dei maiali; deduzione scaturita dal fatto che alcune caratteristiche umane erano più prossime a quelle del maiale che della scimmia.

Dai brani riportati o da altri testi di Giobbe Covatta avrete capito che questo autore si diverte a prendere in giro le religioni, per cui spero che i lettori non credenti si siano divertiti un po’ (ma credo anche i credenti). Allo stesso tempo non posso evitare di far notare che Covatta non è stato certo il primo a proporre storie “particolari” sull’origine degli animali. Darwin infatti immaginò che il primo pesce che divenne in grado di respirare fuori dall’acqua lo poté fare perché la vescica natatoria si era trasformata in un polmone. Per fare un altro esempio, Darwin immaginò che i primi insetti erano una specie di minuscoli animaletti marini che si trasformarono in animali in grado di volare, inoltre postulò che un animale simile all’orso, a causa di una vita trascorsa soprattutto nell’acqua, e quindi a dover affrontare i problemi di un tale ambiente, nel corso di milioni di anni sia diventato una balena. Naturalmente la “versione attuale” della teoria dell’evoluzione non è più così (cioè praticamente “alla Covatta”), anche se non sono sicuro di sapere che fine abbia fatto l’idea che il primo australopiteco “un po’ umano” si sia levato in piedi per meglio guardare nell’erba alta della savana.

Per quelli che stanno disapprovando questo continuo altalenarsi tra ironia e serietà nell’affrontare il tema dell’evoluzione, avverto che non dovete dare la colpa a me, ma all’autore del sito: siccome ammetto di essere stato poco serio, un po’ buffone e casinista, la prossima volta ci penserà due volte ad affidare un lavoro ad un napoletano.

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About Author

"htagliato", Fisico della Materia. Vive a Napoli.

29 commenti

  1. Giuseppe Cipriani on

    Se non fosse perché anch’io ci terrei che CS fosse cosa seria, non sarebbe neanche da prenderli in considerazione articoli come questi. Dovrebbero estinguersi da soli, morendo della loro stupida ironia. Ma le provocazioni sono tanto risibili da creare imbarazzo, e non ho potuto fare a meno di scriverlo. Il Dio della Bibbia dell’antico testamento talvolta è davvero come se lo figura Covatta, e Darwin è figlio del suo tempo. Ma guarda te se da Napoli doveva venie la demolizione dell’Uno e dell’altro con le armi spuntate dell’ironia farlocca…

    • “Se non fosse perché anch’io ci terrei che CS fosse cosa seria, non sarebbe neanche da prenderli in considerazione articoli come questi.”
      La prego, non si senta in obbligo, mi dispiacerebbe se lei si sentisse costretto a commentare anche le cose che non le piacciono, è una cosa che non succede quasi mai, per fortuna.
      “Dovrebbero estinguersi da soli, morendo della loro stupida ironia. ”
      La prego, no, faccia l’eutanasia al mio articolo, se può, che oggi sono favorevole e consenziente.
      “Il Dio della Bibbia dell’antico testamento talvolta è davvero come se lo figura Covatta”
      Allora legga i libri di Covatta e si faccia una risata.
      ” e Darwin è figlio del suo tempo. ”
      Allora l’Ottocento deve essere stato un periodo buio. Ah, queste cose non sarebbero mai successe nel Medioevo, all’epoca i pesci erano pesci, gli anfibi erano anfibi, gli uccelli erano uccelli!
      ” Ma guarda te se da Napoli doveva venire la demolizione dell’Uno e dell’altro con le armi spuntate dell’ironia farlocca…”
      Ci siamo liberati dei nazisti in quattro giorni, tutto è possibile.

  2. Invece a me questo pezzo è piaciuto. Dai, è un simpatico sfottò che, una volta tanto, non pretende di inventarsi improbabili giustificazioni scientifiche per sostenere le proprie convinzioni. Una vera rarità, da queste parti.
    Ce ne fossero più spesso di post del genere.

    • Grazie Greylines, terrò conto del suo consiglio: in futuro sfotterò di più 😉

    • Un ottimo pezzo di htagliato che alterna un approccio analitico alterna uno ironico che a parer mio non è di minore efficacia.
      Che poi Greylines preferirebbe che qui si facesse solo questo non mi meraviglia.
      Non si lascia sfuggire l’occasione per un attacco ad personam anziché ad argumentum e poi accusa gli altri di accanimento.

      • Grazie del complimento, prof., ma io non ho visto il commento di Cipriani come un attacco ad personam, anzi! Gli ultimi due miei articoli quali aggettivi negativi hanno avuto? Pretestuoso, subdolo e ruffiano l’uno (Giuseppe), stupido, risibile e farlocco l’altro (Cipriani). Non male, ma sono ancora ben lontano dai suoi livelli prof! Una signora di nostra conoscenza la definì maschilista, fascista e soprattutto criptocreazionista! Quando chiameranno me “criptocreazionista”? Ho ancora molta strada da fare.

      • Mamma mia, se l’è proprio legata al dito!
        Scommetto che d’ora in poi, ogni volta che farò un commento qui su CS lei tirerà fuori questa storia dell’accanimento, per deviare l’attenzione su di me, invece che sui miei argomenti. Oh, dannazione, ma questo è proprio un esempio di attacco ad personam! 😀
        Che poi, l’attacco ad personam è quando ce la si prende con una persona invece che con i suoi argomenti e io non l’ho mai attaccata personalmente. Ho criticato il suo modo di parlare di scienza, questo sì, ma questo non è un attacco ad personam.

        • No Greylines, analisi sbagliata.
          A parlare di accanimento ha cominciato lei e io le sto solo facendo notare che è un argomento che non le conviene usare.
          L’argumentum ad personam è quello in cui anziché controbattere agli argomenti oggetto delle discussione si attacca complessivamente l’altro, ad esempio nel suo modo di operare generale.
          Cosa che lei non ha mancato di fare anche in questo post.

          • Giuseppe Cipriani on

            “Invece a me questo pezzo è piaciuto. Dai, è un simpatico sfottò che, una volta tanto, non pretende di inventarsi improbabili giustificazioni scientifiche per sostenere le proprie convinzioni. Una vera rarità, da queste parti.
            Ce ne fossero più spesso di post del genere.”
            .
            Dove nell’intervento di Greylines qui sopra ci sia un attacco ad ad personam solo tu Enzo lo vedi. Bravissimo, come spesso accade, a rigirare le frittate. A me sembrava centratissimo sul pezzo, e persin ironico il giusto… Ma si vede che l’ironia buona è solo quella dei cocchi propri.

  3. Ogni tanto un “momento relax”, come questo ci vuole anche su CS. Napoli negli ultimi anni ha prodotto una serie di scettici e non credenti di successo (almeno editoriale) Covatta non è l’unico, anche se è il più diretto sulla religione. Un altro è De Crescenzo, che la prendeva più alla larga con la storia della filosofia narrata in modo leggero spiritoso (ma se non erro di recente ha scritto sui santi). All’inizio però fu Vacca (altro ingegnere) a muover contro la religione e a cantare le lodi dello scientismo, senza però alcuna ironia. Infatti non era un comico o almeno non lo era volontariamente, perché lo ricordo a un Porta a Porta o programma analogo, intervenire contro padre Pio chiedendosi cose avesse mai fatto di utile per i propri simili (tutti i santi secondo Vacca hanno pregato tanto è fatto niente…), peccato che abbia fondato una delle poche eccellenze in campo medico e sanitario del nostro Sud, il noto ospedale di S. Giovanni Rotondo attiguo al convento. Una specie di miracolo, che se si aspettava che lo facesse lo stato…
    Diciamo che con simili uscite (questa non è stata l’unica) Vacca può a buon diritto essere considerato il fondatore di questa scuola di scrittori comici napoletani 🙂

    • Salve Muggeridge, sono contento di essere riuscito a realizzare un momento di relax. Ho letto vari libri di Covatta che, anche se spesso prende di mira la religione, ha uno stile molto buffonesco e “napoletano” per cui non mi sono mai sentito offeso ma solo divertito.
      Non conosco Vacca ma hai illustrato bene “il tipo”; invece De Crescenzo è stato proprio il mio primo autore e pure di lui ho letto parecchio. Come narratore mi piace ma come “opinionista della filosofia” lo trovo molto superficiale, se non proprio diseducativo. Di sicuro sa essere simpatico, perché un giorno di estate di circa dieci anni fa incontrai a Praia a mare lui e Odifreddi che pubblicizzavano i loro libri in un “talk show in piazza” e l’ingegnere-scrittore faceva molta autoironia.

  4. La memoria mi ha ingannato: Roberto Vacca non è napoletano, ma romano:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Vacca
    (più che la memoria, l’accento, che non mi pare romano..:-)
    De Crescenzo lo ricordo in una trasmissione molto leggera dove presentava un suo libro parlando del 2° principio della termodinamica e riassumendolo nella frase “Tutto si scassa”, il presentatore dopo un po’, incuriosito dal tema, ritornava sull’argomento chiedendogli “Ma esattamente cosa dice il 2° principio della termodinamica ?” e lui prontamente ha superato l’impasse riaffermando: “Tutto si scassa” tra le risate del pubblico.

    • Alessandro Giuliani on

      @MUggeridge

      Roberto Vacca è nato a Roma ma da famiglia ciociara, la Ciociaria (per chi non lo sapesse) è quella regione a metà tra Lazio e Campania (patria di grandi geni come Tommaso D’Aquino, Cicerone, Caio Mario, Leone XIII, Vittorio De Sica…), per questo il suo accento è di difficile interpretazione a un non laziale… non che Vacca sia un grande genio anche se è sicuramente persona di ingegno, però ho molti amici ciociari e non vorrei ci fosse qualcuno che legga questo sito e magari possa sospettare una mia qualche frizione con la Ciociaria di cui invece adoro popolo, acque, monasteri e montagne, per cui metto le mani avanti…(by-the-way anche Giulio Andreotti era un romano-ciociaro)..

      ‘Do not mess with Naples’ quello che pochi comprendono è che Napoli (anche Roma, ma per motivi differenti) è uno dei fortini inespugnabili alla globalizzazione perchè (tranne pochi napoletani snaturati) i suoi abitanti sanno cogliere al volo con atto riflesso (insomma non sarebbero in grado, se interrogati, di spiegarne il motivo) il ridicolo sottostante a tutte le ideologie che si sono succedute dal 700 a oggi. Poi ognuno decide se e come gli può magari far comodo se seguirne una o l’altra oppure nessuna, ma questo viene dopo..

      Gente meno smaliziata dei napoletani e meno cinica di noi romani invece, poveretti loro, ci cascano con tutte le scarpe (chiaramente esistono anche romani snaturati o magari di animo troppo buono rispetto alla media cittadina..ecc. ecc.).

      • Leggevo che l’illustre padre di Vacca sarebbe di Genova, forse la madre, illustre pure lei pare, è Ciociara anche se risulta nata a Roma. Comunque se Andreotti, un moderno emblema della romanità, era ciociaro, allora lo possiamo essere tutti…:-) .
        (Sordi, altro moderno emblema di Roma, era invece meno rispettoso verso il resto del Lazio…)
        Di Vacca ricordo di essermi andato a leggere l’etimologia del cognome e sono rimasto colpito dal fatto che, al contrario di quanto si possa pensare, dovrebbe essere una variante di “Vocca” che è l’equivalente napoletano del cognome “Bocca”, forse per questo lo ritenevo partenopeo.

      • La ringrazio, Alessandro, per il suo tributo a Napoli. Lo posso confermare: non è la globalizzazione a rendere Napoli globale, siamo noi a rendere napoletane tutte le cose che vi entrano.

  5. Marie-Sophie on

    Bravo H tagliato, mi è piaciuto molto l’articolo.
    Fa bene, una volta tanto, guardare le cose da un altro punto di vista, magari usando un po’ di ironia come hai fatto tu. E non penso che questo vada contro lo spirito di Critica Scintifica.
    Sebbene io vi segua da poco, ho compreso che l’idea fondamentale che si persegue in CS è quella di informare, analizzare fatti o ancora “criticare” (ma non inteso nell’accezione negativa del termine) razionalmente con lo scopo ultimo di offrire nuovi spunti di riflessione ed invitare il lettore a porsi sempre nuove domande.
    E, talvolta, anche con cose dette con una certa leggerezza ed un pizzico di ironia questo si puó fare.
    Di discussioni su questioni delicate ce ne sono state tante e tante ce ne saranno (è per questo che siamo qui), peró qualche volta fa bene non prendersi troppo sul serio e farsi una risata. Grazie 🙂

    • Concordo con Marie-Sophie e Muggeridge, l’ironia non è segno di superficialità e anzi a volte è uno strumento complementare alle analisi tradizionali.

      • Prof., è pertinente in questo discorso ciò che diceva Chesterton in “Eretici”: alcuni lo accusavano di sbagliare nel trattare in modo poco serio argomenti seri, lui si difese dicendo che non bisogna confondere la serietà con la sincerità. Egli si definiva poco serio a causa delle sue argomentazioni tramite paradossi, ma sincero; mentre esistono persone serie ma non sincere (certi intellettuali) e “persone che non sono né sincere né serie, i politici”.

    • Prego, Marie-Sophie, grazie a te per i complimenti rivolti a me e a questo sito.
      “Sebbene io vi segua da poco…” accidenti, questo è grave! Dobbiamo porre rimedio in qualche modo, ma credo che ci sia un solo modo…
      NELLE PUNTATE PRECEDENTI DI “CRITICA SCIENTIFICA”:
      Dopo una serie di articoli mirati a presunti casi di evoluzione, del tipo salmoni rosa che si evolvono in salmoni rosa, Enzo Pennetta affronta il filosofo della scienza Telmo Pievani in una breve serie di scambi di articoli in cui si scopre che Telmo Pievani è un uomo dotato: dotato di molti avvocati.
      Scontri invece tra molti commentatori si ebbero quando si scoprì che il celacanto, presunto anello di congiunzione tra pesci ed anfibi ma in realtà semplice pesce abissale, ha goduto in realtà di cambiamenti nel corso di milioni di anni dello 0,000000001% perfettamente spiegabili con l’assenza di selezione naturale oppure con la forte presenza di selezione naturale. Perfetto.
      Su segnalazione di htagliato, all’epoca semplice commentatore, Pennetta fa un brevissimo confronto con Silvia Molè, autrice del sito fallacielogiche.it, in cui il nostro biologo scopre un potere che non sapeva di possedere: rovinare agli altri le visite alle mostre sull’homo sapiens.
      Nel 2013 si apre un piccolo spiraglio di cambiamento nel fronte neodarwinista, come riportato in “L’evolvibilità, le rondini di Chernobyl e il CICAP”. Apriti cielo: non sono spiragli, non sono cambiamenti, la teoria è sempre quella, deve solo ricevere delle piccole correzioni strutturali che però non ne cambieranno mai il nome, che vuoi che sia un cambiamento di sesso, se il nome della persona resta Carlo! Ma alcuni non sono d’accordo, in particolare “Colui che tutto seppe” e non sto citando Dante per riferirmi ad Aristotele, mi riferisco a Leonetto.
      Intanto Pennetta aveva parlato già in due occasioni del CICAP, perché aveva appreso due cose che devono essergli sfuggite da giovane ai tempi del corso di laurea in Biologia: la cellula è solo una roba molle, schifosa, con cose buttate qua e là che non servono più, e che una trappola per topi può benissimo funzionare anche senza base di legno, molla e pezzetto di formaggio: basta che non ci sia il topo.
      Un’estate si presenta un nuovo critico di CS, poi subito dopo un altro che però ha lo stesso ID, poi un terzo, per cui Pennetta crede che sia uno stupido troll, ma si sbaglia: sono 10 persone che usano lo stesso computer. Da quella rivelazione si fecero chiamare “1su10”. Chi è che può affrontare da solo 10 persone? E me lo chiedi? Leonetto. Partono discussioni che iniziano col parlare dell’evoluzione e finiscono su libero arbitrio ed traduzione della Bibbia dall’originale ebraico.
      In seguito a diversi articoli contro il presunto riscaldamento globale antropico, Pennetta viene coinvolto nella forma estrema e planetaria del detto “bicchiere mezzo pieno, mezzo vuoto”: secondo alcuni il Polo Nord è mezzo sciolto, secondo altri è mezzo ghiacciato.
      Ogni 31 Agosto Sartori ricorda a tutti di fare meno figli altrimenti manca il pane, una volta all’anno si spengono le luci delle città più importanti i favore dell’ambiente. Pennetta scopre che in queste due mode progressiste siamo battuti non dal Nord Europa o dall’America: lì muoiono ogni giorno centinaia di bambini e la corrente non c’è mai. Gli africani sono un popolo di radical chic.
      Si era inserito comunque tra i critici di CS Greylines. Gli scontri tra lui e Leonetto, durante i quali il nostro felino scopre anche la vera identità di costui, sono così epici che Hulk VS Abomination a confronto sembrano due ragazzine che fanno lotta con i cuscini.
      Il 26 Giugno 2014 Giorgio Msiero decide di scrivere un articolo col semplice scopo di chiarire alcuni punti chiave delle critiche mosse da CS, un banale riassunto di epistemologia per mettere in ordine le idee. Nasce la discussione più lunga di sempre, record tuttora imbattuto: 337 commenti!
      Enzo Pennetta conosce casualmente (ma chi può dirlo?) Max, biotecnologo che si appassiona ai temi di CS avendo già scritto un romanzo che tocca molti temi comuni. Diventato uno degli autori del blog, si offre di recensire i musei italiani che si occupano dell’evoluzione: prime tappe Roma (buona) e Milano (deludente). Giunto a Napoli per visitare il museo dell’orto botanico, incontra di persona htagliato per una visita in due.
      Intanto Giuseppe Cipriani stende una simpatica lista di tutte le varietà di antidarwinisti che ha incontrato nella vita, tale lista è ancora in espansione e ne si attende tuttora una sistemazione tassonomica.
      Telmo Pievani intanto torna alla ribalta grazie al suo nuovo libro, “il maschio inutile”. Pennetta ne critica gli argomenti riportati nella recensione e nella quarta di copertina, ma qualcuno lo reguardisce “non si giudica un libro dalla copertina”, così Pennetta legge il libro e replica “era migliore la copertina”.
      Max scopre che Pievani terrà un seminario a Napoli e si ricorda che i napoletani vivono dovunque, in particolare vivono anche a Napoli, per cui manda htagliato a fare il reporter. In seguito all’articolo su questa conferenza (in cui si scopre che l’alternativa a Charles Darwin esiste, è Darwin Charles) htagliato viene nominato nuovo coautore di CS e involontariamente allunga la lista di Giuseppe Cipriani.
      Crisi di fede intanto per Pennetta, perché ormai in televisione ci insegnano che dobbiamo amare l’unione europea come un figlio ama un padre, Pennetta recupera la fede quando scopre e fa notare che i genere i padri non minacciano i figli con un vincolo deficit/PIL del 3%.
      Così si intensifica il contributo della politica e della critica dell’informazione nelle ultime settimane, interrotta bruscamente dalla presentazione delle pagine comiche dedicate all’evoluzione divina di Giobbe Covatta.

      • Semplicemente incredibile questa CS story!
        Htagliato, non solo hai una memoria incredibile, ma hai anche una capacità di sintesi fuori dal comune…
        Questo intervento potrebbe essere messo sul sito alla voce “Chi siamo” 🙂
        Mi hai fatto ricordare una serie di episodi che davvero hanno caratterizzato questi anni.
        Grazie.

      • Marie-Sophie on

        Grazie davvero h tagliato, ora va decisamente meglio!!!
        Giá mi pare di conoscervi tutti un po’ di piú.
        Ti ringrazio soprattutto per i dettagli del racconto: mi consentiranno di ripescare gli articoli clou cosí da ricostruire tutta la storia a partire dalle tue preziose linee guida.
        PS: Sul serio, penso che sia una buona idea conservare questa CS story; per una new entry è molto utile!

        • Prego Marie-Sophie, come diciamo a Napoli “qualsiasi cosa, sono a vostra disposizione”.

  6. Alessandro Giuliani on

    L’uomo serio è tanto imbecille quanto l’intelligenza priva di serietà.
    (Nicolás Gómez Dávila)

    Quanno se scherza bisogna esse seri
    (Alberto Sordi Il Marchese del Grillo)

    • Giuseppe Cipriani on

      Mi avete convinto, pensavo sulle prima di trovarmi di fronte a un articolo privo di sostanza, e solo per quello non coglievo, ahimé, la grande ironia di cui è pervaso. Non coglievo la capacità di trovare spunti positivi a partire dalle trovate di un anticlericale che si figura un Dio un po’ ingenuotto, sacrificio necessario per poter sparlare con grandissima ironia di un altrettanto ingenuo Darwin che credeva che i bambini nascessero sotto i cavoli o qualcosa di simile…
      Una levata unanime di nobili spiriti ha santificato il nostro Htagliato per la sagacia e la capacita di divertire cani e porci in questa divertente sortita nel campo dell’implausibile per celia, capace di cavar gli imbecilli dalla loro serietà…
      Bene.
      A questo punto mi chiedo com’è stato possibile che sempre qui su CS si siano accaniti con i toni della crociata contro il divertente libro “Il maschio inutile” di Telmo Pievani, che con un’ironia persin superiore di quella del napoletanissimo Htagliato, aveva saputo cogliere aspetti divertenti e divertiti della nostra natura di umani sessuati… Allora, se ben ricordo, l’ironia non era stata colta da nessuno, e si paventavano cataclismi per i danni che una simile opera avrebbe arrecato da lì a poco ai poveri e ignari lettori che avessero preso per oro colato quelle atroci profezie…
      Così va il mondo, adesso che ho scoperto che su CS si può anche essere leggeri e ironici, rischiando addirittura di pigliarsi un applauso divertito, vedrò se sarà il caso di ritagliarmi qualche sortita più in tema…

      • Caro Cipriani, in poche parole per difendere il libro di Pievani hai detto che si tratta di libro comico, se è così ammetto di essermi sbagliato a pensare che fosse una cosa seria e chiedo scusa. Comunque preferisco Covatta, se si tratta di far ridere ci riesce meglio.
        Riguardo alla santificazione mi suona un po’ strano sant’htagliato, comunque non si sa mai.

        • Giuseppe Cipriani on

          Ecco come mastro Pennetta ti rigira l’ennesima frittata. Oso dire che lo stile e le capacità in materia sono inarrivabili e si parte per arrivare secondi qui, primo lui, il migliore. Non è ironia, è solo constatazione dei fatti.
          Tra pensare che il libro del prof. Pievani sia pericoloso per i lettori e invece solo divertente è comunque meglio la seconda. Così anche tu, Enzo, non fai danni complottando che il libro in questione una bomba pericolosa, e magari quel tuo post perde a distanza di tempo quella triste aurea di accanimento ad personam che sembrava avere. Bene così, direi.
          Gli interessati possono andare a ripescarselo, se non hanno paura di vivere atmosfere gotiche e tenebrose.

  7. Ah, ma “Il maschio inutile” era da ridere ? Non lo avevo capito, in compenso mi aveva divertito un mucchio dello stesso autore lo scritto sulla “scuola laica, repubblicana. egualitaria e di eccellenza” e avevo apprezzato l’analogo sforzo di Micromega di prendersi una pausa dall’abituale eccessiva seriosità.