La disoccupazione come metodo e le radici malthusiane dell’Europa

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smirimal

Adam Smith, David Ricardo e Thomas Malthus

Mentre l’attenzione è catturata da provocatori incappucciati anche l’Europa nasconde il suo volto.

Le radici di una società strutturata per la povertà.

 

Il preambolo della Costituzione Europea dichiara correttamente che l’UE si ispira alle “eredità culturali, religiose e umanistiche dell’Europa, lasciando però volutamente nel dubbio quali siano queste eredità che ciascuno potrebbe identificare in modo diverso.

Adesso che alle dichiarazioni di massima sono seguiti dei passi concreti è possibile capire quali fossero le radici a cui il preambolo faceva riferimento, la direzione in cui ci si è mossi è quella dettata da economisti come Adam Smith (1723-1790), David Ricardo (1772-1823) e Thomas Malthus (1766-1834) che risultano essere quindi i padri di questa Europa.

Adam Smith con la teoria della “mano invisibile” è l’ispiratore del liberismo economico fondato sulla convinzione che la regolazione spontanea dei mercati è la strada con la quale si possa raggiungere la migliore e più giusta condizione per tutti, ma Adam Smith teorizzò anche sui salari, così come fece dopo di lui David Ricardo. Le posizioni dei due si incontravano sul fatto che se il salario fosse rimasto al livello minimo di sussistenza la popolazione dei lavoratori sarebbe rimasta stabile, un incremento della retribuzione avrebbe invece comportato un aumento demografico. Ma in Smith viene compiuto un passo ulteriore stabilendo che il livello della retribuzione dovesse coincidere con il livello di sussistenza e non oltre. A questo punto il terreno era pronto per la teoria di Thomas Robert Malthus per il quale la povertà era la conseguenza dall’eccessivo numero dei poveri stessi e che quindi proponeva il controllo demografico come metodo per prevenirla. Le posizioni di Malthus sui salari sono ben sintetizzate da quanto da lui scritto in “Saggi sul principio di popolazione”. Al riguardo  riporto quanto citato in “Inchiesta sul darwinismo” (pag. 184):

Il fatto che gli operai traggano beneficio da salari bassi venne confermato da Malthus anche in seguito: «I padroni generalmente si dolgono nei vari opifici che i grossi salari rovinino gli operai»28.
Come ampiamente esposto, il rimedio per le classi povere, che si tratti degli operai dell’Ottocento o delle popolazioni del Terzo mondo, consiste unicamente nella negazione della loro stessa esistenza: la politica promossa attraverso il termine di “birth control”. Lo scopo generale della politica malthusiana era dichiaratamente quello di promuovere i vantaggi dell’Inghilterra liberista e imperiale: «Le leggi inglesi sui poveri hanno costantemente avuto la tendenza di contrariare i naturali e acquisiti vantaggi dell’Inghilterra»29.

28  T.R. Malthus, Saggi sul principio di popolazione, Utet, Torino 1949, p. 346.
29 Ivi, p. 498.

Queste le posizioni dei “padri fondatori” sulla giusta retribuzione, i salari dovevano essere mantenuti al livello minimo di sussistenza per garantire il massimo profitto del capitale e per evitare un aumento demografico tra le fasce povere della popolazione che avrebbe finito col ricadere come onere economico sulle classi abbienti. Ma successivamente la teoria si perfezionò ideando il modo con il quale si sarebbero costretti i lavoratori ad accettare salari minimi e consentire, secondo la teoria di David Ricardo, alle Compagnie di realizzare il massimo profitto. Venne quindi inventata la disoccupazione programmata, le masse “indigenti” così ottenute sarebbero state disposte a lavorare a qualsiasi prezzo pur di sfuggire alla loro condizione, ecco cosa diceva al riguardo Chesterton:

«Ma Mr. Rockefeller, nella sua fabbrica, sa che se quelli che passano sono carichi di beni essi tireranno dritti. Egli vuole quindi (anche se in un modo pio) pregare che essi siano indigenti, e così siano forzati a lavorare nella sua fabbrica per un salario da fame»

(da “Eugenics and other Evils”)

 

Ed ecco quindi che da siffatti riferimenti culturali e umanistici, non possono che derivare le logiche conseguenze: l’UE vuole stipendi i più bassi possibile (ottenuti con provvedimenti presi sotto l’artificiosa urgenza  dello spread) e una disoccupazione funzionale non inferiore al 12%. Tutto questo è stato raccontato il 1° Maggio dal deputato PD Alfredo D’Attorre alla trasmissione Omnibus del 1° Maggio scorso:

Quindi l’on. D’Attorre ci informa del fatto che la manovra “lacrime e sangue” del Governo Monti che nel 2012 colpì le pensioni e la spesa pubblica non servì a ridurre lo spread, motivo per il quale era invece stata fatta passare. Lo spread diminuì solo con l’annuncio del Governatore  Mario Draghi che la BCE sarebbe intervenuta come prestatore di ultima istanza. Questa manovra sarebbe stata invece resa necessaria proprio perché le riforme strutturali non avevano portato alcun risultato, e ancora oggi l’applicazione delle indicazioni della BCE hanno portato solo ad un peggioramento della situazione: disoccupazione più alta; PIL fermo; stato delle finanze pubbliche che non migliora. Siamo di fronte ad una linea imposta dalla UE che a detta di D’Attorre va contro l’interesse nazionale.

Il debito si può ridurre se risale il PIL e se sale l’inflazione, ma il Jobs Act imposto da Draghi ha come vero obiettivo (sempre parole di D’Attorre), quello della deflazione salariale, cioè l’abbassamento dei salari e il mantenimento alto della disoccupazione. Dice testualmente D’Attorre:

Questi geni di Bruxelles hanno stabilito che ogni paese ha un tasso di disoccupazione oltre al quale non può scendere perché altrimenti sale l’inflazione.

 

Ecco quali sono le politiche imposte dalla UE: salari bassi e disoccupazione strutturale, proprio quelle pensate da Smith, Ricardo e Malthus, sotto la pressione di un dichiarato stato di emergenza è passata una cultura nata tra il ‘700 e l’800 e pensata per consolidare le posizioni delle categorie forti e la disuguaglianza sociale.

E contro una cultura fuorviante si deve attuare una battaglia culturale prima che politica, come indicato in un post dell’economista Alberto Bagnai, a maggior ragione mentre incappucciati black block distolgono l’attenzione dai veri problemi.

La battaglia contro l’UE di Smith, Ricardo e Malthus è dunque prima di tutto culturale e va combattuta sul terreno della cultura e dell’informazione, da ogni singola persona, secondo le proprie possibilità.

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

54 commenti

  1. Giuseppe Cipriani on

    Qualcun altro ha insegnato che un padrone, dei suoi beni, può fare ciò che vuole… Per esempio, dei comunissimi lavoratori della vigna, che abbiano lavorato una giornata intera o solo un’ora, li può legittimamente retribuire alla stessa maniera, tanto i soldi sono suoi e può divertirsi a fare lo stravagante: creati gli incazzati della prima ora con i quali abbiamo rispettato i patti sociali (che cazzo vogliono?) e i felici dell’ultima ora che ci rimarranno fedeli (cavoli, gli abbiamo dato la paga di una giornata per lavorare solo sessanta minuti!).
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    Questo a casa mia si chiama ingiustizia sociale, ma so che in un ambito diverso – quello che in ogni caso il padrone è lui, dove tutto è grazia, tutto è bene – si riuscirà a far quadrare l’ennesimo cerchio…
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    Ma lo stesso non dovrebbe valere, allora, anche per quanto esposto nell’articolo?
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    Direte che ho compiuto l’ennesimo misfatto teologico, perché non ci ho capito nulla e blabla… Accetto a priori la tirata d’orecchi, ma almeno abbiate la bontà di riconoscermi che il metodo non è molto diverso quando un professore di scienze vuol fare l’economista e l’analizzatore profondo dei mali della società spacciando la sua analisi come l’unica possibile e la sua spiegazione dei fatti come l’unica vera.

    • Giuseppe, per prima cosa l’unico misfatto da lai compiuto è quello contro se stesso, la teologia non è per nulla toccata da quanto affermato nell’intervento qui sopra.
      L’anticristianesimo che emerge dalle sue parole è secondo solo al desiderio di attaccare quello che viene qui scritto senza argomentare su un solo punto che sia uno.
      La parabola da lai citata a sproposito semmai parla di una retribuzione massima (e non minima) per tutti, inoltre non è discorso paratico ma una parabola e a meno di non voler pensare che il figliol prodigo sia un fatto storico va interpretata per quello che voleva dire e non sto certo io a spiegarlo a chi non è interessato a capire.
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      Secondo c’è un attacco personale nei miei confronti, ho riportato fatti storici, dichiarazioni rilasciate da un parlamentare, dati economici che tutti possono verificare e infine mi associo alle considerazioni di uno economista tra i più seguiti, ma lei ci vede solo “un professore di scienze che vuole fare l’economista”.
      Il punto è che non ha trovato niente di errato in quanto ho scritto e anziché argomentare su chi sta trascinando interi paesi nella miseria non trova di meglio che prendersela con il cristianesimo e con il sottoscritto.
      Quanto astio.

      • Colgo l’occasione per fare una considerazione.
        Noto che sul sito c’è una crescente tendenza ad andare OT e sviare la discussione su tematiche religiose anche quando queste non sono pertinenti al tema di cui si tratta.
        Questo rischia di far sembrare CS un sito che si occupa di religione e non è così, invito quindi chi volesse parlare di religione a rivolgersi a siti idonei, ad esempio vedo molto adatto UCCR.

        • Giuseppe Cipriani on

          Per rimanere in tema, e soprattutto per avere un riscontro concreto, sarebbe interessante avere da lei un esempio italiano di disoccupazione strutturale, congegnato secondo i dettami che ha portato in luce nell’articolo.

          • Giuseppe Cipriani on

            E la notizia dell’indice di disoccupazione sarebbe la disoccupazione strutturale? In che senso, scusi? Piuttosto mi aspettavo che lei fosse in grado di identificare le cause della disoccupazione provocata, voluta dai poteri forti… Invece mi dà la notizia che esiste… Boh?!

          • Glielo ha spiegato D’Attorre, comunque una spiegazione ulteriore non fa male a nessuno.
            Si varano misure che non favoriscono la massima occupazione: lo Stato non spende e non crea posti di lavoro indotti; l’inflazione si tiene bassa e non si è competitivi all’estero; gli stipendi sono mantenuti bassi e la gente compra il minimo indispensabile tenendo bassa la domanda interna.
            Ma tanto c’è gente che il Candid di Voltaire in confronto era uno smaliziato e anche se le cose gliele dici non le vuole vedere.

          • Giuseppe Cipriani on

            Ah, se l’ha detto D’Attorre, allora va bene. Deve essere proprio così. Scusi se non avevo capito che tutt’ora siamo in quelle condizioni… Tutto pilotato, insomma.

          • Le testimonianze di persone che stanno al Governo non contano nulla, non conta nulla neanche quello che dice Bini Smaghi, non contano i fatti, non conta niente, solo la sua fedeltà a quello che legge su Repubblica e il Corriere. Contento lei.
            Contraddire quello che si dice qui sembra essere il fine dei suoi interventi, come dimostra quello di apertura della giornata.
            Pensi quello che vuole Cipriani, io non ho voglia di rispondere a sarcasmi senza argomenti.
            Buonasera.

          • Giuseppe Cipriani on

            Sembra lei, a dire il vero, che prende per oro colato quel che conferma i suoi pensieri… Mai venuto il dubbio, vivendo anche lei nel mondo, che forse non è proprio tutto come lo va raccontando?
            .
            I sarcasmi servono a volte.
            E da contraddire, semmai, sono solo le prese di posizione che spesso passano di qui come se fossero l’unica verità… Guarda un po’!

          • Viene detto che le manovre “lacrime e sangue” servono a rilanciare l’economia e l’occupazione, invece i dati ISTAT appena pubblicati dicono che l’effetto è esattamente il contrario.
            Allora chi è che prende per oro colato quello che gli piace sentire e non fa un confronto con i dati?
            Anche questo è metodo sperimentale, e gli esperimenti BCE mostrano una realtà diversa da quella che viene sostenuta dalla UE.
            Comunque se non se ne fosse accorto qui si fa informazione critica, per le veline politicamente corrette ci sono Repubblica e Corriere.
            Io offro un servizio che consiste in una visione alternativa, dove non ritengo che ci sia bisogno non scrivo, poi ciascuno tragga le conclusioni che vuole, non intendo convincere nessuno e ripeto che il sarcasmo vuoto di contenuti è solo fastidioso.

  2. Sebbene sia in parte d’accordo con l’articolo , nella parte che critica il malthusianesimo nonché l’approccio di Smith e Ricardo errore soprattutto quello di Ricardo che è stato fatto proprio dalla critica marxista che tanto male ha fatto e fa nel mondo. Però sinceramente quando si dice che la soluzione a uno stato eurocrate e dispotico è Bagnai e il suo keynesianesimo, che propone il medesimo errore solo su scala nazionale (tant’è che il suo riferimento nel mondo è il Giappone) be vuol dire che non si è capito il problema perché il problema non è QUALE stato il problema è LO stato in qualsivoglia salsa.

    • Buongiorno Andreax, la frase che ho riportato di Bagnai si ferma prima della proposta di un’alternativa, anche se personalmente in un certa misura di Keynesianesimo non ci vedo niente di male, quello su cui ho ritenuto importante porre l’accento è il fatto che si tratta di una battaglia culturale e che solo in seguito la politica potrebbe fare la sua parte.

      • Di male dice? Beh per dirne una Keynes era solito affermare quando gli facevano notare le fallacie che tanto “nel lungo periodo siamo tutti morti”. Inoltre sono proprio i vari QE infiniti e stampaggi di moneta figli di Keynes che hanno creato tutte le distorsioni di mercato che stanno vorticosamente trascinando nel baratro il mondo tutto avvantaggiando chi è vicino all entourage delle varie FED o BCE o BOJ o qualsivoglia banca centrale. Perché l’errore MORALE per il quale bisogna rifiutare in blocco il keynesianesimo è che crea denaro dal nulla EX NIHILO (o quasi inchiostri e carta ancora servono) corrompendo la moneta che davvero così ridotta diviene potremmo dire con san Timoteo “lo sterco del demonio” distruggendo il sistema dei prezzi e con esso qualsiasi calcolo economico e cooperazione sociale. Che dice è abbastanza!

        • Andreax, la dose di keynesianesimo a cui penso è quella relativa all’intervento dello Stato per sostenere la domanda, a questo sono favorevole, almeno questa è la mia posizione personale.

          • Prof. Nell’alveo delle personali convinzioni non esiste critica perché non esiste uno spazio per la stessa ed è giusto sia così. Manzonianamente le dico ai posteri l’ardua sentenza, io poggio la mia convinzione sulla logica e perciò se A non B allora A non B se è un errore allora non può fare bene non esiste un preparato omeopatico del keynesianesimo

          • Andreax, nel keynesianesimo che io sappia il cuore è proprio l’intervento dello Stato a supporto dell’occupazione, e questo lo auspico non a dosi omeopatiche ma consistenti.

    • il problema non è QUALE stato il problema è LO stato

      Quoto mille miliardi di miliardi di volte.

    • Ma che questo è diventato un covo di anarchici?
      Definizione di Stato secondo l’Enciclopedia Treccani:
      “Con la parola stato si designa modernamente la maggiore organizzazione politica che l’umanità conosca, riferendosi tanto al complesso territoriale e demografico su cui si esercita una data signoria, quanto al rapporto di coesistenza e di connessione di leggi e di organi che su quello imperano. “
      Volete una società senza un’autorità con giurisdizione territoriale e senza un sistema di leggi che la governi?

      • Non ho ancora visto una definizione di Stato che sia degna di questo nome da parte dei suoi sostenitori.
        Lo Stato ha principalmente due caratteristiche:
        1 – Ottiene il proprio sostentamento dalla coercizione nota come “tassazione”.
        2 – Detiene il monopolio della legge e delle forze di polizia.
        Il tutto in una determinata area territoriale.
        Non si può costituire una definizione di Stato ignorando queste due verità lapalissiane.

        • La tassazione non opprimente è giusta, la polizia necessaria, qual è il problema?
          E l’alternativa quindi quale sarebbe, a parte l’anarchia?

          • La tassazione è opprimente per natura, per cui non può esisterne una non opprimente. Io dovrei pagare le tasse per cosa? Per pagare gli stipendioni d’oro ai ricchi di Stato mentre io prendo mille euro al mese (se mi va bene)?
            Legge e polizia servono ai proprietari dello Stato per opprimere la popolazione, non sono assolutamente necessarie. Se domani le leggi sparissero lei uscirebbe di casa con un macete e ammazzerebbe il primo che passa? Io ne dubito.
            Edit: Non esistono alternative all’anarchia.

          • L’alternativa è la libera contrattazione tra privati; ad esempio se un individuo non percepisce come necessario avere un contratto che tuteli la sua sicurezza è libero di farlo…. naturalmente Libertà implica la RESPONSABILITA’ delle proprie azioni! L’unica differenza che intercorre tra una tassa e un contratto è che la prima te la impongono il secondo te lo scegli nel bene e nel male! Inoltre è errata l’equivalenza anarchia = far west per le strade! Citando Rothbard “definisco una società anarchica come una società dove non sia legalmente possibile aggredire coercitivamente persone o proprietà”.
            La società anarchica comunque mi interessa relativamente poco mi accontenterei di uno stato leggero e di una seria riforma del sistema bancario, e già questo mi creda è oltre ogni utopia.
            Quanto al cuore del Keynesianesimo, è stato smentito prima ancora che Keynes fosse un’idea, nella celeberrima “fallacia della finestra rotta” di Bastiat sul calare del 1700. Personalmente io sono dal lato dell’offerta e mi pare logico, che per poter consumare sia prima necessario produrre, come asserisce la legge di Say.

          • Che vuole che le dica Luca, io mi sento figlio della civiltà romana fatta di Stato e Ius, evidentemente lei si ispira al selvaggi West, siamo figli di civiltà diverse, niente di male.
            PS se domani sparisse ogni forma di polizia io non uscirei col machete ma qualcun altro sì e mi dovrei difendere da solo. Allora diventerei anche io quello col machete.

          • Ancora una volta quoto l’intervento di Andreax, tranne per il punto dello stato leggero…io voglio proprio che sparisca, come voleva Rothbard.
            Non ho bisogno di nessuno che mi dica cosa fare.

          • Giuseppe Cipriani on

            Luca M, insomma, il bronx… Con buona pace per chi soccombe…

          • Giuseppe l’equivalenza anarchia=caos è stata smontata più e più volte, non ho voglia di fare lezioni a nessuno per cui se vuoi su internet c’è ampio materiale a disposizione. Se sei veramente interessato ad approfondire l’argomento di consiglio di googlare “Von Mises” e “Murray Rothbard”. La Libertà è indissolubilmente legata alla responsabilità, fino a quando delegheremo il nostro destino ad altri saremo sempre fregati.
            PS: Ma insomma, posso fare qual che mi pare senza temere che il prof venga a prendermi accompagnato dai centurioni romani per buttarmi nella fossa dei leoni?
            PPS: Una citazione per il prof: io sono Domenica! 😀 Lei per caso non sarà mica Giovedì, eh???

          • Certo Luca che puoi fare quello che ti pare… nei limiti delle leggi che regolano i rapporti tra le persone.
            Purtroppo non credo nella bontà innata dell’essere umano, anche se per la maggior parte di noi c’è il desiderio di tendere al bene, nei fatti siamo inclinati al male e l’esistenza delle leggi aiuta ad orientarsi.
            Comunque tranquillo, niente leoni, non me li posso permettere!
            Lo Stato però deve essere costituito da persone che hanno a cuore il bene comune, la “res publica”, altrimenti diventa una mafia, ecco perché serve più che una battaglia culturale ma una rivoluzione antropologica.
            .
            PS non sono sicuro di aver compreso bene la questione dei giorni, comunque di Giovedì si mangiano gnocchi e per me va bene 🙂

  3. Non mi sembra però che il legame tra posizioni neoliberiste e malthusianesimo sia così diretto e indissolubile. Proprio ieri, ad esempio, ho sentito Oscar Giannino, a Radio24, attaccare duramente gli articoli neomalthusiani del prof. Sartori (non ne ha fatto il nome, ma si è capito chiaramente di chi parlava) definendoli come completamente errati.

    • Mi sarebbe piaciuto sentire gli argomenti di Giannino, ma a livello generale non possiamo che constatare come le grandi realtà, ONU, USA, UE siano liberiste e malthusiane.

  4. muggeridge on

    La EU è molto più socialista che liberista, purtroppo il welfare europeo è il 70% di quello mondiale e gli altri non hanno questo “fardello” e in un mondo in competizione arrivano primi. E’ arrivata l’ora della cura dimagrante, purtroppo, e quelli che faranno più fatica sono appunto gli stati più indebitati come il nostro. Quando Keynes proponeva la sua ricetta gli stati avevano bilanci in pareggio o in attivo e quindi diceva che allo stato non sarebbe successo nulla a portare il proprio bilancio in perdita per superare le crisi della domanda. Qui ovviamente abbiamo abusato di queste tecniche e abbiamo drogato per anni la nostra economia, ora disintossicarsi è molto doloroso. Per questo le voci alla D’Attorre e alla Bagnai, sono molto bene accolte da chi è, come noi tutti, in crisi di astinenza dal sostegno alla domanda della spesa statale, ma è un po’ come il diabetico con lo zucchero o, peggio, il drogato con la sua dose di stupefacenti, si salva solo se riesce a resistere dal seguire questi impulsi, perché seguendoli avvicina solo la propria fine.

    • Il welfare è una conquista di civiltà e se altre economie sono più competitive sulla pelle delle popolazioni noi non possiamo cadere nella trappola di accettare quel tipo di competizione. Questo è uno dei problemi della globalizzazione, quelle sono le vere economie “drogate” per difendersi dalle quali si dovrebbero alzare barriere doganali.
      Riguardo ai deficit statali sono in perdita perché devono pagare interessi alle banche, con l’Euro siamo nella stessa situazione dei paesi del Terzo mondo che devono prendere in prestito Dollari che non riescono più a ripagare, il problema si risolve con la sovranità monetaria che consentirebbe allo Stato di continuare a sostenere l’economia alimentando opere pubbliche e investimenti in istruzione e infrastrutture.

      • Prof. sul serio mi chiedo come possa arrivare a simili conclusioni. Volendo fare nomi e cognomi di economie “drogate” la Cina ha sposato un turbo-capitalismo, che ne sta distruggendo l’ecosistema, che però ha alle spalle proprio lo stato (ancora di impostazione socialista) con la sua bella banca centrale che Dio solo sa quanto inflaziona. L’altro grande esempio secondo me più significativo è il Giappone. Questo per dire la sovranità monetaria. E queste sono realtà di oggi non mi sono andato a scegliere la repubblica di Weimar! Ancora sulla sovranità monetaria bisogna dire che sebbene io odi l’euro e l’europa, entrare nella UE ci ha salvato da un default che l’Italia avrebbe dovuto fare nel 1992; a riprova di ciò ce lo siamo dimenticato il simpatico prelievo di Amato dalla sera alla mattina?
        Guardi che io la penso proprio come lei per me la genesi di tutto ciò è MORALE, anche secondo me l’uomo anela il bene ma è incline al male, e proprio per ciò sono per un sistema che indirizzi il più possibile verso il bene. Inoltre vorrei sottolineare la valenza educativa esercitata da un deliberato atto di Carità, che istruisce e il benefattore e il ricevente sull’umana miseria e superando la valenza puramente sociale si getta nella metafisica. Tutto questo nella carità interinale del welfare manca, l’unica cosa che apprendo è che mi tolgono del denaro e dicono che lo useranno per il bene del prossimo, che, stando alle cronache giudiziarie, fa prima a salvarsi da solo!

        • Non ho alcuna fiducia che indicando e insegnando il bene l’umanità possa migliorare, non pernso che ci compie il male lo faccia solo per ignoranza.
          Solo una metafisica che spinga ad un modello desiderabile virtuoso, può funzionare, anche laicamente, pensiamo agli ideali di Roma prima del declino.
          Nel 1992 ci fu una manovra speculativa che fu fronteggiata in modo irresponsabile da Ciampi. Anche la sterlina fu attaccata e ne uscì male ma non è entrata nell’Euro e adesso stanno alla finestra a guardare gli altri che affondano.

  5. muggeridge on

    Prof, proprio in epoca di economisti “classici” (Smith, Ricardo…) si coniò il temine “dismal (triste) science” per l’economia, da qui i miei “purtroppo” di cui sopra:
    http://en.wikipedia.org/wiki/The_dismal_science
    Il debito pubblico come tutti i debiti paga degli interessi, è normale, tra l’altro sono interessi non elevati come quelli che devono pagare i privati e sono ancora più bassi proprio grazie all’Euro (se avessimo tenuto la lira, ci avrebbero ormai spellati vivi…). E’ un debito, nel caso italiano, che è per la maggior parte con noi stessi e con tanti piccoli privati e non solo con le banche (anche se queste sono state spesso obbligate ad accollarselo).
    Il problema si risolve (se si risolve, si veda “dismal science”), cercando di rimediare agli errori del passato e rientrando dal debito, non creandone ancora e lasciare il conto alle generazioni future (che non saranno in grado di ripagarlo).

    • Uno stato a sovranità monetaria no ha vincoli al 3% di sforamento e non è costretto a tagliare la spesa pubblica che è invece ricchezza per il paese.
      Ma davvero con la Lira saremmo stati peggio? Stiamo facendo la fine della rana bollita.
      Guardate la spesa pubblica italiana in confronto a quella degli altri paesi:

      • Assolutamente no! Se fossimo rimasti con la Lira la fisiologia avrebbe già fatto il suo corso, i malinvestimenti sarebbero stati rimossi, anche la testa a più di qualcuno probabilmente, forse saremmo sulla via della ripresa… oppure saremmo come lo Zimbawe.
        L’euro ha consentito di mantenere le perdite (spesa pubblica inutile) peggiorando lo stato delle cose.
        Il punto non è Euro Lira la differenza è solo nelle proporzioni non nell’errore, il punto è smetterla con le monete fiat e riserva frazionaria, che consentono azzardi morali a chiunque e optare per una moneta che sia l’equivalente di un sistema di riferimento inerziale (o quasi) cioè scarsamente inflazionabile da chicchessia; storicamente il processo di elezione si è arrestato all’oro quindi bisogna ripartire da lì.
        Quanto al grafico premesso che la spesa pubblica è sempre e comunque un danno, sarebbe almeno da rapportare al PIL, per capire spannometricamente quanta crescita genera di ritorno.
        Infine vorrei farle notare che Keynes considerò Malthus un maestro, e che quello americano piuttosto che quello europeo non è assolutamente liberismo, è SOCIALISMO!
        Le lascio in calce una lettura, volutamente di indirizzo (nei primi capitoli liberamente consultabile sul sito)

        http://vonmises.it/2014/01/03/la-chiesa-e-il-mercato-introduzione-parte-i/

        Prof. mi raccomando gli butti un occhio, se davvero rigetta il malthusianesimo, non ho dubbi la lettura la aggraderà.

          • Lieto che qualcuno l’abbia notato, il personaggio è semisconosciuto come tutta la scuola d’altra parte, mi piacerebbe confrontarlo col distributivismo di Chesterton, autore di cui ho apprezzato gli scritti di apologetica.

          • Analisi molto interessante quella su Tempi, faccio notare che già in “Inchiesta sul darwinismo” collego chiaramente l’utopia di Brave new world con il movimento fabiano che altro non è che un socialismo addomesticato con il compito di unire la tesi e antitesi di comunismo e capitalismo nella sintesi della dittatura dolce descritta proprio in BNW.
            Detto questo il capitalismo di cui si parla nell’articolo non è quello che esiste più da molto tempo, è stato sostituito da uno disumano che trovava la sua rappresentazione già nell’Inghilterra vittoriana.
            Riassumendo, il capitalismo e il comunismo con il loro comune materialismo hanno in sé le premesse per una società edonistica, quella fabiana (radicale di massa) che si sta attuando.
            L’unico modello in grado di fornire un’alternativa a tutto questo è quello che con i suoi principi viene adesso attaccato a 360 gradi, lascio immaginare a cosa mi riferisco.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Propio interessante quello che scrivi negli ultimi righi del tuo commento delle 23,18.

        • “smetterla con le monete fiat e riserva frazionaria, che consentono azzardi morali a chiunque “, concordo, questo sarebbe un ottimo punto di partenza.
          Ho letto un po’ di pagine dell’interessante libro linkato, se allo stato si sostituisce lo statalismo evidentemente siamo in una degenerazione che non si può che condannare, siamo di fronte al Leviathan che ha avuto la sua massima espressione nell’URSS ma che in modo “dolce” e camuffato vedo affiorare in Occidente.

  6. Per chi fosse interessato ad approfondire la scuola Austriaca di economia lascio il link.
    Per spazzare via tanti pregiudizi sul “libero mercato” consiglio questa lettura.

  7. Una considerazione su questa vicenda.
    Un deputato di Governo denuncia una linea economica della UE che punterebbe alla disoccupazione strutturale, allora mi aspetto le seguenti reazioni:
    1- si faccia un’interpellanza parlamentare per sapere se quanto dichiarato corrisponde a verità.
    2- in caso negativo l’On. D’Attorre sia invitato a dimettersi.
    3- in caso affermativo si chieda che l’Italia denunci con forza che si tratta di politiche inaccettabili.

    E invece vedo persone che se la prendono con chi comeil sottoscritto divulga la notizia, o che si mettono a discutere di altri argomenti (me compreso), interessantissimi, ma che non c’entrao nulla con il fatto specifico.
    Con reazioni di questo tipo non c’è bisogno di disinformare, tanto ci pensiamo noi a dimenticare e rimuovere freudianamente.

  8. Giuseppe Cipriani on

    L’impressione, alla fine, qui, è come di trovarsi al bar sport quando si parla di calcio e di allenatori…
    .
    Tutti bravi sulla carta, tutti con le idee chiare, tutti allenatori, insomma. Anche Monti, ricordate, sulla carta aveva credenziali stratosferiche, il passaggio dal cavaliere a lui sembrava promuovere già l’Italia in Europa, e quanti ci hanno creduto all’inizio… Il fatto è che senza far i conti con la realtà, a priori, tutti siamo in gamba, tutti ci intendiamo di tutto, come al bar sport, appunto…
    .
    Al prof. Pennetta dico che l’ultima sua considerazione riguardo al fatto qui in questione rende più equilibrato l’intervento iniziale… Quello che criticavo, in fondo. “E invece vedo persone che se la prendono con chi come il sottoscritto divulga la notizia”… Ah, adesso si tratta solo di divulgazione della notizia, sembrava che sottoscrivesse in toto e che la facesse sua.
    .
    “… si faccia un’interpellanza parlamentare per sapere se quanto dichiarato corrisponde a verità”.
    Ecco, questo è corretto. Lo chiedo anch’io!

  9. muggeridge on

    Aspetta, Monti è stato prima gonfiato e poi sgonfiato mediaticamente, ma non era certo un personaggio impreparato, è che gli italiani (e non solo) sono tanto a digiuno di economia (la scienza triste) che si illudono che esistano persone con la “bacchetta magica” che li sollevino dalle loro responsabilità storiche e politiche.
    Poi l’Europa ci ha messo del suo, certamente, quel 3% amministrato dai soliti rigidi tedeschi e nordeuropei è estremamente castrante, tuttavia è stato messo ai tempi per rassicurare i mercati finanziari da cui tutti dipendono (e i mercati siamo noi, siamo noi che diamo fiducia o meno alle varie realtà statali).
    Certamente con la lira saremmo stati molto peggio come ha dimostrato il prelievo forzoso del ’92. Quella del ritorno alla lira è una propaganda populista di forze politiche davvero poco responsabili, da una parte i grillini, per i quali “tanto peggio, tanto meglio” e dall’altra la Lega che, se non lo si fosse capito, è all’origine dell’attuale spropositata tassazione degli itialiani, infatti sono le tasse locali del tanto strombazzato “federalismo fiscale” ad essere cresciute a dismisura e a strangolare gli italiani, incredibile che dopo questo “regalino” di cui pochi si sono resi conto, c’è chi ancora ha voglia di seguire le catastrofiche ricette economiche leghiste come quella del KO definitivo, ossia il ritorno alla lira.
    Ah già, ma la Lega era quella che odiava l’Italia…quindi tutto quadra 🙂

    • Giuseppe Cipriani on

      Su Monti sono d’accordo: le aspettative sono state gonfiate, del resto già la caduta del Cavaliere sembrava la soluzione di tutti i mali… E ricordo quanti si stracciavano le vesti, la Lega in primis, riguardo al fatto che s’era verificato un colpo di Stato, come se quel che successe non facesse parte di un meccanismo democratico… Ma Monti era e rimane uno preparato che non ha potuto fare magie, le stesse magie che molti qui su CS vorrebbero vedere materializzarsi al motto “Cavoli, non ce la raccontano mica giusta, qui ci fregano la pagnotta”.
      Della lira ho tristissimi ricordi, con l’inflazione programmata, il calo del potere di acquisto, noi giovanetti degli anni Settanta che sentivamo già parlare di Italia come cenerentola d’Europa. Adesso i populisti spopolano, appunto, bravissimi a fare i capurioni al bar sport della politica… Vorrei vederli i vari Salvini e Grillo al potere vero, e mi vengono i brividi… Ricordate quando i leghisti sbandieravano che il nord era conquistato, con i governatori di Piemonte, Lombardia e Veneto? Vedete ora la fine che stanno facendo dove hanno governato, appunto… Persino il Veneto riusciranno a perdere, dopo che Tosi s’è staccato dalla casa madre… Anche Maroni ha smesso di fare troppi proclami ora che è nella stanza dei bottoni. E i grillini, che patrimonio di voti hanno dilapidato tradendo il loro elettorato… Ma queste sono altre storie, e per non essere OT la smetto qui.

      • stò cò frati e zappo l'orto on

        Una bella coppia:Il democristiano e il comunista.
        Bello propio come i frequentatori del Bar dello Sport!
        Bello anche attaccare chi qualche piccola “ragione”se la possono permettere(Salvini e Grillo) dimenticando l’enormi ruberie degli ultimi 50 anni.
        Aggiungo che non tifo ne per Salvini(o meglio per i danni che la lega è riuscita a produrre tramite e con il suo grande alleato, al nostro disgraziatissimo Paese)ne per Grillo(in particolare contesto al Movimento il tentativo senza senso di uscire,in questo ultra delicatissimo momento per l’economia,dal sistema euro).Ci siamo imbarcati nel sistema euro e statene certi sarà difficilissimo(pur se questo sarà possibile)uscirne! Ma che gli altri signori partiti si autodichiarino “vergini”dalle criminali azioni a danno del Popolo Italico è propio aver una immensa faccia di bronzo!ps.Aderite pure voi alla “Campagna accogli a casa tua,e sfama,qualche clandestino” e non soltanto inviarli nelle bistrattate parrocchie italiane(non tutte per la verità accolgono profughi).

  10. muggeridge on

    Sarei io il DC ? Non sono mai riuscito a votarla (anche turandomi il naso). Solo adesso però riesco a vederne la superiorità rispetto a chi l’ha sostituita. Era quello che passava il convento, ma era meglio di quello che ci ha passato dopo (e anche prima per la verità). Diciamo comunque che anche a livello mondiale nei confronti con altri paesi, partiti e politici, la DC non sfigura affatto, rispetto a quello che hanno passato i diversi conventi…
    E’ tutta questione di interessarsi di storia e di attualità e di capire che su questa Terra la perfezione e l’ideale non esistono e non si realizzano, ma c’è chi prova ad andare in quella direzione ideale e chi, molti di più, va in senso opposto.
    Sono un “nordico” (con radici anche a Sud, come tutti da queste parti…) e la Lega l’ho vista nascere e non mi è mai piaciuta, soprattutto a livello di uomini, in soldoni invidiava i vizi del Sud e li voleva a tutti i costi avere anche al Nord e ci è praticamente riuscita. Era tutta invidia per un modello di “inviluppo” che volevano a tutti i costi adottare anche qui a Nord (“Perché loro hanno la mafia e la corruzione a quei livelli e noi no ? Non è giusto, anche noi vogliamo approfittarne…:-).
    Per il resto sono abbastanza d’accordo con l’articolo di Tempi, anche se sono un po’ tutte delle forzature (anni fa, ad esempio, indispettito dal femminismo, volevo dimostrare che le famose “conquiste delle donne” erano solo dovute alla volontà dei poteri forti di raddoppiare i consumatori attivi rendendo le donne autonome con un loro redditto da poter spendere, altro che lotte e conquiste…tié ! Poi ho avuto due figlie e adesso mi dispiace che le attenda un mercato del lavoro penalizzato e ancor più penalizzante per chi è femmina….).

    • stò cò frati e zappo l'orto on

      Sono anch’io un nordista “moderato”.Ma per esempio per molti veneti sono un terrone e per di più vivo in una repubblica comunista!
      Magari i miei antenati avessero scelto l’indipendenza,invece che impelagarsi in questo caos!!
      Le sono solidale al cento per cento per quanto riguarda la scandalosa disoccupazione femminile!!
      Nel mio piccolo mi sono battuto per il mantenimento dei posti di lavoro,uomini o donne che fossero,ma il grande capitale preferisce trasferire le sue fabbriche dove il costo del lavoro costa quasi zero.
      Non mi ha risposto però su una questione che tutti gli italiani preferiscono evitare(cinque stelle compreso) e cioè cosa ne pensate della splendida idea denominata:Accogli e sfama a casa tua un certo numero di clandestini.ps.Pregasi evitare definizioni patetiche tipo “lo scrivente è personaggio di destra,estrema destra “o similari.ppss se sono OT,in riferimento all’articolo,evitate pure qualsiasi genere di commento,formulerò in sede idonea la mia proposta.

  11. Posso fare un commento off topic? Il 90% delle volte mi trovo in disaccordo con le posizioni del prof. Pennetta, ma devo ammettere che il suo autocontrollo e la pacatezza con cui reagisce alle provocazioni hanno qualcosa di stoico…

    • Caro Giuseppe, sapesse, in realtà sarei un impulsivo attaccabrighe!
      Si tratta di un lungo lavoro fatto su me stesso e che alla fine sta dando qualche minimo risultato… 🙂