Nasce la Commissione Scientifica per la Famiglia

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commissione

COMUNICATO UFFICIALE

COMUNICATO STAMPA

COSTITUZIONE DELLA COMMISSIONE SCIENTIFICA PER LA FAMIGLIA

21 ottobre 2015 – In seguito a un lungo lavoro di rete con la società civile e un’attenta osservazione delle posizioni politico-istituzionali in materia di diritti civili di bambini, donne e uomini, un gruppo di tecnici ha costituito la Commissione Scientifica per la Famiglia.

La Commissione prenderà in esame la produzione discorsiva sul concetto di ‘gender’ in ambito culturale, mass-mediatico e informativo, politico, giuridico, legislativo e psicologico. Le analisi verranno condotte alla luce degli studi sull’Uomo e sul suo sviluppo psico-fisico e antropologico con lo scopo di produrre informazione scientifica multi e inter disciplinare sulle teorie gender o di genere e sulle ricadute che l’applicazione di queste teorie ha sull’istituzione familiare e sull’identità della persona. Lo spirito è quello di fornire risposte e indicazioni ai cittadini e ai loro rappresentanti politici in materia di salvaguardia e protezione della famiglia, quale unica istituzione preposta all’evoluzione dell’umanità e all’educazione dei bambini, istituzione che in questo modo contribuisce alla stabilità del tessuto sociale.

La Commissione è apartitica. I membri della Commissione sonoprofessionisti selezionati in base alla comprovata conoscenza nella propria area disciplinare, nonché alla loro adesione alle finalità del gruppo. Segue un elenco dei nomi in ordine alfabetico.

Deborah Agostini, biologa e ricercatrice universitaria;
Chiara Atzori, medico infettivologo;
Alessandro Benigni, filosofo;
Giovanni Bonini, medico pediatra;
Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, presidente AIPPC;
Carla Debbia, medico pediatra;
Giuseppe Di Mauro, medico pediatra, presidente SIPPS;
Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra;
Gilberto Gobbi, psicologo e psicoterapeuta;
Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta;
Gianluca Marletta, antropologo e saggista;
Giuseppe Noia, ginecologo specialista in medicina fetale;
Valentina Peloso Morana, psicologa e psicoterapeuta;
Enzo Pennetta, biologo e saggista;
Enrica Perucchietti, filosofa e giornalista;
Renzo Puccetti, medico internista e bioeticista;
Lucia Ravenna, psicologa;
Giancarlo Ricci, psicanalista e saggista;
Giorgio Ricci, professore ordinario di biochimica;
Paolo Scapellato, docente universitario di psicologia clinica;
Giovanni Stelli, filosofo;
Claudio Valisi, filosofo e insegnante di scuola secondaria.

I tecnici sono affiancati da un pool di avvocati composto da:Gianfranco Amato, avvocato cassazionista, presidente Giuristi Per La Vita; Lorenzo Borrè, avvocato cassazionista; Monica Boccardi, avvocato cassazionista e mediatore professionista, Giuristi Per La Vita; Tomas Delmonte, avvocato familiarista; Giancarlo Cerrelli, avvocato cassazionista e canonista, segretario nazionale del Comitato Sì alla Famiglia; Maristella Paiar, avvocato cassazionista e civilista, Giuristi Per La Vita; Piercarlo Peroni, avvocato penalista.

Portavoce: Massimo Gandolfini.

 

Ufficio stampa: Daniela Bandelli, ricercatrice sociale e giornalista pubblicista; Silvio Brachetta, giornalista pubblicista settore teologia.

Email: stampa@commissionefamiglia.it

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55 commenti

  1. Il termine “commissione” a mio parere non é molto felice. In ogni caso ottima idea e buon lavoro.

    • Beppino, non so se un termine diverso, e quale, sarebbe stato migliore, comunque stando alla definizione garzanti non mi sembra sbagliato:
      “gruppo di persone a cui è affidato un incarico da svolgere collegialmente”
      .
      Potremmo eventualmente dire che non c’è un “committente”, ma in questo caso essendo di pubblica utilità il committente è idealmente chiunque voglia avvalersi dei risultati.

  2. Giuseppe Cipriani on

    Commissione apartitica… Immagino che non sia anche areligiosa. Ma non si può pretendere la perfezione…

      • Vincent Vega on

        Purtroppo, HTAGLIATO, qualsiasi iniziativa non sia in diretto contrasto con la Chiesa viene vista come religiosa. Dobbiamo rassegnarci mi sa. 😉

        Tornando all’articolo approvo molto questa commissione.
        La toeria gender e’ un potente attacco alla famiglia.

      • Vincent Vega on

        Io, da parte mia, gradirei che qualcuno mi spiegasse cosa c’è di sbagliato o di irrimediabilmente “confessionale” in questo

        “Lo spirito è quello di fornire risposte e indicazioni ai cittadini e ai loro rappresentanti politici in materia di salvaguardia e protezione della famiglia, quale unica istituzione preposta all’evoluzione dell’umanità e all’educazione dei bambini, istituzione che in questo modo contribuisce alla stabilità del tessuto sociale.”

        Ma temo che rimarrò senza risposta.
        Oggi anche solo parlare dell’importanza della famiglia viene visto come un attentato al sacro laicismo, che più che una forza liberatrice e’ ormai una vera e propria teocrazia (dis)umanistica.
        Dico teocrazia perché ormai ha assunto i veri e propri caratteri di una religione monoteistica, molto simile all’ISLAM, che non ammette il dissenso.

    • Grazie Alfonso, credo oltre alla preparazione scientifica, anche la “palestra” di anni di confronti spesso intensi e duri sostenuti su queste pagine possa essere un’utile esperienza nell’affrontare studi su argomenti sensibili.
      Faccio molto affidamento anche sui vostri consigli.
      Grazie.

    • Grazie anche a voi Jaco e Salvo, di lavoro ce ne sarà da fare molto, ma come dicevo sopra i vostri interventi e la vostra capacità di argomentare sono una ricchezza che mi tornerà utile.

      • Io ? Macché. Mi limito solo a criticare i critici 🙂 Per il resto, qui, ci sono utenti più colti di me.

  3. Ottima iniziativa e ottimi nomi. Il sito (link?) però non offre altro che il comunicato stampa, senza nessun cenno a quale sarà la prossima mossa. Mi chiedo se la commissione possa, ad esempio, essermi d’aiuto per denunciare l’adozione da parte di alcune scuole, elementari comprese, dei diari editi da induerighe.it. In questi capolavori si trovano commenti informativi per giorni particolari: equinozi, feste varie, e, indovinate un po’, la giornata dell’omofobia e pure i Darwin Day. Inutile aggiungere che per quanto riguarda le ricorrenze religiose i riferimenti sono quasi esclusivamente indirizzati alle radici pagane, tranne ovviamente per il ramadan, che sembra essere l’unica ricorrenza genuinamente religiosa.

  4. stò cò frati e zappo l'orto on

    Enzo non posso che congratularmi con te di essere parte di un notevole gruppo di “veri intellettuali”….ruolo che da sempre ti deve essere riconosciuto.
    Da buon Laico(non ateo a differenza,per esempio della figlia del ex segretario del Psi Craxi)sarà un piacere continuare a seguirti(temi in definitiva ,questi ,sostanzialmente politici,che infiammano un paese con ben altri problemi, colossali ,come per esempio l’avere necessità di una”Classe Dirigenziale totalmente all’altezza”,ma che comunque non possono essere trascurati).Continuo a stare in mezzo ai frati(e monaci)e a zappare(con molto piacere, a differenza di altri)il loro orto(sperando che in cambio possa imparare una parte della saggezza tratta dai tanti scritti che hanno contribuito a salvare nel corso dei secoli).

      • stò cò frati e zappo l'orto on

        Lo sai benissimo che il Monastero nella “anche Tua Toscana”è li che ci aspetta, nel frattempo sto spremendo tutti i neuroni (comunque miei) disposti ad obbedirmi onde cercare la soluzione(ma solo con l’intervento delle Autorità preposte) per il restauro definitivo del ” Monastero Sopra la Collina” ovvero Monte……Luogo perfetto per ritornare alla Vera Pace dell’Anima(mentre potrebbe essere perfetto anche per chi dell’anima non desidera neppure parlare….anzi…magari poterli vedere tra quelle vecchie mure).ps.Gli Orti sono dietro il Monastero…..(I Frati più moderni di noi ,con i contribuiti…….li hanno sostituiti con degli orrendi pollai….ma pure i pollai sono stati abbandonati, decenni orsono).

        • stò cò frati e zappo l'orto on

          Chiedo venia per il mio OT.
          Ma per lo scrupolo che mi spinge a correggere ogni spiffero di presunto errore debbo far notare che il “Monastero” come anche attualmente viene etichettato nella corretta definizione nasce come Convento di San Francesco a Monte…….fondato(assieme alla Chiesa del 1424) nel 1428 da SAN BERNARDINO DA SIENA……….

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Prima di tutto grazie.Quando troverò uno spazio dove la discussione non è troppo accesa,con il tuo permesso ,sia ben chiaro,ti/vi terrò informato/i.Ma comunque questa è anche la situazione di tanti luoghi “di sosta” che nel recente passato inducevono alla riflessione, mentre adesso guai a fermarsi e dover pensare che forse il nostro corpo non è eterno e si corromperà come un qualsiasi animale.
            Il nostro scopo in parole poverissime è la trasformazione di un luogo storico-di fede praticamente abbandonato o lasciato alla gestione direi non del tutto aperta alla gente in un centro di incontro di persone con diversa visione del mondo.
            Un lavoro colossale propio per vicende interne….purtroppo.
            Grazie Enzo e Grazie Prof.Masiero che in passato si è speso nel rispondere a mie(nostre)precedenti parole.

  5. Veramente una bella notizia. Il tema, Ciaoqui in Val diChiana è molto sentito tanto da costringerci a creare un gruppo di volontari molto nutrito e capillare che chi permette di fare, in collaborazione con la scuola, un lavoro di trasparenza. Infatti il lavoro della commissione è appoggiato dal senso comune della popolazione. Fino ad ora. Le difficoltà oggettive che noi troviamo sul territorio sono riguardo i progetti scolastici che hanno un titolo (lotta alla omofobia, lotta contro gli stereotipi) e poi invece parlano di tutt’altro.
    Di nuovo, Grazie Enzo!

    • Carissimo Max, con una persona come te nel gruppo sarete efficacissimi, la Val di Chiana ha dalla sua un vero campione. E non lo dico per per dire.
      Grazie a te.

    • Vincent Vega on

      Anche io mi associo agli auguri, Martina.
      Ce l’avessi avuto io un prof come Pennetta a scuola! 🙂
      A parte gli scherzi, il gender e’ davvero pericoloso, specchio dell'(dis)umanesimo imperante, va combattuto senza riserve.

      Forza prof! 😀

      • Vincent, anche a me non è andata meglio, soprattutto all’università! Mentre ricordo con affetto il mio prof. di biologia degli anni del liceo: un tedesco tanto simpatico, un omone buono con una bella barba bionda, sempre sorridente e disponibile, un vero trascinatore, talmente innamorato della sua materia che ce la trasmetteva con grande entusiasmo e senza condizionamenti ideologici; non per nulla è uno dei pochi prof dei quali ricordo il nome e non sono ancora dell’età preistorica!!!!!

        • Vincent Vega on

          Ahahahah Martina, devo ammettere che non mi piaceva molto studiare, fu solo dopo la mia conversione che sviluppai un interesse per la storia (in particolare per la storia del cristianesimo) e per la filosofia…

          Devo ammettere che non ho mai avuto un maestro che mi abbia coinvolto davvero, sarà stata sfortuna o magari ero io che non ero “ricettivo” in qualche modo, sta di fatto che evitavo la bocciatura per miracolo (e ho finito il liceo appena 7 anni fa, ho 26 anni, quindi nemmeno parlo del pleistocene 🙂 .
          L’unico Maestro che mi ha davvero coinvolto e’ IL Maestro, ovvero Cristo, tutto il resto è noia, almeno per me. 🙂

          E se non mi avesse mandato delle “prove” nella mia vita sarei ancora incredulo, con ogni probabilità.

  6. Ottima iniziativa, buon lavoro, sarà dura ma che gusto c’è nelle imprese facili?

  7. Vincent Vega on

    Se ci pensate e’ davvero paradossale che oggi si debba “difendere” la famiglia.
    Mi sembra di vivere in uno di quei films distopici stile Kubrick, solo che questa è la realtà.
    Se tornassi anche solo indietro nel tempo fino al 1965 e descrivessi ad un italiano di allora la “”””””””””””civiltà”””””””””””” di oggi sono certo che non mi crederebbe.
    Sarebbe infinitamente più semplice fargli credere che vengo dal futuro piuttosto che fargli credere che, da lì a mezzo secolo, il mondo sarebbe diventato la fogna che è ora.
    Si, sono certo che il mio venire del futuro (ovvero il nostro presente) gli apparirebbe infinitamente più verosimile della dettagliata descrizione dei tempi attuali.
    Gente, siamo parte di una distopia.

    • Vincent Vega on

      Venire DAL futuro, non “del”. Scusate il refuso, l’ho notato solo ora. 🙂

    • La trama sarebbe pressappoco questa: il protagonista viene dal futuro dove sono in corso furiosi confronti tra chi sostiene che la Terra è rotonda e chi invece afferma che tanto per cominciare semmai è piatta, come lo è sempre stata prima che l’educazione la facesse vedere rotonda, ma che in fondo non c’è motivo di non darle la forma che ciascuno ci vuole vedere.
      Altro che fantascienza…

      • Vincent Vega on

        È proprio vero. Spesso sul web ho dibattiti su vari temi con gli americani, e lì è ancora peggio…
        Parlando del Gender, ha mai provato a guardare i video di Planned Parenthood? Fanno diversi tipi di video, alcuni di educazione sessuale del tipo “when you know they’re into it” e la maggior parte di quei video sono relativi ad approcci tra gay e lesbiche, una minima parte (quasi come fosse “anormale” o “originale”) viene dedicata ai rapporti etero.

        C’è proprio un lavaggio del cervello mica da ridere, onestamente spero che in Italia non arriveremo mai a tanto.
        Intanto lascio questo video sulla fondatrice della lobby di assassini planned parenthood, con le sue parole.
        http://youtu.be/ChCjgYGTL4Y

          • Vincent Vega on

            Ad ogni modo, Enzo, in quel video (e nella teoria del gender, senza se e senza ma attacco pesantissimo alla famiglia) di Margaret Sanger, fondatrice di quella lobby assassini, si vede benissimo l’opera demoniaca.

            “No more babyes” una frase tanto agghiacciante e’ ispirata indubbiamente dal demonio (e infatti si è visto il macello nel quale è stata coinvolta recentemente la lobby di assassini, che fanno dell’omicidio degli innocenti la loro fonte di reddito) Margaret Sanger e quelli come lei sono delle pedine, il vero nemico è un altro, e sappiamo bene chi è.

            “Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
            Lettera agli Efesini (6, 11-20)

      • Non lo conoscevo, davvero interessante riguardo la nascita della cultura di “giovani” avvenuta durante la rivoluzione hippie. C’è anche molto Mondo Nuovo di Huxley.

  8. Un’intervista a Massimo Gandolfini sulla Commissione:
    .

    Contro “slogan e menzogne del gender”, una Commissione per affermare la “verità scientifica” sulla famiglia
    Il prof. Gandolfini presenta la Commissione Scientifica per la Famiglia, di cui è portavoce

    Roma, 26 Ottobre 2015 (ZENIT.org) Federico Cenci

    Pediatri, chirurghi, ginecologi, bioeticisti, psicologi, psichiatri, biologi, filosofi, saggisti, insegnanti, giornalisti. Ricco l’elenco di aree disciplinari dei 22 professionisti di comprovata esperienza che compongono la Commissione Scientifica per la Famiglia. Costituita la scorsa settimana, si propone di tutelare la famiglia “quale unica istituzione preposta all’evoluzione dell’umanità e all’educazione dei bambini”. Per farlo, produrrà informazione scientifica multi e inter disciplinare “alla luce degli studi sull’Uomo e sul suo sviluppo psico-fisico e antropologico”.

    Portavoce della Commissione è il prof. Massimo Gandolfini, primario neurochirurgo e neuropsichiatra nonché anche portavoce del Comitato Difendiamo i Nostri Figli. Nell’intervista che segue, presenta a ZENIT il nuovo progetto a favore delle “verità scientifiche” e contro “le menzogne di una certa propaganda ideologica”.

    ***

    Professore, come nasce l’idea di istituire questa Commissione?

    Nasce dalla consapevolezza che è mutato il terreno culturale. In passato nessuno si sarebbe mai sognato di dire che un bambino possa liberamente scegliere la propria identità di genere – anche in opposizione alla sua identità sessuata – ed essere cresciuto ed educato al di fuori di un ambito familiare composto da un papà e una mamma. Negli ultimi trent’anni circa, al contrario, si struttura l’idea del gender e si afferma che per la costruzione armonica della personalità del bambino non sono indispensabili le figure materna e paterna. Si tratta di affermazioni prive della più elementare scientificità; in particolare, in tema di genitorialità, in contrasto con tutta la letteratura internazionale sul tema, dal 1900 ad oggi. Quindi di fronte a una propaganda ideologica a favore della cosiddetta omogenitorialità (che è figlia degli assiomi gender), ci è parso necessario dover recuperare le nostre radici culturali e scientifiche. Di qui la nascita della Commissione, che ha un’impostazione razionale e non confessionale e che investe varie discipline.

    Vostro obiettivo – si legge nel comunicato – è fornire risposte e indicazioni ai cittadini. In che modo?

    Abbiamo già un rapporto stretto con tante associazioni e movimenti impegnati su due temi: quello del rispetto della famiglia come definita dall’art. 29 della Costituzione e quello del supremo interesse del bambino, come recita la legge 184 sull’adozione dei minori. Lavoreremo fianco a fianco con queste realtà attraverso le quali faremo conoscere la nostra Commissione. Abbiamo inoltre intenzione di diffondere la nostra presenza sugli organi di stampa per rendere ampiamente pubblici tutti i lavori scientifici – e di revisione bibliografica – sui temi del “gender” e dell’omogenitorialità, che andremo a produrre.

    Lavorerete anche a stretto contatto con le istituzioni politiche?

    Assolutamente sì. Credo che le istituzioni politiche debbano essere accompagnate in modo molto attento e le spiego il motivo. I politici, essendo i rappresentanti più visibili della società, rendono particolarmente manifesta la deriva culturale che stiamo vivendo. Essi discutono e persino arrivano a scrivere leggi sulla base di affermazioni non solo indimostrate, ma che talvolta sono false, e vengono vendute come verità scientifiche. Ci occuperemo anzitutto di dimostrare che queste “verità scientifiche” non esistono, e poi sarà nostro compito comunicare una sana informazione scientifica quale base per formulare leggi che siano davvero rispettose della scienza e non fondate su menzogne.

    Può fare un esempio di legge scritta sulla base di slogan che affermano il falso?

    Anche se in maniera indiretta, il ddl Cirinnà bis è un esempio di come non si tenga conto della scienza. Nella fattispecie, mi riferisco alla cosiddetta stepchild adoption, che consente al componente di una coppia omosessuale di adottare il figlio biologico del proprio partner. Ritenere ininfluente nella costruzione della personalità di un bambino il fatto di crescere con due persone dello stesso sesso è appunto anti-scientifico. Tuttavia, per avvalorare questa tesi a favore dell’omogenitorialità vengono proposti all’opinione pubblica dei dati che sono il frutto di questionari autoprodotti da persone che vivono queste realtà. Tecnicamente si tratta di self-report, cioè di libere dichiarazioni, non controllate, prodotte dalla coppia omogenitoriale in causa. Sono lavori, quindi, originati ed inquinati da un palese conflitto d’interesse, tutt’altro che scientifici. Sarebbe come chiedere ad un fornaio se il pane da lui stesso prodotto è buono o no: quale pensate possa essere la sua risposta?

    Ma in che modo la diffusione dell’omogenitorialità nuoce all’istituzione familiare?

    Se parliamo di minori, dobbiamo riconoscere che il supremo interesse del bambino è crescere in una famiglia composta da un padre e una madre. Dunque l’omogenitorialità non costituisce l’ambiente esistenziale più vantaggioso per la crescita del bambino, come dimostrato da rilevazioni statistiche che evidenziano condizioni di disagio in ragazzi cresciuti da coppie omosessuali. In questo senso, sono particolarmente significative le testimonianze sempre più numerose di ragazzi che, divenuti maggiorenni, raccontano i loro problemi di vita quotidiana durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, vissuti dentro la coppia omogenitoriale. Come non tenere conto di questi dati oggettivi, nel momento in cui si vorrebbero aprire le porte all’omogenitorialità? Certamente – come spesso si sente affermare – il bimbo ha bisogno soprattutto di amore, ma questo amore richiede di essere vissuto entro una relazione materna e paterna, veicolata da una corporeità chiara e definita: una donna ed un uomo. Ogni tipo di confusione non è certamente vantaggioso per il bimbo, che esige chiarezza e sicurezza. La storia della psicologia dell’età evolutiva ci dice che se queste mancano o vengono negate, si apre la porta della “disperazione”.

    Crede che il ddl Cirinnà verrà approvato nei prossimi mesi?

    È molto difficile pronunciarsi perché le variabili sono tante e perché le forze politiche sono percorse al loro interno da un dibattito, con toni anche accesi, trattandosi di un tema che investe la coscienza dei singoli. Il mio retro-pensiero è che verrà discusso non prima dell’inizio del 2016, ma – se devo essere sincero – può darsi che si tratti solo di una personale speranza. Temi tanto delicati, che riguardano l’intera storia culturale del nostro Paese, richiedono grande pacatezza e grande dialogo, con il massimo rispetto per la sensibilità popolare. Non si può prescindere dalla vox populi che si è levata da piazza S.Giovanni il 20 giugno scorso. Inoltre la fretta è la nemica più pericolosa della “sapienza”. Al di là dei tempi, voglio comunque sperare che nel dibattito parlamentare tutti gli aspetti critici che, di fatto, omologano le unioni civili alla famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio, primo tra tutti la stepchild adoption, possano essere cancellati.

    Tornando alla Commissione, a cosa si deve la scelta di affiancare ai tecnici anche una squadra di avvocati?

    Il risvolto giuridico è di grandissima importanza. La legge ha non solo un valore normativo ma anche pedagogico. Laddove venisse formulata una norma che dovesse omologare la famiglia a qualsiasi tipo di unione civile, questa avrebbe anche l’effetto di creare una nuova cultura ed una nuova antropologia. Una posta in gioco così alta non può prescindere dall’apporto e dalla consulenza tecnica del mondo del diritto.
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    http://www.zenit.org/it/articles/contro-slogan-e-menzogne-del-gender-una-commissione-per-affermare-la-verita-scientifica-sulla