27ora: famiglie gay, felicità e frottole

104

27ora1

La scienza piegata alla propaganda, un chiaro esempio sul Corriere della Sera.

E si tira in ballo anche l’evoluzione, un argomento col quale si può dire tutto e niente. Ma la scienza è un’altra cosa.

Il dibattito attorno alla legge sulle unioni civili è incentrato su alcune parole chiave: famiglia, amore, omosessualità. Non è una discussione meramente politica, ma sociale, culturale, e scientifica. In questo dibattito si danno per scontati i significati dei termini: ma cosa è la famiglia, cosa è l’amore, non solo in termini sociali e culturali, ma anche biologici ed evoluzionistici, e, continuando, cosa è l’omosessualità e che tipo di rapporto ha, in termini psicologici, con la genitorialità?

Con queste parole inizia un articolo pubblicato sul Corriere della Sera in data 14 maggio. Un articolo che si prefigge di fare chiarezza scientificamente sulla questione delle famiglie gay. Si affronta per cominciare il significato di “amore”, parola intorno alla quale ruota buona parte del discorso:

Partiamo da cosa è l’amore. Forse qui la sfida è titanica.
Dal punto di vista socio-culturale è un sentimento complesso, sembrerebbe avere una definizione soggettiva, che cambia in funzione di cultura, età (è evidente che gli adolescenti hanno una visione diversa dell’amore rispetto ad un padre di famiglia di 40 anni, così come ad un nonno di 80), esperienze personali (il nostro modo di amare cambia, evolve dire, talvolta viene impedito, per via delle esperienze relazionali che abbiamo), qualcuno vive per amore, qualcuno non ci crede…

L’inizio è alquanto deludente, definire soggettivo il significato della parola “amore” è degno di un pessimo tema di uno studente svogliato. La parola “amore” infatti riassume, creando non poca confusione, tre distinti significati che erano invece ben chiari ai greci:

1- eros era l’amore erotico, l’attrazione sessuale

2- philia era l’amore inteso come amicizia

3- agape infine cerca invece il bene dell’amato: è pronto alla rinuncia, al sacrificio.

Queste tre accezioni non cambiano con l’età o con le culture, contrariamente a quanto affermato nell’articolo che anziché fare chiarezza compie un passo verso la scientificità di foglietto dei baci Perugina.

Il punto di vista biologico ci viene in soccorso a fare chiarezza: l’amore definito essere un «Committment Device», ovvero lo strumento elaborato dall’evoluzionismo per permettere alla nostra specie, e a quelle animali, l’autoconservazione e l’evoluzione, facilitando il rapporto di coppia, sostenendo l’immane investimento che va fatto per crescere i figli, e, nella sua versione a lungo termine, l’amore romantico è alla base della durevolezza della famiglia, dell’intelligenza sociale e della cooperazione. L’amore in un’accezione neurobiologica è universale. È una forza, forse l’unica in natura, che permette di violare le regole dello spirito di autoconservazione: si muore e ci si fa uccidere per amore.

Quindi, dal punto di vista neurobiologico, non v’è dubbio, alla base della famiglia c’è l’amore. Senza non può ( o forse dovremmo dire, non dovrebbe) esistere.

Non si sa se per un lapsus freudiano l’amore “biologico” (sesso ndr) viene definito uno “strumento elaborato dall’evoluzionismo ” (sic!), cioè uno strumento elaborato dagli scienziati che studiano l’evoluzione!

Se invece si intendeva dire che è uno strumento sviluppato con l’evoluzione per la sopravvivenza della specie potremmo essere d’accordo. E a maggior ragione siamo d’accordo su fatto che alla base della famiglia ci sia la riproduzione, anche se l’autore dell’articolo evita accuratamente di nominarla. Egli infatti parla di tutto ciò che accompagna la crescita dei figli ma non spende una parola su come essi vengano al mondo.

Dopo aver dato qualche indicazione sul ruolo protettivo della famiglia l’articolo si pone la questione della omosessualità:

Cosa è è l’omosessualità: l’omosessualità, dal punto di vista sociale, biologico ed antropologico, è una differenza individuale, come il colore della pelle, l’inclinazione politica, la predilezione per uno sport o un gusto alimentare. Nel 1973 l’omosessualità fu rimossa dalla bibbia degli psichiatri: il DSM, nell’allora versione II, (Manuale Statistico Diagnostico delle Malattie Mentali). Prima questa caratteristica individuale era vista come una devianza. Che ripercussioni ha l’omosessualità rispetto a famiglia, genitorialità e l’amore?

Ci sono numerosi studi scientifici che suggeriscono come il cuore di un omosessuale possa amare forse anche di più, del cuore di un etero.

Qui siamo allo stato confusionale. Affermare che l’omosessualità sia come il colore della pelle, geneticamente determinato, o come la predilezione per uno sport significa contraddirsi nello spazio di due righe. Cosa sia poi la “inclinazione” politica lo lasciamo agli esegeti. Certo se davvero esistesse una “inclinazione” politica dovrebbero essere riviste molte delle convinzioni su cosa sia la democrazia.

La conclusione poi appartiene più al melodramma che alla scienza: “Ci sono numerosi studi scientifici che suggeriscono come il cuore di un omosessuale possa amare forse anche di più, del cuore di un etero.” Parole da canzone neomelodica, tanto prive di qualsiasi spessore scientifico che mi rifiuto di commentarle.

L’articolo poi prosegue:

Per essere ottimi genitori e partner prima che genitori, bisogna sviluppare un grande senso di empatia. Ci sono molti studi che suggeriscono come aver sofferto molto durante la vita o aver affrontato situazioni difficili ( malattie, cambiamenti, lutti) ci renda più empatici e più predisposti ad ascoltare l’altro. In questo l’omosessualità da grandi vantaggi. Sono persone che spesso hanno sofferto molto, hanno dovuto affrontare la reazione emozionale dei genitori e del proprio ambiente alla dichiarazione circa la propria sessualità.

Poichè ci sono studi che “suggeriscono”, termine quantomai inutile, che per sviluppare empatia bisogna aver sofferto, gli omosessuali vengono indicati come campioni della sofferenza (no come quei pirla degli etero che non soffrono), e quindi si balza alla conclusione che, grassetto in originale, “In questo l’omosessualità da grandi vantaggi“. Retorica, solo retorica e neanche delle migliori, e meno male che l’articolo voleva essere scientifico.

Ecco poi la scena madre:

Tutti coloro che attaccano la nuova legge e mettono in guardia dall’equiparazione fra etero e omo, dovrebbero pensare a come è andata la storia: ci ricordiamo quando le donne non votavano? Ci ricordiamo quando i neri d’America non avevano diritti? Stiamo parlando della stessa dinamica sociale. A fronte di una differenza individuale, quindi nulla di fatto che identifichi una differenza di specie o una devianza dalla specie, si attivano le dinamiche della cultura dominante contro quella minoritaria: paura per il diverso, risentimento per chi nel difendere i propri diritti sembra mettere in discussione la nostra identità.

Si giunge ad equiparare l’uguaglianza come cittadini tra uomini e donne o tra bianchi e neri all’uguaglianza biologica riproduttiva, come se il diritto a votare un candidato o un partito o il fatto di avere un utero o non avercelo fossero sullo stesso piano. Di fatto il Corriere inventa il “diritto all’utero”. L’autore vuole far credere ai lettori che tra il portare avanti una gravidanza o il fecondare con degli spermatozoi sia una scelta che tutti possono fare. Per rispondere a queste divagazioni lisergiche è più adatto un brano comico che una dissertazione ragionata:

Su questo falso argomento l’articolo del Corriere conclude così:

Quindi: dire che l’unione fra omosessuali non può avere gli stessi diritti che quella fra eterosessuali, ha lo stesso valore scientifico che dire che l’unione fra bianchi è diversa dall’unione fra un bianco ed un nero o fra neri.

Non pago di aver detto una castroneria l’autore ci tiene a ribadirla confermando di mettere sullo stesso piano le differenze di pigmentazione della pelle, che a prescindere dal colore svolge la stessa funzione, con quelle funzionali e non intercambiabili dell’apparato riproduttivo. La bocciatura in biologia sarebbe assicurata, ma contento lui…

Una considerazione va fatta anche per coloro che, all’idea che una donna faccia «il papà» con un bambino, rabbrividiscono e non capiscono come possa essere.

Questa difficoltà è frutto delle cosiddette credenze circa il concetto di «genere». Esiste cioè il mito, un po sfumato e aleatorio, del vero uomo e della vera donna. Sarebbe interessante capire quali sono esattamente e se ci sono modi di essere uomo e donna migliori in termini di gentorialità. Siamo in una società in cui la famiglia ha virato rapidissimamente da un modello patriarcale ad un modello paritetico-emancipativo, ovvero se prima esistevano regole sociali fatte di tabù che indicavano con chiarezza chi fosse il capo famiglia, quale ruolo, sociale, lavorativo e affettivo dovessero avere la donna e l’uomo.

L’autore, come il protagonsta di Monty Phyton, si meraviglia che ci sia gente che ritiene che il papà sia maschio e la mamma femmina e questa affermazione lo irrita anche visibilmente. Il fatto che il papà sia il genitore che ha contribuito con i gameti maschili e la mamma quella che, oltre ai gameti femminili, ci ha messo nove mesi di gestazione, sono fatti incontrovertibili. Lui e chi la pensa come lui se ne faccia una ragione.

Se poi vogliamo chiamare chiunque ‘mamma’ e ‘papà’ slegando la parola dall’oggetto andiamo su un piano surrealista, ma ci fermiamo ad uno scimmiottamento di Magritte:

magritte_clefdessonges_1930

R. Magritte “La Clef des songes” 1930

 

Che poi la società abbia virato verso modelli paritetici e partecipativi non c’entra ovviamente nulla con la impossibile uguaglianza degli apparati riproduttivi e di tutte le immense ricadute psicologiche che normalmente (termine statistico) questa differenza comporta.

Avviandoci finalmente verso la conclusione troviamo quindi:

I dati circa la qualità dei rapporti fra coppie omo dopo la riproduzione assistita ci dicono che  la qualità è buona anche dopo l’esperienza della genitorialità. I dati di trenta anni di ricerca dimostrano come i figli di coppie non etero crescano resilienti, in salute psicofisica e sociale, nonostante lo stigma e potenziali condizioni socio-economiche non ottimali.

Sui dati di trenta anni di ricerche (altro articolo pieno di propaganda apparso su la 27ora) abbiamo già mostrato come quei trenta anni siano pieni di forzature e studi fasulli “Adozioni omosessuali: il consenso scientifico poggia su un castello di carte“, per cui per decenza sarebbe meglio non parlarne più da parte del Corriere. Riguardo poi al risultato è interessante notare come quella che verrebbe valutata in un figlio sia la “resilienza”.

“Come sta tuo figlio?”

“E’ resiliente grazie…”

Questo dialogo immaginario può essere aggiunto al mondo surreale in cui si muove tutto l’articolo.

Ed eccoci finalmente arrivati alla conclusione:

Non ci sono evidenze per pensare che la coppia omo o non etero che sia, sia un punto di partenza sfavorevole nella corsa verso la felicità. Cerchiamo tutti la stessa cosa e tutti abbiamo ostacoli da affrontare sul nostro percorso: la felicità non ci è garantita sulla base della nostra genetica o delle nostre inclinazioni sessuali. Ci dobbiamo sudare tutti, la nostra felicità, e forse le subculture come le coppie non etero sono un opportunità in questa rincorsa.

Va innanzitutto evidenziato il sublime passaggio in cui si afferma “Non ci sono evidenze per pensare che la coppia omo o non etero che sia…” cosa vuol dire “omo o non etero”? Un ricco premio a chi sa spiegare tra cosa sia posta l’alternativa.

La grande conclusione è che “la felicità non ci è garantita sulla base della nostra genetica o delle nostre inclinazioni sessuali” (grassetto in originale ndr). Valeva la  pena leggere un lungo articolo per apprendere questa scoperta dell’acqua calda che non risponde al quesito posto. Una dichiarazione che sembra una parafrasi della socratica affermazione di sapere di non sapere che contrasta con quanto dichiarato in apertura dell’articolo:

Dal punto di vista neurobiologico ed evoluzionistico non ci sono motivi per discriminare le coppie omosessuali e i loro figli.

Nulla è stato dimostrato dal punto di vista neurobiologico e le argomentazioni evoluzionistiche addotte sono scarse e ininfluenti.

Resta un errore di fondo: le coppie omosessuali non hanno dei “loro” figli, al massimo possono adottare figli di una madre esclusa in modo premeditato dal proprio ruolo (o di un padre escluso nel caso di coppie lesbiche).

Quello su la 27ora è dunque un articolo di propaganda che annuncia presunte conclusioni scientifiche ma si risolve in un uno sterile esercizio di retorica che gira intorno al punto centrale della questione: le famiglie gay sono obbligatoriamente adottive.

Sono famiglie i cui bambini sono orfani programmati poi adottati.

Ed essere orfani non è mai una condizione nè desiderabile nè ottimale, nè tantomeno felice.

.

.

.

 

Share.

About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali.
Nel 2016 ha pubblicato “L’Ultimo uomo”

  • Nemesis

    Condivido ogni singola parola dell’articolo. Il problema è che ai piani alti non importa nulla della Verità, così come non importa alla massa omologata ed incanalata dai dettami di chi sta sopra. La Storia vuole procedere in questo senso, è lecito e giustissimo gridare alla verità, tuttavia procederà in questo senso. Gli uomini sono fatti così, non imparano dal passato, vogliono mistificare i fatti e plasmare la realtà a loro immagine e somiglianza. Figuriamoci se chi sta sopra è preoccupato di non essere abbastanza leale, onesto, giusto, sincero. Se ne sbatte. Il potente pensa a stabilire cosa sia leale, onesto, giusto, sincero. Poi però arriva la morte e lo prende in quel posto. Successivamente riemerge la verità e viene ricordato per quello che è stato. Vogliono i capri espiatori? Che ci siano i capri espiatori. Di adottati da omosessuali che combattono politicamente contro quest’ adozione ce ne sono già una cinquantina.50 su un totale di quanti? Il punto è che al potere non importa il fatto che questa pratica generi dei capri espiatori. Il loro interesse è dividere il popolo in fazioni che si combattano tra di loro, plasmare una realtà che piaccia a loro, stabilire le regole morali a cui chiunque deve attenersi e avere un controllo totale del popolo-gregge, che penserà solo a procreare, consumare, lavorare e perire senza ribellarsi mai. Vogliamo i capri espiatori anziché la verità? Bene, neghiamo la verità anche se sappiamo che in fondo è la verità, la buffoniamo anche se non abbiamo modo di farlo logicamente e infine tolleriamo tutto quello che ci viene imposto dai piani alti, che mistificano e SANNO di mistificare. Ci saranno delle conseguenze ovviamente. E noi vogliamo che si realizzino a tutti i costi. La scienza che si piega a fare ideologia e ad occultare i fatti mi fa pensare alla scienza della prima metà del Novecento.

    • Buongiorno Nemesis, il tuo nome contiene già quello che immagino prima o poi succederà.
      Per il momento concordo che ” La Storia vuole procedere in questo senso, è lecito e giustissimo gridare alla verità, tuttavia procederà in questo senso. “.
      Non mi faccio illusioni per il presente, credo tuttavia che la nemesi si alimenti della verità gridata quando sembrava inutile.

      • Nemesis

        Non riusciranno a smorzare il bisogno di giustizia del popolo in eterno, neanche con tutta la pornografia, i videogiochi, le propagande, i programmi televisivi e le mistificazioni di questo mondo.
        Quando l’ aria diventerà irrespirabile ed esasperante, quando la situazione gli sfuggirà di mano (e gli sfuggirà), si ripristinerà finalmente un equilibrio e quest’ Italia malata, smarrita, asservita e prostituita alle banche , ai gruppi di pressione e alle multinazionali riconoscerà un periodo sano e fiorente.
        Tutto finisce prima o poi, compreso il loro castello.

        • Davide

          Se non sbaglio credo fosse Lincoln che diceva che, nonostante fosse possibile mentire a tutti per qualche tempo, oppure mentire a qualcuno per tutto il tempo; è assolutamente impossibile mentire a tutti per tutto il tempo.

  • valentino

    La spazzatura rimane spazzatura anche quando scritta sul blasonato Corriere della Sera.

    • Mi permetto di dire che da un po’ di tempo è più appropriato dire che, quando capita, “la verità rimane verità anche quando scritta sul Corriere”.

      • Davide

        Le pochissime volte che capita….

        • muggeridge

          Mi pare che la “27esima Ora” sia un po’ la “palestra del dilettante” del Corriere, se non erro non ci sono le firme del giornale, ma i lettori. L’ho sempre evitata perché è spesso orientata su questi temi con simili penosi deliri costruiti su parole d’ordine e luoghi comuni dei moderni “benpensanti”.
          Comunque in questa “forzata” lettura della rubrica da sempre evitata, l’unico pensiero che mi si ripresentava fastidiosamente ad ogni passaggio era del tipo “ma quanto ci sta mettendo l’Isis ad arrivare qui da noi e a sistemarci una volta per tutte ?” 🙂

          • Giuseppe Cipriani

            Non si sposa molto bene la faccina sorridente finale con quell’auspicio funereo, quasi una minaccia per interposta persona. Spero ci mediterai sopra e avrai la forza di chiedere venia a tutti coloro che leggendo le tue parole hanno provato un brivido tra capo e collo. Anche questa è violenza, anche questo è tristissimo contrapporsi di ideologie… Strano che Enzo, sempre pronto a far la predica ai fuori le righe stavolta taccia. O sono solo io a provare sdegno per questo? Vorrei davvero capirlo, per regolarmi.

          • muggeridge

            Davvero mi è venuta in mente questa cosa, sono stato semplicemente trasparente a scriverlo qui. Era una “vocina” insistente, che non ho accettato come pensiero mio, anche se probabilmente sorgeva dal profondo. Per dirla alla vecchia maniera freudiana, sarà stato l’Es, il SuperEgo è invece quello che ha messo la faccina per ironizzare su quell’incivile dell’Es.

          • Davide

            @CIPRIANI: A costo di prendermi la tirata d’orecchi da Enzo, devo dire che la fine prospettata da MUGGERIDGE ce la meritiamo ampiamente

          • Giuseppe Cipriani

            Beh, Il fatto che forse sfugge è che, in tal caso, a rimetterci di più sarebbe proprio il cristianesimo e i suoi dogmi… Contenti voi!?

          • muggeridge

            A Davide non so quanto interessi la fine del cristianesimo e dei suoi dogmi, non essendo credente, i credenti bene informati sul cristianesimo invece sanno che la Chiesa negli ultimi giorni dovrà subire lo stesso martirio del Cristo, quindi in un certo senso ben venga questo finale, visto che è stato profetizzato, ma sopratutto visto che non sarà la vera fine.
            Incredibile quanto poca cultura cristiana ci sia ormai in questo Paese, a questo punto si è buttato via un patrimonio enorme, quindi non è che l’Islam possa fare molti più danni della decadente società scristianizzata.

          • Davide

            @CIPRIANI @MUGGERIDGE:
            Personalmente ritengo che l’argomento di questo topic non sia che l’ennesima prova del fatto che il cammino verso il capolinea della civiltà occidentale, nella quale tutti noi ci riconosciamo (e della quale il cristianesimo ha avuto un ruolo fondamentale nel forgiarla), sia oramai irreversibile; poiché a mio avviso ritengo una morte la più rapida ed indolore sia sempre preferibile ad una lunga e straziante agonia, spero che la fine possa giungere il più rapidamente possibile.
            Saranno gli ‘Ultimi Giorni’ previsti dall’Apocalisse, come pensa MUGGERIDGE ?
            Pur non essendo credente non posso che augurarmelo; non che per me possa cambiare qualcosa visto che il mio posto nelle miniere di Messer Satanasso sarebbe sempre e comunque riservato, ma decisamente meglio di ciò che si sta prospettando all’orizzonte…. almeno non vedrei certo vincere il peggiore.

  • Buongiorno Enzo caro 🙂
    ti lascerò qualcosa di molto molto breve, così conteniamo alla radice che certi scherzi durino più di una certa misura e ci adeguiamo nostro malgrado all’evo whatsapparo.
    *
    Dunque, mi è piaciuto molto il taglio che hai dato, a un certo punto del tuo pezzo, richiamando i mitici Monty Phyton, il tutto dà continuità e fa pendant con quanto esprimeva Giuliani nel precedente pezzo, ovvero la scienza ridotta a farsa, del resto come altri aspetti (arte, giornalismo, letteratura, cinema etc) del rapporto , di superforza in gioco, fra poteri, società e individuo.
    Credo che il vero apparato da mandare in affitto, sia sempre solo uno, l’unico vero obiettivo delle guerre psicologiche, ergo il cervello;sia quello tecnicamente posto dentro una scatola cosiddetta cranica, tanto come il suo gemello alla base di un’altra scatola e di un altro motore, ergo il cervello emotivo. Mandare in affitto entrambi, peraltro senza canoni o ritorni/ ricavi, è il target comune a tutte le operazioni di mutazione antropologica, tanto più quelle specifiche a certi temi , più pertinenti alla questione da te nuovamente ripresa .
    Un saluto affettuoso

    p.s.
    Il comico, essendo l’intuizione dell’assurdo, mi sembra più disperante che il tragico.
    Ionesco, note e contronote
    p.s. bis
    Lo spirito umano non è mai così vicino a dio come quando, ricordando che per sua natura l’uomo è nato per morire, considera il corpo non come la sua casa, ma come un albergo dove sarà breve il soggiorno, poiché dovrà andarsene appena si accorgerà di essere di peso all’ospite.
    Seneca, lettere a Lucilio

    • Ciao Rò, trovo molto efficace l’imagine di un cervello che per operare una mutazione antropologica si vuole mandare “in affitto” il cervello per lasciare la strada libera ai poteri in gioco tra società società e individuo.
      E grazie per i due ps, due perle da conservare.
      Ricambio il saluto con affetto.

  • fra’ Centanni

    “L’omosessualità, dal punto di vista sociale, biologico ed antropologico, è una differenza individuale”, dice Michele Cucchi. Differenza, si d’accordo, ma differenza di cosa? Non ce lo spiega il Cucchi. Invece è importante capire di quale differenza stiamo parlando, quando si parla di omosessualità. Ebbene, l’omosessualità è una differenza di comportamento, nient’altro. Quindi non ha niente a che vedere con la differenza del colore della pelle, che, invece, rientra a pieno titolo nell’identità di una persona.

    Ora, se l’omosessualità è un comportamento differente rispetto all’eterosessualità, non si vede perché, dal punto di vista giuridico, dovrebbe essere trattato come se fosse un comportamento uguale o equivalente al comportamento eterosessuale.

    • Tutte considerazioni logiche Frà, ma come detto sopra, con una buona parte di cervelli mandati “in affitto”, la logica non gode di buona fortuna di questi tempi.

  • Fabrizio

    E’ preoccupante quando le persone che vengono a spiegarci cosa sia la famiglia e l’amore sono quelle che hanno rinunciato a formare una famiglia.

    • Davide

      Si riferisce ai sacerdoti cattolici per caso ?

  • Cacciatrice di stelle

    Elegantissimo il glissare sulla riproduzione. Avrebbe fatto crollare il castello di carte, perché se l’amore “biologico” è un espediente dell’evoluzione per l’autoconservazione della specie, due uomini o due donne che si accoppiano tra loro sono un fallimento del meccanismo, altro che naturale variante della sessualità.

    • Nemesis

      Eh, per quanto siano bravi a come incastrare le parole tra di loro come se fossero mattoncini della Lego, non possono non mostrare le contraddizioni di fondo delle loro costruzioni retoriche. “Se i fatti non si accordano con la teoria, tanto peggio per i fatti” secondo questi mistificatori, tanto per citare Hegel.
      Persino la logica li rifiuta ma loro rimangono nelle loro convinzioni a prescindere dalla logica e come se non bastasse giungono persino a contraddire le loro convinzioni. Questo è l’ uomo quando deve raggiungere a tutti i costi un obiettivo deviato che fa corrispondere ad una presunta realizzazione, miglioria personale o sociale.
      Questo è l’ uomo quando si sente potente e il potere rende l’ uomo stupido.

  • Bragadin

    In altri tempi sarebbe stato un simil-magazine patinato, ma il blog multi-autore è (in realtà sembra) più immediato.
    Poiché la moda del momento parla di “diritti” ecco che il tema dominante sono i gay (diritto di amare) e l’aborto (diritto di abortire). In realtà di aborto ora se ne parla poco su quel blog, se ne parlava molto qualche anno fa con articoli (quasi) sempre a senso unico: ossia se la madre vuole ha il diritto di abortire, nessuno può metterci becco e lo stato deve provvedere e pagare. Chi la pensa diversamente è un bigotto reazionario. Ovviamente semplifico, ma il tenore era questo. I commenti invece erano un po’ più variegati, da quello che ricordo non erano affatto supinamente condiscendenti, anzi. Tanto che ad un certo punto gli articoli sull’aborto sono diminuiti. Più o meno la stessa cosa è successa per altri temi come l’utero in affitto: abbondanza di articoli a favore con patente di bigottismo a chi non è d’accordo e commenti molto spesso non in linea. Poi anche questo tema è andato pian piano riducendosi. Mi sembra che la stessa tendenza si possa riscontrare anche per gli articoli che parlano di omosessualità. Ovviamente vengono e venivano trattati altri temi, ma lo schema più o meno si ripete: se il tema in questione è rilevante l’idea della redazione (politicamente corretta-spero di spiegarmi) è sacra e se un commento dissente scatta la scomunica qualche volta condita con insulti.
    Quindi non sarei così pessimista, forse è vero che ai piani alti non importa nulla della Verità, ma la massa è tutt’altro che omologata e la prova è data dal fatto che ultimamente gli articoli del blog sono per lo più di evasione o su temi che definire “leggeri” è già un complimento.
    Ovviamente non ho fatto un’indagine statistica sugli articoli, ma la mia sensazione è quella. Voglio dire che i lettori attenti (pochi o tanti non importa, è importante che ci siano) non si sono lasciati ingannare dagli articoli, e anche se per commentare occorre registrarsi, cosa che può scoraggiare qualcuno, i commenti non allineati non sono poi così pochi.

    • Davide

      ‘diritto di abortire…’ ed il diritto del feto a vedere la luce del sole dove lo mettiamo ?
      Dedicato a tutte le femministe radical-chic

  • Federico

    Grazie per queste parole di verità.

  • Lovinski

    Per me e` una questione di “lana caprina”, intendendo con cio` non un qualcosa di irrilevante o risibile, ma di chiamare correttamente le cose col proprio nome. Io sono convinto che l`omosessualita` non sia un tipo di sessualita`, basandosi questa sulla differenziazione sessuale e sulla fecondita`. E questo per ragioni primariamente logiche – e` impensabile, infatti, una sessualita` senza sessuazione o mono-sessuata o omo-gamica o non riproduttiva (evidenti contraddizioni in termini) – senza queste non si puo` parlare propriamente di sessualita`, ma appunto di erotismo o magari di comportamento “mimetico” o in senso lato, parassitario.
    .
    Chiamando pero` sessualita` quello che non puo` esserlo – neanche in un universo parallelo al nostro – si arriva al paradosso dell`omogenitorialita` (figli nati da un`unione di cellule sessuate ma non complementari ? Boh !? ). La dizione “famiglia omoerotica” almeno non creerebbe questa confusione.
    .
    Anche perche` credo che molti diritti non provengano dall`”amore” o dall`erotismo (perche` uno stato dovrebbe mai interessarsi a questa faccende ?), ma proprio dalla sessualita`.

  • martina

    Il martellamento mediatico in questo ultimo periodo, a favore dei ‘diversamente eterosessuali’ è diventato davvero insopportabile, siamo all’eclissi della ragione ed al trionfo dell’illogicità. Ma perché è così importante caratterizzare un essere umano a partire dai suoi gusti sessuali? Tutto questo non ha forse in sé qualcosa di molto morboso?

    • htagliato

      Salve Martina, una risposta che mi viene in mente per le sue domande è “consumismo”.
      Identificare le persone in base a ciò che le piace come se TUTTO fosse commercializzabile.

      • Davide

        Può darsi, ma mi sembra ma mi sembra decisamente troppo semplicistica come spiegazione….. E poi cosa si dovrebbe vendere ?

        • htagliato

          Approfondisco, Davide: il consumismo sul piano filosofico, a mio avviso, si basa su due terribili assunzioni (che però sono alla base di tutte le pubblicità)
          1) Tutti i problemi si risolvono con un bene o servizio opportuno;
          2) Tutto può essere commercializzato, prima o poi.
          La 1) implica che le persone diventano solo consumatori e quindi possono essere catalogate in base a ciò a cui loro piace: non sono più un “cristiano” ma uno a cui piace Gesù, non sono più un eterosessuale ma uno a cui “piacciono le donne”, così come mi piacciono la pizza e i gelati.
          La 2) implica che cose che dovrebbero essere il frutto combinato di predisposizione e impegno diventano lecite solo in quanto desiderate.
          “Sono autosufficiente, vorrei un figlio anche senza una donna, perché non posso averlo?”
          La caduta verso l’utero in affitto è quasi inevitabile.
          Per una migliore spiegazione del modo in cui la società odierna soffre di questa mentalità (non mi riferisco solo alla sessualità), le consiglio la lettura di “Avere o essere?” (uno degli autori non credenti che mi ha insegnato di più).

          • Davide

            Ma qual’è la motivazione di fondo del consumismo ?
            Solamente di motivazione economica o dietro ci sono ragioni molto più profonde ?
            Comunque grazie per il suggerimento…. questa estate sarà tra le mie letture.

          • htagliato

            Ci sono motivazioni più profonde oltre a quelle economiche.
            Anticipando ciò che leggerà in estate (detto a parole mie), il modo di vivere secondo l’Avere (e quindi quello consumistico) è più “comodo” rispetto a quello dell’Essere.
            A meno che non si creda nella bontà innata dell’uomo (ma non sono tra questi), le persone se puramente spontanee tendono alla pigrizia e alla paura, per cui un approccio in cui ogni male o ha la sua soluzione in un bene o servizio oppure viene accantonato dalle distrazioni tale tendenza al ribasso viene appoggiata.

          • Giuseppe Cipriani

            Innato, nell’uomo, c’è lo spirito di sopravvivenza. La “bontà”, Htagliato, è un valore aggiunto che deriva da tante cose, non ultima l’educazione al rispetto dell’altro, che significa anche fare in modo che questo altro non viva nel degrado e possa anzi vivere con la dignità portata addosso… Questo mi hanno insegnato i miei genitori, gente d’altri tempi, che oggi farebbero a pugni con tanti benpensanti difensori delle tradizioni. Già, le chiamano tradizioni!?

          • htagliato

            @ CIPRIANI:
            “Innato, nell’uomo, c’è lo spirito di sopravvivenza. La “bontà”, Htagliato, è un valore aggiunto che deriva da tante cose, non ultima l’educazione al rispetto dell’altro”
            Questo non deve insegnarlo a me, ma a Jean Jacques Rousseau e a tutti quelli che l’hanno seguito e lo seguono.

          • Giuseppe Cipriani

            Importante è che siamo allora d’accordo che l’uomo è figlio dell’educazione che riceve, l’imprinting alla “bontà” parte da lontano ed è anche per questo che io sono uno che crede fortemente nel primo nucleo sociale con cui si viene a contatto: la famiglia, anche allargata, là dove si fondano i veri affetti, e non necessariamente dettati dal sangue…

  • Giuseppe Cipriani

    In questi campi oramai mi sento un dinosauro…
    .
    In una metafora calcistica, posso dire che sono uno che chiama ancora i terzini col loro nome, l’ala destra idem ecc. coi loro bei ruoli.
    Mi rendo sempre più conto che la tendenza odierna è quella di far passare per arretrati culturali e omofobi coloro che sostengono la famiglia tradizionale, quella che va per la maggiore e che, per inciso, per me non corre rischi di sorta.
    Io sono perplesso persino dinanzi agli “eccessi” delle coppie sterili che desiderano un figlio a tutti i costi, lo sono ancor di più dinanzi alla pretesa di aver prole delle coppie omosessuali, distinguendo i casi in cui esistano già dei figli naturali, un altro paio di maniche…
    La finisco evidenziando che articoli come quello pubblicato sul Corriere sono anche controproducenti per la causa che vorrebbero invece sostenere.

    • htagliato

      Non per rovinare un intervento condivisibile al 75%, credo che la famiglia tradizionale non è che corre dei rischi ma già adesso è piena di problemi: separazioni, divorzi, convivenze, denatalità, crisi del lavoro.
      È in quest’ottica che va inquadrato il discorso che quindi si scopre coerente.
      L’adozione del figlio del convivente, nel caso degli omosessuali, non è un vero altro paio di maniche ma già ne parlammo sotto l’articolo dell’ultimo Family Day.

      • Giuseppe Cipriani

        Quelli sono problemi indipendenti… che esistono da sempre, più o meno mascherati. Del resto, sarà anche l’età, ritengo che siano problemi superabili civilmente.
        I figli naturali sono pezzi di cuore, quando ne avrai uno te ne renderai conto anche tu.

        • htagliato

          Mi spiego meglio sull’indipendenza o meno degli altri problemi:
          perché hanno introdotto “love is love”? Perché sono così attuali i nuovi diritti civili, ANZI, il diritto all’amore? È aumentata forse la “bontà media” delle persone?
          Alla luce dei problemi citati nel mio commento precedente (che in questo momento storico sono più gravi del solito) sono molto scettico che sia così, il vero motivo è che nella lotta successiva al secondo dopoguerra tra capitalismo e comunismo ha vinto il primo, per cui è l’individuo è i suoi capricci il centro di tutto, non l’amore. Non è un caso che quasi sempre le stesse persone che difendono le “nuove famiglie” sono anche quelle pro-eutanasia, pro-cannabis, pro-eccetera (ho Roberto Saviano davanti agli occhi: Gomorra è un libro che consiglio a tutti, perché è antecedente al momento in cui Saviano divenne ROBERTO SAVIANO…).
          La libertà del singolo al centro, questo è in sintesi il filo conduttore.

          • Giuseppe Cipriani

            Mi chiedo se davvero i capricci del singolo potranno averla vinta… E rispondo no. Noto anch’io mollezza e vita spericolata in molti giovani, che si fanno influenzare dalle mode. Ma ne noto molti altri che sono ben diversi, tutt’altro che capricciosi. E sono questi che faranno la differenza, contaci.

          • Davide

            ‘La libertà del singolo al centro’… non vedo nulla di male quando questa non viola in nessun modo la libertà altrui.
            Ecco che ritengo lecita l’eutanasia SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SU BASE VOLONTARIA: se il mio corpo diventa una prigione, evadendone non vado a ledere nessun’altra persona.
            Ecco perché ritengo illecito l’aborto in quanto lederebbe il diritto della vita di un’altra persona, il feto.
            Ecco perché ritengo sbagliata l’adozione di figli da parte di coppie omosex in quanto lederebbe il diritto del bambino si ad avere un riferimento femminile che maschile.
            Ecco perché ritengo sbagliato qualsiasi forma di matrimonio omosex perché preludio all’adozione di bambini.

          • htagliato

            @ DAVIDE:
            la Libertà (nei limiti di quella altrui) è uno dei valori più importanti dell’uomo, ma NON DA SOLA, questo è quello che intendevo e che intendono quelli che i giornalisti chiamano “cattolici” contrapposti ai “laici” quando si parla di temi etici.
            La Libertà da sola non basta perché grazie ad un po’ di retorica e a ad un’indifferenza per il prossimo mascherata da rispetto della libertà altrui posso scivolare pian piano dall’eutanasia per chi soffre di un dolore fisico incurabile a chi soffre senza dolore, poi a chi soffre solo psicologicamente, poi a chi è solo anziano, poi al bambino che comunque soffre per qualche ragione (veda dove sono arrivati in Olanda).
            Oppure pensi alla droga: il drogato che sta a casa, che non guida, non fa male a nessuno, ma le sembra giusto facilitarne la sua “libera scelta” legalizzando una cosa che fa solo male?

          • Lovinski

            Visto che ultimamente nei commenti si e` parlato di “cittadino modello” aggiungerei alle caratteristiche dello stesso – leggendo le tesi Saviano – anche l`essere un “consumatore perfetto”.
            .
            Prendiamo infatti il dibattito sulla droga: per lo scrittore napoletano il maggior problema sarebbe quello delle modalita` di produzione o di distribuzione, non il consumo.
            .
            Qui vedo un perverso ribaltamento del rapporto uomo-merce, a favore di quest`ultima (si potrebbe parlare di marxiano Warenfetisch – merce-feticcio) nel senso che la merce e` ritenuta necessaria o comunque dato di fatto non questionabile, positivo o quantomeno neutrale; mentre l`uomo dovrebbe porsi rispetto ad essa solo come consumatore, quindi criticarne unicamente la qualita`, il prezzo, la distribuzione o produzione, ma mai metterne in discussione altri aspetti.
            .
            Dovrebbe cioe` accettare o rifiutare ogni molecola sul mercato solo su basi consumistiche (mi serve o no, e` di qualita` o no, costa poco o troppo, ecc.) ma mai poter rifiutare tout court questo mercato.

    • stò cò frati e zappo l’orto

      Sei anche uno dei pochissimi che riesce a capire lo svolgimento del calcio “moderno”,basta segnarsi i numeri e provare a seguire la partita…..simile a certe mentalità “moderne”.Ma non ti distrarre un secondo !

      • Giuseppe Cipriani

        FT… Caro Stò, sono un tifoso d’altri tempi, amavo Gianni Brera e Beppe Viola, Giuseppe Prisco e Ivanoè Fraizzoli… Sono fermo a Bonimba e alla vita da mediano di Gabriele Oriali… Per me gli “esterni” sono solo quelli fuori dello stadio. E i numeri dei moduli di gioco i prefissi del fumo che vendono tanti moderni allenatori…

        • stò cò frati e zappo l’orto

          FT….Temi dei nostri tempi……Great times….

  • viaNegativa

    L’omosessualità è questione di gusti, dice. Falso, dico io (per motivi su cui ora glisso).

    Però, ammettiamo per un attimo che sia così: davvero possiamo/dobbiamo conferire diritti&doveri sulla base di gusti personali (o anche in base al colore della pelle, orientamente politico, predilezione per uno sport)?

    • Davide

      Si potrebbe obiettare: perché negarglieli ?

      • viaNegativa

        Se i gusti personali potessero dar luogo a particolari diritti/doveri allora sarebbe davvero ingiusto negarglieli. Tuttavia…

        • E visto che sotto le mentite spoglie di questi nuovi diritti(?), esportati dalla solita patria della libertà, su cui nessuna Cirinnà né tantomeno un papa o un Giovanardi, hanno mai osato né mai scostare pizzi, veli e merletti per palesarne ai milioncini le reali vesti , diversamente articoli, emanazioni dai sovrani templi del dio diritto, molto dritto, di nome sovra mercato di corte in corte a fianco e, giù sotto colonie su colonie a cortile, la tragedia del borghese piccolo piccolo potrà continuare ad estendersi a nuovi orizzonti, sempre più cornuti e mazziati, insieme ai precedenti, scannarsi, senza alcun diritto, spennati vivi entrambi in unico genere dell’eterno tacchino.
          p.s.
          ”È tutto precipitato…gli eventi si sono turbocapitalizzati…tutto, all’improvviso, un casino…questo fiume d’odio mica lo volevo io! (…) E affanculo tutto, quant’evvero iddio mi piazzo in una campagna in Nicaragua, in Messico o in Belize grattandomi tutto il giorno e scrivendo qualche cosa ogni tanto. E mi sciacquo le palle ai Carabi tutte le mattine alla faccia di chi lavora tutta la vita come un fottutissimo servo della gleba medievale, magari per comprarsi una casa di merda, una macchina di merda, allevare marmocchi di merda e abbonarsi a Sky per vedersi le partite del merdosissimo calcio con la panza piena di pizza al taglio di merda. Io no!”
          Maurizio Makovec, Céline è fuori stanza

  • beppino

    E’ strano pensare a due omosessuali che vogliono metter su “famiglia”, dopo fecondazione a 1/2 far nascere e far crescere individui che non potranno che non incontrare una montagna di problemi anche solo nel rapporto con gli amichetti una volta grandicelli (ma tanto c’é sempre la solita frigna… sarebbe comunque colpa della società omofoba… vero? ) . Introdurre la cosa come “diritto” poi … non si sa bene in base a cosa. E come la mettiamo con l’omosessualità egodistonica? Come mai non ci sono eterosessuali egodistonici? E poi, quale é la valenza scientifica di qualche centinaio di psichiatri APA che alzano la mano e che, improvvisamente, spinti probabilmente da vari potentati economici, decidono a maggioranza semplice che l’omosessualità é una variante naturale ecc… ecc…
    .
    Ma il vero problema a mio parere non é questo nuovo “diritto” in capo ai membri della comunità omosessuale (del resto a impatto statisticamente ininfluente ….) o anche solo la possibilità di acquistare/comprare (nel vero senso del termine…) un posto al sole della spiaggia della filiazione, anche solo al 50%.
    Il vero problema é che questa ulteriore goccia nel bicchiere ormai pieno, in danno al concetto di famiglia naturale e al concetto della naturale prosecuzione delle generazioni umane, deriva per l’ennesima volta da una mancata possibilità di prendere posizione da parte di persone o perché troppo giovani o perché addirittura ancora non nate. Per l’ennesima volta discriminate in quanto private a priori, per decisione unilaterale di altri, da ciò che faceva, fa e farà sempre la differenza per la qualità della vita di un bambino: avere un papà e una mamma. Tale constatazione del resto viene mutuata anche da articoletti come quello citato del Corriere o addirittura da veri e proprio articoli di ricercatori universitari sulle riviste di settore nei quali chi scrive non fa nessuno sforzo, ma proprio NESSUNO, per mettersi nei panni proprio dei bambini, principali oggetti di discriminazione.

  • Fabio Vomiero

    Condivido abbastanza interamente l’analisi critica del prof.Pennetta nei confronti dell’articolo del dr.Cucchi, in quanto mi sembra che di scientifico in questo pezzo ci sia veramente poco o nulla, anzi si finisce persino per confondere amore e sessualità con riproduzione sessuata. Lo strumento biologico evolutivo atto ad una riproduzione che possa assicurare un rimescolamento genetico infatti si chiama riproduzione sessuata più che amore o sessualità, che hanno invece significati sociali, filosofici e anche biologici molto più complessi. E poi, quali sarebbero i numerosi studi scientifici a cui spesso si fa riferimento? Io penso che alla fine però, a parte la visione rispettabile, ma del tutto soggettiva su coppie gay e famiglia, rimanga insoluto proprio il grande quesito che il pezzo, forse un po’ ingenuamente, si prefiggeva di esaudire, almeno parzialmente: che cos’è l’omosessualità a parte essere “un cuore che ama”? A favore del dr. Cucchi invece citerei la possibile natura anche soggettiva dell’amore in tutte le sue forme mutevoli e la giusta definizione dello studio scientifico che “suggerisce” o tuttalpiù “mostra”, al posto dell’erroneamente abusato “dimostra”.

    • Lovinski

      anzi si finisce persino per confondere amore e sessualità con riproduzione sessuata, che hanno invece significati sociali, filosofici e anche biologici molto più complessi.
      .
      Non sono d`accordo con questa visione, cioe` io credo che per parlare di sessualita` dobbiamo *almeno* essere in presenza di differenziazione sessuale, altrimenti le parole perdono di significato; con questo non voglio dire che la sessualita` si risolva *interamente* nella riproduzione sessuata. Ma allora la sessualita` cosa dovrebbe essere: “dimostrazione di amore mediante l`utilizzo di organi sessuali ?” E l`amore cosa dovrebbe essere ? Perche` nella qualita` di questo sentimento e` importante la gratuita` e il disinteresse. Alla fine mi sembra che si riduca tutto all`erotismo.
      .
      E poi, se sono questioni cosi` complesse, perche` lo Stato dovrebbe metterci il becco in maniera cosi` grossolana ? Perche`, ad esempio, interessarsi dell`uso che i cittadini fanno dei loro organi sessuali, se sono legittimi o meno, politicamente corretti o no ? Non sarebbe meglio, piuttosto, occuparsi delle conseguenze di quest`uso ? Semplicemente alcuni utilizzi sono portatori *intrinsecamente* di diritti perche`, al contempo, portano gravi responsabilita`.
      .
      Esempio paradossale: due persone dello stesso sesso vogliono sposarsi per addottare un bambino; l`incaricato della pratica dovrebbe forse prima informarsi dell`utilizzo degli organi sessuali dei suddetti, come da circolare del “Ministero della Retta Sessualita`” ? Nella nuova legge sulle unioni civili dovrebbe essere cosi`, ma non capisco perche` lo Stato si debba interessare di questioni cosi` private, e come procedere per i controllo. E se uno e` “fluido” e cambia orientamento, il matrimonio non dovrebbe essere piu` valido ? Il paradosso massimo e` che forse due “asessuati” (secondo le categorie ammesse politicamente) dichiarati dello stesso sesso potrebbero sposarsi, mentre due non “asessuati” ma semplicemente individui dello stesso sesso casti o astinenti, ma eterosessuali o comunqe non dichiarantesi appartenenti a nessuna particolare categoria sessuale – specie di quelle con nomi anglosassoni – o per meglio dire persone sessuate e potenzialmente sessuali, no. Perche ?
      .

  • Giuseppe

    Sì ok, tutto quello che volete. Di fatto la scienza non ha nemmeno dimostrato che se due omosessuali adottano un bambino, questo poi si trasforma in uno struzzo con tanto di piume. E il principio di precauzione non regge. Quindi, alla fine, è tutta una questione di ideologia, sia da una parte che dall’altra…

    • Davide

      ‘questione di ideologia’…. quindi secondo lei sarebbe ‘ideologia’ il diritto di ogni bambino ad avere una figura femminile ed una maschile, come la natura ha stabilito.
      Se lo dice lei….

    • @Giuseppe
      è ideologia il fatto che nei mammiferi solo un maschio e un femmina possano procreare?

    • Federico

      Impossibile condividere il suo parere, a meno di rinunciare alla ragione;
      relativizzare tutto è l’ideologia per eccellenza.
      Un esempio: non è uguale che un bambino sia un essere umano o uno struzzo con tanto di piume, infatti lo porta come esempio, (in malafede?) tuttavia quando sa da scoprire la verità lei, Giuseppe, è curioso quanto me e non è assolutamente accettabile, sia per lei che per me, che le raccontino che un figlio adottato da una coppia di omosessuali cresce esattamente come crescerebbe nella sua famiglia naturale.
      vorrei farle notare che non è la scienza sola a stabilire la verità, tuttavia è sicuramente necessaria, perciò non insulti la sua ragione scrivendo che tutto ciò che non è scientifico non è vero, altrimenti si ritrova nella condizione di provare matematicamente ogni sua affermazione poco felice.
      Buona giornata

  • Massimo Ippolito

    “Omo o non etero” , come scrive l’autore dell’articolo sul Corriere, dimostra semplicemente la completa aderenza ddl quotidiano alla cosiddetta teoria Gender. I generi sono 56-58 a loro vedere, dire solo “omo” avrebbe escluso un sacco di generi … ecco allora la felice ‘uscita’ “omo o non etero” che va a comprenderli tutti.

    • Giuseppe Cipriani

      O forse intendeva più semplicemente coppie dello stesso sesso, non omosessuali… Ho conosciuto anni fa un ragazzo cresciuto da due nonne conviventi dopo che in tenera età gli erano morti i genitori.

      • htagliato

        Lei chiamerebbe una coppia di nonne conviventi “una coppia non etero”?
        No Cipriani, l’articolo si riferiva a coppie di altro ORIENTAMENTO sessuale, non a coppie di sesso uguale, perché purtroppo, come ci ricorda Massimo, l’omosessualità non è l’unica ma una delle tante alternative all’eterossesualità.

        • Lovinksi

          Non e` pleonastico dire eterosessuale, oppure un retronimo, come famiglia tradizionale , e non e` indice di appiattimento culturale al pensiero unico ?
          .
          Per me esistono persone sessuate che usano gli organi sessuali in maniera sessuale – parrebbe appunto un`ovvieta` – allora basterebbe chiamarli semplicemente donne e uomini sessuali, o meglio, chiamare gli altri uomini e donne non-sessuali.
          .
          Dall`altra parte invece abbiamo chi *dichiaratamente* usa gli organi sessuali in maniera non propriamente sessuale. Questo particolare utilizzo perche` dovrebbe essere interessante o essere *di per se`* il motivo di particolari diritti ?
          .
          E qui viene in aiuto il concetto aberrante di retronimo: oggigiorno l`eterosessuale non sarebbe altro che una persona che *dichiaratamente* fa un certo uso degli organi sessuali (uso non particolarmente diverso da qualsiasi altro) e percio` *solo per questo fatto* (per il fatto di dichiarare ecc. ) deve possedere alcuni diritti.
          .
          Ma non e` invece perche`sta esercitando la sessualita` (utilizzo degli organi sessuali in maniera propria) che si trova ad avere certi diritti, diritti che scaturiscono dalle *dirette conseguenze* delle sue azioni ?

          • htagliato

            “Non e` pleonastico dire eterosessuale, oppure un retronimo, come famiglia tradizionale , e non e` indice di appiattimento culturale al pensiero unico ?”
            Sì e sì, sono solo i danni del politicamente corretto l’inserimento delle specificazioni inutili e capziose.
            Per il resto, nessun gay-friendly direbbe mai che è l’uso di certi organi a implicare dei diritti, è l’Amore a farlo.

    • viaNegativa

      Nella neolingua, “omo” sarebbe l’orientamento sessuale, non il genere. Quindi, ammesso che quel “omo o non etero” sia stato scritto correttamente, le alternative sarebbero bi- e a- sessuale.

  • E ora, grazie alle riforme fatte e quelle in preparazione del Governo Renzi, l’UE ci concede di sforare e fare ulteriore debito in nome e per conto della crescita infelice.
    La domanda nasce spontanea: quali riforme? E dopo quale riforma si è sbloccato un accordo fermo da mesi?
    Bah, dietrologia da quattro soldi. Anzi, dietrologia da 14 miliardi di soldi…

  • Lucio

    Un articolo spudoratamente bugiardo criticato in maniera lucida ed efficace. Grazie prof. Pennetta!

  • Leggo i commenti e, nonostante il luogo, di taglio scientifico, nonché di critica alle derive di certa scienza, osservo per lo più negli interventi, lati critici, nel senso di deboli, poiché a una propaganda ideologica si pensa di potersi contrapporre -per smascherare la stessa e combatterla- con un altro ideologismo, finendo per ignorare il vero volto del nemico antiuomo (al di là di uno, o due o più generi in ballo)

    Mettere insieme aborto e utero in affitto e mix di categorie di natura morale ma, in primis -per il mondo in cui siamo- di valore MERCANTILE, deve essere fatto prima di tutto sviscerando su questo piano, altrimenti anche questo spazio dibattimentale, al contrario del pezzo di Enzo, di vera e propria controcultura (in primis scientifica e non solo), diventa perfettamente compatibile a una sola chimica, o dinamica e logica ferrea, dei livelli apicali che hanno determinato questo scontro, identico ad altri precedenti, che sono serviti, con altre merci=idee/pseudoidee/teorie, a precedenti conflitti fra ideologismi opposti, al fine di ottenere,con il consueto divide et impera, ormai evolutissimo, giganteschi flussi di denaro, ma soprattutto POTERE, Siamo alla segmentazione sempre più efficace dei mercati di riferimento, anche delle nuove merci /nuovi ideologismi, da cui poi si dipanano i mercati di merci e servizi di riferimento in senso stretto, tanto legali quanto illegali.. Esempio per l’utero in affitto: c’è il mercato per sfigati che possono permetterselo a basso costo ma ad alto rischio, andando in un paese del sud del mondo o verso ex est, tipo ucraina, e con circa 3000-4000 euro, avere la merce bambino; c’è al contempo un mercato diciamo di lusso, per quelli meno sfigati. Possono andarsi a scegliere le tipologie del seme, o un utero “più sano”, nelle varie strutture a costo iperbolico, che magari sono anche quelle dei ginecologi obiettori da una parte, e abortisti dall’altra che paga ben di più. Peraltro nel caso dell’aborto, come dell’alcool, come della prostituzione, dell’oppio, delle nuove narcosostanze, etc etc stiamo parlando di merci nate dal primo adamo o eva sul pianeta a oggi, ed è inutile fare gli ipocriti o i proibizionisti. Molto piu saggio, ad esempio, affrontare tema per tema, vecchi scambi e nuovi scambi, con nuove propagande e deologie, richiedono approcci diversi. Meglio quindi il piano della mitica prevenzione (quella che non abbiamo mai vissuto), sia sul piano ambientale e sociale, non certo ideologico o religioso, piani che peraltro non hanno mai avuto a che fare con le reali leve etiche e spirituali (altrimenti il sapiens sapiens sarebbe stato tale non solo per i cataloghi del regno animale).

    • htagliato

      “poiché a una propaganda ideologica si pensa di potersi contrappore per smascherare la stessa e combatterla con un altro ideologismo”
      Quale idelogismo?

      • Facciamo a capirci? credo di essere stata molto molto chiara, comunque formisco il riassunto più adatto alla messaggistica whatappara:

        il rischio che buona parte degli interventi corrono , anche senza volerlo (ho infatti parlato di aspetti critici/deboli) , è quello del familydeismo, giovanardismo etc etc pertanto, di essere perfettamente strumentalizzati dalla stessa parte(genderista) a cui vorrebbero opporsi.

        • stò cò frati e zappo l’orto

          Se la prende anche con whatsapp?Unico soggetto ancora gratis in questo deserto dominato dalle iene(con tutto il rispetto per la iena animale).
          Anvedi oh!

          • Stò, anzichè adeguarti alle dinamiche dei social network e loro applicativi ovviamente utilissimi (tranne laddove diventano asocial), prova ad esprimerti sul merito, perché è questo l’argomento, non altri!!!! Se invece ti sei sentito piccato dal fatto che anche tu hai fatto parte di uno scherzo andato fuori misura o troppo per le lunghe, prenditela con te stesso, neanche tanto però, la logica del branco è ovunque, girare pagina un po’ meno. Io l’ho già girata e non sono né uno scienziato né chissà chi.

          • stò cò frati e zappo l’orto

            Giovanardismo uguale no a tutte le Droghe?
            Cavolo non c’è bisogno di essere ne cristiano ne cattolico per capire che se un idiota si imbottisce di stupefacenti(e alcool moltissime volte) è una bomba atomica disinnescata che viaggia per le città.Ma povero Giovinardi ma propio un laico lo deve difendere?

          • stò cò frati e zappo l’orto

            Non lo so se i giovani un giorno si sveglieranno e capiranno di essere dentro un recinto di ferro.
            Ma avendo un’età in cui ancora nessuno incontrandomi mi può “dare del vecchio”mi batto per me e(se lo desiderano)per i miei coetanei(di cui ricordo le loro battaglie politiche,nelle piazze ,per ben altri diritti……nobilissimi…pur essendomi opposto alle loro violenze)contro la “furberia italica”. e il ritorno “alle depravazioni in stile fine impero”.

          • stò cò frati e zappo l’orto

            Sono qui a curare il giardino e l’orto “de frati”solo che i frati non ci sono più ed è rimasto un bellissimo convento semiabbandonato,edificio realizzato totalmente con la “fede”di migliaia di stupende anime,anime che non avevano bisogno di provare l’ebrezza di sostanze “proibite”,di correre come matti con delle vetture ultrapotenziate,di truffare invariabilmente il prossimo,di provare ufficialmente a vivere con persone dello stesso sesso(quando mai negare che in segreto quei contatti fossero molto comuni),ubriacarsi a 12 anni,vivere solo di pubblicità e televisione…….mi fermo l’elenco è troppo lungo.Comunque preferisco coltivare le rose i tulipani i broccoli i sedani di quello che era un convent…..piuttosto di altre piante “sconosciute”.

          • stò cò frati e zappo l’orto

            Chi stabilisce le leggi in Italia?Gli Italiani?Non credo.
            Su temi di grande valenza “la maggioranza”recepisce gli ordini “dall’alto”ovvero la Germania,Francia,Olanda ecc.(la cosiddetta europa)e si inchina allo strapotere di chi detiene il potere economico.
            Con un debito pubblico così mal ridotto tutti ci possono ricattare(sempre rimanendo in europa,e scappatoie probabilmente non c’è ne sono).Avoglia a Family Day(1 milioncino di partecipanti?) !

        • htagliato

          Adesso ho capito, grazie.
          Preciso che purtroppo se una persona vuole strumentalizzare e/o trovare etichette da affibbiare lo fa e basta anche se non c’è niente a cui appoggiarsi. Sempre più cose stanno diventando “roba da cattolici”…anche a Pier Paolo Pasolini dissero “ma come, sei comunista ma ti opponi all’aborto, come fanno i cattolici?!”

          • Davide

            Io non sono nè cattolico nè tantomeno credente, ma su tematiche come aborto, famiglia e bioetica la penso esattamente come voi e il curatore di questo forum.
            E non me ne è importato nulla se una quindicina di giorni fa mi presi sprezzatamente dell’ateo devoto (forse ‘cristianista’ mi si addice di più) da un frequentatore di questo blog.

          • Giuseppe Cipriani

            Davide, in effetti non occorre essere credenti per pensarla così… Non vedo dove stia l’eroismo.
            Ateo devoto ti battezzai io, piuttosto, per una tendenza a dichiararti ateo, quasi con orgoglio, e nello stesso tempo, con una punta di timidezza, un po’ credente, quasi osservante… Diciamo che non è molto coerente, denota un certo grado di smarrimento. Se così è, basta dichiararlo, è tutto normale. Riesci quasi a fare dell’apologetica cristiana da ateo, figurarsi se farai carriera dall’altra parte della barricata. Fossi in Muggeridge inizierei a preoccuparmi.

          • muggeridge

            Ma no, perché dovrei preoccuparmi se Davide si salverà ? Nel Regno dei Cieli ci saranno molte sorprese (e viceversa): “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli…”
            Comunque pure io vorrei usufruire dello scambio sulle erbe officinali. A questo proposito sto cercando da tempo il libro “Guida al riconoscimento delle erbe dei campi e dei prati” (ed Mondadori), non è che voi sapete dove rimediarlo ?
            Grazie

          • Davide

            @CIPRIANI:
            Il mio atteggiamento, elaborato in questi 46 anni di vita, consiste nell’analizzare tutte le varie informazioni che si hanno a disposizione ed elaborarle tramite ciò che, secondo Thomas Paine, è il più bel dono che Dio (qualunque esso sia, se veramente esiste) ha dato all’uomo.
            Ciò non si traduce né in un rifiuto automatico di tutto ciò che è cattolico e nemmeno in una accettazione aprioristica di quanto pubblicato da Dawkins e dall’UAAR.
            Non ho quindi nessuna pretesa di atteggiarmi ad un qualsivoglia eroe in quanto il mio riferimento ideale è sempre stato quello del libero pensatore (pur essendo conscio del fatto che mai riuscirò a esserlo veramente).
            Per ciò che riguarda il ‘far carriera’,ho sempre ritenuto che se un uomo non sia disposto a rischiare qualcosa per le proprie idee o non vale nulla lui come uomo oppure non valgono nulla le proprie idee, certo è che a 46 anni suonati ritengo decisamente tardivo cercare qualcuno col quale fare il ruffiano; in ogni caso avrei almeno l’accortezza di non farlo con chi, come il Prof. Pennetta ed i frequentatori di questo blog, si colloca comunque (come il sottoscritto) dalla ‘parte sbagliata della storia’.
            Buona giornata

  • Stò, vedo che non stai entrando nel merito e , inconsapevole o meno, rischi di peggiorare le cose , o meglio:partendo dalla tua difesa laica di Giovanardi a tutto il resto, porti le acque proprio ai mulini di certi conventi di potenti e subpotenti, che peraltro non sono nemmeno a Berlino o a Bruxelles.
    Sembri proprio l’esca perfetta, Stò, tanto dell’una quanto della teoria opposta; aggiungi , per giunta distrazione a distrazione, potenziata all’infinito, per masse precisamente volute così come da tua performance . Il divide et impera , sui cui dovevi entrare nel merito del mio intervento principale, può dormire sonni tranquilli grazie a milioncini di milioncini come te, sia da una parte che dall’altra , delle merci e non merci, e della barricata, entrambe unite dalla stessa guerra fra poveri .

    • Giuseppe Cipriani

      Prova a trarre anche una conclusione, una volta. E dopo tutto quel che hai detto, sviscerato, eviscerato, filettato, controfilettato, stabilito e ristabilito… Dopo tutto questo, che proponi? O, ancora meglio, sei contro o a favore del matrimonio tra omosessuali e via discorrendo? E se sei contro, perché?

      • Se ti stizzisce il farti domande, mi sa che anche le risposte o le conclusioni che dici volere, lasciano il tempo che trovano e non credo che saltando a piè pari , ergo adottando il tuo metodo, arriviamo anche a una nanoparticella ma di denominatore comune. Comunque potresti risponderti da solo perché, conclusione per conclusione, tu potresti rivolgerti in quel modo con cui ti sei rivolto a me e trarla. Se tu procedessi in tal modo vedresti che la proposta POLITICA era , è e deve rimanere, disoccuparsi o disabitare i temi , questioni, battaglie , leggi etc quale quella in questione ; l’unica politica possibile sui piani industriali delle diverse distrazioni di massa pluridecennali, era e rimane l’occuparsi e abitare le EFFETTIVE PRIORITA che danno contenuti, o li tolgono, alla persona nonché al cittadino, che non sono certo i diritti in questione.
        Per quanto relativo alla proposta SCIENTIFICA, credo che quella controculturale di Enzo o del luogo in cui ci troviamo, smascheri assai la scienza al soldo delle propagande in oggetto.
        Infine, per quanto riguarda il mio, e solo mio indice antropologico dello scenario, credo di essere stata più che chiara sui livelli di cacca con cui hanno affondato la capacità di raziocinio del mio simile e questo tema non mi vedrà né con te né con altri, prendere parte su lati svilenti, tipicamente mediatici , iniziati da Funari per arrivare ai vari dei giorni nostri, di gabbie in martedì e ballarò cantando, sdoganati in ogni buco in rete ed extrarete.

        • Giuseppe Cipriani

          “…credo di essere stata più che chiara sui livelli di cacca con cui hanno affondato la capacità di raziocinio del mio simile e questo tema non mi vedrà né con te né con altri.”
          .
          Insomma, massimo disimpegno. Nessuna presa di posizione, se non quella retorica di “contro il sistema” che ha affondato il tuo simile. Sarebbe interessante capire a quale specie ti senti di appartenere…

    • stò cò frati e zappo l’orto

      Lo spero veramente che milioncini e milioncini come me si sveglino!!!!!!!!.Grazie del suo testo,preziosissimo per capire quanto è la vostra sicurezza nel credere che potrete continuare a dominare questa povera nostra(mia e di altri)Italia.

      • immagino che in un convento ci si dà a piene mani anche al lavoro dei liquorini, quindi che si passi all’assaggio e che si beva di brutto, ma non conviene scrivere quando si è più lucidi?

        • stò cò frati e zappo l’orto

          Me lo sarei aspettato che avrebbe passato “alle maniere forti”è una vita che tratto con soggetti particolari(la mia famiglia si occupa propio di un campo delicatissimo che ha a che fare con la mente)anche se indirettamente.Se mi permette mi licenzio dal suo giardino e continuo a coltivare rose e fiori piuttosto che altre piante “pericolose”.Addio.

          • Giuseppe Cipriani

            Stò ciao, leggo con piacere che ti piacciono le rose e i fiori… Io adoro le aromatiche, tutte le officinali, il famoso giardino dei semplici dove profumi e delizie elevano il cuore. Un abbraccio forte

          • stò cò frati e zappo l’orto

            Un abbraccio forte ti ricambio volentierissimamente.ps.Sono come quasi tutti i Toscani totalmente “fanatico”per le piante(per quello che mi riguarda amo molto anche molti animali)Prova a visitare il chianti in questi giorni!

          • Stò, rinuncio ad invitarti a rimanere sul pezzo o cosiddetto merito. Chiedo scusa, anche per te, agli altri e vado a parlarti con il cuore in mano. L’addio che dici, anche in onore ai tuoi che richiami, in fin dei conti per ferire te stesso, credendo di ferire me, sarebbe ( e non avrebbe) più indicato rivolgerlo a quella parte di te da cui prendere congedo, quella così ingombrante da:
            1 farti passare da un tu (che mi rivolgevi fino a pochi giorni fa) a un lei, ma non nell’ambito dello stesso contesto temporale, come fanno ancora gli uomini rimasti semplici, prevalentemente al sud, intercalandoci sopra anche il voi e ritornando rapidamente al tu tanto come al lei;
            2 impedirti di rimanere nell’eventuale o temporaneo conflitto con l’altra/o sostenendo il pacifico scontro, pur di articolare il proprio pensiero sul merito in ballo;
            3 cercare il branco , o la stampella di turno, per dare addosso a colei o colui che si è reso/a fragile agli occhi degli altri, ma non ha detto alcun addio ( come te) anzi ci ha anche riso sopra, nel caso della sottoscritta, e di se stessa;
            4 alternare moti di avvicinamento, anche poetici, ma senza un senso della misura (ti ho dovuto far capire la mia, per non correre il rischio del ridicolo sempre alle porte per ognuno di noi) non tanto motivandosi per la presenza di altri a cui può non fregare nulla, ma per te stesso e per non sfracellarti a terra causa simulatore di volo (altro attrezzo a cui dovresti dire addio), che infatti si è puntualmente verificato tanto da portarti , dapprima a una rapida presa di distanze con altrettanta presa per il c….( rif.’ultimo post di Masiero) appena ho aperto bocca e poi alla grandissima in questa pagina.
            Conclusione
            rischi di non essere credibile, mentre hai tutti i punti per esserlo. Inoltre, visto che non hai scelto di fare l’eremita o di metterti in un convento di clausura, quindi rimani connesso a questo mondo e qusto modno con gli altri, meglio allenarsi, tanto fuori rete che di conseguenza in rete, a saper stare nel conflitto. I rapporti patinati lasciali a chi ha voluto la nostra mutazione , o ai malati di mente che citi e fra cui volevi mettermi, rifacendo del danno solo a te stesso e, tutto, solo per averti invitato io piu volte a rimanere lucido e intervenire sul merito.

          • stò cò frati e zappo l’orto

            Curo a tutti gli effetti un piccolo “giardino dei semplici”(da studente, ho lavorato anche in agricoltura,cioè settore tabacchi)e corraboro le cure mediche di cui ho necessità usando piante officinali tutti i giorni.Adoro e coltivo aromatiche e ho anche piante(officinali)……che crescono nel mio “giardino del semplice”(no semplici!) di cui ho dimenticato il nome……..i am sorry…..ma sono cosi belle.Se qualche “volontario”previa autorizzazione di Enzo scrivesse un piccolo articolo su le piante officinali…..aromatiche…..

          • Giuseppe Cipriani

            Stò, in mancanza di quello, se autorizzi Enzo a girarmi privatamente la tua e-mail, ti inoltrerò delle schede sulle piante officinali curate per il mio editore, specializzato in agricoltura professionale (e amatoriale) da 71 anni.

          • stò cò frati e zappo l’orto

            Autorizzo Enzo a girarti la mia mail.Sono occupato ma quando libero contatterò Enzo anche tramite mail.

  • stò cò frati e zappo l’orto

    Giuseppe il vero problema affrontato da persone civili è racchiuso in una domanda(religiosa e laica):
    Può una persona,che per tutta la vita,o parte della sua vita,dopo aver amato un’altra persona del suo stesso sesso(e qui NON CI PUO’ ESSERE SCANDALO!!!)lasciargli TUTTI(o evidentemente parte)i suoi averi(compresa la casa).Questo è quello che inquieta i cattolici(e non cattolici).

    • Davide

      A mio avviso la motivazione che hai menzionato è solo un pretesto per arrivare all’adozione di bambini, all.’utero in affitto e altre porcherie.
      Saluti

      • stò cò frati e zappo l’orto

        Quello infatti che non deve accadere:adozione dei bambini,utero in affitto e altre porcherie(elenco a parte).E questo vale sia per Cattolici sia per Laici.Saluti a te carissimo

        • stò cò frati e zappo l’orto

          E non mi meraviglierei se qualcuno dei politici disposti a tutto iniziassero a studiare come allentare le pene(depenalizzazione all’italiana)anche per il reato di pedofilia………mentre in Toscana con la scusa della cannabis curativa è stata legalizzata una droga(per adesso solo in ambito ospedaliero) che causa migliaia di incidenti stradali(abbinata ad altre droghe costose o alcool) propio da quei progressisti che da giovani inneggiavano a Mao(nemico numero uno di tutte le droghe!!!!!!).Furberia Italiana…..

          • Davide

            A mio avviso è solo questione di tempo… La Cirinnà e Scalfarotto pensavano di fare l’en-plein portando a casa anche la ‘stepchild adoption’; addirittura ingaggiarono anche Eltron John (a nostre spese ovviamente :-)) per promuoverla a Sanremo.
            Gli è andata male e non la hanno ottenuta; ciò non impedirà loro di riprovarci tra un paio di anni per esempio.
            Fortunatamente non si parla ancora di depenalizzare la pedofilia, anche se mi sembra che l’OMS stia pensando di declassificarla come patologia…
            Per la droga, in tutta sincerità non ne vedo lo scandalo,alla fine se uno decide di buttare la propria vita in questo modo non sono certo affari che mi riguardano.
            Certo da persona mi sento il dovere di metterlo in guardia da tutti i rischi derivanti dall’assunzione dii questi veleni, ma da liberale non me la sentirei affatto di proibirgli una simile (sciagurata) scelta; ad ogni modo credo che in Italia sia punito lo spaccio, non il consumo.
            Buona giornata

          • stò cò frati e zappo l’orto

            Davide ciao,sono molto occupato in questi giorni ma non posso non risponderti(nella mia competenza).
            Che donna cirinnà e associati ci riprovi è l’ultimo dei miei dubbi.Tieni conto che la parola finale la deve dare il governo(e renzi deve resistere un bel pò)e questo è imbottito di “cattolici”anche se ultraprogressisti.
            Se i citati calcoleranno di poter essere rieletti votando a favore o contro la speptchild adoption stanne certo che ne vedremo delle belle.
            Inoltre anche questo Pope non è eterno,infatti ogni giorno pontifica(alcune “proposte”buone,come es.stamane,e moltissime utili solo a sbalordire la massa,circa 30%degli italiani devoti 100%,per cui dicevo,DOVESSE dopo di lui esserci un Papa diciamo come il Vero Papa(quel Signore Tedesco)emarginato(dai fedeli 95%”progressisti”attenzione!!!) donna cirinnà rischierebbe e molto.
            Attorno alla droga carissimo conosci la mia opinione.
            ps.Sulla pedofilia preferisco non parlarne,adesso.Grazie e scusami per la stringatezza

          • Davide

            ‘de nada’ STO’…..
            Penso (almeno lo spero) ragionevolmente di poter avere almeno altri 30 anni davanti, e siccome non è mia intenzione lasciare questo blog, che reputo decisamente molto interessante; ragion per cui avremo modo di parlare ulteriormente di questo argomento.
            Riguardo a questo Papa: confesso che non sono mai riuscito a digerire Giovanni Paolo II, fintantoché era in vita, e Ratzinger mi spinse a fare atto ufficiale di uscita dalla Chiesa Cattolica (salvo chiederne la reimmissione lo scorso anno unicamente allo scopo di poter sposare in Chiesa la mùia dolcissima meta, cattolica praticante).
            Ora guardando Francesco, non faccio che rimpiangere ogni giorno questi due grandi uomini.
            Ma oramai l’ultraprogressismo ha riempito anche tutta la Chiesa Cattolica, e penso che questo sia uno dei tanti segni dell’irreversibile agonia della nostra civiltà, per cui non mi farei proprio nessuna illusione sul suo successore.
            Buona nottata.

  • stò cò frati e zappo l’orto

    Manca il punto interrogativo scusami……..i suoi averi(compresa la casa) ?
    I “veri Omosessuali”per amarsi non hanno bisogno di un pezzo di carta ma di pensare all’amato(personalmente propendo per l’altro sesso)per sempre.Il resto è solo un cavallo di troia per tutte le schifezze possili(droghe,depenalizzazioni dei reati ecc.ecc.).

  • David75

    Salve, leggo da un pò di tempo questo blog (che ho scoperto seguendo il dibattito in materia di unioni civili) e commento per la prima volta. Per prima cosa vorrei fare i complimenti all’autore e a tutti coloro che scrivono per gli articoli pubblicati, e per lo scambio di opinioni che ne consegue. In secondo luogo, tornando all’argomento del post; ho trovato anche io scandalosamente superficiale ed ingannevole l’articolo pubblicato sulla 27ora, e vorrei segnalare, a beneficio di quanti pensano che non dovrebbe essere neppure messa in discussione la naturalità ed i benefici intrinseci della coppia eterosessuale, due articoli che ho trovato interessanti:

    http://www.lescienze.it/news/2016/05/17/news/aree_cerebrali_riconoscimento_voce_madre-3091261/
    http://www.huffingtonpost.it/2016/05/18/voce-mamma-influenza-cervello-bambini-ricerca_n_10019960.html?utm_hp_ref=italy

    Interessanti perchè riportano diversi dettagli della ricerca (ammetto però di non averla letta personalmente, ma non essendo esperto del settore per me sarebbe difficile) di cui si sono occupati, e che evidenziano i notevoli benefici che un bimbo trae dalla presenza della figura materna (e qui con un pò di razionalità nessuno dovrebbe avere niente da ridire…), ma soprattutto perchè vengono pubblicati su due testate che di sicuro si sono spese in maniera considerevole per l’approvazione di una legge che comprendesse anche la stepchild adoption.
    Senza ipocrisia, i casi Lo Giudice e Vendola stanno li a testimoniare come la stepchild fosse solo ed esclusivamente l’arma di neutralizzazione del divieto di maternità surrogata vigente in Italia, ad uso esclusivo di pochi facoltosi, che agitando il feticcio dei diritti, si sono portati dietro masse di persone per le quali la presenza o meno della stepchild non avrebbe cambiato la vita (non lo dico io, ma addirittura un attivista per i diritti civili che ammette come la stepchild fosse indirizzata a chi ha, testuali parole, “le possibilità di andare all’estero per fare figli”: http://www.huffingtonpost.it/marco-palillo/quei-gay-invisibili-di-cui-neanche-i-gay-parlano_b_10013138.html?utm_hp_ref=italia-gay-voices).
    Come giustificare tale schizofrenia? Studi come questi, non penso di sbagliarmi, sottolineano ancora di più l’importante (e ancora poco noto e studiato) legame madre-figlio, proprio quel legame che la stepchild adoption/maternità surrogata andrebbe a spezzare!

  • Enrico

    “Ci sono numerosi studi scientifici che suggeriscono come il cuore di un omosessuale possa amare forse anche di più, del cuore di un etero”. Al di là del fatto che si tratta di una affermazione palesemente assurda dal punto di vista scientifico, è questa voglia di strafare che a suo modo mi diverte. Non basta la piena equiparazione alle coppie eterossessuali anche sui temi con cui le coppie omo non avrebbero nulla a che spartire (vedi la riproduzione) ma bisogna pure convincersi che omo è meglio.

    • Giuseppe Cipriani

      Il fatto, a mio avviso, è che superficialmente si ritiene, da parte dei benpensanti, che un amore omosessuale sia solo eros, né philia e tantomeno agape, come se la totalità di un amore potesse appartenere solo alla sfera etero.
      Qui, per me, sta il grande inganno in cui cadono molti. Che dimenticano che l’altro non andrebbe mai giudicato per stereotipi, come molto spesso avviene negli interventi in CS.