“Vittime innocenti nella guerra per la famiglia egualitaria”

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Testimonianze delle prime generazioni cresciute in famiglie omogenitoriali in un testo non ancora tradotto in italiano.

L’anno scorso, negli USA, è stato pubblicato il libro Jephthah’s Daughters – Innocent Casualties in the War for Family “Equality” (Le figlie di Iefte – Vittime innocenti nella guerra per la famiglia egualitaria), curato da Robert Oscar Lopez e Rivka Edelman (non ancora tradotto in italiano). Il libro si avvale del contributo di ben tredici autori, per un totale di quasi 480 pagine, unite dal fil rouge della difesa dell’infanzia. Due degli autori sono forse noti al pubblico italiano. Una è Dawn Stefanowicz, autrice del libro Fuori dal buio – La mia vita con un padre gay (ed. Ares), l’altro è Jean-Pier Delaume-Myar, autore del libro Non nel mio nome – Un omosessuale contro il matrimonio per tutti (ed. Rubbettino).

Il libro è suddiviso in sei sezioni.

La prima (Children) contiene le testimonianze di persone cresciute da coppie omosessuali o che hanno avuto un genitore omosessuale, testimonianze perlopiù raccolte tramite il blog di Lopez English Manif,  Lopez e la Edelman, ad esempio, sono stati cresciuti da coppie lesbiche, mentre la Stefanowicz, pur essendo cresciuta in una famiglia tradizionale, aveva il padre gay. Quasi tutte queste persone affermano di amare profondamente i loro genitori, ma dicono anche di sentire la mancanza del genitore che non hanno avuto. Ne parlano come di un vuoto, di qualcosa che è stato loro tolto e che vorrebbero ritrovare. Molti di essi raccontano anche del disagio provato di fronte alla promiscuità sessuale dei loro genitori (soprattutto nel caso di genitori gay di sesso maschile) o di fronte ai vari membri della comunità LGBT che frequentavano la casa dei loro genitori. Nessuno di loro afferma di essere stato “discriminato” in quanto figlio di omosessuali.

Alcune di queste testimonianze sono anonime, poiché (come spiega Lopez) molte di queste persone non sono ancora pronte ad uscire allo scoperto col loro vero nome, un po’ perché temono di ferire i loro genitori, un po’ perché temono le ripercussioni della comunità LGBT. È notizia di qualche giorno fa, ad esempio, che Lopez ha dovuto abbandonare la cattedra che gli era stata offerta solo nel 2013 all’Università della California-Northridge, a causa dell’atmosfera di intolleranza e sospetto che si era venuta a creare intorno a lui per via della sua presa di posizione contro il matrimonio omosessuale, atmosfera che gli impediva di lavorare in modo sereno.

La sezione II (Women) tratta il tema della maternità surrogata e delle sue conseguenze su donne e bambini.

La sezione III (Society) si focalizza sulle conseguenze che la “battaglia dei diritti” sta avendo sulla libertà di espressione e religiosa delle persone, sulla privacy, sulla libertà educativa e anche sull’identità stessa delle persone, nella misura in cui ci viene detto che la nostra identità sessuale non è quella biologica con cui nasciamo, ma quella che ci scegliamo noi. Di conseguenza, anche per questo motivo, il sesso dei genitori non è essenziale per il benessere del bambino. Inoltre, dal momento che il rapporto di consanguineità tra genitori e figli non è importante, nel caso di affidamenti o figli contesi il bambino potrà tranquillamente venire affidato da un giudice a una persona con cui non ha nessun rapporto invece che al suo genitore legittimo. Saranno i tribunali a decidere chi sono i genitori del bambino.

Due capitoli interessanti di questa sezione riguardano le nuove “sfide” a lungo termine. Una è quella del cosiddetto poliamore, cioè i matrimoni di gruppo. D’altronde, se gli unici requisiti per sposarsi sono l’amore e il consenso, e per i bambini non è importante il sesso o il numero dei genitori, per quale motivo a tre o più persone dovrebbe essere impedito di sposarsi? Esistono già delle associazioni che reclamano la legalizzazione del poliamore.

L’altra sfida a lungo termine è quella dell’incesto. Negli ultimi mesi sono usciti diversi casi di amore tra consanguinei (e mi chiedo fino a che punto siano veri e fino a che punto inventati): un padre e una figlia una madre e un figlio  e un fratello e una sorella  si ritrovano dopo anni, s’innamorano e dicono di volersi sposare e mettere su famiglia. Gli autori del libro, però, si concentrano su altri casi, cioè l’incesto gay, e non un incesto gay qualunque, ma quello tra gemelli che lavorano nell’industria dello spettacolo e del porno. Si tratta di due coppie di gemelli, i gemelli Fernandes (brasiliani) e i gemelli Peters (Repubblica Ceca)  Entrambe le coppie dicono di vivere in una relazione. Stando agli articoli che li riguardano, il cosiddetto “twincest” non solo è hot, ma vende (nel libro non viene detto, ma alcuni anni fa uscì un film brasiliano dedicato proprio al tema dell’incesto gay: s’intitola Do começo ao fim ed è ispirato al romanzo L’agnello carnivoro di Augustin Gòmez-Arcos).

La sezione IV (Globe) si concentra sulla situazione internazionale, ad esempio su quei paesi che per primi introdussero i matrimoni gay: Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Canada, Massachusetts. In tutti questi paesi è stato riscontrato un aumento di divorzi e una diminuzione dei matrimoni, così come una forte diminuzione della privacy delle persone, poiché a quegli individui che si identificano col sesso opposto viene permesso di usare bagni e spogliatoi (anche nelle scuole) del sesso opposto. Viene ad esempio raccontato il caso di un’anziana signora canadese che, nello spogliatoio della piscina, si ritrova di fronte ad un uomo nudo che diceva di identificarsi come donna.  Sempre in Canada, il Toby’s Act proibisce le riunioni pubbliche di persone dello stesso sesso (viene da chiedersi come faranno a identificare il sesso delle persone, visto che è “fluido”). I Paesi Bassi hanno introdotto, nel 2001, i “contratti di coabitazione” per i gruppi di tre persone, legalizzando di fatto la poligamia. Gli autori si chiedono a chi verranno affidati i bambini nel caso questi gruppi di persone divorzino. A Boston le agenzie di adozioni cattoliche hanno dovuto chiudere, in quanto si rifiutavano di affidare i loro bambini a coppie gay. In tutti questi paesi, ovviamente, i termini “marito” e “moglie”, e “padre” e “madre” sono stati eliminati da tutti i certificati.

Nella stessa sezione vi è anche un capitolo sull’Africa, in cui si spiega come gli USA stiano facendo continue pressioni su paesi africani come Kenya, Malawi o Uganda affinché depenalizzino l’omosessualità e introducano i matrimoni gay, arrivando in alcuni casi anche a minacciare di non concedere più aiuti.

La sezione V (Gays) tratta vari aspetti della comunità LGBT. Un capitolo interessante di questa sezione riguarda il celebre caso dell’omicidio di Matthew Shepard, fatto passare per omicidio omofobico. Ebbene, il libro Book of Matt, di Stephen Jimenez (2013), dimostra invece che quel terribile delitto non aveva nulla a che fare con l’omofobia, ma che il movente furono dei dissidi dovuti a soldi e droga, e che il suo assassino era lui stesso bisessuale.

La sezione VI (Bards) contiene scritti di vario tipo, ad esempio sul sistema universitario americano, sull’American Psychiatric Association e sull’odio che la comunità LGBT riversa su tutti quelli che si schierano contro le sue battaglie. C’è anche un capitolo che dimostra come la maggioranza dei cittadini britannici fosse contraria ai matrimoni omosessuali e che il sondaggio secondo cui invece la maggioranza era a favore sia stato truccato.

Insomma, il libro contiene davvero un po’ di tutto ed è impossibile farne un riassunto. Quello che agli autori preme dire, comunque, è che al momento i figli di coppie omosessuali e, più in generale, i figli nati da maternità surrogata o con sperma di donatore anonimo sono ancora relativamente pochi e molti sono ancora piccoli. Un giorno, però, tra dieci o vent’anni, questi bambini, sacrificati sull’altare del nostro egoismo e della nostra superficialità, cresceranno e cominceranno a parlare, e per noi non sarà un bel giorno.

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About Author

Laureata in Lingue presso l'Università per gli studi di Perugia, lavora come traduttrice dall'inglese e da alcuni anni studia pedagogia.

84 commenti

  1. luigi mojoli on

    Interessante e appassionata disanima della situazione. Con una simpatica contraddizione: impossibile fare un riassunto, ma lei lo ha fatto! Ed invoglia a leggersi un “mattone” di 500 pagine in inglese. Osservo al volo:
    A) “perché temono le ripercussioni della comunità LGBT.” Da diversi anni mi pare evidente che gli ex vessati siano diventati alquanto protervi e prevaricatori. Va bene che l’equilibrio perfetto ha probabilità zero, va bene che il pendolo storico indugia agli estremi e trapassa il punto di mezzo alla massima velocità. Ma qui mi pare che si esageri.
    B) “la nostra identità sessuale non è quella biologica con cui nasciamo,” Mi pare che la fluidità voluta come bandiera finirà a ledere la protezione ed il rispetto che meritano i nati con sesso incerto. Che non sono poi così pochi. La natura fa anche le le sue brave licenze poetiche.
    C) “Saranno i tribunali a decidere chi sono i genitori del bambino.” Temo il peggio. In particolare da noi. Copiamo sempre il peggio e siamo sommersi da carte imbrattate. Una assistente sociale che si crede Dio in terra scrive quel che le pare. Un magistrato difficilmente alza le terga per osservare di persona. E il gioco è fatto. Ricordo un caso (il sesso non c’entra) di una famiglia povera ma ordinata e sana, in casa troppo piccola. Sindaco comunista e parroco cercavano di dare loro una sistemazione migliore. Intervennero “gli altri” e diedero in affidamento e adozione i figli. Separandoli i fratelli tra di loro e da padre e madre.
    D) “tra dieci o vent’anni, questi bambini, sacrificati sull’altare del nostro egoismo e della nostra superficialità, cresceranno e cominceranno a parlare, e per noi non sarà un bel giorno.” Molto felice di essere vecchio. Non sembri fuori tema: il ritardo di certi effetti rispetto alla causa rende difficilissimo il pilotaggio di qualsiasi sistema. Il che imporrebbe enorme cautela, oltre scienza e coscienza.
    Un cordialissimo GRAZIE a Emanula.

    • Dopo aver dato il benvenuto ad Emanuela mi unisco in tutto a quel che ha scritto qui sopra Moijoli.
      A partire dal primo punto che evidenzia come la comunità LGBT lungi dall’essere una parte vulnerabile della società sia invece così forte da intimidire chi fa affermazioni poco gradite.

      • Idem come sopra: benvenuta, Emanuela, nel sincero mondo del politicamente scorretto!

      • andrea pinato on

        La mia speranza è che sull’omogenitorialita’ (neologismo che è ossimoro) ci sia vero dibattito, informazione completa dal punto di vista scientifico, che ci sia la possibilità di discutere di tutte le implicazioni etiche in piena libertà senza incorrere nel psicoreato di omofobia.

        E lo dico senza censurare il mio intimo convincimento che è contrario soprattutto per motivi di ordine etico.

        Non è accettabile che le voci dissenzienti in forza di valori e ragionati, legittimi, convincimenti siano silenziate da questa melassa del politicamente corretto “buonista”.

        Grazie Enzo, grazie Emanuela.

        • Caro Andrea, siamo uniti dalla comune ostinazione a ritenere che la ragione alla fine prevarrà. Come campeggia su questa pagina “Adaequatio rei et intellectus”.
          E grazie anche a te e a tutti coloro che per questo fanno la loro parte, grande o piccola che sia.

    • Giuseppe Cipriani on

      Luigi, ho l’impressione che il tuo accenno alle licenze poetiche della natura sia stato bellamente ignorato. E per questo lo rimarco!

      • Salve, Cipriani! Rimarchi pure l’accenno di Luigi, tanto cosa cambia? Il rispetto per quel tipo di persone? Le persone si rispettano sempre e a priori, a prescindere dal fatto che si voglia creare oppure no delle definizioni pseudo-scientifiche apposite per esse.

        • Giuseppe Cipriani on

          Non è questo il problema… Rimarcavo solo che il sesso biologico xx xy secondo natura, tanto decantato qui su CS, in alcuni casi passa, deve passare, in secondo piano.

          • andrea pinato on

            Stai sicuro che se si tratta di far figli di xx e xy non te ne puoi fregare.

            xx e xy sono così importanti che perfino fra omogenitorialita’ lesbica e gay saltano fuori differenze. Pensa te, più di gay o lesbica fa differenza maschio o femmina.

            Guarda te come è politicamente scorretto il dato biologico.

  2. Fra una 50ina di anni quando sarò vecchio spero che tutto questo delirio sia finito.
    Spero che questa ideologia venga smascherata se non dal buonsenso e dalla vera scienza che oggi sono messe da parte, almeno dalla realtà nuda e cruda di vite distrutte a causa di queste politiche letteralmente disumane.

    Solo in questi ultimi mesi mi sono reso conto di come siano state possibili nella pratica il nazismo, il comunismo, l’eugenetica e altre ideologie disumane.
    Attorno a me vedo in continuazione persone istruite, intelligenti, colte, di buoni propositi e attive nel sociale totalmente asservite a questa menzogna colossale che è l’ideologia del gender. Sono veramente sconfortato.

    • Luciano afferma: “Solo in questi ultimi mesi mi sono reso conto di come siano state possibili nella pratica il nazismo, il comunismo, l’eugenetica e altre ideologie disumane.”
      .
      Esattamente la stessa sensazione.

    • Come si dice la speranza è sempre l’ultima a morire…..
      Non ho la sfera di cristallo e quindi non sono certo in grado di fare previsioni a lungo termine, ma ho paura che questa barbarie sia destinata a durare molto a lungo, a meno di (piacevolissimi) imprevisti….
      In tutta sincerità profondo è il mio sconforto nell’osservare come questa folle ideologia disumana sia sempre più accettata come ‘normale’ dalla gente comune e non so proprio come riuscirò a passare gli ultimi 30/40 anni che (con ragionevole speranza) ritengo di essere costretto a convivere con questa barbarie….. proprio non lo so, proprio non lo so, proprio non lo so; ma non riesco a nascondere la mia profonda rabbia a dover subire, praticamente ogni giorno, un sempre più massiccio bombardamento a favore di questa assurda e folle ideologia.
      Comprendo, sempre più, come poteva trovarsi Winston Smith nell’Oceania orwelliana.
      Proprio non so come farò; sempre più dubito di esserne in grado di riuscirci.
      Scusatemi lo sfogo.

  3. “Un giorno, però, tra dieci o vent’anni, questi bambini, sacrificati sull’altare del nostro egoismo e della nostra superficialità, cresceranno e cominceranno a parlare, e per noi non sarà un bel giorno.”
    1 – speriamo li lasceranno parlare
    2 – non sarà un bel giorno ma sarà comunque l’alba.

    • No, non ci sarà nessuna alba….
      l’orizzonte degli eventi è già stato superato oramai…. piaccia (e a noi non piace per nulla) o no è così.
      L’instaurazione dell’Oceania di orwelliana memoria è oramai ad un avanzato punto di compimento.

      • Giuseppe Cipriani on

        Mi permetta, interventi come questo e quello più sopra non portano acqua al mulino che sembrerebbe sostenere, ma a quell’altro che sembrerebbe osteggiare…

  4. A me pare un semplice caso di “self selection”, ovviamente con fini ideologici. Niente di troppo serio comunque…

    • Mi scusi, Giuseppe, ma basandomi sul suo commento estremamente breve, sembra proprio che sia lei ad avere fini ideologici, perché il libro recensito le “pare” che sia un caso di self selection, mentre il fine è “ovviamente ideologico”; come a voler dire che le sembra di vedere qualcosa di sbagliato nel merito ma non ha tanta voglia di chiarire ciò, le è molto più comodo condannare le intenzioni con cui è stato fatto.
      Mi sto convincendo, per esperienza personale, che “ideologico” è solo una delle tante etichette con cui si evitano le discussioni, è solo la più chic.

    • Andrea Pinato on

      Beppe scrive: “A me pare un semplice caso di “self selection”, ovviamente con fini ideologici. Niente di troppo serio comunque…”

      Ecco, esattamente quello che ho pensato io mentre mi sciroppavo una quantità industriale di studi.

      Però, Beppe, qui c’è una grande differenza: non sono più genitori 1&2 che rispondono su un set limitato di test psicometrici al posto dei figli con età media 3,8 mediana 2 maschi, 5 e 4 femmine,
      (parlo di Crouch 2014, quello che viene considerato il miglior studio pro “no difference”, ma questo è il modus operandi di questi studi “scientifici”).

      No, nel libro parlano adulti consapevoli, che possono guardare alla loro adolescenza con spirito critico e maturità.

      Adulti che possono capire ed esprimere se è vero o leggenda metropolitana che “mamma e papà” sono concetti antropologici, adulti che capiscono se è stato tolto loro qualcosa.

      Che non siano concetti antropologici viene fuori perfino negli studi raccolti nel What We Know Project.

      La verità è che si sa pochissimo dalla bocca dei “criokids”, quelli che fin dalla nascita sono stati cresciuti in una coppia omoparentale. ora in età adulta.

      Per ora, ad oggi, le assicuro le di esperienze di “criokids” ora in età adulta si limitano ad un sottocampione (da uno di CONVENIENZA di 91) di 18 individui in

      Recalled Social Experiences and Current Psychological Adjustment among Adults Reared by Gay and Lesbian Parents Lick&Patterson

      poi in campione di convenienza di 46 in

      (How) Does It Make a Difference? Perspectives of Adults With Lesbian,
      Gay, and Bisexual Parents Abbie E. Goldberg

      di cui nemmeno tutti (non ho pdf sotto mano mentre le scrivo) cresciuti fin dalla nascita in coppia omo

      Segue poi

      Donor, Dad, or…? Young Adults with Lesbian Parents’ Experiences with Known Donors

      con un campione di appena 11 adulti cresciuti coppia lesbica con donatore conosciuto, per giunta di convenienza, in cui a leggere bene viene fuori che i papà NON sono concetti antropologici.

      Ecco, finchè intervistano genitore 1 e “genitore sociale 2” con pargoli va tutto bene (per i genitori, ovvio).

      Se guardiamo alla letteratura scientifica su adulti cresciuti in coppie omo che rispondono direttamente c’è poco nulla. C’è quello che le ho riferito, sbilanciato sulla omogenitorialità lesbica. Sui figli dell’utero in affitto invece NON SI SA NULLA!.

      Poi c’è Regnerus, con un campione di 3000 adulti, ed hanno cominciato a farlo a pezzi PRIMA che i risultati fossero pubblicati.

      Queste banali considerazioni l’ordine dei psicologi del lazio doveva evidenziarle a lettere cubitali.

      Beppe, secondo te l’hanno fatto?
      Hanno perfino sbagliato a compilare la tabellina riassuntiva, infatti

      Crouch 2012: non c’è nessun risultato, viene solo descritto come è costruita la ricerca.

      Crouch 2015: il campione non è 315 ragazzi ma 42 fra i 10 e 17 anni.

      Ma la lista delle “imprecisioni&sviste” è bella lunga!

      NIENTE DI TROPPO SERIO. esattamente quello che penso sul modo dell’ordine dei psicologi del lazio di presentare i risultati della letteratura “”scientifica”

      Ecco, ho scritto al volo e chiedo scusa per forma ed eventuali errori grammaticali. Sul contenuto non chiedo scusa.

      • andrea pinato on

        E vorrei aggiungere che mi piacerebbe tanto che l’ordine dei psicologi del lazio spiegasse BENE CHI e con quale criterio hanno selezionato gli studi.

        in
        Recalled Social Experiences and Current Psychological Adjustment among Adults Reared by Gay and Lesbian Parents

        Lick&Patterson si ritrovano con un campione adulto con ben il 40% che si dichiara “NON ETEROSESSUALE”

        in

        (How) Does It Make a Difference? Perspectives of Adults With Lesbian,
        Gay, and Bisexual Parents Abbie E. Goldberg

        nelle interviste semistrutturate salta fuori che molti hanno messo in discussione il proprio orientamento sessuale ed “hanno sperimentato” per capire se erano veramente eterosessuali.

        Con buona pace degli altri studi (dove rispondono concetto antropologico 1 & concetto antropologico 2 ovviamente) che dicono che non ci sono effetti perturbativi sulla sessualità della prole.

        Ma questi 2 studi non sono stati indicati ai senatori.

    • Potrebbe avere ragione al 100% che sia un caso di ‘self selection’; Siccome avrei comunque voglia di comprare ‘qualcosa da leggere per le vacanze Le chiedevo cortesemente se poteva argomentare meglio questa Sua opinione, in modo da evitare di buttar soldi inutilmente.
      Advanced thanks !!!!

        • Lo conosco abbastanza bene…. tra l’altro ho intenzione di conseguire il CLIL dopo il TFA; per cui ringrazio del suggerimento.

      • andrea pinato on

        Sugli studi moltissimi si trovano in pdf sul portale researchgate. Altri bisogna aver pazienza. Se vuole quando avrò un po di tempo metto tutti i link per scaricare i pdf.

        Altri ancora bisogna pagare (mediamente 30€).

        Altri hanno prezzi più elevati (il questionario faces iv 95€, usato da Baiocco nella sua ricerca per la soddisfazione di coppia)

        Si trovano anche i test psicometrici più usati: SDQ, ECR, CHQ per valutare il benessere dei ragazzi.

        Con molta, molta pazienza si trovano anche quelli specifici, ma non tutti (ho difficoltà a reperire tutti i test da cui H.Bos ha attinto per costruire la scala di stigmatizzazione).

        Ma non sono letture rilassanti.

        Per come si costruiscono i test e gli strumenti matematici usati le dispense invece abbondano, si trovano molti pdf tratti da corsi di laurea di psicologia e statistica.

        Alcune ricerche invece non si capisce bene che domande fanno perché il campione ha compilato on line e viene dichiarato solo il focus della ricerca.

        Sono anche molto usate interviste semistrutturate telefoniche ma viene solo genericamente indicato il “tema” della conversazione.

        • Thanks, sicuramente potrebbe essere molto interessante ma sono appassionato di elettronica ed informatica (anche e sopratutto per motivi professionali) non di statistica; scienza per la quale non credo di possedere conoscenze adeguate per poter essere in grado di comprendere appieno quanto sopra riportato.
          Certo che però si DOVREBBERO comunque scaricare; non solo per sostenere lo sforzo di ricerca di questi coraggiosi studiosi, ma anche e sopratutto per conservare il maggior numero di copie possibili allo scopo di salvarli dal ‘buco della memoria’.
          Metti i link che credo che qualcosa scaricherò, conserverò e diffonderò anonimamente.
          Grazie

          • Se le interessa può anche dare un’occhiata al blog di Robert Oscar Lopez, uno dei curatori del libro http://englishmanif.blogspot.it/ Ci sono molti articoli e interviste interessanti per chi ci vuole perdere un po’ di tempo. E non solo in inglese, ma anche in francese e spagnolo, dato che lui conosce entrambe le lingue. Ieri ha anche fatto un post con il link a questo post di CS 🙂

    • C’è un libro sull’argomento intitolato “Paper genders – Il mito del cambiamento di sesso”, scritto da Walt Hayer, un “ex trans”. Spiega molto bene come cambiare sesso sia non solo un mito (perché il DNA e i cromosomi non li può cambiare nessuno) ma anche inutile al fine di risolvere i problemi della persona.

    • Ciao Rò, mi fa piacere rivederti, grazie per il link, sottolineo solo che queste dichiarazioni dobbiamo leggerle su Dagospia e non su Corriere e Repubblica.
      Ricambio il saluto speciale con uno “specialissimo”!

      • Perché reputa “Il Corriere” e “Repubblica” più seri ed attendibili di dagospia ?
        In tutta sincerità penso il contrario….

        • Personalmente sarei anche d’accordo, il riferimento è al primo e secondo quotidiano nazionale per numero di copie e quindi di impatto sociale.
          Per il resto ritengo Dagospia molto più dignitoso…

  5. Grazie a tutti per il caloroso benvenuto e per l’apprezzamento 🙂
    Il libro meriterebbe davvero di essere tradotto in italiano, soprattutto per la prima sezione, quella con le testimonianze, anche se, a dire il vero, negli USA il libro non ha fatto molta differenza. Prima si permette alle coppie gay di avere figli, e poi non si vuole ascoltare quello che hanno da dire (o, se li si ascolta, vengono definiti “ideologici”). Fatto sta che ormai la situazione sta diventando sempre più esasperata e orwelliana e non so quanto altro potrà andare avanti http://www.dailymail.co.uk/news/article-3649181/Don-t-calls-girls-girls-young-women-case-offends-pupils-questioning-gender-identity-schools-told.html
    Se i sostenitori del poliamore e degli spogliatoi neutri continueranno a portare avanti le loro istanze ci troveremo di fronte a un vero corto circuito.

    • Grazie ancora a te Emanuela, spero che tu con il mix di traduttrice e pedagogista possa dare ancora altri contributi rendendo disponibili libri e articoli che altrimenti ci sfuggirebbero.
      Certamente la situazione è sempre più orwelliana, ma come testimonia l’articolo sul Daily Mail certe scelte portano in sé le proprie contraddizioni che non potranno che esplodere.

  6. Mi sono fermato alla storia di Dawn Stefanowicz, una povera ragazza nata in una famiglia (formata da mamma e papà) in una situazione di degrado ben oltre il limite border line. I suoi genitori infatti erano entrambi tossicodipendenti, autolesionisti e dediti ad ogni tipo di follia, soprattutto in ambito sessuale.
    Ora solo qualcuno in mala fede può citare questi casi come esempi rappresentativi della comunità gay, è come se io andassi ad Avellino a rovistare tra la cronaca nera, le violenze sessuali, gli incesti o le situazioni di estremo degrado per poter affermare che gli avellinesi sono persone poco raccomandabili.
    Dispiace dirlo ma questi libri non fanno altro che dimostrare che l’opposizione alle rivendicazioni LGTB non nasca dalla ricerca della verità ma da sterili e inutili battaglie ideologiche e politiche.

    • Infatti i due curatori del libro sono stati cresciuti da coppie lesbiche, ma visto che non hai letto tutto l’articolo non lo puoi sapere, così come non puoi sapere di tutte le altre testimonianze di persone cresciute da coppie omosessuali. L’ideologico mi sembri tu. Prima di criticare, informati.

      • Anche se porti l’esempio di 20 casi conflittivi di persone allevate da famiglie omogenitoriali la tua osservazione non avrà comunque valore statistico, perchè a chiunque basterebbe raccogliere altrettante testimonianze di casi “felici” per invalidare la tua tesi. E spingendosi oltre qualcuno potrebbe citare altrettanti casi conflittivi di persone allevate da famiglie eterogenitoriali per arrivare sconsigliare la presenza di una mamma e un papà sotto lo stesso tetto.
        Quindi se vogliamo osservare questo fenomeno in maniera razionale non possiamo prendere per buone solo quelle testimonianze che tornano comode alla nostra battaglia ideologica, sia questa di una parte o dell’altra.

        • Visto che sei precisino, per coerenza, converrai che i precedenti articoli di Pinato dimostrano come gli studi favorevoli all’ossimorica omogenitorialità non valgono nulla.

        • andrea pinato on

          Visto che sei “precisino” vorrei ricordarti che l’unica ricerca fra wwk Project e lista senatori che affronta il “concetto antropologico” sta in piedi su un campione di convenienza di 11 persone. E se vai a leggerla (se vuoi fornisco il titolo) NON sono rose e fiori.

          Fatta la somma di tutti i figli ora in età adulta sondati , interrogati direttamente dalle ricerche a sostegno dell’omogenitorialita’ siamo nell’ordine di grandezza di un numero fra 50 e 100. Fra 50 e 100 di campioni di convenienza.

          Quindi quei 20 casi sono più che significativi visti i numeri in ballo.

          Per tacer del fatto che di quelli che diventeranno adulti e sono figli dell’utero in affitto non si sa nulla.

          A oggi ci sono 3 ricerche e visto che si va da 1 a 8 anni con campioni ridottissimi e che per ora solo genitore biologico 1 e concetto antropologico “genitore sociale” 2 rispondono si può affermare che si sta tirando una monetina per aria sperando che non vengano su incasinati visto che gli si toglie madre gestante e madre biologica.

  7. Giuseppe Cipriani on

    Spererei solo che il fatto di fare pressioni affinché l’omosessualità sia depenalizzata in certi paesi non sia visto negativamente, come intuisco invece dal tono che stigmatizza la cosa…

    • Chi ha affrontato la questione della depenalizzazione dell’omosessualità? Lo sa che è stata depenalizzata prima nella cattolica Italia che nella “più progressista” Inghilterra?

      • Giuseppe Cipriani on

        Htagliato, mi riferivo all’accenno che se ne faceva nell’articolo, riferito a un capitolo del libro, dove, par di capire, viene vista in modo non proprio lusinghiero.

        • Il passaggio incriminato
          “Nella stessa sezione vi è anche un capitolo sull’Africa, in cui si spiega come gli USA stiano facendo continue pressioni su paesi africani come Kenya, Malawi o Uganda affinché depenalizzino l’omosessualità e introducano i matrimoni gay, arrivando in alcuni casi anche a minacciare di non concedere più aiuti.”
          si riferisce chiaramente alla sovrapposizione della depenalizzazione dell’omosessualità (da compiere ove manca perché dei diritti UMANI, già esistenti, non vengono rispettati) con i matrimoni gay, che invece NON sono un diritto umano universale e un dato paese deve essere libero di approvarli oppure no. Spero che adesso capisca meglio.

          • Giuseppe Cipriani on

            Associare le due richieste sei sicuro che non nasca con un intento ideologico degli autori del libro? E ci credi che la richiesta sia quella?

          • andrea pinato on

            Rispondo qui per Cipriani:

            “associare le due richieste sei sicuro che non nasca con un intento ideologico?”

            Io questo gioco finora l’ho visto fare dalle associazioni lgbt. Si parte da cose condivisibili (assistenza sanitaria partner, diritti successori etc.etc che si potevano fare con scritture private) e si finisce con una intervista di Tommaso Giartosio, papà con surrogata, che vorrebbe l’utero in affitto o in comodato d’uso (stile Canada) con rimborso spese del S.S.N.. Per tacer dell’attenzione morbosa verso gli infanti con le menate gender.

            Piano inclinato? Di più visto che la politica delega i suoi DOVERI ai giudici in materia di stepchild.

    • In tutta sincerità non sentivo affatto la mancanza dei suoi interventi che c’entrano come i cavoli a merenda….. proprio non la sentivo, anzi !!!!

      • Giuseppe Cipriani on

        Solo perché facevo notare i suoi toni apocalittici? Che per me screditano il tema? mi lasci esprimere un’opinione perdio! Se per lei sono costruttivi quelli, buon per lei.

        • Dunque, mi dica cosa c’entra in questo blog la questione della depenalizzazione dell’omosessualità….. c’è forse qualcuno che vorrebbe nuovamente rimetterli in carcere o sottoporli ad interventi di castrazione chimica come accadde al povero Alan Turing ?
          Frequento questo blog da pochi mesi, ma mi sembra che da questa linea di pensiero se ne discostino completamente sia il prof. Pennetta che ogni redattore da lui autorizzato.
          Ragion per cui reputo questo suo intervento, come gli altri di questa pagina completamente fuori luogo.

        • andrea pinato on

          Va bene, parliamo di apocalissi morbida ma non meno pericolosa.

          Ti faccio un esempio: aborto.

          A prescindere da come si possa risolvere il problema aborto voglio farle notare una cosa: viene associato alla parola diritto.

          Nei fatti (scienza) e’ un omicidio.

          Lo stato te lo concede: magari perché schianti di fronte al medico che parla di malformazione. Magari per egoismo, perché “troppo giovane”, “non bastano i soldi e non siamo pronti”.

          Quello che vuoi Cipriani, ma una società e una cultura che non chiama le cose col proprio nome non va in una bella direzione.

          Almeno essere onesti: concessione di stato a un adulto di disporre della vita altrui.

          Ma secondo te cosa e’ l’utero in affitto e pure l’inseminazione se non questo?

          Cosa altro può essere il desiderio che diventa diritto?

          E se diventa diritto nessuna obiezione etica e’ più ammissibile.

          Anzi: rischi pure grosso se passano le scalfarotto&company

          • Giuseppe Cipriani on

            Non mi conosci troppo bene… con me su aborto, utero in affitto, tecniche di inseminazione sfondi una porta aperta. Non è me che devi convincere. Sarei anche prudente sull’adozione a tutti i costi per le copie etero, pensa un po’!

      • Giuseppe Cipriani on

        Ma hai letto, Pennetta, il passaggio a cui mi riferisco? Altro che pretestuoso!? Se invece t’è sfuggito, allora c’è modo di rimediare.

          • Giuseppe Cipriani on

            Qual è il significato, allora? Fare pressioni affinché l’omosessualità sia depenalizzata è positivo? E sarei io quello che deforma!?

          • Giuseppe Cipriani on

            Bravo chi ti capisce. E non infastidirti per così poco che e sono i limiti dello scambio di battute per iscritto che deformano i sentimenti, anche quando ci si mette cuore senza inutili smancerie e finti toni rispettosi.

  8. Giuseppe Cipriani on

    A voler essere di parte, credo che non sarebbe difficile trovare un buon numero di individui sconvolti per l’aver scoperto i genitori durante un amplesso pieno di passione, sia pure canonicamente alla missionaria. Che facciamo, criminalizziamo le coppie etero che fanno sesso?

    • Non ha capito nulla dell’articolo di Emanuela, secondo me, che infatti va molto oltre lo scoprire i rapporti sessuali dei genitori di una “famiglia arcobaleno”; ma in fondo si è criticato da solo dicendo “a voler essere di parte…”.

        • Vedo che come al solito glissa sul tema di un articolo o di un commento per fare i soliti “meta-commenti” come quest’ultimo. Ribadisco che ciò di cui parla l’articolo non è la scoperta esplicita dell’omosessualità dei genitori dei figli delle famiglie arcobaleno.

          • Giuseppe Cipriani on

            Si denuncia il disagio dei figli che scoprono il sesso omosessuale… Presentandolo tra una delle ragioni che determinano il problema denunciato.
            Ho solo fatto presente che, a voler ribaltare la questione, anche nel caso di coppie eterosessuali si potrebbero trovare figli in disagio per lo stesso motivo. Questa ragione è per me risibile.

          • Veramente io leggo
            “Molti di essi raccontano anche del disagio provato di fronte alla promiscuità sessuale dei loro genitori (soprattutto nel caso di genitori gay di sesso maschile) o di fronte ai vari membri della comunità LGBT che frequentavano la casa dei loro genitori.”
            Quindi NON la visione del sesso, ma di un sesso promiscuo.
            La prossima volta citi meglio e prima lei un passaggio su cui non è d’accordo, così evita queste sviste.

          • Giuseppe Cipriani on

            Il disagio nasce dunque da un’idea (cosa significa di fronte alla promiscuità sessuale?), ancora peggio direi.

          • Sarò ancora più chiaro, allora:
            i figli non hanno provato disagio a beccare i genitori in un momento intimo, ma nel vedere che la loro intimità era condivisa anche con altre persone e non solo tra loro due e che ciò non era un segreto tipo le corna ma una cosa accettata dai compagni della comunità LGBT.

          • Giuseppe Cipriani on

            Adesso capisco meglio… Si parla di orge. Direi che come campione di disagiati è davvero significativo! Come se tirassimo in ballo i potenziali problemi dei figli dei pornodivi… per screditare i matrimoni eterosessuali.

          • A- in certe realtà la promiscuità è norma (domandati perché nelle unioni omosessuali appena approvate non c’è l’obbligo di fedeltà).
            B- quindi sarai d’accordo che il campione di galeotti e persone fuori della media selezionato nel rapporto Kinsey lo invalida.

          • Giuseppe Cipriani on

            Per quel che è in ballo qui spero tu sia d’accordo sullo scarso rilievo del problema.

  9. Come ho già scritto in un altro commento, prima si permette alle coppie omosessuali di avere figli e poi non si vuole sentire quello che questi figli hanno da dire. Più che essere di parte, questo mi sembra pura ideologia.

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