Distinti animali

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A Torino si è parlato di spiritualità animale.

Ecco un nuovo grande e colorato circo, quello del XXI secolo.

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A Torino in questi giorni c’è stato un evento interessantissimo: Distinti animali. La rassegna di conferenze è durata diversi giorni e ha visto protagonisti eterogenei: accademici di ogni scienza, esponenti religiosi di ogni credo. L’iniziativa nasce nell’ambito di “Torino Spiritualità” che va in scena a Torino da 13 anni.

Quest’anno il focus lo hanno avuto gli animali e si sono alternati vari interventi per discettare proprio dell’universo faunistico. Tra gli ospiti spiccano i nomi di studiosi (Cavalli-Sforza, Barbujani), personaggi dello spettacolo e giornalisti, infine rappresentanti di vari culti e presenze naif.

La mia prima sensazione, entrando a Torino e osservando i manifesti pubblicitari che mostravano la parola Spiritualità accostata all’immagine di tre cani, è stata di curiosità. Spiritualità e cani? Cosa avrà voluto dire? Neanche il tempo di lasciare i bagagli e la famiglia, eccomi catapultato al primo incontro che prevedevo succoso: l’onnipresente Enzo Bianchi, per soli cinque euro (diconsi 5 euro!), si accingeva al teatro Carignano (di fronte a palazzo Carignano, dove Vittorio Emanuele II ebbe i natali) a raccontarci tutto sui misteri che mettevano in relazione gli animali e l’animale spirituale per eccellenza. Silenzio, parla Bianchi:

“La Terra non è nostra e non dobbiamo soggiogare gli animali. “

“Nella Bibbia solo dopo il Diluvio l’uomo poteva mangiare carne, prima era vegetariano”

“La buona novella è anche per gli animali. La salvezza apparterrà anche a loro”

“Quando si dice che non è bene che l’uomo sia solo, ci si riferisce anche agli animali che possono convivere con l’uomo”

“Dio benedice gli animali esattamente come benedice l’uomo”

“Più un animale ci frequenta, più si umanizza”

“Si mangia carne come male minore, l’essere vegetariano è il piano ultimo di Dio” (per noi)

La prima cosa che mi sono chiesto è stata : Ma questo, di che religione è? Per carità, va bene tutto. Me lo chiedevo tanto per capire.

Lungi dal discettare di dottrina, mi interessa capire, passatemi la metafora, se le etichette dei prodotti al supermercato, sono state incollate sulle scatole giuste. Io non voglio aprire un barattolo di Nutella e trovarci dentro crocchette per cani. (e non dimentichiamo il valore aggiunto di ottenere la Nutella senza il sacrificio di nessun animale..)

Son partito da un’ipotesi: vuoi vedere che qui a Torino parlano di spiritualità e non di Spiritualità? Cioè vuoi vedere che, come tra il Settecento e l’Ottocento, qui si vuole provare a inventare mondi spirituali artificiali che provino a dare un senso alle cose che ci circondano? In passato,  molti intellettuali provarono a inventare mondi fisici, si fantasticava – presi dai facili entusiasmi illuministici – dell’origine del mondo e di una sua descrizione più o meno fantasiosa. Tanto per citarne uno ricordiamo un giovane Kant che a 31 anni nel 1755, per fare pratica, pubblicò “La storia universale della natura e teoria del cielo ovvero un’esplorazione della costituzione e l’origine meccanica dell’intera struttura dell’universo basata sui principi newtoniani”. Ovviamente Kant partiva da presupposti che andavano oltre la fisica, cioè citava la scienza per poi parlare di metafisica. Altri inventori di mondi pullulavano in quegli anni, dove ognuno esprimeva come poteva essere il mondo, senza la fatica di dover dimostrare nulla. Interessante a riguardo una riflessione dello storico Paul Johnson: “L’intellettuale laico poteva essere deista, scettico o ateo, ma era pronto non meno di un pontefice o di un ministro di culto a insegnare al genere umano come doveva comportarsi. Non si sentiva più vincolato a nessuna religione rivelata. A differenza dei sacerdoti loro predecessori, essi non erano servitori e interpreti degli dei, ma li sostituivano.”

In iniziative di questo tipo, tornando a discettare intorno a Torino Spiritualità, intravedo un parallelismo molto stringente. Si vuole parlare di spirituale (altre volte di ‘scientifico’), svuotandone il significato originario e sostituendolo con un sentimento spirituale (proprio ‘sentimento’) che come tale può variare al variare del ‘sentire’ e delle emozioni indotte.

Anche qui però assistiamo ad una religione dogmatica, come le vecchie religioni che almeno tra i vip non vanno più di moda. La differenza sostanziale è che la religione di Torino spiritualità è sì dogmatica, ma non rivelata. Cioè ognuno ha i suoi dogmi ma non deve preoccuparsi di spiegarli e, udite udite, può cambiarli quando non sono più di moda o non stupiscono più.

Una religione relativa, un vestito su misura che dura il tempo di una moda. Altro che le religioni rivelate: sempre gli stessi valori, che barba che noia. Ma guarda un anagramma cosa riesce a fare!

Ottenere un credente che a seconda delle mode trova positiva o negativa la stessa cosa, valoriale o disvaloriale lo stesso comportamento, può essere interessante o almeno utile. Se poi si potesse anche decidere che mode lanciare, bè sarebbe il massimo. Il consumatore (di un’idea o di un prodotto) sarebbe molto più duttile per l’economia pret a porter di cui oggi abbiamo flebili, flebilissimi segnali.

Non ultimo, anche l’aspetto della comunicazione può trarne benefici per chi vuole promuovere un’idea o un prodotto: con tante religioni dovrò comunicare in molti modi diversi perché parto da basi culturali e valoriali diverse (e questo comporta impegno, lavoro, bassa efficienza nel ‘raccolto’ di feed) mentre se tutti avessero lo stesso substrato valoriale (che magari ho scelto io) sai che raccolti che faccio nei campi di cera vergine passando col mio lapis? Inquietante quanto volete, ma volete mettere quanto sia più comodo ed efficiente?

Se a Torino Spiritualità c’è posto per Paolo De Benedetti (“biblista che da anni elabora e divulga una personale teologia che considera gli animali protagonisti paritetici dell’uomo nel Creato” come recita l’introduzione al suo corso) allora il primato dell’uomo va in soffitta, con tutte le religioni rivelate. E avanti con le filosofie orientali. Ma proprio il Dalai Lama, nel suo ultimo lavoro che è il suo testamento spirituale, spiega che “l’uomo contemporaneo ha pregiudizi sulla religione. Meglio non parlare di religione ma di antropologia” condivisa o condivisibile. Che però, aggiungo io, è guidata dalle mode del momento. Che come sappiamo sono influenzate da chi ha in mano la comunicazione.

Solo per curiosità, lo sapevate che dei 155 interventi, 9 sono di giornalisti. 5 di questi sono de La Repubblica e a seguire uno de La Stampa , uno di Pagine Ebraiche ,uno de L’unità  e uno dell’Ansa. (ah, dimenticavo, anche Enzo Bianchi scrive su Repubblica)

Ecco che trovo un senso nel grande circo colorato e allegro che mi vedo davanti, con altri illustri ospiti: Eduardo Ferrante (chef vegano e crudista), Eric Minetto (fondatore della crescita creativa Upaya), Juri Nervo (fondatore dell’Eremo del Silenzio e dell’Università del Perdono – di Torino).

Di sfuggita leggo anche dell’incontro con Cavalli-Sforza e Vito Mancuso dal titolo :”Dove inizia anthropos”, sottotitolo “Una riflessione sulla soglia che separa gli altri primati dall’uomo e su quanta distanza – o vicinanza – c’è tra noi e i viventi che più ci somigliano”. Un sorriso sornione mi smaschera. Due film demenziali in un giorno non riesco a vederli. Figuriamoci a descriverli.

Ho ancora qualche dubbio, forse sono stato troppo tranchant, allora vado a leggere sul sito di Torino Spiritualità qualche dichiarazione dei protagonisti della rassegna:

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La parola Spiritualità era, nel 2005, esclusivamente appannaggio della religione, dice il sito di Torino Spiritualità. Forse allora non ho capito male, ma lascio a voi l’ardua sentenza. A me sembra che parliamo di etiche senza Dio, di religioni filosofiche. Dove i nuovi guru che, come diceva Paul Johnson: “A differenza dei sacerdoti loro predecessori, non erano servitori e interpreti degli dei, ma li sostituivano.” E io mi chiedo: “Ma questi, che mi vogliono vendere?”

Ah, dimenticavo: gli esponenti religiosi erano in numero di 20. Su 155 intervenuti. Un po’ come andare al Convegno di Ostetrici e trovarne a fatica tre o quattro in mezzo alla folla dei convenuti. Ma visto come viene intesa la spiritualità, forse anche 20 son troppi.

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About Author

Laureato in Biologia tanti anni fa, prima di mettere in piedi una scuola di sopravvivenza va a specializzarsi in terra d'Etiopia per poi tornare e istruire a dovere, insieme a Silvia, 3 piccole amazzoni. Dopo 13 anni in un'azienda di Biotecnologie come Specialist e Line Leader, decide di divertirsi come Direttore Marketing per un noto marchio di gioielli, in attesa di nuove sorprese all'orizzonte.

75 commenti

  1. Ognuno ha diritto a credere alla spiritualità che preferisce. Allo stesso modo di chi afferma che l’essere umano è dotato di anima immortale ci può essere chi crede che anche un cane sia dotato di anima immortale, perché entrambe le convizioni, non essendo dimostrabili, possono essere ugualmente vere come ugualmente false.

    • La questione è “cos’è l’anima?”, ci sono migliaia di libri a proposito.
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      Partiamo subito con il dire che l’anima non è una “nuvoletta” dentro al corpo ma anzi è il corpo che è nell’anima
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      “L’anima sta al corpo come l’arte sta all’artefatto.” S. Tommaso D’Aquino
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      Per quanto riguarda un cristiano cattolico l’anima, principio vitale, ce l’hanno anche gli animali e pure le piante, la questione è che l’uomo ha un anima razionale cioè capace di cercare il bene e sceglierlo, se vuole.
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      Gli animali e le piante a quanto constatiamo subiscono ed eseguono l’istinto senza poter andare contro sè stessi, per questo sono definite/i superficialmente “innocenti” ma sarebbe meglio dire inconsapevoli per cui non possono scegliere cosa sia vero/falso, bene/male. Quanto detto è facilmente riscontrabile con il gatto di casa o il bonobo del documentario.
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      Siccome il paradiso così come l’inferno sono scelte lucide e razionali possono essere fatte da solo da una anima razionale, per cui gli animali non vanno i paradiso non perchè non ne sono degni ma perchè non hanno la capacità di sceglierlo o rifiutarlo. D’altronde non rischiano neppure l’inferno per lo stesso motivo.
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      Questo vuol dire che gli animali finiranno nel nulla? No nulla va perso nell’Infinito Amore (Dio) anzi in Lui vedremo tutto in uno solo istante.

      • Secondo me, da quando la Chiesa “abolì” lo spirito col Concilio di Costantinopoli è divenuto impossibile capire cos’è l’anima, cos’è l’anima umana e cos’è l’anima animale.

      • Questa è la definizione cristiana dell’anima e l’hai bene esposta, ma sappiamo che ognuno può dare la sua ed infatti se io dicessi che anche le zanzare hanno l’anima immortale (ma non le mosche ed altri insetti) nessuno potrebbe contraddirmi e il mio concetto di spiritualità avrebbe lo stesso diritto di esistere al pari di ogni altra convinzione.
        Niente è dimostrabile in questo campo, tutto può esser vero e tutto può esser falso, sbeffeggiare gli altri quindi non serve a niente.

        • Massimo Ippolito on

          Mi spiace che tu abbia questa impressione, cioè che l’articolo sbeffeggi qualcuno. Il mio intento è stato quello di mostrare un’operazione (culturale e commerciale ), non di sbeffeggiare qualcuno. Viceversa, indicami dove l’ho fatto.

        • Paolo da Genova on

          La spiritualità vera informa la vita, non resta una teoria astratta. Dire che una zanzara ha l’anima immortale esattamente come un uomo e poi ucciderla con gesto distratto della mano, come tutti fanno, vuol dire non credere davvero a quanto si dice.
          E quanto a sbeffeggiare gli altri, da credente, mi ritengo offeso dal suo nickname. Si vergogni e impari l’educazione, di cui le piace riempirsi la bocca.

    • Ciò che evidentemente non è chiaro all’amico dallo stupido nickname è che la “spiritualità” non è necessariamente legata alla possibilità di sussistenza dell’anima dopo la morte (possibilità che, nel caso dell’anima umana, ha un fondamento teoretico ma questa è altra storia), ma alla razionalità dell’anima (=facoltà psichiche superiori o altrimenti dette spirituali, per l’appunto).

      E ciò, mi pare, riolve la questione circa la cd “spiritualità animale”… che non si dà.

  2. “Interrogarsi sull’uomo e sui suoi percorsi”…. Sarà…
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    Che alcuni laici (ed atei) introducano il tema della spiritualità a “scavalco” della religione ci può anche stare.
    Se quello che sappiamo della materia porta però a concludere che tutte le sensazioni “oltre la materia” che abbiamo quotidianamente non sono altro che un combinato di reazioni elettrochimiche nella materia organica stessa che ci plasma (a sua volta originata da un inorganico preesistente…) é un po’ ridicolo introdurre la spirituralità come possibilità “laica”. La spiritualità per definizione porta ad una realtà “oltre la materia” a cui si può accedere unicamente nell’ambito di una ricerca del perché delle cose essendo però consci che “conoscere” deterministicamente la materia non risolve i problemi necessariamente irrisolti che comporta la stessa ricerca del perché delle cose (l’uomo oggettivamente non potrà mai acquisire la conoscenza e giustificare il tutto… neanche fra un miliardo di anni).
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    E la fesseria di introdurre il dibattito di una presunta “spiritualità animale” non é altro che l’emblematico esempio di corto circuito che di necessità il laico ateo non può non trovare nell’affrontare questi argomenti. A meno che non si confonda spiritualità con sentimento, feeling e altro…

    • @Beppino

      esatto per spiritualità orami ormai è inteso sentimentalismo, pietismo, struggersi per qualcosa, sentirsi parte di gaia e bla bla, oooo ma che carinoooooo, etc.

  3. Massimo Ippolito on

    L’operazione industriale che si sta facendo è molto semplice. Si prende il brand “Spirituale” che è insito nell’uomo e nemmeno a forza si riesce a togliere e si appiccica su prodotti di bassa qualità (sentimentalismi e mode), in modo che al momento della domanda del mercato.. il prodotto è in bella posta in vetrina, pronto per essere fruito.
    Salvo poi scoprire, dopo averlo ingoiato, che invece di Nutella c’erano le crocchette per cani.

  4. Francesco Fabiano on

    Meravigliosio articolo, molto intelligente e ironico, come nel tuo stile Massimo. Credo che la Spiritualità, più che un prodotto, sia un bisogno insito in ogni uomo. Eventi come quello di Torino ci confermano che siamo tutti alla ricerca di un “senso”. Credenti e non. E che l’uomo ha anche bisogno di sentirsi parte di una “comunità etica”. Un insieme di persone che perseguono il bene e il giusto. Parafrasando l’immagine del “mercato”, se la domanda di spiritualità e’ forte, sarebbe interessante chiedersi come mai certe “offerte” palesemente opportunistiche e auto-celebrative, abbiano così tanta presa e come mai l”offerta” tradizionale faccia a volte un po’ fatica a farsi apprezzare, in questo mondo secolarizzato.

    • Massimo Ippolito on

      Grazie Francesco per rendere meno sterile la mia sarcastica rappresentazione: essere costruttivi è essenziale. Purtroppo chi ha avuto la responsabilità della Spiritualità (almeno qui in Occidente e negli ultimi 3-4 secoli) ha perso la capacità di tenere unito il Buono con il Bello e con il Vero. La passione per queste tre direzioni, aiuti anche a raggiungerle!

      • La mia ipotesi è questa. La cosiddetta “offerta tradizionale” non è più adatta all’uomo moderno, il quale ha un’individualità più forte che nel passato, e quindi si sente un po’ stretto all’interno delle offerte tradizionali.
        Le “spiritualità alternative” questa cosa la sanno bene, e quindi offrono forme di spiritualità un po’ più “libere” in cui ci sono molti concetti veri. Le persone riconoscono questi concetti veri e sono attratte da queste forme di spiritualità, le quali, però, contengono anche cose false, a causa delle quali le persone non potranno mai andare oltre un certo punto. Le mezze verità fanno più danni delle bugie intere.

  5. Ma questa è l’ennesima dismotrazione del fatto che si vuol far passare gli animali come esseri uguali all’uomo, con gli stessi “diritti”, mentre sempre più spesso l’uomo viene visto come una “bestia”, un cancro per il pianeta, il quale sicuramente se la passerebbe meglio se noi ci estinguessimo tutti. Ma come facciamo a rispettare gli animali e il pianeta se disprezziamo noi stessi?

    • Ottimo spunto, aggiungo che riconocere l’unicità dell’uomo non significa declassare gli animali ma significa accettare una evidenza oggettiva.

      • No ma infatti niente deve essere declassato, nemmeno i funghi o le odiosissime zanzare 😀 Però è oggettivo che un animale non è un essere umano. Invece adesso da una parte si tenta di umanizzare gli animali (ma si badi bene, solo quelli superiori, perché degli insetti o dei ragni non gliene frega niente a nessuno) e dall’altra si fa leva sugli istinti degli uomini, soprattutto quelli sessuali. Se continua così tempo qualche secolo e succederà come nel film Il pianeta delle scimmie.

    • Luigi Mojoli on

      Premetto che ho molto apprezzato l’articolo per contenuto e stile. Parimenti apprezzo la Sua pacatezza, il Suo equilibrio, in questa ed altre discussioni. Assolutamente vero che le mezze verità fanno più danni delle bugie intere. Dubito invece che l’uomo moderno abbia una individualità più forte che nel passato, visto come si intruppa, sia pure in gruppi più piccoli, ma molto aggressivi. L’uomo è ormai un problema per il pianeta perché non ha più competitori, anche se si è inventato la guerra. Tutto sommato l’impoverimento delle specie non è buona cosa. Detesto chi vuol far passare gli animali come esseri uguali all’uomo. Ma non apprezzo per niente chi, per sentirsi superiore con poco o nessun merito, li disprezza. Chi conosce ed ha un buon rapporto con gli animali sa che hanno sentimenti e non solo sensazioni. Quanto a coloro che parlano di spiritualità degli animali, forse ne hanno poca di loro. Cerchiamo di compatirli.

      • Ma infatti questi gruppetti aggressivi sono proprio un’espressione, seppur distorta, di individualità. I gruppi per i diritti delle donne, dei gay, dei vegetariani, ecc. sono espressione di un individualismo esasperato. Tutti dicono “io, io, io”. Facci caso: quand’è che hanno iniziato a comparire le prime autobiografie? Più o meno un paio di secoli fa, decennio più, decennio meno. Prima, nessuno si sentiva così “individualizzato” da mettersi a scrivere il racconto della propria vita.
        La cosa da fare sarebbe ricondurre questo individualismo nella giusta direzione.

        • Luigi Mojoli on

          Sono miope: non vedo molta individualità in giro. Vedo assurdità come “VINO VEGANO” in bella mostra al supermercato il “Gigante”. Non sono scemi al Gigante, fanno il loro mestiere: attrarre potenziali clienti. Se non inventi una moda nuova, sfrutta una moda in forte crescita!

      • MenteLibera65 on

        Che il pianeta terra vivrebbe tempi migliori senza la presenza dell’uomo mi sembra un fatto quasi certo….posto che gli animali non sono in grado di modificarlo così come fa l’uomo con la sua azione quotidiana in tutti i campi. Questo senza entrare nella diatriba anima non anima e superiorità o non superiorità.

        • In base a cosa decidi che sarebbe meglio senza l’uomo? Gli animali compiono gli stessi crimini che compiamo noi, solo che non se ne rendono conto. Quando il pianeta era una landa senza vita, solo terra e ammoniaca stava peggio o meglio?

          • MenteLibera65 on

            Intanto ho usato il dubitativo (quasi certo) . Inoltre mi sembra che dalla scomparsa dei dinosauri circa 65.000.000 di anni fa fino alla comparsa dell’uomo (più o meno 500.000 anni fa) la terra se la sia cavata egregiamente.
            Non mi risulta che gli animali scavino pozzi petroliferi, inquinino il mare con sostanze chimiche o l’aria con scarichi industriali, e neppure che deforestino il pianeta con le ruspe.
            A meno che tu non sostenga che queste cose fanno bene al pianeta, è evidente che il pianeta starebbe meglio senza.
            Per quanto riguarda i crimini che compiono gli animali, non vedo che c’entrino con la conservazione del pianeta Terra, ma in ogni caso fanno parte del ciclo della naturale della loro esistenza.
            L’unico essere che uccide senza averne bisogno per mangiare o difendersi è l’uomo. E l’unico essere che consuma 100 volte quello che gli servirebbe per la sola sopravvivenza resta l’uomo. Sinceramente non ho capito come fai a contestare il mio post precedente.

          • A parte gli esordi, in cui la Terra era invivibile per degli animali superiori, ci sono stati ripetuti cataclismi che hanno portato all’estinzione migliaia di specie e la Terra è stata resa più inospitale a causa della natura. L’uomo in confronto gli sta facendo il solletico, anche se potenzialmente ora potrebbe anche distruggerla con la forza nucleare, volendo.Non sono però convinto che eliminerebbe del tutto la vita da questo pianeta e quindi tutto potrebbe ricominciare.

          • MenteLibera65 on

            Scusate mi sembrano tutte considerazioni davvero capziose. L’uomo è l’unico essere vivente che modifica volontariamente e pesantemente l’ambiente che lo circonda.
            L’azione dell’uomo si somma a quella dei cataclismi naturali , non si sostituisce.
            Se anche incide per un peggioramento dell’1% è sempre un peggioramento.
            Ma vi sembra un argomento davvero discutibile?

          • Il pianeta terra starebbe meglio senza quegli uomini che, nella loro totale arroganza e noncuranza, si adoperano per distruggerlo. E quegli uomini non coincidono con l’intera estensione del genere umano.
            E siccome l’uomo si trova sul pianeta terra da un bel po’ di tempo ormai, e in proporzione i danni ha iniziato a farli ieri, è evidente che non è l’essere umano in quanto tale la rovina del pianeta.
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            Inoltre, quelli che ritengono l’uomo un cancro per la terra non dovrebbero essere i primi a dare il buon esempio e levare l’incomodo?

          • @Mentelibera

            rischi di fare lo stesso errore, al contrario, di chi si crede il re del pianeta, si finisce per considerarsi il cancro.
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            L’uomo sbaglia appunto perchè è l’unico essere libero e cioè in grado di scegliere.
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            L’inquinamento? Tu lo chiami male, per le alghe (dalle quali sembra che noi tutti discendiamo) e trilioni di batteri è manna dal cielo. Come vedi anche il tuo punto di vista è sempre antropocentrico.
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            Gli animali non scavano pozzi e non consumano oltremodo perchè non ci riescono, non perchè non lo farebbero, pensa alle locuste, o ad altri insetti che distruggono intere colture. I delfini uccidono per divertimento i piccoli di tonno e i gatti giocano con il topo pur non avendone bisogno di mangiarlo e ci sarebbere tantissimi altri esempi più crudeli, sono cattivi? No. Sono buoni? No.
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            E’ stato calcolato che il 95% delle specie animali si è estinto prima dell’arrivo dell’uomo, sta a vedere che dopo un inizio a tentoni stiamo diventando i salvatori dell’ambiente; che il racconto dell’arca di Noè sia profetico?
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            Magari il fatto che ci sia l’uomo è un bene. Siamo una specie giovanissima diamoci un po’ di tempo per capire i nostri errori e correggere il tiro senza cadere nell’autodenigrazione.
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            Chiudo chiedendomi: cosa sarebbe il mondo senza l’uomo? Niente, perchè nessuno se ne accorgerebbe, come uno splendido acquario chiuso in una cantina al buio.

          • MenteLibera65 on

            ViaNegativa : anche se non te ne rendi conto , anche tu consumi in modo esagerato rispetto alle tue esigenze di sopravvivenza. Tutti gli uomini consumano risorse più di quanto è necessario per la loro sopravvivenza, persino molti di quelli del terzo mondo, per non parlare degli americani che sono di gran lunga al vertice di questa classifica. Ti ringrazio comunque per avermi consigliato il suicidio, e’ sempre bello vedere come si è accolti in modo simpatico su queste pagine quando ci si azzarda a dire qualcosa che fa parte dell’idea generale che c’è qui.

            Aleudin : Questa testata si chiama “Critica Scientifica” non “Critica Cattolica”. La terra senza uomini farebbe quello che ha fatto per milioni di anni : garantirebbe l’esistenza di altri miliardi di vite di altre specie. A che fine ? Non lo so.
            Se tu ritieni che la vita dell’uomo sia per definizione la più importante, vuol dire che dai per scontato che l’uomo sia stato creato da un Dio, e creato predestinato ad essere padrone del mondo e che sia quindi l’esito di un miracolo specifico, il che esce dalle tue possibilità di prova, esce dalla scienza ed entra nella fede.
            Se proprio vuoi sapere, anche la vita umana non ha senso, persino se creata da Dio e dal Dio cattolico, il quale poteva benissimo mandarci in paradiso senza creare tutto questo (universo, animali , uomini etc ).
            Quindi a che fine fare tutto questo ? io non lo so , e manco tu, anche se fai finta di saperlo. Anzi….veramente veramente non lo sa nessuno , e se qualcuno sostiene di saperlo per certo è solo un presuntuoso.
            Sono solo contento di essere vivo, ma è fuor di dubbio che la mia vita ostacola la vita di molte specie animali, e altera l’ecosistema naturale , sostituendo per esempio le alghe ad altre specie che altrimenti sarebbero nate.

          • Infatti MenteLibera non ti ho consigliato il suicidio, ma di smetterla di dire fesserie, attività in cui invece, da quel che posso vedere, ti ci incaponisci.

            Sarebbe poi interessante sapere come giusitifichi il passaggio da “il mondo è fatto in tal modo” → “noi dobbiamo o non dobbiamo fare in tale o tal altro modo”, ma magari ci pensi su qualche giorno prima di rispondere, ché buttarla là tanto per dire qualcosa diventa solo una perdita di tempo.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Spero che oltre le alghe non dimentichi anche le meduse(i pesci poi)da cui dobbiamo discendere.Ma nel web predomina la necessità di discendere dalle scimmie.Per quanto riguarda gli animali quello che scrivete è praticamente inutile(pro o contro)L’uomo uccide(sia gli animali sia i propi simili)massacra,anche se ciò non è necessario,per divertimento,odio,potere,denaro eccetera eccetera.

          • E lei, stò cò frati e zappo l’orto, uccide e massacra gli animali e il suo prossimo per divertimento, odio, denaro o cosa?

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Non sono un santo propio perchè anch’io ho commesso gesti che avrei dovuto evitare(moltissimi).Ma adesso faccio parte di una minoranza che rifiuta la violenza su Persone ed Animali,mentre al contrario molte religioni,in nome del predominio del più forte(l’uomo o una determinata razza)accettano e tacciono su la violenza verso il Creato.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Attorno all’argomento Alghe-Meduse-Pesci sarebbe gradito un commento da un vero cattolico infatti quando frequentavo il catechismo cattolico(da bambino)non si accennava mai ad Alghe e dintorni(comunque poco anche della nostra “discendenza”dalle scimmie).E non frequentavo il catechismo nei secoli passati.

          • Capisco. Devo ammettere che da quanto avete scritto, lei e mentelibera, emerge una fenomenologia dell’umano interessante. Strampalata, ma ineteressante.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Mica conosco mentelibera.Comunque una risposta non risposta la sua.Del tutto inutile e profondamente deludente.Comunque la parola “strampalata “non mi offende neppure un pò,mah! un tempo ammiravo la cultura cattolica,oramai rimane solo un presidio politico senza nessun potere effettivo.Addio comunque.Cercherò altrove un Vero Cattolico.

          • @mentelibera65

            Proprio perchè questo sito si chiama critica scientifica il fatto che l’uomo soppianti altre specie non rappresenta uno scandalo, si chiama “struggle for life”.
            .
            L’anima razionale però ci fà comprendere che non è che vada proprio benissimo… vedi che l’uomo è un bene?
            .
            @Sto coi frati e zappo l’orto
            Posso farti una lista lunghissima di comportamenti animali inutili, violenti e raccapriccianti ma come detto loro sono inconsapevoli. Il fatto che l’uomo compia nefandezze deriva proprio dall’avere l’anima che lo affranca dagli istinti con i quali ci troviamo a lottare.
            Uccidere un rivale in amore cos’è se non un istinto di dominio sulla femmina per la riproduzione, massacrare per soldi e potere cos’è se non l’eco degli istinti primordiali di difesa del territorio e accaparramento viveri, etc. etc. Noi però ce ne accorgiamo e possiamo combattere.
            .
            Come detto si passa dall’orgoglio umano alla sua totale denigrazione, entrambe vie sbagliate.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Aleudin,il suo ragionamento corrisponde esattamente alla mentalità della lobby dei cacciatori per cui continuare un dialogo con lei è perfettamente inutile.Deciderà il futuro e le nuove generazione la sopravvivenza o meno di “questo cattolicesimo”.Si prega di non usare a scopi impropi la parola Anima.ps.leggevo da qualche parte che un fringuello pesa meno della cartuccia di piombo usata dagli eroici pacificatori della natura.ppss.Idem Addio(con grandissimo piacere).

          • Stocoifrati

            Di certo non hai il copy della definizione di anima.
            .
            La tua risposta mostra che non hai minimamemte capito cosa ho scritto, o magari non mi sono spiegato bene io.
            .
            Mi sembra che quello succube sia tu, incapace di un giudizio sul rapporto natura uomo scevro da sentimentalismi pietosi.
            .
            Ultimo, non vedo come si agganci ciò che ho scritto con la giustificazione della caccia, evidentemente è una cosa che ti rode talmente da vederla ovunque.
            .
            Senza polemica ti saluto.

        • MenteLibera65 on

          Non posso che riportare il mio post iniziale :

          “Che il pianeta terra vivrebbe tempi migliori senza la presenza dell’uomo mi sembra un fatto quasi certo….posto che gli animali non sono in grado di modificarlo così come fa l’uomo con la sua azione quotidiana in tutti i campi. Questo senza entrare nella diatriba anima non anima e superiorità o non superiorità”.

          Da questo post è nata una discussione surreale da parte di chi addirittura contesta questa semplice realtà , che è verificabile in qualsiasi momento semplicemente affacciandosi dalla propria finestra e guardando il panorama di migliaia di palazzi e decine di migliaia di automobili.
          Che l’uomo “usi” della terra una porzione largamente superiore ai suoi bisogni, e che questa porzione usata sia poi spesso quasi irrecuperabile, è una fatto palese, accettato e verificabile da quasi tutti, credenti e non credenti .
          Dico quasi tutti perchè invece ho scoperto su questo sito che c’è anche chi dice che la presenza dell’uomo su questo pianeta non abbia alterato in modo sostanziale l’ordine naturale delle cose, e che quindi (per esempio ) a Chernobyl la radioattività sia un fatto naturale che sarebbe accaduto anche senza la l’esplosione della centrale! ! 🙂

          DI fronte a tanta inutile ideologia, spacciata per cattolicesimo (quando invece persino i Papi parlano da anni di ecologia di attenzione al territorio ed al consumo delle risorse) ma in realtà auto-referenziale , ci si può soltanto arrendere.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Mentelibera infatti è perfettamente inutile che i Papi parlino di ecologia se una piccola-piccolissima percentuale dei battezzati della Chiesa continua come nei secoli passati a fare e disfare i loro porcacci comodi.Si usa la Croce(o il Corano ecc)solo per i propi interessi personali o di piccoli gruppi agguerritissimi(basta vedere,per esempio,quanto gli americani,nei vari programmi televisivi,propagandino la violenza-divertimento sul Creato,con i loro stupidissimi “sport”).Buon divertimento i……….

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Per quanto riguarda l’Anima ne gli atei,ne i fondamentalisti,ne tutti gli altri hanno l’esclusiva.Figuriamoci se Dio permette a una qualsiasi parte(ideologica)di gestire un simile possibile patrimonio.Con tutta la corruzione che esiste pure la Salvezza verrebbe messa in vendita.

          • Mente libera, se ti riferisci a me mi arrendo, io non ho negato quello che hai scritto, ho cercato di spiegare il perché e metterlo a fuoco meglio evitando di idealizzare la natura è demonizzare l’uomo, due errori secondo me molto gravi che, ma posso sbagliarmi, sembra emargano da ciò che avete scritto in seguito tu e zappo l’orto. Purtroppo ormai esiste il dogma “uomo brutto e cattivo natura buona e amorevole” e chi non è d’accordo è un, scegliete voi.

          • Mentelibera, ti farei notare (in una prospettiva assolutamente immanenstista, dunque senza scomodare Dio&anime immortali) che:
            – l’uomo è una parte dell’universo (quella parte che ha preso coscienza di sé)
            – la sua presenza e la sua attività (distruttiva o meno che sia) sulla terra che lo ha generato è del tutto naturale
            – l’unico motivo per cui dovrebbe agire in un modo piuttosto che in un altro è finalizzato (dando come assunto tutto da giustificare il bene della propria specie) solo ed esclusivamente all’evitare catastrofi che gli si ritorcano contro.

            Infatti, data una prospettiva simile, dell’ecosistema e delle altre specie animali in sé e per sé, perché ci dovremmo preoccupare? A noi conviene/interessa altro, evidentemente.

            Ecco che allora, in questi termini, il discorso “la terra se la passerebbe meglio… l’uomo utilizza più di quanto gli serve…”etc è né più né meno che uno sragionamento da ambientalista/animalista/vegano etc. della domenica.

            Se invece pensi che ci siano altri buoni motivi per agire diversamente (compreso l’estinguerci) mi piacerebbe sapere quali essi siano. Finora non ne ho visti.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Alghe-Meduse-Pesci-no scimmie ?Se certi cattolici accettano la “scientificità”della nostra “origine”non capisco quale differenza dovremo avere rispetto agli altri esseri viventi.
            Sono allora tutti nostri fratelli ? Oppure la scienza ha dimostrato(chi sà) che noi abbiamo un anima immortale,avuta in dono da Dio nel momento del nostro passaggio da animale a Uomo,mentre tutti gli altri esseri(piante comprese ovviamente)sono destinati a
            trasformarsi in concime per Madre Terra?Non è necessaria
            una risposta ,non voglio stancare nessuno.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Papa Francesco:Andremo in paradiso come gli animali.
            22 ottobre 2016.
            E Stò è ultimo che difenderebbe Bergoglio….
            ps.Questo Papa mi chiedo,quando scrive queste parole è il Pontefice di tutti i cattolici oppure no.Oppure è utile alla corruzione politica quando viene utilizzato da certe “cooperative”per sfruttare il denaro italiano ed europeo nell’accoglienza di molti falsi profughi?

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Bellina davvero “quella battuta”(di spirito ?)riguardante il:…”dunque senza scomodare Dio e anime immortali”……
            Dico siamo uomini liberi o schiavi dei nostri padroni ?
            Parliamo di Dio e di Anime Immortali quanto ci pare.
            Dopo però aver letto di Filosofia,di Scienza(evitando quella Istituzionale) e opinioni varie(molte volte di una pochezza imbarazzante).

          • “Si prega di non usare a scopi impropi la parola Anima”

            “Parliamo di Dio e di Anime Immortali quanto ci pare”

            Faccia come le pare, ma prima si metta d’accordo con se stesso.

            Io comunque sono libero di condurre un ragionamento facendo o non facendo appello a ciò che ritengo opportuno, senza che zappo l’orto venga a sindacare. Tantopiù che in questa sede l’appello a Dio e all’anima immortale rientra in quegli scopi impropri di cui parlava sopra.
            .
            Poi mi lasci dire, senza polemica, che il filo dei suoi discorsi mi risulta per lo più inintelligibile, limite mio evidentemente. Quindi la saluto qui. Buon proseguimento.

          • MenteLibera65 on

            Ripeto che il mio post iniziale era assolutamente ineccepibile. Le distinzioni capziose fatte dopo non hanno senso, io non ho dato un giudizio sugli uomini che rovinano la natura, ma ho solo detto quello che tutti possono osservare , e cioè che lo fanno e lo fanno in modo molto più che proporzionale alle loro esigenze. Il giudizio ognuno lo da per se stesso.

            Sia chiaro : Sono ben contento di essere uomo e di essere nato nel tempo dei riscaldamenti, della tv, di internet e delle medicine, e di far parte della razza padrona

            Il che non toglie che non mi renda conto che di fatto siamo una razza PREDATORIA rispetto a TUTTE le altre, e che l’intera Terra (come ho detto fin dall’inizio) sta subendo conseguenze dalla nostra presenza , e che , se non ci fosse la razza umana , TUTTE le altre razze animali e vegetali avrebbero più possibilità di sopravvivere all’interno di un eco-sistema ordinato e NON ALTERATO da un essere IMMENSAMENTE più potente di tutti loro.

            E ora finisco, perchè questa discussione tra sordi è paranoica.

          • E invece, Mentelibera, il giudizio lo hai dato eccome, e lo hai fatto nel momento stesso in cui hai parlato di peggioramento delle condizioni del pianeta: questo è un giudizio, ed è un giudizio che può essere dato solo se si fa riferimento ad un ottimo ideale, altrimenti rispetto a cosa parleresti di peggioramento o miglioramento? E da quanto hai scritto s’è capito che questo ottimo ideale, per te, deve essere inteso come la terra-senza-l’uomo (e questo che te ne sia reso conto o meno).

            Da qui il discorso a seguire (parlo di quanto ho scritto io) da cui accuratamente cerchi di svicolare. Quindi va bene, lasciamo stare.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Mentelibera,tutti gli altri signori.Non mi rivolgo sempre a voi ma anche ad amici che leggono i miei commenti,anzi non mi rivolgo propio a voi.Infatti non parteggio per nessuna delle vostre tesi.E rifiuto l’appellativo di sordo/i e poi paranoica,figuriamoci………..

          • “non mi rivolgo propio a voi”

            Sarei curioso di capire a chi sia rivolto questo commento allora…

            Le farei tuttavia notare che il suo inserirsi a random rivolgendosi a fantomatici interlocutori, diversi da quelli coinvolti nella discussione, non è un comportamento rispettoso verso chi è impegnato nella stessa. Forse farebbe meglio a rileggersi la cosiddetta “netiquette”.
            C’è di buono che adesso s’è capito come mai i suoi interventi non ci azzecchino con gli altri commenti.

            PS. Io invece rispondo personalmente a chi scrive, così come il resto degli avventori del sito. Ne prenda atto e ne tragga le conseguenze.

            Fine dei meta-commenti.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Se lei è cattolico si ricordi piuttosto quello che dice da anni il suo Pontefice:Andremo in paradiso come gli animali.
            Promemoria da i miei strampalati interventi:Discendiamo da alghe,meduse,pesci ….e pure scimmie…..?!

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            A proposito di nique……è inintelligibile anche questa mia domanda ? In riferimento al mio precedente commento:Anche gli animali hanno un anima?

          • Certo che gli animali hanno un’anima, ce l’hanno anche le piante. Ma non è sussistente (=non ha l’essere per sé).

            Quello che ha detto il pontefice poi, rientrava in uno dei suoi discorsi “a braccio” a cui siamo abituati, non è materia dottrinale. La posizione tradizionale sulla questione è stata ben espressa dal Papa emerito nel 2008, che ha affermato che la morte di un animale “significa semplicemente che è la fine di un’esistenza sulla terra“.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Eh no mi spiace ma quando questo Pontefice parla a braccio può dire solo quello che è politicamente corretto.Mentre il p
            recedente può dire a braccio tutto quello che vuole(o voleva).

          • Mentelibera65 on

            chiarisco che le mie critiche non erano contro sto coi frati , che mi sembra l’unica persona di ordinario buonsenso in tutti questi commenti .

          • Piccola differenza, zappolorto: BXVI anche quando “parlava a braccio” era in linea con la Traditio.

            Mentelibera vai tranquillo, se il buonesenso è il tuo, mi ritengo felice e fortunato d’esser un insensato.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Mentelibera65 la ringrazio.
            Vianegativa quanto tempo abbiamo per una civile discussione?Fino alla mezzanotte di oggi?Stanno per chiudere i commenti?
            Mancano due ore preferisce che vada a spulciare tutti i documenti del mio Papa Preferito(Benedetto sedicesimo) o mi rileggo di nuovo quello che l’attuale Papa(che rischia di diventarmi simpatico,comunque sempre escluso il caso clandestini) a “braccio”Pontifica ? Non è che la Chiesa di oggi 2016,come gran parte del Mondo Culturale non si accorga ,dopo migliaia di anni, che anche gli animali potrebbero avere “dei sentimenti””? Potrei anche fermarmi qui(mi ero ripromesso di non più dialogare con lei,ma quanto pare entrambi non sappiamo mantenere i propositi)ps.In ogni caso continuerò ad uccidere le zanzare,anzi spero che questi insetti non siano presenti nel paradiso di Pope Francis.ppss.Beati chi non ha una cultura religiosa infatti non deve fare i conti con nessuno,se vuole usare violenza è solo la canna del suo fucile assieme al grilletto a dover decidere.

  6. Forse non sono proprio del tutto a fuoco col tema, ma l’ottimo articolo mi da spunto. Quando si parla di animali, vedo emergere spesso un dibattito tra chi pone l’uomo come una creatura speciale di Dio e che dunque ha il diritto di fare ciò che vuole, e chi, invece, non vede una differenza qualitativa tra uomini ed animali e che per questo nega il diritto assoluto degli uomini sugli animali. Non di rado, si finisce con lo sfumare, anche, tra Dio e non Dio, nel senso che i primi fanno risalire il loro ordine direttamente a Dio, i secondi negano quest’ordine, estremizzando, talvolta, sino a negare l’ordinatore. Per la verità trovo un po’ sciocco trattare in termini di religiosità ogni questione e poi, rifletto, le posizioni partono tutte da un presupposto comune, per cui il superiore ha il diritto di fare ciò che vuole all’inferiore. Ho sempre ritenuto rozza questa concezione, perché oltre e al di sopra del diritto, vero o presunto che sia, oltre il superiore e l’inferiore, ci sta l’amore. Ma qui bisogna intendersi sul concetto di amore. L’amore (e qui cerco di interpretare il concetto cristiano, che è il più potente e sottile) non è un impulso emotivo, che sarebbe troppo poco e banale, esso è, nella sostanza, capacità di percepire ciò che percepisce l’altro, empatia dunque, e siccome la più drammatica delle percezioni è il dolore, è compassione. In questi termini, pertanto, l’amore è conoscenza, anzi il massimo livello della conoscenza, e la conoscenza precede ogni formulazione di diritti. Con queste premesse, mettendomi dalla parte di quelli dell’ordine di Dio, mi chiedo se può ipotizzarsi che Dio cessi mai di percepire tutto il suo creato, di amarlo, che resti monco di questa conoscenza: un Dio che smetta di conoscere sarebbe una contraddizione in termini della stessa definizione di Dio. Allora, il problema è diverso, e dato che faccio l’operatore del diritto, mi si permetta di proseguire facendo ricorso ad immagini giuridiche. Ciò che si equivoca è che l’essere una specie superiore non implica affatto il diritto di proprietà su altre specie inferiori. L’uomo, credo, si muova come lo zotico che spacchi tutto in casa d’altri e dovrebbe, invece, imparare un po’ di buona educazione, maturando, appunto, che non ha diritti di proprietà e che si trova ospite in una casa non sua, ma di proprietà di chi l’ha costruita e che le è stata data, semplicemente, in comodato d’uso. Ciò vuol dire che l’uomo potrà si procedere ad ogni vandalismo (come d’altra parte di fatto fa, oltre ogni dibattito, anche nei confronti dei propri simili), ma proprio come in ogni comodato d’uso, al momento della restituzione, il conto da rendere al padrone, per come sono state trattate le sue cose, potrebbe essere ben salato.

    • La sensibilità verso gli altri e gli animali penso sia in aumento nonostante tutto, le civiltà del passato spesso dovevano più che vivere, sopravvivere, quindi non badavano più di tanto alla sofferenza dei propri simili e degli animali. L’amore però esisteva anche allora e se saremo giudicati in base a questo, verrà sicuramente messa la tara sul livello di sensibilità dell’epoca in cui si è vissuti. La maggiore ingiustizia infatti sarebbe giudicare epoche diverse con parametri unici, non solo sarebbe ingiusto, ma anche da ignoranti, quindi una cattiva giustizia del tutto umana, diametralmente opposta a quella divina che è misericordiosa e comprensiva.

  7. “La crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini” – Publio Ovidio Nasone – “Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta le bestie” -Immanuel Kant
    Non credo sia un problema di epoche, ma di coscienza, di coscienza e, dunque, di scelta consapevole del male. Voglio tentare un esempio: se io pratico la vivisezione perché sono intimamente convinto che essa salva delle vite, alla tortura inflitta ad essere viventi non si ricollegherà una mia coscienza ed accettazione del male, ma se io invece sono convinto della inutilità di tali pratiche e le perseguo lo stesso per gusto e per business, allora interverrà una mia scelta cosciente del male. Sotto questo profilo, quello degli animali non è altro che uno dei temi del male, che è un altro grande tema. Il giudizio di Dio (sempre per chi sta tra quelli dell’ordine di Dio) riguarderà la nostra intima coscienza, ciò che noi abbiamo intimamente scelto e perseguito, che lui, somma conoscenza (amore), sa assai bene in ogni suo spessore.

  8. Faccio io un altro esempio per spiegarmi meglio: tutte le mattine porto il mio cane in campagna nei campi per farlo correre e divertire un poco, mi capita però di incappare in un gregge e di beccarmi le lamentele (con tanto di bestemmie) dei pastori. A furia di diatribe con i pastori abbiamo finito per conoscerci e rispettarci, ma io i pastori li ho sempre rispettati, perché rappresentano un passato che non vorrei che scomparisse, sarebbe un peccato e un ulteriore allontanamento dalla natura della nostra civiltà. Rispetto il loro lavoro e le loro persone e li rispetto anche sapendo che alcuni di quei bellissimi capi che pascolano sono destinati al macello e sono comunque sfruttati. Loro, i pastori, sono però la nostra storia e le nostre radici che non mi sento di giudicare con i criteri dell’uomo moderno inurbato e viziato. Sono sicuro che il Signore che è nato tra i pastori e che in un contesto esclusivamente agro-pecuario è vissuto, assolverà le loro eventuali crudeltà e punirà magari i nostri vizi di uomini moderni e alquanto presuntuosi.

  9. gianfranco56 on

    ….A Torino si è parlato di spiritualità animale….
    preludio della spiritualità vegetale? 🙂 è solo questione di tempo?
    dopo di che, arriverà quella “minerale”

  10. Marina Capri on

    Allevamenti intensivi, circhi, zoo, caccia, corride, vivisezione, trasporti massacranti verso il macello, mattatoi, sono le torture che l’uomo infligge gratuitamente agli animali. Non è necessario amarli, ma solo rispettarli, a maggior ragione se non hanno un’anima perché in tal caso sarà loro preclusa la possibilità di una vita ultraterrena, e allora non facciamoli soffrire troppo in questa. È il motivo per il quale sono vegana, semplicissimo, proprio “terra terra”. Che abbiano o meno un’anima non è importante perché in ambedue le ipotesi sono esseri senzienti e capaci di sentimenti.

  11. Ero arrivato a leggere quasi fino alla fine, quando ho pensato “manca solo Vito Mancuso”. Poche righe dopo appare il suo nome… a volte anche i pregiudizi dicono la verità.

    • Massimo Ippolito on

      Infatti Fabrizio, Vito Mancuso: il teologo cattolico…
      Ecco perchè sottolineavo l’importanza di applicare l’etichetta giusta sul prodotto giusto. Altrimenti si porta il pubblico verso una grande confusione.