Il sindacato degli insegnanti dice no all’austerità e alla distruzione della scuola

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Ritornare a fare azione sindacale e ricostruire lo spirito di lotta per preservare la scuola dallo smantellamento. 

Da Movisol

Non tutti nel sindacato accettano le riforme del lavoro e della scuola imposte dall’Unione Europea. Il 3 maggio la Gilda degli Insegnanti di Modena ha organizzato un incontro pubblico sul tema “Scuola ed economia: alla ricerca della soluzione alla comune crisi”. Invitati a parlare erano il condirettore dell’EIR Strategic Alert e vicepresidente di MoviSol, Claudio Celani, il noto economista “sovranista” Alberto Bagnai e il saggista e blogger Enzo Pennetta. Moderava i lavori Flavio Tabanelli, attivista di MoviSol e sindacalista.

Per la prima volta il tema del sistema scolastico come vittima da carnefice della politica di austerità è stato affrontato nel contesto delle prospettive strategiche e di soluzioni alla crisi. Bagnai e Pennetta, entrambi docenti, si sono concentrati sull’analisi critica dei contenuti del sistema dell’istruzione (e non dell’”educazione”, come ormai si dice con un odioso inglesismo), distrutti con un’operazione che ha sostituito la formazione di uno spirito critico con le semplici competenze tecniche.

Celani invece ha sviluppato la natura dell’attuale sistema oligarchico, contrapponendo il sistema fatiscente dell’UE alla dinamica della Nuova Via della Seta. L’Italia deve attivamente partecipare a questo processo, ha affermato, compiendo i passi necessari:

  1. uscire dall’euro;
  2. sganciare e proteggere il sistema creditizio da quello speculativo (con la separazione bancaria);
  3. varare una politica d’investimenti per sviluppare il Mezzogiorno e farne una piattaforma per lo sviluppo dell’Africa. In questo contesto, egli ha descritto a lungo “Transaqua”, l’idea italiana per ripristinare il Lago Ciad e costruire una grande infrastruttura lungo l’Africa centrale, la cui fattibilità viene ora esplorata da un’impresa cinese.

L’incontro è stato giudicato un successo dagli organizzatori e dovrà servire come punto di partenza di un processo nazionale, che ricostruisca lo spirito di lotta tra gli insegnanti e un sistema scolastico capace di assicurare il futuro del Paese. La Gilda modenese ha pubblicato i video di tutti gli interventi.

Secondi interventi di Pennetta e Bagnai:

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  • valentino

    Mi sarebbe piaciuto esserci

    • Enzo Pennetta

      Sarebbe piaciuto anche a me incontrarti a Modena, ma c’è tempo, un giorno magari si farà qualcosa dalle tue parti.

  • MenteLibera65

    Dal sunto della manifestazione mi sembra che si sia parlato poco em di scuola e molto di politica.
    Che c’entra la scuola con L’euro? Risposta : nulla , a meno di non voler dare all’euro tutte le colpe del mondo, incluso il terremoto di amatrice.
    L’euro e le economie europee stanno diventando l’alibi per nascondere le incapacità di quei governi e quelle nazioni che non riescono a rilanciarsi ne dal punto di vista politico ne dà quello economico. sono passati 17 anni e tra altri 17 ancora diremo che è colpa dell euro.
    Comunque….complimenti per la discrepanza tra titolo e contenuto: “il sindacato degli insegnanti” ( la Gilda è solo UNO dei sindacati degli insegnanti , e la sede di Modena non è certo il centro dell azione di quel sindacato) , e il contenuto dell articolo non parla di scuola ( spero che almeno al convegno se ne sia parlato ….)

    • ivan giuliano

      “Che c’entra la scuola con L’euro? Risposta : nulla , a meno di non voler
      dare all’euro tutte le colpe del mondo, incluso il terremoto di
      amatrice.” “un governo deve avere i mezzi per sopperire alle proprie esigenze” non so piu` chi lo ha dello ma forse per questo centra l`euro e per inciso se un governo avesse i mezzi potrebbe ricostruire Amatrice immediatamente e finanziare una qualsivoglia infrastruttura , ma al momento i mezzi sono subappaltati a enti sovranazionali pertanto i nostri governanti non possono finanziare alcunché scuola inclusa

      • Enzo Pennetta

        Esattamente, un governo non è padrone di investire nella ricostruzione o nell’istruzione perché un’entità chiamata UE ha deciso a tavolino che non si può superare un deficit del 3% e perché un paese con l’economia debole come l’Italia deve sopportare una moneta forte che ne deprime lo sviluppo.

    • Enzo Pennetta

      L’Euro è la causa delle politiche di austerità (che nella neolingua si chiama spending review) che sono a loro volta la causa dei tagli all’istruzione.
      Per il resto la registrazione del convegno è online, se le interessa lo guardi.