Pikaia e la Turchia: il darwinismo è inevitabilmente ideologico.

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Sul portale dell’evoluzione un articolo che vuole negare che il darwinismo sia un’ideologia dimostra che il darwinismo è un’ideologia.

 

Ne avevo parlato in un articolo il 27 giugno scorso della decisione della Turchia di eliminare l’insegnamento della teoria darwiniana dalle scuole superiori ritenendo che si trattasse di una scelta errata in quanto per poter capire che la spiegazione darwiniana e neodarwiniana dell’evoluzione non sta in piedi bisogna prima averla studiata (cosa che infatti non avviene nelle nostra scuole dove si insegna una confusa accozzaglia di affermazioni).

Su Pikaia (il portale italiano dell’evoluzione) hanno voluto tornare sulla notizia con un articolo a firma di Olmo Viola che dopo aver ripercorso le fasi della vicenda si lascia andare ad alcune considerazioni:

Ogniqualvolta si miri a “purificare” l’ethos di una popolazione i programmi scolastici diventano il fulcro dell’attenzione riformatrice, essendo le scuole le fucine delle future generazioni di votanti.

Quest’affermazione che esprime un giudizio veritiero sulla manovra della Turchia di Erdogan è però a ben vedere un giudizio assoluto che implica anche una realtà di segno opposto: quello che possiamo alla fine dire è che sempre i programmi scolastici sono il fulcro delle attenzioni di chi vuole orientare le future generazioni, e la biologia evolutiva contenuta nei testi scolastici attualmente in adozione nel nostro paese non fa eccezione.

Ancora una volta l’evoluzione è sotto attacco. Mai una volta che si lancino anatemi contro lord Kelvin e il secondo principio della termodinamica. Si potrebbero immaginare schiere di fisici gelosi che ogni mattina al proprio risveglio, leggendo sui giornali l’ennesimo attacco alla teoria dell’evoluzione, gettano stizziti il giornale per terra lamentandosi della poca attenzione critica loro dedicata.

No, non si possono immaginare schiere di fisici gelosi del fatto che la fisica non sia “sotto attacco”per la semplice ragione che la fisica non si è mai prestata ad essere utilizzata a fini ideologici così come è avvenuto per la biologia evolutiva letteralmente tradita da illustri personaggi che ne hanno fatto il supporto di un’ideologia materialista, tra essi i nomi di Ernst Haeckel , Julian Huxley e Jacques Monod, tanto per citare qualche personaggio di prima grandezza.

Che la teoria darwiniana sia stata elevata a supporto di un’ideologia nichilista propria della società liquida viene affermato con grande decisione nell’articolo:

Ma perché viene sempre attaccata la teoria dell’evoluzione ogniqualvolta si desideri riformare moralmente o purificare religiosamente una società?

Perché la teoria dell’evoluzione è una teoria pericolosa per qualsivoglia ideologia religiosa o politica che sia fondata su assunzioni assolute circa la natura umana e che pretenda di derivare da essa una serie di prescrizioni etiche. Ora mai dovrebbe essere più che chiaro il conflitto. La fondazione di una natura assoluta dalla quale derivare un insieme di prescrizioni comportamentali, con l’intenzione connessa di trasformarle successivamente in leggi dello Stato, è una strategia d’azione assai consolidata presso molti gruppi sociali dislocati in vari stati del mondo.

Abbiamo letto bene: la teoria dell’evoluzione (leggi darwiniana) è stata usata per far passare come scientifica l’idea che non esista una natura assoluta ma che questa sia indefinitamente trasformabile. Su Pikaia si afferma cioè che la teoria è pericolosa per chiunque assuma la natura umana come qualcosa di assoluto, ma poiché non esiste nessun esperimento che dimostri il contrario, l’atto stesso di criticare come ideologica l’idea di una natura umana assoluta è esso stesso un fortissimo atto ideologico. L’accusa di voler trasformare in leggi dello Stato l’idea di una natura umana assoluta è poi il classico bue che dice cornuto all’asino, fin dal principio il darwinismo ha voluto dare legittimità scientifica alle teorie malthusiane trasponendole nella natura per porle come riferimento alla società capitalista e colonialista. Il sostenere una natura umana variabile e fluida è evidentemente il sogno di qualsiasi società capitalista, di qualsiasi ingegnere sociale, sia nel caso che voglia costruire il consumatore compulsivo perfetto, sia che voglia smerciare antiscientifiche teorie del gender.

Nonostante si possa scambiare ingenuamente l’evoluzionismo per una ideologia politica, visto l’-ismo finale, essa non è un’ideologia politica, men che meno religiosa. Bisogna ammettere che talvolta è stata trasformata (la teoria dell’evoluzione ndr) in un’ideologia politica, ma in modo pateticamente opportunistico, tentando di derivare prescrizioni etiche non a partire dai risultati empirici della teoria, ma da quello che si sarebbe voluto che la teoria dicesse. Essa rimane comunque restia a qualsiasi forma di distorsione opportunistica tesa a confermare un certo tipo di idee su come dovrebbe andare il mondo.

Nel passaggio precedente va notato che si continua ad usare il termine ‘evoluzionismo’ come sinonimo di ‘darwinismo’ per fissare l’idea che i due concetti coincidano, mentre non è assolutamente così. E’ del tutto falso che la teoria darwiniana sia restia a qualsiasi forma di distorsione opportunistica su come dovrebbe andare il mondo, semmai è vero l’esatto contrario, la teoria raccoglie la visione socio economica di Malthus (per stessa ammissione di Darwin) per confermare quindi con l’autorità della scienza quella visione su come dovrebbe andare il mondo.

Dopo aver detto che la teoria non propone visioni ideologiche l’articolo si smentisce dopo solo poche righe, quando contro il postulato dell’esistenza di una natura umana ne vien proposto uno di segno opposto che, contrariamente a quanto scritto su Pikaia, non è supportato da nessuna ricerca scientifica degna di questo nome:

Coloro che postulano l’esistenza di una natura (umana) dalle caratteristiche determinate, fisse, assolute vengono falsificati dai risultati di una ricerca scientifica meticolosa condotta proprio in quel dominio di fenomeni. Homo sapiens non è stato creato pochi millenni orsono. Né sono estrapolabili norme etiche dal valore assoluto a partire dall’osservazione di quella natura essenziale.

Alla fine si paventa l’incubo di una Turchia i cui ricercatori saranno tagliati fuori dalla comunità scientifica e diverranno degli incapaci, affermazione quantomai avventata dato che l’approccio darwiniano non ha mai prodotto alcun risultato che non potesse essere raggiunto anche con un approccio finalistico:

Quali giovamenti possiamo prevedere ne trarrà la società turca? Ritardo e deficienze nella formazione scientifica delle future generazioni che incontreranno enormi difficoltà a dialogare con la futura comunità scientifica internazionale. L’isolamento culturale non potrà che avere conseguenze nefaste sull’avanzamento della ricerca in Turchia e si può pensare a effetti correlati negativi, per fare un esempio, nell’ambito della conservazione degli habitat e dei viventi. Non sempre ci si ricorda quanto la teoria dell’evoluzione possa fornire un insieme di conoscenze utili per informare certe decisioni politiche e come il loro rifiuto possa compromettere la qualità della vita delle persone.

E come nelle migliori tradizioni ecco il botto finale:

Rifiutare la teoria dell’evoluzione è rifiutare la modernità scientifica che non può non condurre verso il degrado sociale.

Quindi secondo i darwinisti nel mondo dove regna la teoria darwiniana non c’è degrado sociale, mentre in società che attualmente hanno un approccio finalista o che storicamente l’hanno avuto (vedi l’Europa del Rinascimento) il degrado sociale è inevitabile.

Bisogna ringraziare il portale dell’evoluzione, Pikaia, che mostrando quanto sia ideologizzata la teoria darwiniana con articoli come questo fa in un colpo solo quanto siti come CS possono faticosamente realizzare in mesi di lavoro.

Sentitamente riconoscente,

ep

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali. Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo"

  • Maurizzio

    Ha semplicemente dell’incredibile il coraggio della Turchia.Mi tornano alla mente le immagini del tentato golpe,per riportare nell’ovile del capitalismo materialista occidentale un popolo che invece ha tutto il diritto a gestire il propio futuro.Non potrò mai dimenticare che propio i laici militari si sono opposti a vendersi allo straniero.Un grazie anche alla rivista online Sputnik per la “diretta”.

  • Nadia

    Poveracci…

  • “Il sostenere una natura umana variabile e fluida è evidentemente il sogno di qualsiasi società capitalista, di qualsiasi ingegnere sociale, sia nel caso che voglia costruire il consumatore compulsivo perfetto, sia che voglia smerciare antiscientifiche teorie del gender.”
    Volendo, anche il sostenere l’assolutezza e la non trasformabilità della natura umana potrebbe essere un argomento per giustificare rigide distinzioni e gerarchie basate su classe e razza. Volendo, anche il sostenere l’esistenza di un’entità superiore che ha determinato le leggi che governano le relazioni fra gli uomini potrebbe essere il sogno di molti dittatori che vogliano giustificare il proprio potere.
    Volendo, qualsiasi concetto, qualsiasi principio scientifico, filosofico o religioso può essere distorto e usato per giustificare una forma di potere.
    E quando, giustamente, l’articolo di Pikaia sottolinea che la teoria dell’evoluzione non è un’ideologia politica, sebbene sia stata qualche volta sfruttata in quel senso, lei si limita a dire “no, non è vero, ho ragione io, il darwinismo è uno strumento che legittima il materialismo scientista, capitalista e postumano”.
    Nessuna prova potrebbe farle cambiare idea, lei ha deciso che è così e basta. Lei si presenta come il ribelle contro il sistema e chi non la pensa come lei fa parte, più o meno consapevolmente, del sistema. Una logica circolare, impossibile da falsificare. Una logica nella quale bisogna aver fede.
    Una logica che non c’entra nulla con la scienza, eppure lei continua a tirar di mezzo la scienza, per adattarla alla sua visione del mondo, alla sua narrazione. Alla sua ideologia.

    • Maurizzio

      E’ innegabile comunque che il darwinismo sia stato “usato” da dittature “scientifiche”ferocissime come nazismo,stalinismo(e infinite varianti) e quel capitalismo(attualmente al potere) dove l’essere umano e la stessa natura non hanno nessun valore,se non speculativo.Attenderei piuttosto il processo lento ma soddisfacente della Scienza verso traguardi fino a ieri ritenuti impossibili.E quasi ogni giorno questo accade.

      • In realtà lo stalinismo negò la teoria dell’evoluzione per motivi ideologici. Il nazismo prese tutto ciò che faceva comodo per giustificare le proprie efferatezze, dalla scienza, dal paganesimo, dalla filosofia e dalla religione.
        Il darwinismo che i nazisti e altri folli hanno tirato di mezzo non ha niente a che fare con la scienza, è una versione distorta di una teoria, sfruttata per giustificare una propria visione del mondo. Un’operazione non diversa da quella dei tanti che usano le religioni come giustificazione per le loro attività ideologiche.
        Ripeto, qualsiasi concetto, qualsiasi principio scientifico, filosofico o religioso può essere distorto e usato per giustificare una forma di potere.
        Di chi è la colpa, in questo caso? Delle teorie, dei principi e delle fedi o degli ideologi che le distorcono e sfruttano per i propri fini?

        • Maurizzio

          Concordo in pieno con lei(con me sfonda una porta,anzi un portone aperto) che siano stati usati fedi,ideologie,religioni ieri e oggi per ogni nefandezza e interesse economico possibile: E’ la pura verità.Ma appunto anche il darwinismo tuttora viene “usato”(anche se la Scienza avanza ad una velocità incredibile e qualsiasi falla-errore viene,prima o poi rivelata) per scopi politici,economici,e novità delle novità…pure religiosi! Comunque riferendosi al compagno stalin(nella russia ex sovietica ci sono ancora un certo numero di nostalgici) si può notare che:Marx dichiarava che il libro di Darwin era molto importante perchè permetteva di fondare la lotta di classe sul principio della selezione naturale e Iosef Stalin diventava rivoluzionario dopo aver letto Darwin.Se poi lei si riferisce alle teorie dell’agronomo Trofim D.Lysenko debbo di nuovo concordare con lei.

          • Premesso che non sono comunista, vorrei ricordare che Marx era un filosofo e Stalin un dittatore. Non proprio la stessa cosa. Che Marx, in quanto pensatore, abbia letto e apprezzato Darwin è una cosa, che Stalin ne abbia tratto ispirazione è un’altra.
            Che poi, questa cosa che Stalin sia diventato rivoluzionario dopo aver letto Darwin proprio non mi torna, ne ho trovato notizia solo su siti creazionisti, quindi non proprio credibili su questo argomento.

          • Maurizzio

            Neppure io sono un feroce anticomunista.Stalin sicuro al 100% era un seguace di Marx(le sue affermazioni su Darwin sono scolpite nella storia non solo della filosofia).Che poi i siti creazionisti affermino che Stalin stesso conoscesse i libri di Darwin francamente non ne vedo il problema.Chi può oggigiorno fare pubblicità a Stalin? I siti darwinisti?In un mondo del tutto “liberale”(escluso pochissime nazioni in mano a dittatori) tutti si sentono antistalinisti.

          • Maurizzio

            Non credo che Darwin abbia responsabilità nel trionfo delle rivoluzioni-dittature atee di ieri e di oggi.Ma togliendo l’ostacolo maggiore al loro affermarsi,cioè la religione;in fondo sostenendo che l’anima non esiste(dunque anche Dio?)propio perchè un’animale è il progenitore dell’uomo(ma anche ne consegue che l’animale “non può possedere un’anima”)gli ha “involontariamente”spianato la strada.

          • Maurizzio

            Come pure è del tutto impossibile dimenticare la presenza (certamente per me non scomoda) di ricercatori di altissimo livello come Wallace.Impossibili da scancellare(l’oblio forzato non è sufficente) dal campo della ricerca dell’inizio della vita su la terra.

          • gianfranco56

            ..mi scusi ma almeno Lei, sull’esistenza dell’anima di crede oppure no? considerato che si è qualificato come NON feroce comunista 🙂 🙂 perché, qualora non ci credesse, vorrei proporle un contratto …

          • Maurizzio

            Gianfra’ quanto tempo ha per due argomenti che intessano ad entrambi?1 L’esistenza dell’Anima 2 Tutto quello che è comunismo è da eliminare.Se vorrà esporre le sue tesi avrò il piacere di seguirla.

          • Maurizzio

            Calcoli che la mia provenienza è cattolica e con tutta la modestia del caso la mia preparazione culturale-religiosa era abbastanza valida.Inoltre se questo non la scandalizza o la sconvolge sono pure un appassionato di Parapsicologia oltre aver militato in partiti di centro sinistra(con incarichi organizzativi) prima di Mani Pulite(sicuramente mai coinvolto !).

          • gianfranco56

            Ammaurì la mia voleva essere una provocazione. Mi interessava solo conosce come un “NON feroce comunista” pensasse sull’esistenza dell’anima. Tutto qui. Lei ci credo oppure no? Per una dissertazione filosofica eventuale, io sono già troppo vecchio. Mi dispiace.

          • Maurizzio

            gianfrà perdonami ma io ho scritto:Neppure io sono UN FEROCE ANTICOMUNISTA.Oggi sono molto occupato ma più tardi vorrei continuare i commenti con te e gli altri amici…..se possibile

          • Darwin non aveva l’obiettivo di attaccare la religione, lui ha semplicemente dimostrato che non è necessario ricorrere all’intervento di un “progettista” sovrannaturale per spiegare la complessità della vita sulla Terra. Attaccare lui per criticare chi ha tratto determinate riflessioni dai suoi studi e concettualmente e logicamente sbagliato.
            Aggiungo anche una cosa: le dittature che hanno insanguinato il mondo non solo soltanto atee, anzi. Ce ne sono state diverse che hanno ripreso, spesso distorcendoli, molti principi religiosi. Prima ancora che atee o religiose, le dittature sono derive estremiste dove qualsiasi valore può venir manipolato pur di giustificare il potere di pochi.
            Quindi anche dire che Darwin, indebolendo la religione, ha spianato la strada alle dittature criminali non è corretto, perché nella gran parte dei casi queste dittature non si curavano dell’esistenza o meno dell’anima.

          • Maurizzio

            So benissimo che Darwin non era nemico delle Religioni e per quello che mi riguarda(e a mio modestissimo parere)ho sempre sostenuto che anzi Lui credesse a “qualcosa”di Supremo.Ho invece detto che:Il darwinismo è STATO USATO!Propio nel mio commento precedente.E una dittatura che disponga del potere assoluto e lo voglia mantenere per prima cosa deve “lavare il cervello” alla massa.Abbattere la cultura precedente per sostituirla con il Nuovo.ps.Non dubito minimamente della sua affermazione che non tutte le dittature siano atee! Da cultore della Storia Umana mi dovrei nascondere dietro la lavagna!

          • Lieto di constatare che siamo d’accordo. Credo che ora potrà capire perché disapprovo chi descrive il darwinismo come un qualcosa di indiscutibilmente ideologico. Così facendo si addossano le colpe di alcune persone a una teoria scientifica, il che è un errore grave dal punto di vista storico, filosofico, scientifico.

          • guest

            Darwin non aveva l’obiettivo di attaccare la religione, lui ha
            semplicemente dimostrato che non è necessario ricorrere all’intervento
            di un “progettista” sovrannaturale per spiegare la complessità della
            vita sulla Terra.

            Ma questa tesi (generazione spontanea dalla materia) non era certamente nuova (Democrito, Empedocle, Epicuro):

            “Crederono molti che per questa bella parte dell’universo che noi comunemente chiamiamo terra, tosto che dalla mano dell’eterno Maestro uscì stabilita, o in qualsisia altro modo col quale follemente farneticassero che ciò potesse essere avvenuto, crederono, dico, che ella in questo stesso momento cominciasse a vestirsi da sè medesima d’una certa verde lanugine … e dicono che ella cominciasse dalle viscere sue a produrne di tutte quante le spezie [di animali]; cioè dall’elefante infino alle più minute e quasi invisibili bestiuole.” Francesco Redi.

            La differenza sostanziale, secondo me, e` questa: se dico “in uno scontro automobilistico, tende a sopravvivere il veicolo di massa maggiore”, faccio un`affermazione scientifica di ambito fisico (la massa si puo` misurare); se invece dico “in natura tende a sopravvivere il piu` adatto (a sopravvivere)”, faccio un`affermazione pseudo-scientifica (come misuro l`adattabilita` in linea di principio, senza incorrere in un ragionamento circolare?), che puo` avere un senso solo interpretandola in questo modo: “sopravvive chi sopravvive, qualunque sia il motivo” (giustificazione a posteriori)”.

            Credo che Joyce abbia ben catturato lo spirito darwinista del colonialsimo inglese quando scrisse che Robinson Crouse e` il prototipo dell`imperialista anglosassone per via della sua “creudelta` inconsapevole” (natura senza uno scopo) e “dell`intelligenza efficiente ma tardiva” (perfette spiegazioni a posteriori).

            Lovinski

          • GIUSEPPE CACIOPPO

            Marx il mandante, Stalin l’ esecutore !
            Alla base il concetto che la natura umana, non avendo origine divina, è manipolabile a discrezione e volontà!

          • Quindi la natura divina è un dato di fatto che tutti dovrebbero riconoscere e chiunque la neghi incoraggia dottrine e dittature feroci?

          • GIUSEPPE CACIOPPO

            Spiace ammetterlo, ma gli uomini quando decidono di fare il bene dei loro simili generalmente finiscono per accopparli !

        • Enzo Pennetta

          In realtà lo stalinismo rifiutava la genetica mendeliana e non la teoria darwiniana, come descritto in questo articolo:
          https://www.enzopennetta.it/2014/01/vavilov-martire-della-genetica/
          .
          L’avversione del comunismo verso la genetica (e non verso il darwinismo di cui ricordiamo Marx fu un sostenitore) venne confermata anche in Italia con il grave episodio del boicottaggio del centro di eccellenza di Buzzati Traverso:
          https://www.enzopennetta.it/2013/12/pikaia-il-pasticciaccio-brutto-del-caso-buzzati-traverso/
          .
          Come faceva inoltre lo stalinismo a negare la teoria dell’evoluzione e poi sostenere il lamarckismo che sempre di evoluzione tratta?
          Come ho detto nell’intervento sopra, fin dall’inizio il darwinismo è stato impiegato come instrumentum regni nel senso di giustificatore di determinate politiche colonialiste e capitaliste, e il fatto che nessun evoluzonista, ripeto nessuno, a partire dallo stesso Darwin, si sia mai opposto a questo dice tutto.

    • Giorgio Masiero

      E quando, giustamente, l’articolo di Pikaia sottolinea che la teoria dell’evoluzione non è un’ideologia politica, sebbene sia stata qualche volta sfruttata…” lo fa nella maniera meno credibile possibile, temo, perché il sig. Viola, e con lui Pikaia in questo caso, non riescono a loro volta ad evitare d’ideologizzare l’evoluzionismo col discorso sulla “natura umana”, ecc., ecc.
      Lasciamo ai filosofi, Greylines, parlare di “natura umana”, che un concetto più vasto, complesso, ambiguo, che contiene tutti gli opposti, io non troverei nel dizionario.

      • E lasciamo a complottisti e ideologi, Masiero, certe fallacie logiche tipo “Hitler ha preso spunto dalle teorie di Darwin quindi il darwinismo è responsabile del nazismo”.

        • Giorgio Masiero

          Lei, Greylines, non risponde alla mia obiezione. E mi dispiace, perché La stimo. Quanto alla frase da Lei qui virgolettata, io non ho nessun problema a dire che è una fallacia logica.

    • Enzo Pennetta

      E quando, giustamente, l’articolo di Pikaia sottolinea che la teoria dell’evoluzione non è un’ideologia politica, sebbene sia stata qualche volta sfruttata in quel senso, lei si limita a dire “no, non è vero, ho ragione io, il darwinismo è uno strumento che legittima il materialismo scientista, capitalista e postumano”.
      Nessuna prova potrebbe farle cambiare idea, lei ha deciso che è così e basta. Lei si presenta come il ribelle contro il sistema e chi non la pensa come lei fa parte, più o meno consapevolmente, del sistema. Una logica circolare, impossibile da falsificare. Una logica nella quale bisogna aver fede.

      .
      Che il darwinismo sia l’elevazione a legge di natura di una teoria socioeconomica come il malthusianesimo non è una mia illazione, si ricava direttamente dagli scritti di Darwin e Wallace che dichiarano che la teoria trae ispirazione da Malthus.
      Non è invece vero che sostengo che la teoria legittimi il materialismo scientista, legga bene Greylines quello che ripeto regolarmente, e che cioè sono i sostenitori del materialismo scientista che si sono appropriati della teoria facendole dire quello che non può dire per i limiti stessi imposti dall’epistemologia.
      Come vede nessuna fede, si tratta di fatto facilmente verificabili da chiunque in qualsiasi momento, anche da lei.

  • Giorgio Masiero

    “Coloro che postulano l’esistenza di una natura umana dalle caratteristiche determinate, fisse, assolute, vengono falsificati dai risultati di una ricerca scientifica…”, dice il sig. Olmo Viola su Pikaia. A me risulta, al contrario, che la natura umana non sia in nulla cambiata da 2.000 anni, o da 20.000 (il tempo delle grotte di Lascaux) o da 200.000 (i tempi della Venere di Berekhat Ram). Qualcuno mi sa dire quali sarebbero i risultati della ricerca scientifica cui fa riferimento Viola? O questo signore adegua i fatti ai suoi pre-giudizi (ideologia)?
    Secondo. Perché la concezione di una natura umana speciale, diversa per genere oltre che per grado, dalla natura delle altre specie, “degrada” l’uomo? Non è piuttosto il darwinismo, quando nega la differenza di uno status specifico dell’uomo, a degradarlo?!

    • Nando

      1) Basta cercare un reperto riconducibili a Homo sapiens più vecchio di un milione di anni. Siamo a 300.000 e pare poco ragionevole trovarne di più antichi, ancorché la cosa non sia assolutamente esclusa.
      2) Perchè non è scientifica, ma ideologica e come tale ostacola ragionamenti molto semplici generando preoccupanti spirali anti-scientifiche (v. punto 1). Il darwinismo non “degrada” l’uomo, lo descrive nell’ambito di una teoria, che se pretesa assolutamente vera è tanto perniciosa quanto l’assoluta negazione di tale descrizione in assenza di elementi concreti.

  • Simon de Cyrène

    Il semplice fatto che il discorso di tale Viola che si pretende “scientifico” si riferisce a delle nozioni di natura mostra (1) quanto ignorante sia l’autore circa la nozione di “natura” ; (2) quanto il discorso evoluzionista (ne senso di darwinista o para-darwinista) non sia neanche capace di circoscrivere il proprio campo di studio con precisione ; (3) quanto lo stesso discorso darwinista non ha nessuno linguaggio preciso proprio, ma sempre trabocca con abusi di linguaggio in campi ad esso ortogonali (qui abbiamo un’errata nozione di “natura”, ma abbiamo già visto gli orrori concettuali legati alle nozioni non capite di caso, di caos, alla tautologica nozione della specie “vincente”, etc) ; (4) che veramente siamo di fronte ad un semplice discorso ideologico che poco capisce il processo stesso dell’evoluzione; (5) che il tipico biologo/”scientifico” medio “darwinista” nelle sue idee è alla comprensione dei processi evoluzionisti quel che il manovale idraulico è rispetto allo studio la dinamica dei fluidi: si ferma al problema della saldatura di tubi…

  • paolo magris

    “Ancora una volta l’evoluzione è sotto attacco. Mai una volta che si
    lancino anatemi contro lord Kelvin e il secondo principio della
    termodinamica.”….straordinario…a parte il fatto che l’attacco al secondo principio della termodinamica la fanno gli evoluzionisti, che ancora non spiegano come la loro teoria non la violi ( ricorrono alla immissione di informazione dal sole..sic) ma in ogni caso, paragonare l’evoluzione a leggi comprovate, testabili ed osservabili, è sintomo della intossicazione ideologica che tanti intellettuali hanno, e che li fanno gridare al sacrilegio ogni qualvolta qualcuno tocchi il loro Dio. Ed è vero, come dice l’articolo, che nella sua furia talebana, Pikaia non distingue tra evoluzione e meccanismi che cercano di spiegarla, come fa ( male) il darwinismo, e quando dicono che rifiutare la teoria dell’evoluzione è “rifiutare la modernità scientifica” probabilmente nemmeno loro sanno di cosa parlano, si limitare ad alzare uno striscione con uno slogan di banalità imbarazzante.

  • viaNegativa

    Mi sembra strano dover ringraziare Enzo per portare costantemente la nostra attenzione su siffatto ciarpame, eppure dovrò farlo perché articoli come questo aiutano a rivitalizzare quelle difese immunitarie culturali che, in questi tempi di immuno-deficienti, sembrano esser depresse oltre ogni limite. Cosa che permette di scrivere impunemente le più grandi boiate, a quanto pare.

    Detto questo, concorderei con chi afferma che nessun sistema di pensiero religioso-filosofico-scientifico è immune da distorsioni e possa sempre esser piegato all’ideologia, anche se è l’acqua calda. Noterei però quanto segue:

    1) negare l’esistenza di una “natura umana assoluta” (*) in nome dei risultati scientifici significa essere già piegati all’ideologia, anche inconsapevolmente, giacché la scienza sperimentale non dispone degli strumenti per esprimersi su tali questioni. Cosa che è stata ripetuta alla nausea su queste pagine e che chissà quante volte ancora dovrà esser ribadita. Ma soprattutto

    2) altro è il sottomettere un sistema di pensiero a certi fini pratici, altro è l’esplicitarne in modo onesto e coerente le conseguenze implicite nelle “premesse” o per meglio dire, in questo caso, nei suoi sottintesi metafisici.

    Ora, un’imago mundi essenzialmente meccanicista quale è quella darwinista porta necessariamente alla negazione di nature/finalità naturali, tra le altre cose. Ma tale negazione ha delle implicazioni, tanto precise quanto ineluttabili, ad es.
    – l’impossibilità di fondare una morale naturale, in quanto conforme alla natura umana, per l’ovvio motivo che tale fondamento necessita di un concetto forte, intensivo, di natura che in questo caso non si dà. Così, l’unico “fondamento” della morale potrà essere quello positivo/convenzionale in cui i valori sono arbitrariamente stabiliti sulla base del potere/consenso. Ciò ha ripercussioni di tipo giuridico, data
    – l’impossibilità di fondare il diritto naturale, essendo questo privato di un fondamento reale. Anche qui il “fondamento” diviene il consenso, concesso o estorto che sia, ma sempre arbitrario. Questa impossibilità, unita all’impossibilità di fondare il concetto di persona in quanto caratterizzata da una natura conduce alla
    – negazione dei diritti della persona umana.
    [Volendo ci si potrebbe spingere ancora più in là, perché la duplice impossibilità di fondare il diritto naturale unita all’impossibilità di fondare la nozione di popolo/nazione ha conseguenze esiziali anche nel campo del diritto internazionale. E gli avvenimenti di questi giorni qualcosa al riguardo la dicono, per chi ha voglia di ascoltare…]

    Dicevo che queste sono conseguenze ineluttabili, eppure in pochi tra i sostenitori di certe posizioni sono pronti ad accoglierle serenamente come ci si aspetterebbe da liberi e onesti pensatori. Se la cosa può disorientare, la nebbia si dirada subito nel momento in cui ci si ricorda che l’etica è, vorrei dire, il “banco di prova” di un sistema metafisico del quale si potrebbe coglierne la falsità proprio a partire dalle conseguenze etiche dello stesso. Ed ecco perché tutti si preoccupano di rendere ragione della propria etica in quanto conforme alle aspirazioni dell’uomo. E visto quanto sbiellata è l’etica che deriva da una metafisica come quella sottesa dal darwinismo, si faccia chi legge due conti sulla bontà di questa ultima.

    (*) In senso stretto non esiste alcuna “natura umana assoluta”, poiché nell’ordine corporeo ogni natura, in quanto creata, dipende da una serie di cause prossime e remote, ma in modo ancora più radicale dalla sua Causa Prima che è l’unica Natura (naturante) Assoluta. Si può invece parlare di natura umana universale e immutabile.

    • guest

      Dicevo che queste sono conseguenze ineluttabili, eppure in pochi tra i
      sostenitori di certe posizioni sono pronti ad accoglierle serenamente
      come ci si aspetterebbe da liberi e onesti pensatori.

      In realta` molto onestamente, seppure in maniera coerentemente contraddittoria -date le premesse- il sociologo darwinista Benjamin Kidd (1858-1916) aveva gia` affrontato la questione che giustamente hai sollevato; cito dalla Treccani (1933):

      “Il suo scritto più notevole è Social Evolution (Londra e New
      York 1894, tradotto in molte lingue). Seguace dell’evoluzionismo, il K.
      vorrebbe che lo sviluppo storico dell’umanità fosse considerato alla
      stessa stregua dello sviluppo biologico. D’altronde pensa che
      l’individuo, essenzialmente egoistico, non abbia alcun interesse
      all’evoluzione sociale, onde solo nasce la storia, e che tale interesse
      possa esser in lui destato solo da sanzioni religiose. La sua concezione
      contamina quindi in modo singolare una fede positivistica e una fede
      religiosa, che si contraddicono a vicenda. Tra gli altri scritti sono da
      ricordare i Principles of Western Civisilation (1902).”

      Lovinksi

      • viaNegativa

        Certamente, le eccezioni ci sono, ma vanno a confermare la regola.

        Ad esempio, in altri campi come la filosifa della mente c’è chi in modo altrettanto onesto e coerente con le proprie assunzioni di partenza sostiene posizioni (es. eliminativismo) che la stragrande maggioranza dei suoi “correligionari” ritiene inaccettabili, e perché stridono in maniera deflagrante col senso comune e perché sono in ultima analisi indifendibili anche sullo stretto piano teoretico.

        Stessa cosa per l’etica: ci sono voci fuori dal coro e poi c’è la stragrande maggioranza che fa a gara per dimostrare quanto sia migliore chi agisce “moralmente” senza aspettarsi ricompense ultraterrene (mancando, per altro, totalmente il punto della questione) …

  • muggeridge

    La Turchia pare abbia tolto dai programmi di studio proprio l’evoluzione e non la sola teoria darwiniana, quindi questa decisione andrebbe anche contro a quanto si afferma tranquillamente qui, ossia che l’evoluzione è un fatto. Ovvio poi che a essere colpita sia il la teoria di Darwin perché alla fine è praticamente la spiegazione “ufficiale” di come sia avvenuta l’evoluzione. In questo modo i darwinisti militanti hanno buon gioco a legare teoria ed evoluzione e a confondere le due cose e da qui trarre tutte le solite conclusioni di tipo ideologico. Comunque credo che al darwinista militante (che non è necessariamente un ricercatore che ritiene la teoria di Darwin plausibile, ma uno che la utilizza per altri scopi), passare come un propagandista di un’ideologia ci possa ancora stare, mentre non credo possa sopportare l’essere accostato a un fedele di una religione. Eppure proprio quelle fosche previsioni sul futuro della Turchia fanno capire che ci si richiama a una specie di “punizione divina”, anzi la si auspica, per chi osi rinnegare questa fede.

  • – Lysenko ha attaccato sia la genetica mendeliana sia l’evoluzione darwiniana (riteneva che il lamarckismo fosse più in linea con lo spirito del marxismo). Mi sembra abbastanza evidente che il lysenkoismo aveva una prospettiva sull’evoluzione totalmente errata, basata su una distorsione ideologica della scienza. Lysenko rifiutava anche gli studi di Thomas Hunt Morgan, uno dei padri del neodarwinismo. Per lui, tanto Mendel quanto Darwin erano reazionari e autori di una “bourgeois pseudo-science”.
    https://en.wikipedia.org/wiki/Lysenkoism
    http://www.encyclopedia.com/science/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/disastrous-effects-lysenkoism-soviet-agriculture
    http://hplusmagazine.com/2013/05/22/trofim-lysenko-soviet-ideology-and-pseudo-science/
    http://www.wbur.org/commonhealth/2017/04/07/cautionary-tale-politics-science-lysenko
    http://skepdic.com/lysenko.html
    https://www.theguardian.com/education/2003/sep/11/research.highereducation
    https://www.britannica.com/biography/Trofim-Lysenko
    http://www.smithsonianmag.com/science-nature/when-the-soviet-union-chose-the-wrong-side-on-genetics-and-evolution-23179035/
    – Darwin e Wallace hanno visto all’opera nella natura alcuni processi descritti da Malthus in ambito economico. Il che è molto, molto diverso dal dire che hanno elevato a legge di natura una teoria socioeconomica. La prima frase è una constatazione, la sua è un’insinuazione.
    Subito dopo lei scrive “Non è invece vero che sostengo che la teoria legittimi il materialismo scientista”, il che stride con il titolo di questo suo post, “il darwinismo è inevitabilmente ideologico”. Cosa che da anni lei va ripetendo.
    Il (neo)darwinismo è una teoria scientifica ma qui se ne parla sempre e soltanto come di una ideologia, come se tutti gli scienziati che la usano nelle loro ricerche fossero a) incompetenti, perché si ostinano a usare una teoria sbagliata; b) complici di un grande piano di controllo mondiale.
    La realtà è che tantissimi ricercatori — inclusi molti di quelli che ho visto citati a sostegno delle “controteorie” di CS benché la pensino in maniera molto diversa — non hanno tempo da perdere con queste storie e preferiscono lavorare. Ma a lei questo non sembra interessare. L’importante è attaccare il nemico con ogni mezzo disponibile.
    – Che nessun evoluzionista si sia opposto all’uso della teoria come giustificazione delle politiche colonialiste e capitaliste è una falsità talmente grande che non capisco come possa averla scritta.

  • Nando

    Di fronte al gravissimo attacco del regime turco alla scienza e alla conoscenza in generale, questo articolo è una efficace materializzazione dei timori che ho manifestato qualche tempo fa rispetto alla linea ideologica impartita dal proprietario a questo suo blog e alle possibili conseguenze di tale atteggiamento.

    Nell’articolo di pikaia non c’è alcun riferimento diretto alla selezione naturale, ma si parla di evoluzione (che è un fatto scientificamente provato, spero almeno su questo si concorderà).

    In un altro articolo di questo blog, di fronte alla assurda e anacronistica decisione turca, si parla di “vero errore”, in riferimento al fatto che la selezione naturale è spesso insegnata nelle scuole come un fatto senza evidenziarne le lacune: come se invece, l’idea di cancellare l’evoluzione in toto dalle scuole, non lo fosse!

    Che si ritenga meno grave la negazione di un fatto scientifico (l’evoluzione) rispetto alla promozione di una ipotesi comunque verosimile (la selezione naturale) è quanto meno grave, soprattutto quando viene da parte di un docente di scienze naturali, che invito ad una più accurata riflessione riguardo alla sua classifica degli errori.