Vasco Rossi e Nietzsche: così parlò Zarathustra

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L’inizio del concerto di Vasco Rossi è stato apertamente ispirato a quello del film 2001 Odissea nello spazio, un sole che sorge, ma è l’alba di cosa?

Chi non ha mai cantato le canzoni di Vasco Rossi? Pochissimi immagino, anche chi scrive ne aveva nello stereo dell’auto suonate come sottofondo di anni più o meno lontani, ma quel sole che sorgeva sullo schermo del concerto “più grande della storia” mentre quello vero tramontava all’orizzonte, merita delle riflessioni che vanno oltre il piacere della musica e l’emozione di una canzone. Quell’alba elettronica è un momento immediatamente suggestivo e fugace per la massa degli spettatori ma è anche carico di significati e riflessioni per chi ne conosce la fonte d’inspirazione.

Il sole che sorge sulle note di Also Sprach Zarathustra, opera di Nietzsche del 1883 e omonimo titolo di un brano  di Richard Strauss del 1896, è lo stesso identico scenario che fu scelto da Stanley Kubrick per la scena iniziale del film 2001 Odissea nello spazio del 1968.

Così parlò Zarathustra di Nietzsche è uno scritto che riprendendo lo stile del Nuovo Testamento lancia l’idea dell’oltre uomo (o superuomo), quella secondo cui l’Uomo attuale altro non è che il punto di passaggio verso una meta che una volta realizzata si volterà a guardarlo con un senso di vergogna, così come l’uomo guarda alla ‘scimmia’ sua progenitrice:

Io vi insegnerò cos’è il Superuomo. L’uomo è qualcosa che deve essere superato. Che cosa avete fatto per superarlo?
Tutti gli esseri fino ad oggi hanno creato qualcosa che andava al di là di loro stessi: e voi invece volete essere la bassa marea di questa grande ondata e tornare ad esser bestie piuttosto che superare l’uomo?
Che cos’è la scimmia per l’uomo? Qualcosa che fa ridere, oppure suscita un doloroso senso di vergogna. La stessa cosa sarà quindi l’uomo per il Superuomo: un motivo di riso o di dolorosa vergogna.
Avete percorso il cammino dal verme all’uomo, ma in voi c’è ancora molto del verme. Una volta eravate scimmie, e anche adesso l’uomo è piú scimmia di qualsiasi scimmia al mondo. Ma anche il piú saggio di voi non è che un essere ibrido, qualcosa di mezzo fra la pianta e lo spettro. È questo forse ch’io vi comando di essere? Fantasmi o piante?
Guardate, io invece vi insegno a diventare Superuomini!
Il Superuomo, ecco il vero senso della terra. La vostra volontà quindi dica: il Superuomo diventi il senso della terra.
Vi scongiuro, o fratelli, siate fedeli alla terra, e non credete a coloro che vi parlano dl speranze ultraterrene! Essi sono dei manipolatori di veleni, sia che lo sappiano, o no.

Ma il pubblico dei 220.000 davanti al quale viene presentato lo Zarathustra di Nietzschè (più i restanti milioni di spettatori e non situati altrove) è quello degli ‘ultimi uomini’ lo stadio che precede la realizzazione del superuomo, che in quanto tali (con la consapevolezza o meno dello stesso Vasco Rossi) vengono quasi insultati a loro insaputa, il tipo antropologico raccontato nelle canzoni del Blasco è infatti rappresentativo della tipologia dell’ “Ultimo uomo”:

L’ultimo uomo è fondamentalmente un individualista alla ricerca dell’unica meta riconosciuta, vale a dire la propria salute fisica e il piacere. Un uomo che, giunto alla fine della storia, si scopre simile a quel primo uomo dal quale si era messo in cammino.
Il primo uomo era un selvaggio. La sua condizione era quella di chi non sente obblighi verso la società, perché la società non esiste o perché sente di non doverle nulla. Esattamente questo pensa l’ultimo uomo: la società è qualcosa che egli sfrutta per quello che ne può ricavare, la regola è la scala gerarchica che vede prevalere il forte sul debole, dove la sua forza non è più intesa, ovviamente, in un primordiale senso fisico, ma si è evoluta al livello economico e sociale.
Al tempo stesso l’ultimo uomo, che nel proprio egoismo ed egocentrismo è diventato un nuovo selvaggio, vive in una società che, sviluppatasi in una civiltà organizzata per secoli sul perseguimento del bene comune, è tornata ad essere barbara. In essa regna la negazione dei propri doveri verso il singolo. Una società che è pronta a fornire nuovi diritti ma che non assume alcun dovere. In questo modo, i diritti altro non sono che la licenza di comportarsi secondo i propri desideri e, infine, secondo i propri capricci, il tipo di comportamento tipico proprio del primo uomo.

Da “L’Ultimo uomo”, E. Pennetta 2016 – Ed. Circolo Proudhon,pag. 217-218

La folla in delirio davanti al super palco è variegata, è una serata di divertimento innocente ma anche di presenza altrettanto inconsapevole, il sole che sorge dal maxi schermo lo fa su un’umanità liquida, soffocata da problemi globali, esattamente come in 2001 Odissea nello spazio, il racconto di Clarke e Kubrick che quasi mezzo secolo fa (prima del famoso rapporto ‘The limits to growth’ e della nascita del Club di Roma. ndr) prevedeva una medesima situazione per l’inizio del terzo millennio, esso proponeva infatti scenari con problemi quasi insormontabili per un’umanità minacciata dalle armi nucleari e immersa negli incubi malthusiani di scarsità di risorse alimentari di inquinamento e sovrappopolazione. Una realtà espressa attraverso i pensieri di Heywood Floyd, uno dei protagonisti:

Fin da quando riusciva a ricordare, non si era trattato tanto di una ‘situazione’ quanto di una crisi permanente. A partire dagli anni Settanta, il mondo era stato dominato da due problemi che, ironicamente, tendevano ad annullarsi a vicenda. Sebbene il controllo delle nascite fosse economico, sicuro e approvato da tutte le religioni più importanti, esso era stato attuato troppo tardi; la popolazione mondiale ammontava ormai a sei miliardi di individui… un terzo dei quali nell’impero cinese. In alcuni Stati autoritari erano state addirittura approvate leggi che imponevano alle famiglie due soli figli, ma la loro applicazione aveva dimostrato di essere impossibile.

Per conseguenza, i viveri scarseggiavano in ogni Paese; persino negli Stati Uniti v’erano giorni in cui non si poteva acquistare carne, e si prevedeva una diffusa carestia entro quindici anni, nonostante gli eroici tentativi di coltivare il mare e di produrre alimenti sintetici. Sebbene la necessità della collaborazione internazionale fosse più urgente che mai, rimanevano tante frontiere quante in ogni epoca precedente.

Clarke, Arthur C.. 2001: Odissea nello spazio (Fanucci Editore) (Italian Edition) (posizioni nel Kindle 459-462). Fanucci. Edizione del Kindle.

 

Quell’umanità che acclama nella pianura è quella degli ultimi uomini contenti di esserlo, sradicati e schiacciati da minacce apocalittiche di tipo ambientale unite a striscianti minacce di guerre atomiche sterminatrici, essi sono il terreno di coltura dell’ “oltre uomo” ma non saranno loro a diventare l’oltre uomo.

L’oltre uomo (o superuomo) Kubrick lo rappresentò alla fine del film in una scena dove, analogamente a quella iniziale, riecheggiano le note di Also Sprach Zarathustra:

Ma questa scena non era adatta per lo schermo di Vasco. Per trovare i germogli dell’oltre uomo (e quindi del post umano) bisogna frequentare altri raduni, luoghi più elitari come il Burning Man e altri ambienti simili, non le pianure della bassa padana.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali. Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo"

  • Maurizzio

    Vasco Rossi Pensatore.Che possiamo pretendere di più ? In pratica non ci manca niente!

  • Maurizzio

    Tra le sue verità inconfutabili:La scienza ha dimostrato che Dio non esiste……Amen

  • muggeridge

    Un tizio sicuramente sopravvalutato artisticamente. Lo ricordo agli esordi da cantante, mi pareva un patetico quarantenne che sbavava dietro alle minorenni, uno “fuori tempo massimo”, e questa impressione mi è sempre rimasta, anche quando ha azzeccato alcune canzoni. E’ il cantore dello sballo, basta pensare che il suo marchio di fabbrica è la voce impastata tipica di chi si è fatto. Sicuramente un cattivo esempio che si è schierato sempre coi radicali solo perché questi sono sempre stati a favore della liberalizzazione delle droghe più o meno leggere e di ogni libertinaggio. La cosa sconvolgente è il feeling che ha da anni con Rai Uno, infatti su quella rete è andato in onda anche il mega-concerto con pochi giovani e molti reduci della cultura dello sballo che si autocelebra e si emoziona per versi poco più che banali perché si sentono tutti molto antagonisti e “contro” quando sono sempre stati al centro di un business impacchettato a loro misura. Più che il superuomo rischiano di rappresentare il loro opposto, ossia l’untermensch, in quanto umanità persa nel mito dello sballo fine a se stesso che priva l’uomo delle migliori funzioni intellettuali.

  • Maurizzio

    Il Superuomo ? I SuperUomini ? Ma Nietzsche piace ancora alla sinistra ?

  • Blas

    Speriamo che questa storia del oltre l’uomo sia come il “Cosi parlo Zarathustra” di Strauss, dopo l’introduzione non si puó piú sentire.

  • Le istituzioni non hanno saputo resistere alla tentazione: hanno calato le difese.

    Alla vigilia del “Vasco Modena Park” il Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà (MoviSol) ha dichiarato la propria indipendenza culturale e musicale, facendo affiggere alcuni manifesti nelle zone di Modena prossime a quella “sequestrata” ai cittadini modenesi per la performance del Sig. Vasco Rossi.

    Esiste un equivoco sulla natura della musica (e dell’arte in generale). Per uscire dalla crisi economica occorre risalire ai principii e fare ordine mentale. Quali vantaggi possiamo trarre da nichilismo e rassegnazione?

    Vedi: http://movisol.org/movisol-a-modena-alla-vigilia-della-performance-di-vasco-rossi/

    https://uploads.disquscdn.com/images/7a8d44f9f0e5b6f11ae1bfa3e521662a71536afa52397bf7689a93eedf4da3fb.jpg

    • Enzo Pennetta

      Proporre la musica classica come vera musica rivoluzionaria sarebbe una strada da provare, ma intanto si chiudono i conservatori per mancanza di fondi.

  • macchissenefrega…

    Italiani, popolo di ‘gaudenti’. I ristoranti sono sempre pieni, se vuoi mangiare una pizza devi prenotare con largo anticipo. I bar, ce n’è uno ogni due esercizi commerciali in qualsiasi strada del Belpaese, sono sempre pieni zeppi e ci si mette in coda per consumare un caffè. Le città d’arte e i luoghi di villeggiatura sono sempre stracolmi più di italiani che di turisti stranieri.
    Stadio, cinema e teatro non ne parliamo proprio, fanno sempre sold out. Per finire con l’apoteosi del concertone dei 225MILA ‘paganti’ di Vasco Rossi al Modena Park. Quale politico oggi sarebbe in grado di mobilitare, non i 225mila de ‘il Blasco’, ma appena mille italiani e chiamarli a raccolta in una delle tante piazze italiane? Pisapia, Renzi, Bersani, Berlusconi, Salvini, o chi altro? Nessuno, purtroppo. Colpa della politica e dei politici? Certo, ma soprattutto colpa di un popolo rassegnato al meno peggio e votato all’astensionismo ad oltranza. Un popolo che non partecipa e che non chiede conto alla classe dirigente di questo Paese di come amministra e gestisce la cosa pubblica. Un popolo che pensa solo al proprio orticello e a godersela finchè ce n’è, fregandosene di tutto il resto! Disoccupazione, immigrazione, povertà, welfare, sicurezza, scuola, sanità, giustizia, ecc, ecc, macchissenefrega… Quale altro popolo avrebbe subito supinamente il disastro di un debito pubblico senza precedenti pagando zitto e mosca una valanga di tasse a fronte di salari e pensioni ai minimi europei? Ma che razza di gente siamo? Un tempo si diceva degli italiani un popolo di “santi, poeti e navigatori”. Oggi, siamo sempre più convintamente quelli degli “spaghetti, pizza e mandolino”. Un popolo di ‘gaudenti’ che si mobilita solo per la movida. Un popolo diviso come non mai e che si unisce solo davanti ad un talent show, per una partita di calcio, ‘na biretta e qualche canzonetta. Il massimo che sappiamo fare è donare qualche euro con un sms quando l’Italia crolla sotto le macerie… ma non basta, non può e non deve bastare!

    • Maurizzio

      Esatto.Anche nei decenni passati si pensava a divertirsi !! Eccome.E nessuno si scandalizzava se qualche centinaia di migliaia di fans bivaccavano per giorni e giorni sotto il sole,la pioggia e chi sa cosa altro ancora per ascoltare musica tutto il benedetto giorno.Unica differenza :”Gli Altri” esistevano ancora.

    • Enzo Pennetta

      Descrizione purtroppo giusta per una grande percentuale di persone, aggiungerei però che si tratta del risultato voluto da decenni di comunicazione spazzatura, e non parlo solo della tv berlusconiana, comincerei dalle trasmissioni anni ’70 con le dementi canzonette della Carrà, tanto per citarne uno, personaggio che infatti oggi è al di sopra delle critiche.
      Anche i clan Costanzo poi ha fatto e fa la sua parte,

  • Tommaso Bissoli

    Il troglodita cantante è certamente un grembiulino… lo si capisce dalla sua lirica…
    Ormai fre regole e compassi ci sguazza…

    Ecco perchè tanta pompamagna mediatica…

    Cosí com’è chiaro che per il grembiulame internazione i vip dello showbiz e delle major leagues devono soppiantare il politico nella direzione del consenso di massa…

    Il trogglo, il “giova” etc…
    Tutti grembiulini… o pseudo-grembiulini… utili idioti alla bisogna o definitivamente prostituiti all’architetto…