Soros, il problema indicibile

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La nazione è sottoposta all’ingerenza di un singolo personaggio che esercita un potere illecito e che, secondo le moderne definizioni, è in guerra contro l’Italia.

 

La presa esercitata da George Soros sull’Italia è andata chiarendosi negli ultimi tempi, un contributo rilevante è stato fornito da Daniel Wedi Korbaria, un eritreo che vive a Roma dal 1995, sulle colonne del sito Media Comunità Eritrea. Nell’articolo si rimanda ad un episodio avvenuto nel 2010 e precisamente all’offerta fatta a George Soros dall’allora sindaco di Firenze, Matteo Renzi, di ospitare nello storico edificio delle Murate un centro di rifugio per ‘blogger perseguitati’. In pratica il futuro Premier italiano ha cercato Soros per offrirgli un “regalo”, ma vediamo cosa diceva il Corriere di Firenze in quell’occasione:

La fondazione Soros ha accettato di aderire al gruppo di lavoro per creare «case rifugio» per i blogger dissidenti. Ventiquattro attivisti, giornalisti del web, che non possono più vivere nei paesi di provenienza perché perseguitati, abiteranno alle Murate, dal 2011. L’Open society institute & Soros Foundation, «braccio armato» (virgolettato nell’originale ndr) del discusso finanziere Soros, negli anni ha finanziato molte associazioni e gruppi indipendenti che lottavano contro i regimi: tra i primi, Solidarnosc in Polonia e il movimento che ha portato alla «rivoluzione delle rose» in Georgia. E ora la fondazione, per bocca del presidente Aryeh Neier, ha accettato di partecipare alla creazione di questo centro.

Un incontro tra i due era avvenuto durante un viaggio negli Stati Uniti nel corso del quale il sindaco di Firenze aveva chiesto di essere ricevuto da Soros, come riferito da “The florentine“. Ovviamente tra i blogger perseguitati che godono della protezione di Soros troviamo, e troveremo, solo quelli di paesi bisognosi di una rivoluzione colorata o di una esportazione della democrazia. Nella casa rifugio delle Murate non c’è posto per chi contesta le politiche dei governi neoliberisti, per questi ci sono i provvedimenti che prendono il nome di azioni contro le fake news e gli hate speech. Il fatto di ospitare un centro di destabilizzazione rende automaticamente Firenze una città colpevole di azioni contro Stati sovrani, di questo dovrebbero occuparsi la magistratura e il Parlamento.

Il regista dei cambi di regime attuati negli ultimi decenni avrebbe quindi ricevuto un regalo che aveva tutte le caratteristiche di un’alleanza, Soros con la capacità di influenzare i media attraverso le numerose testate di livello internazionale da lui controllate (The Guardian, Liberation, Huffington Post, etc…) e con la sua influenza negli ambienti politici, avrebbe appoggiato il sindaco di Firenze nella sua scalata alla Presidenza del Consiglio e in cambio il Presidente (senza passare attraverso elezioni, come gli ultimi predecessori) avrebbe riservato una corsia preferenziale all’agenda della Open Society Foundations, la ONG capofila delle numerose ONG di Soros. Quale sia il programma della OSF in generale, e quindi di quella italiana, è possibile leggerlo direttamente sul sito ufficiale e in maniera un po’ più esplicita su Wikipedia dove con una ulteriore esplicitazione troviamo tra le altre le seguenti iniziative:

Liberalizzazione delle droghe

Promuovere l’agenda LGBTQ

Promuovere i cambi di regime pro NATO nei paesi dell’ex URSS

Favorire l’immigrazione e la concessione della cittadinanza per gli immigranti irregolari

 

Tra le attività promosse dalla OSF troviamo anche il sostegno alle politiche abortiste e all’eutanasia. Inoltre mentre l’opinione pubblica è distratta da queste polemiche gli stati coinvolti subiscono una serie di privatizzazioni di cui la finanza e le società di Soros beneficiano.

Ma l’attività più rilevante in cui Soros è impiegato è quella che viene confermata da migliaia di documenti hackerati e resi disponibili, la sovversione di governi democraticamente eletti:

Soros è l’architetto o il finanziatore di più o meno ogni rivoluzione o colpo di stato nel mondo negli ultimi 25 anni.

Fonte “L’Inkiesta

Ogni paese che nell’ultimo quarto si secolo è stato coinvolto in un regime change o sottoposto all’azione delle ONG guidate dalla OSF, ha subito poi le politiche dettate dalla stessa. E’ dunque alla luce di questo legame con Soros che va letta l’agenda degli ultimi governi, in particolare le priorità date ai diritti LGBTQ e alla questione dei migranti, ecco quanto dice al riguardo sempre l’articolo di Korbaria:

Lo si deduce dalla lettera aperta scritta a Renzi con un tono pretenzioso da Costanza Hermanin, (senior policy officer presso l’Open Society Foundations) a due settimane dal suo insediamento a Palazzo Chigi intitolata: “Caro Matteo, adesso dammi una ragione per non dover più lavorare sui diritti umani in Italia.

Nel primo paragrafo la Hermanin dice: “Adesso che il governo è pronto a mettersi al lavoro è giunto il momento di domandarti d’includere l’immigrazione, la parità e i diritti fondamentali nell’agenda delle riforme, politiche ma soprattutto istituzionali.

Modifica del 31/08 su segnalazione dell’utente Iochlomond:

quella Hermanin che scrive imperiosa a Renzi, quale capataz italiana della Open Society…ora è segretaria particolare del Sottosegretario alla Giustizia, on. Gennaro Migliore. Quello a capo della Commissione parlamentare di inchiesta sui centri d’accoglienza…

Ed ecco assumere un significato le visite di Soros in Italia, accolto dal Premier Gentiloni, nel momento in il Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, iniziava scoperchiare le manovre illecite delle ONG che traghettavano i migranti anziché soccorrerli, e di nuovo ad agosto, insieme al figlio ed Emma Bonino, quando scoppiava clamorosamente l’emergenza migranti con gli schiaffi ricevuti dall’Italia dalla Francia di Macron, dall’Austria e dalla UE nel suo complesso.

Soros con il figlio a Roma, sullo sfondo i Fori Imperiali

Il figlio di Soros con Emma Bonino

Ed ecco assumere un significato anche l’impegno per lo sbarco dei migranti in Italia preso senza il consenso della nazione dal governo Renzi e rivelato da una Emma Bonino, quantomeno ingenua, in una dichiarazione che è stata essa stessa fonte di problemi per il Governo sulla questione migranti prima della seconda visita di Soros:

L’accordo rivelato da Emma Bonino è stato fatto di nascosto e fondamentalmente in violazione ai principi costituzionali, ma è già stato insabbiato, fatto previsto con chiarezza di analisi da Marcello Foa.

Adesso che l’agenda della OSF è stata un po’ maltrattata soprattutto ad opera dei siti di libera informazione,  e avendo imparato la lezione della Brexit e dell’elezione di Trump, ecco che il ministro Orlando vara una commissione che dovrà censurare proprio le voci della libera informazione sul web, quelle che non troveranno accoglienza nel rifugio del palazzo delle Murate, quelle che che saranno sottoposte al giudizio di una commissione nella quale sono state fatte entrare una decina di associazioni finanziate dalla OSF e della cui neutralità verso le direttive del finanziatore è lecito sospettare.

Soros, colui che nel 1992 compì un attacco alla Lira mettendo in ginocchio l’Italia, era già per quell’atto considerabile come nemico del nostro Paese, adesso siamo in presenza di una Rivoluzione colorata condotta in modo subliminale con la quale è riuscito nell’intento di esercitare un’indebita pressione sulle politiche nazionali piegandole alle finalità della OSF, e come ricordava il Gen. Fabio Mini in un’intervista qui su CS riferendosi al caso della Grecia:

  piegare la volontà del governo e della stessa popolazione è senz’altro un atto di guerra

Quindi, secondo la moderna definizione di guerra, la OSF di George Soros è una realtà sovranazionale che ha condotto e conduce azioni di guerra nei confronti del popolo italiano e come tale va giudicata.

Ma solo un ingenuo potrebbe pensare che Soros agisca senza sostegni, e qui si dovrà necessariamente aprire un discorso sulle realtà che sottostanno all’operato della OSF e che lo affiancano.

Qualsiasi futuro governo che non passi attraverso questa denuncia darebbe un segnale di assenso al proseguimento nella direzione intrapresa. Non sollevare il problema dell’ingerenza delle ONG, e in particolare della Open Society Foundations, sarebbe indice di accettazione dello statu quo e quindi una resa alla OSF e alle realtà che vi stanno dietro. Ma un soggetto politico che si ponga in contrasto con questo stato di cose dovrà essere pronto ad affrontare le conseguenze che una tale presa di posizione comporterebbe, infatti si porrebbe in uno stato di guerra con l’organizzazione che negli ultimi 25 anni ha progettato e sostenuto tutti i “regime change”.

C’è qualcuno pronto a farlo?

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali. Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo"

  • Alessandro

    Ottimo post. Mi permetto una sola precisazione: non è proprio corretto dire che nel 1992 Soros mise in ginocchio l’Italia. Piuttosto l’Italia aveva fatto scelte economico-politiche tali da mettersi in condizione di essere aggredita dalla speculazione, come ben spiegato qui… http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/speculazione-finanziaria-quelli-che-e-brutta-e-cattiva/592062/

    • Voce nel deserto

      Si Enzo l’Italia era già spacciata per ben altri motivi…

      • Alessandro

        Cioè?

        • Voce nel deserto

          Tutti gli step storici che hanno contribuito a portare a termine il processo di privazione della sovranità monetaria degli stati sovrani.
          Il resto sono state solo le inevitabili ed endemiche conseguenze.

    • Enzo Pennetta

      Questo cambia di poco le colpe di Soros, è come dire che poiché una nave è stata lasciata incustodita i pirati sono autorizzati a depredarla.
      Semmai aumentano i responsabili, ma che la colpa sia stata anche di Ciampi lo sappiamo.

      • Alessandro

        Da italiano ce l’ho più con Ciampi che con Soros. Non era compito di Soros difendere l’Italia. Poi non voglio certo affermare che Soros sia uno stinco di santo. Vedendo poi quanto accadde pochi anni dopo uno si incazza ancora di più…http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/10/31/soros-laureato-tra-le-proteste.html . Voglio però fare anche una critica di sistema: si rischia spesso di fermarsi alla “cattiveria” del lupo di turno senza comprendere e criticare le regole entro le quali i “lupi” e le “pecore” operano. Il lupo può essere anche “cattivo”, ma non ha commesso un crimine in senso stretto se le regole del gioco gli permettono di comportarsi in quel modo. Il problema sono le regole, non chi le usa a suo vantaggio. Non so se è chiaro: Soros ha visto un’occasione di guadagno e ne ha approfittato. Cattivo? Non sono molto d’accordo…

      • valentino

        In effetti l’Italia si è suicidata con il divorzio Andreatta/Ciampi, ma non è che prima stesse benissimo, Carli quando la lira aveva vinto l’oscar della moneta e l’Italia cresceva tumultuosamente, disse che stavamo correndo troppo e dovevamo rallentare per aspettare i partners (europei), rallentammo, o meglio ci fecero rallentare, e qundo si tentò di ripremere sull’acceleratore il motore si ingolfò, poi tutte le cose che sappiamo e ci hanno condotto fino a qui. Non si tratta certo di incapaci ma di un piano predeterminato da lunga data ed eseguito con pedissequa perseveranza. Poco importa se sia Renzi o Ciampi, o Berlusconi, o Monti, comunque tutta gente che ignora bellamente il concetto di sovranità popolare e lavora per forze esogene e per un progetto distruttivo che chiamano progresso. Credo che giuridicamente ci siano tutte le condizioni per processare per alto tradimento l’intera classe politica ma se non lo si fa bisogna logicamente evincere che anche la magistratura è della partita. Purtroppo i due semi costituzionali avvelenati: 1) la mancanza di vincolo di mandato degli eletti; 2) l’indipendenza della magistratura, sono sbocciato al momento opportuno e hanno prodotto i frutti letali che tutti vediamo e di cui siamo costretti contro la nostra volontà a nutrirci.

  • Voce nel deserto

    Io ho solo un commento per Soros: CHE SIA MALEDETTO.

    Detto questo: io sono “pronto a farlo” da vent’anni e credo sia un errore attendere la delega di qualcun’altro.
    Deve essere un processo cumulativo che inizia dal singolo individuo che deve sentirsi responsabile e tenuto a cominciare ad interessarsi ed impegnarsi in qualche modo per contrastare il regime MASSONICO che ci governa.
    Tu lo stai già facendo Enzo e non mi riferisco a te ma a chi si disinteressa completamente di qualunque cosa per la quale non abbia un’immediato ritorno materiale ed effimero per se stesso (il famoso giardino di casa propria).

    Va da sé che nessuna reazione si potrà verificare fino a quando non si realizzi la consapevolezza di chi é il nemico e non vi sia convergenza nell’identificarlo (vedi le accuse di “complottismo” varie dei benpensanti residenti a Puffolandia).

  • lochlomond

    Una precisazione: quella Hermanin che scrive imperiosa a Renzi, quale capataz italiana della Open Society…ora è segretaria particolare del Sottosegretario alla Giustizia, on. Gennaro Migliore. Quello a capo della Commissione parlamentare di inchiesta sui centri d’accoglienza, quello che è andato in tv a dire che il video del blogger Donadel (da cui gli italiani hanno saputo che no, non era proprio il “canale di Sicilia”) era una fake news, forse un complotto di Putin o dei fascisti…come siamo ridotti!!

    • Enzo Pennetta

      Grazie, una precisazione molto importante che aggiungerò nell’articolo.

  • lochlomond

    PS Sul sito di Donadel si trovano molte analisi e compilazioni puntuali delle “reti di Soros” nella vita pubblica italiana, su politici, giornalisti, Ong, e l’articolo del giornalista eritreo fa capire molto bene questi meccanismi…https://www.lucadonadel.it/soros-e-collegamenti-politici-italiani/

    • Voce nel deserto

      Molto in gamba Donadel

    • Claudia Claudie

      Grazie

  • Blas

    Troppo facile dare tutta la colpa ad una persona. Fa un inchiesta e vedrai che la maggiior parte dei giovani é indifferente o a favore dell´agenda dell OSF. Questa é la radice del problema.

    • Enzo Pennetta

      Certamente l’azione delle ONG ha bisogno di tanti collaborazionisti, consapevoli di esserlo o no.

      • lochlomond

        beh chiaro che se l’OSF ha tanto spinto su certi temi, e con la penetrazione di cui gode nella società italiana (oggi pure nella Chiesa forse…), finisce per orientare l’opinione pubblica. Che tuttavia resta ancora molto refrattaria in Italia, direi, rispetto agli smisurati livelli di propaganda cui è stata e viene sottoposta…

      • Blas

        A me sembra piú un problema che colorono che vedono i mali di tale agenda non sanno, non possono o non vogliono mostrarli ai cittadini.

    • Voce nel deserto

      Si purtoppo è vero.

    • Voce nel deserto

      io giovani saranno la rovina definitiva di questo paese

      • Blas

        Ma questi giovani sono stati (dis)educati da noi.

        • Voce nel deserto

          Io credo di poter essere considerato uno dei “giovani” statisticamente parlando (di certo per l’aspetto fisico e le condizioni di salute)… ho 36 anni e non sono responsabile di questo disastro e sono sempre stato diverso dai miei contemporanei, pagando la mia diversitá con la solitudine.
          Di chiunque sia la responsabilitá cmq il risultato non cambia e a mio parere la situazione è drammatica.

  • Emanuela

    Ma comunque secondo me ormai Soros non conta più niente, è per questo che è diventato così famoso. Molto probabilmente il suo posto è stato preso da qualcun altro, che lavora indisturbato nell’ombra mentre noi discutiamo di Soros.

    • Voce nel deserto

      Questo è poco ma sicuro.
      Ma non vuol dire che Soros sia ininfluente.
      Poi è molto prabile di certo che morto un Palpatine se ne fa subito un altro.

  • paolo magris

    Molto banalmente, Soros, in sè, non è che sia rilevante: è solo l’amministratore delegato di quella branca dei servizi segreti americani, che, attraverso fondazioni, gruppi, “università” etc., finanzia , organizza, promuove interventi di destabilizzazione in ogni parte del globo, nell’ottica del collaudatissimo, e vecchio come il mondo, metodo del “divide et impera”; lo facevano i romani antichi, lo fanno ora gli americani. Il fatto che queste strategie, oggi, si coprano con finte finalità filantropiche ed umanitarie, è solo la parte squallida della modernità, che non ha coraggio di presentarsi con suo vero volto, quello sempiterno della forza bruta. E in questa falsa coscienza, molti, anche titolatissimi intellettuali, sguazzano felicemente. Ps: il tanto vituperato Orban, ha fatto benissimo, a mio avviso, a chiuderein Ungheria l”università libera ” di Soros.