Scienza e fake news, un problema vecchio più di un secolo

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‘La scienza nell’era delle fake news’ è il titolo di un convegno del 20 ottobre scorso, ma nelle fake news la scienza c’è entrata da oltre un secolo. 

Dopo il primo ‘festival’ del CICAP (che forse etimologicamente sarebbe stato più consono definire sagra) svoltosi tra il 29 settembre e il primo di ottobre, dedicato alla post-verità, con tanto di Francesco Gabbani, preso in prestito dal fratello maggiore, il festival di Sanremo, dopo gli ‘spettacoli’ di “Silvan e Raul Cremona e la Banda Osiris con Telmo Pievani e Federico Taddia”, con la riproposizione dell’opera teatrale “Il maschio inutile” (tra l’altro palesemente contraria alle politiche sulla parità di genere dell’UNAR – ndr) ecco che all’argomento post-verità viene dato nuovamente spazio sul portale dell’evoluzione:

“Più volte quella che stiamo vivendo è stata definita l’era della post-verità, una fase in cui i fatti oggettivi e accertati risultano meno influenti nel formare l’opinione pubblica rispetto ad appelli a emozioni e convinzioni personali.”

Così inizia l’articolo pubblicato su Pikaia il giorno 18 ottobre scorso per pubblicizzare un incontro sulle fake news e la scienza, ma le stesse domande su come fosse possibile che ‘appelli ed emozioni’ potessero avere la meglio su fatti oggettivi e accertati, se le ponevano illustri personaggi della scienza stessa oltre un secolo fa.

Tratto da “Inchiesta sul darwinismo”:

La situazione, all’inizio del Novecento, era tale che nella Storia delle biologia di Erik Nordenskiöld leggiamo che i critici moderni si erano spesso chiesti come fosse potuto accadere che un’ipotesi come quella proposta da Darwin, basata su così «deboli fondamenta», avesse potuto conquistare in modo improvviso la maggior parte dell’opinione scientifica contemporanea.

L’autore proseguiva sostenendo che «i fattori che hanno determinato la vittoria del darwinismo rappresentavano un problema della più grande importanza, non solo nella storia della biologia, ma anche in quella della cultura in generale».

Di tenore simile furono anche le affermazioni del genetista William Bateson (1861-1926), il quale dichiarava inapplicabile nella realtà la teoria della trasformazione graduale e si “meravigliava” per l’abilità “forense” che aveva consentito di farla apparire accettabile, seppure per pochi anni. Ma un colpo ancora più forte era stato inferto dal co-fondatore della teoria stessa: Alfred Russel Wallace.

Se in un’ottica kuhniana la scienza normale tende a “sopprimere le novità” e a difendere i paradigmi nei manuali e nei testi di divulgazione, è interessante notare che la sconfessione della teoria da parte di uno dei due fondatori venne praticamente ignorata all’epoca e spesso del tutto dimenticata nei successivi manuali scolastici e divulgativi; eppure gli argomenti portati da Wallace erano scientifici e meritavano attenzione.

La teoria di Darwin era dunque un’ipotesi così infondata che attenendosi ai fatti ‘oggettivi e accertati’ non avrebbe dovuto fare molta strada, furono invece fattori costituiti da ‘emozioni e convinzioni personali’ a decretarne il successo e la diffusione. Se gli uomini di scienza avessero dato retta ad Erik Nordenskiöld adesso la lotta alle fake news sarebbe molto più credibile.

Ma senza fare un sano revisionismo storiografico della teoria darwiniana e del darwinismo ad essa collegato, ogni sforzo di indirizzare la pubblica opinione verso un’analisi oggettiva dei fatti anziché verso l’adesione a suggestioni e operazioni di propaganda, apparirà anch’essa irrimediabilmente un’ennesima operazione di propaganda.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

24 commenti

    • Massimo Ippolito on

      Letto. Ho scritto alla redazione “salute” (che in genere scrive di scienza) dicendo che hanno scritto corbellerie (riguardo Lucy).
      Mi hanno risposto di sentire la redazione “cronaca” che loro non si prendono la responsabilità di quello che scrive un’altra redazione. .

    • Si ma per correttezza scientifica legga anche l’articolo dell’ottimo T.P.I scienza e tecnologia di questi giorni con titolo :” Il dente scoperto in Germania potrebbe non riscrivere la storia dell’umanità”.Interessante anche il commento di Ippolito.Si può approfondire ?

  1. Fabio Vomiero on

    Chiamiamole fake news, post-verità, o fattoidi (termine che mi piace molto e che ho mutuato da Gilo Dorfles), il problema comunque esiste ed è anche molto serio e pericoloso. So che la mia opinione non corrisponde a quella del prof.Pennetta, ma credo di avere le idee molto chiare, da sempre, sulla ragione di questa propensione alla distorsione della comprensione oggettiva dei fatti/fenomeni/eventi che accadono e dei rapporti causa-effetto che li determinano. “Scarsa alfabetizzazione scientifica”, intesa non soltanto come deficienza di conoscenze, ma soprattutto come ignoranza, di fatto, dell’applicazione di un metodo concettuale ben preciso e strutturato e di un certo modo di ragionare che ci possano aiutare veramente a capire concretamente come funzionino le cose. Riguardo il darwinismo e/o il neodarwinismo il mio invito pertanto è quello di provare a lasciare perdere per un po’ la storia e le sue molteplici (come sempre) interpretazioni, e a guardare di più al presente e al futuro: che cos’è la teoria dell’evoluzione oggi, quali sono gli elementi generali fondanti e quali e quante sono le “prove” teoriche e sperimentali a favore di tale teoria e che ci provengono da una continua ricerca scientifica interdisciplinare, paleontologia, biologia molecolare, anatomia e fisiologia comparate, botanica, sistematica, biogeografia ecc. E per chi non conosce ancora adeguatamente la biologia e la scienza, ma non può esimersi certo (perché funziona così) dal barricarsi dietro granitiche e imperturbabili posizioni ideologiche su temi scientifici, il mio consiglio è sempre quello di cercare di studiarle seriamente a fondo e con cura, ricordando ancora una volta, a scanso di equivoci nelle solite molteplici interpretazioni, che “scienza” non è sinonimo di “fisica”.

    • Però Vomiero non per fare il pedante ma biologia botanica etc… sono tutte combinazioni di fisica e chimica con trattazioni matematiche questo sono. Quindi quando uno usa la fisica in biologia fa proprio quel che andrebbe fatto.

      • Fabio Vomiero on

        Soltanto applicazione di leggi chimiche e fisico-matematiche lei dice? Allora, se fosse così, potremmo semplicemente descrivere ogni sistema biologico dallo studio dell’interazione tra cariche elettriche. Le sembra che possa essere così? L’errore è proprio quello AndreAx, pensare o credere che esista un livello base fondamentale dal quale poter dedurre tutto il resto girando semplicemente la manopola della matematica. E tutto quello che ho scritto sulla storicità della biologia, sul “qui e ora” dell’evento singolo, sulla complessità, sui fenomeni emergenti, sul caso e la contingenza, sulla sistemica, sul fallimento del riduzionismo se applicato ai sistemi complessi, sull’approccio plurimodellistico, per lei tutte fandonie? Peraltro credo di essere anche in buona compagnia, le propongo questo, se non l’ha ancora letto: http://www.iltascabile.com/scienze/quante-scienze-esistono/

        • Ma io non ho sostenuto questo scusi! Questo me lo mette in bocca lei! Però la scienza ha una metodologia riduzionista e sperimentale e anche altre discipline, fintanto che si tenta di farle rientrare nell’alveo scientifico, bè converrà che sempre lo stesso metodo debbono adoperare. Indubbiamente la vita presenta molti aspetti che non si riescono a spiegare; per taluni non abbiamo sufficiente potenza (ad esempio la diagnosi precoce di tumori, ma sono interrogativi scientifici e dunque risolvibili in prospettiva) talaltri aspetti non sono secondo me neppure risolvibili in ambito scientifico (cioè con riduzionismo ed esperimenti penso ad esempio al dilemma mente-cervello).
          Io ritengo che ciò che sta sopra non possa essere in contraddizione, che non sia apparente, con ciò che sta sotto, non esiste che la vita sia in contraddizione col secondo principio della termodinamica; e siccome di mezzi quelli abbiamo e quelli restano possiamo solo ampliare le conoscenze di base aumentare, la potenza dei mezzi di indagine, minimizzare i bias, aumentare gli studi che cerchino nuove relazioni tra variabili etc…etc… generalizzando ampliare l’informazione.

          • Fabio Vomiero on

            Sono abbastanza concorde con quanto dice AndreAX, per quanto mi riguarda però, mi premeva trasmettere un concetto secondo me fondamentale per capire la scienza moderna, che, come tutte le cose, non può essere uguale a quella di quattrocento anni fa. Se ha tempo e voglia, le consiglio di leggere questi due miei articoli :www.enzopennetta.it/2017/03/una-possibile-linea-definitoria-di-caso-e-contingenza/
            http://www.enzopennetta.it/2017/09/la-scienza-post-galileiana-artigiana-e-plurale/
            Credo sia ben esplicitato quello che per me (e non soltanto per me) è un modo moderno e aggiornato, per guardare alla scienza.

        • Francamente il suo approccio non mi convince molto. Il problema della biologia e’ che un qualunque approccio che sia basato su teorie fondate su basi piu’ matematiche viene rigettato dalla comunita’ scientifica. Ho molti colleghi che hanno smesso di lavorare in questo ambito perche’ la comunita’ o non vuole recepire e non comprende. Alla fine si continua sempre e fondamentalmente sull’empirismo di maniera. Quanto ai fisici che non hanno compreso la complessita’: e’ un altro abbaglio: sono gli stessi fisici che hanno posto le basi delle teorie del caos e dello studio dei sistemi non lineari.

          • Fabio Vomiero on

            Artiglio, se crede, per capire bene il mio approccio consiglierei anche a lei, se ha tempo e voglia, di leggere i due articoli che ho postato per AndreAX. Ora ho degli appuntamenti, se riesco nel pomeriggio le rispondo in merito alla questione dei fisici. Grazie.

          • Fabio Vomiero on

            Non sono d’accordo Artiglio sul fatto che i biologi comprendano e/o amino poco la matematica, credo che questo sia più che altro un luogo comune. Il biologo si confronta quotidianamente con problemi di probabilità e statistica per esempio, vedi le distribuzioni di frequenza, i test statistici, gli intervalli di confidenza, gli indici di correlazione, regressione, covarianza, probabilità bayesiana, per costruire i suoi modelli. Piuttosto la biologia in un certo senso, a differenza della fisica, contribuisce a sfatare uno dei miti senz’altro più diffusi nella percezione comune della scienza, e cioè che essa abbia sempre a che fare con la calcolabilità e la predicibilità delle cose, quando in realtà i sistemi che possiamo calcolare e prevedere in maniera analitica, utilizzando la matematica, in natura sono molto pochi e molto semplici. Riguardo i fisici non credo si possa generalizzare. Certamente ci sono fisici molto “conservatori”, vedi per esempio Zichichi che pare non voglia comprendere l’epistemologia delle scienze della complessità e mi riferisco in particolare al suo approccio nei confronti della scienza del clima, e ci sono fisici, soprattutto teorici, come per esempio Licata o Rovelli che invece riconoscono senza problemi la necessità della fisica di ampliare il suo tessuto teorico e sperimentale verso quello proprio di altre scienze, con l’intento di innescare così un processo fecondo di interazione metodologica che può portare ad un aumento esponenziale delle conoscenze e dei risultati.

    • Grazie. L’ho letto poco fa e in effetti ero già a conoscenza del fatto che la clinica che si occupa della “disforia di genere” si trova a Tavistock. Tutto torna. E ovviamente di quello che dice la scienza “non fake” su queste questioni non gliene frega niente a nessuno.

    • In effetti è un bell’esempio di fake news pseudoscientifica per fare propaganda ideologica sulla pelle di persone con problemi di disforia. Un bel preambolo complottista su una fondazione, pareri di esperti ridicolizzati sulla base di sciocchi “no no”, singoli o rari casi (una manciata su mille) evidenziati senza approfondimento dando a intendere che sia rappresentativi o significativi, citazioni mescolate di esperti e di gente dello spettacolo.

      Eloquentemente ridicola la speculazione omosessuale sulla scabrosa (ad un occhio adulto e smaliziato) scultura proposta presso il centro Pompidou a Parigi.

      Piccola puntata giustizialista con vago rammarico per non poter mettere alla gonga mediatica un anonimo pedofilo del quale si contesta il trattamento carcerario deciso da chi ha certamente più dati dell’autore (ad esempio, il cognome del reo…) con scientificissimo accostamento tra problematiche di identità sessuale e pedofilia.

      Roba che la caccia alle streghe è fisica nucleare a confronto!

        • Grazie, ma dopo qualche minuto ne ho avuto abbastanza di quel mondo diciamo “di fantasia”. Non riesco a reggere troppo in siti del genere e non posso fare a meno di chiedermi che problemi debba avere una persona per scrivere testi simili, senza apparentemente rendersi conto della loro profonda scorrettezza.

  2. Davide Bortoletto on

    buongiorno, vorrei capire per quale motivo la teoria di darwin sia superata. Quale articolo posso leggere di questo blog?

    • Voce nel deserto on

      Provo cmq ad anticipale una vaghissima micro-risposta da profano e di certo non esaustiva e terminologicamente precisa come potrebbe fare Pennetta e gli altri membri dello staff CS:

      In sostanza ad oggi sono stati osservati una serie di fenomeni naturali, sia a livello ambientale/ecologico (selezione naturale, deriva genetica etc.), che biologico/genetico/biochimico (mutazioni genetiche casuali, transfer genico orizzontale, duplicazione genica etc etc).
      Secondo il paradigma attualmente “in vigore” tutti questi fenomeni sarebbero valide corroborazioni della teoria sintetica dell’evoluzione (o neo-darwinismo), riassumibile molto vagamente e non esaustivamente nell’equazione iper-semplificata di mutazioni genetiche + selezione naturale = “evoluzione” delle specie, dove con il termine evoluzione si intende ANCHE il processo di “trasformazione” genetico necessario per “produrre” una nuova specie dotata di “novità genetiche” sostanziali (sia livello strutturale, funzionale e di “complessità”). Insomma, per farla semplice il processo che spigherebbe in termini graduali e prettamente naturalistici le trasformazioni dal paramecio all’uomo…

      Questo tipo di “trasformazione” (definibile come “macro-evoluzione”) secondo i detrattori del Darwinismo non sarebbe mai stata osservata e quindi sarebbe solo teorica e i fenomeni naturali osservati di cui sopra non sarebbero in grado di causarla.

      Tali fenomeni naturali, secondo i detrattori, sarebbero solo in grado di produrre delle micro-variazioni (variazioni alleliche dico bene Enzo?) all’interno delle stesse specie ma non consentirebbero il verificarli della produzione del suddetto tipo di “trasformazione”. Queste micro variazioni si possono riassumere con il termine di “micro-evoluzione”.
      Per farle un esempio banale sarebbe micro-evoluzione il processo evolutivo che dal lupo a prodotto il barborcino, trattandoli di variabilità genetica all’interno della stessa famiglia.

      In sostanza, e molto alla buona, per i Darwinisti tante micro-evoluzioni nel necessario tempo produrrebero delle macro-evoluzioni. Secondo i detrattori no.

      Legga comunque più articoli che può su questo blog per farsi un’idea più precisa.

      Dovrà leggere molto.

    • paolo magris on

      Come ha riassunto molto bene Voce nel deserto, il darwinismo è una semplice estrapolazione di ciò che si osserva a livello microevolutivo ( ricombinazione,selezione, mutazioni etc. etc. ) – in grado al massimo di rimescolare le informazioni già esistenti – immaginando che questo sia idoneo a trasformare un pesce in un homo sapiens.Le falle di questa teoria , che sarebbe meglio chiamare ipotesi- mancando della spiegazione plausibile -sono tali e tante che è impossibile nominarle tutte. A cominciare dalla documentazione fossile, che, nonostante le bufale narrate ancora nei libri scolastici, è del tutto incompatibile con le previsioni darwiniste, mostrandoci, anzichè sviluppo graduale delle specie, la comparsa improvvisa di forme viventi complete, senza alcuna forma di transizione.

    • Enzo Pennetta on

      Molto istruttivo!
      Insomma quando la rete vota la Lorenzin come premio per la più grande bufala si chiudono le votazioni.
      Grazie per la segnalazione.

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