La trappola della lotta al contante e dell’imposizione della moneta elettronica

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Periodicamente si levano voci in direzione di una eliminazione del denaro contante, le motivazioni sono ovviamente dettate dal bene comune e da motivi di prevenzione del crimine.

La realtà è che gli effetti non detti sarebbero disastrosi per la democrazia e la libertà.

Sul corriere della Sera del 29 gennaio campeggiava in prima pagina un articolo dal titolo “Perché pagare in contanti non conviene a nessuno” del neo acquisto Milena Gabanelli che argomentava sull’opportunità di eliminare il denaro contante cercando di convincere i lettori che il suo uso non conviene a nessuno, neanche quindi a chi fosse per sua sprovvedutezza convinto del contrario.

Non è la prima volta che la giornalista ex RAI batte sull’argomento e il precedente episodio ci riconduce sempre alle colonne del Corriere, il riferimento è ad un articolo dal titolo “Il contante, la nostra croce“  pubblicato il 23 agosto 2012 sul sito del Corriere della Sera per rilanciare la puntata di Report del 15 aprile dello stesso anno e della quale venne anche fornito un link: CONTANTI SALUTI AL NERO. Il tema dell’abolizione del contante è quindi caro al giornale di Via Solferino e al pensiero politicamente corretto che lo anima.

Che l’abolizione del denaro contante fosse nell’agenda del governo l’aveva fatto capire anche il Premier Matteo Renzi nel novembre 2014 con una dichiarazione ripresa sempre da Corriere della Sera in Renzi: «Verso addio agli scontrini. Serve tracciabilità totale», che riportava il discorso tenuto da Matteo Renzi alla presentazione dei 100 “digital champion” (ne ho parlato qui).

Ma perché poi l’abolizione del contante dovrebbe convenirci?

La risposta prova a fornirla la stessa Milena Gabaanelli nell’articolo di ieri:

Il signor Marvin Goodfriend è un professore americano esperto in politica monetaria che detesta il contante. Il suo approccio ai bigliettoni conta, perché Trump lo ha appena nominato nel Board della Federal Reserve, dove resterà per 14 anni, se il Senato conferma il mandato. Secondo lui, se si ripresenta una crisi economica, la Fed dovrà applicare tassi di interesse un bel po’ sotto lo zero, per spingere la gente a spendere i propri soldi o investirli in qualcosa, in modo da far ripartire la crescita e l’occupazione.

La reazione della gente però sarebbe quella di andarseli a prendere in banca per metterli sotto al materasso. Goodfriend, per non rendere conveniente accumulare contante ha in mente diverse misure: la prima è quella di abolire il cartaceo; la seconda è una penalizzazione al momento del prelievo in banca dei contanti, commisurata agli eventuali tassi di interesse negativi fissati dalla banca centrale. Terzo: rimpiazzare la moneta cartacea con una moneta elettronica, e cioè una sorta di bancomat emesso dalla banca centrale, che però richiede ingenti investimenti nell’infrastruttura bancaria e nei sistemi di pagamento.

Quindi il nostro interesse dovrebbe essere quello di non poterci sottrarre ad una politica di tassi d’interesse negativi e assistere impotenti all’erosione dei risparmi nel corso di una feroce crisi economica. Ovviamente questo sacrificio sarebbe risparmiato ai detentori di conti alle isole Cayman.

Ma un altro vantaggio dell’abolizione del denaro contante sarebbe la lotta all’evasione e alla corruzione, vecchio cavallo di battaglia che fa contemporaneamente leva sul riflesso condizionato di autorazzismo per il quale siamo stati abituati ad accettare qualsiasi affermazione negativa su di noi a prescindere da come sia stata ricavata:

I mali italiani: evasione, corruzione, sommerso
Secondo Ocse, Unione europea, Agenzia delle Entrate, Tax Research e Transparency, siamo un Paese molto corrotto, e tutte le inchieste legate al mondo degli appalti dimostrano che la tangente viaggia sotto forma di bigliettoni. Di contanti vive lo spaccio di droga, il contrabbando di petrolio e della merce contraffatta.

Scoraggiarne l’uso quindi è un dovere, se non altro perché si ostacolano le attività illecite e si contribuisce ad una società più giusta. Anche se tutti pagassero le tasse sarebbe un mondo più equo.

Ecco la prova…  siamo così corrotti che l’unico rimedio è eliminare il contante.

In poche parole chi spinge per l’abolizione del contante fa leva sull’argomento lotta all’evasione/corruzione per creare una base di consenso su obiettivi sui quali nessuno può dissentire per instaurare uno stato di controllo assoluto nel quale non solo ogni persona sarebbe tracciata in tutte le sue attività ma sarebbe esposta a qualsiasi manovra di espropriazione dei suoi risparmi (es bail in) senza possibilità alcuna di difesa. Sarebbe inoltre possibile perseguire giudiziariamente chiunque privandolo della possibilità di compiere anche la più insignificante operazione d’acquisto, in tempi di “allarme fascismo” immaginiamo cosa potrebbe fare uno Stato autoritario con uno strumento simile.

Evidentemente Milena Gabanelli è solo il megafono di interessi superiori che hanno nell’aristocrazia finanziaria i beneficiari, una popolazione esposta a qualsiasi decisione delle banche senza poter fare altro che spostare denaro digitale da una banca all’altra, persone ricattabili ed esposte alla condizione di insolvibilità assoluta nell’arco di un click, persone costrette a spendere e non risparmiare sono il sogno della finanza eletta a Leviathano.

Come avviene nel caso della globalizzazione demolitrice dei diritti dei lavoratori, delle migrazioni/esportazione di manodopera a basso costo e delle cessioni di sovranità, anche la lotta al contante avviene con pressioni fortissime che in assenza di un’adeguata reazione sono destinate a prevalere.

Siamo in una delle pochissime, e forse ultime, occasioni in cui una tale reazione può essere sostenuta, col voto del 4 marzo si giocherà anche il futuro del contante, e con esso una grande parte della libertà  che abbiamo ereditato e che finora nessuno aveva mai potuto mettere a rischio.

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

20 commenti

  1. “…se si ripresenta una crisi economica, la Fed dovrà applicare tassi di interesse un bel po’ sotto lo zero, per spingere la gente a spendere i propri soldi o investirli in qualcosa, in modo da far ripartire la crescita e l’occupazione. La reazione della gente però sarebbe quella di andarseli a prendere in banca per metterli sotto al materasso”
    Quindi si dice chiaramente che l’abolizione del contante è un attacco al risparmio, bene che la nostra Costituzione in teoria tutela.
    Ancora una volta ci viene in aiuto la saggezza popolare: dai Goodfriend ci guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.

  2. E’ evidente che ciò che viene dato in pasto alla gente non è la vera ragione per cui vogliono eliminare il contante.
    L’articolo lo spiega benissimo, lo scopo è quello del controllo totale e della ricattabilità totale cioè del più pervasivo controllo sociale. Io non so quale sia la percentuale della micro-evasione rispetto alla macro evasione delle multinazionali e delle groppe SPA ma quello che so è che quest’ultima è realizzata con modalità legali e si configura più come elusione che come evasione, negoziando con gli stati il carico fiscale, utilizzando strutture off shore inframmettendo trusts, fondazioni, holding, società commerciali con sede legale in diversi paradisi fiscali tant’è che in Lussemburgo ci troviamo le holding di praticamente tutte le grosse aziende, incluse le nostre banche.
    L’eliminazione del contante non serve perciò ne’ a combattere il grosso dell’evasione, ne’ il grosso della corruzione che passa anche quella per canali esterni e protetti, ma a serrare l’ultimo lucchetto che chiude la catena con cui ci tengono prigionieri.

  3. Simon de Cyrène on

    Il denaro è uno strumento che necessita concettualmente l’esistenza di veri poveri e di qualche straricco: quando sappiamo che 82% della ricchezza mondiale è deteneuto da solo 1% della popolazione mondiale ( https://www.oxfamfrance.org/communique-presse/justice-fiscale/davos-2018-1-plus-riches-ont-empoche-82-des-richesses-creees-lan ) l’assenza di contanti al portatore permetterà solo una rarificazione ulteriore del denaro o, più probabilmente, per palliare la consequente crescita di valore intrinseco, ad una massiva devaluazione del suo valore nominale.

    Il riciclaggio di denaro sporco è nell’interesse dello stato: ingenti somme sotterranee sono grazie ad esso tassate e entrano nelle casse dello stato. Non c’è un oggettivo interesse finanziario per uno stato a non riciclare denaro sporco: il sistema di tassazione ritrova il suo conto finalmente capace di far man bassa su quel che gli è “scappato via dalle mani” nelle tappe economiche precedenti.

    Il denaro poco buono “caccia” quello “buono”: se la moneta elettronica controllata dalle banche centrali è quella “buona”, ci saranno altre “monete” che appariranno sottobanco, anche elettroniche, per l’uso quotidiano.

    Veramente è tempo do cambiare radicalmente di paradigma e di passare da un’economia basata sul denaro ad un ‘economia del dono.

    • Vedo che qualcuno ha qualche infarinatura di criptovalute e di teoria monetaria, chissà perchè non mi stupisce che sia anche un valido tomista. Non è da escludere poi la più banale delle soluzioni; ossia quando un sistema economico basato sullo scambio indiretto implode, si torna allo scambio diretto; il che è poi forse troppo diverso da quel che dici in chiosa.

    • Eccelente analisi.
      L’ecomomia del dono – credo che Lei faccia riferimento alla concezione di Mauss e Caillè – ha come presupposto una società che oggi non solo non esiste, ma le cui possibilità di esistenza sono state scientificamente azzerate. Essa non contrasta soltanto con le moderne economie monetarie (in primis la scuola di Chicago), ma con la mentalità sedimentata, come paradigma implicito, nelle menti dei contemporanei. La sola idea della eventuale non non razionalità di una transazione, ossia del mancare l’utile immediato, sarebbe a priori giudicata fantasmatica, buona per primitivi, ecc…
      L’economia del dono, o altre possibili oltre il cannibalismo liberista, necessiano di un tipo d’uomo e di una conseguente società che oggi possiamo solo sognare.

      • Simon de Cyrène on

        Certo che mi riferisco indirettamente a Mauss.

        Quanto all’uomo “razionale” nelle sue transazioni economiche, esso è giusto un modello, come lo è il “punto” nelle asrazioni newtoniane: e cosiccome non esiste un “punto” ma solo corpi non puntuali, così non esiste l’uomo “razionale” nelle transazioni econimiche e questo è stato provato in ambio accademico moltissime volte.

        “La sola idea della eventuale non razionalità di una transazione, ossia del mancare l’utile immediato, sarebbe a priori giudicata fantasmatica, buona per primitivi, ecc… “: certamente questo concetto fa parte del paradigma del pensiero unico contemporaneo, ma è solo ideologico e non corrisponde con la realtà e questo approccio darwiniano dell’economia sta arrivando agli sgocccioli finali nell’accademia.

        In realtà è l’economia del dono che è la più “naturale” e consone alla natura animale e razionale dell’umanità: per questo tutti gli sforzi puntano a distruggere le famiglie, le le tribbù, le communità e a ridurre le persone a meri individui ai quali non rimane altro che una logica di sopravvivenza da isolato e non in gruppo: senza relazioni di dono possibile, obbligato a mercificare il proprio corpo e la propria mente, la propria progenitura e i propri organi.

        • Dovreste spiegarla meglio perché enunciata con quel nome é una contradizione nei termini dato che economía é l´organizzazione per soddifare i bisogni dato che i beni sono limitati, el il dono gratuito esclude o rinuncia al propio bisogno perció non é “economía”:

  4. Contante unico rimasuglio di quel che fu LA MONETA… un presidio di libertà!
    En passant prof. Pennetta se avesse modo provi a chiedere a Bagnai, il cui marxismo-keynesiano devo dedurne sia la linea economica del blog (e lo so per gli austriaci in ascolto sarà pleonastico, perdonate la violenza grammaticale!), visto che a più riprese se ne propongono le idee; ebbene dicevo provi a chiedergli cosa ne pensa dell’abolizione del contante. Potrebbe scoprire che: la stampante monetaria sovrana Sì, il tasso di cambio alla frontiera Sì, il contante…mmm…. Nì… insomma meglio NO…. chissà perchè?
    Le avanzo la mia immodestissima opinione di hobbistico economista austriaco: forse perchè i totalitarismi orwelliani si assomigliano un pò tutti; e che siano essi sovranazionali guidati dalle eccelse atque infallibili come il Papa, menti europoidi con domicilio in Bruxelles, e che siano più agrituristiche menti pizza e mandolino nostrane, l’errore è…… (suspances)…. confondere IL MEZZO CON IL FINE!

  5. Strano,molto strano che nel paese; per moltissimi anni al primo posto nella graduatoria mondiale dei Paesi non corrotti cioè (la mia) la Danimarca; il contante(anche se i “bancomat-carte di credito”sono usatissimi) continua a circolare come sempre.Questione di Mentalità non di leggi(vorrei usare un termine non propiamente gentile,ma mi astengo) utili solo a far arricchire i Soliti Ignoti.

  6. E teniamo conto,se vogliamo essere i Paladini della Lotta alle Mafie che anche in Danimarca le varie droghe veleggiano tranquillamente.Con l’unica eccezione che sono pochi i commercianti di prodotti illegali(si dirà perchè la popolazione è poco più di una qualche regione italiana……!?) ben organizzati.Questione di Mentalità.E L’evasione fiscale è combattuta(Danimarca) da uno stato mica tanto più perfetto di quello italiano; ma piuttosto da un senso della Comunità, di antichissime origini ;da noi nettissimamente perduto ,oramai da secoli.

    • Stati piccoli con controllo diretto dei cittadini. Il problema sono i grandi stati centrali. La Chiesa lo annuncia da piú di cent´anni, la soluzione si chiama sussidiarietá. In tutto anche nella moneta.

      • Sento parlare(in tutte le salse) di sussidiarietà(magari se nelle teste dei Cattolici questo principio riuscesse ad entrare e rimanere!E non solo ai Cattolici frequentatori delle Parrocchie…)ma tutto rimane allo stato iniziale.Stati piccoli Stati grandi.Bene allora perchè,per una volta,non “copiare”il meglio dei piccoli o grandi che siano.ps.Interessante il Suo riferimento alla Sussidiarietà.Se lei lo ha ben capito perchè non lo spiega anche agli altri lettori ?

        • Non é mica cosi complicato. Si delega autoritá é potere a istituzioni piú grandi solo se non lo possono fare quelle piú piccole. Decidere in che moneta fare gli scambi economici lo puó fare l´individuo. Avere una moneta di “corso legale”(scusate lo spagnolismo) va contro la sussidiarietá.

          • Allora siamo messi male.Non contiamo nulla ,in buona sostanza….Tanto per cambiare.Mi chiedo però(da studioso di storia) per quale motivo e perchè si sono scatenate rivoluzioni,risorgimenti,guerre:Prima e Seconda;con milioni e milioni di morti per poi(“interiormente”) pentirsi! Le carissime e bellissime monete(lo dico da “piccolo numismatico”) degli “staterelli”(prendiamo per esempio quelli italiani) funzionavano.Eccome ! Ma già il Sacro Romano Impero degli anni duemila odia il “piccolo”…..

      • Cattolico e liberale austriaco? Mmm… diciamo Tom Woods? Se sì siamo mosche bianche tra le mosche bianche!