Facebook sotto attacco: direttamente da Avaaz la conferma

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Una email inviata da Avaaz, in perfetto stile Cambridge Analytica, conferma la correttezza dell’analisi fatta su Byobly il 27 marzo scorso: colpire Facebook per mettere a tacere la libera informazione.

Facebook viene infatti attaccata dal Deep State (rappresentato da Soros) perché non è stata sufficientemente pronta nell’azione di contrasto alla libera informazione, come dicevo dal minuto 5,56 dell’intervista pubblicata su Byoblu il 25 marzo scorso:

La conferma di questo arriva dunque con una email della sorosiana Avaaz inviata il 7 aprile scorso nella quale le motivazioni dell’attacco a Facebook sono esplicitate:

 

Quindi il problema del Deep State, a cui ha dato voce Soros con l’intervento di Davos, è che Facebook sarebbe “fuori controllo”, espressione sfacciatamente sincera, in quanto esso è letteralmente fuori dal controllo di queste persone che adesso hanno tutta l’intenzione di ricondurvelo con le cattive non essendoci riuscite in altri modi. Le colpe di cui si sarebbe reso responsabile Facebook erano note da tempo, la vittoria del candidato Trump opposto al clan dei Clinton il quale a sua volta è solo la faccia pubblica del Deep state, e la narrazione delle misteriose ingerenze russe in tale vittoria per screditare la volontà popolare e delegittimare il risultato elettorale avverso.

Adesso quindi si tenterà di mettere sotto controllo non solo Facebook ma l’intera rete:

….è il nostro momento per obbligare i governi e i giganti di internet a sistemare questo caos. Firma questa lettera aperta con un solo click e Avaaz organizzerà un’enorme azione per consegnarla al Congresso

Il Deep State mostra pubblicamente la sua volontà attraverso la sorosiana Avaaz con un arrogante “obbligare i governi e i giganti di Internet” a sistemare non un caos che evidentemente non esiste, ma per ricondurli sotto la loro volontà e controllo.

L’appello prosegue con toni drammatici confermando che la partita che si sta giocando è importante, si dichiara che “tutto quello che amiamo è in pericolo“, si paventa ancora la minaccia dell’estrema destra di comodo e poi la mail si conclude con una considerazione dai toni minacciosi:

Facebook dice che stanno reagendo, ma in realtà si trascinano da mesi e non sono trasparenti su quello che stanno facendo. Ma non possiamo più permettercelo

Ma la realtà è che è proprio Avaaz a compiere quelle azioni di cui accusa Facebook, l’ha fatto anche nell’ultima campagna elettorale italiana come denunciato su CS l’otto febbraio scorso in “Iadicicco attaccato da Avaaz: perché la votazione di Roma sarà un referendum pro o contro Soros“. Al riguardo però sto già attivamente facendo in modo che ci sia al più presto un’interrogazione parlamentare sulla vicenda dell’ingerenza di Avaaz nelle elezioni politiche.

So che per aver denunciato questo sono anche personalmente stato indicato come un nemico da Avaaz tramite il suo Press Center nell’articolo “Avaaz under attack from far-right for launching first ever Italian Election Campaign” nel quale si dice tra l’altro:

Famous right-wing blogger Enzo Pennetta called the vote in Rome “a referendum for or against Soros”, using a favourite attack line of the far-right. Similar lines about Soros’s involvement in the Italian election were also picked up by Iadicicco and Berlusconi’s paper Il Giornale.

L’attacco alla libertà di espressione e alla libera informazione sta entrando in una nuova fase, quello che accadrà l’11 aprile al Congresso degli Stati Uniti con la deposizione di Zuckerberg avrà ripercussioni per tutti.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

14 commenti

  1. Pino Rossi on

    Caro Enzo, ti esprimo solidarietà. Essere additati da Havaaz è un onore. Io non avrei il coraggio di espormi. Ringrazio Dio che esistono persone coraggiose.

    • Enzo Pennetta on

      Grazie Pino, in realtà non credo che ci voglia molto coraggio ma molta attenzione, quella sì.

  2. Solidarietà piena ed incondizionata, ciò che è in gioco è ben più della libertà, in gioco è la verità.

    • Enzo Pennetta on

      Ciao Valentino, quel che è in gioco è la possibilità di vivere da uomini liberi in condizioni dignitose, che poi si tratta di qualcosa di inscindibile dalla verità.
      Più siamo a dire la verità è più possibilità ci sono di poter continuare a dirla.

      • Su alcuni punti Prof.Pennetta non siamo totalmente in accordo.Ma quando si tratta di lottare per la dignità e libertà del propio Paese(proibito dire Nazione ?)….ah si Paese si può dire(es.esisteva il quotidiano Paese Sera…)….Laici e Cattolici possono marciare assieme.

  3. Certo che anche Orwell ormai è superato. Da un lato pensavo che FB come molti altri socials “gratis” erano parte integrante del sistema, e dall’altro oggi scopriamo che forse si sono accorti che può avere un effetto boomerang… Oppure, ancora una volta, non conosciamo mai i “loro” piani… E non è complottismo, è realtà.

      • francesco m on

        Professor Pennetta,
        essere appellato “Famous right-wing blogger” da questi teppisti, non Le fa onore né disonore, tanta è la distanza che separa questi non umani dall’umano cui Lei appartiene. Tuttavia è un segnale; crepe stanno formandosi nei meccanismi della colossale macchina di mendacio, corruzione, mortificazione. E la teppaglia si agita.
        Ci vedo uno sprone.

  4. Purtoppo il rischio che questa paura della censura sia vana sembra si stia realizzando, qui è tutto un volare con partenze di vari jet da Aviano apparentemente in direzione Sud-Est. Credo che frapoco ci sarà altro di cui preoccuparsi.

    • Tra poco avremo ben altro da preoccuparci… ma quale è l’alternativa ?
      I deliri (e l’imposizione) gender, la Boldrini e l’Argento, il nazi femminismo che a Roma fa rimuovere un manifesto riportante una consolidata verità scientifica ?
      Non so se qualcuno di voi ha letto Hitler’s war di David Iriving…. io lo ho fatto e solo dalle bellissime fotografie che lo storico ha riportato credo sia possibile comprendere appieno il delirio ed il fanatismo che pervadeva il Reich hitleriano in quegli anni; ecco è la stessa identica atmosfera che caratterizza i nostri tempi.
      Non credo che nessuna persona libera possa sentirsi a proprio agio, né in quella tristissima epoca né, tanto meno, nella nostra.
      Ritengo che oramai non ci resti che affidarci all’Onnipotente.