Il darwinismo fugge il confronto con le critiche: per quanto ancora sarà possibile?

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In questi giorni è stato diffuso un documento firmato da mille scienziati di tutto il mondo che dichiarano insoddisfacente la spiegazione darwiniana e neodarwiniana dell’evoluzione. Nonostante i tentativi di mantenere in vita una teoria che non funziona i segni di una crisi si moltiplicano.

La frase con cui si conclude il sommario dell’articolo di Fabrizio Cannone su La Verità del 6 marzo 2019 è il punto più significativo:

“In Italia discutere (di critiche al darwinismo ndr) è vietato”.

In realtà è “vietato” un po’ ovunque ma certamente su quanto avviene in Italia possiamo raccontare testimonianze di prima mano.

Fino a quando le critiche alla teoria venivano mosse su un terreno di ingenua opposizione fideistica, per il clero universitario e mediatico la situazione era ottimale, un avversario non preparato e con argomenti fasulli è una vera manna per tutti, il problema è nato quando sulle pagine di CS ho iniziato a fare un critica sullo stesso terreno scientifico mettendo in luce tutti quegli aspetti tecnicamente insoddisfacenti della teoria darwiniana dal suo apparire nel 1859 fino ad oggi.

La cosa ha avuto un effetto così dirompente da andare oltre ogni aspettativa, dopo solo due anni di pubblicazione di articoli sui “bugs” della teoria da parte del clero darwinista si è dovuto correre ai ripari con un atto che ha rappresentato una moderna scomunica per eresia da parte della massima autorità, così nacque la lettera aperta a me rivolta da Telmo Pievani che argomentava apologeticamente per dare le disposizioni generali di una chiusura definitiva ad ogni dialogo.

Da quel momento la chiusura è stata operativa e anche quando la critica si è finalmente dotata del tanto insistentemente richiesto supporto di una nuova teoria supportata da una pubblicazione peer review costituita dalla TRE di Achille Damasco e Alessandro Giuliani, le cose non sono cambiate.

I difensori del darwinismo non amano dimostrare di avere ragione, sembra che a loro non interessi difendere i lettori da quelle che ritengono false critiche, se non tacciandole di generica antiscientificità, forse perché in fondo loro dei lettori hanno una bassa stima e non li ritengono in grado di capire. C’è tutta una classe affetta da snobismo di ritorno che ama accusare senza diritto di replica, sono i salottieri alla Wired che negli ultimi mesi mi hanno citato più volte senza interessarsi veramente a quello che realmente affermo, sono i divulgatori alla Focus che hanno rigettato la TRE senza capire quello che leggevano, sono tutti quelli che intervengono sulle loro pagine di Facebook pieni di luoghi comuni e frasi fatte senza metterci neanche un po’ di fantasia.

Io sono qui pronto da sempre al confronto, pronto ad essere smentito pubblicamente ma non trovo nessuno che voglia svolgere il ruolo di chi dimostra la fallacia dei miei argomenti, eppure dicono che siano banalmente errati, forse a loro non piace “vincere facile”.

Resto in attesa che questo qualcuno venga a cogliere un così facile alloro, le telecamere di Byoblu sono pronte ma non si vede nessuno, gli inviti sono declinati con sufficienza, eppure dovrebbero affrettarsi perché forse il tempo è ormai poco, forse tra non molto sarà proprio alle persone che non interesserà più sentire i loro argomenti divenuti ormai vecchi e superati dall’evidenza.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

15 commenti

  1. Fabio Vomiero on

    Io direi che fino a quando gli argomenti rimangono quelli trattati anche in questo articolo di Fabrizio Cannone, o quello sbandierato con orgoglio dal Manifesto dei 1000 scienziati come fosse la rivoluzione paradigmatica del secolo, non si farà mai nessun passo in avanti, purtroppo. E il motivo è banalmente molto semplice: su questo siamo tutti d’accordo. Solo un ingenuo antiscientifico potrebbe affermare che siamo sicuri che tutta l’evoluzione biologica sia guidata soltanto dalle mutazioni casuali e la selezione naturale. Ne consegue evidentemente che questa posizione pseudocritica è quindi completamente inutile ai fini del dibattito scientifico, è questo il punto, ed è per questo anche che la comunità scientifica giustamente poco si scompone, persino nei confronti della TRE, i cui principi teorici, a mio avviso, rimangono ancora meno “dimostrabili” dei principi classici darwiniani, che, comunque sia, restano ancora parte attiva e verificabile nell’ampio panorama di ricerca che guida a tutt’oggi la biologia evoluzionistica. Dopodichè è vero, i meccanismi darwiniani non sono sufficienti a spiegare tutta l’evoluzione biologica, questo è chiaro e tutti ne sono consapevoli. Infatti, come ho ripetuto decine di volte io e qualche altro commentatore scientificamente preparato, dal povero e geniale Darwin, la biologia evoluzionistica è andata avanti e ha gradualmente arricchito il suo panorama teorico e sperimentale (e certamente lo farà ancora) puntando l’attenzione anche su altri tipi di possibili meccanismi evolutivi, che magari riescono a spiegare meglio anche i processi associati alle trasformazioni apparentemente più rapide e meno gradualistiche, vedi per esempio il modello degli equilibri punteggiati, detto anche saltazionismo. Cito soltanto alcuni dei nuovi possibili meccanismi evolutivi post-darwiniani attualmente indagati: tutto il panorama esplicativo associato all’evo-devo, la selezione multilivello, l’ereditarietà epigenetica, la plasticità fenotipica, la teoria della costruzione della nicchia, per esempio. Quindi, fino a che non capiamo che la teoria dell’evoluzione è comunque una teoria scientifica perchè supportata da una mole spaventosa di dati teorici e sperimentali, che la scienza post-galileiana non è soltanto matematica, fisicalismo e provette di laboratorio, che il programma di ricerca è costantemente work in progress, e che come in ogni altro campo di ricerca scientifica non ci sono mai delle verità definitive, ripeto, per quanto mi riguarda la critica alla teoria dell’evoluzione fatta in questo modo naif, è evidentemente arenata e viziata alla radice da un’ideologia che vuole attaccare l’essenza stessa del nucleo scientifico per giustificare in qualche modo una visione alternativa di tipo teologico-finalistico, alla Fabrizio Cannone o alla redazione di UCCR, della quale ho letto l’articolo dedicato. Secondo me, un grave errore concettuale…

    • Paolo da Genova on

      Se anche il prof. Pennetta avesse un’approccio “teologico-finalistico”, questo sarebbe valido tanto quanto l’approccio “ateistico” di Richard Dawkins, per cui se il darwinismo è vero, Dio non esiste. Ma a me pare proprio che sia Richard Dawkins a usare questo argomento, e non il prof. Pennetta, che si limita a muovere critiche motivate, che vengono rigettate senza discutere proprio da chi ha l’approccio “ateistico”, e che dietro una teoria scientifica difende la sua visione della vita e della società.

      • Fabio Vomiero on

        Buongiorno Paolo, le ricordo però che il nucleo scientifico della biologia evoluzionistica, per fortuna, non è rappresentato da Richard Dawkins, ma da centinaia-migliaia di scienziati e ricercatori sul campo e da altrettante centinaia-migliaia di pubblicazioni scientifiche di settore. Quindi, tornando al mio ragionamento generale, trovo sia altrettanto inutile prendersela, ai fini di un dibattito serio e costruttivo, anche con le interpretazioni personali di un Dawkins.

        • Questo che significa ? La Scienza procede nonostante la filosofia,la politica,la religione.Procede.Ma che Dawkins sia usato e sia stato usato per affermare una “certa teoria “materialistica” darwiniana”è fuori di dubbio.Sia dai “moderati”(un pò meno) sia dagli “estremisti”.La Scienza nonostrante tutto PROCEDE,anche senza ideologie.

  2. NAIF:Ingenuo,semplice.Tipo di pittura caratterizzata da aspetti di semplicità e candore,praticata da pittori
    NON PROFESSIONISTI,AUTODIDATTI in……
    Dio però quante sono le malattie mentali(nascoste dalla società borghese) dell’uomo? E il suo non volersi aprirsi al dubbio.Almeno un pò….

  3. Che si combatta l’ultima guerra totale tra i sostenitore di un “creatore” o “del caso” è fuori di ogni dubbio; per la madre di tutte le battaglie:l’evoluzione o quello che potrebbe essere avvenuto.Intanto mi sono riletto di uno “scienziato naif:Einstein” e il suo no a fascismo e “comunismo”.E quello che pensava su creazione vs caso.Nel dubbio concordo….sarà perchè mi piacciono i suoi capelli spettinati……

  4. Io penso che tutto dipenda dalla definizione di “teoria scientifica”. Se con il termine s’intende, più rigorosamente, un’ipotesi replicabile in laboratorio dove può essere corroborata o falsificata, allora il darwinismo, e nemmeno l’evoluzione in generale, sono teorie scientifiche. Se invece il termine vale anche per ipotesi, più o meno ragionevoli, più o meno credibili, che dato il loro carattere storico irripetibile non sono falsificabili, allora il darwinismo (e l’evoluzionismo in generale) sono teorie scientifiche. Come la panspermia, o il multiverso. Insomma tutto dipende dalla filosofia di ognuno, anche nel nostro blog.
    È certo comunque che solo le teorie scientifiche del primo tipo, quelle replicabili in laboratorio, hanno applicazioni. Come diceva il darwinista Dulbecco, non occorre essere darwinisti per essere buoni medici. Ma occorre replicare le proprie ipotesi in laboratorio, aggiungo io, per fare ricerca farmaceutica all’NIH, pena il licenziamento.

    • Fabio Vomiero on

      Buongiorno Wil, il suo intervento è molto interessante e pertinente e inviterebbe ad approfondire adeguatamente il tema, purtroppo qui non c’è nè il tempo, nè lo spazio. Le posso dire soltanto che io credo che la scienza moderna, come tutte le cose della vita, sia evidentemente un’altra cosa rispetto ai tempi di Galileo, tempi in cui si ignoravano tante cose, e credo anche che lo scienziato che fa ricerca oggi non si svegli la mattina riflettendo se il suo lavoro possa essere teoricamente falsificabile alla Popper o meno. Io credo invece che, per capire bene il nucleo della ricerca scientifica, dovremmo cominciare anche con il liberarci un pò dalla questa discutibile forzatura imposta da certe etichette filosofiche che non rendono pienamente conto e giustizia della realtà del fare scientifico. Dobbiamo piuttosto pensare alla scienza sperimentale come a una pratica di tipo artigianale, che si pone l’obiettivo principe di conoscere fattualmente come funziona il mondo, costruendo descrizioni modellistiche del mondo stesso servendosi di una pluralità di attrezzi cognitivi possibili adatti al particolare tipo di problema che si vuole descrivere-risolvere. Del resto la scienza, oggi, deve necessariamente fare i conti (finalmente) con consapevolezze epistemologiche e concetti che Galileo e la successiva scienza di stampo meccanicistico-riduzionista nemmeno si sognavano, i sistemi complessi, l’irreversibilità, l’aleatorietà, la dinamica non lineare, i processi stocastici, i processi emergenti, l’autoorganizzazione ecc., oltre che tutte le infinite discussioni sull’indeterminismo intrinseco introdotte dalla meccanica quantistica. Ecco perchè io dico sempre che lo scienziato DEVE essere necessariamente anche un filosofo, solo che, a differenza di tanti altri filosofi da salotto a cui piace tanto separare le discipline per difendere con i denti il loro bunker di isolamento culturale, quella dello scienziato è anche una filosofia di solito utile e consapevolmente informata. Sul tema, se potesse interessare, mi piacerebbe però anche scrivere un giorno qualcosa di organico, ma… chissà.

  5. E quindi dovremmo prendere per scienza quella stupida favoletta, ad uso e consumo di poveri pastori ignoranti semianalfabeti, scritta in Genesi ?
    Nonostante una quantità preponderante di fossili e dei risultati della biologia e genetica che suggeriscono tutto il contrario ?
    Ma fetemi il piacere…
    PS: Anche Giovanni Paolo II ha pienamente riabilitato Galileo, il 31 Ottobre 1992…. oramai siete rimasti solo voi.

  6. David lei arriva sempre in ritardo ! E’ dalla nascita del blog che leggo giornalmente quasi ogni commento.Con contributi validissimi di ricercatori del tutto lontani sia dalle “stupide favolette” sia dalle altrettanto “stupidissime teorie materialistiche”.Imposte con milioni e milioni di morti in civilissime nazioni(Russia ecc.ecc.).Compreso un certo “modo” di interpretare la Teoria di Darwin(purtroppo!!!).Si dia Pace.

  7. Su i fossili(entra in un campo a me conosciuto) lei dimostra la sua totale ignoranza.E propio qui che la “versione materialistica della Teoria di Darwin” trova le sue maggiori falle !!

  8. Buonasera professore.
    Purtroppo solo ora noto che disqus non è più necessario per commentare.
    Ne approfitto dunque. Perdoni se non ho nulla di interessante o di costruttivo da aggiungere all’articolo. Volevo semplicemente salutarla.
    Lei e i commentatori .
    Cordiali saluti a tutti

    PS
    Se posso permettermi..
    Da tempo non ho più il piacere di leggere il dott. Masiero (e tanti altri), come mai?

  9. Giuseppe Cipriani on

    Per il poco che ho letto, da uomo della strada, ritengo che il prof. Telmo Pievani non sia un ortodosso della teoria darwiniana, come invece afferma il giornalista… Mi pare proprio il contrario, cioè che, da persona intelligente, sappia benissimo, e lo ribadisca spesso, che la teoria abbia bisogno di continui affinamenti e che senza preclusioni debba essere aperta a tutti gli studi che ogni giorno vengono condotti solo in nome della scienza per il bene della conoscenza.

    Ne approfitto per un saluto a Paolos e a tutti i vecchi e nuovi commentatori. E anch’io ho una forte nostalgia degli interventi del prof. Giorgio Masiero, che abbraccio fraternamente.

  10. Buonasera, vorrei salutare questo sito, che ho scoperto, ahimè, solo da pochi giorni! Una perla, nella vasta discarica del web!
    Se posso intervenire, da poveretto, mi piace ricordare quello che diceva Papa Benedetto: l’evoluzionismo (e il neo darwinismo aggiungo) è divenuto il nuovo logos filosofico della scienza moderna, e quindi uno sconfinamento dai limiti del dominio scientifico. Il nocciolo della questione è il positivismo scientifico: inizia ad assumere esclusivamente le cause aristoteliche interne all’oggetto(materiale e finale), e ad escludere a priori quelle estrinseche all’oggetto(finale e formale, per non azzardare quella esemplare!), e finisce fcon il giudicare ovviamente irreali queste ultime, considerando sempre il metodo delle scienze fisiche, dello studio dei fenomeni del mondo fisico, quello esclusivo.