Le tifoserie che non possiamo permetterci

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Il confronto politico e ideologico comporta inevitabilmente una componente di toni accesi ma quando si sconfina nella tifoseria si danneggia la propria parte.
Siamo in un conflitto non allo stadio, i nemici sono le idee non le persone.

Il problema delle tifoserie mi è stato evidente in tutta la sua portata in questi ultimi giorni e l’occasione è stato l’incontro sulla finanza mondiale al quale ho voluto invitare il prof. Pino Arlacchi che con il suo ultimo libro “I padroni della finanza mondiale” getta una vera e propria bomba nel campo neoliberista e della UE.

Quando sono andato a vedere i riscontri sul video della registrazione quello che avrei potuto capire se fossi stato un visitatore qualsiasi del canale Byoblu sarebbe stato fondamentalmente che il video non meritava di essere guardato per via della presenza di Stefano Fassina che in diversi commenti veniva denigrato e ritenuto screditante in modo pregiudiziale.

Questo tipo di interventi ha oscurato i contenuti di grande rilievo che avrebbero dovuto essere invece l’oggetto dei commenti stessi, il messaggio più o meno palese era di non visionare del tutto il video, in pratica si è ottenuto un risultato che nessuna censura da parte opposta avrebbe potuto ottenere.

Le tifoserie che attaccano le persone e non affrontano gli argomenti sono un favore agli spin doctors.

Riporto qui sotto il video dell’incontro dove quello che si voleva proporre era l’intersecarsi di un progetto nato in USA per condizionare l’Europa al quale si è sovrapposta la rinascita del neoliberismo, un’occasione per fare un salto di livello nell’analisi integrando quanto ricostruito ad esempio da Francesco Amodeo con l’azione della finanza internazionale che si è sovrapposta a quel progetto e ha imposto il neoliberismo, un mix infernale che si è compiuto pienamente con la costituzione della UE e della sua Banca Centrale.

Una grande conferma dei metodi usati per carpire il consenso ad un progetto che non era quello che si voleva far credere è venuta dalla testimonianza di Arlacchi che con grande onestà intellettuale ha ammesso che nel Parlamento europeo si votavano documenti volutamente incomprensibili solo sulla fiducia che i commissari e i partiti chiedevano ai parlamentari. Di tutto questo nei commenti delle tifoserie non c’è traccia.

Fassina dopo un primo intervento senza grandi scossoni ha poi detto delle cose molto condivisibili ma a quel punto molti avevano già espresso i loro pre-giudizi vanificando tutto. E’ lo stesso Fassina che a novembre è stato invitato da Alberto Bagnai al Goofynomics e che Moreno Pasquinelli del Movimento Popolare di Sollevazione ha invitato il 13 aprile prossimo alla manifestazione Eurexit. Tutti traditori della causa? Hanno entrambi sbagliato?

Sono certo che i commenti contro la presenza di Stefano Fassina sono stati scritti da persone che cercano la verità ma va detto che non è questo il modo per farlo, la questione dell’affermarsi del totalitarismo globalista neoliberista è troppo seria per affrontarla come il pubblico di uno stadio.

Qui di seguito il video dell’incontro sulla finanza internazionale.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

2 commenti

  1. FRANCESCOM on

    E’ vero, senza dubbio, la verità è verità, Il vero non diventa tale per atto d’imperio dell’assetore, ma, al contrario, è l’assertore che si invera attraverso la verità.
    Ma è parimenti vero, e pragmaticamente discriminante, che prima di parlare di onesta, un ladro deve aver restituito la refurtiva, ed aver fatto pubblico atto di resipiscenza. Atto esplicito, Professore, e non suppostamente implicito.
    Ove questo manchi, e nel caso di specie manca del tutto, il potere di persuasione di enunciati, di per se stessi giusti, veri e corretti, si liquefa. E rimane un sinistro afrore di ipocrisia e fraudolenza.
    Mi pare non ci sia nulla di gratuito, o personalmente contundente, in questo argomento, che fonda su una logica elementare e sul buon senso della massaia.