Lo Stato di sicurezza (Video su Byoblu)

24

Siamo entrati nel “Security State”, siamo la generazione che dovrà affrontare qualcosa di mai visto prima.

Controllo stretto dell’informazione, limitazione della libertà e sistemi di controllo psicologico del comportamento.
Il “Security State” è un metodo di governo dove la paura dei cittadini viene usata per chiedere loro privazioni della libertà e silenziare l’informazione, è una fase nuova, mai sperimentata prima e caratteristica di uno stadio avanzato del neoliberismo, dove gli squilibri sociali devono essere gestiti con strumenti nuovi.
Conoscere di cosa si tratta per capire cosa fare.
Su Byoblu.

Share.

About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

24 commenti

  1. Giuseppe Cipriani on

    Enzo, con le tue conclusioni sui mezzi che ciascuno possiede per “fare la differenza” smentisci tutto quello che hai affermato precedentemente… La rete è democratica, tu hai detto la tua, ti sei espresso. Io sto dicendo la mia. Altri diranno qui la loro, ne sono certo. Libertà di stampa ce n’è, penso solo ai diversi quotidiani che in base al padrone che li foraggia esprimono concetti diametralmente opposti… E tutti abbiamo un padrone, chi non ce l’ha scagli la prima pietra.
    Su una cosa hai pienamente ragione: non siamo in guerra contro il coronavirus, siamo in guerra contro coloro che minacciano il pensiero critico e mescolano sacro e profano producendo una pappetta per gonzi. E siamo in guerra anche contro le nuove povertà che emergeranno anche in Paesi come il nostro, che non erano abituati ad avere lo stomaco troppo vuoto.
    In soldoni, io rivendico la libertà che ancora ho, che mi sento ancora di avere nonostante la tua narrazione apocalittica nelle vesti, vista la tenuta quasi fratesca, di novello Savonarola

    • Enzo Pennetta on

      Giuseppe, rispondo considerando che la libertà di stampa non è reale sia perché i grand media hanno padroni con interessi ben precisi e perché la rete è sempre più imbavagliata nonostante a qualcuno non sembri.
      E aggiungo che io posso dire con grande serenità che non ho un padrone.
      Riguardo la tenuta non capisco cosa vuoi dire, per favore non fare considerazioni personali che non le accetto.

      • Giuseppe Cipriani on

        Scusami Enzo. Davvero una battutaccia infantile la mia, che non meritavi. Ma in quel momento non c’ero arrivato. Grazie per avermi ripreso. Mi farà bene!
        Per il resto, nel tuo piccolo, per me rappresenti quella rete non imbavagliata, senza padrone, che da sempre afferma quel che pensa senza che nessuno censuri… E sarò sempre dalla tua parte se capiterà. Contaci!

          • Ma ci sono in circolazione miliardi di video,che contengono di tutto e di più ! Oltre come detto in precedenza una ultra miliardaria sequela di insulti-emoji ultra ultra triviali su facebook-internet che nessuno propio nessuno censura immediatamente.Pietoso è anche il livello culturale medio di personaggi alla Crozza,in migliaia ivi presenti.Ritornando al tuo video cosa conteneva “segreti di stato”?

          • Giuseppe Cipriani on

            Beh, mi pare un caso molto normale. Se ha violato le regole condivise della comunita YouTube viene bannato. Come fai anche tu, giustamente, con chi viola le tue regole qui.

          • FRANCESCOM on

            Scomparso, doveva certamente trattarsi di uno snuff movie! Meno male che una manina gentile veglia su du noi. Quanto siamo fortunati!

  2. Che non esista la libertà di espressione è un fatto compiuto(i grandi gruppi capitalistici dominano al 99%il mercato culturale-politico) oramai da decenni.Sia su la maggior parte della stampa,sia su gran parte di radio e tv.Identica realtà su alcune riviste “scientifiche”.Come accennavo in altri commenti è sufficiente che una ricerca(da confermare,il più delle volte) sostenga una qualche teoria( nuova scoperta) prevalente e immediatamente ciò è scienza.Quello che è veramente scandaloso che chi ritiene un dovere la difesa della Libertà politica e culturale sia in una sconcertante minoranza(quasi insignificante).Pochi quotidiani(esempio) e nettamente di parte(politica).Inesistenza(o in numero insufficiente) di un qualche organo di comunicazione scientifico veramente autonomo.Questo nell’indifferenza o impotenza di chi “potrebbe”(evito allusioni che per alcuni risulterebbe sgradevole).Questo è anche il destino che ci siamo creati.Anche se sperare in futuro più radioso è diritto sacrosanto per tutti “gli uomini pensanti”.

    • Viceversa si può constatare l’inesistenza della Libertà di espressione anche su la rete,ovvero la presenza di bully,troll varii su tutte le chat possibili.Cioè con questi telecomandati “comando” si contrasta l’unica arma facilmente accessibile a disposizione della Libertà;su facebook,per esempio,è inesistente la possibilità di un reale colloquio in campo culturale-politico(non mio problema personale,sia ben chiaro).Una dittatura che ti porge una falsa possibilità di avere un opinione,per poi contrastarti,non con un dibattito aperto,ma con insulti e infantili emoji,in molti casi estremamente volgari.Una dolce dittatura che tende a rimbambire sempre più generazioni allevate in allevamenti intensivi e non ruspanti come dovrebbe essere.

      • Enzo Pennetta on

        Solo chi non vuol vedere non vede il clima asfittico che si respira nella rete.

  3. FRANCESCOM on

    Se facessi parte delle aristocrazie finanziarie (e fossi, dunque, uno psicopatico, per nascita, vocazione, o per entrambe le ragioni), avrei cercato un agente capace di produrre le cause delle quali oggi stiamo patendo gli effetti.

    Se facessi parte di tali aristocrazie, tuttavia, non avrei mai e poi mai posto in azione quell’agente, se non prima di essermi assicurato d’essere immune dagli effetti nefasti delle cause poste in essere da quell’agente.

    Se facessi parte di quelle aristocrazie, mi avrebbero insegnato già da subitissimo, assieme alle asticelle, che la fonte primaria del dominio coincide con la capacità di dividere i dominati, tenerli separati, rompere i legami tra di loro, isolarli.

    Se facessi parte di quelle aristocrazie, e questo virus non fosse esistito, avrei fatto l’impossibile inventarlo.

    Se facessi parte delle aristocrazie finanziarie, con ogni probabilità conoscerei quel tanto di greco antico, per sapere che la parola diavolo deriva dal verbo greco διαβάλλω (diabàllo) che significa separare, mettere barriere, porre frattura.

    Se questo virus non fosse esistito, avrei fatto l’impossibile inventarlo.

    Ora, ho tanti difetti, ma non sono un cretinetti che si mette a parlare come fanno “quelli della” TV, e pertanto non userò mai il cretinettistico termine lockdown, per indicare il (terrificante) ISOLAMENTO.

    (Nota: chi non vede è correttamente definito cieco; ma chi non vede, e in aggiunta non comprende neppure davanti all’evidenza, oltre a essere cieco è stupido. E nessuna categoria è più tetragona e pericolosa di quella degli stupidi).

    Facciamo ora il ragionamento all’indietro. Siamo stati posti in uno stato di isolamento collettivo che per vastità di individui interessati e prolungamento nel tempo, non si è mai visto prima nella Storia. Mai. Abbiamo un criterio certo per stabilire se una tale misura corrisponde ed è giustificata da un pericolo altrettanto estremo. Domanda: tra tutte le piaghe cui è stata esposta l’umanità nel corso dei millenni, si è mai verificato un solo caso di reclusione ed isolamento di un intero popolo? La risposta, categorica, è no, neppure alla lontana! E pertanto e con irresistibile conseguenza, la misura non corrisponde al pericolo. Cosa comprovata, fra l’altro, dal fatto che altrove, ferme attività non fondamentali, il lavoro continua e la gente esce di casa (per con restrizioni e presso condizioni).

    Atteso che la misura non corrisponde al pericolo, e atteso che l’isolamento totale è in vigore soltanto in Italia, non può non dedursi che, dato che chi comanda non fa le cose per caso, la nostra Patria è stata scelta come epicentro di un esperimento di ingegneria sociale su vastissima scala. Tutto quanto scritto prima, salvo il caso dell’area martire di Bergamo e Brescia, caso sul quale né i burionati, né i silvestrinidi, sommi sacerdoti del solo ed unico verbo scientifico, sanno spendere una sola sillaba.
    Risalendo ancora all’indietro, ci imbattiamo nello scopo politico dell’isolamento; ed anzi, precisamente, nella divisione antropologica ai minimi termini del corpo sociale. Una società ridotta ad atomi, il sogno mai avveratosi di tutti i tiranni della Storia. Ed oggi realizzatosi. Facile facile.
    Chiedo scusa, ci sarebbero altri punti da approfondire, ma mi è venuta la nausea. L’essenziale, comunque è stato detto.

    • Enzo Pennetta on

      L’Italia, nonostante quello che è stato fatto credere per decenni, è e resta il cuore culturale e pensante del mondo, un esperimento sociale, non necessariamente premeditato, riuscito qui influenza tutto il resto.
      Confido sempre nelle dinamiche imprevedibili dei sistemi complessi.

      • FRANCESCOM on

        L’Italia è privilegiata dalla profondità e dalla eccezionalità della sua storia, non certo dal carattere degli odierni italiani.
        L’Italia seguita ad essere il faro dell’Occidente (non del mondo intero), poiché fuori da qui, salvo rari casi, non sono del tutto usciti dalle caverne. Non sono affatto sciovinista, ho viaggiato, ho visto, ho comparato.
        Non ci sopportano perché sanno che non c’è partita, praticamente in alcun campo.
        Per questo, o meglio, anche per questo, l’Italia è stata scelta come luogo di questo esperimento.
        Ci sono altre grandi culture al mondo, tuttavia. La Persia, ad esempio; grande popolo, grande carattere, genialità diffusa (salvo credere agli anglosionisti e la loro propaganda).
        L’India, che è un universo del quale ci compiaciamo di non sapere nulla; ma che, ciò nondimeno, giudichiamo a casaccio con la nostra supponenza. La Cina, che non la pieghi neppure con l’aiuto degli alieni; e che ha una cultura non inferiore alla nostra.
        Ecco, con tutto il rispetto, Enzo, più che nel soccorso dei sistemi complessi, e nellaa loro imprevedibilità, faccio affidamento sull’onda lunga della Storia. E anche sul fatto che il male non può vincere. Anche se, in questo sulfureo presente, mantenere la rotta costa una fatica bestiale.

    • Giuseppe Cipriani on

      Fino a quando non avremo il vaccino o una cura il distanziamento sociale è l’unica arma contro il virus… Mi sembra tanto evidente, che il non capirlo dà l’idea di non voler capirlo. I numeri del contagio stanno crescendo in tutto il mondo, il virus per fortuna poco letale è pero molto contagioso. Vorrei vedere dove saremmo adesso come numeri senza questo presunto “esperimento”, avremmo un’Italia tutta “alla bergamasca”, forse. Anch’io sulle prime credevo che si trattasse di un’influenzina, ma dinanzi ai numeri è serio ricredersi… Spero che l’uomo, la persona, torni centro di interesse dei governi. E che la vita rallentata e nuova che ci aspetta ci liberi da tante paure isteriche.

      • Giuseppe Cipriani on

        … e a chi non l’avesse ancora notato, segnalo che i morti a causa del coronavirus nel mondo, oggi più di 80.000, viaggiano al raddoppio ogni 7 giorni circa, in attesa che tutti i governi adottino come in Italia quel distanziamento sociale tanto amaro quanto necessario. Altro che “esperimento”!

        • Giuseppe Cipriani on

          Vero cinico esperimento, a mio avviso, sarebbe quello di lasciare che la pandemia facesse il suo corso, tutti alla garibaldina: si salvi il più forte, il più ricco, il più fortunato… Si salvi chi può! Chi pagherebbe lo scotto più grande? Facile immaginarlo… Un potere forte mondiale che ragionasse in questi cinici termini otterrebbe due piccioni con una fava: riduzione della popolazione mondiale e soprattutto della popolazione delle parti più povere del pianeta.

          • Giuseppe ci sono 50 vaccini,in tutto il mondo,in fase di esperimento.Semmai questa sarà una ennesima occasione per far soldi.Non si sa comunque quanti saranno i deceduti,nel suo totale.Su “il sussidiario”,che ritengo un valido informatore online ,leggo che addirittura la responsabilità della peste di oggi sia da attribuirsi a un animale chiamato pangolino(insieme ad altri “selvatici”) e alla feroce atavica fame di certi cinesi.Questo non deve essere detto da nessuno!Miliardi di euro,di commercio con l’oriente ne sono in gioco.Eppoi cosa conta pagare 1-2 euro ora per operaio cinese in nome del Progresso !

          • Giuseppe Cipriani on

            Chiaro che si tratti di un virus che ha fatto il salto di specie. E che il nostro rapporto con i selvatici sia malato, soprattutto là dove la promiscuità con essi usati come cibo, abbinata agli allevamenti super intensivi, abbia fatto scoppiare l’ennesimo bubbone.

  4. la fretta e l’inconscio: no una ennesima ma Bensi “un’ennesima”.pardon

  5. FRANCESCOM on

    Quando ho postato il mio commento dello 07 .04 h 15,36, non avevo ancora preso visione di questo documento di cui allego il link. Confesso di non possedere talenti paranormali, e neppure sopravvaluto la mia intelligenza. Come che sia, il documento prova quella che, in quel post, era la mia ipotesi narrativa.
    Non si tratta di un miracolo, semplicemente, non sono un ripetitore automatico di luoghi comuni, parto sempre dalla certezza fondata e provata che il Sistema/mainstream mente sempre, e la fortuna (non me ne attribuisco merito) di essere riuscito a non farmi traformare in una gallina.
    Ecco, proprio perchè, francescanamente amo tutte le creature, la lettura di questo link è sconsigliata al pollame.

    https://lacrunadellago.net/2020/04/07/i-rockefeller-annunciarono-la-pandemia-e-il-governo-unico-mondiale/

    • Giuseppe Cipriani on

      Tendo a essere un inguaribile ottimista… Ritengo verosimile che dopo la crisi pandemica il popolo si riprenda le sane abitudini del popolo, magari tralasciando tante robe scoperte nel frattempo inutili. Alla faccia di questi potentati che si permettono di giocare coi nostri destini come fossimo tessere di un domino (senza fine, direbbe De Andrè).
      Per fare previsioni di quel tipo non occorre essere delle cime, manco troppo cime devono essere se sono previsioni pubbliche, note persino a noi grazie alla bistratrata rete. E ricordo che questi profeti di sventure prossime avevano anche previsto migliaia di atleti amnazzati alle olimpiadi di Londra del 2012… Fatto mai accaduto.
      Pensiero di fiducia per superare la malinconia di questi giorni: supereremo questa ennesima pandemia come tutte le altre, se il mondo non sarà più come prima non è detto che quelle sacrificare o cambiate saranno solo le belle abitudini.
      Perdonatemi, ma noi “avicoli”, come il mitico Gondrano di Orwell, siamo portati ad aver fiducia quasi incondizionata…

      • L’importante è far parte degli “avicoli” ruspanti.Rifiutando gabbie mentali e liberi di esprimere sempre la propria opinione.Lottando perché anche gli altri ne siano consapevoli.

  6. FRANCESCOM on

    Lord Chesterfield fu uno di quegli inglesi capaci di dare lustro alla sua isola (non chiamatela così, in presenza di inglesi). Politico, umorista, scrittore, aforismista, affabulatore. Non è paragonabile a Wilde, che a stento è paragonabile con se stesso, ma se la cava insomma.

    Ne parlo a proposito di galline, creature, secondo me e secondo lui, del tutto sottovalutate.
    Racconto la storiella della gallina di Chesterfield a memoria; per cui, alcuni dettagli potrebbero non corrispondere all’originale, la sostanza sì.

    Il Lord si trovava ad uno di quei ricevimenti della nobiltà inglese (dovremmo essere verso la metà del 1700), assieme ad altra gente della sua casta, cercando di trasformare il niente in qualcosa; attività in cui gli inglesi non hanno rivali al mondo. Si forma un capannello, presente Chesterfield, ed una gran dama, riferendosi ad un’altra grandissima dama poco distante, qualifica l’intelligenza di questa come quella di una gallina. Risatine velenosine di qui e di là, Chesterfield non ci sta, e così chiede alla gran dama, se davvero pensasse che le galline sono prive di intelligenza. “Ma certo, milord, voi non vi smentite mai, che domanda eccentrica, lo sanno tutti che le galline sono stupidissime!”
    Avrete già capito che la gran dama era cascata nella trappola, ma non sapete ancora quale.
    Senza scomporsi, sussiegoso come solo un british sa fare, Chesterfield risponde: “E no, mia cara, le galline non sono affatto stupide, cara Duchessa, sennò provi lei a fare un uovo!”

    Allora, non me la prenderò se a qualcuno questa storiella non farà lo stesso effetto che fece a me, la prima volta che la sentii (o forse lessi). Per me non è solo una inglesata di livello, ma ha la sua profondità. E capperi se ce l’ha! Io non sono un biologo, ma per dirne una (e chiamo Enzo in soccorso), immagino che un “semplice” uovo realizzi un capolavoro di ingegneria biochimica che, nella sua complessità olistica, sta spanne e spanne e spanne, al di là della nostra comprensione.

    Ora, tornado al mio post di ieri: un uovo, un coniglio, un ragioniere, un filosofo, una galassia, un pollo, sono esattamente ciò che devono essere, e, pertanto, sono dei capolavori. I problemi sorgono quando un coniglio si mette in competizione con un ragioniere, in ragioneria; o una gallina si mette in competizione con un filosofo, in filosofia. E naturalmente viceversa.
    E concludo chiedendomi: perché creare problemi?

    • Siamo partiti dal concetto che questa società sta ingabbiando le persone.Suppore che piuttosto che essere ridotti in allevamenti intensivi necessiterebbe trasformarsi in esseri ruspanti, liberi e sinceri ,sia d’obbligo.Certo che la gallina “fa” la gallina,il coniglio “fa” il coniglio ecc.ps. Curiosità:Su l’uovo e la gallina filosofi interessanti se ne sono occupati(Aristotele !!!Plutarco!!! Macrobio!!! ecc.).Non poteva mancare la scienza,intervenendo nel 2010 con alcuni ricercatori dell’Università di Sheffield….in molti hanno contestato le loro conclusioni.Tutto cosi complicato ? ….secondo Diderot….