Il Mondo Nuovo di Huxley è già qui?

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Intervista con Barbara Tampieri su L’Orizzonte degli eventi.

Il mondo nuovo di Huxley è già qui? Enzo Pennetta in questo video analizza alcuni dei più importanti temi contenuti nell’opera più famosa di Aldous Huxley: “Il mondo nuovo”.

La riproduzione al di fuori della famiglia, l’utero artificiale, la suddivisione della società in caste rigidamente inquadrate, il mito dell’industria che sostituisce la religione, i bambini educati alla sessualizzazione precoce e condizionati ad aver paura dei libri e dei fiori, una società insopportabile se non con l’aiuto del “soma”, la droga perfetta.

Un mondo distopico oltre Orwell che contiene il messaggio più profondamente gnostico della volontà di autodistruzione della civiltà occidentale, e che purtroppo pare stia avverandosi in ogni sua espressione.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

1 commento

  1. Huxley sconta peccati che non sono suoi. In effetti, è molto difficile dissociare il suo nome da quello dei suoi parenti, i quali, pur apprezzatissimi dalla cultura progressista, certamente non possono trovare pari accoglienza presso chi si riconosce nell’area genericamente definita di destra, oppure presso i radicali non-modernisti (come chi scrive).

    Premesso questo, non mi sento affatto di associami al giudizio che – generalmente, ma non sempre – accompagna Huxley negli ambienti non progressisti. Giudizio senz’altro negativo, ed anzi oltre che negativo, date che Huxley è valutato alla stregua di un avvelenatore, un sinistro distruttore.
    In tutta franchezza, non comprendo come tale giudizio possa essere formulato, una volta letta tutta l’opera di Huxley, e appresa la sua biografia. Un giudizio sommario, quanto semplicistico, e che sicuramente non tiene conto dell’estrema complessità del personaggio e dell’opera. E poi, secondo me, occorre una massiccia dose di pregiudizio per associare il messaggio esplicitamente distopico “Il mondo nuovo”, all’auspicio della sua realizzazione. Descrive l’orrore, non vuol dire affatto procurarne l’avvento. Ho sempre chiesto ai sostenitori di questa tesi, una giustificazione extra testuale. Per quello che ne so, non ne esiste una, ed anzi Huxley fu molte volte esplicito nel dichiarare quale fosse lo scopo della sua opera, distopica, appunto. Chi ha letto “I demoni”, di Dostoevskij, allora, dovrebbe, usando lo stesso metro, sostenere che il russo sia stato il primo grande fautore del terrorismo e del relativismo. Potrebbe farlo, ma esponendosi al ridicolo. Non ignoro che la differenza tra i due autori sia molto notevole per molto versi, ma li accomuna, come nessuna altra coppia, la visionarietà profetica. Propria del genio è la capacità di scrutare oltre l’orizzonte del tempo, ed entrambi furono geni.

    Tornando ad Huxley, mi ha sempre sorpreso molto che i suoi detrattori focalizzino sempre sul distopico mondo nuovo, e mai sul suo ultimo libro, “L’isola”, che è l’esatto contrario speculare del “Il mondo nuovo”. L’”isola”, al contrario della distopia del 1932, è un’utopia sofferta e quasi disperata nel suo amore per l’umano.
    Ultimo punto, non comprendo in quale senso, nel contesto, vengano usati i termini “gnostico” e “gnosticismo”; sia nell’accezione greca, o in quella neoplatonica, ed ancor meno in quella segnatamente legata alle idee di Marcione, Valentino, o Basilide. In alcuna di queste accezioni, io vedo un rapporto con l’opera huxleiana, o con talune frange strambe e mostruose della modernità transumanista. A me pare che questo termine, sempre nell’ambito delle culture di “destra”, sia una specie di equivalente dispregiativo dell’uso del termine “fascista”, usato dalla sinistra. Va bene per tutto. Sempre a me, pare, che con riferimento alla modernità transumanista, o molti aspetti del newage, il termine che la massima connotazione possibile è “prometeico”; “gnostico”, proprio non capisco cosa centri.
    Tutto quanto sopra, non è una difesa dell’uomo e dell’opera; entrambi sono, per alcuni versi contradditori, se non problematici. Ma sostenere che Huxley fosse un fautore dell’anti mondo decritto nella sua opera più conosciuta è del tutto insostenibile.
    P.s.
    Qui tralascio del tutto la questione della psicotropia nell’opera di Huxley. Tema davvero troppo ampio.
    P.s 2
    Non si dimentichi, che “Il mondo nuovo” fu ferocemente criticato da Adorno (ed è davvero tutto dire), mentre fu difeso dagli attacchi della critica da G.K. Chesterton (ed è davvero tutto dire). Questo dovrebbe fare riflettere.
    P.s.
    Per il resto, un applauso ad enzo Pennetta.

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