Omicron, la fine (prevista) della pandemia

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Gli scienziati seri lo avevano detto fin dall’inizio che sarebbe andata così.
Ma il sistema aveva bisogno dei virostar.

Il sistema politico-mediatico aveva bisogno di personaggi da avanspettacolo per poter portare avanti quella gestione della pandemia che implicasse una sospensione dei meccanismi democratici consentendo di attuare una rivoluzione industriale non dichiarata.

E così mentre i volti più accreditati sui giornali e nei talk televisivi inanellavano una serie di previsioni fallite e dichiarazioni smentite poco dopo dai fatti ma che nel frattempo avevano avallato le decisioni dei governi Conte e Draghi nascondendole dietro il paravento del CTS, gli scienziati che non passavano il loro tempo in camice davanti alle telecamere lavoravano studi che rappresentavano previsioni confermate e mai smentite a distanza di mesi e, ormai, di anni.

Prendiamo uno studio del 4 maggio 2020 pubblicato su Nature e intitolato “Profile of a killer: the complex biology powering the coronavirus pandemic”, leggiamo che:

“Lo scenario di gran lunga più probabile è che il virus continuerà a diffondersi e infettare la maggior parte della popolazione mondiale in un periodo di tempo relativamente breve”, afferma Stöhr, che significa uno o due anni.

“In seguito, il virus continuerà a diffondersi nella popolazione umana, probabilmente per sempre”. <

Come i quattro coronavirus umani generalmente lievi, SARS-CoV-2 circolerebbe quindi costantemente e causerebbe principalmente infezioni del tratto respiratorio superiore lievi, afferma Stöhr. Per questo, aggiunge, i vaccini non saranno necessari.

Secondo l’articolo su Nature la gravità delle infezioni sarebbe dunque diminuita spontaneamente rendendo infine non necessari i vaccini.

Ma ancor più interessante un articolo presentato (ma mai pubblicato) dal Prof. Andrea Camperio Ciani il 27 ottobre dello stesso anno “The importance of the human factor during the evolution of SARS-CoV-2 pandemic: the successful case of the Italian strategy
Nello studio si conferma quanto detto in quello precedentemente citato:

“Il numero degli asintomatici, che è aumentato molto più del numero dei pazienti sintomatici, unito alla diminuzione delle persone in pericolo di vita, suggerisce fortemente una selezione di varianti virali evolutive, che evolve progressivamente verso espressioni subletali e asintomatiche.”

La selezione di varianti meno letali era prevedibile e questo avrebbe dovuto ispirare politiche più orientate alla prevenzione e cura che non ad una monotematica tendenza a risolvere tutto con un vaccino che notoriamente contro un virus mutante invecchia velocemente.

La velocità di mutazione del Sars Cov 2 è documentata in un articolo su Nature del 23 dicembre 2021 “Striking antibody evasion manifested by the Omicron variant of SARS-CoV-2” e ben espressa in questa rappresentazione:

Nell’articolo di Camperio Ciani veniva anche indicata l’efficacia dei trattamenti nel frattempo individuati, le misure adottate teneva conto dell’andamento dell’epidemia nei suoi 45 giorni iniziali ma estendendo invece l’analisi all’inizio della fase 2 (il 5 maggio 2020) il quadro generale che ne sarebbe emerso sarebbe stato molto diverso e avrebbe anche rivelato una cosa che è sempre stata negata: esistevano delle terapie e si erano dimostrate efficaci:

“Questi dati suggeriscono l’importante impatto delle terapie emergenti per prevenire l’eccessiva infiammazione dei polmoni, come il blocco dell’interleuchina, ad esempio anakinra (IL-1)6 o tocilizumab (IL-6).

Quest’ultimo ha dimostrato di ridurre il tasso di mortalità del 96% se somministrato nelle prime fasi della malattia, prevenendo un’eccessiva infiammazione polmonare e la conseguente necessità di essere ricoverato in terapia intensiva”


Ecco oggi la situazione di contagi e decessi che conferma l’evoluzione dell’epidemia prevista negli studi citati:

Casi di COVID-19 in Italia al 03 gennai 2022
Morti per COVID-19 in Italia al 03 gennaio 2022

Oggi i dati confermano quanto detto nel 2020 dagli studi di ricercatori qualificati ma che non hanno trovato ascolto per precise scelte politiche ed editoriali che dovevano invece seguire la strada di previsioni ingiustificatamente catastrofiche e che hanno portato alla perdita di un numero di vite umane da quantificare, al disastro economico, che è anch’esso una perdita di vite umane anche in senso psicologico, e ad un’attentato alla democrazie e ai diritti fondamentali di ogni essere umano prima ancora che costituzionali.

Non ci sono scusanti per quanto è successo, si è trattato di una scelta colpevole e la verità sta iniziando ad emergere.
La giustizia sarà molto più lenta o forse non giungerà mai ma la memoria di tutto questo resterà indelebile.

Ma soprattutto questa consapevolezza dovrà andare oltre l’emergenza e costituire la base per una cultura completamente rinnovata che si libererà di tutte le incrostazioni di decenni di marketing.

Sarà l’inizio di una reazione al mondo liberista con le sue implicazioni e conseguenze.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

26 commenti

  1. Paolo da Genova on

    Bellissimo articolo, leggerlo mi da un’amara soddisfazione, pensando ai tanti decreti che in Italia abbiamo subito e ancora subiremo col pretesto della pandemia, e che ci ridurranno in uno stato di emergenza permanente, perché finirà pure la crisi sanitaria, ma certo comincerà la crisi climatica e/o quella economica…
    P.S. Che goduria però leggere ora che Djokovic giocherà il torneo di tennis in Australia senza il vaccino lì obbligatorio… non tanto per la notizia in sé, ma per quanto rosicano i giornali italiani… forza Novak!

    • Paolo da Genova on

      P.P.S. La mia goduria è durata poco, Djokovic non giocherà per scelta politica (visto cancellato).

  2. Andrea S. Camperio Ciani on

    caro Enzo, le mie ipotesi sulla traiettoria evoluzionistica del virus si basano su tre evidenze che ho descritto prima in una lezione su YouTube ai miei studenti di psicologia evoluzionistica nel maggio 2021, ed immediatamente censurata da YouTube ma ancora disponibile il un repository on line. Poi l’abbiamo trasformata in un documento per un confronto con il prof Andrea Crisanti, noto collega star. In seguito tale documento è stato integrato agli atti della commissione DuPre, l’ 8 dicembre 2021, prima che la variante Omicron avesse manifestato le sue caratteristiche. Infine è stato pubblicato on line su Expartibus di Pietro Riccio, sia in italiano che in inglese con il titolo “Osservazioni Evoluzionistiche sul corona virus. ” in collaborazione con dr.. Gianluca Musumeci. Nel documento si spiega, con dati empirici, epidemiologici, e modelli analoghi,perche’ inevitabilmente il Sars cov2 , variante dopo variante debba evolvere verso maggiore contagiosità, e minore letalità. Sarà mio piacere inoltrartelo immediatamente ringraziandoti per la diffusione delle mie tesi, così a lungo oscurate. tuo Andrea S. Camperio Ciani

    • Enzo Pennetta on

      Grazie a te Andrea per il tuo lavoro che dimostra come possa e debba essere l’attività di un uomo di scienza, tutto questo oltre ad avere una ricaduta immediata sulle conoscenze riguardo il Covid sarà, insieme al nome di alcuni altri grandi ricercatori, di riferimento per le future generazioni che si occuperanno di scienza.
      E grazie per lo studio che mi hai inoltrato, sarà mio piacere diffonderlo il più possibile.
      Con stima e amicizia
      Enzo

    • Mi permetto di dire che questa storia ha origine dal settore dell’alta finanza. La Bis, la banca centrale di tutte le banche centrali del mondo, ha dichiarato ad aprile 2019, che i problemi di solvibilità del settore bancario e finanziario è al collasso. Il mondo vive e lavora solo a debitoa e questo per la finanza non è più sostenibile:manca il sottostante. A settembre 2019 la J. Hopkins University produceva, in accordo con WEF, una prova di ipotetica epidemia. A dicembre i primi segni e il resto è storia. Morale, si vogliono cambiare i paradigmi economico e finanziari dato per cui avremo nel prossimo futuro innumerevoli fallimenti, crisi energetiche (volute) al fine da evitare che ci sia richiesta di denaro.

  3. Grazie Prof! Le chiedo una delucidazione da profano. Secondo le evidenze scientifiche e cliniche, la diminuzione dei decessi in questo periodo rispetto al numero dei contagi (se paragonati ai numeri dello scorso anno) non è stata anche favorita dai non perfetti “vaccini” inoculati in massa (al di là di Omicron)?

  4. Mauro Cassano on

    Gentile professor Pennetta,
    Le scrivo in una tiepida sera come tante, di un inverno di gran lunga meno gelido di quello che si staglia sull’orizzonte politico del Paese. A tutta prima, il mio incipit potrebbe apparirLe un ingresso a gamba tesa nella questione per eccellenza all’ordine del giorno – invero, da ben due anni – dei media di questo Paese, la sola che, nel mondo deformato che da questi ci viene quotidianamente ammannito come la sola realtà possibile, sembra essere degna di occupare, plasmare e forgiare menti e spiriti di un popolo fiaccato da quarant’anni di ben altre cure da cavallo, anch’esse inferte a piccole dosi, con richiami periodici, con consensi disinformati e in modo apparentemente indolore (per quanto, fortunatamente, reversibile). Nondimeno, non intendo scriverLe dell’ovvio, anche perché non debbo né posso permettermi di insegnare a Lei ciò che già conosce e contro cui, da tempi alquanto remoti – ha intrapreso una battaglia ideale difficile e coraggiosa.
    Chi Le scrive ha già avuto modo di rivolgersi direttamente a Lei su altra rete sociale che godette del beneficio di un brevissimo soffio di libertà fino alla tormenta delle elezioni presidenziali statunitensi. Non ho molto da dirLe sul mio conto, a parte il fatto che sono un cittadino barese la cui collocazione nella scala sociale riesce (non so ancora per quanto) a consentirgli di studiare, non essendo sufficientemente dovizioso da poterne fare a meno né eccessivamente indigente da dovervi rinunciare. Epperò mi limito a esprimerLe ammirazione e gratitudine per il ruolo patriottico – oltre che stricto sensu culturale – che sta svolgendo e che mi pare teleologicamente teso ad alimentare un dibattito schietto su questioni che sono scientifiche e dunque “umane troppo umane”. Se penso a quanti smarrimenti, a quanto incessante vagare per selve intricate e oscure, cercando invano e a tentoni di trovare la luce, mi do ragione dell’immortale massima di Seneca “non exiguum temporis habemus sed multum perdidimus” che appresi par coeur da giovane discente, ma il cui senso mi si svelò alle soglie dei quarant’anni. L’approdo al suo lavoro è stato lunghissimo, ma felice: fino a tre anni or sono ritenevo, ingannandomi, che Odifreddi fosse “la scienza”, salvo rendermi conto, in extremis che ahimè egli era più che altro esponente di “Lascienza”, una conventicola di chierici dediti a catechizzare un certo tipo snob e fintamente elitario di pubblico, una sorta di maschera atellana ad uso di individui semicolti che da soggetti come il succitato erano pronti a suggere il nettare avariato dei vecchi slogan positivisti, della fuffa intellettuale, e del culto smisurato del proprio Io ipertrofico. Il tutto condito dall’assenza di ogni traccia perfino di quella ironia illuministica a cui il logico cuneese dichiarava a parole di ispirarsi per il suo anticlericalismo da Commedia dell’Arte. La sua “Inchesta sul darwinismo” è arrivata dopo la mia lettura di “Il tramonto dell’euro” di Alberto Bagnai e la presa di coscienza dell’esistenza di un Dibattito scientifico tout court – dall’economia alla biologia alla chimica alla matematica etc. – fu in grado di mettere in moto un circolo virtuoso conclusosi con la mia tardiva ma definitiva conversione al buon senso. La scoperta dell’esistenza di un movimento di pensiero che a partire dalla critica serrata al progetto unionista e dei suoi corollari malthusiani giungeva fino alle pieghe più riposte del Leviatano neoliberista mi provocò un considerevole spiazzamento, giacché credevo che fenomeni del genere fossero rinvenibili unicamente fuori dall’Italia. E perfino una critica al darwinismo era da me ritenuta se non bizzarra, quanto meno appannaggio di certi cenacoli culturali segnatamente anglosassoni o d’Oltralpe. E qui appresi la seconda lezione più importante della vita, ovvero che l’esterofilia era ed è funzionale al completamento del processo di sradicamento di ogni traccia di identità nazionale. Del resto sarei potuto pervenire a tali conclusioni se solo avessi rimeditato il senso della massima agostiniana “noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat Veritas”. Orbene, da Bagnai a Borghi e Giacché, dal Goofynomics alla scintillante Elisabetta Frezza di “Mala Scuola” la mia Odissea mi condusse a Lei. Ammetto che ho cercato di recuperare il tempo perduto al meglio delle mie possibilità quantunque su di me gravi il peso di una troppo lunga condizione di esilio. Mi addolora aver mancato tante opportunità perché avrei potuto portare un seppur risicato contributo a un processo storico in fieri di liberazione nazionale. Non so se sono ancora in tempo per farlo, ma se non altro ci sto provando, benché il rimorso di non averlo fatto prima sia grande e lancinante, considerata la piega che hanno preso gli odierni eventi. Con il presente messaggio non ambisco a mettermi in evidenza né a una notorietà di cui non scorgo alcuna utilità, ma unicamente a porgerLe un sincero e meritato ringraziamento. Non esistono grandi uomini: è un’illusione adolescenziale da abbandonare senza troppi rimpianti. Esistono tuttavia uomini che creano consapevolezza e non compio un atto di piaggeria se ascrivo Lei tra questi ultimi. Non c’è riga di quanto Lei scrive, né contributo ideale e concreto al riscatto dell’Italia che non trovi meritevole di attenzione. Non sento il bisogno di concordare con Lei su tutto (benché fino a ora mi sia risultato arduo discordare da Lei), ma non rinuncerei mai alla lucidità del Suo argomentare. E se mai leggerà questo lungo messaggio, mi auguro che voglia considerarlo favorevolmente. Non disponendo di altro riferimento, mi sono visto costretto a ricorrere a questo sito per significarLe ciò che Le ho testé scritto. Non mi attendo risposte, conscio dei Suoi impegni e delle Sue priorità. Forse ci si ritroverà sull’altra sponda del fiume, quando il fortunale sarà cessato e il buon senso tornerà a risplendere.

    Mauro Cassano, suo lettore

  5. Concordo su tutto quanto detto dal prof. Pennetta, meno che sulle ultime due frasi: fino a che il 70% della popolazione darà per scontato che quello che viene detto da certi imbonitori televisivi sia vero. credo che non esisterà alcuna consapevolezza, se non in una agguerrita, ma in realtà inerme minoranza. Non voglio scoraggiare nessuno e penso che la resistenza ad oltranza non sarà comunque inutile. E’ forse però meglio rendersi conto della propria debolezza, invece che scoprirla strada facendo. Quel che vedo con preoccupazione è che interventi sul corpo delle persone che ad es. sono in grado di modificare il sistema immunitario, vengono considerati normale routine da una grande quantità di persone; che si ritiene senza dubbio alcuno che la minoranza debba adeguarsi a quel che pensa la maggioranza su qualsiasi argomento; che la privacy sia in fondo una cosa a cui si può tranquillamente rinunciare; che si è certi che non esiste il conflitto di interessi e che il potere non è mai sospetto o in mala fede e ne sa sicuramente più di noi e può dunque anche permettersi, senza essere messo in discussione, di contraddirsi o di dire cose che appaiono smentite dai fatti. Quello che vedo è una grande maggioranza così poco consapevole ed una minoranza che ha capito sicuramente di più, ma non ha essa stessa forse chiaro dove la stanno trascinando e soprattutto non ha strumenti di lotta: non aiuti da altri paesi da attendere, non forme di vita autonome dal potere centrale da potere contrapporre. E’ costretta a comunicare con gli strumenti forniti dai padroni del sistema e, per sopravvivere economicamente, deve lavorare nei sistemi di chi la opprime. A seguito delle misure sempre più vessatorie sul lavoro, i resistenti hanno fatto tanti tamponi e riempito tante piazze, ma non sono riusciti ad organizzare un solo sciopero generale veramente efficace. Forse non hanno i numeri per farlo, certamente non hanno l’organizzazione.

  6. Si legge quotidianamente sui giornali che le morti, le terapie intensive e i rocoveri riguardano in grandissima maggioranza i non vaccinati. Tutto questo fondato su dati ISS. Come mai ? A chi credere ? Qual’é il criterio di verità cui attenersi ?

    • Veramente, in base ai dati dell’ISS, i morti vaccinati sono molti di più. Quello che è vero è che i morti non vaccinati sono di più “in proporzione” visto che i non vaccinati sono molti di meno.
      Comunque, è sicuramente vero che i vaccini danno una qualche protezione dagli effetti più gravi (deprimendo, sotto ogni altro aspetto le funzioni del sistema immunitario che ne diviene dipendente). Solo che questa protezione dura 5 o 6 mesi e non riguarda il contagio, soprattutto la possibilità di contagiare altri. Quest’ultima è minore nei vaccinati soltanto nelle prime 4 settimane dal vaccino, poi, diviene uguale a quella dei non vaccinati. Tutto questo risulta ormai da diversi studi scientifici uno dei quali è stato presentato alla commissione del senato in sede referente per l’approvazione del primo decreto sul green pass (ormai un lontano ricordo).

      • Ok, allora siamo daccordo: non é un problema di dittatira sanitaria ma semplicemente la gestione possibile di un’emergenza.
        Né tale gestione sarebbe come si legge nell’articolo indifferente rispetto all’evoluzione “naturale” delle cose-

        • Parlare di “dittatura sanitaria” non ha molto senso, a meno che non sia un modo convenzionale per manifestare l’attuale postdemocrazia. E’ chiaro che per parlare propriamente di dittatura, occorrerebbe avere un tasso di diffusione della violenza che attualmente (in Italia) ancora non c’è (il che non vuol dire che non vi sia stata, in maniera sporadica, ma molto grave e non da oggi). Questo non significa affatto che le cose siano “normali” e che si possa tranquillamente affermare che siamo in una democrazia, perché anche questo è manifestamente falso. La realtà (che è sempre un po’ più complessa delle definizioni precostituite) è che siamo di fronte ad una grave involuzione autoritaria in cui le libertà personali sono di fatto ridotte a poca cosa. Nel momento in cui un cittadino viene posto nell’alternativa di non lavorare, spostarsi liberamente, accedere ad un bar, ecc. o di accettare un intervento gravemente invasivo sul proprio corpo e tutto questo, senza che vi sia un’evidenza accettata da tutti su un gravissimo ed altrimenti irrimediabile stato di necessità; nel moneto in cui la divisione dei poteri, fondamentale dai tempi di Montesquieu ed in parte anche da prima, è di fatto assente; nel momento in cui i presidenti del Consiglio ed i governi sono nominati totalmente a prescindere dalle indicazioni dell’elettorato; quando tutto questo è ormai cosa fatta e diffusa, la democrazia non esiste più. Esiste qualcosa di nuovo che non è nemmeno esatto chiamare dittatura, ma che sostanzialmente è la negazione di tutte quelle garanzie che avrebbero dovuto tutelarci dai peggiori abusi. E’ qualcosa che è ancora in evoluzione e presto sapremo tutti quale forma assumerà alla fine. Ed allora sarà già troppo tardi…

          • Io credo che bisognerebbe chiedere a chi questa emergenza l’ha vissuta in prima persona. A chi é ormai morto – e in 2 anni solo in Italia abbiamo perso 140.000 persone che avrebbero potuto essere ancora con noi e con i loro cari; a chi é stato malato magari in terapia intensiva – ne conosco personalmente e so di persone cambiate e alterate anche nella psicologia, e vuol dire per sempre; a chi ha dovuto rimandare analisi e ricoveri ospedalieri anche importanti e gravi – e io stesso ne sono testimone; a chi ha dovuto gestire tutto questo anche dal punto di vista della cosa pubblica. Stiamo parlando di un evento di portata globale. Perciò se siamo semplicemente disposti a vedere la realtà … forse il mondo e la democrazia devono cambiare ma da inguaribile ottimista penso che la spinta sia verso un cambiamento in meglio dove le libertà personali diventino corresponsabilità comune, condivisione e fiducia reciproca. Coscienza dei possibili anche se non auspicabili limiti alle nostre libertà personali in nome di un bene comune più grande dei singoli. Dipende solo da noi, il complotto globale esiste solo nella nostra psiche.

  7. Grazie per questo ottimo articolo. L’unica critica che mi sento di muovere è l’accenno finale al ‘liberismo’. In realtà, la società occidentale attuale è un pastrocchio dirigista oligarchico antipopolare, ben diverso da quanto prefigurato da Hayek & Co., come anche dagli anti-liberisti come Keynes…

  8. Sono contento, tornando a controllare di trovare già una risposta. Solo che non posso rispondere di seguito perché i “reply” sono esauriti. Due cose soltanto:
    Si tratterebbe almeno di sapere se questo sacrificio delle libertà serve a qualcosa. A sentire l’amministratore delegato di Pfitzer che i vaccini li ha fatti, si direbbe di no: https://mobile.twitter.com/sputnikvaccine/status/1480994726086156296
    Il vantaggio, poteva esserci all’inizio e solo nelle prime 12 settimane dal vaccino: https://www.youtube.com/watch?v=wfPeuOXDzjw. Infatti con le precedenti varianti in base agli studi presentati al Senato alla Commissione parlamentare referente per il decreto green pass, studi effettuati da ricercatori di Oxford sui dati del sistema sanitario inglese, solo in questo periodo i vaccini proteggevano dal contagiarsi e dal contagiare (peraltro non totalmente nemmeno allora) Tutto quello che è stato fatto con il green pass è dare false sicurezze che hanno semmai contribuito al propagarsi dell’infezione.

    Seconda cosa: i complotti sono sempre esistiti, ma li fa l’opposizione al potere contro il potere stesso. Era un complotto quello dei congiurati contro Giulio Cesare o quello dei gerarchi per uccidere Hitler. Il Potere non ha nessun bisogno di complottare contro se stesso. Pretendere che lo faccia sarebbe come pensare che un allevatore di mucche complotti contro le stesse quando progetta di portarle al macello: “psst, domani quelle le macelliamo, ma parla piano, che non ci sentano: dobbiamo organizzare un complotto!” Non credo che funzioni così: l’allevatore dice “quella, quella e quella domani le macelliamo” e parla tranquillamente a voce alta davanti alle mucche. E quelle continuano a mangiare fieno. E difatti il potere che domina attualmente almeno in Occidente non complotta nulla. Analizza, studia, eventualmente progetta, alla luce del sole. Perciò: tranquilli, nessun complotto!

  9. Nel frattempo, ecco cosa scrive, il 14 gennaio u. s. Amnesty International all’Italia, vista la sua politica di non rispetto dei diritti umani:

    “Sebbene sostenga che gli stati debbano concentrarsi sull’aumento dell’adesione volontaria al vaccino, Amnesty International riconosce che ci sono alcune eccezioni limitate che possono permettere agli stati di imporre l’obbligo di vaccinazione, purché questi requisiti soddisfino i principi di legalità, legittimità, necessità, proporzionalità e non discriminazione. Questo significa che ci sono casi in cui l’obbligo di vaccinazione può essere giustificato, purché sia stabilito dalla legge, ritenuto necessario e proporzionato a uno scopo legittimo legato alla protezione della salute pubblica, e fornisca garanzie e meccanismi di monitoraggio per assicurare che questi requisiti non si traducano in violazioni dei diritti umani. Inoltre, tutti gli stati devono assicurarsi che qualsiasi proposta di obbligo di vaccinazione sia mirata, limitata nel tempo e adottata solo come ultima risorsa. Deve anche essere accompagnata da una logica basata sull’evidenza che spieghi perché l’obiettivo non possa essere raggiunto con misure meno restrittive.

    Il Green Pass rafforzato

    Per quanto riguarda il Green Pass rafforzato recentemente approvato, deve trattarsi di un dispositivo limitato nel tempo e il governo deve continuare a garantire che l’intera popolazione possa godere dei suoi diritti fondamentali, come il diritto all’istruzione, al lavoro e alle cure, con particolare attenzione ai pazienti non-Covid che hanno bisogno di interventi urgenti e non devono essere penalizzati.

    In ogni caso, Amnesty International Italia chiede che siano previste misure alternative – come l’uso di dispositivi di protezione e di test Covid-19 – per permettere anche alla popolazione non vaccinata di continuare a svolgere il proprio lavoro e di utilizzare i mezzi di trasporto, senza discriminazioni.

    Il diritto di manifestazione pacifica

    Un altro diritto fondamentale che deve essere protetto è il diritto di manifestazione pacifica. Anche se ad oggi non ne risulta un’effettiva compressione a seguito della direttiva della ministra dell’Interno del novembre 2021, Amnesty International Italia continuerà a rivendicare il diritto a manifestare pacificamente forme di dissenso e a garantire il diritto di cronaca degli operatori e delle operatrici dell’informazione, denunciando ogni atto di aggressione o violenza ingiustificata nei loro confronti.”

    Speriamo che il Governo italiano non sia sordo a questo richiamo e non prosegua su questa linea di violazione dei diritti della Persona umana, che, sebbene per lo più non ancora esteso a forme di vera e propria violenza, risulta un apripista quanto mai disonorevole per altri stati europei come Francia ed Austria, che sembrano muoversi al seguito, sia pure con maggiore prudenza.

  10. Va da sè che la prima libertà da salvaguardare é insita nel diritto alla salute.
    Copio e incollo dalla sua prima risposta:
    “Veramente, in base ai dati dell’ISS, i morti vaccinati sono molti di più. Quello che è vero è che i morti non vaccinati sono di più “in proporzione” visto che i non vaccinati sono molti di meno.”
    Arguisco: il governo italiano non sta comprimendo le nostre libertà, sta concretamente cercando di salvare le nostre vite, assumendo decisioni gravi almeno quanto é grave la situazione. Questa é la mia percezione e la mia certezza, va da sé che resterà molto diversa dalla sua, si discute solo per capirsi meglio reciprocamente non per “convertirci”. Grazie comunque per lo scambio di opinioni.

    • Sono d’accordo con Lei: non ha senso partire dal presupposto di dover convincere gli altri di ciò che pensiamo. Piuttosto, è interessante capire quali sono i presupposti del pensiero altrui. Così mi piacerebbe molto capire da cosa deriva la Sua certezza. Quanto alla percezione, va da sé che si tratta di un’impressione che può avere mille motivazioni, anche (legittimamente) non razionali.
      A me sembra che l’unica domanda corretta sarebbe: contribuiscono i non vaccinati a diffondere il virus in maniera significativamente maggiore dei vaccinati? Se si, in quali condizioni e per quanto tempo? Risulta che solo nelle prime 12 settimane il contagio sia minore nei secondi. Perciò avrebbe senso solo un green pass di durata trimestrale per i vaccinati ed il tampone per tutti gli altri. Questo, beninteso, ammesso che la situazione sia veramente così grave da giustificare misure di compressione delle libertà. E’ invece chiaro (almeno a me) che la logica delle disposizioni vigenti sia del tutto diversa.

  11. Quello che mi pare di dover constatare giorno per giorno é una situazione del tutto nuova ed inaspettata rispetto alla quale anche la scienza deve evolvere in itinere, senza certezze preconfezionate. La mia certezza é allora riposta semplicemente nella buona fede di chi le decisioni le deve prendere, non nell’assunzione che le decisioni siano le migliori possibili. E certamente non vorrei essere io al loro posto. Lei vorrebbe davvero essere nei loro panni ? A noi resta una possibilità diversa e più razionale rispetto al chiudere gli occhi o se preferisce turarsi il naso e fidarci?

    • Noto (ed in un certo senso, apprezzo) il fatto che la Sua è in realtà una non-certezza: l’esigenza di fidarsi di coloro nelle cui mani in effetti si sa di trovarsi. E’ comprensibile. E’ anche un effetto del mondo innaturale in cui viviamo, sempre più basato su processi tecnologici che non possiamo comprendere e di cui siamo meri utenti. Tuttavia, c’è anche un altro atteggiamento possibile, anche se senza dubbio più difficile e forse doloroso: quello di ammettere che in base all’esperienza degli ultimi settanta anni, e più in generale a quella della Storia, costoro non sono più affidabili del peggiore dei criminali. E allora si potrebbe tentare un cammino per riappropriarsi della propria vita e delle proprie scelte. Intanto, occorrerebbe rendersi conto che non tutto è tecnologia e specialistica: la realtà non è mai “specialistica” e perciò è sempre necessario mediare qualsiasi conclusione specialistica in un contesto più ampio. “Fatti spiegare il ‘perché'” scriveva Brecht: occorre chiedere conto ai tecnocrati delle loro affermazioni, perché tanto, per forza di cose, queste devono riversarsi nel grande fiume delle cose e occupare rispettose il piccolo posto che gli spetta nel Mondo, insieme a tutte le altre. E questo anche qualora noi non lo chiedessimo. E se questo ‘perché’ non funziona, siamo abbastanza intelligenti, anche se non abbiamo studiato, per capire che ci stanno imbrogliando.

  12. Se questo “perché” non funziona … ci stanno imbrogliando …
    Il ragionamento fila ma ha bisogno di un “imbroglione”,di qualcuno che abbia accesso accesso a dati e conoscenze superiori alle nostre. Io invece con molta meno umiltà penso che questi fantomatici onniscenti non esistano o che possano accedere come noi solo ad una verità empirica, parziale, ogni giorno controvertibile di fronte a dati nuovi. Penso perciò che tutti noi abbiamo il dovere di criticare e immaginare esiti diversi ma che vedere nelle scelte (opinabili e terribili) del potere un attacco alla democrazia come il Prof. Pennetta propone sia un’enorme sciocchezza.
    Soprattutto in area no-vax in questo momento tanti innalzano il lamento “ci trattano come cavie da laboratorio”. E’ vero, senza dubbio. Eppure sarebbe così comunque, sarebbe comunque di diritto o di rovescio un “attacco alla democrazia”, del tutto indipendentemente dalle scelte operate dall’autorità. Di una cosa mi dico certo in astratto: se nessuna scelta venisse operata o nessun tentativo esperito questo sì sarebbe un crimine.

    • Io credo che su queste cose si debba stare molto semplicemente ai fatti accertati o accertabili, anche indipendentemente dalle intenzioni che si possano o si vogliano suppore. Ora, risulta che:

      1) Contrariamente a quello che Lei sembra pensare, il covid non è stata una sorpresa: questo documento https://www.centerforhealthsecurity.org/our-work/pubs_archive/pubs-pdfs/2019/190918-GMPBreport-respiratorypathogen.pdf è del settembre 2019 (diversi mesi prima che il covid 19 fosse scoperto). Si parla della crescente probabilità di una “pandemia” causata da un coronavirus analogo a quelli della Sars e della Mers (p. 19 – 20). Si dice anche che ” National governments need to prepare for the deliberate use of a respiratory pathogen.” (p. 14). Precisamente, “the deliberate use of a biological weapon with a high-impact respiratory pathogen” (ibid.) Si previsa pure che “A key difference between deliberate release scenarios and those in which a high-impact respiratory pathogen emerges and spreads via natural mechanisms would be the possibility for there to be multiple attacks, or “reload,”in a deliberate event.” (p. 21)
      e che “When considering the possibility of a deliberate release of a novel high-impact respiratory pathogen, the exact properties of the pathogen and its transmission dynamics would be uncertain, ranging from synthesis of a known virus to the creation of an engineered strain with highly unexpected properties.”
      Ca. un mese dopo a New york si è tenuto questo convegno /esercitazione: https://www.centerforhealthsecurity.org/event201/scenario.html. Si precisa che: Event 201 simulates an outbreak of a novel zoonotic coronavirus transmitted from bats to pigs to people that eventually becomes efficiently transmissible from person to person, leading to a severe pandemic. The pathogen and the disease it causes are modeled largely on SARS, but it is more transmissible in the community setting by people with mild symptoms.” Proseguendo nella lettura di tutti i documenti, si renderà facilmente conto quanto la previsione sia precisa. Si potrebbero fare moltissimi altri esempi.
      2) Come risulta da molti documenti pubblicati, che non cito ancora per brevità, la pandemia sarà anche una sciagura, ma è secondo certi ambienti anche una formidabile opportunità per riformare l’intero asset mondiale. Quindi, anche a prescindere dal “deliberate use” ipotizzato dal documento sopra citato, occorre tenere conto di tali “interessi”.
      3) Devo ricordare che proprio a Wuhan esiste uno dei più quotati laboratori di sicurezza mondiali gestito da Stati Uniti e Cina in cui si progettavano coronavirus chimera in collaborazione con case farmaceutiche, servizi segreti e apparati militari. Si tratta ancora di dati documentabili, ma il discorso diverrebbe troppo lungo.
      Così il bilanciamento fra progetti e improvvisazione si può anche ipotizzare, ma è certo molto più complicato di quello che sembra.

  13. Facile accettare previsioni ex post. La storia della scienza ne é piena e non sempre il risultato é glorioso. In concreto; cosa avrei dovuto chiedere ad un amministratore saggio ? Sembta un pò la panzana della previsione dei terremoti, e in Italia siamo stati capaci di farci sopra un processo penale …

  14. Credo, caro Signore, che il Suo giudizio sia un pochino astratto e prescinda dal merito di quanto Le ho documentato…

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