Gruppo di ricerca in Neurobioetica. Il potenziamento cognitivo: prospettive post-umanistiche?

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Il potenziamento cognitivo: prospettive post-umanistiche?

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Venerdì 29 novembre, aula tesi 1° piano – Ateneo Regina Apostolorum, Roma.

 

Il potenziamento cognitivo: prospettivie post-umanistiche?
Interverranno: il dottor Andrei Hrisman (della Cattedra UNESCO in Bioetica e Dirittti Umani) e il prof. P. Paolo Benanti (professore di Neuroetica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma).

A seguire un’introduzione all’intervento del dott. Andrei Hrisman

Il potenziamento umano e l’uomo del futuro – frammenti dall’introduzione della tesi

Andrei Hrişman

Nel nostro mondo tutto sembra muoversi dietro al mito della qualità. Che cosa potrebbe significare «creare un uomo di qualità»? Nessuno, infatti, può esprimere molto chiaramente che cosa sia «un vero uomo di qualità». Se cercassimo di applicare con criteri scientifici «la teoria della qualità» al mondo umano, perderemmo la nostra ragione perché questo tentativo non condurrebbe da nessuna parte; siamo infatti unici ed irrepetibili ed appare impossibile giudicare che un uomo sia più degno di un altro, di qualità superiore. […]

È certamente possibile definire degli standard per valutare scientificamente alcuni aspetti dell’essere umano (ad es. la salute, l’altezza, il colore della pelle, la massa muscolare, l’intelligenza, ecc.) ma questi non potranno mai conferire un giudizio di tipo valoriale sulla persona stessa. […]

Lo sviluppo scientifico e medico (anche in campo non terapeutico), associato al mondo capitalista secolarizzato e al crescente desiderio di perfezione e di una «qualità» sempre migliore, hanno reso molto attuale il tema del potenziamento umano.

Nella nostra tesi abbiamo approfondito questo argomento tenendo conto della mentalità contemporanea che sta proponendo un certo tipo di individuo, modello di «perfezione», e induce a modificare i nostri corpi e le nostre capacità secondo determinati standard.

Potenziare il corpo umano potrebbe sembrare, a prima vista, una cosa buona e gradevole. Capire invece che cosa sia il potenziamento umano, quale sia la sua liceità e valenza morale, come potrebbe cambiare la nostra vita e addirittura l’identità della nostra specie umana, come potrebbe influire sull’uomo contemporaneo, ma anche sull’uomo del futuro, è un tema molto più complesso che è stato oggetto della nostra tesi.

Per la società contemporanea, ma specialmente per l’opinion maker, il mito della perfezione umana e il mito della bellezza standardizzata sono molto diffusi influenzando l’opinione pubblica e il mondo intellettuale riguardo al tema del potenziamento umano.

Le posizioni pro e contro il potenziamento umano sono molto articolate, ma difficilmente tengono conto dell’essere umano nel suo valore intrinseco. Questo accade perché il materialismo, il riduzionismo biologico, il nichilismo, l’evoluzionismo ideologizzato ed altre correnti di pensiero riescono ancora, in una certa misura, ad impedire di riflettere sulla bellezza dell’essere umano nella sua dimensione duale di corpo e spirito.

Nel mondo contemporaneo si ricerca in modo esasperato la «qualità» ma si dimentica che essa è una caratteristica di qualcosa altro: si cerca la qualità di un prodotto anche quando, in realtà, non c’è bisogno di quel prodotto; si cerca la bellezza di un essere umano senza «trovare» e «riconoscere» l’uomo ed il suo valore di persona; si desidera il progresso senza chiedersi quale sia la finalità di tale sviluppo, soltanto per l’amore di progredire.

Per poter trovare una vera soluzione al problema del potenziamento umano dobbiamo oltrepassare il riduzionismo antropologico, sociologico e scientifico rispondendo in modo onesto e coretto ad un problema che, nel futuro non molto lontano, potrebbe essere molto più difficile da capire ed accogliere. […]

Il potenziamento umano potrebbe realizzarsi soltanto grazie allo sviluppo tecnologico e sociale del nostro mondo post-moderno, perciò abbiamo analizzato le nuove tecnologie alla luce della bioetica personalista per capire quale sia la strada da prendere oggi e quali siano le sfide per l’uomo del futuro.

Prima di rispondere ai problemi posti dalle tecniche di potenziamento abbiamo chiarito i principi fondativi antropologici ed etici di riferimento per un’analisi corretta del nostro problema.

Per questo abbiamo diviso la nostra tesi in tre sezioni: nella prima parte abbiamo trattato il tema del corpo umano dal punto di vista antropologico, il problema degli scopi della medicina, abbiamo definito i concetti di «malattia» e di «salute» e abbiamo descritto alcuni aspetti del progresso tecnologico (biotecnologie e nanotecnologie); nella seconda parte abbiamo introdotto il potenziamento umano attraverso alcuni aspetti etimologici e di classificazione (definizione, distinzione tra terapia e potenziamento, tipologie di potenziamento umano, tecnologie del potenziamento umano, la medicina e il potenziamento umano) e abbiamo analizzato alcune particolari tecniche di potenziamento umano (chirurgia estetica ed impianti; potenziamento della mente umana; baby design); nella terza parte abbiamo fatto un analisi etica generale e abbiamo riflettuto sulle possibili evoluzioni future di questo tema (transumanesimo, ricerca dell’immortalità terrena; ricerca scientifica e legislazione; futuro del potenziamento umano e dell’umanità).[…]

 

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18 commenti

  1. grazie per la risposta altamente informativa. il mov.transumanista parte ideologicamente da molto lontano, e affonda perfettamente le sue nuove radici nel nuovo ordine mondiale prossimo venturo prevedendo inoltre l’ausilio di tecnologia Rfid impiantata a livello sottocutaneo, qualcosa da cui non siamo per niente lontani vista la pervasività di tale tecnologia.

    complimenti per l’ottimo sito e il vostro lavoro.

    • Il transumanesimo è la degenerazione di un darwinismo che debordando dai limiti della teoria sull’evoluzione propone una vera e propria visione del mondo, un’ideologia. E’ il tentativo di far “evolvere” l’Uomo oltre i suoi limiti fisici, una sorta di metafisica scientista che mostra proprio la nascita di una religione nella quale l’Uomo è chiamato a farsi Dio.

      Queste non sono fantasie o fissazioni, è semmai il negarlo frutto di negazione e fissazione di segno opposto.
      Il termine viene attribuito al padre delle Sintesi Moderna, Julian Huxley, e questi sono fatti al di sopra di ogni opinione personale.
      Chi volesse può avere delle conferme proprio in un testo del 1957 a firma di Julian Huxley:
      Transhumanism

      • Uno dei dieci on

        Qui, caro Pennetta, non si tratta di scienza ma di parrocchie…

        Il fatto è che dal vostro punto di vista vedete solo quelle “avverse”; io, dal mio, vedo invece anche quelle che voi di norma non vedete e, magari, minimizzo la valenza, per voi negativa, di quelle che notate voi… La battaglia ideologica continua, in barba alla scienza; ma almeno diciamolo: le responsabilità sono un po’ di tutti.

        Una provocazione: che differenza c’è tra ambire alla vita eterna per via di transumanesimo o sperando nella resurrezione dei corpi alla fine dei tempi?

        • Giorgio Masiero on

          La domanda da parte Sua mi sorprende molto, 1/10. Il transumanesimo non punta semplicemente a prolungare la vita, il che e’ legittimo, ma a “superare” questa specie piena di limiti, imperfezioni, ecc. quale e’ PER NATURA la specie umana (ed ogni altra specie vivente), piena di persone poco intelligenti, poco belle, non tutte egualmente alte, down, zoppe, ecc., con una nuova specie “ibrida”, oltre-umana, mezza macchina e mezza uomo, pero’ PERFETTA.
          Un hitlerismo supertecnologico.
          Certo, siamo in ambito etico, e quindi filosofico. Pero’…

          • Uno dei dieci on

            Rimango nella provocazione, che giusto lì occorre rimanere in quanto la mia domanda non aveva la velleità di ottenere una risposta né soddisfacente né ragionevole.

            Non punta alla perfezione anche chi mira alla santità?

          • Giorgio Masiero on

            Si’, ma non con artifici tecnici per perseguire un canone di bellezza dettato dalla moda, ma con la propria volonta’ morale per amare il prossimo come se stessi, a partire dagli ultimi e sfortunati, che sono persone umane “perfette” tanto quanto tutte le altre.
            E qui chiudo, 1/10, perche’ ho l’impressione che in questo campo e’ Lei che potrebbe insegnare qualcosa a me e che Lei mi sta solo provocando.

          • “Un hitlerismo supertecnologico”, con questa definizione Masiero ha centrato qual è il problema del transumanesimo, l’idea di un’autosalvazione prometeica può interessare un discorso religioso, ma come è mia abitudine non ne voglio fare.
            Il problema che riguarda tutti a prescindere dal fatto che siano credenti o meno è che il transumanista guarda con disprezzo “questa” umanità, e aspirando ad un nietzschiano oltre uomo classifica le persone in più perfette e meno perfette. Insomma il transumanista è di fatto il razzista perfetto e in più odia anche se stesso per non essere ancora quello a cui aspira.

            Quando poi si arriva a teorizzare il trasferimento del proprio io in un circuito di tipo tecnlogico extracorporeo e potenzialmente eterno si rasenta il delirio.

  2. Mi permetto di risponderle io UDC.

    Dipende da quale filosofia/etica/religione si prende in esame.

    In linea generale, sono molte le religioni che puntano per propri mezzi e per proprie opere alla “santità” (intesa nei più svariati modi in base alla cultura di appartenenza del credo, il nirvana per un buddista, il paradiso dopo essersi immolato per Allah per un fondamentalista islamico, la liberazione dal male della carne per un asceta indù e via dicendo).

    Il messaggio cristiano invece è diverso, quantomeno se parliamo del principio fondamentale del vangelo e cioè che l’uomo non ambisce alla perfezione in virtù di opere sue ma per merito di Colui che può renderlo perfetto essendo stato il sacrificio per il peccato del mondo (ora lei può crederlo o non crederlo ma ha fatto una domanda che richiede per forza un’esposizione di quello che è il messaggio di Cristo).

    L’uomo è decaduto secondo la dottrina cristiana e necessita di redenzione non di una “evoluzione” nel raggiungere la perfezione. L’uomo è stato creato tutt’uno anima corpo e mente (per buona pace dei dualisti) e nella propria libertà ha preso la propria strada volendo esser artefice del proprio destino separandosi dal creatore.

    Ora non è il caso di fare un intero trattato teologico, sono stato molto sintetico ma quello a cui tenevo era chiarire che è ben diversa la santificazione che un cristiano ricerca dall’ideologia transumanista. Non sono proprio sullo stesso piano. Nel primo caso si tratta di un voler ritornare alle origini, al Principio primo di tutte le cose riappacificandosi con Lui tramite la Croce, non tramite propri meriti. Nel secondo caso è un voler andare oltre, l’esser come Dio stabilendo il bene e il male, ricercando immortalità e padronanza di tutto da sè stessi…mi si passi il paragone forse azzardato (ma nemmeno troppo), una sorta di nuovo peccato originale: l’elevare l’uomo al di sopra del Tutto.

    Del resto come scrisse G.K. Chesterton: “quando l’uomo non crede più in Dio incomincia a credere a tutto”.

    • Dimenticavo di aggiungere che basta una lettura anche superficiale del nuovo testamento per accorgersi di come gli apostoli stessi erano tutto fuorchè persone perfette dal punto di vista umano (Paolo apostolo ne è l’esempio per sua stessa ammissione o anche Simon Pietro, dal carattere piuttosto istintivo e che fu persino ripreso per una disputa in pubblico dallo stesso Paolo).

      Un cristiano cerca di vivere coerentemente secondo gli insegnamenti di Cristo che sono mirati al suo stesso benessere ed alla sua salvezza ma non significa che sia perfetto. Non pensiamo che il peccato sia solo l’uccidere, il rubare o altre tipologie eclatanti. Anche il più fervente cristano è soggetto a peccati quali l’indifferenza, l’egoismo ed altri vizi di ogni natura. Ma la Croce serve a questo: al perdono e al ricongiungimento nonostante le mancanze causate dalla propria natura decaduta.

      La santità intesa in senso cristiano come spiegato, ha un significato ben diverso: è redenzione, non ambizione.

      • Uno dei dieci on

        Mattia, non so se lei mi ha ingenuamente sottovalutato o se mi fa il verso… Penso più la prima, dal momento che i suoi toni appaiono sinceri e davvero costruttivi.

        Si giocava sul paradosso di una perfezione fittizia, mai raggiungibile; nell’uno come nell’altro caso…
        Lo so bene che l’uomo che mira alla santità evangelica non è un perfezionista al modo del fariseo osservante della legge, ma piuttosto del pubblicano che si batte il petto. Questo m’è chiarissimo (“Verranno da oriente e da occidente…”).
        Il problema, semmai, è che ciò non è del tutto chiaro a molti cristiani/cattolici che vivono la loro religiosità come una corsa a punti con premio finale (non è il suo caso), certi che la salvezza avviene solo all’interno dello steccato, solo per il gregge delle pecorelle del Signore… Mi fanno venire l’orticaria.

        • Giorgio Masiero on

          Perche’, 1/10, questo Suo discorso su “molti cristiani/cattolici che vivono ecc., ecc.” mi ha ricordato il fariseo che ringraziava il Signore per essere diverso dagli altri “peccatori”…?
          Se cominciassimo ad esercitare la compassione per i peccati degli altri e a pensare SOLO a come correggere i nostri, Lei non pensa che questa sarebbe l’unica strada per migliorare il mondo?

          • Uno dei dieci on

            Posso sorridere, prof. Masiero? Le frittate lasciamole rigirare alle massaie, con tutto il rispetto per le massaie e per le frittate rigirate.

          • Giorgio Masiero on

            Anche questo Suo commento, 1/10, come il precedente, non brilla per modestia. Qualche volta veramente penso di avere a che fare con 2 persone diverse.

        • Le assicuro che non faccio assolutamente il verso a nessuno, soprattutto in un sito come questo dove ci si confronta su argomenti molto seri. Probabilmente l’ho ingenuamente sottovalutata le chiedo scusa.

          Ma a questo punto non comprendo per quale motivo ha posto una domanda del genere. Se era per metter a confronto il perfezionismo cui punta il transumanesimo con l’ipocrisia di chi corre per una gara a punti come lei l’ha definita, è un discorso che esula a mio avviso dall’argomento. L’ipocrisia si può trovare tanto nelle chiese come nei salotti, nelle strade, sulle cattedre o nei laboratori. I farisei possono essere ovunque e se è di costoro che si parla, allora non v’è molta differenza come lei dice nel raffrontare questo voler raggiungere una perfezione anzi, direi che sarei anche d’accordo con lei. Il sèttarismo (penso sia questo cui lei adduce) invero provoca l’orticaria anche a me e purtroppo lo si può trovare ovunque, nel cattolicesimo come nel protestantesimo. Ma non per questo possiamo fare di tutta l’erba un fascio. Io personalmente, guardo più al rapporto con il Cristo di una persona piuttosto che alla sua etichetta “cattolica romana”, “ortodossa” o “protestante”.

          • Uno dei dieci on

            Grazie per le sue precisazioni, non dubitavo delle sue ragioni e la ringrazio anche di aver condiviso… l’orticaria.

            Sulla religione, purtroppo o per fortuna, ho un’idea che non lascia speranze. Parlo per citazioni assemblate…

            … Volenti o nolenti dobbiamo accettare che alla fine c’è la morte. La vasta, vaga e necessaria morte…
            Dev’essere la certezza della morte a trasformarci tutti in filosofi (alla Feser o alla Masiero, per intenderci); è il desiderio di immortalità a farci sognare e a spingersi verso la fede religiosa.
            La vera divinità, alla fine, origine di tutte le altre, è ciò che nell’ultimo recesso della nostra psiche si rifiuta di morire.
            E allora l’autentica formula dell’ateismo non dovrebbe essere “Dio non esiste” ma “Dio è inconscio”…

  3. il ”perfezionismo” cui anèla il transumanesimo è essenzialmente ciò che ha citato Pennetta, diventare un ”dio”.
    e questo obiettivo non può non avere un vero e proprio significato spirituale implicito.
    se leggiamo la definizione Dell’umanesimo dataci da Whittaker Chambers (membro del “Communist underground” partito comunista americano, ed ex spia sovietica negli anni 1924-1938) ne scopriamo la vera origine.

    “il transumanesimo, offre una versione aggiornata e ad alta tecnologia del luciferianesimo”.

    “L’umanesimo non è nuovo. E ‘, infatti, la più antica fede secondo l’uomo. La sua promessa è stata sussurrata nei primi giorni della Creazione sotto l’albero della conoscenza del bene e del male: ” sarete come dèi “. (citaz. Baker in 206)

    il transumanesimo sostiene l’uso di nanotecnologie,di biotecnologie, di scienze cognitive e di tecnologie in grado di proiettare l’umanità in una condizione “postumana”. Una volta che si è arrivati a questa condizione, l’uomo cesserà di essere uomo. Egli diventerà una macchina, immune alla morte e a tutti gli altri “punti deboli” intrinseci alla condizione umana. L’obiettivo finale è di diventare un dio.

    http://ultimaepoca.blogspot.it/2009/06/zeitgeist-addendumdi-menzogne-la-verita.html

    vorrei infine dire che non è minimamente una fissazione nè una opinione personale il credere nel collegamento sincretico fin troppo evidente dell’evoluzionismo, della new age, del comunismo nella creazione di un unico ordine mondiale controllato dalla tecnologia a discapito dell’uomo.. certo dell’uomo che ha ancora in sè il senso lato della vita vera. non della parte che ha perso di vista la sua identità già dal giardino dell’eden.

    non è certo fantascienza o opinione personale il credere che tale controllo globale si identifichi con la tecnologia Rfid che permea ormai tutta la società a partire dai telepass fino ai passaporti, le carte d’dentità, le transazioni al supermarket, i tagliandi delle assicurazioni auto (obbligatorio dal 2014), gli animali domestici, i pazienti negli ospedali, i frequentatori di club e banche ecc.. ecc..
    fino ad arrivare ad inglobare a breve tutte queste attività e servizi in un solo Rfid impiantato sottopelle.

    http://ultimaepoca.blogspot.it/2009/06/fantascienza-ancora-lo-diciamo-articolo.html

    http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=219625:bersani-fara-la-guerra-al-contante-opponiamoci&catid=83:free&Itemid=100021