Avvertimenti “mafiosi” 1: il darwinismo è la nostra ideologia

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L’8 giugno 2007 il Consiglio d’Europa con il documento 11297 intitolato “The dangers of creationism in education ” esprimeva la preoccupazione per una minaccia alla democrazia e ai diritti umani.

La minaccia in questione veniva individuata nella dottrina del “creazionismo”.

 

Dal punto di vista personale questa notizia potrebbe anche lasciarci indifferenti, potremmo in poche parole sentirci tranquilli perché non ci riguarda, infatti come più volte ribadito anche su queste pagine, il creazionismo non è la linea adottata nella critica del darwinismo in cui ci riconosciamo. Questo però non significa che dietro al documento del Consiglio di Europa non si nasconda qualcosa di estremamente preoccupante.

Per la prima volta infatti l’insegnamento di una determinata teoria viene legato alla “democraticità” dello Stato. Nel documento del Consiglio d’Europa possiamo infatti leggere:

L‘Assemblea parlamentare è preoccupata per i possibili effetti negativi della diffusione delle teorie creazioniste all’interno dei nostri sistemi educativi e sulle conseguenze per le nostre democrazie. Se non stiamo attenti, il creazionismo potrebbe diventare una minaccia per i diritti umani, che sono una delle principali preoccupazioni del Consiglio d’Europa.

Tralasciando le forti perplessità relative al fatto che una teoria sull’origine del mondo e della vita possa essere un pericolo per la democrazia, notiamo che nel documento non viene chiarito cosa si debba intendere  con il termine “creazionismo “, e questo fatto è di una estrema gravità.

Per esperienza diretta sappiamo infatti che, secondo il significato correntemente adottato dai “darwinisti”, qualunque critica alla teoria viene automaticamente inclusa nella categoria del “creazionismo“.

Di fatto, in base a quel che avviene quotidianamente sugli organi di informazione darwinisti, sperimentiamo che nessuna critica al darwinismo viene risparmiata dall’accusa di creazionismo, vedi su CS: “Creazionismo”: la cortina fumogena del darwinismo .

Il documento del Consiglio d’Europa continua poi affermando che:

I creazionisti mettono in discussione il carattere scientifico di alcuni elementi di conoscenza e sostengono che la teoria dell’evoluzione è solo una interpretazione fra le altre. Essi accusano gli scienziati di non fornire prove sufficienti per stabilire la teoria dell’evoluzione come scientificamente valida. Al contrario, difendono le loro dichiarazioni proprio come scientifiche. Niente di tutto questo si regge per un’analisi obiettiva.

 

In questo passaggio notiamo che viene alimentato l’equivoco tra i termini  “teoria dell’evoluzione” e “teoria darwiniana”, e questo è molto insidioso: si tratta infatti di un equivoco fondamentale per screditare gli interlocutori.

L’inganno sta nel far passare come sinonimi la ”teoria dell’evoluzione” e la ”teoria darwiniana“, mentre invece l’evoluzione è un fatto accertato tramite i fossili e la teoria darwiniana è una spiegazione di tale fatto.

Basta fare una elementare riflessione per comprendere che un fatto non può coincidere con la sua stessa spiegazione, e che quindi la contestazione della teoria darwiniana non implica la negazione dell’evoluzione. Il documento dell’8 giugno 2008, però si spinge oltre, giunge ad affermare che esiste solo una spiegazione, quella darwiniana, e che gli argomenti contro quella stessa  teoria non sono per definizione “scientifici”.

Quello che in realtà si teme è il “potere” delle religioni, (affermazione questa che veramente è antidemocratica) timore che viene motivato con l’anacronistico timore che le democrazie possano divenire delle “teocrazie”:

I movimenti creazionisti possiedono un reale potere politico. Questa è la questione, e ciò è stato esposto in diverse occasioni, è che i sostenitori del creazionismo stretto intendono sostituire la democrazia con la teocrazia.

Evidentemente per il Consiglio d’Europa la preoccupazione è in realtà la capacità delle religioni di orientare le opinioni in direzioni diverse da quelle ritenute “desiderabili”, e viene addirittura additata infine la minaccia dell’affermarsi di una “teocrazia”.

Al riguardo viene anche citato il famoso caso del “Processo Scopes“:

Scontri tra darwinisti e creazionisti si sonosvolti nel corso dei secoli 19 e 20, in particolare negli Stati Uniti. Nel 1925, al cosiddetto “processo della scimmia”, John Scopes, un insegnante a Dayton, Ohio, è stato condannato per l’insegnamento ai suoi allievi della teoria dell’evoluzione.

Bisognerebbe in questo caso essere grati al Consiglio d’Europa per aver citato il cosiddetto “processo alla scimmia“, infatti si tratta di un caso che ci permette di capire chiaramente l’entità dell’inganno, vedi CS: Processo al processo Scopes, in cui si mostra come attraverso il darwinismo si insegnasse il razzismo e la discriminazione verso i poveri.

E’ lecito a questo punto domandarsi se sia l’irrilevante percentuale di veri “creazionisti” a costituire una reale minaccia per la democrazie, o se il vero pericolo per la democrazia non venga dalla presa di posizione (non contestata da alcuno) del Consiglio d’Europa che stabilisce d’autorità cosa sia scientifico e cosa non lo sia.

Ma, fatto ancora più grave, si stabilisce che un atteggiamento che venga definito dalle autorità “antiscientifico”, nel caso specifico “antidarwiniano”, è automaticamente antidemocratico e lesivo dei diritti umani.

Per essere più chiari:

il sottoscritto e voi che seguite questo blog, siamo considerati dal Consiglio d’Europa, dei nemici della democrazia.

 

(Il presente articolo viene pubblicato anche sul sito Libertà e Persona)

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

31 commenti

  1. Chiedo lumi per cercare di capire.

    Se ho ben capito, l’unica evoluzione che sia stata dimostrata scientificamente è la micro-evoluzione, cioè l’evoluzione che si verifica all’interno di una specie per adattarsi all’ambiente. Questo tipo di evoluzione però non porta, in nessun caso, al sorgere di una nuova specie. La macro-evoluzione invece, cioè quella che, partendo dall’evoluzione di una specie, determinerebbe il sorgere di nuove specie, non è mai stata dimostrata. Se fosse dimostrata anche la macro-evoluzione, sarebbe automaticamente dimostrata anche la teoria di Darwin? Insomma, la teoria della macro-evoluzione coincide con la teoria di Darwin? Oppure anche la macro-evoluzione è stata dimostrata scientificamente, ma essa non coincide con la teoria di Darwin?

    Grazie di cuore se vorrà rispondermi.

    • Gentile Giancarlo,
      cercherò di rispondere alla sua domanda nel modo più semplice e chiaro possibile.

      1-La definizione della differenza tra micro e macro evoluzione che lei riporta è sostanzialmente corretta.

      2-La macro-evoluzione è stata dimostrata già alla fine del ‘700 con il rinvenimento dei fossili. A partire da G. Cuvier, il contestatore della teoria di Lamarck,nessuno ha messo in dubbio la successione di differenti specie nella storia del pianeta.

      3-La macro-evoluzione è quindi dimostrata ma non coincide con la teoria di Darwin.Non è quindi corretto dire “la” teoria dell’evoluzione, ma “la teoria di Darwin” dell’evoluzione.
      Anche se quella che adesso si chiama teoria darwiniana non coincide con quella originaria, infatti Darwin proponeva l’ereditarietà dei caratteri acquisiti poi dimostratasi falsa.
      Ma neanche l’attuale versione della teoria darwiniana, la neo-darwiniana, è dimostrata. Le difficoltà sono legate sostanzialmente ad una “misura”, il tempo necessario ad agire.
      Infatti la teoria è basata sull’azione del caso, e il caso per produrre i risultati attuali necessiterebbe di tempi incommensurabilmente lunghi rispetto a quelli della storia del pianeta e dell’universo stesso.(Anche senza dover provare che una parte minima delle combinazioni possibili)

      E non è dimostrata neanche sperimentalmente perché anche nel caso dei batteri, dopo innumerevoli generazioni esposte ad agenti mutageni, si è registrato un vero caso di macro-evoluzione.

      Riassumendo:
      Evoluzione = fatto accertato.
      Evoluzione per “caso e selezione” = insoddisfacente e non verificata.

      Spero di essere stato esauriente.

    • Chiarire se ogni critica al neodarwinismo sia identificabile con il creazionismo sarebbe a questo punto un passaggio necessario per capire il campo di applicabilità dei principi espressi nel documento del Consiglio d’Europa.

      Fermo restando il fatto che neanche il creazionismo dovrebbe essere bandito per legge (dove sono i critici della sentenza contro a teoria copernicana del 1616? Perché non insorgono contro il Consiglio d’Europa?)una sorta di circolare applicativa dovrebbe essere emessa, altrimenti che si fa? Come si determina chi è creazionista o no?

      Ma una tale circolare non è stata emessa, e mi si consenta di dubitare che lo sarà mai, infatti i casi sono due:

      1-O si stabilisce che non è definibile come “creazionismo” ogni contestazione alla teoria neo-darwiniana, e allora si ammette che potrebbero esserci delle alternative a tale teoria.

      2-Oppure ogni contestazione è definibile sotto la categoria “creazionismo”, e allora si mostra l’essenza liberticida del provvedimento.

      Ma, come dicevo, non credo che un tale chiarimento arriverà.

  2. Gentile Enzo,
    ritengo che sia grave che il creazionismo venga considerato una minaccia, così come ritengo che sia grave che venga considerata una minaccia la religione.
    La ringrazio per aver riportato la notizia. Penso che il creazionismo e le teorie evolutive e qualsiasi teoria che si consideri scientifica, dovrebbero avere l’opportunità di confrontarsi su un piano scientifico, se ne è capace.

    Ciò però che non mi convince della sua disamina sono tre questioni.

    La prima.

    Lei ad un certo punto riporta un passaggio del documento e afferma che:

    “In questo passaggio notiamo che viene alimentato l’equivoco tra i termini “teoria dell’evoluzione” e “teoria darwiniana”, e questo è molto insidioso: si tratta infatti di un equivoco fondamentale per screditare gli interlocutori.
    L’inganno sta nel far passare come sinonimi la ”teoria dell’evoluzione” e la ”teoria darwiniana“, mentre invece l’evoluzione è un fatto accertato tramite i fossili e la teoria darwiniana è una spiegazione di tale fatto.”

    Innanzitutto, rileggendo il passaggio, non ho trovato nessun riferimento al termine darwinismo.
    Inoltre trovo che la sua distinzione tra teoria e fatto non sia così solida.

    Un fossile è un fatto.
    Un altro fossile datato milioni di anni prima è un altro fatto.
    Le eventuali somiglianze tra i due fossili sono un altro fatto.
    L’evoluzione, che invece afferma che tra i due fossili ci sia un legame di “parentela” etc, non è un fatto, ma una teoria che tenta di spiegare quelle somiglianze.
    Il neo darwinismo infine è una delle teorie evolutive.

    qundi nel documento non riesco davvero a ravvedere nessun equivoco.

    La seconda
    partiamo dalla sua affermazione:

    “Tralasciando le forti perplessità relative al fatto che una teoria sull’origine del mondo e della vita possa essere un pericolo per la democrazia, notiamo che nel documento non viene chiarito cosa si debba intendere con il termine “creazionismo “, e questo fatto è di una estrema gravità. Per esperienza diretta sappiamo infatti che, secondo il significato correntemente adottato dai “darwinisti”, qualunque critica alla teoria viene automaticamente inclusa nella categoria del “creazionismo“.”

    Cioè lei, per rafforzare l’idea che sia pericoloso che nel documento non si spieghi cosa significhi creazionismo, suggerisce questa logica:

    1)il creaziosmo viene messo al bando da documenti ufficiali.
    2)i neodarwinisti accusano chiunque non sia d’accordo con loro di essere creazionisti.
    3)qualsiasi critica al neodarwinismo potrebbe quindi essere messa al bando.

    Inutile dire che questo sillogismo è falso. E’ falso perchè i neodarwinisti che danno dei creazionisti agli altri sono persone maleinformate e faziose come ce ne sono tante. Come quelli che danno dei comunisti a chiunque si opponga al presente governo. Come i creazionisti che insinuano che il darwinismo sia in realtà un sistema per legittimare l’eugenetica.
    Pensare che abbiano questo potere è una illazione gratuita.
    Di darwinisti o darwiniani che non traggono certe facili conclusioni ce ne sono altrettanti.

    La terza

    Lei afferma che non sia definito cosa significhi creazionismo.
    A me sembra che lo sia nella sostanza, meno nei dettagli.

    Nelle parti di documento citate da lei (fermo restando che bisognerebbe leggerlo tutto dal momento che le estrapolazioni possono condurre facilmente verso errori di valutazione del senso dei concetti espressi) si afferma che
    “I creazionisti mettono in discussione il carattere scientifico di alcuni elementi di conoscenza e sostengono che la teoria dell’evoluzione è solo una interpretazione fra le altre…..”

    I creazionisti, sia i sostenitori dell’intelligent design che quelli
    antievoluzionisti dichiarati, sostengono in definitiva che non c’è stata nessuna selezione naturale guidata dal caso.
    ora la selezione naturale è un aspetto presente in qualsiasi teoria
    evoluzionista, da quella neodarwiniana a quella neutrale, seppur con rilievo differente.
    Quindi negarla significa effettivamente negare l’evoluzionismo in toto.

  3. Gentile Andrea,
    dopo aver con piacere constatato di condividere con lei determinati principi di libertà, vado a rispondere, spero in modo soddisfacente, ai 3 punti da lei sottoposti.

    1-E’ vero che nel documento non si nomina chiaramente il termine “darwinismo”, ma chi è avvezzo all’argomento sa che i due termini vengono usati come sinonimi.
    Qualcosa si può comprendere dall’introduzione del libro di J.Fodor e M.P. Palmarini.

    2-Mi trovo ancora una volta d’accordo con lei quando afferma: ” i neodarwinisti che danno dei creazionisti agli altri sono persone male informate e faziose come ce ne sono tante”.
    Ma è proprio quello che accade, e non sto parlando di persone incontrate al mercato. Se vuole può leggere il contenuto di alcuni blog che recentemente hanno attribuito al sottoscritto la “patente” di creazionista, ne ho parlato recentemente:
    http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/10/creazionismo-la-cortina-fumogena/

    Se poi vorrà scrivere a costoro e reclamare per la loro cattiva informazione e faziosità, le sarò immensamente grato.
    Che poi ci possano essere errori di segno opposto non c’è dubbio, ma non è di questo che si è occupato il Consiglio d’Europa.

    3-La selezione naturale non è la spiegazione dell’evoluzione: perché qualcosa possa essere selezionato bisogna che appaia!
    Non è la selezione naturale ad essere messa in discussione (si tratta di un’ovvietà. Come dire che una corsa di F1 la vince la macchina che taglia per prima il traguardo.
    E con questo avremmo spiegato come nasce una Formula 1?)

    Su questo stavolta non concordiamo:
    negare il ruolo centrale della selezione naturale non è negare l’evoluzione.
    E’ solo un atto di buon senso.(Che la selezione non fosse sufficiente a spiegare l’evoluzione lo scriveva in un suo libro anche N.Eldredge, non certo un creazionista.)

  4. Professore, io ritengo che lei si vergogni di dire di essere un creazionista ed allora cerca di essere politicamente corretto e dire che approva la macroevoluzione.
    Ammetta di pensarla come Sermonti,Michael Behe,Jonathan Wells od altri, si sentirà meglio!

    • Caro Mimmo,
      se sapessi come avviene l’evoluzione diventerei ricco col premio Nobel.

      Mi accontento sol di dire che il “Re è nudo”, attività che, come è noto, non porta nessun vantaggio.

    • Ma l’altalena nel giardino dell’asilo si e’ rotta?
      Ma piantala un po’ di fare il troll va’, e CRESCI, che c’hai 43 anni!

  5. Gentile Pennetta,
    le rispondo

    1 – Il fatto che qualcuno usi certi termini come sinonimi, non implica che lo siano.
    Da come scrive lei invece cresce il dubbio che voglia forzatamente mettere in bocca certe parole al consiglio d’europa, per le ragioni che ho spiegato prima.ovvero:

    “Innanzitutto, rileggendo il passaggio, non ho trovato nessun riferimento al termine darwinismo.
    Inoltre trovo che la sua distinzione tra teoria e fatto non sia così solida.

    Un fossile è un fatto.
    Un altro fossile datato milioni di anni prima è un altro fatto.
    Le eventuali somiglianze tra i due fossili sono un altro fatto.
    L’evoluzione, che invece afferma che tra i due fossili ci sia un legame di “parentela” etc, non è un fatto, ma una teoria che tenta di spiegare quelle somiglianze.”

    Continuo ad obiettare che nel documento che lei riporta non c’è nessun equivoco. A meno che non lo si voglia vedere. ma questo è un altro discorso.

    2 – Ho capito che la sua è una battaglia personale. Non per questo però è lecito forzare la logica ai propri interessi.

    3- I creazionisti come lei sa, negano che esista la selezione operata dal caso tout court, e non, come lei invece afferma “il ruolo centrale della selezione”.
    Quindi negano un aspetto essenziale su cui si basano in misura diversa, tutte le teorie evolutive. l’importanza e la necessità che riveste la selezione, non ha nulla a che vedere con la centralità del ruolo che ricopre.
    Una ruota in un’auto non ha un ruolo centrale, ma senza, l’auto non cammina.

    • Gentile Andrea,
      comincio a pensare che lei non abbia nessuna seria intenzione di confrontarsi sui contenuti, e me ne dispiace.

      Se non le è chiaro il fatto che per evoluzione si intenda la teoria darwiniana non posso farci niente, significa solo che lei è nuovo a dibattiti sull’argomento.

      Se crede che la mia sia una battaglia personale vuol dire che non ha nemmeno letto i miei argomenti.
      E’ forse la sua una battaglia personale?

      La selezione naturale non spiega nulla, è solo un’ovvietà.
      Se lei fosse veramente interessato all’evoluzione si domanderebbe come possono nascere le nuove caratteristiche e non si accontenterebbe della selezione.

      I creazionisti negano l’evoluzione (fatti loro), ma per essere definiti creazionisti,come ho già pazientemente spiegato, basta molto meno.

  6. Gentile Enzo,
    non è che sono nuovo di tali dibattiti, in genere evito di strumentalizzare la posizione dei “facinorosi”. Alcuni neodarwinisti sono ignoranti e faziosi, ma non per questo io per “eccesso di difesa” ritengo di dovermi mettere al loro livello.
    Comunque, dicendo che io sia nuovo a tali dibattiti, lei sembra più volermi delegittimare che rispondere.
    Sono inoltre convinto che chi dovesse leggere questi commenti, si sappia fare un’idea se le mie obiezioni hanno valore oppure no.

    Visto che lo ha accennato, lei che si occupa intensivamente di questi argomenti, che non è affatto nuovo a questi dibattiti, se l’è domandato come possono nascere le nuove caratteristiche (senza doversi accontentare della selezione)?
    Che risposta si è dato?
    E si è anche domandato come possano essersi formate le prime molecole?
    Sarei interessato a conoscere il suo parere.

  7. Caro Andrea,

    come ho già detto altre volte, per mostrare che una strada è sbagliata non si deve per forza sapere quale è quella giusta.
    Per dire che non era Zeus a lanciare i fulmini bisognava per forza conoscere l’elettromagnetismo?

    Partiamo dal riconoscimento dell’inadeguatezza della teoria neodarwiniana e potremo allora liberare energie per altre idee.

    Concordo infine con lei che chi dovesse leggere questi commenti si potrà fare un’idea esauriente del confronto, quindi direi di non procedere oltre per non rischiare di diventare ripetitivi e noiosi.

    Saluti

  8. Caro enzo,
    se vuole sviluppare altre idee può farlo da subito perchè nè è libero.
    Saranno queste idee a scalzare le precendenti, come è sempre accaduto.

    Se lei però si giustifica, lo fa solo per non dover rispondere.Così come ha fatto nell’altro post, chiudendolo.

    • Caro Andrea,
      le sue affermazioni purtroppo confermano un atteggiamento provocatorio: ho detto che non faccio proposte, il fine è, molto più umilmente, di mostrare i limiti del neodarwinismo.
      Si vada a leggere la storia del modello atomico di Bohr, quello precedente, di Rutherford, era stato messo in crisi dai suoi stessi limiti.
      Solo dopo è arrivata la sorprendente proposta di Bohr.

      Visto che lei è un giovane laureto, perché non la cerca lei la soluzione?

      Ho infine chiuso l’altro post perché ritengo che stesse diventando inutilmente ripetitivo.
      Chi vuole potrà sempre leggere tutti i suoi ampi interventi.

      Non accetto infine illazioni sulle motivazioni delle mie decisioni sulla moderazione di questo blog.

      Se vuole continuare ad esprimere opinioni in questa sede non può farlo facendo delle insinuazioni.

  9. Falso.
    Bohr presentò un modello nel 1913 che si rifaceva a quello di Rutherford di soli due anni prima, tant’è che fu definito modello di Bohr-Rutherford.
    La scienza non era rimasta orfana di modelli atomici, semplicemente il nuovo modello integrava e dava spiegazioni che il primo non poteva.

    Le ho chiesto quale fosse la sua idea in merito, così come me lo aveva chiesto lei.
    Continui pure a giustificarsi.

  10. Andrea,
    mi spiace, ma lei non ha capito quello che è successo col modello di Rutherford!
    E ci ha impiegato anche tre giorni…

    Ho provato a spiegarle delle cose ma è stato inutile, sono inoltre contrario a repliche reiterate sulle stesse domande, quindi la discussione finisce qui.

    Ritengo inoltre intollerabile il tono che lei usa, per cui la invito a non intervenire nuovamente.

    • Dott. Pennetta,
      con le repliche ad Andrea relative alla crisi del modello Rutherford si riferisce per caso alla quantizzazione dei livelli delle orbite degli elettroni, ecc ecc… del modello di Bohr che risolvevano il problema del modello di Rutherford riguardo la continua emissione di energia elettromagnetica ecc…
      Potei aver detto una corbelleria, visto che l’ho studiato un po’ di tempo fa a Fisica II e adesso ho i ricordi un po’ confusi…

      • Caro Piero,
        lei con i ricordi di fisica ha capito benissimo, a differenza di qualcun altro, fresco di dottorato e con tre giorni di studio sull’argomento.

        • Incredibile!!!
          E ci si permette di pontificare cosi’, senza neanche conoscere la materia?
          Io mi son dovuto “sgnaccare” un bel po’ di matematica “pesante” (tensori, campi vettoriali, equazioni d’onda, ecc ecc…) per capire l’ATOMO DI IDROGENO secondo il modello di Bohr…
          Sarebbe interessante conoscere (per pura curiosita’!) la facolta’ e la materia del dottorato.
          Questo comunque elimina l’utente UCCR “Giulia” dal novero delle possibilita’.
          Sono comunque accomunati dal tempo passato a “ciacciare” su Internet su siti che si pongono come “difensor fidei” del darwinismo (capendone ben poco, a quanto vedo!)

  11. Pingback: Critica Scientifica – di Enzo Pennetta » Blog Archive » Governo Monti: il nuovo ministro per la salute e il creazionismo

  12. Gentile proff.Pennetta,le rivolgo inanzitutto i miei sinceri complimenti per il suo blog e l’esposizione delle varie tematiche.
    Volevo però dire alcune cose.Ho studiato circa la teoria dell’evoluzione,letto antivoluzionisti,evoluzionisti,darwinisti,antidarwinisti,creazionisti..
    Lei scrive
    Evoluzione = fatto accertato.
    Evoluzione per “caso e selezione” = insoddisfacente e non verificata.
    Io mi sento di dissentire.E mi permetterei anche di osservare che questa è la posizione cattolica,questo solo per osservazione,nonchè la posizione che mantiene Zichichi mi pare.
    Causa fallacia datazioni dei fossili,teorie del catastrofismo varie,esperimenti e/o studi di j.Walther e E.Berthault,Dr.Hans Zillmer e altri si potrebbe anche ben contestare la colonna stratigrafica,ma anche tralasciando ciò,procedendo per gradi:
    Con Darwinismo si intendeva l’ evoluzione graduale mediante “discendenza con modificazione” per adattamento all’ambiente e selezione naturale.Con Neodarvinismo o teoria sintetica invece si giunse ad un “compromesso” tra darwinismo e genetica, dopo la scoperta della genetica mendeliana e la dimostrazione dell’intrasmissibilità dei caratteri acquisiti;esso postula una evoluzione graduale per accumulo di variazioni vantaggiose dovute all’azione di due meccanismi ciechi: le mutazioni genetiche casuali e la selezione naturale (il caso e la necessità).
    Con “Evoluzionismo” bisogna intendere un processo di formazione di tutte le forme viventi a partire da organismi più semplici .
    Ossia in biologia, con il termine evoluzione, si intende il progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti negli organismi viventi.
    Mi sta bene tutto fintanto che si parla di microevoluzione con ibridazioni,speciazioni,’mutazioni’,selezioni artificiali o naturali annesse e connesse ma se si parla di macroevoluzione le cose cambiano.
    Non vi è nessuna prova fossile circa tale processo.Si può parlare di omologie(con tutto ciò che sta dietro tale termine)tali da poter avanzare delle “ipotesi”,”teorie”,non certo si parla di fatto.
    o studio compiuto sul nucleo della cellula dimostra che il sistema responsabile della produzione degli enzimi non può farsi è identica dal batterio fino all’uomo e siccome le stesse ‘specie’principali di creature e piante esistono oggi come nel passato è chiaro che lo stesso meccanismo è esistito fin dall’origine,questo per i biologi-genetisti è la miglior prova che l’evoluzione non sia mai avvenuta.
    Ossia cerchiamo di trovare una “Biochemical Pathway”,come il ciclo di Krebs ad esempio,e lo troviamo nell’uccello,nella spugna,nella stella marina,nel rettile,nell’uomo,nell’insetto,le specie devono essere tutte correlate, e fintanto che una spugna (Clathrina clathrus) ed un uccello (Aquila chrisaetos) sono veramente distanti tra loro, questo significa che questo sistema altamente complesso doveva esistere dal principio.Quindi se prendiamo tutte le Vie Metaboliche che sono condivise da ogni organismo vivente, questo significa che erano là sin dal principio..
    Essere scienziati non ha nulla a che vedere col essere “creazionisti” o atei.Significa semplicemente che, oltre ad essere uomini di scienza, si è anche uomini di fede se creazionisti, oppure anche atei se ateisti.E non influisce assolutamente sulla qualità del lavoro scientifico. Gli scienziati creazionisti non sono per nulla inferiori nella qualità del lavoro di ricerca, professionale e didattico, rispetto agli scienziati atei. Svolgono, o hanno svolto il loro lavoro con benefici per i loro colleghi, datori di lavoro, studenti e pubblico, nella massima correttezza e rispetto delle idee altrui. Hanno scoperto leggi fondamentali della natura, inventato, progettato e realizzato apparecchiature di alta tecnologia nel sono tra i massimi esponenti dell’ingegneria genetica, hanno fatto scoperte nel campo aerospaziale e della medicina, l’ingegneria genetica, per non parlare dell’astronomia, la fisica, la matematica la medicina. L’ostilità nei loro confronti non è motivata da considerazioni inerenti alla loro attività di scienziati, ma alla loro scelta di campo della fede.
    Pretendere invece di portare avanti questa convinzione che la macroevoluzione sia un fatto crea una categoria superiore di scienziati ossia quelli evoluzionisti.
    La storia naturale è qualcosa di diverso dalla scienza nel senso galileiano del termine.
    Lo scontro tra “creazionismo” ed “evoluzionismo” avviene interamente nel campo della storia naturale, non in quello della scienza galileiana.Il creazionismo non è scienza ma fede, però fede ammessa e non contraddetta dalla scienza. Per quanto riguarda la “storia naturale”, il discorso è un po’ diverso. In questo campo la scienza galileiana non da risposte migliori delle interpretazioni non materialistiche. I fatti conosciuti sono interpretabili in modi diversi.
    Ma criticando il neodarwinismo si parla di scienza galileiana e l’attacco esula dall’interpretazione evoluzionista o creazionista ..è li l’errore,non c’è nessuna delle parti da ghettizzare,sono interpretazioni di fatti e non possono essere scienza galileiana.
    Il neo.darwinismo lo pretenderebbe lo portano ad esserlo ma non lo è.E pensare che l’evoluzionismo sia un fatto non fa che rafforzare questa posizione.
    Quindi criticare il neodarwinismo inneggiando all’evoluzionismo come un fatto mi sembra un po’ un lanciare il sasso e nascondsere la mano.Nn mi piace ciò e non lo condivido.

  13. Gentile Leonetto,
    la ringrazio per l’attenzione e per l’apprezzamento per il lavoro che si cerca qui di portare avanti.

    Ma veniamo subito al corposo e interessante commento da lei inserito, le risponderò per punti, che mi sembra il modo più chiaro ed efficace:

    1- Concordo pienamente sulla distinzione tra micro e macro-evoluzione, dove lei afferma :
    “Mi sta bene tutto fintanto che si parla di microevoluzione con ibridazioni,speciazioni,’mutazioni’,selezioni artificiali o naturali annesse e connesse ma se si parla di macroevoluzione le cose cambiano.”

    2- Affermare invece che il fatto di avere in comune dei processi metabolici significhi affermare che ciò dimostri che sono da sempre presenti e che quindi sono una prova della mancanza di evoluzione è un argomento che può essere utilizzato in modo specularmente opposto da chi sostiene l’evoluzione per discendenza con modificazioni.

    3- Riguardo poi al creazionismo ci sono molte affermazioni condivisibili nel suo intervento, personalmente sull’argomento mi sento di pormi sulle posizioni espresse da Carlo Cirotto nell’articolo citato su CS:Governo Monti: il nuovo ministro per la salute e il creazionismo.

    4- Infine, quando scrivo Evoluzione = fatto, mi riferisco alla successione di diversi esseri viventi in diverse epoche storiche (cosa ammessa anche da Cuvier con il suo “catastrofismo”), come poi questo sia avvenuto fa parte delle teorie evoluzionistiche.
    Al riguardo il mio impegno è volto a mostrare quanto sia insoddisfacente il meccanismo neo-darwiniano, come ormai ho sottolineato più volte per il momento serve portare avanti la “pars destruens”.

    Per ultimo mi sembra importante sottolineare la differenza tra “evoluzione” ed “evoluzionismo”, in quanto la prima è in riferimento appunto al succedersi di diverse specie nel tempo, il secondo, terminando per “-ismo” indica più propriamente una ideologia basata sull’evoluzione.

  14. Grazie della risposta.
    Lei dice:

    Per ultimo mi sembra importante sottolineare la differenza tra “evoluzione” ed “evoluzionismo”, in quanto la prima è in riferimento appunto al succedersi di diverse specie nel tempo, il secondo, terminando per “-ismo” indica più propriamente una ideologia basata sull’evoluzione.

    d’accordo sulla seconda affermazione,ma sulla prima io leggo:
    ============================================================
    Treccani

    Il processo di cambiamento adattivo per il quale tutte le specie viventi – e solo queste – mutano di generazione in generazione per adattarsi all’ambiente in continua trasformazione.

    Dizionario Webster

    Processo di cambiamento continuo: da una condizione inferiore più semplice o peggiore ad uno stato superiore più complesso o migliore .

    Dizionario Devoto-Oli

    Processo incessante che consiste nel passaggio lento e graduale degli organismi viventi da forme inferiori e rudimentali a forme sempre più complesse.

    Encarta® 2006

    Lenta, graduale trasformazione degli organismi viventi nel corso del tempo .

    Wikipedia

    In biologia, con il termine evoluzione, si intende il progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti negli organismi viventi.

    Dizionario della lingua italiana

    Derivazione delle specie di organismi viventi, di altre già esistenti, mediante un processo di cambiamento più o meno graduale e continuo.

    Azione di svilupparsi o di trasformarsi delle cose passando gradualmente da uno stato all’altro

    etc..etc..etc..
    ==============================================================
    (apro una parentesi per defnire a questo punto ‘specie’come comunità di individui aventi lo stesso pool genico,che incrociandosi tra lorogenerano potenzialmente una prole illimitatamente feconda)
    ==============================================================
    Il succedersi di creature animali e vegetali nel corso della storia quello si è un fatto,lo spiega benissimo però l’evoluzione che è scienza(microevoluzione con tutti annessi e connessi),ma si parte da un tot di specie ‘archetipo’.Essendo impossibile dimostrare l’abiogenesi,idem il passaggio da una ‘specie ad un’altra,se si vuol pensare che sia possibile una tal derivazione-trasformazione,si va nel campo delle ipotesi,non dei fatti.
    I fossili testimoniano sicuramente l’estinzione di diverse specie
    Esiste una potenzialità enorme di variazione all’interno della ‘specie’tale da creare una biodiversità considerevole.Fatto è anche che i fossili ritrovati appaiono sempre improvvisamente e pienamente formati ovunque appaiono nei vari strati.
    I fossili non provano l’evoluzione,piuttosto direi non la contraddicono e fanno invece traballare l’evoluzionismo neo-darwinismo.
    L’omologia, come spina dorsale della struttura dell’evoluzione, non sostiene il concetto di somiglianza per discendenza e modifica. Ci sono molte importanti eccezioni e contraddizioni alla teoria. Il tentativo di spiegare le eccezioni all’omologia come analoghe rimane inadeguato. L’ala del pipistrello sarebbe contemporaneamente omologa che analoga! Inoltre, l’embriologia dimostra l’importante problema che organi o strutture simili in differenti animali non si sono sviluppate dalla stessa struttura o gruppo di cellule embrionali. L’arto anteriore vertebrato, come esempio per eccellenza di omologia è un errore, perché ha origine embrionale diverso in diversi animali. Nel tritone ha origine dai segmenti del torso da 2 a 5, nella lucertola da 6 a 9 e nell’uomo da 13 a 18.
    Tapiro e armadillo pur con grandi omologie non condividono nulla in senso evolutivo..
    Jhon.C.Sanford,G.Mastropaolo,’scherzosamente’G.Sermonti giungono a parlare perfino del processo inverso,l’ involuzione.
    Che una sorta di terapode “diventi” un uccello o una sorta di “salamandra” diventi una lucertola,non lo posso accettare come fatto scientifico.Mi sta benissimo che da una sorta di pecari si arrivi al cinghiale o al maiale da fattoria o che dal lupo grigio arcaico si arrivi al chihuahua o a un coyote o a un dingo etc etc etc..
    Quindi se parliamo di macroevoluzione,per come la si intende nei vari testi,e rimaniamo nel campo delle ipotesi non obietto nulla,ma se ci spostiamo nel campo del fatto provato storco notevolmente il naso.
    Darwin e il neo-darwinismo portarono allo sviluppo di una verità incline al metodo scientifico che ha goduto di studi e viene largamente applicata in zoologia e botanica,l’evoluzione delle ‘specie’,ogni ‘specie’ per conto proprio però.L’errore fu senz’altro estenderla al di fuori del campo di applicabilità.Se viene mantenuta nel campo di applicabilità che gli spetta è perfetta.
    L’esperimento di Richard Lenski ha dato una scossa circa queste cose,sembra aver demolito l’evoluzionimo neo-darwiniano,di macro evoluzione non v’è traccia alcuna..
    Gli evoluzionisti non dicono fesserie, semplicemente i loro presupposti li portano ad interpretare i dati secondo il loro paradigma o visione del mondo.Grava su loro un dogma intoccabile.
    Per quanto riguarda la storia del creazionismo come si vede se si vanno ad analizzare le cose e come ho detto su si vede che la critica all’evoluzionismo avviene in ambito puramente scientifico,Dio non viene neanche nominato.Casomai “entra in gioco” successivamente,dove si valuta se sia ‘ragionevole’ o assurda l’ipotesi della sua esistenza e se sia concorde con la scienza.
    Sono i neo-darwinisti che lo nominano per sviare e se non tocca a Dio tocca al rettiliano,grigio di turno.Se non tocca a nessuno arriva la consueta affermazione che “” è una teoria mica una certezza,ci sono punt da chiarire,si chiariranno e comunque non ci sono latre alternativa valide perciò..””

  15. Come sempre la sua esposizione è ricca e dettagliata, e come altre volte ampiamente condivisibile.

    Ma come in precedenza, mi soffermo sulla necessaria, e purtroppo spesso assente, “explicatio terminorum”.
    La rassegna di definizioni del termine “evoluzione” da lei riportata è una efficace, e mi conceda, impressionante carrellata di esempi in cui si vede come anche a livello di dizionari sia ormai passata l’identità tra l’evoluzione e la teoria darwiniana.
    In tutte le definizioni appare infatti un riferimento al gradualismo,elemento irrinunciabile (e mai verificato) del darwinismo.
    L’evoluzione viene dunque di volta in volta definita come un “incessante”, “lento”, “continuo”,”ininterrotto”, “graduale” ecc.. cambiamento.

    L’unica cosa che possiamo concludere da tutto ciò è che si è verificata di fatto una identificazione del termine “evoluzione” con “evoluzione darwiniana”.

    Questo ha lasciato senza un termine di riferimento il solo succedersi delle specie nel tempo in senso stretto.
    Come lo chiamiamo allora se non evoluzione?

  16. Buonasera,Gentilissimo prof.Pennetta,mi scusi,ma vorrei permettermi di riaprire una parentesi su una cosa lasciata un po’ in sospeso,richiamatami alla mente dall’ultimo commento del dr.Andrea di Chiara qua: http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/12/vinceranno-i-batteri/#comment-1219

    Mi ha richiamato alla mente Hans-Joachim Zillmer ed i suoi libri,del quale avevo detto qualcosa già in un altro commento..circa l’intervento dello stesso nel 2006 ,al Parlamento Europeo,durante un’audizione sull’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole europee…

    Oltre alle chiare spiegazioni di Zlmer e dalle cose verificate dallo stesso durante diversi scavi nel mondo..

    volevo far presente il problema delle datazioni,ossia,
    per quanto riguarda la datazione al carbonio(14C),al di fuori del campo della storia registrata, la calibratura dell ‘orologio’ 14C non è possibile,o comunque soggetta a un errore assolutamente non trascurabile.
    La misurazione di 14C in oggetti datati storicamente (per esempio semi trovati in tombe storicamente datate) rende possibile stimare la quantità di 14C nell’atmosfera in quei tempi, e quindi è possibile una calibratura parziale dell ‘orologio.’ Di conseguenza, può essere possibile un’applicazione abbastanza accurata della datazione carbonica alle cose da quel periodo. Però anche con tale calibratura storica, gli archeologi non considerano assolute le date 14C a causa di anomalie frequenti.
    Il numero di raggi cosmici che penetrano l’atmosfera terrestre ,la potenza del campo magnetico terrestre,emissioni vulcaniche,la combustione di fossili che rilasciano nell’atmosfera tanta anidride carbonica )(es. rivoluzione industriale) sono per esempio tutti quanti fattori che influenzano la datazione carbonica.
    Inoltre poi non è mai stata trovato un esemplare di carbone che mancasse completemente di 14C.
    “Legno fossilizzato trovato nelle rocce che si suppone abbiano 250 Ma conteneva ancora 14C.(13) Recentemente, un campione di legno trovato in roccia che si suppone abbia 230 milioni di anni, ha dato una datazione 14C di 33.720 anni +/- 430 anni. I controlli hanno dimostrato che la datazione 14C non è dovuta a contaminazione e che la datazione era valida secondo il sistema di datazione accettato.”
    [Snelling, A., Stumping old-age dogma, Creation 20(4):48-50, 1998]
    [Snelling, A., Dating Dilemma, Creation 21(3):39-41, 1999.]

    Vengono pertanto usati metodi di datazione considerati più appropriati come a potassio-238 o a uranio-238(potassio-238 diventa argo-40; l’uranio-238 diventa piombo-206)
    Però,non vi è certezza sulla presenza iniziale della formazione della roccia di piombo o di argo.
    Inoltre la solubilità gioca un ruolo importante,se la roccia fosse stata esposta all’acqua buona parte dell’uranio o del potassio potrebbe essere stata “lavata””(come anche illustra il prof.Boudreaux)
    In più G.Berthault ha esposto,conscio degli studi di J.Walther e dei rilevamenti della Glomar Challenger,come le rocce non hanno bisogno necessariamente di tempo per formarsi quanto invece di sedimento a sufficienza (

    Ci sono poi molte anomalie che lasciano senza risposte adeguate:
    Anomalie geologiche come Ayres Rock, Australia che è formato di feldspato fresco;strati geologici distinti come l’arenaria di Coconino con un spessore medio di 96 m, ricopre un’area di circa 518,000 km2 con stratificazione incrociata, abbondanza di serie di
    impronta, pochissima vegetazione e una distinzione netta con gli strati sovra/sottostanti (neanche tane o buchi da vermi);foreste pietrificate di Yellowstone con tronchi pietrificati per un’altezza di 1200 m. Itronchi si estendono in strati sovrastanti, hanno tutti lo stesso contenuto di minerali, le stesse sequenze di crescita degli anelli, mancano i rami, la corteccia, le radici e sono tutti
    orientati nella stessa direzione;la formazione di canyon, come il Grand Canyon…etc etc..

    Ci sono tanti esempi in cui i metodi di datazione danno ‘date’ sbagliate per rocce di età conosciuta. Un’esempio ne è la ‘datazione’ potassio-argon di cinque colate laviche storiche di andesite del Monte Nguaruhoe in Nuova Zelanda. Benché una colata lavica sia occorsa nel 1949, tre in 1954 e una in 1975, le ‘date’ andavano da meno di 0,27 fino a 3,5 Ma.
    Datazione K-Ar delle rocce dall’eruzione del Monte Sant’Elena (1980): 0,35 Ma – 2,8 Ma. La roccia: meno di 20 anni! (Austin, S.A., Excess argon within mineral concentrates from the new dacite lava dome at Mount St Helens volcano, TJ 10(3):335–343, 1996).
    Datazioni con vari metodi sulla stessa roccia: Rocce basaltiche, Uinkaret Plateau, Grand Canyon (riconosciuto anche dai geologi evoluzionisti avendo solo migliaia di anni): (Austin, S.A. (ed.) 1994. Grand Canyon: Monument to Catastrophe. Institute for Creation Research, Santee, California, pp. 120–131).
    6 misure potassio-argon 10.000 anni – 117 Ma
    5 misure rubidio-stronzio 1.270 Ma – 1.390 Ma
    Isocrona rubidio-stronzio 1.340 Ma
    Isocrona piombo-piombo 2.600 Ma

    etc…

    Senza la certezza di poter calibrare (uno strumento non calibrato o calibrato quanto può essere effivcace per misurare con precisione?)lo ‘0’ dell’orologio con cui andiamo a datare e notando come l’acqua abbia effetti devastanti(i casi sopra ne sono un esempio) per effettuare una datazione radiometrica corretta..senza queste cose,diventa un’ipotesi parlare di successione in diverse ere geologiche di specie,anche visto tutto quant’altro consegue circa l’analisi al neodarwinismo,e pertanto,prof Pennetta Lei giustamente scrive:

    “L’unica cosa che possiamo concludere da tutto ciò è che si è verificata di fatto una identificazione del termine “evoluzione” con “evoluzione darwiniana”.

    Questo ha lasciato senza un termine di riferimento il solo succedersi delle specie nel tempo in senso stretto.
    Come lo chiamiamo allora se non evoluzione?”

    Io dico,non so come lo chiamiamo,so cosa si indica con tale termine oggi,e dico che non mi pongo il problema,lo chiamo semplicemente

    “il succedersi delle specie nel tempo ”

    e prima di dargli un nome vorrei una prova significativa anche che tal cosa sia vera,perchè da come ho illustrato non mi pare ci sia ragione,se non quantomeno in chiave ipotetica,di prendere tale cosa come fatto,altrimenti le cose sarebbero diverse.

    In mia modesta opinione.

    Grazie.

    • Caro Leonetto,
      questo suo intervento apre, con una serie di spunti interessanti, la questione sul grado di certezza della datazione dei reperti fossili.
      I casi dubbi da lei riportati, e le conseguenti riflessioni, sono del massimo interesse nella formulazione di una corretta ricostruzione degli eventi che hanno caratterizzato la storia della Terra.

      Non c’è molto altro da aggiungere alla, come di consueto, ricca esposizione da lei fatta.

      Personalmente mi piacerebbe solo che ci fosse qualche esperto del campo che potesse intervenire per rispondere agli interrogativi posti e confrontarsi con le eventuali repliche.

      Restiamo in attesa.

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