Natale a casa Darwin

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Una visita a casa Darwin, che forse somiglia troppo a quella ad un santuario, è lo spunto per il racconto di come passasse la festività del Natale il famoso scienziato.

 

Il giorno di Natale sembra adatto ad approfondire quali fossero i legami di Charles Darwin con questa festa religiosa. Uno spunto interessante ci viene da un articolo dal titolo Natale a casa Darwin apparso sul sito oggiscienza e ripreso dal “portale dell’evoluzione” Pikaia.

L’unicità della figura di Darwin si evince proprio dalla mancanza di analoghe situazioni, infatti anche nel caso di scienziati molto famosi non troviamo mai un “portale della relatività” o una emozionata visita a casa “Bohr”, come invece avviene in questo caso. Dall’articolo su oggiscienza riportiamo:

Visitare Down House, la casa a sud di Londra dove Charles Darwin visse per 40 anni, è certamente una esperienza unica. É come fare un salto indietro nel tempo e trovarsi laddove il grande naturalista inglese scrisse L’origine delle specie e dove visse con la sua famiglia fino al giorno della sua morte…

Visitando casa Darwin (oggi gestita dall’English Heritage) sembra veramente di tornare indietro nel tempo. Entrando in una di quelle stanze ci si aspetta quasi di sorprendere Emma che suona il pianoforte o legge un libro in salotto. Varcando la soglia dello studio di Charles non è difficile immaginare che egli abbia appena lasciato la stanza pochi minuti prima.

La figura di Darwin e la sua vita sono oggetto di una sorta di venerazione che spetta in genere alle figure dei santi o addirittura dei fondatori delle religioni, ma potrebbe ricordare anche quella tributata nell’Unione Sovietica alla figura di Lenin, e chissà che un giorno non venga edificato un mausoleo dedicato allo scienziato inglese.

Ma tornando al Natale in casa Darwin, da quel che viene riportato nell’articolo doveva essere un momento piuttosto triste, nonostante le decorazioni e la Messa (chissà Charles come si poneva di fronte a quel momento) quella che emerge è un’atmosfera malinconica:

Per i Darwin gli ultimi giorni di Dicembre erano certamente un momento felice in cui la famiglia si riuniva per le festività, ma in realtà Charles ed Emma non erano dei grandi amanti delle celebrazioni. Avevano un albero decorato in casa, ma non si scambiavano mai regali (stando al racconto della moglie Maud, George Darwin non aveva mai ricevuto un regalo di Natale fino a dopo il loro matrimonio!), il 25 andavano a messa, ma alla fine dei conti non avevano nessuna vera tradizione natalizia…

A parte un pranzo più ricco del normale (che Emma iniziava a pianificare fin dalla fine di Novembre), una casa più affollata e decorata con agrifoglio e vischio, non c’erano però grandi differenza con ogni altro giorno dell’anno. Charles si sedeva alla sua scrivania, riceveva la posta e scriveva a sua volta delle lettere.

Come dicevamo il Natale non era un momento particolarmente sentito, dal racconto emerge una sola figura che si distacca da quell’atmosfera mesta:

Eppure in casa qualcuno che davvero sentiva lo spirito natalizio c’era: Joseph Parslow, il loro fedele maggiordomo. Nel concludere il suo racconto sul Natale a Down House, Randal ricorda come Francis Darwin descrive la quasi incontenibile gioia con cui Parslow la mattina del 25 Dicembre scendeva nella stanza da pranzo e con voce squillante diceva “Ladies and Gentlemen, I wish you a Happy Christmas”. In cambio otteneva solo una reazione timida e imbarazzata dai Darwin. Nessun canto di Natale a Down House.

…Nessun canto di Natale a Down House“.

Quest’ultima frase rende infine pienamente l’atmosfera di Down House, un luogo in cui una sola figura si distingueva, Joseph Parslow, il loro fedele maggiordomo, l’unico a mostrare una quasi incontenibile gioia.

Ed ecco allora qualcosa adatto per commentare questo racconto:

Mt 11, 25-30

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero»

Buon Natale a tutti

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

7 commenti

  1. Da qualche parte ho letto che fu la morte della figlia a causare la sua deconversione, conferma professore?

    Tanti auguri di buon Natale, Prof!

    • Riccardo, chiedo scusa ho inserito solo adesso questi due commenti che erano stati erroneamente rimossi dal dispositivo automatico antispam.