2012 Odissea nello spazio – rinnegare Galileo?

22

Le osservazioni della Luna da parte di Galileo Galilei portò alla scoperta che l’universo non è regolato da leggi differenti a quelle che conosciamo sulla Terra.


Prosegue l’analisi delle implicazioni legate all’esasperazione del discorso sulla possibile presenza di vita nell’universo:

il paradosso della biologia.

 

 

La proposta del fisico Paul Davies (CS – 2012 Odissea nello spazio – Perché tanta voglia di extraterrestri?) sulla possibile presenza di tracce di civiltà extraterrestri sul nostro satellite, permette di affrontare il tema della possibile presenza di altre forme di vita nell’universo, e in particolare della teoria che prevede che la stessa vita sulla Terra sia giunta dallo spazio, una teoria che prende il nome di Panspermia.

L’origine delle teoria della panspermia, in una sua formulazione generica, si fa risalire all’antica Grecia e in particolare al filosofo Anassagora (V sec. a.C.), ma in tempi moderni l’idea prese una forma più definita, e sebbene il primo a parlarne sia stato il francese Benoît de Maillet (1656-1738), il primo personaggio di un certo rilievo che incontriamo al riguardo è certamente Jöns Jacob Berzelius (1779–1848), uno dei più grandi chimici del primo ‘800, sostenitore tra l’altro del vitalismo, dell’idea cioè che i composti della chimica organica non fossero sintetizzabili artificialmente perché permeati da una misteriosa “forza vitale”.

Il secondo nome illustre che troviamo tra i sostenitori della panspermia è nientemeno quello di Lord Kelvin (William Thomson) (1824–1907), il noto autore dell’omonima scala termometrica e del primo modello di atomo. A seguire troviamo il fisico tedesco Hermann von Helmholtz (1821–1894), e il Nobel per la chimica del 1903 Svante August Arrhenius (1859–1927).

Ma giungendo a tempi più recenti la teoria della vita nata al di fuori della Terra e giunta dallo spazio ha visto tra i suoi sostenitori nientemeno che il Nobel per la medicina del 1962, lo scopritore insieme a James D. Watson della struttura del DNA, Francis Harry Compton Crick (1916– 2004), e il fisico e astronomo britannico Sir Fred Hoyle (1915– 2001), noto anche per la sua opposizione alla teoria dell’atomo primordiale meglio conosciuta col nome di teoria del Big Bang, proposta dal gesuita belga George Lemaitre.

Infine a questi nomi dobbiamo aggiungere, tra i sostenitori della presenza di vita extraterrestre anche senza riferimenti alla panspermia, quelli di Stephen Hawking e, come abbiamo visto, quello di Paul Davies.

Come vediamo i nomi coinvolti sono di scienziati di primissimo piano e dunque non si tratta di un argomento da relegare tra le bizzarie che si sentono in giro.

Quello che non viene in genere affrontato sono però le implicazioni che una teoria del genere comporta, andiamo dunque a vedere sinteticamente quali esse siano.

Esse sono riassumibili in 2 punti :

1° conseguenza: se la vita è nata contemporaneamente in diversi luoghi dell’universo, poiché secondo il solo meccanismo di caso e necessità questo è ritenuto altamente improbabile, la biologia (dalla nascita della vita alla sua evoluzione) è regolata da leggi che devono ancora essere scoperte e che di sicuro renderebbero irrilevanti i meccanismi darwiniani.

2° conseguenza: se la vita è nata contemporaneamente in diverso luoghi dell’universo e non si volessero mettere in dubbio i meccansmi darwiniani, bisognerebbe ipotizzare che nel resto dell’universo valgano leggi naturali diverse da quelle esistenti sulla Terra.

Il fatto che fosse proprio Francis Crick a proporre l’origine extraterrestre della vita testimonia come ad una seria analisi scientifica la nascita casuale di un organismo, per quanto semplice, appaia praticamente inaccettabile. Ecco che quindi Crick, come Hoyle (tra l’altro grande oppositore del meccanismo neodarwiniano), non trovano di meglio che andare a cercare la scappatoia dell’origine extraterrestre della vita, spostando semplicemente il problema da un’altra parte anziché risolverlo.

 

Quando dunque viene proposta la presenza di forme di vita extraterrestre, si dovrebbe essere disposti ad affrontarne le conseguenze:

o la biologia (contrariamente a quanto affermava Dobzhansky) non ha senso solo alla luce dell’evoluzione (neodarwiniana), o l’universo non è regolato dalle stesse leggi che riscontriamo sulla Terra.

 

Ed è proprio quest’ultima affermazione che costituirebbe il rinnegamento di una delle principali, quanto poco evidenziate, scoperte di Galilei: i cieli sono governati dalle stesse leggi che governano la Terra.

A questa conclusione Galilei giunse osservando i monti della Luna che, secondo l’idea allora accettata da tutti, doveva invece essere liscia in conseguenza dello stato di perfezione che caratterizzava il mondo dei cieli. Ma la presenza di monti e altre irregolarità come quelle mostrare nella figura in apertura di questa pagina, fecero cadere questa distinzione aprendola porta all’astronomia moderna.

In poche parole, la presenza di vita extraterrestre ci porterebbe ad una strana versione del dilemma della torre: buttare giù Galilei o Darwin?

 

Share.

About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

22 commenti

  1. Michele Forastiere on

    Sottoscrivo in pieno! Quanto al dilemma della torre… fosse solo per amor di patria, il nostro Galileo mi dispiacerebbe proprio buttarlo giù!

  2. Sinceramente non ho capito il nesso.
    1 conseguenza:
    “se la vita è nata contemporaneamente in diversi luoghi dell’universo, poiché secondo il solo meccanismo di caso e necessità questo è ritenuto altamente improbabile, la biologia (dalla nascita della vita alla sua evoluzione) è regolata da leggi che devono ancora essere scoperte e che di sicuro renderebbero irrilevanti i meccanismi darwiniani.”

    Il fatto che non sappiamo giudicare correttamente con quanta facilità nasca la vita nell’universo non significa infatti che non conosciamo nulla di biologia. Senza le corrette condizioni al contorno non possiamo lanciare previsioni. E quindi, visto che non sappiamo né il numero dei pianeti, né la grandezza dell’universo, né la distribuzione dell’acqua e delle temperature nei vari pianeti dell’universo, è chiaro che dire “è altamente improbabile che nasca la vita anche in altre parti dell’universo”, è un errore metodologico.
    Tra l’altro conosciamo in tutto 9 pianeti, e su uno di questi c’è la vita.
    Della biologia capiamo abbastanza, certo non tutto, ma l’idea che giriamo alla cieca è esagerata.
    Sui meccanismi Darwiniani bisogna rifare attenzione. L’evoluzione della specie, sebbene in maniera limitata viene continuamente osservata sugli animali con cicli vitali molto veloci. Nell’esempio sopracitato, una volta creatasi la vita a livello molecolare su Xmila pianeti abitabili, è possibilissimo chein ogni habitat dove si è sviluppata, la vita abbia avuto evoluzione diversa, proprio in ragione del darwinismo

    • Qualcuno in realtà ha espresso le sue idee sulla probabilità della nascita della vita nell’universo, si tratta di nomi come il Nobel per la medicina Jcques Monod che parlava di evento probabilmente unico, oppure possiamo fare l’esempio del fisico Chandra Wickramasinghe, collaboratore di Fred Hoyle, che stimò la probabilità in 1/10 elevato alla 40.000.

      L’evoluzione che è stato possibile osservare è solo la microevoluzione, non la macroevoluzione, quindi i meccanismi darwiniani non sono ancora stati osservati in atto, ma questo non è il punto, perché comunque se anche si verificassero come previsto dalla teoria, questo implicherebbero una improbabilità dell’ordine di grandezza di cui sopra.

      Scendendo dal livello emotivo o ingiustificatamente ottimistico, ad uno probabilistico ottento inserendo cioè la probabilità indicata da Wickramasinghe, la famosa equazione di Drake mostrerebbe la quasi totale improbabilità della presenza di vita su altri (per quanto innumerevoli) pianeti.

      • Ma caro Pennetta, io non ho detto che non esistono “stime”. Ho detto che sono completamente campate in aria. Per fare qualunque previsione del genere, oltre all’enorme numero di variabili, occorre tener presente che ci sono moltissime cose di cui non sappiamo. Ora che siano stati premi nobel, questo non significa che non possano aver detto due parole in libertà, o non significa che siano degni del premio. In fin dei conti pure Krugman è premio nobel…
        Esempio banale. Tutti i pianeti che conosciamo in cui esiste acqua liquida posseggono la vita. Si può addirittura sospettare che in un tempo sufficientemente lungo, tutti (100%) i pianeti con acqua liquidà sviluppino la vita. Ragion per cui ci si riduce a trovare quanti pianeti con acqua liquida esistono in giro per l’universo. E questa è una domanda da ridere, visto che conosciamo solo quelli del nostro sistema solare e solo adesso cominciamo a intravederne qualcuno extrasistema..

        • In sostanza mi sento di concordare con quanto lei dice, si figuri se per me il fatto di avere ricevuto un Nobel possa essere garanzia di qualcosa…

          Dico solo che da qualche dato, per quanto opinabile bisogna pur partire, e a parte questo, le due ipotesi che faccio sono valide proprio perché sono in alternativa tra loro:

          una volta ammesso che la vita sia un fenomeno diffuso nell’universo, o non vale neanche sulla Terra il meccanismo darwiniano che proprio Monod definiva per “caso e necessità”, o non vale la stessa fisica in ogni parte dell’universo.

          Oserei dire… “tertium non datur”!

  3. salve. io studierei molto più da vicino il fenomeno del vitalismo, della generazione spontanea e del pleomorfismo. per tutto l’Ottocento ci fu una grossa disputa scientifica che coinvolse gli scienziati ai più alti livelli. in Francia si vide l’opposizione di Pasteur a Bechamp e Pouchet. La zuffa con Pouchet venne risolta nientepopodimeno che da Napoleone III, protettore di Pasteur e capo della massoneria francese. in Inghilterra Pasteur venne difeso addirittura da Huxley. la protezione accordata da Huxley a Pasteur è evidentemente molto meno nota di quella accordata a Darwin. Huxley difese a spada tratta Pasteur da Charles Bastian, che come diversi altri scienziati dimostravano sperimentalmente un’altra microbiologia da quella di Pasteur che ha vinto e che ancora oggi ci viene proprinata all’università.
    la vittoria di Pasteur si sarebbe rivelata strategica come quella di Darwin, perchè gettò le basi per Big Pharma e per l’estromissione del concetto di energia e di fisica dalle scienze biologiche.
    OGGI LA BIOLOGIA E’ CONSIDERATA UN FATTO PURAMENTE CHIMICO. MEDICI E BIOLOGI SONO COMPLETAMENTE ALL’OSCURO DELLE LEGGI FISICHE CHE MOLTO PIU’ ACCURATAMENTE DANNO CONTO DI QUELLO CHE AVVIENE IN BIOLOGIA. MA SOLO TRAMITE QUESTA FORMA DI IGNORANZA SI PUO’ OTTENERE L’UTILE E IL DILETTEVOLE, cioè da una parte la vendita di enormi quantità di farmaci agli stati nazionali, con aumento del loro debito pubblico per favorirne il controllo, e dall’altra il controllo malthusiano delle masse. tramite la vendita e l’uso inconsapevole di farmaci sintetici è possibile ucciderne molti più che con la spada. è ufficiale ( vedi British Medical Journal ): dal 2008 l’avvelenamento da farmaci ha superato l’incidente automobilistico come prima causa di morte negli Stati Uniti.
    per questo discutere di cosa ha protetto Pasteur è importante tanto quanto discutere di cosa ha protetto Darwin.
    IL RECUPERO DELLA FISICA DA PARTE DI BIOLOGI E MEDICI STA A MONTE RISPETTO ALL’ARGOMENTO DELLA VITA SULLA TERRA O NELL’UNIVERSO. voi parlate del fenomeno della vita ma… come si aggregano le molecole organiche? e perchè? a queste domande non si può rispondere con la chimica, che è l’unica lingua che i biologi e i medici pensano di conoscere. se vi interessa l’argomento fate un fischio. un abbraccio

  4. alessandro giuliani on

    Ecco il fischio caro Andrea, un forte fischio alla pecorara. La biologia molecolare e la genetica vivono in un mondo in cui le pù elementari leggi della chimica-fisica sono sospese, just to name a few:

    1) come è possibile che avvengano dei pathway metabolici complessi come il ciclo di Krebs in una situazione puramente diffusiva in cui una molecola dovrebbe andare incontro per caso una dozzina di ‘incontri mirati’ con l’enzima giusto al momento giusto quando anche gli urti tri-atomici sono rarissimi ?
    (1° piccola risposta: il metabolismo deve avvenire in fase solida, l’organizzazione del citoscheletro ordina già gli enzimi nel corretto pattern, la forma è di importanza cruciale e viene ‘prima’, i geni non possono evolvere ognuno per conto suo..).

    2) come si ‘riconoscono’ e si ‘aggiustano’ tra loro nelle corrette interazioni in pochissimo tempo i residui aminoacidici di una proteina (paradosso di levinthal) ?
    (1° piccola risposta: esistono delle ‘forme preferite’ che guidano il folding in maniera parallela e globale e non per puri urti casuali)

    potremmo continuare a lungo ma il succo è tutto lì: la biologia si è distaccata dalla concretezza della sua base chimico-fisica….

    • carissimo,
      sono davvero emozionato dal tuo fischio alla pecorara. purtroppo siamo in pochissimi a renderci conto di quanto hai scritto. l’ignoranza basica e crassa della fisica impedisce al biologi/medici persino di far arrivare alla coscienza da dove parta il problema e la sua soluzione. come spiegare a uno che non sa che esiste il concetto di campo magnetico, e che usi solo gli occhi come metro di misura, il disporsi ordinato della limatura di spazio in certe regioni dello spazio che, appunto, ospitano quel fenomeno? non potrà che negare il fenomeno anche vedendolo oppure rinunciare alla possibilità di darsi una spiegazione.
      però noi siamo scienziati… non dovremmo rinunciare a darci una spiegazione di un fenomeno noto a tutti… abbiamo la chimica come metro di misura, e allora giù considerazioni chimico-filosofiche… quante sciocchezze !!!
      chi invece si occupa di scienza applicata, come il sottoscritto (sono medico dentista), assiste a un fenomeno socioculturale diverso: l’assoluta sospensione della ricerca di una risposta. faccio un esempio nel mio campo: i dentisti non sanno perchè i denti si ammalano. le possibili risposte che hanno dai tempi di Pasteur (da lì è cominciata la mia ricerca), si sono rivelate insufficienti già dagli anni 20 del novecento. i miei colleghi sono all’oscuro di tutto perchè, opportunamente, all’università non si insegna la storia della medicina. oggi l’unica cosa di cui si parla nelle nostre riviste di settore è come sostituire i denti che si perdono. I DENTISTI HANNO COMPLETAMENTE RINUNCIATO A CAPIRE IL PERCHE’ DELLE MALATTIE CHE TRATTANO; HANNO COMPLETAMENTE RINUNCIATO, DUNQUE, ALLA PREVENZIONE PRIMARIA; SI OCCUPANO SOLO DI SOSTITUZIONE DEI PEZZI. SONO SOLO DEI MECCANICI.
      ma basta parlare delle piccolezze della mia categoria. hai sollevato quesiti importanti e ti rispondo per quello che so.
      fino agli anni 30 (come al solito, entro e non oltre la seconda guerra mondiale, che personalmente considero lo spartiacque nelle scienze biologiche, come la fine dell’ottocento lo fu per le scienze fisiche), esisteva la figura dello specialista di transizione tra la fisica e la chimica. personaggi come Stefane Leduc, Auguste Lumiere, M. Herrera ecc. sapevano che per capire gli organismi viventi è necessario conoscere la fisica dei colloidi. un piccolo estratto dal libro “the mechanism of life” di leduc:”In 1904, Professor Dubois of Lyons presented a report to the Society of Biology on his interesting experiments on mineral cytogenesis. The same year he gave a discourse at the university of Lyons on “The Creation of Living Beings,” which has been published by A. Storck of Lyons.
      One of the most active of the modern morphogenists is Professor Herrera of Mexico, whose work is illustrated in the _Atlas de Plasmogenie_ by Dr. Jules Felix of Brussels, one of the most enthusiastic disciples of the new science… A bibliography of the works which have appeared on this subject may be found in the book of Professor Rhumbler of Goettingen, _Aus dem Lueckengebiete zwischen Organischer und Anorganischer Materie_, 1906. In 1907, Dr. Luiz Razetti of Carracas published a magnificent study of the subject under the title _Que es la vida_. In 1907, Dr. Martin Kuckuck of St. Petersburg repeated and extended the experiments of R. Dubois, and published his results under the title _Archigonia, Generatio Spontanea_, Leipzig, Ambrosius Barth.
      Butler Burke of Cambridge has also made a series of experiments with radium and barium salts analogous to those of Dubois.
      In 1909, Albert and Alexandre Mary of Beauvais published {122} an interesting study of this question under the title _Etudes experimentales sur la generation primitive_, published by Jules Rousset.”

      come si vede da un estratto di un libro degli inizi del novecento, l’interesse su questo campo era molto ampio. questi autori si dice vennero sorpassati. il fatto che non conoscessero l’esistenza del DNA non ha impedito loro di definire un quadro della vita più completo di quello che abbiamo oggi.
      insomma ci fu un periodo in cui, giocando con la fisica dei sistemi colloidali, riuscivano a riprodurre le cellule e i loro meccanismi dinamici ! questo mi ha convinto ad andare avanti nella mia ricerca.
      con grande fatica ho recuperato diversi libri di un altro grande indagatore della transizione chimico fisica,J.E.R. Mcdonagh, attivo in gran bretagna.
      SONO ARRIVATO ALLA CONCLUSIONE CHE NON SI POSSONO CAPIRE I FENOMENI BIOLOGICI SENZA LA CONOSCENZA DEI CONCETTI DI SISTEMA COLLOIDALE E, SOPRATTUTTO, DI CAMPO. CIO’ PORTA ALLA MORFOGENESI INTESA NON SOLO ALLA SHELDRAKE, MA ANCHE, più o meno consapevolmente, ALLA LIMA DE FARIA. E PER QUESTO E’ NECESSARIO AFFACCIARSI ALLA FISICA DEI VORTICI, per scoprire un modo diverso ma per noi davvero interattivo di atomo.
      detto tutto questo, leggiti il libro del Prof. Konstantin Meyl “Scalar Waves”. lo sforzo sarà ben ripagato. perchè ci si può così affacciare al concetto di organismo vivente come antenna che capta i segnali fisici che ci collegano all’universo, con cui e in cui viviamo. ho cercato di condensare studi che risalgono al 1998. ho fatto quel che ho potuto per farmi capire, ma posso essere più chiaro, se serve.

      • aggiungo ancora qualcosa, caro alessandro. fortunatamente sono anche agopuntore e ho potuto confrontarmi con l’effetto di quello che viene chiamato in molti modi. i cinesi lo chiamavano qi. in occidente il fenomeno, che può essere chiamato energia propria della materia vivente, è stato “riscoperto” ad esempio in antroposofia ( e non solo ) col termine di campo o corpo eterico o vitale. è ciò che differenzia il mondo minerale da quello anzitutto vegetale.
        in ogni caso senza il concetto di campo che pervade la materia allo stato colloidale non si può comprendere il fenomeno vita. con la chimica applicata all’informatica e alla genetica, come si tenta di fare nella rinata biologia sintetica, non si potrà andare lontano. perchè la chimica può spiegare il solo mondo minerale. E’ COME VOLER DAR CONTO DI FENOMENI CHE RICHIEDONO IL CALCOLO INFINITESIMALE AVENDO COME STRUMENTI IL SOLO TEOREMA DI PITAGORA… NON SI PUO’ COSTRUIRE UN CIRCUITO INTEGRATO SOLO CON CACCIAVITE E MARTELLO !!! ai biologi/medici mancano gli strumenti. e manca anche l’umiltà e la determinazione per cercarli e per avvicinarsi a concetti scomodi o eretici per raggiungere il loro scopo

        • Condivido in parte ,però non sul Ki o altre cose,quelli sono concetti pericolosi per la scienza e non solo,è grazie a certe cose che poi si arriva ad aderire a scioccheze come l’alimentazione pranica o similari..

          La biologia sintetica può trovare anche applicazioni utilei per il miglioramento della vita ma da molto da riflettere su bioetica,sicurezza umana,e rischia di sfociare in un transumanesimo e a favore di una selezione dettata dall’eugenetica.
          Ha diversi risvolti sociali moto importanti e delicati.

          Alessandro Giuliani ha dato un ottima risposta,la domanda è Dott.Di Chiara ,e se invece la vita non si genereasse dal caso?Se non vi fosse una soluzione olistica al problema?
          Smuts ne parlò così,fu un capostipite di questa visione:
          ..la tendenza, in natura, a formare interi che sono più grandi della somma delle parti attraverso l’evoluzione creativa».

          Ed è una corrente di pensiero che trova adesioni fra alcuni evoluzionisti,esempio il proff.Roberto Fondi.

          Questo approccio però ha radici proprio nella filosofia orientale,indiana,come appunto le cose di cui parlava in apertura del suo commento ed entrambe si rifanno a culti mistericoi di stampo new-age.
          Lei è anche agopuntore ha detto conoscerà anche altre pratiche come l’ayurvetica etc..hanno riscntrato in più studi di avere l’equivalenza di un placebo.
          Sono tutte cose che trovano radice nella cultura misterico occultistica new-age proprie di una determinata ideologia e quello che ne deriva non è quindi frutto di un approccio scientifico.
          Non hanno nulla a che vedere con la scienza.
          Quindi su questo appoggio il buon Piero.

  5. Pingback: Critica Scientifica – di Enzo Pennetta » Blog Archive » 2012 Odissea nello spazio – “UFO”, New Age e satanismo

    • io non parlo più di scienza perchè è una parola troppo abusata e in genere utilizzata da gente che pensa di saperne più degli altri. io sono un funzionalista e credo solo in quello che funziona. sono agopuntore unicamente perchè l’agopuntura è efficace molto facilmente in situazioni dove altro non funziona.
      il ki è un concetto pratico per spiegare il perchè di certi fenomeni.
      l’effetto placebo converrebbe studiarlo di più invece di additarlo come la pietra di paragone per ciò che è illusorio, se grazie all’effetto placebo anche una sola persona fosse capace di liberarsi da gravi angustie di qualunque tipo…
      tutti gli orientali sono funzionalisti. se la new age ha utilizzato loro concetti pratici, indiani e cinesi non possono farci niente, e infatti seraficamente neè se la prendono nè ringraziano.
      è evidente che tutto quello che vediamo non è stato generato dal caso.
      qualsiasi approccio non può che essere parziale visto che è sempre il prodotto di una cultura che emerge in un certo luogo e in un certo periodo storico.
      non conviene però gettare il bambino insieme all’acqua sporca. non si può spiegare non dico un animale, ma nemmeno un vegetale partendo dalla sola vile materia. con la quale, tra l’altro, la scienza di qui alcuni parlano ha le sue difficoltà persino a spiegare il minerale, cioè l’inorganico.
      possiamo opporci per antipatia personale a chi volete: agopuntori, satanisti, new age, preti, fascisti, comunisti ecc. ma il funzionalista avrà sempre qqualcosa da imparare da chiunque. se infatti questi individui anche abominevoli fossero interamente non dico cattivi ma inutili, semplicemente, non esisterebbero.
      un abbraccio a tutti, perfino a quello che capisce tante cose dal fatto che sono agopuntore… ma io mi rivolgevo ad alessandro giuliani con cui spero ancora di scambiare quattro chiacchiere.

        • Pietro, lascia perdere: il funzionalista accetterà qualunque ipotesi, senza vederne il discrimine perché non lo indagherà mai, tanto “basta che funzioni”. Ci sarà un motivo se la scienza è nata in occidente mentre in oriente sono rimasti ai cataplasmi.

          • Ma il bello e’ che il “Ki” o “Chi” o “Ci” che dir si voglia NON FUNZIONA.
            E’ una balla grossa come una mongolfiera!

  6. A proposito del nobel Crick.
    Se non erro fu uno dei fautori non solo della panspermia,ma addirittura della ‘panspermia guidata’,ovvero un inseminazione fatta non dal caso ma da una civiltà aliena.
    Infatti secondo la teoria evolutiva la Terra sarebbe diventata abitabile 4 miliardi di anni fa.
    E i più antichi batteri risalirebbero a 3,9 miliardi di anni fa.
    Quindi come ha fatto la materia inanimata a trasformarsi in materia vivente in “soli” 100 milioni di anni?
    Poi però sempre se non erro Crick una decina di anni più tardi optò invece per la panspermia non guidata per poi invece sempre se non erro ‘ritrattare’ valutando che le sue sarebbero state posizioni troppo pessimiste e scrisse “Anticipating an RNA world. Some past speculations on the origin of life: where are they today?”.
    Quindi di fatto sugli extraterrestri e sulla vita aliena anche il nobel ha fatto un passo indietro per una soluzione più ‘olistica’,è tornato al buon vecchio neo-darwinismo,della serie “casa mia casa mia pur piccina che tu sia tu per me sei una badia.”

    • Michele Forastiere on

      Caro Leonetto, si tratta veramente di un martellamento continuo, volto a convincere il maggior numero possibile di persone delle tesi più disparate (dalla vita extraterrestre all’evoluzione darwiniana, dall’illusorietà del libero arbitrio al multiverso…). Si nota, mi pare, un solo grande fattore in comune: indurre a credere che il materialismo sia definitivamente provato dalla scienza. A questo fine, qualunque teoria va bene, anche se in contraddizione con altre, ugualmente sostenute a spada tratta…
      Dell’articolo che lei segnala mi conforta almeno la conclusione, che lascia onestamente in sospeso la questione: “La Terra primordiale fu soggetta a intensi bombardamenti da parte di comete e asteroidi che possono [grassetto mio] aver portato sul nostro pianeta molti composti organici di origine stellare. Se poi questo materiale abbia giocato o meno un ruolo fondamentale nella nascita della vita sulla Terra rimane ancora una domanda aperta sotto molti aspetti [grassetto mio]”. E’ indubbiamente vero, però, che il senso complessivo dell’articolo appare essere quello di suggerire (in modo quasi subliminale) che la vita sia veramente arrivata dallo spazio.
      Cordiali saluti!

      • Quel “possono” e le altre formule dubitative possono anche sembrare un tentativo di mettere il piede in due staffe. Della serie, “cado sempre in piedi”.

      • “Si nota, mi pare, un solo grande fattore in comune: indurre a credere che il materialismo sia definitivamente provato dalla scienza.”

        L’ho sottolineato anche io più volte più o meno argomentativamente, e non solo in questa sede,di fatto si crea nell’incoscio delle persone che l’ateismo non sia un credo e che un qualsivoglia cred sia una favola per adulti e bambini..non posso che non concordare quindi con questo suo parere.

        Inoltre proff.Forastiere non so se ha notato l’articolo su Focus e su altri siti-giornali-riviste e qurello ‘originale’ di nature..
        c’è una gran differenza…
        http://www.nature.com/nature/journal/v479/n7371/abs/nature10542.html
        Hanno presente cosa sia un “amorphous organic solids with a mixed aromatic–aliphatic structure”?
        Al di la della ‘trappola fredda di Miller’,anche non considerandola, è più o meno dire che aver provato la formazione di amminoacidi, determini la possibilità di formazione di forme di vita complesse,cosa che ammette più di un ‘?’…

        “si tratta veramente di un martellamento continuo, volto a convincere il maggior numero possibile di persone delle tesi più disparate (dalla vita extraterrestre all’evoluzione darwiniana, dall’illusorietà del libero arbitrio al multiverso…).”

        Fra l’altro complimenti per il suo articolo sul libero arbitrio ,molto bello.Leggevo giusto qualche giorno fa circa l’AVPR1A…
        Comunque è veramente un martellamento continuo.
        Un “vota antonio vota antonio costantemente nell’orecchio di tutti”

        “E’ indubbiamente vero, però, che il senso complessivo dell’articolo appare essere quello di suggerire (in modo quasi subliminale) che la vita sia veramente arrivata dallo spazio.”

        Si,detta così, è decisamnte propaganda che sia n mala o buona fede quello è il risultato

        “Quel “possono” e le altre formule dubitative possono anche sembrare un tentativo di mettere il piede in due staffe. Della serie, “cado sempre in piedi”.”

        Un possono se ‘giocato bene’ porta anche fondi..