Celebrare S. J. Gould, o nasconderlo?

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Stephen Jay Gould

Nel decennale della scomparsa del grande paleontologo si moltiplicano le celebrazioni, ma di una parte importante del suo lavoro non si trova traccia.

 

Un parte per alcuni scomoda, da tenere nascosta.

 

Il 2012 è il decimo anniversario della morte di Stephen Jay Gould, la ricorrenza verrà celebrata con numerose iniziative, ma la sensazione è che una parte importante del lavoro di Gould non troverà il dovuto spazio. Il grande paleontologo infatti affiancò agli importanti contributi in campo scientifico quelli sulle degenerazioni della scienza e sulla non conflittualità tra pensiero scientifico e religioso, nota come teoria dei NOMA (Non Overlapping Magisteria) cioè dei Magisteri Non Sovrapposti, riferendosi proprio ai campi di pertinenza della scienza e della Fede, ma come dicevamo di questo sembra che non se ne parlerà.

Almeno questo è quanto emerge da quanto si può leggere riguardo alle varie iniziative, a cominciare da quella organizzata con grande dispiego di mezzi dall‘Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, che dal 10 al 12 maggio 2012 organizzerà un meeting internazionale intitolato Stephen J. Gould’s Legacy: Nature, History, Society, al quale parteciperanno alcuni dei nomi più conosciuti dell’evoluzionismo, da Niles Eldredge dell’American Museum of Natural History di  New York a Richard C. Lewontin dell’Harvard University, da Elisabeth S. Vrba della Yale University, a Ian Tattersall dell’American Museum of Natural History di New York.

Scorrendo il programma della manifestazione non si trovano riferimenti alle idee di Gould sui Magisteri Non Sovrapposti o sulle sue critiche alle degenerazioni della scienza, non si può certo escludere che nel corso del meeting se ne parlerà, ma dalla presentazione dello stesso ciò non emerge.

Anche da parte del portale dell’evoluzione Pikaia non sono mancati generosi riferimenti al decennale della scomparsa di S. J. Gould, tra le iniziative segnaliamo per originalità quella relativa all’istituzione di un sondaggio sui suoi saggi migliori “The best of Stephen Jay Gould“. Nel sondaggio sono inclusi i lavori di Gould nei quali si possono trovare raccolte di saggi che vanno singolarmente votati, una scelta legittima, ma che esclude alcune delle opere più significative del pensiero del grande scienziato, e cioè proprio di quelle opere che trattano le distorsioni della scienza e il rapporto tra scienza e fede.

A parziale compensazione di questa mancanza provvediamo a segnalare le opere “dimenticate” di S. J. Gould.

Iniziamo con “I pilastri del tempo“, Il Saggiatore,  proprio il libro con il quale viene proposta l’idea dei NOMA, come si può leggere dalla nota di presentazione del libro:

A partire dal Rinascimento, il divario tra le costanti scoperte scientifiche e gli insegnamenti della religione si è apparentemente ampliato fino a culminare nella pubblicazione dell'”Origine delle specie” di Darwin, che sembrava opporsi nettamente agli insegnamenti biblici. Secondo l’autore questa contrapposizione così netta, che si è trascinata fino a oggi, è in realtà facilmente risolvibile. E’ possibile far coesistere pacificamente queste due forze fondamentali della nostra epoca, stabilendo i pieni poteri di ciascuna in ambiti ben distinti: la scienza all’interno del mondo naturale e fisico, la religione nell’ambito morale e spirituale.

Il libro in cui vengono invece mostrati gli errori e le strumentalizzazioni della scienza è invece “Intelligenza e pregiudizio“, Il Saggiatore:

La scienza non è sempre stata imparziale e in passato ha abbracciato, talvolta rafforzandoli, stereotipi razziali e sociali. Per secoli gli scienziati hanno classificato gli esseri umani in base alle caratteristiche fisiche e, soprattutto, intellettuali: ci sono uomini intelligenti e non, razze intelligenti e non, ceti sociali e lavori degni solo di chi è intelligente. Stephen Jay Gould ripercorre la storia del razzismo scientifico e dei goffi tentativi di calcolare quell’entità sfuggente che è l’intelligenza. Fin dalla sua prima edizione “Intelligenza e pregiudizio” è stato accolto come una risposta sferzante a tutti coloro che hanno catalogato gli individui e le razze in base a presunte capacità intellettuali innate.

Ma al di là delle motivazioni che possono aver portato a “dimenticare” questi lavori di S. J. Gould, è un dato di fatto che essi non sono molto graditi in ambito darwinista e che quindi non vengano proposti volentieri. Vediamo infatti cosa viene detto di questi due libri in “La sopravvivenza del più adatto di Kim Sterelny“, di Raffaello Cortina. Dalla prefazione del prof. T. Pievani leggiamo:

Anche in uno dei suoi testi meno fortunati, I pilastri del tempo, Gould invoca il classico argomento epistemologico della doppia verità, scientifica e morale…

Se fosse possibile fare una domanda vorremmo sapere per quale motivo, I pilastri del tempo, sarebbe da considerare uno dei testi meno fortunati di Gould, ma probabilmente resteremo senza risposta.

Riguardo invece al libro “Intelligenza e pregiudizio”, è Kim Sterelny a spiegare come stanno le cose:

…quando le questioni scientifiche sono troppo rilevanti per affari sociali e politici, troppo spesso questi interessi socioculturali conducono a cattiva scienza, a pseudoscienza, a scienza razzista e sessista. Intelligenza e pregiudizio, è il più noto saggio di Gould su questi temi. In esso egli tende a mostrare come un particolare contesto ideologico spinga ad una valutazione deformata e distorta dell’evidenza scientifica sulla differenza umana. Dunque un netto contrasto tra Dawkins e Gould verte sull’applicazione della scienza in generale, e della biologia dell’evoluzione in particolare, alla nostra specie.

[…]

E’ giunta l’ora che io stesso metta le mie carte in tavola. Ho idee che sono molto più vicine a quelle di Dawkins che a quelle di Gould.

Insomma, sembra propri che ci sia una gran voglia di celebrare Stephan Jay Gould, ma anche di nascondere quelle parti del suo pensiero che risultano scomode.

Ma questo significherebbe rinunciare a fare una vera celebrazione di una grande figura della scienza e della cultura in generale.

Se non verranno messi in luce tutti  risvolti del pensiero di Gould, si assisterà a qualcosa di ben diverso: ad un’appropriazione.

 

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

27 commenti

  1. A proposito di questo, si ricorda prof. lo spregiudicato articolo di Corbellini sul Sole 24 Ore che le postai il mese scorso, risalente al 2006?

    “Charles superstar, ma non è una fede”

    Da un pezzo dell’articolo, si potrebbe ricavare un esercizio di logica: trovare l’errore concettuale nella seguente frase.

    “Ma per primi alcuni filosofi, come James Rachels e Peter Singer, hanno rilevato la contraddittorietà delle argomentazioni di Gould. Mostrando che, di fatto, il darwinismo mette indiscutibilmente in crisi i contenuti delle religioni.”

    Sono impaziente di scoprire quanto spazio dedicherà il giornale scientista per eccellenza a Gould, ma se questi sono gli articolisti, credo che assisteremo o ad una silenziosa damnatio memoriae, oppure ad un ridimensionamento significativo della sua figura.

    • Enzo Pennetta on

      Opto per la seconda ipotesi.

      Riguardo all’articolo che mi hai segnalato, si tratta di un pezzo di propaganda o poco più.

      comunque Gould è un personaggio troppo superiore alla totalità dei suoi colleghi attualmente attivi e non è possibile nasconderlo, come dicevo, è meglio appropriarsene assumendo un atteggiamento di benevola “sopportazione” verso le sue idee non ortodosse.

    • che poi,tutto ciò mi porterebbe a riflettere,nuovamente,su una certa cosa,ovvero,sul perchè un neodarwinista sia neodarwinista.
      Fra coloro che contestano il neodarwinismo come dice Alessandro Giuliani “c’è un po’ di tutto la fuori”,ma ciò che reputo interessante è impèortante è che la critica che riconosco avviene perchè si vuole contestarne l’inefficacia,la fallacia e la non scientificità.

      Ma,dall’altra parte,mi è difficile comprendere perchè qualcuno è invece neodarwinista.Supponendo chiaramente che non lo sia per motivi ideologici…
      Escludo quelli che non conoscono la teoria o la conoscono male o credono di conoscerla ma non la conoscono,quindi chi trova ragione alla biston Betularnia,il moscerino della frutta,la specie biologica identica alla specie in senso della tde,haeckel,l’evoluzione del cavallo,Lenski come prova dell’evoluzione,i fossili che testimoniano l’evoluzione neodarwiniana etc etc..
      Tolti quindi anche chi fatica a far distinzione fra costruire e rompere,fra aggiungere e sottrarre,fra aggiungere de nuovo oe riutilizzare diversamente ciò che sia ha già..
      Quel che rimane sembrerebbe essere l’attaccamento al neodarwinismo per le ‘omologie’varie e ai vari livelli..
      Che però non apare essere ne prova corroborante ne uno strumento utile per determinare la falsificabilità della teoria,al più qualcosa invece legato si a questa ma consequenzialmente e a livello di implicazione,utile più ad apporre modifiche alla teoria pur non intaccando il cuore di essa…
      Perciò invece di domandarsi perchè qualcuno si oppone al neodarwinismo,cosa legittima da chiedersi ma che si riassume nelle due righie in cima a questo mio post,forse sarebbe interessante capire le motivazioni di chi invece difende il paradigma…

  2. A mio parere e ad un’analisi attenta, i NOMA si rivelano inefficaci e improponibili.

    • Buonasera marta,
      quello che dici più o meno è la stessa cosa che appare nell’articolo di Corbellini, il vantaggio però è che a te posso chiedere i motivi delle tue conclusioni…

      • Anche se le scienze naturali non si occupano direttamente di questioni filosofiche e teologiche, le scoperte scientifiche finiscono inevitabilmente per sovrapporsi a campi che tradizionalmente concernono la riflessione filosofica e teologica. Gli studi delle neuroscienze, per esempio: quelli di Benjamin Libet, mostrano l’implausibilità di alcune posizioni sul libero arbitrio. La teologia non può ignorare queste scoperte e qui la scienza si trova ad essere legittimamente sovrapposta a tematiche di tipo teologico o filosofico.
        Vorrei domandare perché la scienza non dovrebbe avere nulla da dire su queste questioni e perché mai la teologia dovrebbe riuscirci meglio. Come diceva Popper, se anche la scienza non può dirci molto sull’insondabile, non è che la teologia ci riesca meglio. La teologia è vuota e i NOMA sono un miraggio.

        • Il punto in verità è abbastanza
          semplice…
          In verità bisogna distinguere fra i vari credo e le varie religioni,non tutte sono “scientifically correct”.
          Però diverse fedi lo sono.
          E su questo bene o male chi più chi meno,da una parte e dall’altra lo accettano..ognuno poi ha suoi criteri per credere a una cosa piuttosto che il non farlo.

          Ma ciò che maggiormente è confuso è il rapporto fra neodarwinismo e fede.
          In verità sbagliano su questa cosa la maggior parte di fedeli e di non credenti..

          Che piaccia o non piaccia il neodarwinismo per com’è non trova spazio per alcun Dio rivelatosi (se non qualcosa proveniente da culti orientali o ad eventuali ‘interpretazioni cattoliche’che vertono sull’impossibilità materialistica di spiegare lo spirituale,per dirla brutalmente)ma al più per un Dio “non identificato/abile.”
          Un po’ si vede anche dal video, e dalle opere degli intervistati in quel video,linkato qua da Forastiere:

          http://www.enzopennetta.it/wordpress/2012/03/quasi-quasi-mi-converto-ma-anche-no-storia-di-una-mancata-ri-conversione/

          (discorso analogo vale anche per l’abiogenesi,che in questo caso inglobo nel neodarwinismo,perchè comunque di fatto non si capisce bene se sia ufficialmente assioma indiscusso di partenza o parte alla pari delle altre della teoria..)

          Il punto è che ciò alla critica del neodarwinismo non frega nulla..
          Per il semplice fatto che essa avviene su un piano diverso.
          Non ho visto,letto,ascoltato nelle critiche al neodarwinismo dire:”E’ falso perchè Dio ha detto e fatto così e così.Basta.Punto.”come vorrebbero anche far passare alcuni neodarwinisti..
          Ho visto solo una critica scientifica ad esso,le implicazioni che si hanno o non si hanno in materia di fede possono portare a riflessioni,discussioni,quello che si vuole,ma riguardano qualcosa a posteriori,o comunque su un altro piano.

          Si sta parlando di neodarwinismo, non di evoluzione in senso generale come susseguirsi di specie,la cui cosa porta ad altre ancora discussioni e riflessioni…sempre non direttamente collegate alla critica al neodarwinismo..
          Ora,Gould sostiene (Non-overlapping magisteria (NOMA)) il “Principio dei Magisteri Non Sovrapposti”, che suppone che religione e scienza siano compatibili, in quanto esse si occuperebbero di due piani differenti (due magisteri) non sovrapponibili.
          Questo come ho detto è vero,anche perchè appunto come ho avuto modo già di osservare in altri commenti in altri articoli vi è differenza fra ciò che si discute nell’ambito della scienza galileiana e ciò che invece è oggetto di dibattito nel campo della storia naturale..
          L’unica eccezione sembrerebbe essere il neodarwinismo che ,però,non è scienza quindi in realtà non c’è neanche l’eccezione..
          Il punto quindi è intanto capire di quale fede,di quale religione si sta parlando e di cosa si va ad intendere con scienza.
          Se si fanno le cose in modo corretto penso che si dovrebbe avere di fronte uno scenario molto simile a quello descritto in questo mio post..

          Quindi James Rachels e Peter Singer, che hanno rilevato contraddittorietà nelle argomentazioni di Gould, dicono bene,se si guardano le cose in un certo modo, ma sbagliano nella realtà dei fatti..perchè il discorso di Gould è a carattere generale.

          Ma importantissimo è togliersi dalla testa che la critica al neodarwinismo avvenga PER motivazioni religiose,se poi la fede di qualcuno,molti,tutti quelli che lo criticano andasse contro il neodarwinismo anch’essa sarebbe un’altra faccenda,l’importante è che ciò non avviene per quel motivo e comunque non nella globalità della critica.
          E non solo,cosa ancor più importante è che nella critica si fa riferimento solo a contestazioni,riflessioni,osservazioni e critiche di carattere scientifico.

          P.S.
          Qua una tesi sull’approccio neo-darwinsta di Gould,proposta in una tesi di Filosofia..

          http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Archivi/Pikaia/ALL/0000/197A.pdf

          P.P.S.
          L’articolo citato da Daphnos è questo:
          http://mobile.ilsole24ore.com/sole24orem/post/99?url=AaHSYPqE

        • alessandro giuliani on

          Cara Marta,

          i lavori fMRI su fede, libero arbitrio ecc. sono pseudoscienza, sono così infarciti di errori metodologici da far paura. Poi sinceramente quando tu parli di libero arbitrio, del tuo libero arbitrio, credo che tu ti riferisca a decisioni meditate e non se pigiare un bottone a destra o a sinistra dove la decisione è nulla…comunque mi fa piacere farti leggere questa cosa di Giorgio Israel..proprio per non farti scippare della tua libertà

          http://gisrael.blogspot.it/

        • In realtà i NOMA furono inventati dal Cardinale Cesare Baronio quando affermò che “la fede insegna come si va in cielo, non come vanno le cose in cielo”, riferendosi alla disputa sulla teoria copernicana.

          O se vogliamo, la religione si occupa dei “perché” intesi come cause finali aristoteliche, mentre la scienza dei “perché” intesi come cause efficienti, quindi non si ha conflitto a meno che qualcuno non invada la sfera d’azione dell’altro.
          Questo ultimamente sta avvenendo praticamente a senso unico (http://www.enzopennetta.it/wordpress/2012/02/pikaia-uaar-connection/ , http://www.enzopennetta.it/wordpress/2012/03/uaar-il-grande-burattinaio-dei-darwin-day/ ).

          Per quanto riguarda il libero arbitrio riporto la parte finale dell’arrticolo di Giorgio Israel, segnalato da Alessandro:
          “Ma la pressione del riduzionismo scientista è tale che termini come “libero arbitrio”, “libertà”, “persona” e “dignità della persona” sono visti come relitti di un passato oscurantista. Eppure la fragilità di queste costruzioni pseudoscientifiche non giustifica alcuna soggezione nei loro confronti e tantomeno l’accettare che tutta la conoscenza venga assoggettata al prefisso “neuro-”. È vergognoso dirsi spiritualisti? In verità, per un religioso, che crede in un Dio creatore diverso da un Giove tonante, e che crede che l’uomo porti in sé una scintilla dello spirito divino, non dirsi tale è negare sé stesso. E non esistono scoperte scientifiche che dimostrino la metafisica materialista. Occorre avere il coraggio di dirlo. Anche per il bene della scienza.”

  3. Come per il Darwin Day è sicuramente facile notare come in queste occasioni si dica di ricordare una persona e le sue idee,però portando l’attenzione su una particolare opera ,ricordando dell’artista che la firma..
    Per qualcuno questo potrebbe anche andare bene,sicuramente con ‘personalità’ come Gould o anche Darwin questo sistema certamente è mancante,e la mancanza sembra essere di proposito,si vuole ricordare l’opera perchè essa importa al paradigma principale,generalmente parlando..Fra le altre cose se non erro la teoria degli equilibri punteggiati venne proposta da un ‘giovane’ Gould..no?
    Fra l’altro subì critiche abbastanza pesanti,pur riconoscendone un grande e valente scrittore di divulgazione scientifica e buon docente,si disse che dava una brutta immagine,quantomeno sbagliata del neo-darwinismo ai profani…(non da tutti i biologi,paleontologi,zoologi questo ma se ne posson leggere diversi..)
    Per fortuna che un certo Dawkins disse(parafrasandolo) che sebbene la teoria degli equilibri fosse di un certo peso per la biologia essa andava semplicemente modificando il neo-Darwinismo in un modo che era assolutamente compatibile con ciò che era già noto prima.

    Di fatto a voler proprio vedere bene pare che tutto Gould fosse in verità ‘scomodo’…

    A me,viste anche le recenti discussioni e i recenti articol su CS verebbe da richiamare l’attenzione su ciò che Gould pensava della cladistica…

    • Personalmente mi sembra che i giovani Gould ed Eldredge fossero molto più rivoluzionari e che in seguito siano approdati a più miti consigli forse per due motivi:

      -aver legato l’evoluzione alla teoria di Darwin

      -avere almeno qualche possibilità di non essere emarginati e poter comunque avere qualche possibilità di vedere riconosciute le loro idee (la frase di Dawkins che citi ne sarebbe una conferma).

      Resta il fatto che è comunque una bella forzatura chiamare “graduale” l’evoluzione degli equilibri punteggiati, e che i limitati tempi in cui la macroevoluzione dovrebbe verificarsi rende ancora più problematico accettare il meccanismo per “caso e necessità”.

  4. Chiedo scusa per la mia assenza, ma tra ieri e oggi mi trovavo a Siena per una gita di primavera.

    Comunque, a mio parere, l’errore di Corbellini si potrebbe forse classificare come il tentativo di falsificare un concetto attraverso la falsificazione del suo tentativo di giustificazione.

    Come dire: “Dio esiste poiché permette il miracolo del sangue di San Gennaro”; “ma in realtà non avviene nessun miracolo!”; quindi “Dio non esiste”.

    Oggetto dell’esempio a parte, è un giochetto paralogico che pare diventato un cavallo di battaglia del nemico delle religioni. Nell’articolo che segnalavo viene ripetuto almeno 2-3 volte.

    Non credo ci sia alcun problema particolare per i sostenitori della compatibilità di scienza e religione, a parte la pulce nell’orecchio che puntualmente qualcuno mette al lettore, da Corbellini a Dawkins, da Pievani a Marta. Anche perché ancora non ho compreso bene quale sia la contraddizione di Gould: c’è chi parla di “testo meno fortunato”, chi di “salti mortali dialettici”, chi di “posizioni inefficaci ed improponibili”, ma perché mai certe frasi di Gould risultano così antipatiche da doversi ridurre ad attaccarle con la strategia delle immagini accattivanti e della retorica autoreferenziale?

    • Enzo Pennetta on

      Bentornato Daphnos, ottima l’idea di una gita a Siena!

      Nel tuo intervento dici:
      “ma perché mai certe frasi di Gould risultano così antipatiche da doversi ridurre ad attaccarle con la strategia delle immagini accattivanti e della retorica autoreferenziale?”

      Immagino si tratti di una domanda retorica, infatti sul perché le affermazioni di Gould risultino così “antipatiche” un’idea ce l’avrei, e credo che ce l’abbia anche tu…

      • Certo che è una domanda retorica! Nello specifico mi domandavo perché ne’ nel God Delusion, ne’ negli articoli di Pievani e Corbellini si citassero i punti contraddittori del libro di Gould, ma si cercasse di bollarli come non significativi senza farli conoscere.

  5. alessandro giuliani on

    ..comunque il sangue di San Gennaro che si liquefa è ancora un mistero..io propendo per il miracolo…

  6. Alessandro Giuliani on

    Ho passato ‘a nuttata’ ..niente CICAP fortunatamente….