Darwinismo e cambiamenti climatici, un binomio sospetto

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Negli USA è operante la NCSE, un’organizzazione “no profit” per “informare stampa e pubblico sugli aspetti scientifici ed educativi che riguardano l’insegnamento dell’evoluzione e dei cambiamenti climatici”.

 

La strana associazione tra darwinismo e teoria del global warming antropico viene ancora una volta confermata, ma solo una cosa unisce i due argomenti: la politica malthusiana.

 

Sul sito del NCSE (National Center for Science Education) viene presentata la finalità del Centro con le seguenti parole:

“NCSE procura informazioni e consigli come primo istituto dedicato a mantenere l’evoluzione e i cambiamenti climatici nelle classi di scienze e a tenere fuori i creazionisti e i negazionisti del cambiamento climatico”

Già da queste poche righe riusciamo a scorgere un’impostazione tutt’altro che corretta delle questioni affrontate. Chi ci segue da un po’ di tempo non avrà infatti avuto alcuna difficoltà ad identificare due errori contenuti nella frase, due errori che non sono frutto di una svista ma che sono consapevolmente ripetuti per alterare i termini del confronto.

Il primo falso dilemma è quello tra evoluzione e creazionisti, come abbiamo più volte ripetuto su queste pagine infatti si tratta di un modo errato di porre la questione, un errore del quale negli USA sono corresponsabili sia gli evoluzionisti che alcuni esponenti religiosi che alimentano lo scontro ignorando il fatto che religione e scienza non si occupano dello stesso argomento: alla religione competono i “perché“, alla scienza i “come“. Se solo questa distinzione fosse chiara non si porrebbe più il problema dell’opposizione tra scienza e fede. Quello che si dovrebbe chiedere, da parte di tutti, è che la teoria sia insegnata senza nascondere quali sono i sono punti insoddisfacenti della stessa.

Il secondo falso dilemma, è quello tra fautori e negazionisti del cambiamento climatico, in questo caso l’errore è quello di presentare in modo fuorviante la questione, infatti il confronto non è sul cambiamento climatico, ma sull’origine umana dello stesso (AGW, Anthropic global Warming), analogamente al caso dell’evoluzione dove il confronto non è sul fatto che si siano succedute diverse specie sulla terra, ma che tale successione abbia avuto come causa un meccanismo di tipo neodarwiniano.

Mostrare il modo ingannevole col quale le due questioni sono proposte aiuta a porre immediatamente la domanda sul perché di questa distorsione dei fatti, e di seguito sul perché essi siano associati in un’unica battaglia culturale.

Anche in questo caso trovare la risposta è abbastanza semplice, è sufficiente cercare quali siano gli aspetti che uniscono le due realtà. Avendo letto gli scritti del più noto divulgatore darwinista contemporaneo, Richard Dawkins, sappiamo che uno dei punti presenti nel suo pensiero, e anche uno di quelli più estranei alla teoria scientifica, è l’insistenza sulla riduzione delle nascite.

Allo stesso modo, leggendo gli studi sul riscaldamento globale , uno dei punti su cui si insiste è la riduzione della natalità.

Ma perché tanta insistenza su questa che appare con tutta evidenza una riproposizione della politica malthusiana?

Un aiuto ci viene da un articolo pubblicato recentemente sul sito “Oggiscienza” sotto il titolo Consigli per un mondo più equo:

Ecco, quindi, che le raccomandazioni della Royal Society diventano essenziali se si vuole mantenere un equilibrio sostenibile. Se i Paesi in via di sviluppo dovranno controllare le nascite, a quelli occidentali spetta il gravoso compito di farsi carico dell’1,2 miliardi di persone che vivono con meno di due dollari al giorno. E non solo, sempre i Paesi industrializzati dovranno ridurre i consumi di materie prime, aumentando l’efficienza.

Nell’articolo, pubblicato il 28 maggio, viene riportato lo studio della Royal SocietyPeople and the Planet”, di cui abbiamo già parlato in Royal Society, la scienza al servizio dell’ “Impero” dell’8 maggio scorso, mostrandone la falsità delle conclusioni.

Ma quali sarebbero secondo Oggiscienza i “consigli per un mondo più equo”? In realtà sembra che tali consigli non siano poi tanto equi, infatti come è possibile leggere nel brano sopra riportato, si propone di negare il diritto all’esistenza alle popolazioni povere e a mantenere praticamente inalterato il modo di vivere dei paesi sviluppati che dovranno sì ridurre il consumo di materie prime, ma solo perché dovranno impegnarsi a trovare un modo più efficiente di utilizzarle.

Qual è dunque il vero motivo che spinge a promuovere la riduzione delle nascite nei paesi poveri?

La risposta è semplice, se le risorse le usano le popolazioni locali esse non sono più disponibili per essere interamente utilizzate dai paesi sviluppati.

Questo purtroppo è il vero motivo delle politiche malthusiane, di quelle politiche con le quali si cerca di limitare le nascite nel terzo mondo che, lungi dall’essere sovrappopolato, appare invece meno densamente abitato di quello sviluppato.

Tale situazione è evidente dal confronto dei due grafici che sono stati già proposti ma che è importante continuare  a mostrare:


 

Quando nel XVII secolo la Royal Society fu istituita essa nacque come strumento al servizio della potenza britannica e delle politiche coloniali, adesso sembra che non molto sia cambiato.

Possibile che chi si occupa di scienza non si renda conto di questa strumentalizzazione e si accodi in modo acritico a diffondere la propaganda della Royal Society?

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

14 commenti

  1. Possibile che chi si occupa di scienza non si renda conto di questa strumentalizzazione e si accodi in modo acritico a diffondere la propaganda della Royal Society?

    Oltretutto si tratta di tutte quelle persone che si sono sempre piccate di “battersi” (dal salotto di casa) contro l’ “imperialismo yankee” e il neocolonialismo, a favore dei “poveri”…
    Basta fare un giro nei dipartimenti delle universita’ e dare un’occhiata ai manifesti e volantini affissi sulle bacheche.

  2. “Il primo falso dilemma è quello tra evoluzione e creazionisti, come abbiamo più volte ripetuto su queste pagine infatti si tratta di un modo errato di porre la questione, un errore del quale negli USA sono corresponsabili sia gli evoluzionisti che alcuni esponenti religiosi che alimentano lo scontro ignorando il fatto che religione e scienza non si occupano dello stesso argomento: alla religione competono i “perché“, alla scienza i “come“. Se solo questa distinzione fosse chiara non si porrebbe più il problema dell’opposizione tra scienza e fede. Quello che si dovrebbe chiedere, da parte di tutti, è che la teoria sia insegnata senza nascondere quali sono i sono punti insoddisfacenti della stessa.”

    Infatti Prof, se fosse per me io distinguerei persino la macroevoluzione dal Darwinismo vero e proprio!

    • Mah..vedi Riccardo..in verità anche su CS abbiamo più volte cercato di fare chiarezza fra evoluzione e neodarwinismo,eppure forse si potrebbe dire qualcos’altro.
      Di fatto,forse non molti sanno che,in effetti,Darwin non parlò di evoluzione,che è un termine che risulta inapplicabile in realtà alla biologia.
      Esso trae origine dal latino evolvere,svolgere,indica uno sviluppo nel tempo,un “progresso”.Una relatà finalistica di miglioramento in cui si sviluppa un progetto da un principio ad un obiettivo,che può anche mutare nel tempo…Tant’è che, se Darwin et al.parlarono di trasformismo(Lamark) o di discendenza con modificazione(cambiamento di speci nel tempo,in questo senso Pikaia ha ragione a parlare di cambbiamento,ma è sbagliata l’uguaglianza evoluzione=cambiamento..),evoluzione lo si trova in ambiente filosofico-economico.
      Infatti la dottrina dell’evoluzione può essere ricondotta a una personalità che dovrebbe essr nota,Spencer H.,forse lo si ricorderà per lo spencerismo,meglio conosciuto come darwinismo sociale.
      E così abbiamo Malthus prima,Spencer poi.Darwin,e la sua teoria sono fili che collegano le due cose all’ambito scientifico.
      E non sorprende neanche che evoluzione,o meglio evoluzionismo,sia un concetto chiave del transumanesimo e della new-age,di fatto collegati,infatti il New Age fa un passo oltre Darwin, affermando che l’umanità si trova alle soglie di un nuovo balzo evoluzionista. L’homo sapiens, secondo loro, non è all’apice del progresso evoluzionista, e ci possiamo aspettare di meglio. Il sogno New Age prevede che nel prossimo futuro emergerà una nuova specie di esseri umani illuminati: l’homo noëticus, una specie di super-uomini che gestiranno la “Nuova Era” sul pianeta terra.
      Quindi se si analizzano le cose si vede che,il moderno concetto di evoluzione biologica,la teoria della discendenza con modificazioni,il concetto di cambiamento nel tempo,quindi il neodarwinismo si applica perfettamente all’interno di quella che qui abbiamo più volte definito micro-evoluzione,che non è quella che presentano per esempio su Pikaia(si vedano scorsi articoli)
      Sia l’abiogenesi,che la macro-evoluzioni rappresentano estensioni che ne al loro nascere e tantopiù ora sono lontane dall’essere qualcosa di scientifico,ma qualcosa utile a strumentalizzazioni politico-econiomico-ideologiche,e difatti è da quell’ambiente che provengono…
      Pertanto così come è “assurdo” parlare di evoluzione quando si parla di origine e cambiamento delle specie,allo stesso tempo non fanno così grande assurdità quando Dawkins et al. fanno l’uguaglianza neodarwinismo=evoluzione,giacchè in quel campo quel termine è stato introdotto proprio per il neodarwinismo.
      Si comprende quindi che stando così le cose,neodarwinismo e fede(perlomeno cristiana e quindi anche altre collegate,cattolica,ortodossa,islamica,evangelica..)cozzano.
      Ma non si parla di scienza e fede.Al più sarebbe un aspetto della scienza e non la scienza in generale e poi bisognerebbe vedere se il neodarwinismo sia teoria scientifica.Perchè considerandolo oltre i limiti della microevoluzione,si è visto come sia difficoltoso identificarlo come teoria scientifica.Quindi è ovvio, che,non essendo teoria scientifica ma fede, una fede è possibile (non consideriamo teosofia od ecumenismo)cozzi con un altra.

      • D’accordo con voi, aggiungerei che comunque, qualsiasi cosa si faccia resta il fatto che nessuna teoria o scoperta fisica potrà mai provare o confutare l’esistenza di un creatore.
        Come ho detto, è non è una battuta, il neodarwinismo è talmente improbabile che se veramente potessero nascere nuove specie con quel meccanismo saremmo di fronte alla prova che qualcuno sta “barando” e che quindi esiste un creatore.

        Il colpo di genio è stato aver modificato la definizione di “evoluzione” rendendola identica a quella di microevoluzione per cucirla addosso al neodarwinismo!

        • Mi riallaccio a quant scrivevo prima..

          “Il colpo di genio è stato aver modificato la definizione di “evoluzione” rendendola identica a quella di microevoluzione per cucirla addosso al neodarwinismo!”

          Si..come possono non tornare in mente le parole
          “Come è stato estremamente stupido non averci pensato!”
          (Huxley, Leonard (1900), The Life and Letters of Thomas Henry Huxley. 2 vols 8vo, London: Macmillan)

          Però,appunto riallacciandomi,non è certo un caso se con evoluzione “la massa” pensi a un progresso,ad una trasformazione,non è neanche un’assurdità che fino alla nuova riveduta sintesi moderna l’idea fosse(similmente alla transumanistica)qualcosa rappresentabile così:
          http://www.why12.it/public/Articoli/Evoluzione.jpg
          http://www.egosumdaniel.se/blog/img-post/100309_stairs.png
          Non è forse a qualcosa del genere che chiunque trova visualizzarsi in mente al sentire la parole evoluzione?
          Un caso ?no.
          Infatti l’idea di applicare questo termine alla storia dei viventi deriva da una ttrasposizione di filosofie economiche(Spencer,Malthus)
          Perciò devo ribadire come sia forse più sbagliato non confondere evoluzione con neodarwinismo quanto proprio parlare di evoluzione in questo ambito.
          Trova ragione in qualcosa sicuramente di più finalistico,ed una teoria che ha rimosso la finalità dovrebbe rimuovere un termine strettamente ad essa legato.
          Il fatto quindi è che praticamente evoluzione,evoluzionismo,microevoluzione,macroevoluzione..etc..non esisterebbero tanto come differenzazioni ma tutto diviene neodarwinismo con conseguenze importanti in primis confusione…
          Quindi se il neodarwinismo pretende di studiare-spiegare origine e cambiamento delle specie nel tempo riesce ad occuparsi del secondo aspetto,del cambiamento,cade invece cercando di rispondere al primo.
          Solamente che porta(senza ragione) il primo aspetto come un’estensione del secondo pretendendo le ovvie ragioni che ne deriverebbero.
          La realtà che vediamo,che abbiamo visto,le tracce dal passato non corroborano affatto una simile visione.

          Riguardo invece al discrorso sul creatore,anche li mi riallaccio a quanto detto su e anche altre volte in altri articoli,non è tanto comunque il voler o l’andar a cercare di confutare “un” creatore.Perfino Odifreddi dichiara tranquillamente di non essere contrario aall’idea di un creatore.Vedendo questo come un idea pitagorica di “divino creatore”.Il dio della filosofia,se così si può dire,frega poco o niente a nessuno,o quantomeno dovrebbe esser così per varie ragioni che non sto ad elencare.
          L’intento ed i fatti invece sono che si vuole attaccare il Creatore rivelato.
          Se la concezione di Darwin fosse stata corretta(il tutto “ridotto” ad un meccanismo di caso e necessità),tutta la storia del mondo ridotta a qualcosa che riarrotolato e risrotolato(notare che viene dal significato primo di evoluzione lo srotolare)porta sempre ad un finale diverso(Pievani presenta questo chiaramente e on solo lui anche in tempi meno recenti..),allora chiaramente non so se si potrebbe dire confutata,ma certo esprime bene cosa sarebbe della fede nel Creatore rivelato.
          Nonostante ciò è doveroso risottolineare che questa è una considerazione posteriore.La critica nasce e si sviluppa solo sul piano scientifico.E’ incredibile,fallace e inefficace a livello scientifico il neodarwinismo,è circa la corretta definizione-concetto di teoria scientifica che il neodarwinismo “fatica”(eufemismo) a potersi definire tale…

          P.S.
          Circa il riscaldamento globale anche li si trovano infatti giochi su espressioni come cambiamenti climatici riscaldamento globale e AGW.

          • Ovvero..possibile che un termine che ,figurativamente e non ,assume in tutti i campi,in tutti i contesti,in tutti gli ambiti in cui viene usato un significato concorde tranne in uno dove per lo più richieda un’explicatio terminorum affinchè si comprenda di cosa si stia parlando?
            E così si passa da una successione di specie diverse nel tempo a un’unione di macroevoluzione e microevoluzione in un’unico processo,insomma neodarwinismo nell’altro.
            Entrambe cose che non c’entrano nulla con la parola,in verità.Per l’uso che se ne fece introducendola in questo campo e in questi studi e per il fatto che abbia preso campo da allora,si è mantenuta adattandola alla bisogna..
            Le cose che si vogliono indicare si possono identificare meglio col loro nome o in altri modi più efficaci,senza ricorrere a questo termine,che per forza di cose fa pensare a tutt’altra cosa perchè è normale sia così visto che ovunque vuol dire una determinata cosa.
            Perciò a me va benissimo sempre un’esplicatio terminorum,ma non posso che trovare sbagliato,inappropriato e ingannevole fare riferimento a questo termine allorchè si va a parlare scientificamente di origine e modifica(cambiamento) nel tempo delle varie specie.

          • In poche parole hai fatto un’interessante trattazione dei meccanismi della “neolingua” darwiniana, basterebbe che fossero chiari ed evidenti a tutti per iniziare ad essere un po’ più diffidenti.

            E convengo con quanto dici in queste parole:
            “Perfino Odifreddi dichiara tranquillamente di non essere contrario aall’idea di un creatore.Vedendo questo come un idea pitagorica di “divino creatore”.Il dio della filosofia,se così si può dire,frega poco o niente a nessuno,o quantomeno dovrebbe esser così per varie ragioni che non sto ad elencare.
            L’intento ed i fatti invece sono che si vuole attaccare il Creatore rivelato.”

            Hai ragione, il teismo non sembra essere un problema, ma se allora il problema è solo il cristianesimo torna ancora una volta il fatto che è una teoria strumentalizzata in tal senso.

    • A quanto ho detto sopra aggiungerei solo che il neodarwinismo non può essere compatibile con la fede religiosa per come viene presentato (nessun meccanismo naturale può infatti confutare o dimostrare l’esistenza di Dio), non come meccanismo in sé.

  3. caro prof,

    mi scusi l’ot. ma l’eliocentrismo puo’ considerarsi un dato acquisito?

    oppure ad oggi non siamo in grado di asserire la cosa con certezza?

    • Secondo me e’ inutile, perche’ quello che conta sono i moti relativi.

      Quando fai le equazioni del moto di un grave, scegli bene l’origine se no ti complichi le equazioni in modo spettacolare.

      Poi considerando la teoria della Gravitazione, e’ ovvio che Terra e Sole orbitino ognuno attorno un centro comune, che guarda caso e’ vicinissimo (ma non coincide esattamente con) al centro del Sole.

    • Mi associo a Piero.

      Aggiungo poi che l’universo non ha un centro, ogni punto è equivalente agli altri, come quelli della superficie sferica: sarebbe come voler stabilire quale città sia il centro della terra.

      Che senso avrebbe allora cercare di capire se esiste un punto privilegiato?

      Detto questo si deve considerare che il centro di rotazione, come giustamente dice Piero, è più vicino all’oggetto di massa più grande, quindi senza dubbio il centro di rotazione dell’intero sistema solare è nel sole.