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Epigenetica: il “destino” non è più scritto nel DNA?

Di - 6 maggio 2012 16 Commenti

File:Epigenetic mechanisms.jpg

Meccanismi epigenetici.

Su la Repubblica del 22 aprile è stato pubblicato un articolo intitolato “Se il destino non è più scritto nel DNA”.

 

Ma all’ipotesi appena fatta sulle pagine del quotidiano non segue uno sviluppo completo dell’argomento, forse anche perché alcune delle sue conseguenze non sono gradite ai difensori del neodarwinismo.

 

Vediamo allora cosa porta alla luce la scoperta dei meccanismi epigenetici.

 

Sebbene il termine “epigenetica” sia stato coniato solo nel ’900, il concetto in esso contenuto riguardo all’ereditarietà dei caratteri acquisiti è di molto anteriore, in particolare si può fare certamente riferimento alla teoria evolutiva di J.B. Lamarck di inizio ’800. Cosa si intenda oggi con “epigenetica” è chiaramente espresso su Wikipedia:

L’epigenetica (dal greco επί, epì = “sopra” e γεννετικός, gennetikòs = “relativo all’eredità familiare”) è lo studio delle modifiche fenotipiche ereditabili nell’espressione del gene, dal livello cellula (fenotipo cellulare) agli effetti sull’intero organismo (fenotipo, in senso stretto), causato da meccanismi diversi dai cambiamenti nella sequenza genomica, ovvero lo studio di meccanismi molecolari mediante i quali l’ambiente altera il grado di attività dei geni senza tuttavia modificare l’informazione contenuta, ossia senza modificare le sequenze di DNA.Queste mutazioni durano per il resto della vita della cellula e possono trasmettersi a generazioni successive delle cellule attraverso le divisioni cellulari, senza tuttavia che le corrispondenti sequenze di DNA siano mutate; sono quindi fattori non-genomici che provocano una diversa espressione dei geni dell’organismo.

Dell’epigenetica si è occupato il quotidiano la Repubblica in un articolo del 22 aprile intitolato “Se il destino non è più scritto nel DNA“, nel quale sono contenute delle affermazioni sulle quali è opportuno soffermarsi, a cominciare dalle implicazioni di questa scoperta sulla teoria neo-darwiniana:

«È importante enfatizzare che la maggior parte dei tratti non sono trasmessi per via epigenetica: queste sono solo eccezioni alla regola. Il meccanismo principale dell´evoluzione resta sempre la mutazione casuale del DNA seguita dalla selezione naturale»

Questa prima affermazione è di Oded Rechavi, autore di una recente ricerca sull’epigenetica pubblicata su Cell, conferma che la capacità di azione dei meccanismi epigenetici è comunque legata al “programma” scritto nel DNA che rimane quindi l’elemento centrale dell’informazione della cellula. Dal punto di vista evoluzionistico viene infatti affermato che il meccanismo principale dell’evoluzione resta sempre quello per “caso e necessità“.

La dichiarazione di Rechavi termina poi con una frase che il giornalista di Repubblica, Giuliano Aluffi, non esita a definire una “bomba“:

«I nostri risultati supportano il concetto lamarckiano di ereditarietà di un tratto acquisito».

Ma la vera “bomba” è nel fatto che l’ereditarietà epigenetica, con i suoi meccanismi che agiscono sul DNA, rende ancor più complesso il funzionamento della cellula, e che quindi essa crea ulteriori problemi ad una teoria, come la Sintesi moderna, che ha proprio nella difficile compatibilità tra caso e complessità il proprio punto debole (vedi UCCR-”L’insostenibile leggerezza del neodarwinismo“).

Come abbiamo visto, dall’analisi dei fatti sembrerebbe essere ancora centrale l’informazione del DNA, mentre la via epigenetica dovrebbe essere una forma di regolazione di tale informazione, un’altra conseguenza interessante è quella concernente le implicazioni di questa scoperta riguardo al rapporto tra le teorie di Lamarck e Darwin:

Ma è proprio necessario accapigliarsi sul biologo francese più maudit di sempre? «Bisognerebbe vagliarla questa cattiva reputazione lamarckiana, ormai relegata a caricatura disneyana di giraffe che allungano il collo. Che i caratteri acquisiti possano essere ereditati era infatti idea diffusissima al tempo di Darwin…

Quindi, dopo aver studiato, e fatto studiare per decenni agli allievi di licei e università, che la differenza tra Lamarck e Darwin era nella capacità lamarckiana delle giraffe di modificarsi “allungando” il collo, adesso che l’epigenetica salta fuori, si scopre che anche Darwin l’aveva sempre detto e che in fondo la differenza non era quella!

Interessante al riguardo è l’affermazione del prof. Giuseppe Testa, del Laboratorio di epigenetica delle staminali all´Istituto Europeo di Oncologia di Milano coautore con Helga Nowotny del nuovo saggio Geni a Nudo (Codice):

«La contrapposizione manichea tra Darwin e Lamarck è figlia di un´epoca posteriore, quando la teoria dell´evoluzione incontra la genetica». È da allora che si associa ai geni quella certa idea di predestinazione ancora prevalente e un po´ oppressiva. Mentre l´epigenetica è una sirena così seducente proprio perché promette – magari illudendo – l´affrancamento dai vincoli del genoma.

Incrociando le affermazioni di Rechavi con quelle di Testa emerge dunque uno sconfortante panorama nel quale quando nell’800  l’epigenetica andava di moda, Darwin diceva le stesse cose di Lamarck, poi con la scoperta delle leggi di Mendel e la caduta delle teorie epigenetiche, improvvisamente Darwin e Lamarck entrarono in una “contrapposizione manichea”, oggi che si rivaluta l’epigenetica torniamo a dire che Darwin l’aveva sempre sostenuta!

Sembra proprio che la figura di Darwin (o sarebbe meglio dire il darwinismo) si adatti in modo lamarckiano a qualunque situazione per sopravvivere, confutando e sfuggendo così alla sua stessa legge della selezione naturale.

 

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16 Comments »

  • gemini scrive:

    La Repubblica è cattiva sì o no?

  • stò cò frati e zappo l'orto scrive:

    Su Facebook un mio conoscente,della sinistra socialista ha definito la Repubblica “faziosa e democristiana”,per lui il massimo dell’insulto.E soltanto perchè Rep. ha stimato in 600(e non 4000-5000)i partecipanti ad un corteo simil No Global.E’ comunque un quotidiano molto amato da molti cattolici,probabilmente la maggioranza dei suoi lettori.

  • stò cò frati e zappo l'orto scrive:

    Carissimo Piero è sempre un piacere discorre con te.Quando scrivi:E certo.Todi di dice qualcosa?Mi confermi che i cattolici leggono “in massa”la Repubblica.Non credo che tu pensi che la mia precedente osservazione sia banale.Allora se è uno dei quotidiani,anche dei cattolici,non credi che si dovrebbe aprire un tantino più verso un vero Dibattito sull’Evoluzione?E’ ora di aprire le porte!

    • Piero scrive:

      Non credo che tu pensi che la mia precedente osservazione sia banale

      No affatto, anzi confermavo.

      Allora se è uno dei quotidiani,anche dei cattolici, (…)

      Il fatto e’ che NON E’ il “quotidiano (anche) dei cattolici“, lo LEGGONO anche i cattolici (in particolar modo i cosiddetti cattolici adulti).
      In particolare anche perche’ negli ultimi 40 anni i cattolici si sono sempre sentiti in dovere di andare al rimorchio dei marxisti e comunisti, si sono sempre sentiti inferiori culturalmente (chissa’ perche’ poi: basta confrontare “Il Cantico di Frate Sole” con “Porci con le ali“). In questo senso il Concilio Vaticano II ha distrutto quello che rimaneva della cultura cattolica.
      Basta vedere “padre” Davide Maria Turoldo (che ha scagliato contro i fedeli un roasrio al grido “Basta con queste superstizioni da Medioevo“, quando sanno tutti che il rosario ha salvato dall’olocauto nucleare il mondo), Enzo Bianchi, ecc ecc…
      I padroni sono fortemente anticlericali e antipapisti, tranne quando si servono dei cattolici per farci passare dalla padella alla brace (e si vede).
      Di qui il passo e’ breve…

  • Leonetto scrive:

    Già quel “su Facebook” a prescindere faceva rabbrividire comunque..
    non definirei la Repubblica “democristiana”,quanto ‘faziosa’ beh..esiste un quotidiano o un settimanale non ‘fazioso’?
    In ”teoria” il Corriere e La repubblica dovrebbero essere quelli più ”neutri”…sicchè…
    Poi sinistra socialista in verità vuol dire poco..almeno in questo momento..vista la contestazione sui no global parrebbe più orientato sul radicale,Sinistra ecologia libertà,fabbrica della sinistra..quel gruppo la…
    Al di la tutto questo si sa che certe cose non conoscono ideologie.
    Nessuno si spinge contro il gigante d’argilla del neodarwinismo..per ora,quando toccano l’argomento tutti i giornali sono pro-darwinismo
    E comunque è bene ricordare che al di la di “motivazioni di fede” che spingano magari cattolici,islamici,cristiani etc.. a rifiutare il neodarwinismo esiste sicuramente il fato che la lotta al neo-darwinismo sia in primis una lotta per la ragione(ciò ovviamente non vuol dire che i cristiani o i cattlici o altro non usino o spingano a non usare la ragione)che è a livello “terra -terra,uguale per qualsiasi credo,ideologia per chiunque.
    Si parla di scienza,se neanche l’ingiustizia è uguale per tutti,la scienza dovrebbe esserlo..dovrebbe..se non lo è suona subito il campanello d’allarme che forse non è “esattamente” scienza..

  • stò cò frati e zappo l'orto scrive:

    Il mio Leonetto(grazie del tuo intervento)non vuole essere una presa di posizione ‘politica,ma come credo tantissime persone,un’occasione per un nuovo appello al Buon Senso della grande stampa.Comunque la Storia(la scienza)non è determinata da qualche buon articolo,su seguitissimi quotidiani,ma dai fatti,dal lavoro di “scienziati-operai”,che tutto il giorno(e direi in laborioso”silenzio”)portano a casa risultati sempre più evidenti,sempre più chiari.E per il nostro non fortunatissimo paese la merce chiamata Obbiettività non dovrebbe continuare ad essere ultra rara.La vera Libertà(per cui in molti hanno combattuto)è anche questa.

    • Leonetto scrive:

      Certamente ,è giustissimo,è molto bello..però di fatto non c’è quella libertà,c’è censura,querele,giochi di interesse,sensazionalismo di notizie pro-causa propria a prescindere dalla realtà dei fatti,indottrinamento disonesto pro varie cose(lobby,multinazionali,politiche economiche,banche,istituzioni,paradigmi,ideologie,istituzioni etc..).
      Che non dovrebbe essere così è lapalissiano…però certamente se ti sei perso in bosco difficilmente troverai aiuto in un signore alto 2 m con la maschera da hockey e il machete,difficilmente potrai avere speranza di dialogo e di buon senso da uno che si presenta con una svastica tatuata in fronte.
      La Grande Stampa fa quello che “deve” fare e non quello che “dovrebbe” fare,difficilmente si assisterà ad un cambiamento,non si capisce in virtù di cosa poi dovrebbe avvenire..
      L’importante è che sia presente comunque un servizio..qualcuno che faccia dewbunking e comunque anche senza quello che nessuno spenga il cervello e che senta le due(tre,quattro,cinque campane) e che poi sappia valutare dove sta il vero(se c’è).
      Fin li si,ma avere speranze di altro tipo in questo “grande sistema” è assurdo e utopico.
      Quantomeno servirebbe ‘un come’ per cambiare il sistema,ma riguardo a questo la lavagna invece è ancora pulita…

    • Piero scrive:

      Se ti aspetti “Buon Senso” da parte della Stampa, sei un illuso.
      Viene pubblicato solo quello che serve ai loro padroni.
      Figuriamoci poi un giornale italiano, e figuriamoci poi Repubblica e Corriere!!!
      http://www.antoniosocci.com/2012/05/repubblica-tende-trappole-a-cl-ma-resta-scornata/
      Ormai i cattolici sono caduti nella trappola, adesso non servono piu’ (vedi l’ICI per le “attivita’” della Chiesa). Tra poco, grazie alla piagnona, saremo “degni” di chiamarci “civili” per il riconoscimento delle unioni omosessuali e per tutto il resto che ne consegue.
      Il tutto con la foglia di fico della presenza di “cattolici” (ma Ricciardi si puo’ definire cattolico, oppure e’ un cattocomunista?) al governo.
      Insomma, ci bastonano e vogliono pure che ci dichiariamo contenti (non uso l’altra espressione per pudore, ma ci vorrebbe quella!)

  • stò cò frati e zappo l'orto scrive:

    Mi scuso per il grande ritardo con cui mi collego con la vostra graditissima corrispondenza.Ho avuto una giornata intensa.E’ vero l’appello all’Obbiettività(in maiuscolo)di certa stampa è leggermente utopico.
    Ma perchè no?
    Anche i giornalisti e i loro direttori probabilmente hanno una coscienza.
    Comunque non condivido nessuna forma di pessimismo,nessun arroccamento in difesa e nessuna posizione di retroguardia.
    E nessuna estranietà dal Dialogo,oggi prevalente in quasi tutti i credenti.
    Bisogna comunque capire cosa significa la parola magica Dialogo.Moneta fin troppo usata in questi ultimi decenni.Sicuramente svalutata.
    Bisogna inoltre ricordarsi anche che effettivamente esiste il Web,luogo di incontro e di scontro,mille volte più selettivo di mille giornali.Inoltre pensa un pò se i lettori (anche cattolici?)dei varii quotidiani e riviste si mettessero in testa di poter leggere articoli”non convenzionali”? QUASI UN PASSAPAROLA.

    • Piero scrive:

      Anche i giornalisti e i loro direttori probabilmente hanno una coscienza.

      … che hanno venduto insieme alla madre e alla sorella per un piatto di lenticchie…

      Inoltre pensa un pò se i lettori (anche cattolici?)dei varii quotidiani e riviste si mettessero in testa di poter leggere articoli”non convenzionali”

      Infatti si e’ visto come vengono trascinati per esempio riguardo l’aborto, i matrimoni gay, il testamento biologico, ecc ecc…

  • stò cò frati e zappo l'orto scrive:

    In effetti conservarsi cattolico osservante,in questo mondo non è molto facile.Personalmente rimango comunque ottimista perchè vedo,FINALMENTE,che il mondo della scienza e della cultura dei credenti si stà muovendo.E con risultati sempre più validi.Oggi anche Mister Obama ha “iniziato”la sua campagna per le presidenziali Usa.Hasta Pronto Piero.

    • Piero scrive:

      Oggi anche Mister Obama ha “iniziato”la sua campagna per le presidenziali Usa

      …parteggiando per i “matrimoni” gay…

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