“La scienza si basa su fatti verificabili”, finalmente lo dice pure Attivissimo…

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Per fortuna ci pensa Paolo Attivissimo a ricordarlo: la scienza si basa su fatti verificabili.

 

Questa volta è il turno del Nobel Luc Motagner ad essere messo sotto accusa.

 

Caro Attivissimo, quando sarà la volta della teoria neodarwiniana?

 

 “La scienza si basa su fatti verificabili, una regola che non fa eccezione per nessuno”. Una frase da incorniciare, ed è la frase con la quale viene accompagnato il titolo di un articolo firmato da Paolo Attivissimo apparso su Le Scienze di aprile (un numero veramente ricco di spunti) e intitolato “Il Nobel e la memoria dell’acqua“.

Prima di procedere all’analisi del contenuto e delle relative implicazioni vorrei subito segnalare al CICAP (di cui Attivissimo è membro) un presunto caso paranormale, infatti il titolo dell’articolo è identico a quello pubblicato su Oggiscienza circa tre anni fa.

 Vabbè, paranormale o no, diciamo che non è che siamo proprio sulle news di giornata, ma quello scelto è comunque un argomento interessante. La vicenda qualche anno fa ha avuto una certa eco nel mondo della scienza e, per chi non l’avesse seguita, ricordiamo brevemente che il Nobel aveva affermato di aver trovato le prove del fatto che l’acqua conserva una memoria di certe sostanze con le quali è venuta a contatto.

Come si diceva all’inizio, Attivissimo ha voluto riproporre il caso della “memoria dell’acqua” come esempio paradigmatico di cosa non è la scienza (infatti la sua rubrica si intitola “povera scienza”). A dire il vero i primi argomenti portati contro lo studio di Montagnier lasciano un po’ perplessi. E non si parla della memoria dell’acqua, quello che lascia perplessi sono le condizioni di vita e soprattutto quelle igieniche della Svizzera (dove Attivissimo risiede). Infatti sull’articolo pubblicato da Le Scienze leggiamo:

Montagnier è un’autorità premiata con uno dei massimi riconoscimenti in campo scientifico, per cui c’è una certa comprensibile riluttanza a criticarlo e a porsi un dubbio un po’ rude: ma allora l’acqua che beviamo si ricorda dei patogeni incontrati nelle fognature?

Si ricorda dei batteri e dei virus del mio vicino di casa che l’ha usata per farsi la doccia?

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Orrore!

Da quanto riferito (e data la militanza nel CICAP non possiamo pensare ad una bufala) in Svizzera si beve acqua contaminata con liquami di fogna!

E a quanto pare per ridurre la cosiddetta “impronta idrica” hanno anche deciso di bersi l’acqua di scarico delle docce. Poveri Svizzeri…

Non ci sono dubbi, la Svizzera che era stimata uno dei paesi più moderni al mondo, nonostante tutte quelle banche è ormai caduta al livello delle baraccopoli. E ci rifiutiamo di credere che si tratti di una svista, che l’autore non sappia che l’acqua quando evapora perde, anche per gli omeopati, la memoria (infatti usano rigorosamente acqua distillata) e che quindi negli acquedotti (tranne che in Svizzera e nelle baraccopoli) l’acqua potabile non dovrebbe avere comunque memoria di esperienze vissute nelle fognature.

Ma tralasciando questi aspetti, Attivissimo dopo aver stigmatizzato la mancanza di esperimenti che abbiano confermato quanto asserito da Montagnier, e dopo aver illustrato l’inadeguatezza della strumentazione impiegata da questi, tranquillizza i lettori affermando che la scienza è in grado di giungere sempre alla verità. E questa è la parte che ci interessa veramente.

Constatata la convergenza di vedute sul fatto che “La scienza si basa su fatti verificabili, una regola che non fa eccezione per nessuno”, è possibile che finalmente il CICAP si dedichi a verificare se il meccanismo evolutivo neodarwiniano si basa o non su fatti verificabili?

 E’ possibile sperare che finalmente il CICAP si decida a indagare sui miracoli proposti dai neodarwinisti sui libri, e quel che è peggio, sui libri di testo scolastici?

E sarà infine possibile sperare in una petizione che inviti gli insegnanti a smetterla di presentare tali presunti miracoli come scienza?

Restiamo in attesa, chissà che nel prossimo articolo di Attivissimo non venga affrontata la questione…

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

45 commenti

  1. :O
    Eccezionale il sarcasmo Enzo…occhio che qui arrivano petizioni eh..
    ovviamente in Svizzera non avranno simili reti idriche e sistemi fognari(spero) ,ma hanno un divulgatore Attivissimo che ha prodotto una bella dose di rifiuti da smaltire.
    Il primo non sapere come funzionino fognature e reti idriche,cosa gravissima per un divulgatore scientifico,visto che un bimbo delle elementari dovrebbe saperlo.
    Il secondo è non conoscere l’argomento su cui si sta andando a fare debunking.
    Al di là di andare a riciclare cose vecchie,come fa Attivissimo a sostenere quello se invece viene espresso sotto quali condizioni si verifichi quell’effetto(memoria dell’acqua)?
    Che l’ipotesi non sia corroborata è indubbio,l’applicazione all’omeopatia per testarla comunque non è stata una genialata anche solo per l’effetto controfattuale.
    Infatti i difetti dell’omeopatia invalidano qualsiasi test,anche solo per l’effetto solvente dell’acqua.
    Che figuraccia per Attivissimo e quindi per il Cicap,ma neanche più a vincere facile?
    Proprio solo con cerchi nel grano,carri armati nell’egitto,uomini che sopravvivono senza mangiare etc etc..riescono a farsi belli?
    Ma forse Attivissimo non ha ricevuto la valigia del piccolo cicappino…

    • Caro Leonetto, certo che anche tu non ci sei andato leggero!

      “forse Attivissimo non ha ricevuto la valigia del piccolo cicappino…”

      Se è solo per questo magari possiamo pensare ad un regalo per Natale!
      :mrgreen:

      • Eh beh leggendo certe cose….
        Comunque sarebbe un’idea,ma la versione gold ,mi raccomando…

        • E va bene… vada per la versione gold.

          Vuol dire che prenderò un po’ di soldi dal fondo che avevo accantonato per comprarmi un pollosauro…

  2. Mah… andro’ controcorrente stavolta, nonostante l’argmento (il che e’ tutto dire).
    Ma non mi sembra STAVOLTA che Attivissimo abbia detto delle corbellerie cosi’ grosse.
    O non ho capito niente io (e ci puo’ naturalmente stare).
    Mi sembra che le acque reflue, prima di essere reimmesse “in natura” vengano debitamente depurate (nei paesi seri).
    Quindi puo’ accadere che l’acqua con cui mi sono fatto la doccia stamattina tra dieci giorni sara’ la stessa che berro’.
    Non capisco questa frase, mi scusi prof.,

    che l’autore non sappia che l’acqua quando evapora perde, anche per gli omeopati, la memoria

    e’ dificile “sapere” un qualche comportamento che non e’ stato neanche dimostrato. Se non si conosce appieno questo supposto meccanismo di “memoria dell’acqua”, come si puo’ sapere che certamente quando evapora questo meccanismo non puo’ funzionare?

    • Piero che difende il CICAP?!?
      Questo sì che è da CICAP!
      Comunque direi che si fa debunking solo su affermazioni fatte da qualcuno, non su quello che nessuno ha mai sostenuto… 🙂

    • Eh Piero come ho detto sopra,anche se l’acqua reflua arrivasse dopo un certo ciclo a sgorgare dal rubinetto di acqua potabile ovviamente non manterebbe la memoria.
      Si sorvola sull’effetto solvente dell’acqua,sulla dpurazione etc..
      Montaigner sviluppava un’ipotesi non banale e non necessariamente ,anzi assolutamente svincolata,da leggere in chiave omeopatica e peggio ancora miracolistico..
      Pone precise condizioni e un preciso di livello di ‘purezza ‘ dell’acqua.
      Quindi il comportamento nel caso è vincolato dalle ipotesi avanzate,che Attivissimo non ha considerato per nulla.

      Invece si va ben e meno a parlare di un qualsiasi prodotto omeopatico.

      Quanto al ciclo dell’acqua potabile anche li va a fare uno scivolone,è inevitabile.Filtrazione,depurazione,acqua che scorre…

      Ha parlato di una cosa in modo completamente a caso.

      Anche l’affermazione di Enzo,benchè riferita genericamente all’omeopatia non si pone comunque nel caso di Montagneir che ha escluso ben altro.
      E Attivissimo parlava del Nobel non di un venditore di bevande miracolose.
      Attenzione,non voglio dire che M.abbia ragione o che sia scienza pura quella,dico però che Attivissimo,imho,ha fatto una figura pessima per un debunker,veramente pessima.

    • “Mi sembra che le acque reflue, prima di essere reimmesse “in natura” vengano debitamente depurate (nei paesi seri).
      Quindi puo’ accadere che l’acqua con cui mi sono fatto la doccia stamattina tra dieci giorni sara’ la stessa che berro’.

      E no, nei paesi “seri” nessuno beve l’acqua recuperata dai depuratori!

      Al massimo la si utilizza per l’irrigazione o per altri usi non potabili.
      Obiezione respinta.

  3. Giorgio Masiero on

    Caro Enzo, nel nostro articolo, da te gentilmente citato, Forastiere ed io calcolavamo la probabilità di sintesi casuale di UNA PROTEINA. Altri (come Hoyle, per es.) hanno calcolato la probabilità di sintesi casuale di UNA CELLULA. Ecc., ecc: tutto per mostrare come questo Universo sia troppo giovane e troppo piccolo per avere ospitato queste “vincite alla roulette” (J. Monod, premio Nobel 1965).
    Però…
    … il darwinismo non si accontenta di questo e ci richiede una fede molto più grande, infinitamente più grande. Perché?
    Perché ci richiede di credere che, in 4 miliardi di anni, sono accaduti in Terra non 2 o 3, ma ALCUNI MILIONI di miracoli di seguito, tante quante sono le specie comparse (e scomparse) e che, a suo dire, lo avrebbero fatto per caso. Il passaggio casuale da una specie all’altra, infatti, corrisponde ad una mutazione da una combinazione polimerica del Dna ad un’altra diversa, ancora dotata di significato biologico; ed anche per specie “contigue” (appartenenti allo stesso genere) ciò implicherebbe una combinazione contestuale di scambi ai legami fosfodiesterici, della stessa probabilità che un programma Word si trasformi in un Excel, per casuale fortunatissimo scambio di 0 ed 1 nell’hard disk di un pc dopo una botta.
    Se, per qualsiasi tribunale, una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze sono un indizio, tre coincidenze sono una prova; alcuni milioni di “coincidenze” non sono la prova che è (stato) all’opera dell’evoluzione un meccanismo che (ancora) ignoriamo?
    E 10 milioni di coincidenze non sono la prova dell’infantilismo che acceca tante oche sapienti?

    • E qui si torna al solito circolo vizioso degli antidarwinisti… Ammettiamo che è avvenuto, ma non sappiamo come è avvenuto…

      Ma se non può essere stato l’onnipotente caso, allora dev’essere stato l’Onnipotente Quell’altro.

      Non sentitevi sminuiti scientificamente: almeno abbiate il coraggio di dirlo, fine della fiera!

      • Giorgio Masiero on

        La Sua preparazione scientifica, Paolo, e la Sua preparazione teologica non l’autorizzano a confondere sempre, e nonostante tutte le segnalazioni, i due piani.
        Ho riferito nei miei articoli della posizione scientifica sull’origine della vita di Niels Bohr, e anche di quella di Stuart Kauffman, entrambi grandi scienziati, entrambi non religiosi, ma entrambi neppure credenti nelle favolette di Darwin. Perché non mi dice, Paolo, che cosa pensa di loro, invece che buttarla sempre in metafisica? Se proprio Le piace la metafisica, perché non mi dice la Sua opinione sui passi del XIII secolo di Tommaso d’Aquino riguardanti il programma genetico?

        • E qui si torna al solito circolo vizioso del prof. Masiero. Ribaltare la frittata e sommergere di domande chi fa un’affermazione…

          Ribadisco se non può essere stato l’onnipotente caso, allora dev’essere stato l’Onnipotente Quell’altro.

          Fine della fiera.

          • Giorgio Masiero on

            L’ossessione di Dio, a mo’ d’Innominato, in questa materia ce l’hanno solo i darwinisti. Io, in scienza, penso solo alle cause seconde: che sia un meccanismo quantistico alla Woese? O elettromagnetico? O ai bordi del caos alla Prigogine? Relativo alla complessità come il primo Kauffman? Ecc., ecc.
            Vede, Paolo, quante vie scientifiche abbiamo prima di salire alla Causa prima? Lasci stare le ossessioni e Si rilassi.

          • “Ribadisco se non può essere stato l’onnipotente caso, allora dev’essere stato l’Onnipotente Quell’altro”.

            Sig. Paolo, tutto questo esula dalla scienza. Filosoficamente le leggi scientifiche sono cause seconde (o efficienti) e la scienza si occupa solo di queste.
            In definitiva la scienza si occupa di come avvengono i fenomeni naturali, ma non e’ in grado di dare risposte al perche’ avvengano questi fenomeni. Di questo si puo’ occupare solo la filosofia con la ricerca delle cause prime.
            Mi pare evidente che il Prof. Masiero abbia ben compreso la separazione di questi due differenti piani e che quindi non li confonda mai.

            Al riguardo mi sembra molto interessante il seguente articolo: http://www.inters.org/tanzella-nitti/pdf/8.Ontologia.pdf

      • Che non è stato il caso(si badi bene che caso non è neanche un concetto scientifico) è ben sottolinearlo perchè tal cosa non è corroborata e uccisa da infinite cntraddizioni e assurdità a cui si va incontro sostenendola.
        Per dire che una cosa non funziona non esite da nessuna parte che sia necessario fornire un’alternativa.
        Se la sua automobile non parte e le viene detto non funziona lei continua fino alla morte a girare la chiave?
        Si chiama pars destruens-ammetto che esste un problema e mostro l’inefficacia del paradgma.
        Solo dopo eventualmente potrà trovarsi un’alternativa.
        Funziona così.
        Per esempio il prof.masiero stesso ha proposto:
        http://www.enzopennetta.it/2013/04/il-programma-sublime/#comment-12764

        Diciamo allora così: la teoria D’ è ottenuta dal darwinismo D attraverso la sostituzione della parola “caso” con la locuzione “meccanismo fisico-chimico operante nelle condizioni terrestri pre- e proto-biotiche”

        E’ sempre infalsificabile,è sempre non corroborata,non è scientifica ,non è una teoria,un teorema,ma è un’ipotesi ammessa dai fatti,scientifica e che permette di mettersi a cercare in una direzione.
        Non vuol dire sia la direzione corretta,ma è un modo corretto di farlo.
        Eventualmente soi potrebbero scoprire altre cose correlate utili a livello pratico nella medicina o in altri settori,anche senza arrivare mai alla soluzione del problema.
        Non è detto che si possa trovare un’alternativa.
        L’evoluzione come trasformazione graduale di una specie in un’altra non è un fatto
        http://www.enzopennetta.it/2013/04/il-rischio-del-ridicolo/#comment-12450

        Certo è che se non esistesse un-dei simile-i meccanismo-i fisico-chimici verrebbe da pensare che allora l’intero modello vada rivisto.
        Certo è che se il neodarwinismo,non scienza e non falsificabile,possa comunque essere oggetto di una pars destruens con quell’altra ipotesi neanche questo è possibile.
        Qualcuno potrebbe definirlo dogma,e c’è chi eventualmente lo farebbe,scientificamente forse è più corretto rifarsi ad estensioni delle dimostrazioni di Gödel.

        Fatto è che mischiare fede con scienza non è necessario per analizzare i fatti scientificamente,
        http://www.enzopennetta.it/2013/04/il-falso-dilemma-tra-evoluzione-e-creazione/
        anzi non va fatto e di certo non lo fa Masiero..

        Non sono poi solo credenti a essere antidarwinisti(cattolici,cristiani,induisti,islamici,atei..)e credenti ad essere neodarwinisti(atei,new ager,deisti,cattolici,anglicani..)ma ci sono anche non credenti (agnostici,ignostici etc..)sia neodarwinisti che antidarwinisti.
        Cosa c’entra la fede?
        Niente.
        La fede entra solo in otticca della storia naturale e non della scienza galileiana.
        Chi mischia le due cose fa un errore.

  4. L’omeopatia non l’ho mai provata.
    Ma l’omotossicologia (ad es. Reckeweg) con diluizioni molto meno spinte, con me ha funzionato.
    Ad esempio una decina di sostanze da D3 a D8 in una pastiglietta sublinguale. E credetemi, non si tratta di nessun effetto placebo e l’effetto è immediato e duraturo.
    In questi composti è ancora presente qualche molecola dei prodotti originali, per cui magari sarebbe bene non escludere a priori l’omotossicologia come l’omeopatia a diluizioni enormemente più elevate.
    Se vogliamo dire che sono metodi non dimostrati scientificamente, d’accordissimo, ma come in molte cose di cui non si conosce bene il perché, provare a volte ne vale la pena.

    • Frank l’omeopatia,che ribadisco non è correlata all’ipotesi di Montagner,propone diluizioni elevatissime 12CH,20CH,30 CH,40 CH.
      Non c’è principio attivo.Inoltre al di là della percentuale di principio che va di volta in volta scemando c’è anche l’effetto solvente dell’acqua che gli da sprint.
      E’ acqua.

      Effetti positivi vanno scremati non solo da effetti placebo,ma dalle caratteristica delle malattie cicliche, a scadenza o psicosomatiche ,perchè se così sembrano funzionare in realtà non fanno proprio niente.

      P.S.
      Quasi tutte le terapie alternative sono di origine occulta, condividono l’idea che nell’uomo esista un’energia spirituale responsabile dello stato del corpo. Quindi, le malattie del corpo vengono spiegate in termini di carenze o squilibri di energia (le riviste che trattano di salute ormai traboccano di tali insegnamenti “alternativi”), e l’obiettivo terapeutico diventa il riequilibrio o la rivitalizzazione dell’energia. In questo modo, l’attenzione del medico viene ad essere rivolta alle energie spirituali che sono insite nell’uomo stesso. Egli è un essere spirituale che avrebbe in sé tutte le risorse necessarie per guarire il proprio corpo fisico; la chiave starebbe nel volerlo.

      • Leonetto, sì, appunto.
        Ho parlato di omotossicologia, non omeopatia.
        Ma siccome viene associata all’omeopatia (e in effetti deriva da essa) per il fatto che comunque diluisce le sostanze, volevo solo far notare che quando si diluisce qualcosa a D3-D8 le molecole, anche se molto poche, ci sono ancora e quindi potrebbe anche funzionare.
        Certi prodotti non andrebbero esclusi a priori solo perché (non molto) diluiti, anche se etichettati come ‘omeopatici’.
        E infatti ho citato una mia esperienza personale (non ciclica né psicosomatica). Partendo in posizione molto scettica, dopo moltissimi tentativi con medicine ‘ufficiali’, ho dovuto ricredermi dai fatti.
        Volevo solo dire che, a volte può essere utile provare qualcosa anche se non si capisce bene perché dovrebbe funzionare (al di là di ciò che è certamente dannoso come l’occulto.)
        Diverso comunque dall’affermare che sia una cosa ‘dimostrata’ o ‘scientifica’.

        PS:
        Al di là delle teorie occulte sulle ‘energie’, sulle quali concordo, vorrei però aggiungere che abbiamo comunque un’anima e una psiche e sicuramente anche se non possiamo dimostrarlo ‘scientificamente’, hanno un’influenza sul nostro corpo materiale.
        Della psiche conosciamo qualcosa sui fattori psicosomatici ma è ancora molto poco. La stessa psicosomatica è definitivamente accettata, ma mica si sa esattamente quando funzionerà, dove e quanto colpirà, su chi agirà.
        Oltre ad essere spesso una comoda via di fuga quando non si sa inquadrare un caso clinico.
        Sul potere della volontà ci sarebbe molto da dire. Sui rapporti anima-corpo sappiamo ancora meno.
        In ogni caso una cosa potrebbe funzionare ugualmente anche se la sua teoria/spiegazione fosse sbagliata. (es: agopuntura in certi punti a prescindere da spiegazioni energetico-spirituali etc)
        BTW: la ‘dimostrazione’ non è sempre un gran pregio per l’uomo, in quanto lo obbliga a cercare di capire quello che magari un genio ‘vede/intuisce’ al volo: insomma una conferma della limitatezza dell’uomo. E solo per cose ripetibili e confrontabili nel tempo e nello spazio. Si escludono un sacco di cose della realtà che non si possono dimostrare eppure accadono ugualmente.

        • Il livello di diluizione comporta un’esclusione quando supera certi livelli per forza di cose.
          A certi livelli invece nulla da dire che sia possibile che un dato farmaco omotossicologico intervenendo come induttore in reazioni enzimatiche ,intervenendo come supporto e attivatore sul sistema immunitario possa contrastare la presenza di tossine residue.
          Ovviamente la cosa va ben studiata e comprovata.
          A priori ovvio non si scarta nulla,ma neanche si lascia tutto al caso.
          La mecina,la farmacologie,la biologia sono scienze e un farmaco deve essere ben testato e ne deve essere ben espressa la qualità accertata a livello scientifico.
          Quel a ‘volte può essere utile provare’ rappresenta un problema scientifico,determinare cioè quali,quando e come siano quelle volte e cosa accade se siano altre volte.
          Oppure capire se si tratta di casi fortuiti.
          Allora si ha una buona conoscenza.
          Il butto giù ed incrocio le dita non è proprio il massimo,neanche come ultima spiaggia.Non parlo per il paziente ma per la medicina come scienza in sè.
          Sicuramente fare un mescolone con 1000 cose differenti non aiuta a distinguere la qualità delle singole cose.
          Ciò non toglie le origini occulte dell’omeopatia,dalla quale comunque deriva l’omotossicologia, e che Montagner paarlava comunque di altro, di una sorta di idro-matrice.

          Tutte cose che vengono strumentalizzate.Allora uno potrebbe dunque chiedersi per quali motivi si facciano determinate strumentalizzazioni…

          • Non voglio aprire un dibattito sui farmaci che andrebbe OT, ma:

            “un farmaco deve essere ben testato e ne deve essere ben espressa la qualità accertata a livello scientifico.”

            In teoria…
            E’ vero che si fanno molti test di validazione, però se i risultati sono quelli descritti in un articolo di cui posto alcuni stralci, la cosa è un po’ deprimente e a questo punto eviterei di definirla “Scienza”:

            http://www.procaduceo.org/it_mater/articoli/farmaci/farmaci02.htm

            L’affermazione più drammatica e riassuntiva la fa Allen Roses, vicepresidente della linea genetica della Glaxo, quando afferma che “la stragrande maggioranza dei farmaci – più del 90% – funziona solo nel 30-50% degli individui. I farmaci vanno bene per il mercato, ma non hanno efficacia in tutti quelli che li assumono”.
            (E sono pure affermazioni fatte da uno che ha conflitti d’interesse…)

            Per dirla con le parole di uno scienziato “pentito”: “I test clinici sono oggi figli di una sola necessità: la ricerca di margini sempre maggiori di profitto. Non crederete mica che le società fanno esperimenti per pura ricerca scientifica”; così Benno Leutold, medico, scienziato e ricercatore per Roche, ha lavorato pure ad Harvard e poi nei laboratori americani dei National Health Institute.
            E’ sempre Leutold che ci informa inoltre che “Nessun test è in grado di stabilire con esattezza gli effetti collaterali e quelli clinici di un medicinale nell’arco dei 5-6 anni della sua sperimentazione. Un tempo ragionevole sono 30 anni. Solo allora si comprende l’intero spettro di azione di un farmaco”[…]
            E dopo vent’anni di vita il brevetto svanisce e il farmaco viene spinto fuori dal mercato per il prezzo troppo basso. Si ha interesse quindi a cicli continui di nuovi prodotti.
            […]
            A questo punto mi sembra importante rilevare che a capo dei dipartimenti delle case farmaceutiche non ci sono più medici o scienziati, come nei decenni addietro, ma economisti esperti. Sono loro che decidono quali farmaci devono restare sul mercato e quali devono essere ritirati. Non vengono prese queste decisioni sulla base dell’efficacia di un medicinale o di una moralità legata allo stato terribile della sofferenza umana.
            Si decide sulla base del migliore investimento e resa economica. Si investe in quel farmaco che prospetta il maggior guadagno e si progetta un piano di lancio mass-mediatico ad hoc.
            […]
            non si può più a mio parere fare molto affidamento sulle affermazioni di un foglietto illustrativo di un farmaco. Tre anni fa si parlava già in Gran Bretagna di una cifra ufficiale compresa tra l’1 e il 5% di ricerche scientifiche contenenti dati e risultati falsificati, investigazioni autorizzate alla mano.
            Per gli Stati Uniti la stessa fonte riportava addirittura una cifra compresa tra il 24 e il 35% tra violazioni dei protocolli e falsificazione dei dati.
            […]
            La corruzione ha poi anche altri aspetti. In Portogallo un funzionario della Bayer ha soffiato ai giornali i nomi di 2.500 medici che risultavano sul libro paga della multinazionale affinché prescrivessero determinati farmaci.

          • Si..frank,mi chiarisco, comprendo bene che certe cose possano essere anche utopiche,però se si osservano certe cose vuol dire proprio che un farmaco non è stato ben testato nè ne è stata ben espressa la qualità accertata a livello scientifico.
            Esprimevo come dovrebbe essere.Se non lo è è un problema per i pazienti ma anche per molti ricercatori e medici.
            Resto fiducioso in possibili miglioramenti.

          • frank, davvero preoccupante la situazione descritta nell’articolo di cui parli.

            Più ci penso e più mi convinco che non c’è legge tanto buona da rendere buono un sistema profondamente malato.
            E la malattia di questo sistema è legata al fatto di aver reso il profitto un valore assoluto.

            Il bene comune, l’attenzione per gli altri semplicemente non fanno parte dei fattori presi in considerazione.

  5. Scusi, prof. Pennetta, ma qui si contestava altro e precisamente la SUA affermazione:

    “E ci rifiutiamo di credere che si tratti di una svista, che l’autore non sappia che l’acqua quando evapora perde, anche per gli omeopati, la memoria (infatti usano rigorosamente acqua distillata) e che quindi negli acquedotti (tranne che in Svizzera e nelle baraccopoli) l’acqua potabile non dovrebbe avere comunque memoria di esperienze vissute nelle fognature.”

    Lei AFFERMA ben chiaro:
    “l’acqua quando evapora perde… la memoria”

    Ribadisco la domanda iniziale: come fa a saperlo?

    • Caro Paolo, divertente questo spostamento dalla contestazione fatta da Attivissimo ad una cosa che Montagnier e gli omeopati non hanno mai detto ad una mia considerazione in cui si sottolineava che non fosse mai stata detta.

      Comunque, poiché mi sono spinto oltre, le do ragione delle mie considerazioni, basta usare le elementari conoscenze di fisica e chimica.

      Per parlare di una possibile memoria dell’acqua dobbiamo fare riferimento ad una memoria di tipo spaziale, cioè dovuta ad una conservazione di relazioni reciproche tra le molecole stesse, molecole che sono a loro volta tenute insieme da legami idrogeno.

      Ora sappiamo che i legami idrogeno quando l’acqua evapora vengono rotti e le singole molecole sono libere di spostarsi in ogni direzione perdendo il legame con quelle che prima erano vicine:


      Immagine dall’Università del Vermont

      Ecco quindi, senza che me l’abbia detto nessuno, che posso escludere una qualsiasi possibile memoria dell’acqua nell’acqua distillata.
      Per analogia è la stessa cosa che accade quando si smagnetizza un supporto di memoria magnetica se si supera una certa temperatura raggiungendo il punto di Curie.

      Adesso è chiaro come faccio a saperlo?

      • Prof. Pennetta, sono felice di averla divertita, anche se invero non ho capito molto perché si sia divertito. Resta il fatto che (trolleggiando?) credo di aver in ogni caso reso un buon servizio a chi, come me, non aveva capito molto dai precedenti interventi. Almeno adesso risulterà chiaro che lei parlava con cognizione di causa e, dopo la sua spiegazione sul perché della mancanza memoria dell’acqua distillata una cosa posso dirla forte: non lo sapevo e adesso lo so. Grazie.

        P.s.: mi sto servendo del computer dell’amico Giuseppe, spero che questo non comporti problemi (nel caso decida di bannarmi per trollaggine acuta, sappia che in realtà bannerebbe lui). 😉

        • Tutto a posto Paolo, lo scambio di PC non costituisce “reato” da epulsione… almeno per ora! 😉

          Per il resto l’importante è che alla fine ci si sia capiti.

  6. Prof. Masiero, e alla fine, in ultima, quel che rimane è che alla famosa scommessa proposta da Pascal lei aderisce pienamente.
    Le dò il beneficio che a quella vuol arrivarci senza ricorrere alla stoltezza vantata da San Paolo.

    • Solo uno stolto scambia la fede con giocare al superenalotto.
      Ad ogni modo se si vuole superare il banalismo della teoria dei giochi di Pascal si può andarsi a leggere Nash ed allora poi tirare le somme a riguardo.

        • Carina,non so cosa c’entri con quanto detto,però non è che un troll possa postare cose sensate,perciò ci sarebbe già da accontentarsi.
          Ha scritto anche di Pascal sa Odifreddi,che credo sia l’autore che io abbia maggiormente letto,dove purtppo non ha fatto una cosa molto carina però,ma il più ‘folle’ credo sia Odifreddi,in una intervista su La voce d’Italia mischiava scienza con scientismo,ha scritto una serie di inesattezze sulla Bibbia,su alcuni cienziati ha preso una cantonata che gli è valsa l’asino d’oro con la formula dell’evoluzione,,premio con il quale Paolo Diodati(docente all’Università di Perugia)per due volte l’ha insignito per alcuni errori scientifici che sarebbero stati rilevati in due articoli di Odifreddi pubblicati sulla rivista Le Scienze.
          Ma Odifreddi è anche apprezzabilissimo in diverse altre cose come quando per esempio spiega logica,o quando spiega Godel…è un personaggio e ci gioca,forse è anche per questo che apprezza le teorie dei giochi.
          Sa anche perfettamente cosa comporti mettersi sotto le luci mediatiche e prende tutto quello che gli ariva e risponde se e quando può,tutto tranquillamente.

          Comunque l’intervista non c’entra nulla con quanto si diceva.

          • Lei che non è troll trolleggia in questo caso che è un piacere.

            Cosa possono entrarci le questioni che ha appena sollevato su Odifreddi con il contesto Nash?

            Lei aveva citato Nash e io ho pensato di porre in risalto un’intervista che mette bene in luce la sua personalità, a beneficio di chi non lo conosceva, per farsi un’idea. Ma guarda un po’ se a sessant’anni e passa bisogna ricevere lezioni di questo tipo da questo giovanotto presuntuoso.

          • Niente con quello,perchè dovrebbe,visto che ha riportato un’intervista senza senso per quello che si stava dicendo ,tanto per non farlo risultare completamente inutile c’ho scritto qualcosa che si ricollegasse con il tema del fare debunking di cui si parla in quest’articolo.
            Un’intervista non permette di conoscere una persona,specialmente di conoscere quello di cui si parlava,per la cui cosa bisogna leggere direttamente l’autore.

            Non ti vergogni a fare ancora il troll alla tua età? 😀

    • Giorgio Masiero on

      Dunque, Paolo, Lei ora è interessato alla mia fede?
      Se sì, perché non me ne chiede gentilmente la ragione, a mente libera e senza darSi già la Sua risposta, dato che neanche ci conosciamo?

      • Ora devo lasciarvi, ma passerò qualche giorno dal mio amico Giuseppe, che lei conosce o ha cominciato a conoscere. Magari stasera ne riparliamo…

        Un saluto

      • Prof. Masiero, a dirle il vero non ci speravo che un OT come questo potesse svilupparsi su queste pagine; il prof. Pennetta potrebbe essere d’accordo? Se sì, si potrà con calma approfondire (sarebbe bello).
        Però, per favore, intanto non mi attribuisca ossessioni da Innominato (un grande apologeta, funzionale alla causa portata avanti dall’Alessandro, in fondo). Non sono ancora a quel punto, sa? E se non ci sono arrivato ancora dubito che ci arriverò in futuro.
        Ma questa, lo sa, non è scienza, e intanto, senza via libera del padrone di casa, mi fermo qui… 😉
        Un caro saluto.

  7. Non mi vergogno no!

    Mi fa più dispiacere che lei risponda a questo modo a chi, come età, potrebbe esserle padre. Avrà studiato tanto, ma si vede che tanto studio non basta a rendere educati.

    In fondo, più che rabbia, mi fa pena.

    E spero, forse invano date le premesse, che il seguito degli anni le conceda, oltre che la scienza, anche un pizzico di saggezza.

    • Non credo tu mi(come a nessuno)possa parlare di educazione o saggezza,quando comportandoni da troll non ne mostri.
      Sono una persona educata e rispettosa,però mi spiace,per me un troller non ha età,e comunque se uno cerca di portare come scusa l’età per qualsiasi cosa,come anche una qualsiasi altra sua caratteristica non nascondo che lo trovo abbastanza riluttante.
      Come sempre dipende da ‘voi’ non da me,quanto arriva è causale a quanto scrivete,e continuo a notare che ‘voi’ perdete le staffe etc..io resto calmo e tranquilloissimo
      Se non ti vergogni a fare il troll alla tua età vuol dire che tutti quegli anni ti hanno insegnato abbastanza poco,imho,almeno per il modo di confrontarti eh…
      Ma si può sempre migliorare fino alla morte,perciò coraggio..
      E non ho altro da dire su questa cosa
      😉