L’intolleranza animalista ha bisogno di negare la specificità dell’Uomo

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L’iniziativa della ONG Animal Equality a Roma

Un animalismo intollerante e anche violento sta crescendo, e per legittimarsi ha bisogno di negare la specificità umana.

 

Se la scienza per una presa di posizione ideologica nega l’evidenza sarà corresponsabile della nuova intolleranza.

 

 C’è una evidente continuità tra gli argomenti del’ultimo articolo Nuove scoperte supportano la irriducibile diversità dell’Uomo rispetto agli altri primati, con il crescere di movimenti animalisti che sempre meno dissimulano la loro tendenza all’intolleranza.

Un esempio è stato fornito proprio in questi giorni di Pasqua quando l’ONG Animal Equality (ma chi le finanzia queste ONG?) ha organizzato a Roma delle manifestazioni di protesta contro la tradizione dell’agnello nel pranzo pasquale, la frase utilizzata è stata la seguente:

Gli agnelli non possono parlare.

Noi sì.

Ferma il massacro.

Cosa sarebbe successo se la stessa frase fosse stata scritta per difendere il diritto dei nascituri dall’aborto? 

 Questa riflessione ci porta alla logica conseguenza che per questo animalismo la vita degli animali è più importante di quella degli esseri umani allo stato di feto, questa posizione ricordiamo che è legittimata dalla superata e screditata idea ottocentesca di Ernst Haeckel che lo sviluppo embrionale ripercorra quello della specie, portando alla conclusione che un embrione umano sia paragonabile prima ad un protozoo, poi ad un celenterato, ad un pesce e così via fino alla nascita dove fra l’altro non cessa mai di essere un animale, giustificando quindi anche l’idea dell’aborto post nascita.

Ma non basta uguagliare l’Uomo agli animali, si assiste ad un “sorpasso”, perché mentre si nega la possibilità di uccidere  degli animali a scopo alimentare si afferma appunto quella di uccidere degli embrioni, dei feti e addirittura dei neonati per i più vari motivi, come sostenuto da “cattivi maestri” come Peter Singer autore nel 1975 del saggio Animal liberation e sostenitore dell’eutanasia infantile e come Alberto Giubilini e Francesca Minerva che giusto un anno fa proposero l’aborto post natale.

E torniamo dunque all’iniziativa di animal Equality a Roma, un’iniziativa accompagnata e preceduta da un video definito “choc” sulla macellazione degli agnelli, come se fosse un fatto ignoto che esistano i mattatoi e le macellerie, pubblicato sul Corriere: “Così vengono macellati gli agnelli Per Pasqua video choc degli animalisti“.

In un successivo articolo pubblicato sempre sul Corriere della Sera col titolo Agnelli a Pasqua, battaglia animalisti-allevatori si raggiunge poi il paradosso alimentato dalla più crassa ignoranza:

 E tutti si mobilitano per salvare gli animali da quello che non si esita a definire tragicamente come «olocausto», mentre dall’altro fronte (non tanto quello dei mangiatori, quanto quello degli allevatori), si ritiene questo fondamentalismo null’altro che il frutto di ignoranza e della voglia di apparire.

 Con un doppio salto mortale si definisce “tragicamente” come “olocausto” questa uccisione di animali, dimenticando che era proprio questo il significato originario del termine e che solo successivamente fu impiegato per indicare la Shoah, e che quindi non c’è proprio niente di strano nell’utilizzare tale termine nel caso degli agnelli pasquali!

 Proprio adesso che scientificamente appare sempre più improponibile sostenere una differenza in grado e non sostanziale tra uomo e animali, questi movimenti si fanno più intraprendenti e quasi nessuno sembra accorgersi del fatto che in nome della difesa degli “innocenti” si va legittimando anche l’uso della violenza, come evidenziato in un articolo apparso lo scorso gennaio sulla Bussola QuotidianaIl salto di qualità del terrorismo animalista“.

A quando i primi episodi di violenza contro persone per difendere il diritto alla vita dei capi d’allevamento?

Se dunque la scienza si rifiuta di scendere in campo riaffermando la differenza tra Uomo e animali, supportata dalle più recenti scoperte, e togliendo così sostegno ideologico a questa tendenza sarà corresponsabile delle conseguenze che ne potranno scaturire.

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali. Nel 2016 ha pubblicato "L'Utimo uomo"

  • htagliato

    Sign. Pennetta,
    non nega che oggi esistano animalisti misantropi, cioè animalisti che non sono tali per sovrabbondanza di amore verso la Natura ma per altre ragioni, e ammetto pure che l’idea odierna che l’uomo sia il risultato di un’evoluzione animale viene usata per legittimare tale tipo di animalismo intollerante, ma temo che i problemi siano molto più grandi di una battaglia a colpi di pubblicazioni e divulgazioni scientifiche.
    La gente crede ancora nella diversità tra uomo e animale, anche senza approfondirla scientificamente, col semplice senso comune, ma la mia opinione, se posso proporla, è che semplicemente tale differenza non è più accolta con piacere.
    Mi spiego: gli animali NON sono dotati di una morale umana (al più si riuniscono in branchi, mandrie…) non si può dire che abbiano colpe o meriti, e quindi, soprattutto per gli animalisti, NON HANNO COLPE .
    Gli uomini sono dotati di libero arbitrio e quindi, purtroppo, sono in grado anche di compiere il MALE.
    Tutto questo non è una novità, ovviamente, ma siccome oggi le filosofie dominanti sono il relativismo e l’edonismo reaganiano, i “moralisti” non sono più tollerati perché “scaduti”, non ci grandi ideali politici, allora doti come l’autocoscienza e la responsabilità sono viste maggiormente come un peso, e quindi gli animali sono praticamente invidiati nella loro condizione più semplice della nostra, in pratica sono superiori ormai.
    Concludendo, da aspirante scienziato a scienziato, ti do ragione (la Scienza non può sostenere alcuna ideologia); da uomo a uomo, l’insieme delle cause dell’animalismo intollerante è un monte vertiginoso (visto da me)!

    • htagliato, grazie per il tuo intervento che è molto interessante ed evidenzia con acume aspetti a cui non avevo pensato, ed assolutamente reali, che vanno ad ampliare e completare le analisi fatte nell’articolo.
      Il fatto che una persona come te stia studiando per fare della scienza la propria professione mi fa diventare un po’ più ottimista…

      • htagliato

        Grazie, troppo buono 🙂

        • Daphnos

          Mi associo ai complimenti e alla condivisione di vedute espresse dal prof.

          • htagliato

            In tal caso, grazie anche a te, Daphnos!

  • Matteo Dellanoce

    Gli animalisti hanno la pancia piena. Mangiano 5 volte al giorno e non hanno problemi di sorta.
    In miniera a lavorare una settimana e poi vediamo se non sbranano un agnello!
    Matteo

    • “In miniera a lavorare una settimana e poi vediamo se non sbranano un agnello!”
      Dobbiamo prenderlo come una proposta per un esperimento?!
      🙂

  • Matteo Dellanoce

    un CALOROSO invito!
    Matteo

  • valentino

    Appoggio l’idea della miniera.
    I miei nonni contadini amazzavano anatre, galline, il maiale e di questi si nutrivano.
    Non avevano alcuna remora perchè avevano poco e queste carni servivano al sostentamento della famiglia (5 figli più i genitori).
    Avevano la delicatezza di non farci assistere alla cosa quando eravamo molto piccoli, ma poi con il tempo non ci hanno più allontanato.
    Noi che vivevamo con la nonna dell’altro ramo di famiglia, nonna maestra triestina austriacante, nonno ingegnere civile e per un breve tempo deputato, noi leggevamo, studiavamo piano inorridivamo a quella vista.
    Poi con il tempo abbiamo capito e accettato.
    Io confesso che difficilmente riuscirei ad uccidere un animale se non costretto dal pericolo o dalla fame, ma gradisco eccome la carne.
    Alcuni mi danno dell’ipocrita ma io faccio notare che difficilmente potrei anche compiere operazioni cruente su un corpo umano (tipo estrarre un dente o incidere per estrarre una scheggia o ancora manipolare una frattura per immobilizzare l’arto) eppure vado dal medico (che queste cose le fa senza voltarsi indietro) e lo pago pure finanziandolo pure perchè possa continuare in queste sue cruenti attività, eppure non mi sento ipocrita.
    Ognuno fa quello che sa fare, ognuno di noi ha doti e tare, preferenze e paure è normale.
    Il metronomo che detta i tempi e le modalità delle azioni è la necessità.
    In un mondo opulento certe idee preondono piede, in un mondo povero no (in Africa si mangiano comunemente i ratti e la stessa cosa succedeva in Europa durante le guerre).
    Quando alla non necessità si aggiunge una mancanza di valori fondanti ecco che queste idee prendono il posto di religioni e altre passioni (politiche, artistiche ecc.).
    Va tutto insieme in una grande corrente regressiva verso un passato immaginario e mai esisitito dell’ invenzione Arcadica.
    Non che fare dei passi indietro sia del tutto negativo visto che molti cosiddetti passi avanti sono stati fatti in direzione sbagliata ma una cosa è rinunciare su basi serie dovute ad analisi basate su fatti oggettivi, un’altra è sostituire il risultato di 2000 anni e più di storia ed esperienze maturati per impostare la propria vita su delle favole.
    In fin dei conti mi sembra (sig.ri biologi scusatemi per la rozzezza) che ogni specie abbia degli istinti primari che tendono a:
    1) conservare l’individuo
    2) conservare e potenziare il gruppo (dove si applica)
    3) conservare e moltiplicare la specie

    Ora io mi domando dove sono finiti questi istinti primari nella nostra specie? (questo senza andare a scomodare la nostra unicità)
    non ci sono più.
    E’ vero come si è puntualizzato, noi non ci amiamo più e questo è il nostro problema.

    • Carissimo Valentino, grazie per averci fatto condividere i tuoi ricordi regalando anche a noi una saggezza che a volte abbiamo intravisto e dimenticato.
      Anche io da bambino ho passato molto tempo in una fattoria della pianura pontina, era di una famiglia di amici, ricordo gli animali da cortile e le mucche nella stalla, la vita e la morte erano semplicemente la normalità.
      Erano l’eredità di una civiltà che ho imparato a rispettare, così come si rispettavano gli animali, senza però farne degli idoli.
      Grazie per avermelo fatto ricordare.

      • Leonetto

        Bisogna certamente stare attenti a non cadere in clichès,banalità e cose che non c’entrano nulla.
        Chi lavora in miniera,nei campi,in cava e ha fame,ha fame.Se non mangia carne per scelta una volta che si è riempito la pancia sta bene lo stesso basta si ristori,quel che c’è c’è.Se c’è una bella pasta fagioli toscana stai pur certo che ci si può riempire più che con un porco..Non si può certamente farne una linea di principio nè dire che chi porti avanti certi discorsi lo faccia perchè sia snob o sfaccendato o figlio di papà o altro..
        Allo stesso modo non ha senso fare discorsi sull’allevamento animale e sulle attività che portano cibarie.Anche i miei nonni avevano polli e conigli e alcuni miei prozii e zii…Mio ‘suocero’ pesca.
        E dire che son cose che vanno avanti da 3000 anni..
        Quando più che semplicemente chi si fa carico di discorsi animalisti liquida semplicemente queste cose.

        L’articolo che segue il filone sull’argomento è invece molto sagace e affronta e ritorna su alcuni argomenti importanti come l’analogia con l’aborto e le inevitabili incoerenze in cui incappano i vari animalisti ,vegani etc..

        Ma volevo sottolineare un altro aspetto molto importante che èl’informazione.ora,vegani portando avanti le loro campagna,chiamiamole così,invitano le persone ad informarsi,ma dovrebero essere loro i primi a farlo.
        Infatti abbandonandosi a clichès si abbandonano a fonti autoreferenziali e che parlano a partito preso,pagine di fessbuk,forum dedicati dove si trovano pari pari le pappardelle che devono riproporre!mancano totalmente di spirito critico problema che su queste pagine è stato denunciato più e più vcolte e non solo circoscritto a queste persone..
        Anche solo vedere dove si trova la B12 fa pensare…
        http://www.valori-alimenti.com/cerca/cobalamina-vit-b12.php
        Tant’è che fenomeni di violenza ,di bestialistà,feralità(anche se per loro è un complimento)vengono applauditi da radio,quotidiani etc..
        Applaudire alla violenza è pericoloso.

        Devo ripetermi,un conto è una scelta e motivarla con le altre persone,un conto è volere imporre questa a tutti,servirsi anche di violenza,di cattivo gusto,di falsità e cadere nell’incoerenza più totale.
        Pretendere di giudicare l’altro per ciò che sceglie di mangiare,oltre che non essere cristiano, è sbagliato,è antidemocratico e pericoloso.
        Io ,non solo io ma anche specialisti dietologi sia europei che americani,invito ad informarsi,non è difficile,identificano nel vegano una sorta di ‘disturbo’,diverso quindi dal vegetariano..

        Sicuramente c’è un forte bisogno quindi di riacquistare di risponsorizzare e ridare valore all’umanità e non all’animalità.
        I problemi non ci sono perchè si è poco animali ma perchè si è poco umani.
        Sicuramente rispettare le forme di vita è un bene e cosa da invitare a fare,così come rispettare tutti gli uomini e quindi le scelte di essi anche quelle alimentari,e non solo per i cristiani,ma per tutti gli uomini che vogliano dirsi persone.Senza accusare e/o giudicare chi è vegetariano o mangia carne o non mangia certi tipi di cibo..fintanto che rispetta le altre persone.Fanatismi ideologici anti-uomo non fanno sicuramente bene a nulla,neanche agli animali..

  • Lucio

    Ho apprezzato molto l’equilibrato intervento di Leonetto a questo ottimo articolo e al dibattito che ne e’ scaturito.
    Anch’io vorrei sottolineare che molte volte i vegani non sono oggettivi nel riportare i rischi e le difficolta’ che sono connesse con l’adozione della loro scelta alimentare: qui http://www.albanesi.it/Alimentazione/vegana.htm mi pare che l’argomento sia trattato in maniera equilibrata (naturalmente, pero’, non posso essere d’accordo con l’autore quando sostiene che non si possa parlare di un etica assoluta).
    Vorrei inoltre segnalarvi una nuova, assurda balla, che circola su Internet: Papa Francesco avrebbe lanciato un appello ai cattolici per esortarli ad astenersi dal consumo di carne di agnello duirante il pranzo di Pasqua: http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=56900
    Evidentemente, ancora per molta gente, il fine continua a giustificare i mezzi (la menzogna)
    Un saluto!

    • Colgo l’occasione di questo intervento per ribadire con maggiore chiarezza il fatto che nessuno sta a discutere di cosa voglia o no mangiare qualcun altro, anzi, semmai il problema è che tale colpevolizzazione avviene in senso opposto.
      Quello di cui si parla è infatti il tentativo di colpevolizzare gli onnivori e, cosa più importante, l’ideologia che sta dietro a questo fenomeno.

      Consiglio poi di leggere l’articolo segnalato da Lucio sul sito popoff, da notare che è seguito da una serie di commenti davvero esilaranti su come si faccia cattiva informazione e, francamente, anche cattiva propaganda…

      • Leonetto

        Beh il migliore è senza dubbio:
        “NON C’è BISOGNO CHE LO DICE IL PAPA METTETE LA MANO ALLA COSCENZA. ”

        Comunque ora non so chi dovrebbe cercare notizie su un sito del genere,a quei punti tanto vale rivolgersi a Icke,Malanga,kadmon,Voyager,Mistero e compagnia bella..

        Che poi non è neanche originale ,è l’effetto “gioco passaparola” applicato alle affermazioni della campagna veg su Francesco d’Assisi..

      • Leonetto

        Ma semplicemente d’accordo,anche con Valentino.
        Intervenivo semplicemente(e ringrazio Lucio)per soffermarmi su alcuni punti sui quali temevo i commenti potessero creare un po’ di confusione.
        Il punto è chiaro,riprendo il mio commento precedente,se si scende in un fanatismo becero ovviamente poi le conseguenze sono quelle che sono.
        E’ quasi come se l’attivista veg (si parla comunque di certe cerchie di persone,di branchi,di vere e proiprie sette)soffrisse della sua scelta e cercasse di elevarsi sopra chi non la scelga cercando di imporglierla quasi a scopo sacro di vita.
        Sono quelle cose che rischiano di degenerare in qualcosa di carattere settario..viene subito agli occhi quell’odio atavico, inculcato da una setta estremista verso chi mangia quello che crede. Chi è onnivoro diventa ignorante,stupido,un essere da disprezzare,insultare, su cui sfopgare ogni tipo di violenza(per essi fine di bene…) vorrebbero ammazzarli tutti quelli che non seguono la loro fede…e poi dicono che mangiare vegan fa vivere in armonia..a me pare faccia uscire pazzi..continuo a sostenere che sia un disturbo da DSM..
        Uno si può raccontare quello che crede e convincersi di non essere un tal fanatico ma le sue parole e i suoi gesti poi parklano per lui e ciò che se ne ricava è inappellabile.
        Se qualcuno si fa inebetire dalla loro propaganda martellante, che è rappresentata da un continuo martellamento giornaliero con volantini, messaggi, monologhi,spam(nel commento di cui sopra riportavo il fatto che si appellassero a quei soliti punti che appaiono sui soliti siti e forum che ripetono acriticamente a pappagallo),sciempiaggini antiscientifiche e menzogne più o meno colossali e inizia ad aderire a questo vivere sono solo problemi,economici,sociali,di salute..

        P.S.
        Visto che di recente è stato mostrato,letto e diffuso il discorso di Hitler copia dei discorsi di B.Grillo ai comizi,propongo questa lettura:
        http://www.earmi.it/varie/verde.htm

        • Leonetto, grazie per il link, davvero niente male!

          • Leonetto

            Che poi Enzo avrai certamente notato che se consideriamo La Società Thule,la A.Bailey si trova l’anello di congiunzione,madama Blavatsky e si va a comprendere le radici occulte che si trovano anche in questo aspetto di quella che ormai è divenuta in un modo o nell’altro l’ideologia dominante,la new age.
            Mascherata ma si ritrova tutto per filo e per segno.
            Basta vedere per esempio oltre al già citato “L’esteriorizzazione della Gerarchia” anche il “Trattato dei sette Raggi”,ovviamente si ritrova l’impronta delle fondamenta della Blavatsky che riteroviamo anche nella Thule e quindi in Hitler..e in un certo qual modo anche in movimenti moderni come lo Zeitgeist e quindi anche il nostrano M5S.
            Questo non è complottismo e non sono discorsi alla Voyager o alla Mistero.Semplice resoconto di fatti.E’ sufficiente,ed invito a farlo,andarsi a leggere la letteratura esoterica di riferimento e fare i raffronti.Poi se uno vuol pensare che se certe idee si ritrovino pare pare sia un caso,ma sarebbe il caso di smetterla un po’ di credere sempre a questo caso un po’ come si fa con Babbo Natale..

  • valentino

    Infatti Leonetto, io mi guardo bene dal giudicare le scelte alimentari altrui. Come dici tu una bella pasta e fagioli riempie la pancia meglio di un po’ di porco.
    Quello che giudico essere male è appunto il fanatismo, il voler imporre le proprie scelte ad altri, il pretendere che la propria visione sia giusta “una scelta di civiltà e amore” mi ha detto qualcuno.
    Nello stesso momento si ignorano migliaia di esseri umani che muoiono di fame e sete, se non per tirarli fuori dal cilindro quando serve raccogliere i fondi per garantire i lauti stipendi dei dirigenti di certe ONG.
    Ciò che giudico negativo è il movimento di pensiero e le azioni che ne conseguono, non chi ha fatto una scelta.
    Certo però che le scelte vanno fatte sulla base di criteri oggettivi e purtroppo devo dire che no, dalla mia esperienza non è quello che succede, il tutto si basa su credenze e miti non sottoposti ad un processo di controllo critico nella maggior parte dei casi.
    Tutto nello stesso solco della ricerca di un’età dell’oro, di un paradiso perduto e dell’immortalità.
    Purtroppo questo mondo non è il paradiso e l’uomo non è in grado di farlo diventare tale, gli esseri umani non sono immortali.
    Sarebbe bene che questa gente, parlo dei followers acritici non da chi pilota i fenomeni, vive in una sorta di illusione onirica.
    Senza giudicarli mi sembra però che abbiamo il dovere di far loro capire che forse sbagliano, che forse non hanno considerato tutto, che forse se si dedicassero a migliorare la vita di tanti che vivono nell’indigenza e nella sofferenza farebbero cosa assai più utile e “secondo natura” che evitando di mangiare le quaglie.
    Non è la scelta ne’ chi questa scelta fà che critico ma bensì il fanatismo privo di basi oggettive.
    Poi ognuno mangi ciò che vuole quando vuole e come vuole, ci vorrebbe altro! Io adoro il pesce, ma ci sono dei periodi in cui ho un rifiuto totale per lo stesso; semplicemente mi astengo.
    Altre volte ho delle “voglie” mi sveglio la mattina con in testa un particolare alimento ed un bisogno fisiologico di assumerlo.
    Vai dove ti porta lo stomaco 😉

  • valentino

    Correzione:

    Sarebbe bene che questa gente, parlo dei followers acritici non da chi pilota i fenomeni, la smettesse di vivere se in una sorta di illusione onirica.

  • Matteo Dellanoce

    Chiedo scusa Valentino: la pasta e fagioli la si fa con un bel soffritto di guanciale o in alternativa ( ma non meglio) di pancetta.
    Matteo Dellanoce

    • Leonetto

      Se per quello ,nella toscana,l’originale, si userebbe il lardo e si aggiunge anche la cotenna.I cavatori di una volta se lo sognavano il guangiale,il lardo era presente perchè era povero(anche la trippa) seppur le spezie costose si sostituivano sapientemente con prodotti del luogo.
      La carne e le uova eran però in genere cose da siuri eppure minatori,cavatori e non solo magiavano il triplo di noi.
      Polenta,fagioli,cipolle,castagne e pasta, pane e radicchio di campo, e vino han sostenuto cavatori e minatori e generazioni di lavoratori per anni.Carne,uova &Co eran cose da festa,da domenica..se c’erano.Sicuramente c’era anche il ‘baccalà’ che ai tempi costava poco, ora un capitale.
      Durante la corsa all’oro i minatori che arrivavano in California avevano dieta fatta di fagioli,lattuga selvatica e frittelle.
      Comunque,a parte discorsi alla Philippe Daverio,e’ assurdo il discorso per cui andando in miniera a lavorare una settimana si divorerebbero un agnello,quel che si verifica certamente è la fame,come la si placa poi è un’altro discorso.
      Non è neanche rispettoso per tutte quelle famiglie che veramente,ma se gli andava veramente bene l’agnello lo vedevano solo a Pasqua..
      Tutto lì,poi uno pensi un po’ quel che vuole.

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