Michela Brambilla, animalismo, vivisezione e deliri vari

14

brambilla

L’ex ministro del turismo organizza un incontro sulla vivisezione che sembra una puntata di Zelig.

 

Il volto di un animalismo trendy fondato sul nulla.

.

Vivisezione, «le alternative ci sono» Scienziati a confronto, il convegno alla Camera“, questo titolo del Corriere della Sera racconta di un convegno organizzato dal deputato di FI Michela Brambilla sul tema della ‘vivisezione‘.  La lettura dell’articolo è un vero susseguirsi di spunti che meritano delle riflessioni, a partire dalle prime righe in cui leggiamo quanto segue:

La vivisezione può costituire uno strumento valido per la ricerca sulla salute umana? Se gli uomini fossero roditori da settanta chili probabilmente si. Ma così non è. E’ questa la posizione di tanti fisici, biologi, medici e ricercatori italiani ed europei sulla sperimentazione animale: un metodo inutile, inaffidabile e soprattutto dannoso per cavie e persone, al di là della questione etica.

A vacillare per gli esperti sarebbe infatti la possibilità di rinvenire un qualsiasi fondamento scientifico derivante dal gap incolmabile tra i due generi

 

Abbiamo letto bene? Secondo gli esperti tra animali e Homo sapiens esiste un gap incolmabile (e su questo saremmo d’accordo ma per altri motivi), solo che si tratta di una posizione assolutamente contraria a quella che qualunque biologo evoluzionista mainstream oggi sosterrebbe, come infatti è noto la teoria neo-darwiniana sostiene l’esatto contrario, che cioè tra animali e uomini le differenze sarebbero solo di grado, quindi nessun gap incolmabile. Questo argomento potrebbe essere quindi sostenuto solo al prezzo di gettare alle ortiche 150 anni di darwinismo e della visione genecentrica che ci assicura che siamo per ben il 95% topi, e che quindi è assolutamente giustificata la sperimentazione su di loro. Non crediamo che si possa arrivare a tanto.

Ma quali dati dimostrerebbero l’inutilità della sperimentazione animale? (NB, sperimetazione, non vivisezione che è un termine fuorviante) Le argomentazioni di Claude Reiss, ex direttore di ricerca al Cnrs francese, appaiono davvero indegne di un ricercatore:

Basta guardare le statistiche sull’evoluzione delle problematiche sanitarie per tirare le somme sui risultati raggiunti dalla sperimentazione animale, secondo il biologo e tossicologo molecolare Claude Reiss, ex direttore di ricerca al Cnrs francese e presidente di Antidote Europe.

Dai dati elaborati dall’Oms, negli ultimi dieci anni la popolazione colpita da diabete e cancro al seno sarebbe raddoppiata, la diffusione dell’alzheimer aumentata dal 5% al 24% e l’autismo incremento di 50 volte. Per un totale di 680 mila persone con diagnosi positive nel 2000 a fronte dei 6 milioni odierni. Cifre che dimostrerebbero «l’inutilità della ricerca condotta sulle cavie da laboratorio»

Incredibile! Secondo Reiss l’aumento delle patologie come diabete e cancro non è da cercare nelle cause delle malattie stesse ma nel fallimento della ricerca delle cure! In pratica il fallimento della ricerca dovrebbe essere non la causa delle mancate guarigioni ma dell’aumentato numero dei malati, come dire che se in casa manca l’aspirina ho più probabilità di prendermi l’influenza… no comment. Ma l’ex (per fortuna) ricercatore del Cnrs si spinge oltre e va ad unirsi alla schiera, anch’essa modaiola, dei profeti dell’Apocalisse prossima ventura:

aggiunge il ricercatore con “rischi concreti per le generazioni future: dei bambini nati dopo il 2000 il 40% entro il 2050 avrà il diabete, 5 milioni di donne il cancro al seno, 60 mila uomini il cancro alla prostata, 300 persone saranno autistiche ed entro il 2080 l’infertilità maschile colpirà in modo diffuso l’intera popolazione

Previsioni che insistono sul fatto misterioso che la mancanza di cure faccia aumentare il numero di persone che si ammalano, ma facendo poi (non si sa se per uno sbaglio della giornalista) un misterioso salto dalle percentuali terroristiche del 40% di bambini malati di diabete a numeri assoluti che non dicono proprio nulla: 5 milioni di donne con il cancro al seno… su quante? “300 persone saranno autistiche” in totale?  Per finire con “ed entro il 2080 l’infertilità maschile colpirà in modo diffuso l’intera popolazione”, frasi senza senso in cui è presente molto Nostradamus e niente di uno scienziato.

Interviene anche Marcel Leist, specialista in biomedicina e tossicologia in vitro, professore della School of chemical biology – Germania che sostiene vie alternative di sperimentazione:

L’unica soluzione è cambiare metodo di ricerca: dall’animale all’essere umano. «E’ già in corso una rivoluzione silente. A partire dagli anni ‘80 l’industria farmaceutica ha ridotto in modo significativo l’utilizzo di animali a vantaggio delle nuove tecnologie con risultati scientifici migliori, costi inferiori e risultati più veloci.

Adesso e’ in corso la seconda fase». Sarebbero infatti diverse le tecniche alternative in fase di sperimentazione, molte delle quali già ritenute equivalenti o migliori dei test animali in predittività ed efficienza: dalla generazione in laboratorio di pelle umana per test cosmetici, ricerca su melanoma e allergie, alla creazione di tessuto polmonare, epatico o renale per studiare infezioni organiche.

Bene, se dagli anni ’80 l’industria ha ridotto l’utilizzo degli animali vuol dire che dove si possono usare altri metodi già viene fatto, e allora dove questi nuovi metodi non possono essere usati non si può fare di meglio che continuare i test sugli animali. Gli esempi riportati poi da Leist non sono significativi, usare infatti singoli tessuti non sempre è sufficiente, come è infatti facilmente comprensibile se si deve testare una risposta dell’intero organismo il tessuto non basta.

E giunge infine la conclusione dell’On. Brambilla:

«Vogliamo chiarire all’Italia che non è più necessario che muoiano animali per salvare le persone – ha concluso Michela Vittoria Brambilla, fondatrice della Federazione ‘Nel Cuore’ -. C’e’ una ragione scientifica per dire no alla sperimentazione animale: il modello animale è diverso dall’uomo e da’ risposte fuorviante per la nostra salute.

La sperimentazione sugli animali e’ solo un grande business e non possiamo permettere agli interessi privati economici e alle lobby che li tutelano di prevalere sul diritto dei cittadini di godere di una ricerca affidabile per la nostra salute». 

L’On. Brambilla, fondatrice insieme al prof. Umberto Veronesi del movimento “La coscienza degli animali“, ci dice che l’unico motivo per utilizzare ancora la sperimentazione animale è il business che c’è dietro, una frase di sicuro effetto ma senza un minimo di spiegazioni a supporto.

Se lo dice la Brambilla deve essere vero, c’è gente che specula sugli animali per far soldi. Lei invece no, i soldi non le interessano e non farebbe mai del male agli animali. Ci crediamo, peccato che non ci creda Wikipedia:

A fine 2002 la LNDC-Lecco rinuncia alla gestione del canile, e il Comune delibera con urgenza di affidare la gestione del canile, direttamente e senza gara d’appalto, alla LEIDA della stessa Brambilla, per 9 anni rinnovabili ed un importo di 542.000 €, di molto superiore al limite di 200.000 € fissato per gli appalti di pubblici servizi. La LEIDA, al momento di ottenere l’incarico, non è ancora iscritta al registro regionale delle onlus e non potrebbe pertanto ricevere finanziamenti pubblici.

Nel 2007 i volontari del canile presentano denuncia ad Asl e Comune lamentando lo stato di abbandono ed incuria del canile, dopo che per un mese è stato loro vietato l’accesso. La Asl replica con una lettera in cui afferma la “conformità della struttura e soddisfacenti condizioni igienico-sanitarie” e il sindaco di Lecco Antonella Faggi si dichiara d’accordo.

Nel 2008, la presidenza della LEIDA passa al compagno di Michela Brambilla, Eros Maggioni. Nel maggio 2010, la Asl in una lettera al comune di Lecco indica che in base alla nuova normativa del 2008 il canile non possiede più i requisiti previsti; specificando tuttavia che i deficit sono della struttura, perciò non imputabili alla gestione della Leida. Il nuovo sindaco, Virginio Brivio, dichiara che il Comune realizzerà una nuova struttura e la darà in gestione con regolare gara d’appalto.

Nel luglio 2012 il Comune di Lecco decide la chiusura del canile entro il 30 novembre, in quanto la struttura non risponde ai requisiti di legge. La Brambilla nega però che ciò corrisponda al vero.

C’è il business delle cavie da esperimento e il business dell’animalismo, quello degli scienziati e quello dei politici in cerca di voti. Sempre di business si tratta.

 

.

.

.

.

.

Share.

About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

14 commenti

    • Buonasera Marco, ho ascoltato il breve spezzone ed è talmente cinico che veramente stento a credere che si tratti di un intervento vero, non è che si tratta di una provocazione della Zanzara?

      • Ammetto che non avevo pensato a questa possibilità. Avevo già notato che altri ragazzi avevano caricato quello stesso spezzone su youtube, presentandolo come un intervento autentico, però sul resto della rete non ne ho praticamente trovato notizia. Però, giusto adesso, ho trovato l’intera trasmissione del 06/01/14(http://tunein.com/radio/La-Zanzara-p125204/), e a circa un’ora e diciasette minuti inizia l’intervento della signora. Purtroppo mi sembra vero.

  1. Pingback: Michela Brambilla, animalismo, vivisezione e deliri vari | Lo Sai

  2. Ciao, non mi è chiaro il messaggio sulla sperimentazione: in particolare quello sulla correlazione uomo animale. http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/30/sugli-animali-test-inutili-anzi-sbagliati-e-vecchi-di-oltre-sessantanni/54397/

    Comunque già ora è prevista la sperimantazione sull’uomo: dopo avere superato i test sugli animali, tutti i nuovi farmaci devono obbligatoriamente entrare nella fase dei trial clinici sull’uomo.

    I test di sicurezza condotti sugli animali ci possono danneggiare in modo diretto [ http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2964774/%5D

    Non vorrei però aver frainteso il senso dell’articolo.

    Grazie

    • Buonasera stefano,
      la correlazione, come tutte le correlazioni, si presta a facili confusioni. Il fatto che studi commissionati a diversi soggetti abbiano portato a risultati diversi non è da imputare alla fallacia della sperimentazione animale in sé ma allo stato di crisi in cui versa la ricerca scientifica in generale, intendo dire che se diversi studi fossero stati commissionati su campi che non prevedono la sperimentazione animale probabilmente avremmo comunque avuto risultati altrettanto controversi. Insomma il problema è come viene condotta la ricerca in generale, non la validità dei test sugli animali.
      Al riguardo ne avevamo parlato poco tempo fa su CS commentando una denuncia dell’Economist:
      http://www.enzopennetta.it/2013/11/10-100-1000-cs-contro-gli-errori-della-scienza/

      Riguardo al secondo articolo la risposta l’hai già data parzialmente nel tuo intervento, la sperimentazione animale precede ma non sostituisce quella umana, quindi è possibile che in qualche caso fallisca e che una molecola innocua nell’animale dia problemi all’uomo.
      Ma è anche vero che se il farmaco fa male all’animale quasi certamente (sottolineo quasi) ho risparmiato di intossicare un uomo. Il che non è poco.
      I casi riportati di insuccesso della sperimentazione animale andrebbero visti rispetto alle percentuali di successo, così dicono poco.

      • Buongiorno, sulla modalità di conduzione della ricerca siamo d’accordo, ma in realtà penso che quel “quasi” sia un pò sottostimato: se pensiamo al Tamoxifene, rimedio efficace contro alcune forme di tumori al seno, esso è stato sul punto di essere scartato perché provocava tumori al fegato nei ratti, cosa che non succede negli esseri umani. Se pensiamo al Talidomide, i topi non presentavano tossicità anche a concentrazioni di 4.000 mg/kg. Il Talidomide era però causa di anomalie congenite nell’uomo a 0,5 mg/kg ed il farmaco veniva prescritto in compresse da 50 mg per 50-200 mg/giorno. Il farmaco veniva prescritto alle donne in gravidanza per combattere le tipiche nause, ma oltre a calmare i conati, il principio attivo del medicinale era anche in grado di procurare lesioni gravissime e malformazioni nei feti. Sembra che il 92% delle sostanze che superano la sperimentazione sugli animali non superano la sperimentazione umana. http://www.limav.org/metodisostitutivi-cagno.html Modelli alternativi ci sono, tuttavia il loro sviluppo è ostentato dal proseguimento di questa pratica. http://www.agenpress.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6360%3Alorenzin-procura-di-roma-apre-un-fascicolo-contro-il-ministro-e-assegna-le-indagini-al-pm-fasanelli&catid=87&Itemid=474 Anche se il farmaco che fa male all’animale quasi certamente ha risparmiato di intossicare l’uomo, questo non vuol dire che continuare la linea sia la cosa migliore, e che un’altro tipo di sperimentazione non possa dare gli stessi risultati o probabilmente migliori per l’uomo. Una cosa che non potremmo mai sapere, per ovvie ragioni, è quanto della percentuale delle sperimentazioni che non hanno successo sugli animali, avrebbero in realtà successo sull’uomo. E’ questo che preclude la sperimentazione animale. I metodi alternativi potrebbero darci risposte migliori.

      • daniela marra on

        Buongiorno Enzo, ho letto e se ho compreso bene lei è a favore della vivisezione (chiamiamola per quello che è, come dice lei, sperimentazione è “riduttivo”)nel caso in cui le ricerche sui tessuti non fossero sufficienti. Forse le sfugge quanto le case farmaceutiche abbiano un ruolo fondamentale ed esclusivo su questo “dipende”; le ricordo inoltre che un essere vivente da laboratorio costa molto, molto, ma molto meno di qualsiasi altra ricerca (trenne ovviamente gli esperimenti di massa su popolazioni inermi). Visto che nel suo sito leggo spesso citazioni tratte dalla storia, le consiglierei, nel caso non l’avesse già letto (dubito.. viste le sue affermazioni), un vecchio libro che rimane sempre attualenella sua concretezza http://www.dmi.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/ruesch_IN.pdf
        La ringrazio per l’attenzione
        Buona giornata
        Daniela

        • Buongiorno Danela,
          ho letto con attenzione il suo intervento, devo dire che però nel momento in cui lei afferma l’equazione sperimetazione=vivisezione ci troviamo di fronte ad una fondamentale differenza sull’oggetto del discorso, insomma stiamo parlando di cose diverse.

          Come lei saprà la stragrande maggioranza della sperimentazione avviene testando l’effetto di molecole somministrate, non operando amputazioni o tagli (per sperimentare cosa?), non sono poi neanche d’accordo col fatto che un animale da laboratorio costi poco, già negli anni ’80 (in tempi non sospetti) una mia compagna di università mi parlava del suo lavoro in una casa farmaceutica descrivendo animali trattati “meglio di te e di me” e del costo crescente richiesto dall’adeguamento agli standard.

          Infine il libro che mi ha gentilmente linkato, che ho solo osservato a campione in alcune parti, oggettivamente parla del passato, parte dall’inizio dell’800 ed è stato stampato nel 1976. Oggettivamente non è e non può essere attuale, noi stiamo parlando di oggi e quindi non ci dice nulla che possa servire al dibattito.

          Buona giornata anche a lei

          • daniela marra on

            Da sua esperienza personale dal 1976 ad oggi il rispetto per la vita in generale è aumentato? Mi sembra sia il primo lei a dimostrare in più occasioni che il passato è stato solo la base per incrementare un disegno del tutto attuale e non riscontrando alcun miglioramento nella qualità della vita umana, dubito moltissimo ci possa essere stato nella sfera animale. Ad ogni modo, fino a quando si riterrà lecito usare esseri viventi senzienti per “migliorare” la vita di noi umani, non credo che si arriverà mai ad una coscienza reale della verità
            Grazie per la risposta
            Daniela

          • Dalla mia esperienza personale dal 1976 ad oggi il rispetto della vita umana è molto diminuito, sotto la motivazione delle buone intenzioni si uccidono i malati, gli anziani, si sono sterminati mezzo milione di irakeni senza neanche una manifestazionicina di protesta, si bombardano ogni giorno civili con i drone e il Nobel per la pace Obama ogni settimana firma una kill list per i suoi omicidi, e ancor di più, come diceva Madre Teresa, il nostro è diventato un mondo che uccide i suoi bambini, un mondo che fa questo non può avere la pace.
            In confronto agli animali è andata molto ma molto meglio, le loro condizioni sono certamente migliorate .
            Quel che credo è che se non si recupererà il vero rispetto della vita umana non ci sarà vera pace, per nessuno.