29/3/2014, riecco l’ora della Terra…

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Come ogni anno il WWF organizza l’ora della Terra, e come ogni anno è necessario ricordare che si tratta di un’inutile manifestazione che serve solo a farci sentire tutti “più buoni”.

 

Un falso problema attirerà l’attenzione e nasconderà le vere emergenze.

 

Cosa è l’ora della Terra? Da Wikipedia leggiamo:

Ora della Terra (Earth Hour in inglese) è un evento internazionale che ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla necessità di intervenire contro il riscaldamento globale mediante un gesto semplice ma concreto: spegnere la luce per un’ora nel giorno stabilito. Il risparmio energetico ha come effetto minori emissioni di anidride carbonica, il principale dei “gas serra”. L’evento è anche mirato a ridurre l’inquinamento luminoso e nel 2008 è coinciso con l’inizio della National Dark Sky Week (settimana nazionale del cielo buio) negli Stati Uniti.

In poche parole si tratta di un modo per attirare l’attenzione sul Global Warming, su quel fenomeno che da circa quindici anni non ne vuole sentir parlare di seguire le previsioni degli esperti e si comporta come se non ci fosse stato alcun aumento della concentrazione di CO2 dal 200 (Fig. 1). Gli esperti che attribuiscono alle attività umane la responsabilità del riscaldamento globale hanno sbagliato le loro previsioni, e in campo scientifico sbagliarle significa aver sbagliato la teoria.

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Fig. 1

Ma come diceva Hegel, se i fatti non si accordano con la teoria tanto peggio per i fatti, e quindi tutti a manifestare contro un riscaldamento di origine antropica che esiste solo nelle teorie degli ‘esperti’. E proprio perché la realtà ha poco a che vedere con l’iniziativa dell’ora della Terra, ecco scendere in campo gli eroi dei fumetti, e così abbiamo nientemeno che l’Uomo ragno a sponsorizzare la lotta contro il nemico pubblico n°1, la CO2:

 

 Ma l’uomo ragno non viene lasciato solo, accanto a lui troviamo anche Francesco Totti, Massimiliano Rosolino, marco Mengoni, Elisa e Alessandro Borghese, tutti uniti in questa campagna delle luci spente:

 

Non esiste una correlazione provata tra le emissioni antropiche di CO2 e i cambiamenti climatici, e in ogni caso sarebbe molto più efficace prendere delle misure di gestione dei rischi che non la lotta alle emissioni stesse, su questo punto proprio in questi giorni si è consumata una rottura all’interno dell’IPCC. Infatti Richard Tol, economista, che ha partecipato attivamente alla stesura del report e della bozza del documento “Summary for Policy Makers“, come riportato in un articolo del Daily Mail, in questi giorni ha abbandonato l’IPCC lamentandosi proprio dell’atteggiamento apocalittico del documento “UK professor refuses to put his name to ‘apocalyptic’ UN climate change survey that he claims is exaggerating the effects“.

Ma se quello delle emissioni di CO2 è un falso problema, i problemi veri non mancano proprio, come già avvenuto in precedenti occasioni proponiamo un’immagine della Terra vista dallo spazio (Fig.2)

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Fig. 2

 

La Terra, quella vera, osservata dallo spazio mostra ampie zone densamente popolate ma immerse nel buio, i paesi del Terzo mondo l’ora della Terra la celebrano 365 giorni l’anno per 24 ore al giorno, e il WWF non si preoccupa per loro, per il diritto all’energia elettrica.

Guardando la gif. inserita su Wikipedia alla voce “Ora della Terra“, rispetto ad un’ora della Terra in cui si spengono le luci, molto meglio un’ora dell’Uomo in cui le luci si si accendono.

 

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

23 commenti

  1. Stia tranquillo Sig. Pennetta,

    i vegani non sono zombi e da “statuto” non verranno a prenderla di notte a casa per mangiarla!

    Parlando “seriamente” lei se la sente di mangiare “vegan” (tradotto vuol dire un pranzo con insalate, pasta integrale, zuppe, frutta…quanti vegan “part time” ci saranno nel mondo quindi?) anche per una sola settimana?
    Penso che la sua risposta sarà un secco no, con tante scuse accampate ma per un solo vero motivo: perché lei ha paura così di ammalarsi, le hanno fatto credere così. Il cibo è più della religione, ed questa paura del fondamentalismo vegan, non è altro che una proiezione. Quindi è la paura che genera le sue tesi. Quando lei avrà affrontato questa prova, torni a scrivere di crudeltà, intolleranza, morale…
    Fino a quel giorno, è inutile perdere tempo e giocare a nascondino.

    Ps: per 40 anni ho mangiato come lei, e negli ultimi 4 anni “mangio” da vegano. La precisazione è necessaria, perché come per tanti, non bastano 3, forse neanche altri 40 per definirsi vegano. E non è nemmeno necessaria questa etichetta. Al momento i “born vegan” sono ancora pochi.
    E, comunque, vegan o non vegan, non venga a dirmi, che chiudere una mucca in una gabbia per tutta la sua breve vita con dei tubi attaccati alle mammelle non è una cosa crudele, e contro la natura di quell’animale. Forse un tempo era più comprensibile questo rapporto uomo/animale mors tua vita mea. Ma la vita cambia, e vegetariano e vegano, fruttariano, sono il futuro.

    • Riguardo la prima parte del suo intervento ho già risposto nell’articolo sul veganesimo, comunque riporto la risposta:

      uonasera Jumpy,
      dal suo intervento si evince principalmente che lei non ha letto l’articolo o non ha voluto capirlo.
      Non tratta affatto dei fondamenti dietetici del vagenesimo, quindi tutta la parte in cui lei parla di questo è OT.

      Per il resto ho fatto una semplice previsione, talmente ovvia che potrebbe essere accompagnata dalla musichetta di “ti piace vincere facile?”, come ho detto ne riparleremo tra qualche anno.
      I mangiatori di frutta, come li chiama lei, sono quelli che si sono resi responsabili di iniziative come quelle che riporto qui di seguito:
      http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11573977/Circense-litiga-con-gli-animalisti-.html

      http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-vitello-doro-una-sentenza-shock-8810.htm

      Quello che ho preannunciato in realtà è già iniziato.

      Riguardo alle condizioni degli allevamenti mi sembra che abbia già detto chiaramente Leonetto che si tratta di una questione diversa sulla quale concordiamo.
      Un conto è chiedere condizioni civili negli allevamenti, altro è ritenere crudele l’allevamento tout court e conseguentemente alimentazione onnivora.

      • I mangiatori di frutta, come li chiama lei, sono quelli che si sono resi responsabili di iniziative come quelle che riporto qui di seguito:

        Si sono resi risponsabili di ben altro:
        http://www.dissapore.com/grande-notizia/come-una-dieta-100-vegana-ha-fatto-ammalare-questa-bambina/

        E non parliamo poi di personaggi famosi che hanno predicato una dieta vegana e che, PURTROPPO, si sono ammalati lo stesso di cancro, tra cui la povera Linda McCartney (ovviamente un episodio singolo non costituisce statistica)

      • Un conto è chiedere condizioni civili negli allevamenti, altro è ritenere crudele l’allevamento tout court e conseguentemente alimentazione onnivora.

        Quella della condizione degli animali negli allevamenti è infatti una scusa: se così non fosse, il vegano (almeno quello mosso da motivazioni politiche/economiche e forse anche quello “salutista”) non dovrebbe avere nulla in contrario al consumo (anche molto saltuario) di selvaggina, ad esempio.
        Non mi risulta però che le cose stiano a questo modo e da ciò si evince che, alla fine della fiera, dietro a questa scelta vi sia praticamente SEMPRE la motivazione “etica”. Sarebbe bene però far notare a questi signori che, magari senza saperlo, stanno confondendo l’etica con l’ideologia…

        • Le cose si sono scritte ed argomentate,se uno ha da controbattere non ha che da farlo.
          Ma,visto che son fatti,direi che comunque non han che da prenderne atto.
          Riconfermo quanto detto sugli allevamenti&co.
          Ma lotte ed azioni su questo le hanno fatte onnivori e le han fatte vegetariani(quindi non vegani).
          Nella protezione animali crediate forse che non vi siano onnivori?
          Il maltrattamento degli animali,il fatto che vengano tenuti e cresciuti in condizioni insalubri e non decorose son cose su cui è lecito e doveroso battersi,bolitarsi ed operare nell’interesse degli animali e dell’uomo stesso.
          E non c’entra nulla l’essere vegan.
          Mescolare cose diverse serve con i grulli ma noi tali non siamo e si spera che non lo sia neanche chi legga.
          Il richiamo ad una scelta ‘etica’ e tutto quanto di non ‘sano’ sta nella scelta vegan come detto l’abbiamo scritto,vedere e constatare.
          In aggiunta a quanto scritto alleggo questo articolo della Plank:
          http://www.nytimes.com/2007/05/21/opinion/21planck.html?_r=2&oref=slogin&
          Che si ricollega anche a quanto segnalato da Piero.
          http://www.thehealthyhomeeconomist.com/12-year-old-vegan-has-the-degenerating-bones-of-80-year-old/
          Aggiungo poi che :

          Queste sono azioni fasciste:
          https://www.facebook.com/199124936795298/photos/a.560821333958988.1073741836.199124936795298/560824390625349/?type=1&ref=nf
          Questa è pazzia:
          http://www.enzopennetta.it/2013/03/animalismo-una-subdola-ideologia/

        • LawFirstpope on

          Nice point, JdM.
          Trovo che l'”etica” che sta dietro il veganismo sia profondamente contraddittoria, in quanto si basa esclusivamente su ciò che accomuna uomo e animale, tralasciandone le enormi differenze (tra l’altro, in primis quella di poter appunto optare per una dieta differente, cosa che l’animale invece non può scegliere).

          • Law, l'”etica” che sta dietro al veganismo è completamente fallata, poichè costoro vorrebbero dare ad intendere che esista una connessione concettuale tra l’esperienza del male fisico provata dall’animale ed il male morale che ne deriverebbe, da cui la presunta immoralità del cibarsi di animali e la relativa scelta “etica”. Inutile dire che tale connessione non esiste.

            Questa gente non sa di che parla…

          • Ricordiamo JDM che anche i vegetariani rientrano nei ‘cattivi’ per i vegani.Perché, visti anche gli ultimi maldestri giochetti a cui si è assistito, si cercava evidentemente di confondere anche questo aspetto.

          • Già, ma la cosa “divertente” è che pure i vegani sono i cattivi per i fruttariani. E chissà, magari questi ultimi sono a loro volta cattivi per i respiriani. Bah, che mondo…

          • So che avro’ paura a chiedertelo, ma cosa e chi sono i “respiriani”?
            Vacci piano che sono un tipo impressionabile eh!

          • “Già, ma la cosa “divertente” è che pure i vegani sono i cattivi per i fruttariani. E chissà, magari questi ultimi sono a loro volta cattivi per i respiriani. Bah, che mondo…”

            Poi ci si scandalizza se qualcuno sottolinea che potrebbe esserci qualcosa a che fare con l’ortoressia..
            Piero sono i ” Breatharians” credo che la traduzione prima sia bretarian,ma va bene anche respiriano .
            http://it.wikipedia.org/wiki/Brethariano
            Son tutte cose come il veganismo di provenienza orientale o se vogliamo,meglio,’new age’.
            Un po’ come l’alimentazione pranica che invece Piero ricorderai,di fatto le due sono congiunte

          • “intuitivamente” c’ero arrivato, ma non pensavo che un qualunque essere raziocinante del XXI secolo potesse mai arrivare a tali abissi!
            Il mio stomaco ti ringrazia!

          • LawFirstpope on

            @JdM
            Certo, la gente non sa di che parla, ma non solo loro: la mainstream li applaudisce, anche chi non segue la dieta vegana vede in loro autentici “buoni dentro”.
            Ormai, a differenza dei nostri avi, viviamo i rapporti con gli animali “a distanza”, nella nostra realtà cittadina e non ci rendiamo più conto di dipendere (come peraltro qualsiasi essere vivente sulla terra) da loro, complici forse anche i cartoni animati “umanizzanti”.

            Ma fu emblematica una conversazione che scorsi su facebook in proposito, in cui si scorgevano tra le altre battute queste: “Beh mangiare pesce è sicuramente già meglio”, “John Lennon disse: ‘tutto quello che ha un volto è umano’ e i molluschi non hanno un volto.”
            E qui si dimostra che il criterio non è basato sull’altruismo (interesse nei confronti delle sofferenze di altri esseri) ma sull’egoismo (il fastidio che provoca a noi).

            Animali si, ma solo quelli che ci fanno tenerezza.

          • Un altro aspetto da tenere in conto e’ il “cagasottismo” (puo’ mettere i beep, prof.!) di questi gandhiani.
            Avete mai visto questi “cuor di leone” manifestare contro la macellazione halal? io no.
            Fino a poco tempo fa c’era un illuminante post di Rino Cammilleri a proposito, ma adesso non lo trovo più.

          • Certo, la gente non sa di che parla, ma non solo loro: la mainstream li applaudisce, anche chi non segue la dieta vegana vede in loro autentici “buoni dentro”.

            Questo perchè chi applaude ci capisce -se possibile- ancora meno… 😉