“Cosa si nasconde dietro i Mendel Day”…

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pikaia mendel day

 

Su Oggiscienza e su Pikaia l’insinuante sospetto. La risposta però è “niente”.

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Ma la stessa risposta non si può dare su cosa si nasconde dietro i Darwin Day.

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L’articolo è del 5 Maggio, e dopo essere stato pubblicato su Oggiscienza (la testata che di tanto in tanto ospita anche gli sfoghi dell’ossimorica ocasapiens) con il titolo “Mendel, Darwin e il conflitto inventato“, stato pubblicato due giorni dopo su Pikaia, il portale dell’evoluzione.

In sintesi si tratta di un’analisi delle motivazioni che sono state all’origine dell’iniziativa dei Mendel Day, un’analisi fatta riportando alcuni brani di Francesco Agnoliuno dei fondatori dell’iniziativa in questione. L’articolo è a firma di Michele Bellone che si dimostra tra l’altro non convinto che la scienza moderna sia un prodotto dell’Europa cristiana e della sua visione del mondo che integrò il pensiero greco con quello giudaico, cosa che però si può facilmente verificare andando a vedere quando e dove sono vissuti Galileo e Bacon. Basterebbe una breve ricerca, è sufficiente Wikipedia.

Nell’articolo si esprime poi anche un’altra perplessità:

Nella stessa intervista, Agnoli parlò dei monaci e della loro fede in una natura regolata da leggi ordinate e volute da un Creatore, sostenendo che essi, “sicuri dell’esistenza della meta arrivavano a scoprirla, al contrario degli scettici che difficilmente scoprono qualcosa”.

Certo è curioso leggere che lo scetticismo non porta a scoprire nulla, così come curiosa è l’idea che solo la fede in un mondo retto da leggi razionali e armoniose create da Dio ha generato la scienza come la conosciamo oggi.

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Ancora una volta non ci vuole molto per capire, il termine “scettico” indica qualcuno che dubita della possibilità di giungere alla verità, allora la domanda è questa: perché uno con un atteggiamento scettico dovrebbe mettersi a cercare la verità? Se penso che una cosa non esiste non perdo tempo a cercarla, chiaro no? Comunque sull’argomento c’è un interessantissimo articolo di Giorgio Masiero dal titolo “I sottintesi teologici della scienza moderna“, se veramente si fosse interessati si potrebbe cominciare con un’analisi critica dello stesso.

E fin qui oggettivamente non c’è niente che giustifichi il sospetto, quali siano le ragioni che hanno ispirato l’iniziativa dei Mendel Day è stato ripreso da interventi fatti da Agnoli sui quotidiani, tutto chiaro e alla luce del sole. Ma allora cos’è che si nasconderebbe dietro i Mendel Day?  La risposta arriva alla fine dell’articolo:

Il frate agostiniano contro il naturalista inglese, la scienza buona e umana contro la scienza cattiva e indifferente. Ma cosa c’è dietro a questa contrapposizione? “Secondo me questa è una visione ideologica” ci ha detto Alessandro Volpone, docente di Storia della biologia evoluzionistica all’Università degli Studi di Bari.

“Ogni strumentalizzazione è sempre sbagliata perché, in realtà, molte volte sono gli scienziati stessi che non vogliono essere strumentalizzati. Anche Darwin è sempre rifuggito dalle strumentalizzazioni, dalle applicazioni del darwinismo alla società”.

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Secondo l’autore dell’articolo i Mendel Day nasconderebbero quindi una visione ideologizzata della scienza, si tenterebbe dunque di strumentalizzare gli scienziati. Questa conclusione lascia sgomenti, l’ideologizzazione della figura di Darwin è proprio il motivo dell’operazione di informazione che ha portato alla nascita dei Mendel Day, e adesso si cerca di nascondere dietro un dito l’uso strumentale di Darwin per indicare come ideologico l’impiego di Mendel!

Bellone evidentemente non ha letto l’articolo “Darwin Day – AHA. Una connessione compromettente.“, altrimenti avrebbe prudentemente evitato di sollevare la questione. Sarebbe a questo punto interessante conoscere l’opinione del prof. Volpone sulla strumentalizzazione del nome di Darwin da parte dell’AHA e dell’UAAR. Ma qualcosa mi dice che difficilmente lo sapremo.

Rivelatore invece del substrato ideologico che permea i Darwin Day il seguente passaggio dell’articolo su oggiscienza:

Se l’anno scorso i Mendel Day erano stati pochi, quest’anno sono almeno una ventina le città nelle quali hanno avuto luogo questi incontri, alcuni dei quali si sono tenuti e si terranno in sedi universitarie – cosa che non ha mancato di suscitare polemiche.

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Tutto normale per l’autore. Normale il fatto che l’aver realizzato iniziative sulla scienza, con persone qualificate, in sedi universitarie abbia suscitato delle polemiche.  Ma perché dovrebbero esserci delle polemiche? Non è forse questa una conferma della fondatezza dell’intuizione dei Mendel Day?

Su una cosa sono però d’accordo, il conflitto di cui stiamo parlando è stato inventato, ma non si tratta dell’invenzione del conflitto tra Darwin e Mendel, si tratta di quello tra fede e scienza, un’invenzione che i Darwin Day introdotti in Italia dall’UAAR hanno contribuito ad alimentare.

In conclusione faccio una proposta per fare chiarezza, in quanto co-fondatore dell’iniziativa dei Mendel Day: se oggiscienza o Pikaia, o lo stesso Michele Bellone volessero avere chiarimenti sull’iniziativa o volessero confrontarsi pubblicamente sul fenomeno “Darwin Day – Mendel Day”, dichiaro la mia disponibilità al riguardo.

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

17 commenti

  1. Come volevasi dimostrare.
    Ad un certo punto però si deve riflettere se alcune persone non capiscano determinate cose o non vogliano capirle…
    Non dico concordare su certe cose,ma proprio capire ciò che viene detto,sorprendenemente ho visto Bellone su questo aspetto essere più volte al pari della Coyaud.
    Poi chi critica i complottisti e diventa un complottista fa abbastanza ridere…
    Fra le altre cose Bellone ormai si può dare per assodato che abbia scelto di non rispondere alle domande di cui quì:
    http://www.enzopennetta.it/2014/03/oltre-il-neodarwinismo-approfondimento-di-leonetto/#comment-24273
    Avevo visto determinate cose alloraz e prima di allora e le ritrovo oggi.
    Nel suo articolo favolistico sull’evoluzione dell’antidarwinismo’,Bellone resta sui soliti sospetti che si ritrovano in questo articolo.
    Come giustamente Enzo sottolinei però da una parte nelle argomentazioni ci sono sospetti,ideologiche perplessità e il cercare di far passare lucciole per lanterne,nonché spesso il non attenersi a quelli che sono i fatti,dall’altra un comportamento onesto.

    P.S.
    Per cause di forza maggiore per il momento gli approfondimenti/recensioni su RadioglobeOne non arriveranno prossimamente,nel frattempo i link per ascoltare le ultime trasmissioni:

    30 marzo:
    https://www.dropbox.com/s/xi2c9aztua1wnx6/30_03_2014.mp3
    12 aprile:
    https://www.dropbox.com/s/renl1tncnzkedmv/12_04_14.mp3
    3 maggio:
    https://www.dropbox.com/s/b16e86ekw17kr0c/3_05_14.mp3
    10 maggio:
    https://www.dropbox.com/s/lew9pcaamfdx2b2/10_05_14.mp3

    • Grazie per i link Leonetto.
      Riguardo al resto confermo che se vogliono determinate cose gliele posso spiegare di persona.
      Sempre che siano interessati ad un confronto anzichè continuare a costruire avversari immaginari che sollevano questioni immaginarie come quella riportata “la scienza buona e umana contro la scienza cattiva e indifferente.”

      • gabriele ferrari on

        Enzo buonasera una domanda forse fuori luogo se vuoi rispondimi,che ne pensi della teoria dell’eva mitocondriale e dell’adamo y cromosomiale?e’ valida questa teoria?

        • Potrebbe essere valida, quel che però penso è che dal punto di vista della spiegazione dall’evoluzione non aggiunge e non cambia nulla.

          • gabriele ferrari on

            sicuramente,questa teoria non c’entra nulla con l’evoluzione delle specie

  2. “cosa che però si può facilmente verificare andando a vedere quando e dove sono vissuti Galileo e Bacon.”
    La risposta a questo – debolissimo – argomento è contenuta proprio nell’intervista su Oggiscienza. Inoltre, dire che la scienza nasce grazie alla fede cristiana in un mondo retto da leggi razionali è una tesi del tutto indimostrabile, quindi la si può considerare come un’opinione, non certo come una certezza.

    “AAncora una volta non ci vuole molto per capire, il termine “scettico” indica qualcuno che dubita della possibilità di giungere alla verità, allora la domanda è questa: perché uno con un atteggiamento scettico dovrebbe mettersi a cercare la verità?”
    Pennetta, il suo concetto di scetticismo è piuttosto bizzarro. Forse dovrebbe informarsi meglio, “basterebbe una breve ricerca, è sufficiente Wikipedia.”

    “Se penso che una cosa non esiste non perdo tempo a cercarla, chiaro no?”
    Secondo questa logica non dovrebbero esistere scienziati non credenti. E invece, guarda un po’, esistono.

    “l’ideologizzazione della figura di Darwin è proprio il motivo dell’operazione di informazione che ha portato alla nascita dei Mendel Day, e adesso si cerca di nascondere dietro un dito l’uso strumentale di Darwin per indicare come ideologico l’impiego di Mendel!”
    Pennetta evidentemente non ha ascoltato l’intervista, dove si dice chiaramente che anche Darwin non dovrebbe venir strumentalizzato. Quindi quel “nascondere dietro un dito” è o un errore dovuto a superficialità o un omissione voluta (quindi fatta in malafede). Quale delle due, Pennetta?

    • Che la scienza sia nata in Europa sulla base dei principi della teologia cristiana, Greylines, non è dimostrato tanto dalla coincidenza che tutti i suoi protagonisti erano cristiani (chi non lo era a quei tempi?), ma da 2 fatti: 1) le dichiarazioni esplicite degli autori (lei ne troverà alcune nell’articolo del prof. Masiero citato dal prof. Pennetta) e 2) la scienza è nata nell’Europa cristiana e in nessun’altra parte del mondo, nemmeno in paesi di più lunga civilizzazione dell’Europa.
      Una terza dimostrazione, teologica, è quella presentata nell’articolo del prof. Masiero, che risolve l’interrogativo famoso di Wigner.
      Questo è un riconoscimento che volentieri fanno gli islamici come i buddisti o i taoisti, per quanto mi è capitato di conoscerne.
      Lei, invece, a che cosa attribuirebbe l’origine europea della scienza?

    • Non so se lei Bellone ha letto il saggio di Agnoli,lì di argomenti ce ne sono,non è necessario per comprendere quella realtà storica,ma aiuta.
      Specie facendo un raffronto con il 2perché non possiamo essere cristiani..’ di Odifreddi,che in un certo qual modo presenta una visione opposta.
      Le scoperte,le conquiste che portarono all’avvento della scienza moderna con archetipo Galileo furono il risultato di molti secoli di progressi sistematici portati avanti da scolastici medioevali, sorrette da un’invenzione del XII assolutamente cristiana e cioè l’Università.Le Università e le scuole del XII° secolo, nate in ambito religioso, erano veri e propri laboratori di idee, dove tutto veniva discusso.
      Basta Wikipedia:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0#Storia
      Ma basti considerare che la distinzione di rilevante importanza per l’origine del pensiero scientifico fù quella monoteista fra Dio Rivelato e Natura, desacralizzando la realtà esterna e permettendone lo studio.Quindoi la scienza passò attraverso considerazioni legate alla fede e in particolare cristiana(es Big Bang da Roberto Grossatesta nel Medioevo e Georges Lemaître agli inizi del ‘900,si possono ricordare Nicola d’Oresme , Giordano Nemorario,Giovanni Buridano,Galileo stesso..).I Greci per esempio cercavano di scoprire il mondo, immaginando l’essenza delle cose e deducendone il loro comportamento,antitetico allo sviluppo della scienza moderna. La scienza moderna,altro fatto,comporta una determinata,precisa idea di uomo e da una altrettanto precisa idea di universo.
      Il panteismo,il paganesimo invece producono,fatti alla mano, l’ alchimia, astrologia, magia, terrore degli dei e superstizioni, l’idea di un universo creato propria della fede cristiana invece sottintende che tale universo non è Dio, ma ne deriva e per tale ragione può essere studiato, indagato e compreso al fine di portare miglioramenti di predirre e gestire.
      In nessun altra parte del mondo nasce il pensiero scoientifico moderno,solo nell’Europa cristiana…un accidente?O forse c’è una spiegazione,c’è un percorso,una serie di cose che portano logicamente all’alba della scienza moderna?
      Altrimenti come sorse?Così di punto in bianco?Un caso?Cosa?

      Si può riportare il pensiero di un agnostico poi,Leo Mulin:
      “Allora mi sono chiesto perché l’unica civiltà tecnologica e scientifica sia la nostra. Ho cercato di trovare le ragioni, posso garantire che ci rifletto da parecchio tempo, e l’unica spiegazione che ho trovato è la presenza del terriccio, dell’humus della cristianità. Perché? Perché Dio ha creato il mondo, un mondo diverso da Lui. Non si integra nel mondo, lo crea. L’uomo ha un destino particolare perché viene creato fuori del regno animale. Gli uomini, gli occidentali in particolare, hanno vissuto con questa idea che erano creature di Dio, fatte ad immagine e somiglianza di Dio. Inoltre Dio dice ai figli di Noè: “Vai, conquista e domina il mondo”. In buona coscienza, a volte siamo stati un po’ energici nel domare il mondo, ma l’unica civiltà che ha a conquistato il mondo e che lo conquista ancora oggi, che è latrice di valori accettati in tutto il mondo è la nostra. Faccio un esempio; ad un dato momento i minatori tedeschi, tra il XV e il XVI secolo, vivono nel terrore degli gnomi, dei folletti, di tutti questi esseri che dovevano vivere nelle miniere e che minacciavano i minatori, e li chiamano con due nomi: Coboldo, oppure col nome tedesco Nikolaus. E quella credenza dei minatori tedeschi darà origine a due parole che noi tutti conosciamo: Nikolaus darà la parola “nichel”, e Coboldo diventerà “cobalto”. Ma questo è un retaggio del passato. A questo punto i teologi dicono una frase che dominerà l’intero destino dell’occidente: Dio ha visto che ciò che ha fatto era buono e lo ripete, lo ripete sei volte, quindi per voi non è una trappola, il mondo è fatto per essere conquistato da voi, e i minatori riprendono il loro lavoro. Nello stesso tempo in Tibet i Lama proibiscono ai minatori di scavare la terra perché così facendo si va a scavare nella madre e la si ferisce. Quindi nessuna possibile metallurgia se non con i minerali di superficie allo stato nativo”

      Questa è storia non sono favole.

    • LawFirstpope on

      “Pennetta evidentemente non ha ascoltato l’intervista, dove si dice chiaramente che anche Darwin non dovrebbe venir strumentalizzato. Quindi quel “nascondere dietro un dito” è o un errore dovuto a superficialità o un omissione voluta (quindi fatta in malafede). Quale delle due, Pennetta?”
      Mi perdoni Greylines, ma sembra lei a non aver letto l’articolo del professor Pennetta in cui sono citate le testuali parole dell’intervista (di cui lei lamenta l’omissione): “Ogni strumentalizzazione è sempre sbagliata perché, in realtà, molte volte sono gli scienziati stessi che non vogliono essere strumentalizzati. Anche Darwin è sempre rifuggito dalle strumentalizzazioni, dalle applicazioni del darwinismo alla società”.
      Ma l’averlo denunciato non significa che tali strumentalizzazioni non ci siano state, anzi si sente puzza di “excusatio non petita”.

      ““Se penso che una cosa non esiste non perdo tempo a cercarla, chiaro no?”
      Secondo questa logica non dovrebbero esistere scienziati non credenti. E invece, guarda un po’, esistono.”
      Non è vero: secondo questa logica gli scienziati che non credono nell’esistenza di una verità (che non sono tutti i non credenti!) sono incoerenti, tutto qui.

    • Buonasera Greylines,
      se l’argomento delle origini cristiane della scienza moderna è debole si deve per coerenza rinunciare a tutte le analisi storiche dei vari periodi e assumere che il Rinascimento sia nato per non si sa quale motivo, che la Magna Grecia sia nata per caso (argomento che effettivamente va ad inquinare tutto quello che tocca), che insomma sia possibile comprendere qualsiasi fenomeno storico ma solo constatarlo.
      Invece confermo che esistono elementi di tipo cronologico, che per me non può assolutamente essere un fatto trascurabile perché una data epoca è caratterizzata dalla propria cultura, elementi di tipo filosofico (le leggi del Creatore sia nell’etica che nella costruzione del mondo), le affermazioni dell’autore della Rivoluzione scientifica, quel Galilei che affermava di poter trovare le “impronte di Dio” anche nelle pietre.

      Se qualcuno ha argomenti in senso opposto li presenti pure e verranno analizzati.

      Riguardo lo scetticismo ho seguito il suo consiglio, del quale la ringrazio, e su Wikipedia ho trovato quanto segue:
      “Lo scetticismo è una posizione epistemologica che nega la possibilità di raggiungere, con la conoscenza, la verità.”
      Il che conferma quanto ho detto.
      Se uno fosse scettico non si metterebbe a cercare la verità, altrimenti vuol dire che non è scettico. Come è stato fatto notare in un intervento di LawFirstpope, il fatto che uno creda nell’esistenza della verità non ne fa un ‘credente’ in senso religioso, ateo non è sinonimo di scettico.

      Vedo infine che siamo d’accordo sul fatto che Darwin non debba essere strumentalizzato, allora che si fa?
      Telefona lei all’UAAR e all’AHA per dirgli di non utilizzare più il nome di Darwin o ci penso io…?

      • Immagino che Bellone si riferisse ad un altro significato di scettico,di scetticismo,per estensione:
        http://it.wikipedia.org/wiki/Scetticismo
        sempre trovabile anche solo su wikipedia.
        Cioè:
        http://it.wikipedia.org/wiki/Scetticismo_scientifico

        C’è solo un piccolo particolare..piccolo..questo ‘tipo’ di scetticismo,questa concezione di scettico è posteriore al metodo scientifico,alla scienza moderna.

        Tale concetto va invece ricondotto al rapporto col paganesimo,animismo,filosofie elleniche se si fa un discorso sull’origine della scienza moderna.
        Ovvio.

        Quindi non avrebbe senso inserirla in quel discorso,quanto ha scritto Enzo è quindi corretto,l’osservazione di Bellone è insensata..tralasciando la chicca sull’inutilità dell’indagine storiografica,saran contenti gli storici.

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Spero di non disturbare per la mia intromissione ma non essendo abbonato a Il Foglio non posso leggere l’articolo di Giulio Meotti con il titolo Le parole non sono fossili.Chomsky,Lewontin,Hauser siglano la morte del……..ecc. Nessuno di voi ha letto l’articolo integralmente?In data di oggi 16 maggio.Thank.

    • @ Greylines

      “La risposta a questo – debolissimo – argomento è contenuta proprio nell’intervista su Oggiscienza (…) non certo come una certezza.”

      Dott. Bellone, in parte il suo intervento è vero, poichè non è certo possibile dimostrare “scientificamente” che un certo substrato culturale ha portato come conseguenza il sorgere del metodo scientifico, perchè è evidente che non si può riprodurre in “vitro” il fenomeno, mutare alcune variabili e valutare che cosa accade al loro variare.
      Tuttavia le posto l’introduzione di un mio lavoro in itinere:

      “Il dibattito circa la conciliabilità tra metodo scientifico e fede, non può prescindere da un dato oggettivo.
      Il metodo scientifico nasce precisamente nell’occidente cristiano.
      A tal proposito Stanley Yaki afferma:
      “ Sicuramente una delle condizioni iniziali per la nascita del metodo scientifico deve essere la convinzione del fatto che l’intero mondo materiale, ossia l’universo, è soggetto alle medesime leggi”
      Nelle culture che hanno preceduto la nostra era si credeva che i “cieli” fossero governati da leggi totalmente diverse da quelle vigenti sulla terra.
      Per questo gli antichi greci non riuscirono ad accompagnare le molte intuizioni scientifiche alla fondazione del metodo scientifico.
      Un’altra condizione di base, per approcciarsi all’universo utilizzando il metodo scientifico, è riconoscere una caratteristica speciale posseduta da tutte le leggi utilizzabili a fini scientifici e dunque universalmente valide.
      Tale caratteristica è il carattere quantitativo.
      Così, fintanto che l’universo sarà considerato come caratterizzato da atti di volontà, non sarà possibile lo slancio intellettuale necessario per individuare il carattere quantitativo delle leggi del metodo scientifico.
      Forse oggi non si coglie che alla base della novità del metodo scientifico nell’occidente cristiano vi è proprio l’identificazione del Cristo come creatore e non dell’universo come creatore.
      Ogni qual volta nella storia hanno prevalso forme di panteismo, come nel caso delle culture precedenti la nostra era, il cosmo fu considerato come un’entità vivente.
      Caratteristica delle entità viventi è di essere mosse da appetiti e da atti di volizione, e tali atti non possono essere descritti con termini quantitativi.
      Portiamo ad esempio Aristotele per esemplificare questo concetto.
      Il filosofo insegna nel “ De Coelo” che lasciati cadere allo stesso istante e dalla medesima altezza due corpi, posti essi uno due volte più pesante dell’altro, il più pesante raggiunge il suolo due volte più velocemente dell’altro poiché il corpo più pesante ha una natura due volte più desiderosa di raggiungere il suo posto naturale che è il centro della terra.
      Socrate ipotizza nel “Fedone” che se non si vuol negare l’esistenza ad ogni atto di volizione da parte dell’uomo allora bisogna pur riconoscere che il mondo materiale sia necessariamente soggetto ad atti di volizione.
      Secondo Socrate, accettando queste premesse, sarebbe stato possibile provare la verità della morale assoluta.
      In questo modo però Socrate, tentando di confutare l’atomismo materialista, negò la validità di ogni ragionamento di tipo quantitativo rispetto l’Universo.
      Con il cristianesimo non sono più l’universo e le sfere celesti a generare quanto può essere indagato con i sensi da un osservatore, ovvero non sono più loro le sole e dirette emanazioni del principio supremo, l’Uno come argomenterà il filosofo Plotino, ma è Cristo il Figlio unigenito del Dio vivente attraverso il quale la creazione esiste.
      Come argomenterà Atanasio, poiché il Logos era precisamente di natura divina l’universo creato da lui era precisamente di natura razionale.
      A causa di questa visione del creato fu possibile filosoficamente un approccio quantitativo nell’indagare l’universo ricercando leggi universali che relazionassero fra loro i risultati dell’osservazione.”

    • @ Greylines

      Ancora volevo porle un paio di considerazioni/domande

      Nel suo intervento circa il nuovo antidarwinismo riguardo ai problemi generati da un approccio statistico a certi modelli evolutivi rimango perplesso che lei non dia peso a questa osservazione, perchè la domanda non mi pare peregrina.
      Ma dal suo intervento mi pare di capire che non sia intenzionato a fornire risposte “tecniche” non tanto perchè non esistano a suo parere, forse, ma perchè afferma che come strategia “comunicativa” non sia utile.
      Questo è piuttosto fastidioso come atteggiamento, a mio parere.

      Nel suo intervento circa “questioni di tifo”, lei tratteggia una gallassia creazionista e antidarwinista che, a mio parere, è molto più caricaturale di quanto, a suo dire, propinino siti come questo di Pennetta rispetto al “neodarwinismo”, rifacendosi, come lei sostiene, a posizioni estreme come quelle di Dawkins etc.
      Infatti per creazionismo si dovrebbe propriamente intendere, almeno in ambito cattolico,l’idea di un Dio creatore ex nihilo, che dunque risponde alla domanda di “perchè esista qualcosa piuttosto che niente” ovvero alla domanda sull’origine e non sull’evoluzione ed i suoi meccanismi.

      Molto molto prima di Darwin e e delle diattribe di cui lei parla nei suoi interventi che ho letto su ” linee grigie” S. Tommaso d’Aquino nella “Summa contra Gentiles” scriveva:

      “E’ incompatibile con la sapienza che ci sia qualcosa di inutile nelle opere del sapiente. Ora se le cose create non avessero nessun influsso nel produrre degli effetti, ma fosse Dio a compiere ogni cosa immediatamente, sarebbe inutile che egli si servisse di altre cose per produrre degli effetti. Dunque tale opinione è incompatibile con la Sapienza di Dio”

      e

      “Chi dà a qualcuno ciò che gli è principale gli comunica anche tutte le proprietà che ne derivano.
      La causa ad esempio che dà ad un corpo la gravità, gli dà pure il moto verso il basso. Ora il fare o rendere in atto deriva dall’essere in atto, com’è evidente in Dio stesso.
      Egli infatti è l’atto puro di essere ed è insieme causa prima dell’essere di tutte le cose. Quindi se Egli, producendole, ha comunicato ad altre cose la propria somiglianza quanto all’essere, è logico che abbia loro comunicato la propria somiglianza quanto all’agire, in modo che anche le cose create abbiano le proprie azioni. Pertanto per ogni effetto è sempre necessario risalire alla causa principale e non limitarsi alle cause secondarie e strumentali che agiscono attraverso le virtù loro conferite dalla causa principale”

      Dunque il meccanismo dell’evoluzione non è correlato con il problema dell’origine, ed anzi per un cattolico, molto molto prima di Darwin, le cause seconde non possono non avere un ruolo nei meccanismi della creazione.

    • @ Greylines

      Infine, visto che lei scrive anche su Pikaia, ho letto la lettera di Pievani indirizzata a Pennetta.
      Ora se non sbaglio Pievani è un filosofo della scienza, sarà dunque, presumo, laureato in filosofia.
      Visto che ad un certo punto scrive:

      ” Si può essere d’accordo o meno (molti altri paleoantropologi dissentono), e le evidenze non consentono al momento una soluzione della controversia, ma tutto ciò non ha nulla a che fare con tesi filosofiche dualistiche o con misteriose discontinuità. Sempre di natura si parla e nella natura si resta. Se qualcuno pensa che la coscienza (attributo non necessariamente esclusivo della specie umana) o l’intelligenza simbolica siano manifestazioni di entità immateriali, e non invece prodotti del nostro cervello naturalmente evolutosi, e ritiene che questa tesi sia
      trattabile scientificamente, ha l’onere della prova: si faccia avanti e vediamo quali evidenze porta”

      Può una persona che ha studiato filosofia ignorare che nella teologia cattolica ( è evidente nel testo della lettera che Pievani inquadri le critiche che gli provengono da questo sito non come scientifiche ma mosse su basi religiose) il concetto di anima e corpo non è dualista, e che l’anima è la forma del corpo?
      Io personalmente lo trovo molto strano.