Penna e spada

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A man holds a placard which reads "I am Charlie" to pay tribute during a gathering at the Place de la Republique in Paris

Un venerdì tragico, vittime a Parigi e in Nigeria.

Le diverse situazioni, le diverse reazioni.

 

 

I temi di questi giorni aprono infiniti argomenti di discussione, proverò ad analizzarne due.

La giornata mediatica di Venerdì è trascorsa avendo come focus unico quanto era successo a Parigi e dintorni.

Il terrorismo islamico aveva lasciato esanimi una quindicina di corpi, oltre ad aver tenuto anche ostaggi reali e uno virtuale, quello nascosto nello scatolone.

In Africa, precisamente in Nigeria a Baqa, venivano nelle stesse ore uccise, pare, duemila persone, ancora da terroristi islamici.

Sebbene le vicende francesi prendessero tutta la mia attenzione, razionalmente riuscivo a chiedermi come mai la visibilità mediatica dei duemila morti africani era pari a zero.

Ho pensato che, date le distanze e le sperdute coordinate di Baqa, nessun giornalista era riuscito ad arrivare in tempo per documentare lo strazio di quella popolazione. Ma neanche questa poteva essere la risposta. I terroristi hanno impiegato una settimana per sterminare così tante persone, una ad una, con machete e colpi di arma da fuoco. Il tempo per i free-lance di raggiungere le zone interessate c’era eccome. Invece non abbiamo immagini, non abbiamo un racconto documentato da immagini, che poi è quello che appassionerebbe la pubblica opinione: una storia da raccontare.

Invece niente. Zero.

Eppure la Nigeria è il paese più ricco di tutta l’Africa, nel 2014 il PIL nigeriano ha superato quello sudafricano. Ci sono uomini d’affari, holding, sedi di testate giornalistiche internazionali.

Il motivo, secondo me, è da cercare altrove, nell’animo umano, nella sua capacità di stupirsi o di assuefarsi.

Oltre al primo ovvio motivo che Parigi è al centro dell’Occidente a differenza della Nigeria, proviamo a cercarne altri, di motivi.

La guerra in Nigeria, fra l’indifferenza generale va avanti da sei anni. Nessuno è più interessato ad una notizia che già conosce: muoiono delle persone in una zona imprecisata dell’Africa. Che novità. Temo che non sia una minoranza la massa di persone che pensa: “Quelli, se non muoiono per la fame, muoiono per le guerre.”. Chiudendo così il discorso per poi interessarsi all’ultima novità gossippara del momento. Questo è il risultato di una mente pigra (che oggi spesso andrebbe tradotto con ‘occidentale’), di un’indifferenza dove la tragedia umana non interessa perché annoia, perché non riguarda.

Serve allora discontinuità per interessare gli spettatori e l’opinione pubblica, divertissement per dirla filosoficamente, cioè qualcosa che distrae, incuriosisce. Come un regalo di Natale per i bambini a cui piace il giocattolo appena scartato e poi, dopo un mese, entra nella routine e non interessa, viene dato per scontato. Serve discontinuità per ottenere l’attenzione.

Avessimo avuto una copertura mediatica a Baqa forse avremmo avuto due storie da raccontare, in diretta, e non solo una. Infatti il terzo modo per destare attenzione è la modalità con cui la notizia viene narrata. Un conto se alla notizia vengono associate immagini ‘live’ con un racconto che produce empatia (Francia), un altro conto se la notizia viene fatta scorrere in basso nel video, come bollettino, informando di una vaga strage nel profondo dell’Africa. Dove vengono arruolati nuovi adepti che faranno azioni terroristiche domani. Ma prevenire non era meglio che curare? Invece pare che a tutti piace rimestare nell’emergenza.

L’altro argomento che vorrei affrontare è la satira. Sinonimo spesso abusato del termine libertà, in questi giorni.

Ormai oltre trentacinque anni fa, Marshall McLuhan, uno dei guru della comunicazione, spiegava nel suo libro: “Gli strumenti del comunicare” che inchiostro e fotografia stavano soppiantando carri armati e soldati. “La penna diventa di giorno in giorno più potente della spada” diceva lo studioso.

L’occidente non sta combattendo solo una guerra ‘calda’ verso il terrorismo islamico, ma anche una guerra fredda ovviamente. Non fatta solamente di spie ma anche di certo giornalismo, di immagini e di satira.

“Si sa, ogni guerra fredda si combatte con la tecnologia dell’informazione perché tutte le guerre si sono sempre combattute con la tecnologia più nuova che ogni cultura aveva a disposizione.”

per dirla alla McLuhan.

Il guaio per una delle due parti in guerra è, vedere usare dal nemico (o da chi si vede come nemico) armi che non si possiedono fra le proprie fila. Se un popolo culturalmente sa costruire aerei, non potrà rispondere agli aerei del nemico con aerei che non possiede, dovrà affidarsi alle proprie armi.

Nella cultura (medio)orientale, l’ironia, l’autoironia e la satira non sono mai andate per la maggiore. E la cultura islamica non ha mai riso di sé, né ha mai preso in giro i propri nemici.

L’Occidente su questo è diverso, conosce la satira e fra due contrapposti schieramenti occidentali, a colpi satirici si risponde con altrettanti colpi satirici, sempre più affilati.

Come diceva Freud :”Istruzione e intelligenza non tolgono l’aggressività, ma la trasformano in aggressività indiretta, verbale”. L’ironia non appartiene alla cultura islamica, è uno strumento culturale che non riconosco e quindi vivono come offesa, come onta da lavare col sangue (ripeto, ognuno usa le armi culturali più avanzate che ha). Da poco il terrorismo islamico – ISIS in questo caso – ha iniziato a fare video ben realizzati da un punto di vista estetico. Questo significa che stanno acquisendo alcuni strumenti della propaganda raffinata dell’occidente, ma sono ancora molto lontani dall’appropriarsi di strumenti culturali a loro completamente estranei come la satira e l’ironia. Irridere pubblicamente il campo religioso per loro è inconcepibile, ed in generale mettere in ridicolo il nemico – per questi terroristi – non è una via praticabile, perché non la comprendono.

Mentre la satira da noi ha avuto diversi secoli per affinarsi ed entrare nell’opinione pubblica. Ho ancora in mente una vignetta con Cavour dopo la Guerra di Crimea.

L’Italia è la patria della satira e dell’ironia. Siamo in pericolo? No, noi abbiamo anticorpi interni al sistema. Noi, i vignettisti satirici, li teniamo a bada con le denunce ai tribunali. Basti ricordare il caso Forattini-D’Alema. E all’italiana, la denuncia fu poi ritirata fra tarallucci e vino. Noi siamo fatti così.

Termino con quanto dichiarato Sabato dal Procuratore della Repubblica di Torino, il dottor Armando Spataro: “Razionalmente non corriamo alcun rischio, con i debiti scongiuri.” Razionalmente, con i debiti scongiuri.

Che volete, noi siamo fatti così.

 

 

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About Author

Laureato in Biologia tanti anni fa, prima di mettere in piedi una scuola di sopravvivenza va a specializzarsi in terra d'Etiopia per poi tornare e istruire a dovere, insieme a Silvia, 3 piccole amazzoni. Dopo 13 anni in un'azienda di Biotecnologie come Specialist e Line Leader, decide di divertirsi come Direttore Marketing per un noto marchio di gioielli, in attesa di nuove sorprese all'orizzonte.

26 commenti

  1. Giorgio Masiero on

    Penso che, anche senza gli assassinii di Parigi, il massacro in Nigeria (a cui va aggiunto il nuovo orrore di usare bambine innocenti come bombe telecomandate – non kamikaze, prego!) avrebbe avuto sulla nostra stampa lo stesso infinitesimo trattamento.
    Mi ricordo che quando, ci sono stati una decina di anni fa gli atti terroristici a Londra e a Madrid (più sanguinari di quelli di Parigi) non si sono organizzate marce europee come quella grandiosa di ieri.
    Perché questo trattamento differenziale, non solo tra Europa e Africa, ma anche all’interno dell’Europa?
    Forse perché, questa volta, il terrorismo islamico, offeso nella sua religione e nel suo profeta, ha offeso la religione dell’Occidente ed i suoi profeti: la libertà (illuministica, formale) di stampa ed i giornalisti.

  2. Si… è una lettura originale della satira. Specifichiamo però bene i termini… a scanso di equivoci. Questa satira chiamiamola con il suo termine: blasfemia; e diciamo pure che rappresenta la metastasi di questo Occidente. Nella manifestazione di Parigi ho visto tanta gente che sostanzialmente rivendicava il suo diritto a bestemmiare ed ad essere blasfema. Che conquista…

    P.S. Per i soliti tromboni a cui piace strumentalizzare ogni post: è OVVIO che ogni manifestazione di violenza è da condannare e quindi mi pare OVVIO che non giustifico gli attentatori… ci mancherebbe solo questo.

  3. Concordo sulla prima parte, ma la seconda no.
    Premetto che gli omicidi sono comunque sbagliati. Anche se poi… cosa ne dite di un ultrà rivale che satireggiasse da scalmanato nella curva degli Hooligans? Uscirà vivo?
    Ma il discorso che fai sulla satira è un conto (D’Alema o Cavour), associarlo però al caso concreto di Charlie non lo farei proprio: “satiristi” non lo sono affatto! Sono d’accordo con Luca.
    Quelli sono 4 massoni che vomitano il loro odio senza nessun rispetto verso ciò che c’è di più sacro per miliardi di uomini. Pure da un punto di vista “laico” si dovrebbe concordare.
    Una volta si diceva giustamente: “scherza con i fanti ma lascia stare i santi”. Altro che santi oggi!
    E mi riferisco soprattutto alle pornoimmonde vignette antitrinitarie e antimariane.
    Cose talmente immonde da qualificarli proprio come il vomito di Satana. Altro che satira o diritto d’espressione!
    NO, non c’è alcun *diritto* a comportarsi così!
    Che poi questi paladini della libertà d’espressione ad ogni costo, dimostrano quanto cuor di leone fossero veramente: leggetevi il caso Siné, allora si fanno la diarrea addosso a scherzare troppo…
    La libertà di espressione del cosiddetto Occidente, è solo una scusa per imporre a tutti il pensiero unico dei soliti pochi: tutti liberi di pensare e parlare come vogliono, purché sia coerente coi loro dogmi.
    Lo dimostrano i reati d’opinione e la famosa tolleranza a senso unico. E’ tutta sola farisaica ipocrisia.

    In altre epoche pure il popolo cristiano non avrebbe permesso cose simili, per il semplice motivo che allora credeva ancora. Oggi si lascia fare con totale indifferenza perché in realtà noi ex-cristiani non crediamo più a niente.
    Sarebbe questo “l’Occidente” in cui identificarsi e da difendere??
    .
    Je ne sui pas Charlie!

    • stò cò frati e zappo l'orto on

      Andrebbe riconquistato il diritto di potersi definire Laico(ovvero rispetta tutte le opinioni e credenze degli onesti)a scapito di questi maledetti servi del dio denaro!Grazie Frank10.ps.vero anche quello che dici attorno “ai cristiani”,ed anche perchè basterebbe guardare certe tv o leggere certi “giornali”.ppss.anche le tv di berlusca(perchè sputare nel piatto dove hai mangiato?)mesi orsono,per “l’audience”e dio denaro,a preso per il…….Gli Uomini della Chiesa.

    • Ciao Frank,
      dopo le vignette blasfeme trinitarie a nessuno è venuto in mente di andare ad ammazzare qualcuno a Parigi. Perchè la cultura occidentale ha gli anticorpi, conosce l’argomento. Può, come diceva Freud e altri dopo lui, trasformare l’aggressività che genera vedere quelle immagini. Trasformarle in una ferma protesta, in articoli sdegnati, ma non in atti di violenza. Perchè un occidentale sa che farebbe un madornale errore, passando così dalla parte del torto.
      Io questo ho detto e ribadisco. L’occidente conosce culturalmente lo strumento della satira. e sa maneggiarlo,e sa usarlo. Altri no. Come i fatti dimostrano.
      Anche tu, non sei andato a Parigi, per ammazzare qualcuno. Sei un cristiano tiepido? O sei formato a criteri di opportunità imparati qui in Occidente. Puoi aver pensato di protestare vibratamente, ma non hai mai pensato di comprare un fucile mitragliatore.
      Sulle vignette balsfeme? Il giornale era messo male dal punto di vista economico e se quei tonti assassini non uscivano con questo enorme errore, il giornale avrebbe potuto chiudere nei prossimi mesi. Perchè? Perchè qualcosa di cattivo gusto, la gente non la compra. Ora, con tutta la solidarietà opportunistica che c’è, vedrai come verranno aiutati e riveriti e sovvenzionati. Il loro declino dovrà ricominciare da vette di successo più alte..

  4. Mi sforzo di commentare, ancora non sono riuscito a scrivere una riga a proposito di questa vicenda, sono intellettualmente stordito dal silenzio sugli argomenti piu’ importanti, mentre vedo fiumi di parole per ogni dettaglio laterale.
    Cominciamo dal fondo: neanche io sono Charlie. Ho letto Edika e questo tipo di comicita’ (parlare di satira sembra avere lo strano potere di invocare qualcosa di mistico, altro e superiore, quindi non lo faccio) mi va un po’ sullo stomaco. PERO’. Pero’ ho apprezzato molto il maggior spettro, rispetto alla comicita’ nostrana (che viene chiamata satira se e solo se parla male del cristianesimo, dei politici di destra e poco piu’). SOPRATTUTTO, indipendentemente da questo, ritengo che ci debba essere liberta’ di espressione. Se non mi piace non la compro. Come diceva Voltaire. Circa. O, meglio, come dice “The Blues brother”, i nazisti dell’Illinois hanno diritto a manifestare. Noi abbiamo diritto a dir loro cosa ne pensiamo, e siamo pari. Altrimenti qualcuno vuol sopraffare l’altro.
    Concordo anche che l’Islam ha un grosso problema di troppa serieta’. Ma questo non porta ad ammazzare (almeno, non dovrebbe). Mi piace il paragone con lo stadio. Certo, facciamo andare un ultra’ della Lazio sulla curva della Roma. Verrebbe ammazzato? Vogliamo cercare una giustificazione a questo?
    Personalmente ritengo che l’accaduto abbia mobilitato milioni di persone perche’ si sono dette “eh no, che ci sia fondamentalismo lo posso accettare ma NON in Europa, questo non deve accadere”. Non posso credere che milioni di persone hanno sfilato per 20 persone uccise, sarebbe ridicolo solo pensarlo. Cosa che sta tentando un po’ tutta la stampa xenoculturale.
    E vogliamo parlare di come si sono affrettati tutti i supporter del politically correct a imbrattare l’accaduto, cercando di cavalcarlo per portare via il problema (perche’ quello che e’ accaduto E’ un problema, per gli intellettuali politically correct) dal giardino di ossessioni che coltivano? Ho letto di tutto, dare la colpa alle religioni in generale, dire che non era estremismo (certo, uno istruito in Siria, conosciuto ai servizi francesi, che ha fatto un video di dichiarazione di appartenenza all’ISIS, non e’ un estemista islamico, no). Invece, come fatto notare, manco un rigo che accomuni la (chiamiamola cosi’) coincidenza temporale tra Parigi e la Nigeria. Si blatera tanto di complottisti, dove stanno oggi i complottisti?
    Non so, mi torna in mente padre Pio, vissuto in estrema poverta’, cui hanno dedicato un altare di oro scintillante. Roba da non credere. Oltre ad essere un attimo pacchiano, secondo me. Cosa direbbero i Charlie, se fossero vivi? E cosa dice la satira internazionale a tal proposito? Manco milioni di persone riescono a svegliare i politically correct? Nessuno disposto a fare una vignetta graffiante su questa ipocrisia? Ah.
    Oppure si potrebbe fare l’ipotesi che fare blasfemia contro una religione e’ vietato. A me pare una fesseria ma sarebbe interessante sentire la valutazione di uno di questi politically correct, messo di fronte al fatto che la religione tanto odiata (il Cristianesimo) e’ lontana secoli da questi problemi.
    Aggiungo una gustosa considerazione: andate a guardare la pagina di Wiki, la cronologia. Subito dopo l’attentato sono stati declinati al passato molti verbi (ok) ma e’ stata anche levata una frase iniziale “dallo spirito caustico e irriverente, che conserva una grande reputazione nella sinistra transalpina. Difatti, se i bersagli principali della sua satira sono spesso idee e personaggi del centro-destra, non è comunque compiacente con i partiti di sinistra, siano o meno al governo”.
    In questo modo sono stati virginizzati, a la Wiki. C’e’ un articolo sul Fatto che ammonisce contro il marketing della strage. Tale articolo e’ puro marketing (ma, in perfetto stile lupus et agnus, non se ne avvede).
    Ecco, quel che e’ successo, sintetizzerei, e’ che la politica xenoculturale s’e’ accorta di essere nuda, ed e’ morta assieme ai 20 parigini. O forse s’e’ suicidata, resasi conto che non e’ capace di fare satira sulle proprie vacche sacre.

  5. Io non sono Charlie Hebdo. Charlie Hebdo è parte, e solamente una parte di quello che sono.

    Di fatto, è ridicolo attribuire al Corano gli attentati terroristici in Francia, i libri non uccidono ma le religioni e ideologie che questi inspirano possono fare montagne di cadaveri. Sarebbe inutile fare i paragono tra i Testi dei tre grandi monoteisti per sapere come questi investono di più nella pace o nella guerra. Anche se la Inquisizione abbia ucciso molto meno di Robespierre, per esempio, come giustificare le decisione del Tribunale Sant’Ufficio?
    Mi ripeto: è ridicolo attribuire al Corano gli attentati terroristici in Francia, ma mi chiedo; perché dobbiamo noi cristiani, atei, agnostici esseri soli a proclamare questa verità? Dove sono le autorità religiose dell’islamismo per condannare, attenzione!, non appena l’attentato terroristico, ma anche le forze che lo legittima per occhi e credenze di milioni?
    Accusare la barbarie che ha lasciato 17 morti è relativamente facile, ma non ho sentito voce rilevanti del mondo islamico in difesa della libertà di espressione, del diritto di critica, della pluralità religiosa. Non ci sono. Lamento, ma è impossibile essere onesto intellettualmente e, allo stesso tempo, sostenere che i valori oggi influenti dell’islamismo siano compatibile con l’ordine democratico. Si può argomentare dicendo che la narrativa della Bibbia è antagonista al mondo dei fatti. È vero. Ma quale nazione impone ai suoi cittadini i rigori della “mia Bibbia”? Potete citare uno che sia?
    Io non chiedo al islamista di considerare legittimo che si disegni l’immagine di Maometto. Quello che devono riconoscere, e trasmettere ai suoi fedeli, è che non possono imporre ad altre culture e religioni, valori che gli sono strani. Nella cultura politica occidentale, che si distingue della religione, tutto può e dev’essere lasciato al libero esame, e gli offesi cercano nei tribunali, anche questi laici, regolamentati da leggi democratiche, la riparazione di eventuali danni. La lotta fatta con matite non con fucile, con toghe non bombe.

    Il fato che nel diritto musulmano, tutte le donne devono appartenere a un uomo come proprietà assoluta, sia una bambina, sua moglie o concubina, ritarda l’estinzione della schiavitù. Permette inviare una ragazzina, imbottita di bombe, a esplodere in un mercato Nigeriano.

    • Esatto Silvio, hai sottolineato la parte che mi sono scordato. La cosa da fare e’, per dirla come il Papa, cercare il dialogo. Oppure, per dirla come il Papa, esortare imam e medi islamici a stigmatizzare la violenza religiosa.
      Oppure, per dirla come la penso, agire al contrario: ci sono specifici imam e zone in cui si sa che il mito del martirio viene propagandato. Bene, quelli sono i nemici. Fine.
      Comunque ci sono state prese di posizione. L’Imam di Roma ha fatto forti critiche, pensa che pure Hamas (!?) lo ha fatto. Pure un altro imam, del Libano (o era Libia?). Invece alcuni giornali tuchi hanno appoggiato. Ma ricordiamo che i lettori hanno fatto tanto casino che tali giornali hanno dovuto cambiare titolo.
      Cari miei, noi non siamo dei politically correct, lasciamo a loro i loro imbrogli. Chi fomenta l’estremismo islamico non e’ certo l’Islam, bensi’ specifiche organizzazioni (o a volte intere sezioni di stati) CHE OVVIAMENTE IN ISLAM STANNO.
      E ce vo’ tanto a capirlo. E se non si fanno carico del problema, e’ un chiaro segno.

  6. I sentimenti più profondi delle persone, e la religione è uno dei più profondi, andrebbero tutelati, come lo sono sempre stati, ovviamente dovrebbe essere la legge a tutelarli e non la giustizia “fai da te”. Quando attaccano la mia religione, magari in modo volgare, io mi sento offeso, proprio nel senso di ferito nel profondo dei miei sentimenti, come se mi toccassero personalmente o toccassero in questo modo una persona a me vicina e se la cosa dovesse avvenire pubblicamente sui media, nei miei confronti o in quelli dei miei cari, cercherei di tutelare me e loro con la legge, come penso farebbero tutti.
    Qualcuno ha fatto notare che non è proprio vero che la satira può essere fatta su tutto, infatti cosa succederebbe se oggi qualcuno ripubblicasse le vignette antisemite dei nazisti ?
    Due anni fa ha fatto molto parlare di sé un lavoro teatrale in cui veniva imbrattato il volto di Cristo, qualcuno ha provato a inscenare delle proteste fuori dal teatro, ma è stato subito etichettato come un integralista privo di cultura dai media politicamente corretti, che sono la grande maggioranza.
    Sono sicuro però che se qualcuno si mettesse a imbrattare in un’analoga opera teatrale il volto di Che Guevara o di Marx, o quello di Lenin e magari perfino quello di Stalin, la sua performance durerebbe ben poco, mentre il teatro subirebbe ingenti danni materiali o comunque delle perdite per la chiusura che gli verrebbe imposta. Penso che lo stesso accadrebbe, anche se in modo magari meno eclatante, con figure rappresentative non appartenenti alla sinistra, ma al mondo laicista e liberale, per esempio se si eseguisse questa operazione sugli eroi del risorgimento, tipo Mazzini, Garibaldi, Cavour e simili (e ovviamente anche con Darwin, da quando è diventato un simbolo e non è più solo un grande uomo di scienza). Intendo proprio la profanazione, non la satira che c’è sempre stata su figure di questo genere.
    Diciamo che anche nelle nostre democrazie ci sono molti che sono più uguali degli altri e possono godere di maggiori diritti sia di tutela che di critica e satira e, all’opposto, persone, gruppi e categorie a cui questi diritti sono di fatto negati.

  7. Flash, leggendo un articolo su una condanna per offesa al ministro, paragonato ad un orango. Nulla da eccepire ma si sono scatenate delle domande, le elenco poi si vedra’ se in tema.
    1) c’e’ un limite per la satira alle persone. C’e’ un limite alla satira alle non-persone (Dio, Lazio e chi piu’ ne ha di fedi)? In pubblico si puo’ bestemmiare o no? Comunque per lo meno per un certo periodo recente. era vietato no?
    2) se e’ cosi’, chi, nei vari Credo, sarebbe abilitato a sporgere denuncia e chi sarebbe parte lesa? Chi e come andrebbe risarcito?
    Non sto certo invocando la censura, pero’ siccome voglio capire questa ipotesi, vorrei capire chi sarebbero i soggetti, i verbi ed i complementi oggetto, per cosi’ dire.
    In realta’ tutto questo armamentario conoscitivo lo ritengo indispensabile per la vera domanda: non e’ che vale la pena investigare se la mancanza di gerarchie mondiali nell’Islam puo’ generare qualche asimmetria di diritto nascosta? Solo per ipotizzare. Perche’ quando ho esaltato il cercare il dialogo da parte del Papa, non era riferito al banale atto di pace ma proprio riferito al fatto che nell’Islam non c’e’ un Papa, la gerarchia e’ molto piu’ sparpagliata, quindi prima di arrivare a decidere alcunche’, il lavoro da fare per “procurarsi qualcuno con cui decidere” lo ritengo gia’ complesso di suo. Da cui l’elogio per aver visto il collo di bottiglia della situazione. Sarebbe da sintetizzare in una vignetta: GUERRA ALL’ISLAM! E un soldato arrabbiato che domanda: ok, che indirizzo ha? Eh, bella domanda. E’ interessante quel che sta succedendo. Di nuovo una situazione asimmetrica (come la guerra al terrorismo). Sara’ per questo che c’e’ chi si affanna a lavorare per un Ordine Mondiale? 🙂

  8. Non si tratta di assimetrie inusuali, chi non ha valori perché crede nel nulla, finisce per avere al più solo se stesso da difendere, quindi pensa di poter attaccare liberamente quello che per altri è più sacro, facendo violenza morale all’altro. Non è questione di risarcimenti, ma le autorità dovrebbero porre fine a questi comportamenti che offendono in modo particolare se sono fatti pubblicamente tramite i media, questo a norma di legge. Se l’autorità non si muove spontaneamente dovrebbe muoversi su richiesta del singolo o di una collettività se ce ne sono gli estremi. Un conto è criticare una religione con argomenti razionali, un conto è offenderla, è lo stessa cosa che avviene con le persone, non c’è bisogno di inventarsi niente di più.

  9. Marco Canziani on

    Luca C scrive : ” Nella manifestazione di Parigi ho visto tanta gente che sostanzialmente rivendicava il suo diritto a bestemmiare ed ad essere blasfema”
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    Qui in Francia il delitto di bestemmia non esiste proprio. Una delle tante ragioni per cui ho lasciato l’Italia, si vive molto meglio qui.

    https://www.dailymotion.com/video/x2ej3pt_le-billet-de-sophia-aram-le-blaspheme-c-est-sacre_fun?start=5

    http://www.liberation.fr/culture/2015/01/09/je-suis-athee-donc-pour-moi-le-delit-de-blaspheme-n-existe-pas_1177307

    • … una delle tante ragioni per cui migliaia di ebrei francesi tornano in Israele.
      Se un ambiente dove le persone delle diverse fedi non si rispettano, ma si offendono, è per te un ambiente ideale Marco, goditelo … al riparo di sempre più militari.

      • Giusta osservazione Luca. Nuovamente due pesi e due misure.
        Se difendi una vita nascente, in galera. Se insulti chi insulta, in galera.
        boh, aiutatemi voi. cosa mi sfugge della laica Francia?
        Cosa vuol dire ‘laico’ in Francia?

        • Caro Max io una chiave interpretativa ce l’avrei. Non riguarda solo la Francia ma l’Occidente tutto. Vedi tu se la mia analisi è degna di attenzione o meno.
          Faccio una premessa: a mio avviso non è che la mancata reazione alle vignette blasfeme nei confronti della Santissima Trinità sia dovuta ad una specie di anticorpi che l’Occidente ha sviluppato. E’ dovuto al fatto che l’Occidente ha perso la fede e non gliene frega più niente a nessuno. O quasi. Ovvio che la reazione auspicata non è l’uccisione dei vignettisti; ci mancherebbe solo questo. Ma una forte e severa indignazione questo sarebbe auspicabile. Invece silenzio.
          Il tuo discorso io l’aggiusterei in questa maniera: L’Occidente ha radici cristiane. Il Cristianesimo non è l’Islam. Non si è diffuso con la spada. Si è diffuso nella persecuzione. Ai soliti tromboni che vogliono mettere in discussione queste ovvietà dico di andare a studiare. Non ho voglia di scrivere trattati di apologetica per affrontare temi triti e ritriti. Nel Vangelo c’è scritto che chi di spada ferisce, di spada perisce. Nell’annunciare la Buona Novella Gesù dice che se non vi ascoltano dovete scuotere la polvere dai vostri piedi e andarvene. Punto. Nel Corano invece c’è scritto più o meno di uccidere gli infedeli. Qui sta la differenza.
          Ora l’Occidente ha deciso da un paio di secoli a questa parte di rinnegare le proprie radici. L’ateismo e l’agnosticismo nell’accezione moderna del termine non sono altro che il rinnegare la sana fisolofia realista (aristotelico-tomista) per ergere a nuovo idolo il cogito cartesiano. Partendo da queste false premesse l’idealismo è scaduto nei sofismi hegeliani fino alla situazione odierna. Cos’è reale? Quel che voglio io dice l’idealista. Qui nascono le ideologie. Qui nasce il soggettivismo. Marx è degno discepolo di Hegel e Stalin lo è di Marx. Se i fatti mi contraddicono tanto peggio per i fatti disse Hegel. Noi siamo imbevuti di tale mentalità. Così i manifestanti di Parigi, che si sentono liberi di poter dire e fare quel che a loro pare. Quindi, eventualmente, anche manifestare violenza nei confronti di chi non la pensa come me. Nella mia città sono stati mandati all’ospedale delle persone che, de facto, erano fermi in piazza con un libro in mano (Sentinelle in piedi).
          Non prendiamoci in giro perché questi sono i fatti. Lo spirito hegeliano gravita sulle nostre teste. E questo è il preludio alla discesa verso le barbarie. Si è introdotto il divorzio (non voglio avere più responsabilità), è stato introdotto l’aborto (l’utero è mio e ne faccio quel che voglio io ci si sente ripetere da troppi anni a questa parte). Non esistono differenze fra uomo e donna. Quindi chi mi vieta l’istituzione del “matrimonio” fra invertiti? E come la mettiamo con la pedofilia? Ci stiamo arrivando pian piano. Scardina il principio e tutto rotolerà verso il baratro. Ci si trova a dover difendere l’ovvio che non è più tale perché si parte sempre dalle premesse sbagliate generate dal cogito cartesiano e ben pochi se ne rendono conto.
          La contraddizione colpisce in pieno anche la scienza empirica e gli scienziati (vedi darwinismo). Eppure questi ultimi dovrebbero essere i baluardi della difesa del principio aristotelico-tomista. Se uno teorizza l’inesistenza della forza di gravità, va sul ponte Milvio e si getta nel Tevere sicuro di non bagnarsi lo consideriamo giustamente un pazzo. Eppure questo è ciò che avviene in Occidente. Perché si vuole negare pervicacemente quel che la civiltà ha prodotto in questi ultimi duemila e quattrocento anni? Perché la strada della filosofia realista porta dritta dritta a Dio. Quindi a dei vincoli, che l’uomo non vuole avere.
          Chiedo venia per la lunghezza.

          • Ciao Luca C.,
            la mia famiglia mi aveva rapito in questi giorni. Ora che è stato pagato il riscatto, eccomi libero di riprendere la tastiera in mano.
            Siamo d’accordo. Aggiungerei una postilla sulla tua frase: “Ora l’Occidente ha deciso da un paio di secoli a questa parte di rinnegare le proprie radici”. Immagino che i due secoli di cui parli siano iniziati con l’Illuminismo. Ecco, se condivido quello che dici, vorrei anche aggiungere che ho trovato nelle provocazioni e accuse dei lumi, anche un lato molto positivo. La Chiesa ha potuto dimostrare di non aver paura della ragione. Noi, quella prova, l’abbiamo passata. E brillantemente, tanto da far fare la figura degli irrazionali a quelli che accusavano la Chiesa di essere formata solo da esseri con l’anello al naso.
            L’illuminismo, sebbene abbia dato il via a quello che vai descrivendo, è stata una magnifica occasione per la Chiesa. Che ha saputo sfruttare alla grande. Mostrando di non temere un confronto con la ragione, avendola dentro di sè.
            Per il resto : grazie.
            Parlavi di Hegel e di Marx, e di altri, di gender, ecc. Potrebbe interessarti un mio commento che trovi in un articolo della scorsa primavera. Ecco il link all’articolo: http://www.enzopennetta.it/2014/05/propaganda-gender-su-le-scienze/

          • Caro Max vedo che ci capiamo alla perfezione. Ovviamente condivido tutto. Il problema allora, poniamolo in questi termini, è di tipo orwelliano. Stiamo vivendo quanto descritto in 1984 da Orwell stesso. Non si riesce a far emergere la verità.
            Per quanto riguarda il tuo commento all’articolo relativo al gender non posso che complimentarmi per la dotta ed ineccepibile esposizione. Pienamente da sottoscrivere.
            Sono felice di vedere che questi pensieri sono condivisi anche da altri.
            Un caro saluto

  10. Adesso si vive meglio in Francia perché c’è il diritto di bestemmiare ? Mi pare un po troppo forzata questa conclusione, al limite del ridicolo (visto che si parla di satira e vignette…). I francesi raccolgono quanto sono andati seminando in alcuni decenni di ospitalità ai terroristi (dottrina Mitterand) e in qualche secolo di laicismo estremista.

    • In prigione per una maglietta con una famiglia “normale” disegnata sopra. I criminali italiani (Battisti) mantenuti come perseguitati politici..certo che chi non vuol vedere davvero non vede nulla che non sia la sua ideologia. La realtà non esiste, esiste solo il loro pensiero, la loro emozione…quanto poco scientifico questo modo di ragionare…Marco rimanga pure là…di gente come lei in Italia facciamo volentieri a meno.