“La teoria del Gender non esiste”: nervi tesi su Wired

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Su Wired, per difendere il condizionamento psicologico operato a partire dai bambini della scuola materna, si nega che esista la teoria del Gender. 

 

La testata è Wired e propone un giornalismo fatto da giovani e rivolto ai giovani, il termine “wired” significa collegato via cavo, ma in un uso gergale può anche significare “agitato, dai nervi tesi”, e in questo caso sembra proprio che il significato da intendere sia il secondo. Un’agitazione scaturita dal dover fronteggiare le critiche giunte riguardo all’insegnamento della (secondo loro inesistente) teoria del Gender nelle scuole. La domanda ovviamente è la seguente: ma se la teoria del Gender davvero non esiste, contro cosa protestano le associazioni che la contrastano?

Si capisce subito che Wired opera dall’interno di una teoria del complotto: il Gender l’hanno inventato i cattolici. Ecco le esatte parole impiegate nell’articolo:

La teoria del gender Non esiste. Nessuno, in ambito accademico, parla di teoria del gender. È infatti un’espressione usata dai cattolici (più conservatori) e dalla destra più reazionaria per gridare “a lupo a lupo” e creare consenso intorno a posizioni sessiste e omofobe.

Ecco lo scoop! Si tratta dell’invenzione di un falso nemico da parte di quei furbacchioni dei cattolici per poter giustificare il conseguimento di un altro scopo, che in questo caso sarebbe la difesa di posizioni sessiste e omofobe. Continua poi a spiegare l’articolo:

In sostanza, come spiega Sara Garbagnoli sulla rivista AG About Gender, la teoria del gender è un’invenzione polemica, un’espressione coniata sul finire degli anni ’90 e i primi 2000 in alcuni testi redatti sotto l’egida del Pontificio consiglio per la famiglia con l’intento di etichettare, deformare e delegittimare quanto prodotto in questo campo di studi. Poi ha avuto una diffusione virale quando, in particolare negli ultimi due-tre anni, è entrata negli slogan di migliaia di manifestanti, soprattutto in Francia e in Italia, contrari all’adozione di riforme auspicate per ridurre le discriminazioni subite dalle persone non eterosessuali.

Ma cosa vogliono indicare allora con l’espressione “Toeoria del Gender” quelli che l’avrebbero “inventata”? Un buon giornalismo richiederebbe una domanda rivolta ai gruppi che l’avrebbero coniata, invece no, la domanda viene posta ad un rappresentante di quelli che sostengono che sia un’invenzione, come dire mi faccio la domanda e mi rispondo da solo, così mi do anche ragione. E infatti così avviene:

Secondo gli ideatori dell’espressione teoria/ideologia del genere, nasciamo maschi o femmine. Punto. Il sesso biologico è l’unica cosa che conta. L’identità sessuale non si crea, ma si riceve. E il genere è una fumisteria accademica, come scrive Francesco Bilotta, tra i soci fondatori di Avvocatura per i diritti Lgbti – Rete Lenford.

L’orwelliano bipensiero di cui è permeato l’articolo, si manifesta andando a spiegare subito dopo che quella teoria del Gender poco prima negata in realtà esiste ma va chiamata “studi di genere”, che però essendo degli studi che propongono una visione finale della realtà concernente l’argomento studiato, configurano una teoria, così come confermato dal vocabolario Treccani:

Teoria:

Formulazione logicamente coerente (in termini di concetti ed enti più o meno astratti) di un insieme di definizioni, principî e leggi generali che consente di descrivere, interpretare, classificare, spiegare, a varî livelli di generalità, aspetti della realtà naturale e sociale, e delle varie forme di attività umana.

Quindi la descrizione, interpretazione, classificazione e spiegazione della realtà che proviene dagli studi di genere altro non è che una teoria: la teoria del Gender. Ma perché allora negare che esista una teoria detta del “Gender”, forse preferivano “Genere”? Ma certamente su Wired non saranno scandalizzati dall’uso del termine anglofono “gender” anziché “genere”, altrimenti si sarebbero chiamati “Cablati” anziché “Wired”…

Una volta appurato che esistono vediamo quindi cosa propongono gli studi di genere con la loro teoria osservazione su come vadano le cose:

Il genere invece è un costrutto socioculturale: in altre parole sono fattori non biologici a modellare il nostro sviluppo come uomini e donne e a incasellarci in determinati ruoli (di genere) ritenuti consoni all’essere femminile e maschile. La categoria di genere ci impone, cioè, sulla base dell’anatomia macroscopica sessuale (pene/vagina) e a seconda dell’epoca e della cultura in cui viviamo, delle regole cui sottostare: atteggiamenti, comportamenti, ruoli sociali appropriati all’uno o all’altro sesso.

Il genere, in sostanza, si acquisisce, non è innato, ha a che fare con le differenze socialmente costruite fra i due sessi.

La (non) teoria del Gender insomma propone l’idea che l’essere femminile o maschile sia un costrutto socioculturale e che quindi alla nascita siamo una tabula rasa esempio di perfetta neutralità.

Deve essere spiacevole per una testata che si propone di essere scientifica sostenere teorie antiscientifiche non supportate da prove, sì perché gli studi di genere hanno prodotto una (non) teoria che contrasta con le prove di studi seri, come ad esempio “Sex differences in human neonatal social perception” pubblicato su Elsevier.

Negare che esista una teoria del Gender si inserisce a buon diritto nel filone dei “negazionismi”, ma si tratta anche di un negazionismo pericoloso perché diffonde l’idea che chi non vuole che le giovani generazioni vengano educate nell’antiscientifica superstizione che maschi e femmine alla nascita siano sessualmente neutri, sia in realtà un omofobo animato da intenti malvagi.

E dopo aver stabilito che chi parla di teoria del Gender è uno che se l’è inventata per giustificare l’omofobia, arriva la conferma che la teoria esiste in quanto giustifica l’affermazione che a un bambino non debbano essere garantite due figure genitoriali maschile e femminile:

adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, etero o omosessuali, possono essere ottimi genitori. Ciò di cui i bambini hanno bisogno è sviluppare un attaccamento verso genitori coinvolti, competenti, responsabili. 

Ma la teoria del Gender non esiste, è solo un’invenzione, così assicura Wired, va bene, ci crediamo. Ma allora, per favore, smettetela di insegnarla nelle scuole!

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Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali.

45 commenti

  1. La teoria del gender, o in qualunque altro modo la si voglia chiamare, indubbiamente esiste!
    Ma le associazioni cattoliche che vogliono impedire che nella scuola pubblica si affrontino certi temi sociali, SBAGLIANO a tirare in ballo la teoria del gender, visto che nei testi scolastici come EDUCARE ALLA DIVERSITA’ non v’è traccia di “propaganda del gender”. Ma, come suggerisce il titolo, viene semplicemente fatta un’opera di divulgazione e spiegazione delle varie realtà umane e familiari che ci sono nel mondo, cercando di educare i bambini alla comprensione delle diverso, all’accettazione, all’empatia. Contro il bullismo, contro l’omofobia, contro l’esclusione e l’emarginazione dei bambini “diversi”(con situazioni familiari diverse dalla maggioranza, di etnia e religione differente, o con gusti, interessi e inclinazioni che insoliti rispetto a quelli della maggior parte dei coetanei dello stesso sesso- tipo una bambina che ama giocare a calcio, o un bambino che preferisce la danza o le bambole, rispetto al calcio e alle macchinine)!

    Insomma un programma scolastico, che se applicato correttamente servirebbe semplicemente a migliorare l’integrazione sociale tra i vari componenti della classe/scuola, e prevenire/ “curare” fenomeni di isolamento ed emarginazione dovuti alle “barriere” costituite dalla diversità.
    Diversità non solo sessuale, ma di vario tipo, familiare, caratteriale, di abbigliamento, di gusti e inclinazioni, di comportamento ecc… Se un programma di questo tipo funziona davvero, non aiuta “solo” il bambino che si trova nella piuttosto rara situazione di avere due madri lesbiche, ma anche situazioni molto più frequenti(ma non meno difficili), come il bambino che ha un sola mamma vedova, il bambino il cui padre è fuggito senza riconoscerlo, il bambino che ha i genitori divorziati e vive solo con uno dei due, il bambino orfano affidato ai nonni o agli zii etc…etc…

    Non vedo come si possa essere contrari a un’opera che mira soltanto a illustrare e spiegare la realtà e le molteplici diversità insite nell’umanità, allo scopo di rassicurare le persone che vivono situazioni diverse dalla maggioranza(ad esempio il bambino piccolo ha solo una mamma, se qualche adulto non glielo spiega, non lo sa che nel mondo ci sono migliaia di bambini come lui, vede gli altri che hanno anche il papà, e spesso si sente “sbagliato”, ne soffre senza ragione), di combattere il bullismo, e migliorare l’armonia sociale. Bisogna essere davvero molto molto bigotti per opporsi ad una cosa del genere, solo perché si affrontano anche tematiche attinenti all’omosessualità e all’identità di genere!

    • P.S. Vorrei aggiungere che se è palesemente vero che l’identità di genere NON è intercambiabile a piacimento, non dipende dalla nostra volontà, comunque ESISTE. Non siamo SOLO il sesso genitale che abbiamo tra le gambe, ma anche il sesso mentale(che dipende da fattori biologici, genetici, ormonali e sociali, che influenzano il nostro sviluppo cerebrale e che sono al di fuori del nostro controllo), perciò una persona che è davvero mentalmente donna(diagnosticato da psichiatri competenti) , ha il diritto(diritto riconosciuto anche dalla legge italiana in vigore) di poter adeguare i propri connotati fisici, quello non c’entra niente con l’ideologia del gender.
      La DISFORIA DI GENERE esiste davvero, è un problema reale(che riguarda un’esigua minoranza di persone), non è una moda ideologica, quindi anche negare questo status, negare la possibilità che una persona possa avere un’identità che non corrisponde con i propri genitali(come fanno alcuni bigotti) sarebbe stupido e diseducativo, quanto affermare che l’identità sessuale sarebbe modificabile a proprio piacimento!

      • Insomma, largo alla dittatura della minoranza! E chi non si adegua ai desiderata “non teorici” dell’ “esiguo numero…”? Omofobi! E morte sia… Così impara….

      • Al netto della lotta al bullismo, all’emarginazione e alla violenza fisica o verbale sulla quale siamo tutti d’accordo.

        Se un uomo “si sente donna” o viceversa, perché bisogna cambiare il corpo e non la mente?

        Perché violentare il corpo con innumerevoli operazioni chirurgiche, anche molto serie è ritenuto lecito mentre intervenire sulla psiche è ritenuto violenza?

        • “Perché violentare il corpo con innumerevoli operazioni chirurgiche, mentre intervenire sulla psiche è ritenuto violenza?”

          Ma non è vero, il trattamento psicologico è sempre la prima cosa che si tenta per risolvere il problema(nessuno ricorre direttamente alla chirurgia senza passare attraverso un’attenta diagnosi psichiatrica e varie forme di terapia psicologica), non è affatto vietato, né tantomeno ritenuto violenza.
          Nei bambini o negli adolescenti ad esempio, in Italia si interviene solo con terapie psicologiche e comportamentali, non è che un bambino di 10 anni, appena manifesta tratti di identità femminile viene subito sottoposto a terapia ormonale e operato!
          Per la legge italiana sarebbe proprio impossibile cambiare sesso a un minorenne!

          Quando non è possibile risolvere il problema con terapie psicologiche(se pensi che la psiche sia intercambiabile a piacimento, con la stessa facilità con cui si cambiano le mutande, allora se il primo a credere alla teoria del gender!) , la scelta spetta al paziente, che può anche decidere di non ricorrere alla chirurgia,(io ad esempio ho conosciuto un ragazzo che non si è mai operato, nonostante abbia un’identità maschile in un corpo femminile. Avendo un seno poco pronunciato per ora esprime la propria virilità solo con l’abbigliamento, e non ha intenzione di farsi operare ), ma se si ritiene utile per il benessere della persona, adeguare il corpo alla mente, con ormoni e chirurgia, perché impedirlo?
          la chirurgia estetica non si nega nemmeno a persone che non hanno assolutamente alcun problema grave, ma vogliono solo sentirsi più belle, non si capisce perché tutto questo ostracismo nei confronti di quei pochi che hanno avuto la sfortuna di nascere in un corpo inadeguato rispetto al proprio sentire

          • Non è ostracismo, sto cercando di capire.

            Provi ad affermare pubblicamente che si può ristabilire psicologicamente la sintonia corpo/attrazione-sessuale e mi faccia sapere cosa succede.

            A me sembra che la terapia attualmente si basi sull’accettazione dello stato delle cose senza investigare se sia possibile ristabilire tale sintonia, sempre che si ritenga che esista questa sintonia.

            Perché impedire tali operazioni? Perché mi pare una via di fuga che purtroppo molte volte ha mostrato di non funzionare e di creare confusione ancora maggiore alla persona coinvolta.

            Un conto è orecchie meno a sventola e seni più prosperosi e un conto è evirarsi, creare vagine artificali etc.

            Sono contento per il suo conoscente che a quanto mi dice ha raggiunto un equilibrio.

            “…quei pochi che hanno avuto la sfortuna di nascere in un corpo inadeguato rispetto al proprio sentire.”

            è proprio questo il punto, non sappiamo da cosa dipende, questa situazione, se si nasce o si diventa e tutte queste teorie, omofobie, etc. hanno creato un clima di caccia alle streghe verso chi cerca di fare chiarezza o proporre alternative al “gay va bene accettalo punto e basta.”

          • “A me sembra che la terapia attualmente si basi sull’accettazione dello stato delle cose senza investigare se sia possibile ristabilire tale sintonia, sempre che si ritenga che esista questa sintonia.”

            Si sbaglia, visto che in tutte le ASL italiane che si occupano del disturbo di identità di genere, prima di tutto c’è un percorso di psico-diagnosi, e psico-terapia.
            Perciò viene deciso dagli specialisti, caso per caso, come risolvere il problema nei singoli individui: se basta la psicoterapia ci si limita alla psicoterapia.
            Se viene ritenuta opportuna la terapia ormonale, si associa l’endocrinologo allo psicologo, e anche la terapia ormonale viene periodicamente riesaminata. Se ci si accorge che il soggetto sta psicologicamente peggio di prima, che la terapia ormonale non va bene per risolvere i suoi problemi, viene interrotta.
            Solo dopo molti mesi di terapia psicologica e ormonale, se gli psicologi lo ritengono opportuno, possono decidere insieme al paziente per qualche intervento di chirurgia estetica. Per l’intervento definitivo ai genitali, serve addirittura il permesso tramite sentenza del tribunale!

            Voglio far capire che non è una passeggiata, prima di iniziare il percorso di transizione sessuale si fanno diagnosi psicologiche molto approfondite, in Italia nessuno può fare una terapia ormonale o un cambio di sesso chirurgico di testa propria, le leggi sono molto rigorose.
            Se durante la diagnosi psicologica gli specialisti si accorgono che una persona non ne ha davvero bisogno, ha problemi sessuali e psicologici di altro genere, curabili in un altro modo, NON GLI VIENE PERMESSO DI ACCEDERE ALLA TERAPIA ORMONALE

            Insomma, chi può guarire solo con lo psicologo, non viene indotto o costretto a modificarsi fisicamente, anzi casomai gli viene impedito di farlo.
            In definitiva, quei pochi che hanno concretamente accesso alle terapie ormonali e/o chirurgiche(che sono sempre una libera scelta, nessuno viene spinto a prendere ormoni contro la propria volontà, anzi..), è perché ne hanno davvero bisogno, perché non potrebbero stare bene senza.

            I servizi ospedalieri sono gestiti da MEDICI, non da attivisti del gaypride!

          • “è proprio questo il punto, non sappiamo da cosa dipende, questa situazione, se si nasce o si diventa e tutte queste teorie, omofobie, etc. hanno creato un clima di caccia alle streghe verso chi cerca di fare chiarezza o proporre alternative al “gay va bene accettalo punto e basta.”

            Innanzi tutto vorrei specificare che si sta parlando di identità di genere, di transgender, quindi il “gay va bene punto e basta” è un po’ fuori tema. L’omosessualità è una cosa distinta dall’identità di genere, si può essere gay pur avendo una spiccatissima identità virile, o lesbica pur avendo una netta femminilità caratteriale!

            Quanto al resto, non credo che la cosa più importante sia stabilire se ci si nasce o ci si diventa, ma piuttosto come intervenire per permettere a queste persone di avere una buona qualità della vita, e una buona integrazione sociale. E qui credo che si apra un discorso molto personale, lo scopo di medici, psichiatri, psicologi, dovrebbe essere quello di guidare queste persone nel fare le scelte migliori per il proprio benessere, e per quello della propria famiglia.
            Però non credo che esista una soluzione unica, tipo CHIRURGIA PER TUTTI, oppure VIETIAMO LA CHIRURGIA, oppure costringere tutti ad adattarsi al proprio sesso biologico. L’abuso di terapie ormonali e chirurgia può essere dannoso, ma anche il proibizionismo può fare altrettanti danni!

            Magari alcuni approcci moderni al problema dell’identità di genere possono anche essere sbagliati, però non esistono risposte semplici(e buone per tutti) a problemi tanto complessi e personali
            La risposta di alcuni ambienti cattolici, che in pratica è la negazione del problema, per come la vedo io è sicuramente sbagliata!

      • Contedduca on

        Perchè ad un anoressico si cura la mente?
        Dopotutto lui si “vede” grasso no?
        Perchè non ha il diritto di dimagrire sulla scìa di ciò che vede?
        Non venirmi a dire che in questo caso ne va della sua vita perchè non può essere questo il termine di paragone.

  2. Sentirsi ‘mentalmente donna’? Ma questo è un chiaro disturbo psichico, che va curato ()se e per quanto possibile) modellando la sfera psicoaffettiva su quella cromosomica fenotipica, non facendo il contrario

    • E chi sei tu per stabilire come va curata la disforia di genere? sei uno specialista in psichiatria?
      Comunque non è che appena una persona manifesta un disturbo dell’identità di genere, la mandano per direttissima dal chirurgo, c’è tutto un lungo e complesso iter psichiatrico e burocratico prima di arrivare alla chirurgia dei genitali(che in Italia deve essere autorizzata da una sentenza del tribunale), non è una cosa che si fa con leggerezza e superficialità!

  3. muggeridge on

    Dalle parti di Wired si gioca con le parole, è l’evoluzione dell’antica arte “rettorica” e dei sofisti dell’antica Grecia.
    Altra cosa che fa venire in mente questo tipo di negazionismo è la frase di Baudelaire “Il più bel trucco del Diavolo sta nel convincerci che non esiste”.

  4. La nuova parola d’ordine è negare che ci sia una “gender theory” sia pure contro ogni evidenza. L’articolo di Wired è il solito pastrocchio fumoso costruito per confondere il lettore. Si nega l’esistenza dell’acqua affermando che in realtà si tratta di monossido di diidrogeno.

    Si vorrebbe dissolvere il ruolo della bipolarità sessuale come elemento fondamentale nella maturazione dell’identità della persona, con la finalità malcelata di sdoganare l’omogenitorialità.

  5. Ormai non mi stupisco più di nulla (mi sono messo il cuore in pace, devo assolutamente essere “omofobo” anche se non ho ancora ben capito verso cosa o verso chi dovrei provare paura…). Decenni di pedagogia andata a puttane e decenni di psicologia dell’età evolutiva andata in fumo; alt! … si è sbagliato tutto, il 3% della società (persone con caratteristiche un po “particolari” che non si sa ancora bene perché fin dai tempi preistorici rimangono una invariante a consistenza “stabile” e “minoritaria” nelle società umane) ci ha infine “illuminato” del perché “si é” e/o del perché “si diventa”. Ma soprattutto questa striminzita percentuale ci fa notare che non esiste una verità antropologica e non importa nulla che la dinamica di una specie dipenda (forse) dall’interazione fra sensibilità diverse femminili e maschili caratterizzate (forse) da comportamenti/fisicità diverse femminili e maschili; insomma il futuro ci riserva la possibilità/necessità di essere quel che si vuole/quel che ci si sente e di “prendersi”/”pretendere” quel che si vuole sempre perché “pare” che i “diritti” possono anche non dipendere da doveri verso terzi perché quel che conta é la propria “unilaterale” e presuntivamente “sconfinata” capacità di “amare” (soprattutto quando dei “terzi” si può fare/pensare/decidere quel che si vuole, tanto non possono prendere posizione ne difendersi).

  6. “La teoria del gender Non esiste. Nessuno, in ambito accademico, parla di teoria del gender”
    Esiste la “Gender schema theory” (http://en.wikipedia.org/wiki/Gender_schema_theory)
    Gender studies (http://en.wikipedia.org/wiki/Gender_studies)
    Teorie sul gender sono nel titolo di vari paper accademici. Non esiste magari LA “gender theory” in senso analogo a LA “teoria di relatività”, ma ci sono un sacco di paper con teorie basate sul gender o che discutono il gender role.
    La “Gender theory” quindi, è in essenza un termine che incapsula una certa ideologia con varie teorie che affermano che il “gender” è più importante o rilevante del “sesso biologico”. E qui accademicamente ci sono vari studi pro e contro.
    .
    Quindi Gender Theory (vedi anche qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Gender_studies#The_development_of_gender_theory) è una incapsulazione di vari studi come detto sopra
    .

    Quindi quello che afferma Wired è falso.

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    “adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, etero o omosessuali, possono essere ottimi genitori. Ciò di cui i bambini hanno bisogno è sviluppare un attaccamento verso genitori coinvolti, competenti, responsabili. ”

    Veramente solo un attaccamento non basta. Altrimenti potremmo far adottare i bambini ad un cane XD

    • Paolo da Genova on

      Grazie della spiegazione. Quindi alla fine è vero che non esiste LA teoria di genere, ma nel senso che le teorie di genere sono TANTE.

      Non so come dire, ma ho l’impressione che siamo persino al di là del bipensiero di Orwell…

    • Certo FM.
      Quello di Wired è proprio come scrive Enzo bipensiero puro.
      Affermano che una cosa non esista e poi per giustificare quel che loro pare assumono che esista.E neanche se ne accorgono.

  7. Paolo da Genova on

    Non è la prima volta che leggo che la “teoria di genere” non esiste. Anche io ho provato a osservare che, se esistono gli “studi di genere”, deve necessariamente esistere una “teoria di genere”, ma mi è stato risposto che non c’entrava un c… e che non capivo un c…

  8. Alessandro Giuliani on

    Ma che cosa folle ! In pratica si tratta di fare violenza al normale pudore dei bambini che hanno sì sempre giocato al gioco del dottore ma da soli, senza grandi in giro, per invece spingerli a toccarsi in classe sotto la spinta di supposti educatori. E’ una violenza inammissibile che crea confusione nei bambini e un regalo ai pedofili.
    Altro non vedo….poi non parliamo di sesso genitale o non, la sfera erotica è solo una piccola parte della complessità umana e ridurre l’essere umano ai suoi gusti sessuali è inammissibile. La molteplicità delle differenze tra maschi e femmine è alla base della nostra comune esperienza di vita e tocca tutte le infinite sfere dell’umano.

  9. Cercate la sentenza della Cassazione sui matrimony omo del 9 Febbraio 2015. PS: Enzo, perche’ il sito mi tagga come spam?

    • Comunque la Cassazione ha sentenziato che non esiste alcun diritto DEL GENERE (ahah battutona).

    • Ciao Fabio, ho recuperato il tuo commento con il link.
      Riguardo allo spam, francamente non capisco a volte cosa combini Akismet, mi sembra che prenda delle iniziative… che sia una forma di AI?

  10. Ma com’è Enzo che quando da “certi ambienti”(me lo si passi) si muovono critiche verso determinate posizioni,invece di controargomentare,di fare le pulci,di mostrare errori commessi da chi le sostiene,falsificarle si va sempre invece a fare sofismi su quanto e come sia sbagliato parlare in certi termini di una cosa ,rifercisi con n nome che sarebbe improprio etc..?
    No,perché ad un certo punto ci si pongono certe domande..

    • E sì, ormai ci siamo abituati Leonetto, il metodo è sempre quello, anziché entrare nel merito delle questioni si inventano avversari di comodo, si storpiano le obiezioni fino a renderle ridicole, si fa tutta una cortina fumogena per nascondere le magagne.
      E le domande di cui parli è bene che comincino a porsele in molti.

  11. Molti interventi sono stati fatti e tutti hanno aiutato ad approfondire e chiarire, vorrei a questo punto ribadire i concetti centrali del discorso.
    .
    1) La teoria del Gender esiste ed è quella che afferma la mancanza di una caratterizzazione sessuale di tipo psicologico comportamentale innata.
    .
    2) Tale teoria non è scientificamente provata, anzi è confutata.
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    3) Dire ai bambini che la loro identità è in dubbio costituisce quindi un atto di violenza psicologica.
    .
    4) In ogni caso spingere i bambini verso una precoce scoperta della sessualità non ha niente a che vedere con la prevenzione dell’omofobia e della discriminazione sessuale.

    • 3) Dire ai bambini che la loro identità è in dubbio costituisce quindi un atto di violenza psicologica.

      Ma nei programmi scolastici attuali, si insegna davvero che l’identità è in dubbio? io uno di questi libri accusati di “propaganda del gender” li ho sfogliati, e non ho trovato niente del genere!

      Piuttosto mi pare che il messaggio sia la non omologazione, con il fine di prevenire e combattere la discriminazione nei confronti delle bambine che hanno gusti e interessi da maschio(tipo calcetto, arti marziali, cartoni animati di guerra e arti marziali, action figures , wrestling ecc…) , e dei bambini che hanno interessi da femmina( bambole, giochi di ruolo femminili, danza, ginnastica artistica ecc…).
      Nei libri scolastici attualmente in circolazione, non si insegna ai bambini che “dovranno scegliere in futuro se essere uomo o donna”, e nemmeno “che si può iniziare da piccoli a fare sesso”, queste sono invenzioni di sana pianta dei “pro-vita”!

        • Da “la croce” di oggi, pagina due:

          “chiediamoci: la teoria del gender è davvero un’invenzione polemica, un pretesto, una creatura fantastica «usata dai cattolici (più conservatori) e dalla destra più reazionaria per gridare “a lupo a lupo” e creare consenso intorno a posizioni sessiste e omofobe»? Non sembrerebbe. Se difatti la teoria del gender non esistesse, se davvero nessuno volesse estirpare le differenze fra maschile e femminile, non si spiegherebbe, per esempio, l’idea d’istituire, in Svezia, Egalia, una scuola materna dove, pensate un po’, si è pianificata l’abolizione dei sessi al punto da arrivare a coniare un apposito pronome neutro “hen”, in luogo dei vetusti – e vero- similmente ritenuti sessisti – “hon” e “han”, e da stabilire che i bambini non debbano più essere chiamati “bambini” né le bambi- ne “bambine” bensì, tutti, indistintamente ed appassionatamente, “amici” (Repubblica, 15.11.2012).

          Se la teoria del gender non esistesse, non si spiegherebbero neppure iniziative come il “Gioco del rispetto”, che si vorrebbe in- trodurre nelle scuole di Trieste, e che pre- vede attività come il “Se fossi”, con la quale i bambini sono invitati a vestire abiti anche non del proprio sesso, con la possibilità di rimanere vestiti così anche dopo.”

          Citazioni presa al volo, per avere più info, basta andare su facebook e vedere quotidianamente cosa scrivono le manif regionali o nazionale. Cose sotto gli occhi di tutti. Ovvio, gli occhi serve che siano aperti. 😉

    • Andrea Pizzocaro on

      Non esiste una sola teoria di genere. Controlli libri “Gender, Nature and Nurture” di Richard A. Lippa e “Psychology of Gender” di Eagly et al. Lippa che è stato intervistato dal comico norvegese Elia, parla anche delle teorie biologiche:

      Biological theories of gender suggest that there are some innate differences between males and females, and that we may—to some extent— be born masculine or feminine. The biological basis of sex differences is obvious for physical traits. Women produce ova, and men produce sperm. Women menstruate and have cyclic menstrual cycles that men do not. Women give birth and lactate (produce milk); men do not. Women’s bodies produce more estrogens (female hormones), and men’s bodies produce more androgens (male hormones). On average, women have bigger hips and breasts and more body fat than men do; men have broader shoulders and more muscle mass than women do. Women typically have less body hair than men do. (p. 68-69)

      Beal, Eagly e Sternberg scrivono invece (stiamo parlando della ricerca di differenze psicologiche tra uomini e donne)

      the question is not whether men and women are psychologically different or the same. Instead, the question has become the extent to which the distributions of men and women are overlapping. Sometimes researchers find no difference between the sexes and completely overlapping distributions; other times, they find small but not necessarily unimportant differences and largely overlapping distributions; and still other times, they find larger differences and less overlapping distributions. Given this continuum understanding of similarity and difference, the debate about whether sex differences “exist” is now dead among research psychologists. Much debate remains, however, about whether small differences are important or unimportant. (p. 4-5)

      Un lista di teorie di genere: Evolutionary theory, Brain Organization Theory, Influence of Androgen, Estrogen, Psycho-biology Theory, Gender Schema Theory, Social Learning Theories, Multijeopardy Theory.

  12. @Andrea-C
    Ciao Andrea, cerco di essere breve.
    In prima battuta ti vorrei far notare che si sta levando una voce molto variegata a fare dialettica su queste tematiche (vedi proprio il convegno di sabato scorso a Roma sul post-umano) e che i presupposti della discussione sono comunque sempre laici e razionali.
    Per quanto riguarda gli opuscoli cui fai riferimento qui sopra, essi sono ben noti e opportunamente sono stati bocciati dal Miur stesso (con tanto di nota di demerito all’UNAR che li ha sovvenzionati e li avrebbe fatti pervenire a tutti i docenti d’Italia di ogni ordine e grado); il motivo? Se vuoi la mia, in quel caso non tanto l’appoggiarsi al “gender”, quanto per i passaggi sull’omofobia, davvero caricaturistici.
    Il panorama attuale nelle scuole (volendosi soffermare solo alle scuole dei più piccoli) vede diverse iniziative sorte a valle della stesura da parte dell’UNAR con la collaborazione di 29 associazioni LGBT della “Stretegia LGBT 2013-2015”, che prevede tra i suoi assi di intervento quello scolastico.
    Non si può ragionare come se tutto questo non fosse già in atto; avrai letto sicuramente in questi giorni del “gioco del rispetto”; senza voler calcare la mano più di tanto, va detto che prevede dei giochi dove i bimbi della materna (3-6 anni) sono guidati dalla “figura contro-stereotipica” dell’insegnante a “mettere in discussione il genere”, a “superare i ruoli sessuali tradizionali”, a travestirsi, ecc.: sinceramente non vedo forzature nel sostenere che iniziative di questo tipo pescano a piene mani dalle istanze del “gender”.
    E come vedi non si tratta di intervenire nei singoli casi là dove serve (chi sarebbe contrario?), ma di passare questi concetti a pioggia su tutti quanti i ragazzini.
    Se ti va leggiti in giro di episodi in Italia di bambini che hanno dovuto sperimentare l’uso del rossetto (per parità, in Francia, alle bambine hanno fatto fare la barba) o dai un’occhiata alle fiabe per i piccolissimi sul tema dell’utero in affitto, oppure leggiti “Mi piace Spiderman… e allora?” dove vedrai meglio dove è il confine della battaglia per la decostruzione degli stereotipi: una storiella per tutti con protagonista una ragazzina di 5 anni che parte dalla richiesta dello zaino di spider man (quale sarebbe il problema?) e poche pagine dopo dice “adesso so che quando sarò grande potrò avere un fidanzato oppure una fidanzata”

    • E’ probabile che tra queste iniziative educative contro il bullismo, l’omofobia, la discriminazione, e i pregiudizi di genere, ce ne siano alcune eccessive e demenziali, tipo quella di obbligare i bambini a mettere il rossetto!
      Ma la cosa più sensata non è dire NO a qualunque iniziativa educativa che affronti tematiche più o meno attinenti alla sfera della sessualità e dell’identità, bisogna discernere quelle lodevoli, come può essere guardare e commentare in classe un film come BILLY ELLIOT ( che affronta con molta delicatezza la tematica degli stereotipi di genere, senza “deragliare” nell’omosessualità o nel transessualismo, argomenti inadatti ai bambini di elementari e medie), da quelle stupide e dannose, come le teorie del gender

      • A ben vedere la risposta delle associazioni che si occupano della tematica è proprio sulla falsa riga di ciò che suggerisci tu: non si tratta infatti di un NO aprioristico, ma la richiesta è che come minimo (e questo proprio per il fatto che la maggior parte delle iniziative presenta contenuti/toni/concetti molto discutibili e di certo non prevedono la visione di Billy Elliot) i genitori possano essere informati precisamente dei contenuti dei corsi e che possano dare il consenso (o meno) per quanto riguarda tutto ciò che afferisce alla sfera dell’affettività e della sessualità, che concorderai con me è molto delicata e critica specie per bimbi piccolissimi (come da direttive OMS, su questi temi si parte dai bimbi di 0-4 anni, prima direi che non è fisicamente possibile…)

  13. Le teorie di genere o presunte tali sono solo funzionali ad “annullare”/”edulcorare” verso il basso diversità psicologiche e di comportamento sessuale che interessa una piccola percentuale dei membri della società umana. Penso non ci sia altro da dire e non ci sia altro di sostanziale da capire. Tale approccio potrebbe avere anche un senso perché in qualche mondo potrebbe “preparare” un bambino alla piena “accettazione” del “diverso” e quindi presuntivamente dovrebbe portare ad una società più giusta. L’approccio potrebbe anche essere quindi condivisibile se non fosse per il fatto che lo scopo ultimo, alla fine della fiera, é quello di “annullare fittiziamente” le diversità e non di farle accettare, vivere e sviluppare con reciproco rispetto (il tutto senza un minimo di “accordo” iniziale in merito ai tempi della crescita e dello sviluppo).

  14. Per chi non lo sapesse è in progetto – o forse già in attuazione – un programma dell’OMS per insegnare la sessualità ai bambini, già a partire dalla scuola materna.
    Questo è il documento dell’OMS http://www.aispa.it/attachments/article/78/STANDARD%20OMS.pdf
    Addirittura si pretende di insegnare ai bambini di fascia d’età dai 0 ai 4 anni la masturbazione (da pagina 40).
    Stolto chi crede che tra qualche anno non normalizzeranno anche la pedofilia. Allora il termine per chi disapproverà immagino sarà pedofobia…

  15. Cacciatrice di Stelle on

    Spesso ho l’impressione che tutte queste teorie (o studi, o come li si voglia chiamare) si basino su un assunto che da un punto di vista razionale e scientifico ritengo clamorosamente errato. Cioè che il dato biologico, la differenza sessuale, cioè l’apparato riproduttore umano, sia finalizzato all’esclusivo rapporto sessuale, all’accoppiamento.
    Ora, senza nulla togliere al valore umano e culturale di questo argomento, che sarebbe troppo ampio da discutere, mi fermo al dato di fatto scientifico: l’apparato sessuale MASCHILE è finalizzato al rapporto sessuale. Sarebbe un atto di profonda ingiustizia considerare allo stesso modo l’apparato femminile. Esso, e non solo, l’intero corpo femminile, DOPO l’accoppiamento, è finalizzato alla gravidanza, al parto e all’allattamento, tutte cose che sono lo scopo del rapporto sessuale, anche quello maschile, da un punto di vista strettamente biologico: la generazione di un nuovo individuo.
    Ora, non penso sia necessario spiegare quali differenze ci siano tra il rapporto sessuale e la gravidanza, in termini di sconvolgimenti fisiologici e MENTALI dell’organismo.
    Come è possibile che il cervello di un individuo “progettato biologicamente” per avere un rapporto sessuale sia uguale al cervello di un individuo “progettato” per sostenere una gravidanza e un parto? Come è possibile che la natura costruisca, uguali, individui che devono gestire un orgasmo e un periodo refrattario, e individui che devono affrontare sconvolgimenti fisici che rendono l’individuo pieno di energia o non autosufficiente e sconvolgimenti ormonali che fanno passare dall’euforia alla più nera depressione, il tutto mentre si ha in cura un individuo completamente indifeso? Come è possibile che la natura non doti ciascun individuo di mezzi differenti per affrontare e sopravvivere a queste esperienze?
    Veramente possiamo credere che la tendenza a intessere e mantenere relazioni, alla cura dei simili, alla gestione contemporanea di più azioni, alla cura di sè (tutti comportamenti che agevolano l’individuo che intraprende l’esperienza della gravidanza e del parto) siano esclusivamente costrutti culturali? E non meccanismi di auto-aiuto naturale?
    Che l’attitudine e la preferenza per lavori che finiscono, di cui si può godere il risultato, invece che lavori ripetitivi, che non finiscono mai e vanno rifatti ancora prima che finiscano, sia un costrutto culturale e non un’influenza del differente “biological design”?

    Se escludiamo la generazione di figli, e ci fermiamo al rapporto sessuale, sicuramente maschio e femmina sono etichette intercambiabili. Se metti in gioco, come sarebbe doveroso, la generazione di figli, cambia tutto, e ritengo un azzardo scientifico considerarli uguali.
    Il che non implica un giudizio di valore, ma di riconoscimento di una diversità.

    • Ciao Cacciatrice di stelle, quanto buon senso e quanta verità in quello che scrivi.
      Credo che sia stato proprio pensando a cose come questa che il mai troppo citato Chesterton ha scritto “Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate”.
      Non c’è molto altro da aggiungere, se non che sostituendo alla parola “progettato” biologicamente, “evoluto” per selezione naturale, il discorso resta comunque perfettamente valido.

    • Cara Cacciatrice di Stelle, felice di ritrovarti anche qui. Ti leggo in altri luoghi virtuali, di solito.
      Avendo tre figlie mi sento un pochino chiamato in causa. che io sia finalizzato solo all’atto sessuale è un’affermazione che mi lascerebbe sbalordito. Se parliamo di animali va bene, ma se parliamo di persone, allora mi sento di dissentire. Io mi sento finalizzato anche ad educare, e la rudezza della mia pelle e i miei (almeno nominali) muscoli e così la mia forza e il mio approccio alla vita penso siano insostituibili. Perchè nessuno può fare il padre delle mie figlie, meglio di me. E se ci provasse una donna (a fare il padre meglio di me), mi metterei a ridere fino alle lacrime.
      Concordiamo? Va bene, cacciatrice, questa postilla? con stima, Max

      • Cacciatrice di Stelle on

        Ma certo, Max, noi non siamo animali. Siamo qualcosa di molto più grande!
        Non penso che le donne siano al mondo per partorire e gli uomini per fare quello che c’è prima, ci sono le cattedrali e la musica a smentire una simile enormità (per dirne due). All’inizio scrivo che volutamente tralascio il fattore umano e culturale, perchè ampissimo.
        La mia era una riflessione sul fatto che, a mio parere, dissociare certe caratteristiche caratteriali con il “biological design” del maschio e della femmina sia ridicolo.
        Sicuramente potevo essere fraintesa, ma ero curiosa di vedere qualcuno reagire, giustamente orgoglioso di essere uomo, e non bestia!

        • L’intervento d Cacciatrice di stelle era evidentemente sulla sfera strettamente biologica e non ho mai avuto dubbi al riguardo, tanto che ho aggiunto che anche da un punto di vista darwiniano non sarebbe cambiato molto e si sarebbero potute fare le stesse considerazioni.
          Concordando con quanto aggiunto da Max, confermo il mio precedente intervento.

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