Curiosando su Repubblica, quando la scienza diventa parodia

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repscienz

Alla ricerca di spunti per un articolo accorgersi che di scienza c’è ben poco.

Non c’è un modo fisso in cui un articolo nasce, spesso ci si mette a fare un “giro” per siti di vario genere per vedere cosa si dice in giro e dove c’è qualcosa che merita di essere approfondito.

Le pagine scientifiche dei grandi quotidiani sono un po’ una vetrina su cui soffermarsi per decidere se prendere qualcosa di utile, ma capita che la “merce” non sia nella vetrina ma sia la vetrina stessa. Questo è quanto accaduto stavolta guardando la vetrina di Repubblica dedicata alla scienza, ma di scientifico c’era ben poco: articoli da settimana enigmistica, roba da vanificare interi anni scolastici spesi a far capire cosa significa fare scienza.

Articolo n°1

2100, in Italia come ai tropici “Nei mesi estivi fino a 5 gradi in più” Allarme dell’Istituto per l’ambiente: il record del 2014 è solo l’inizio, il clima è destinato a cambiare per sempre.

Come si possano fare previsioni a lungo termine, che si spingano ad 85 anni da adesso, è un vero mistero, proprio quando quelle fatte solo pochi anni fa dall’IPCC si sono rivelate errate:

Molto più serio era Keynes al riguardo quando sul futuro lontano faceva l’unica previsione certa: “Sul lungo termine siamo tutti morti…”.

Articolo n°2:

Kuku Kube: tutti pazzi per il test dei colori

Un vero giochetto da rivista passatempo, colorato e a difficoltà crescente, poi alla fine, come ogni gioco che si rispetti, esce fuori un punteggio. Solo che non si capisce che cosa sia stato misurato, se la capacità di distinguere le tonalità, la velocità di esecuzione o entrambe le cose:

I punteggi nella norma sono quelli tra 21 e 30. Se hai fatto più di 31 la tua vista è davvero eccezionale, mentre i punteggi al di sotto di 20 sono considerati bassi. Ma è anche una questione di pratica: la chiave del gioco, infatti è essere veloci.

L’importante è che alla fine avete perso un po’ di tempo.

Articolo n°3:

La mamma che lavora cresce meglio i figli

Questo imperdibile studio della Harvard Business School serve a togliere i sensi di colpa alle mamme che lavorano, scopo che potrebbe anche essere meritorio, ma che da quel che si legge non ha molto a che vedere con la scienza. Ma vediamo cosa dice lo studio:

…avere una mamma lavoratrice significa guadagnare un approccio migliore al mondo del lavoro, con maggiori possibilità di essere selezionati e assunti e quindi di far carriera. Insomma, con una mamma che esce al mattino e torna alla sera, delegando la gestione della famiglia spesso alla tata, i bambini crescono meglio rispetto al passato.

Avere una mamma che lavora aumenta le possibilità di trovare lavoro. Da questo si vede se un figlio è “cresciuto bene”, se invece non trova lavoro è cresciuto male. Inoltre i pargoli senza la mamma intorno devono essere più autonomi, altro che quelle mamme che ti preparano la merenda, o ti stanno ad ascoltare quando ti vedono pensieroso, roba sconsigliabile, così si cresce male.

Articolo n° 4:

Più calmi e ispirati se ascoltiamo heavy metal ad alto volume

Questo è davvero delizioso, le memorie personali mi parlano di amici che quando sparavi i Led Zeppelin o gli AC/DC a palla si scatenavano saltellando per la stanza cercando di mimare il passo di Angus Young o picchiando su un’invisibile batteria: tutto sbagliato, non avevano capito niente, l’Heavy metal rende calmi ed ispirati:

I ricercatori hanno monitorato 39 persone tra 18-34 anni che regolarmente ascoltano questo genere musicale. I partecipanti sono stati invitati a raccontare per 16 minuti un evento della loro vita che li faceva arrabbiare. Hanno poi trascorso 10 minuti ascoltando il loro pezzo metal preferito o sono stati seduti in silenzio.

In seguito gli psicologi hanno monitorato lo stato emotivo dei partecipanti: “Abbiamo scoperto che la musica ha attenuato la tristezza e migliorato le emozioni positive rispetto al silenzio – ha spiegato Leah Sharman, co-autore dello studio, all’Independent – La musica in realtà li ha aiutati a esplorare l’intera gamma di emozioni che hanno vissuto, ma ha anche lasciato un sentimento positivo e ispirato”. I risultati della ricerca hanno mostrato che i livelli di ostilità, irritabilità e stress dei partecipanti si sono ridotti dopo l’ascolto della musica.

Insomma, i ricercatori hanno preso dei soggetti a cui piace l’Heavy metal, poi li hanno fatti irritare rievocando ricordi sgradevoli e infine alcuni li hanno lasciati in silenzio a rimuginare e ad altri hanno fatto ascoltare la loro musica preferita trovando che poi l’irritabilità e lo stress calavano. Ma hanno fatto lo stesso test con appassionati di altri generi musicali? Non è forse che non è l’Heavy metal a calmare ma il fatto di ascoltare la propria musica preferita?

Articolo n° 6:

Quello storico bacio a Times Square: “Alle 17.51: ma non erano Greta e George”

La prestigiosa rivista  Sky&Telescope ha mobilitato le sue risorse per stabilire se la sedicente coppia protagonista della celebre fotografia del bacio del 14 agosto 1945 a Times Square fosse veramente quella composta da George Mendonsa e Greta Zimmer Friedman.

Quello storico bacio a Times Square: "Alle 17.51: ma non erano Greta e George"

Niente da fare, loro dichiararono di essersi baciati alle 17,51 ma i ricercatori dell’Università del Texas e dell’Iowa hanno scoperto che l’ombra di un grattacielo sullo sfondo era incompatibile con quell’orario: dopo 70 anni il mistero che ha tolto il sonno a intere generazioni è finalmente chiarito. Altra notizia che farebbe la gioia del settimanale di enigmistica che vanta innumerevoli tentativi d’imitazione.

E hanno ragione quelli della Settimana Enigmistica, adesso ai tentativi di imitazione bisogna aggiungere anche quello della pagina di Scienza di Repubblica.

 

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2011 ha pubblicato "Inchiesta sul darwinismo", nel 2016 "L'ultimo uomo" e nel 2020 "Il Quarto Dominio".

44 commenti

    • Giuseppe Cipriani on

      E cioè Salvo? Hai detto tutto in che senso? Cosa c’entra Carlo de Benedetti con la scelta dei redattori della pagina scientifica di Repubblica? Per me hai detto tutto e niente al tempo stesso, se mi permetti, un record anche questo.

      • Il mio commento era rivolto ai più informati su quel personaggio. Fa niente se lei non è uno fra questi 🙂

        • Con de Benedetti magari non si è detto ancora tutto, ma basta aggiungere Scalfari, “il papa laicista”, e praticamente si è detto tutto.
          Comunque i giornali vivono di notizie o presunte tali che si fanno leggere e possibilmente….leggére 🙂
          La scienza non fa eccezione.

          • Aggiungerei anche quella parolina, un po’ scomoda, che inizia con M e finisce con A 🙂
            Ma scommetto che Cipriani non la indovinerà mai…

          • Giuseppe Cipriani on

            Mi piace poco, ragazzi, questo vostro tono da maestrini… E ancora meno che trattiate gli altri da deficienti.
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            Ma continuo a non capire il nesso (delle notizie pseudoscientifiche prive di spessore o leggére curate dai redattori di un giornale) con il proprietario e addirittura l’ex direttore responsabile…
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            Se riuscite a spiegarmelo in poche righe senza incartarvi nella solita trita e sterilissima critica ideologica, ve ne sarò grato.

          • MenteLibera65 on

            Non vedo cosa a c’entri De Benedetti con le scelte delle pagine di Scienze di Repubblica. Tra l’altro vi invito ad andare a vedere anche quelle di altri siti e giornali, perchè la media è davvero scadente. Se proprio vogliamo entrare nel merito informativo e nel taglio sempre politico che si da di ogni informazione (anche quando si parla di pannolini) , possiamo scorrere insieme qualche articolo del “Giornale” , e sopratutto fare un estratto dei commenti, che danno una idea abbastanza precisa (ed imbarazzante) dei fruitori del giornale stesso.
            Fruitori che credo siano in parte (solo in parte per fortuna) anche alcuni dei fruitori di questo blog, visto che qualche giorno fa ho letto un bellissimo articolo di CS , credo fosse di Enzo, su Jovanotti, che poneva l’accento sui nuovi centri di potere del 21esimo secolo, che non prevedono più la necessità della politica. L’articolo riportava in parte un pezzo dell’articolo del “Giornale”, e si lamentava dei commenti poco opportuni e fuori tema che ne erano scaturiti.
            Be…una parte dei commenti, lasciati poi su CS, erano esattamente dello stesso tono di quelli del Giornale! Enzo voleva che si parlasse di questi nuovi centri di potere (le multinazionali) che sopravanzano stati e politica (una sua frase bellissima : ” i segreti meglio custoditi sono quelli che se anche rivelati non verrebbero creduti”) ed i commentatori si sono messi a polemizzare su Jovanotti, la sua intelligenza, la sua musica , etc etc
            In ogni caso, sarebbe interessante fare una rassegna stampa continuativa sugli articoli di scienza dei vari giornali . Ovviamente evitando di scegliere solo gli articoli peggiori sui giornali meno “graditi”, ma in modo sistematico.

          • Ma no, quali maestrini e deficienti… Mi limitavo solo a far notare di chi fosse proprietà quel giornale.
            Cerchi da sé chi è De Benedetti, sono sicuro che si farà una chiara idea.

          • Giuseppe Cipriani on

            Quando non riesco a farmi capire su concetti cosi semplici provo un certo imbarazzo…
            Chi sia De Benedetti, lo ribadisco, non c’entra nulla con la notizia data da Enzo. Non esiste collegamento logico, se non il pretesto di affermare la propria ideologia contro.

      • De Benedetti anche a me piace poco, detto questo però sono con Cipriani quando dice che non c’entra molto, l’aspetto sollevato dall’articolo accomuna un po’ tutta la stampa, si tratta di un modo per attirare l’attenzione, far scattare i “click” che sono il vero obiettivo di ogni giornalista ai tempi di internet.
        E poi ci sono le università e i vari centri di ricerca che sono in cerca della stessa cosa pubblicando ricerche che poi si faranno notare saranno divulgate dalla grande stampa e avranno infine i famosi click.
        Si parte col voler fare divulgazione scientifica e si finisce col cercare i “click” a gloria dell’autore.
        E’ proprio il sistema che non deve funzionare così, ecco perché ogni tanto torno ad insistere che il vero problema è cambiare visione antropologica.

        • Giuseppe Cipriani on

          Sono contento, Enzo, che hai notato la mancanza di collegamento logico tra le questioni sollevate da Salvo e Muggeridge… E sono con te su un fatto: internet ha falsato il modo di fare informazione, colpa dei motori di ricerca che hanno imposto un modo di dare le notizie che dev’essere appetibile, pena l’oblio. E più le notizie sono (devono essere) appetibili e meno sono cariche di vero contenuti… Lo sto sperimentando quotidianamente nel mio lavoro e in questo campo davvero si dovrebbe condurre una battaglia culturale che probabilmente è destinata alla sconfitta, ma vale la pena di provarci.

        • E’ vero, personalmente mi sono incentrato solo su quel personaggio e giornale, però il mio era un modo per far notare come i principali quotidiani siano gestiti da poco affidabili persone. Tutto qui.

          • Giuseppe Cipriani on

            Sparare nel mucchio non va bene per niente, non si può prendere lo spunto da un aspetto per giudicare il tutto. Se è vero che questa è una tentazione per tutti, è altrettanto vero che bisogna cercare di superarla e limitarsi a giudicare ogni singolo aspetto senza generalizzarlo su tutto perché fa comodo. Se vogliamo è lo stesso sbaglio che fanno gli anticlericali quando sparano a zero contro la Chiesa. Ne so qualcosa perché, lo ammetto, sono stato un anticlericale feroce, ma mi sto tarando su un modo più equo di giudicare. Perché no? Anche grazie alla frequentazione di CS, perché nessuno ha la verità in tasca, ma insieme vari aspetti della verità possiamo metterli assieme per cercare, con buona volontà, di allargare i nostri orizzonti… Se così fosse, sapete quanto progresso in più per tutti?

          • Non mi pare che la seconda parte del mio commento non fosse in linea con l’argomento di discussione.
            Per il resto ho parlato di Scalfari perché de Benedetti può essere fonte di equivoci essendo ebreo e quindi potrebbe sembrare che la critica sia razzista o di tipo religioso, invece il problema è tutto culturale.

      • Sostituiamo “De Benedetti” (soprannominato in altro modo dai dipendenti della gloriosa Olivetti, ex, purtroppo, orgoglio italiano, che bagnava il naso agli ammmerriggani) con “Berlusconi”, “Scalfari” con “Sallusti” o “Feltri” non so piu’ chi sia il direttore che si scambiano sempre, e vediamo la reazione di Cipriani…

  1. Buongiorno.
    Un’articolo divertente, che svela l’inutilità di queste ricerche scientifiche (o presunte tali); articoli “di scienza” del genere li vedo peraltro condivisi spesso sui social network …
    Se posso solo fare un’osservazione, sperando di non apparire indiscreto, volevo chiedere se, oltre ad articoli sulle fallacie della divulgazione scientifica, vi fosse prossimamente in programma di scrivere un qualche articolo attorno a una qualche “vera” pubblicazione scientifica. E’ bene far osservare le fallacie della divulgazione “volgare”, tuttavia è da un po’ di tempo che non vedo un articolo a proposito di una qualche pubblicazione “seria” su CS (eccetto quelle recenti sull’AWG). Dico questo, ripeto, non per essere critico o indiscreto (so come Loro siano già impegnati negli articoli sul transumanesimo in questi tempi).
    Ringrazio in anticipo.

    • Grazie Alijo, la critica, come quella che si fa da questa parti, è sempre una risposta ad un articolo che viene proposto da altri, a volte capitano articoli marginali come questi altre volte cose più impegnative.
      Restiamo a vedere cosa passa il convento 🙂

      • Giuseppe Cipriani on

        Capisco Alio…
        .
        In effetti, a ben pensarci, la sola ricerca del moto di critica spesso fa portare in luce questioni “minori”, per meglio intenderci materie trattate dai media in modo leggero, a pro del grande pubblico che non ha certo voglia di impegnarsi in letture difficili… Questo, se pure qualche beneficio comporta nell’affinare la capacità di giudizio degli utenti di CS che certe questioni magari manco se le ponevano, dall’altro canto lascia ai margini il vero dibattito scientifico che di sicuro da qualche altra parte prosegue fecondo… Non so se sono riuscito a rendere l’idea.
        .
        Posto in luce quello che per me è un difetto, non ho in mente il modo né i mezzi per risolverlo… Ma ci si può pensare.

    • @Enzo Pennetta
      La ringrazio della risposta, professore. Spero quindi che, prossimamente, possa capitare una qualche pubblicazione scientifica seria ed interessante da approfondire in questa sede.
      @Giuseppe Cipriani
      In effetti, stiamo pensando essenzialmente alla stessa cosa (apparte forse il fatto della costante ricerca di critica…). Tuttavia ciò che temo a volte è che lo stesso dibattito scientifico serio brancoli nell’oscurità della fallacia economicamente guidata, strumentalizzate ed umiliante (vedasi l’iperteoricità di molte teorie fisiche contemporanee senza alcuna vera effettività sperimentale per quanto concerne la fisica; non saprei esprimermi in merito alla biologia, la cui situazione attuale, per mia ignoranza, mi appare piuttosto contraddittoria). In ogni modo, CS vanta comunque articoli concernenti tali sorte di ricerche serie (penso al ripensamento del dogma di Crick nell’articolo di Noble o quell’articolo sul linguaggio animale scritto fra gli altri da Chomsky, i quali ho trovato tra gli articoli più interessanti mai pubblicati qui su CS); la mia osservazione è che ultimamente non ve ne siano molti di così tali (vuoi anche per ragioni sicuramente esterne).

      • Giuseppe Cipriani on

        Sì, non possiamo dimenticare gli articoli di un certo prof. Masiero… Scritti magnificamente, redatti in modo semplice, chiari nel filo logico che seguono per tappe di comprensione successive (in questo, non so se l’avete notato anche voi, è un vero maestro), magari qualche volta ostici per i non addetti ai lavori (come tante volte è capitato anche a me). Ma sono pezzi che lasciano sempre qualcosa, anche se si fa fatica ad ammetterlo quando i presupposti che li hanno generati non sono proprio dell’ideologia tua…

        • Oh, sì, gli approfondimenti del professor Masiero son sempre molto gradevoli a leggersi.

    • Giorgio Masiero on

      @ Alio
      Non per portare vanto, perché senz’altro si è trattato di un caso, ma l’ultimo articolo che ho scritto, una settimana fa, riportava gli ultimi risultati di una serie di ricerche, pubblicate in peer per view su riviste scientifiche, e riguardanti la matematica, la fisica, la genetica, la chimica, la medicina, con anche applicazioni hitech nel campo dell’ingegneria, che facevano il punto di 15 anni di ricerche sulla Sindone di Torino.
      Io cerco di essere sempre attento, anche per lavoro, alle ricerche scientifiche serie suscettibili di applicazioni. Purtroppo, di grandi scoperte e teorie rivoluzionarie con un minimo di controllabilità, sentiamo tutti la carenza…

      • Ha ragione, dimenticavo degli articoli sulla Sindone di Torino.
        Purtroppo, sono ignorante di studij sindonici (ammetto francamente che sia un campo che non mi interessi…).

        • Giorgio Masiero on

          Neanche a me, Alio, gli studi sindonici sono mai interessati per se stessi, però la Sindone è forse il più importante oggetto di studi interdisciplinari, dalle mille applicazioni. Il solo, che io sappia, in cui persino materie umanistiche s’incrociano con quelle naturali.

          • Giorgio Masiero on

            E io credo, Alio, che Lei sia una persona colta dalla mente liberissima.

          • La ringrazio, professore. Mi dà molto piacere che pensi ciò di me, nonostante sovente mi ritenga mediocre … ma ora basta, altrimenti vado fuori argomento (“OT”, gergalmente dicendo).

      • dott. Masiero io aspetto con trepidazione il Suo articolo sul Male di cui poco tempo fa ne annunciò l’intenzione…

        • Giorgio Masiero on

          Ehe, PaoloS, mi fischiano in testa delle idee in proposito, ma ho quasi paura a sistemarle… Del male non so se si possa nemmeno parlare, perché ogni sforzo per spiegarlo diventa quasi una giustificazione di esso.
          Prima o poi cmq ne proverò a scrivere qlc, con sincerità.

          • Giuseppe Cipriani on

            Come a dire che giustificazioni non dovrebbe averne?
            .
            Sono certo, prof. Masiero, che il pudore che manifesta sulla materia non l’esimerà dal dire la sua (io spero prima che poi) in proposito.

          • Giorgio Masiero on

            Dice bene, Cipriani.
            Prima o poi questo pezzo lo scriverò, è solo un problema di capacità di capire ciò che penso e di esternare ciò che capisco, riguardo ad un problema che ha diviso tutti i più grandi filosofi, rispetto ai quali io sono zero.

  2. stò cò frati e zappo l'orto on

    OT MA SPERO NON TROPPO.
    Oggi siamo andati in visita al mio Museo.
    Mi accompagnavano mia moglie e mio nipote in visita dalla Danimarca.
    Mentre “controllavo”che tutte le ossa(Palentologia)fossero tutte al loro posto,nelle belle vetrine rinnovate,in uno dei(piccolo si)lindi musei d’italia il citato nipote ci rivolge una domanda about gli ASTROLOPITHECUS(non capisce il perchè si possano definire antenati dell’uomo……va bè……infatti(gli ho detto Christian:guarda meglio i grafici,i disegni e compagnia bella,perchè anche nel mio Museo la cosa non è chiarissima).
    Poi legge in inglese,sempre all’interno della vetrina che sto citando,una frase “diabolica”del Dott.JAMES CLERK MAXWELL e mi permetto….di leggere la traduzione in italiano:A UN CERTO PUNTO NON FU PIU’ LA BIOLOGIA A DOMINARE IL DESTINO DELL’UOMO MA IL PRODOTTO DEL SUO CERVELLO:LA CULTURA.
    Mia moglie(origine danese,ma italiana,conosce perfettamente anche l’inglese)mi aiuta nella discussione con Christian perchè cerca di capire se è lo sviluppo “fisico”del cervello(si allarga,aumenta,pesa molto di più ecc.ecc)oppure…..Parliamo,parliamo,parliamo…….ma entrambi rimaniamo con i nostri dubbi(o dovrei dire con le mie certezze?).ps.Altre perle di saggezza….ma per i profani…..buio pesto…..da un articolo su un seguitissimo settimanale.Estrapolato da…….:Intervista al Dott.R.Giacobbo:……………”.mentre la PRIMA SCIMMIA DA CUI VIENE L’HOMO SAPIENS RISALE A “SOLO”UN MILIONE DI ANNI FA.”
    Cavolo e dintorni! CHI NON BEVE IN COMPAGNIA PESTE LO COOLGA!!!
    ASTROLOPITHECUS “nostro antenato” 3 MILIONI DI ANNI .
    La scimmia(????)(QUALE ?????? “nostro antenato”.SOLO UN MILIONE D’ANNI…ED E’ una SCIMMIA!!
    ps.Mi sembrava che il” mondo cattolico”non fosse obbligato a parlare di “scimmie,in senso generico”come nostro diretto antenato…..come cambia il mondo se un non cattolico si scandalizza…………

    • Caro Stò, effettivamente non è poi così OT, siamo nello stesso filone degli articoli di cui si parla, sembra che ognuno possa dire quello che gli pare, tanto nel calderone di mamma scienza ci si può mettere di tutto.
      Tre milioni di anni fa un antenato perché sembra che potesse camminare su due zampe, necessario ma non sufficiente per essere certi che sia un avo, potremmo dire, tre milioni o un milione, tutti uomini e scimmie allo stesso tempo, l’importante è che passi la narrazione. Evidentemente sbaglia il pargolo a fare troppe domande.

      • stò cò frati e zappo l'orto on

        Per correttezza nel disegno realizzato nel pannello della vetrina del mio museo esiste come una barriera invisibile che divide il colore dell’evoluzione dell’Homo(celeste ecc,)da quella del colore rosso dell’Astrolopithecus diciamo in linea con la ricerca ufficiale.
        Intollerabile è la………………………………………………………………………………………………..
        …………………………………………………………………………………………………………………………
        censuro volontariamente quello che vorrei dire a certi signori.Ma sotto una dittatura culturale come questa “è meglio avè paura che buscanne”.
        Ma in effetti come può tornare il conto?
        Astrolopitecus 3 milioni d’anni antenato Homo(sono moltissimi a sostenerlo,a tutti i livelli).
        SCIMMIA(nome e cognome please) antenata Homo(?) 1 milione d’anni.Ricordo che loro dicono “solo” un milione d’anni.E’ propio scritto nell’articolo.
        Perfetto per creare una confusione infinita nella mente dell’uomo di oggi.
        ps.Il pargolo è bello alto(2 metri)ha 34 anni ed è un giornalista….purtroppo solo sportivo…..

        • Bè, effettivamente come “pargolo”, tuo nipote è bello cresciuto!
          Comunque, caro Stò, le tue linee tratteggiate somigliano molto a quelle che si vedono negli alberi evolutivi, gli esperti del campo non avranno difficoltà a capirne il significato… 🙂

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            Infatti capisci pefettamente la mia provocazione(benevola).
            Il mio museo è molto molto piccolo ma anche molto molto lindo.Poche parole e se possibile molti fatti.
            In poche sale si riassume la palentologia(umana in generale)e animale riferendosi ad una specifica parte della toscana(ma anche di conseguenza simile a moltissime zone del resto d’italia) con reperti molto interessanti.
            2 Certo che si che intendo “provocare”gli esperti del campo.”……magaaarii!Dubito che si espongano in un blog che non abbia connotati specifici alla materia(paleontologia).Questo blog parla un pò di tutta la scienza comunque.
            3 SE VUOI,in occasione di articoli che si avvicinano alla materia ti invierò qualche riga cioè qualche nota “dal mio museo”.Voluto anche da amici personali che hanno dedicato la loro vita per la sua visibilità(amici oltretutto molto,molto cattolici ).ps.Il museo è alloggiato in un(tanto per cambiare………)in un bellissimo antichissimo monastero(non quello di cui ti parlavo mesi fà).

          • stò cò frati e zappo l'orto on

            E poi Caro Enzo sarebbe interessante,quando sia possibile,che Cs mostri il percorso evolutivo che adesso va per la maggiore.Con tanto di grafico con l’Astrolopithecus vicino all’Homo ma anche della non ancora conferma della progenitura.
            ps.Se vuoi,senza fretta,potrei inviarti una foto(presso la tua mail) con il grafico dell’evoluzione umana realizzato all’interno della vetrina del mio museo(facente parte del circuito ufficiale dei musei italiani).