Famiglia: la svolta politica di “Le Scienze”

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La scienza politicizzata come strumento per promuovere scelte politicamente corrette.

Ma la scienza, quella vera non si occupa di politica.

L’editoriale n. 562 di Le Scienze, in edicola dal 2 giugno di Marco Cattaneo è un manifesto politico. L’argomento è la “Fecondazione 2.0”:

Sono trascorsi undici anni dall’approvazione della famigerata Legge 40, che disciplina – o forse sarebbe più opportuno dire disciplinava – la procreazione medicalmente assistita nel nostro paese. Una legge aspramente criticata e profondamente iniqua, il cui impianto è stato sostanzialmente smantellato da oltre 30 sentenze di tribunali e da tre pronunciamenti della Corte Costituzionale – l’ultimo pochi giorni fa – oltre che da una bocciatura della Corte europea dei diritti umani.

 

Se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi riguardo l’uso politico della scienza queste poche righe li chiariscono definitivamente. Su una rivista che ha come scopo la divulgazione scientifica di livello medio alto si fa politica in modo evidente entrando nel merito di leggi votate dal parlamento e poi confermate da un referendum popolare che vengono definite “famigerate”. Nel caso specifico il riferimento è alla legge 40, una legge che, come riporta l’articolo, è stata “aspramente criticata” da qualche pensatore di riferimento ma voluta e legittimamente votata dalla maggioranza degli italiani, che evidentemente quando non seguono le direttive dei “best and bright” sono considerati incapaci di intendere e di volere, che risultano quindi bisognosi di un tutore, in questo caso il Direttore di Le Scienze, che indichi loro dove hanno sbagliato e in che direzione bisogna invece andare per seguire il “progresso”.

Il prevalere della logica dei “diritti” sulle leggi approvate dal Parlamento democraticamente eletto, di cui si era parlato su CS in La genesi della società attuale, e in La linea di faglia interna, trova così una chiarissima conferma nell’editoriale di Le Scienze, rivista che a sua volta non è un voce isolata ma parte di una realtà che unisce da un lato il mondo scientifico USA e dall’altro il grande e ”politically correct” gruppo editoriale l’Espresso. Il vero valore dell’articolo è nell’aver ricordato che una legge democraticamente votata dal parlamento è stata ribaltata da una minoranza di magistrati (30 sentenze) che instaurano di fatto un’oligarchia che detta al popolo il proprio punto di vista, a loro volta supportati da altri magistrati, quelli della Corte Costituzionale e infine dai magistrati della Corte europea dei diritti umani.

Riassumendo il meccanismo è questo: qualcuno senza mandato si arroga il diritto di stabilire quali siano i nuovi diritti umani, in questo caso quello opinabilissimo di avere un figlio, poi le Corti di tutto l’Occidente recepiscono questa indicazione di una minoranza “illuminata” e la usano per scardinare le leggi dello Stato. Ma questo non è altro che un totalitarismo che in quanto tale impone come inevitabile un pensiero unico che permea ogni aspetto della vita degli individui e che non è possibile mettere in discussione.

L’editoriale su Le Scienze, dopo aver esposto le nuove frontiere della manipolazione di gameti ed embrioni, termina infine così:

Non sarà facile per la politica tenere il passo di progressi tecnologici tanto vertiginosi e che aprono interrogativi etici nuovi ma certo non inattesi. Eppure di queste potenzialità bisognerà tenere conto nel momento in cui si dovranno varare norme per disciplinare le sconfinate applicazioni di queste tecnologie.

Non resta che augurarsi che quando sarà ora di approvare leggi su questa delicatissima materia sia in carica un Parlamento più istruito, maturo e responsabile di quello che ha approvato la Legge 40.

Viene quindi stabilito che solo l’ignoranza e l’immaturità possono giustificare scelte contrarie a quelle dei nuovi “diritti” i quali non includono però la salvaguardia di quelli del nascituro.

Questa è un’opinione politica che non va spacciata per scientifica, la scienza non trova alcuna discontinuità nello sviluppo embrionale umano dallo zigote alla nascita, e quindi le salvaguardie di una legge come la “famigerata” 40, a garanzia della fase iniziale della vita umana, sono scientificamente giustificate.

Qualcuno potrebbe pensare che l’editoriale “Fecondazione 2.0” sia l’espressione di un’opinione personale del Direttore e che quindi non riguardi il “mondo della scienza” in generale, ma in tal caso si sarebbero dovute avere delle prese di posizione al riguardo, dei distinguo da parte dello stesso mondo della scienza e del giornalismo scientifico.

Abbiamo però aspettato un mese prima di parlarne, un mese in cui nessuno ha sollevato obiezioni sulla politicizzazione dell’editoriale di Le Scienze. Prendiamo atto che la “scienza” che viene divulgata sui vari organi di stampa è in larga parte un “instrumentum regni”, chi si faceva illusioni al riguardo ne prenda atto.

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About Author

Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali Nel 2016 ha pubblicato "L'Ultimo uomo" . .

58 commenti

  1. MenteLibera65 on

    Buongiorno. Concordo con lei che l’articolo sia di taglio “ideologico” (più che politco), nel senso che esprime non soltanto una potenzialità scientifica, ma anche una idea sul suo utilizzo ed una critica alla gestione attuale.
    E’ però contenuto in un “editoriale”, cioè un punto del giornale e delle riviste da sempre dedicato agli approfondimenti ma anche alla esposizione delle idee, inevitabilmente “di parte”, di chi li scrive.
    L’importante è , per una rivista che si chiama “Scienza” , che i dati scientifici in esso riportati siano reali e ben distinti dal giudizio che se ne da, e su questo mi pare che non ci sia problema. Dire che l’attuale legge non prevede l’utilizzo di strumenti che si stanno per scoprire è raccontare un fatto. Auspicarsi che li contenga è un commento, ma mi sembra ben espresso e distinto.
    Le riporto un punto dell’articolo :
    “Non sarà facile per la politica tenere il passo di progressi tecnologici tanto vertiginosi e che aprono interrogativi etici nuovi ma certo non inattesi. Eppure di queste potenzialità bisognerà tenere conto nel momento in cui si dovranno varare norme per disciplinare le sconfinate applicazioni di queste tecnologie”.
    Io credo che difficilmente si possa dissentire da questa frase, che mi sembra ovvia.
    La tecnologia apre una faglia (per usare un termine a lei caro) tra quello che è eticamente corretto fare e quello che è tecnologicamente possibile fare, e questo è inevitabile già oggi , e sempre più sarà nel futuro. E’ anche inevitabile che le riviste scientifiche, ed i giornalisti che le scrivono, risentano, magari in modo “tecnicistico” e istintivo, della frustrazione derivante dal fatto di avere strumenti a disposizione, magari apparentemente per loro “buoni”, e l’impossibilità legale di utilizzarli, ma penso che sia determinante il fatto che siano ben separati i fatti dai commenti sugli stessi.

  2. Credo si possa enunciare un nuovo teorema :
    “Afferma qualsiasi cosa: qualcuno la dimostrerà scientificamente”

    • Giuseppe Cipriani on

      Io, invece, la reputo nulla di più di una frase a effetto, priva di veri contenuti. Come la famosa: se si smette di credere in un Dio va a finire che si crede a tutto… Insomma, facezie, giochi di parole che messi alle strette rivelerebbero tutta la loro insipienza.

      • Dare degli ignoranti, degli immaturi e degli irresponsabili a un intero Parlamento sarebbero “facezie” ?
        Sarà , ma sembrano le tristi facezie fasciste, in altre parole, antidemocratiche.

        • Alessandro2 on

          Perché, il Governo che ci ritroviamo è stato democraticamente eletto? E il precedente? E quello prima? E allora, se ci impongono persino la cosiddetta “rappresentanza” (che rappresentanza non è), ci stupiamo dell’imposizione del pensiero “scientifico” imperante contro la volontà popolare espressa nei referendum? Abbiamo deciso noi di essere governati da Renzi, strozzati dalle regole di questa Europa, subissati dal nuovo genderismo, umiliati dalle pratiche eugenetiche e transumaniste della fecondazione eterologa? Zitti, muti, niente domande. Tutti in spiaggia col nuovo modello di melafonino.

        • Giuseppe Cipriani on

          Muggeridge, reputavo “facezia” la battuta di LG…
          .
          L’editoriale di Cattaneo lo ritengo nulla di più di una legittima uscita del direttore responsabile di una rivista che esprime una libera opinione.

  3. Giuseppe Cipriani on

    Enzo, hai montato un caso… inesistente. E, per prevenire l’obiezione più scontata, ti sei già da solo dato la risposta, quella giusta.
    Ma è ovvio, santo cielo, che quello è l’Editoriale del giornale, firmato dal direttore responsabile, che si prende tutte le responsabilità del caso nell’esprimere dei contenuti che fanno parte del suo pensiero… Cavoli, è ovvio che un Editoriale è un Editoriale, nulla di più di un Editoriale che incarna lo spirito del direttore e il suo modo di pensare su quell’argomento di fondo.
    Per questo ti dico che la scienza non c’entra nulla, anzi a ogni pie’ sospinto qui su CS si fa il distinguo tra quelle che sono le opinioni, gli ideali, le metafisiche e quello che invece sono i contenuti tecnico-scientifici.
    Aggiungo poi che non è neanche ipotizzabile (ma scherziamo?) che su una questione come questa non ci entri di mezzo la politica, ma la politica come cosa seria, perché quando di mezzo ci sono gli interessi della comunità di individui, di tutti gli individui di una comunità, occorre mediare, da sempre. E per mediare occorre saggiamente prendere le distanze da ogni estremismo e da ogni ideologia… Che poi ci si riesca è un altro paio di maniche.
    Quel che voglio dire, insomma, è che hai montato un caso su una questione minima, rapportando la valenza minima (circoscritta) di un Editoriale al tutto, come se il mondo degli umani e la società scientifica poggiassero solo sugli assunti del Cattaneo di turno.
    Scusa se ho estremizzato e reso paradossale/banale il mio ragionamento, ma mi ci hai spinto tu con il tuo pezzo che reputo altrettanto estremo e paradossale.

      • Giuseppe Cipriani on

        Quando mai? Un editoriale si fa sui giornali da quando esistono… L’importante è scindere la cronaca dalle opinioni, e mi sembra che da questo punto di vista Cattaneo non abbia bisogno di maestrini.

    • Quoto, inoltre è curioso il doppio standard tipico dei cattolici.
      Il Papa può mettere bocca su tutto, mentre uno scienziato dovrebbe auto-censurare le proprie idee politiche!
      perché mai?

      • il sottotitolo del post mi pare esaustivo:

        “La scienza politicizzata come strumento per promuovere scelte politicamente corrette.

        Ma la scienza, quella vera non si occupa di politica.”

        • Giuseppe Cipriani on

          E dal sottotitolo di un post opinabile trai conclusioni certe per la vita? Ma dai?!
          La scienza non si occupa di politica ma è necessario che la politica si occupi di scienza… Un’ovvietà.

          • Giuseppe Cipriani on

            “… in questo caso è la scienza che si occupa di politica”
            .
            Non capisco dove tu veda questo nel caso specifico.
            Semmai è l’esatto contrario.

      • Andrea, questo suo intervento evidenzia lo stato di confusione che regna su questi argomenti.
        Perché mai mi domanda?!?!
        Non dovrei stare a spiegare che il Papa nella sua funzione ha anche quella di guida ETICA e quindi è normale che “metta bocca su tutto”, mentre la scienza è nata proprio per distinguere le leggi fisiche dall’etica e dalla politica.
        Ragazzi se dobbiamo cominciare dai fondamentali lasciamo perdere…

    • Oltretutto l’editoriale nella sua interezza appare un po’ diverso da come lo dipinge Enzo, Cattaneo ragiona soltanto sull’arretratezza della politica rispetto ai nuovi sviluppi della biotecnologia, e sulla necessità di aggiornare la regolamentazione in materia. Ma non suggerisce come dovrebbe essere modificata la legislazione, mette soltanto in guardia i lettori sull’obsolescenza della legge 40, che entro pochi anni potrebbe venire surclassata da nuove tecniche di fecondazione che non sono previste da quella legge.
      Qui di seguito l’editoriale completo:

      ” Sono trascorsi undici anni dall’approvazione della famigerata Legge 40, che disciplina – o forse sarebbe più opportuno dire disciplinava – la procreazione medicalmente assistita nel nostro paese. Una legge aspramente criticata e profondamente iniqua, il cui impianto è stato sostanzialmente smantellato da oltre 30 sentenze di tribunali e da tre pronunciamenti della Corte Costituzionale – l’ultimo pochi giorni fa – oltre che da una bocciatura della Corte europea dei diritti umani.

      A sfogliare le pagine di questo numero, però, non è difficile rendersi conto che una legge relativamente recente, pur emendata di tutte le sue storture, rischia di essere ampiamente superata dal progredire delle conoscenze in materia di procreazione e dalle nuove tecnologie che ne derivano. Nella storia di copertina, che trovate a pagina 52, Carlo Alberto Redi e Manuela Monti delineano un futuro in cui sarà possibile prelevare cellule della pelle di individui adulti e derivarne cellule staminali pluripotenti da convertire in spermatozoi e uova. Dalla pelle. Procedure simili sono già state sviluppate nei topi, in cui si sono ottenute uova in grado di essere fecondate e capaci di produrre progenie fertile.

      Ma c’è di più. Come hanno illustrato Renee Reijo Pera e colleghi su «Cell Reports» nel maggio 2014, se trapiantate nei tubuli seminiferi di topi, staminali pluripotenti indotte ottenute da cellule della pelle di uomini incapaci di produrre spermatozoi producono spermatozoi umani. E dalla pelle di donne sterili potranno essere ottenute uova fertili, mentre la necessità di usare i topi come bioreattori potrà essere superata sviluppando i gameti in vitro.

      Ricerche di questa natura spalancano la possibilità di derivare addirittura cellule uovo dalla pelle di uomini e spermatozoi dalla pelle di donne, fino alla fantascientifica ipotesi di avere figli da spermatozoi e uova di uno stesso individuo. Fantascientifica? No, decisamente no. Parliamo di sviluppi tecnologici che avverranno da qui a cinque anni.

      Ma voltiamo pagina, in senso letterale. E andiamo a pagina 27, precisamente. Dove si racconta come «Nature» e «Science» abbiano rifiutato la pubblicazione di un articolo sottoposto da ricercatori della della Sun Yat-sen University di Guangzhou, in Cina: il primo articolo che descrive il tentativo di manipolare geneticamente un embrione umano, poi apparso su «Protein&Cell».

      Non sarà facile per la politica tenere il passo di progressi tecnologici tanto vertiginosi e che aprono interrogativi etici nuovi ma certo non inattesi. Eppure di queste potenzialità bisognerà tenere conto nel momento in cui si dovranno varare norme per disciplinare le sconfinate applicazioni di queste tecnologie. Non resta che augurarsi che quando sarà ora di approvare leggi su questa delicatissima materia sia in carica un Parlamento più istruito, maturo e responsabile di quello che ha approvato la Legge 40.”

      • Giuseppe Cipriani on

        Giusto, Andrea-C, informare sui contenuti “globali” dell’editoriale. Alcuni passaggi si autoridimensionano parecchio.

      • Andrea, non sono per niente d’accordo, un’affermazione che l’editoriale nella sua interezza direbbe cose diverse è un suo desiderio e non corrisponde al contenuto.
        Cattaneo dice che la legge 40 è “iniqua”, che altro deve fare per mostrare di essersi schierato?
        Poi dice “voltiamo letteralmente pagina”, quindi parla delle decisioni di Nature e Science e poi di quella di Protein&Cell senza fare commenti. Punto.
        Poi riprende tornando sulla legge 40 auspicando che i parlamentari siano più “istruiti”, cioè più permissivi: non è un confermare che si è schierato?
        E dove sta la redazione di Le Scienze se non unita e allineata dietro le posizioni del direttore?
        Rileggete senza i paraocchi e vedrete quello che è evidente a tutti: si tratta di una presa di posizione etico-politica della rivista.

        • Ha saltato tutto questo pezzo:
          ” Non sarà facile per la politica tenere il passo di progressi tecnologici tanto vertiginosi e che aprono interrogativi etici nuovi ma certo non inattesi. Eppure di queste potenzialità bisognerà tenere conto nel momento in cui si dovranno varare norme per disciplinare le sconfinate applicazioni di queste tecnologie. Non resta che augurarsi che quando sarà ora di approvare leggi su questa delicatissima materia sia in carica un Parlamento più istruito, maturo e responsabile di quello che ha approvato la Legge 40.”

          Tradotto in poche parole, I RAPIDI PROGRESSI DELLE BIOTECNOLOGIE APRONO NUOVE QUESTIONI ETICHE, E NUOVE OPPORTUNITA’ TERAPEUTICHE CHE NON POTRANNO ESSERE IGNORATE DALLA POLITICA, E DUNQUE LA LEGGE 40 ANDREBBE AGGIORNATA.
          SI SPERA CHE IL FUTURO DIBATTITO POLITICO SULLA QUESTIONE SIA PIU’ MATURO E RESPONSABILE RISPETTO AL RECENTE PASSATO!

          Insomma non dice che andrebbe liberalizzato tutto, tutte le nuove bio-tecnologie che si stanno sviluppando, ma solo di legiferare in maniera meno approssimativa rispetto alla legge 40, tenendo in maggiore considerazione i diritti costituzionali, e la Convenzione Europea dei diritti Umani, a cui l’Italia ha aderito spontaneamente, ma che continua a violare sotto diversi aspetti(ad esempio nel trattamento dei detenuti, o nella passata negazione della fecondazione eterologa, etc…)

          • Cero, si augura che il dibattito sia più maturo e responsabile: ma che vuol dire?
            Perché quello sulla legge 40 non lo sarebbe stato?Infatti ha ha detto all’inizio che la legge 40 era iniqua senza spiegare il perché debba esserlo per un uomo di scienza.
            Quindi, sempre secondo lui, le prossime leggi dovrebbero essere fatte da persone non incompetenti come quelle che hanno fatto la 40.
            Mi sembra che alla fine torniamo a quello che ho fatto notare nell’articolo, si tratta di una presa di posizione politica da parte di un mensile che per fedeltà alla vera scienza non dovrebbe farne.

          • Giuseppe Cipriani on

            Se è per quello, Enzo, anche CS esce dal seminato. CS… Critica scientifica, significa, vero?
            E in percentuale quanti sono gli articoli di vera critica scientifica qui, Enzo?
            Per fortuna, io dico, ce ne sono anche di quelli che escono dall’impegnativo nome programmatico della testata… I principi sono una cosa imprtante, le buone intenzioni anche, ma la vita è la vita, ragazzi.

        • ” si tratta di una presa di posizione etico-politica della rivista.”

          Certo che è una presa di posizione, ma non verso la permissività(istruito non è sinonimo di permissivo), ma piuttosto nel rispetto dei diritti dei cittadini (la legge 40 è stata bocciata sia dalla Corte Costituzionale italiana che dalla Corte Europea, non si tratta di permissivismo, ma coerenza con quelli che sono i diritti basilari) e nella corretta valutazione scientifica delle tecniche di fecondazione (non è giusto far legiferare sull’argomento politici che non ne sanno un bel niente, ma prendono posizione sulla base di pregiudizi ideologici)

          • E’ qui che siamo in totale disaccordo, sulle leggi devono decidere i politici non gli scienziati, non si tratta di decider se una tecnica funziona o no, ma se rispetta il volere degli elettori.
            Che poi quello ad un figlio sia un diritto è tutto da dimostrare e la Corte Europea rappresenta solo il parere di un pugno di persone non elette.
            Non so quanto ti renda conto che vagheggiando il potere agli scienziati stai seguendo l’idea della New Atlantis di Francis Bacon, un’utopia che infatti si pone all’origine dello scientismo.

          • Giuseppe Cipriani on

            Enzo, allora dove sta il disaccordo? Tutti siamo d’accordo che sulle leggi devono decidere i politici e non gli scienziati, ma è la stessa cosa che sostiene Cattaneo. Cribbio! Non è la scienza politicizzata ma la politica che per legiferare bene deve essere superinformata, e non solo su questioni etico-religiose…

          • “Che poi quello ad un figlio sia un diritto è tutto da dimostrare e la Corte Europea rappresenta solo il parere di un pugno di persone non elette.”

            Nessun organo giurisdizionale viene eletto dal popolo, dovremmo far decidere certe questioni alla gente comune tramite voto via internet, come proporrebbero i grillini? non credo che sarebbe meglio!

            Non si tratta del potere agli scienziati, ma per fare un esempio eticamente più neutro, se bisognasse mettere mano alla legislazione sulle vaccinazioni obbligatorie, o sulle cure compassionevoli, fosse un comitato scientifico a decidere INSIEME ai politici, piuttosto che dei politici che non hanno nessuna nozione e nessuna conoscenza né teorica né pratica delle questioni.

            Il ruolo del politico che cerca di difendere le istanze degli elettori è sacrosanto, ma quando si tratta di temi tecnici o scientifici devono avere voce in capitolo anche gli esperti.
            Se ci fosse un governo popolare, tipo M5S e simili, oggi avremmo il truffatore Davide Vannoni come ministro della salute!

    • Giuseppe, quando Cattaneo parla al bar con gli amici esprime la sua opinione personale, quando si firma come direttore di Le Scienze parla della linea editoriale del giornale.
      Dover fare queste puntualizzazioni su cose basilari lo trovo deprimente.
      Quindi rigetto totalmente l’affermazione che si tratti di un caso inesistente.

      • Giuseppe Cipriani on

        Enzo, mi correggo parzialmente e ribadisco… Cattaneo nel suo pezzo distingue in modo netto quelle che sono le opinioni dalla cronaca dei fatti, quel che offre la scienza dalla politica che dovrebbe occuparsene… Da direttore responsabile esprime un parere di merito su certe questioni e lo fa legittimamente dalla sua cattedra di editorialista, spazio che gli compete e che non necessariamente rappresenta il parere del giornale in toto (se nessuno se n’è distaccato probabilmente sono d’accordo con lui)… Chi dei lettori non è d’accordo può fare a meno di comprare le Scienze, può boicottarle (siamo in un libero mercato) ma non capisco ancora dove stia il problema, al punto di arrivare a sostenere che la scienza è politicizzata da un intervento di un editorialista sia pur autorevole…
        Di una mosca tu fai un cavallo anche stavolta, Enzo. E sai che quando te lo dico lo penso veramente e non si tratta certo di una contestazione per la contestazione. E non deprimerti per così poco.

        • Giuseppe, se il direttore del Corriere della Sera fa un editoriale politico significa che quella sarà la linea di quel giornale, come fai a pensare che si ossa trattare solo di un’opinione personale?
          Immagina che il direttore di Repubblica facesse un editoriale a favore di Berlusconi cosa succederebbe? Una rivolta in redazione e dei lettori, ebbene, il fatto che per un mese nessuno abbia trovato inopportuno quell’editoriale è un fatto che significa qualcosa e che merita di essere segnalato.
          Si tratta di osservare i sintomi di una tendenza e per me questo è un pregio, a vedere quando il fenomeno diventa conclamato sono buoni tutti.
          Aggiungo che comunque un uso politico della scienza è stato evidenziato anche in altri casi, come quello dei presunti studi che stabilirebbero che l’omogenitorialità non comporta problemi per i bambini.

          • Giuseppe Cipriani on

            In fondo diciamo le stesse cose, entrambi notiamo il fatto, lo leggiamo in modo solo leggermente differente… Del resto, se leggo un giornale come Tempi (che parla di tutto, compresa l’attualità più stretta) e i suoi editoriali noto anch’io che sono schierati, più o meno palesemente, con qualche distinguo se gli editorialisti sono più di uno, ma non mi sognerei mai di notare, se nessuno prende le distanze da certe affermazioni, una tendenza criminosa… Per questo ti biasimavo dicendoti che fai di una mosca un cavallo. E, se vuoi saperlo, sono anche contento che il confronto sorga, serve a me e serve anche a te… Sicuramente siamo meno distanti di qualche ora fa sulla faccenda, mi sa che ci sta un bicchiere di quelli buoni a far sera in buona compagnia, come suggerivi qualche giorno orsono…

          • L’esempio di Tempi non ritengo che possa essere adatto perché si tratta proprio di un mensile di opinione, quello che rende diverso Le Scienze è che si occupa di qualcosa che non dovrebbe essere di parte.
            Comunque, se il confronto nei commenti serve ad ottenere in fine una specie di articolo con due opinioni a confronto per me è un guadagno, come sai ritengo che questo sia utile per chi legge.
            Per il bicchiere son sempre pronto, con stò caldo poi… 🙂

          • MenteLibera65 on

            Non credo che si possano mettere sullo stesso piano i nuovi sistemi di fecondazione assistita, che sono rigidamente “scientifici”, e gli studi sulla omogenitorialità, che non possono essere fatti su casi uguali (ogni persona fa storia a se) e su grandi numeri, e che sono un misto tra sociologia ed altre materie umanistiche, e per questo sono tirabili per la giacchetta e opinabili in mille modi.
            Se proprio vogliamo fare un esempio di uso politico della scienza (che è comunque vecchio come il mondo), basta vedere l’immensa letteratura di discussione tra favorevoli e contrari all’energia nucleare, dove studi scientifici che dovrebbero dare una indicazione univoca ed inequivocabile vengono invece utilizzati in modo totalmente politico per sostenere o combattere una tesi. Questo accade quando la scienza ha un impatto pesante nella vita delle persone, ed allarga quindi il suo raggio di azione sia verso l’etica (è giusto utilizzare mezzi di fecondazione assitita, ed in che misura, etc etc ) sia verso l’ecologia (è giusto utilizzare sistemi di produzione dell’energia che espongano , seppur in modo improbabile, a rischi di morte e di distruzione e contaminazione millenaria di porzioni di territorio?). Purtroppo il vizio degli scienziati di sponsorizzare in modo ideologico il proprio o altrui lavoro è sempre presente, ma è anche vero che essi stessi sono persone ed è difficile essere totalmente obiettivi sull’utilizzo di alcune tecniche.
            E’ comunque indubbio che anche CS , che in teoria dovrebbe fare esclusivamente Critica Scientifica, abbia un a volte un forte taglio “ideologico” (come diceva anche Giuseppe Cipriani). Mi sembra un fatto legittimo ma inoppugnabile.

          • Giuseppe Cipriani on

            Proprio così, lo ribadisco. L’è che la pagliuzza sta sempre nell’occhio altrui…

      • MenteLibera65 on

        Se posso permettermi, mi sembra che il titolo di CS “Famiglia: la svolta politica di Le Scienze” , non sia appropriato.
        Meglio mettere : “Fecondazione Assistita , la svolta politica etc etc…”.
        Non vedo perchè allargare il discorso alla famiglia in genere , quando si sta trattando un tema ben specfico.
        Posto in questa maniera tende ad enfatizzare la parte “ideologica” dell’articolo , e se, come capita ormai sempre più spesso, qualcuno legge eslclusivamente il titolo , si da l’idea che “Le Scienze” abbiano fatto un articolo sulla organizzazione famigliare e (visto che tutti in questo tempo ne parlano) magari sui tanti temi legati alle coppie di fatto.
        Il sistema di fare titoli che portio a conclusioni un po diverse, se non complentamente diverse, dal contenuto degli articoli, è ormai un fatto consolidato nell’informazione , da quando ci si è resi conto che il 90% delle persone legge solo i titoli, e solo i titoli vanno nelle rassegne stampa televisive.
        Insomma..per essere stringati..trovo che in questo caso il titolo di CS sia poco “scientifico” 🙂

        • Concordo sulle considerazioni generali riguardo ai titoli dei giornali, motivo però questo caso specifico col fatto che si parla di fecondazione assistita, che è collegata all’eterologa e quindi alla possibilità della maternità surrogata, tutte questioni che inevitabilmente finiscono per entrare nell’attuale dibattito sulla famiglia.
          Quindi ribadisco che si tratta di un titolo pertinente e con una visione ampia della questione.

          • Giuseppe Cipriani on

            La famiglia tradizionale che segue i dettami religiosi non viene minimamente coinvolta, Enzo…
            .
            Immaginando che tu ti riferisca a quella, parlare di famiglia in senso più ampio riguardo alla fecondazione eterologa è un po’ forzato.
            Perché non lasciare la libertà a tutte le famiglie, anche a quelle che mettono al primo posto non la morale e l’etica di origine religiosa, di ricorrere all’eterologa?

  4. **** Non sarà facile per la politica tenere il passo di progressi tecnologici tanto vertiginosi e che aprono interrogativi etici nuovi ma certo non inattesi. Eppure di queste potenzialità bisognerà tenere conto nel momento in cui si dovranno varare norme per disciplinare le sconfinate applicazioni di queste tecnologie. ****
    .
    Interrogativi etici nuovi e attesi non saranno un problema per il pensiero unico dominante… Il principio utilitaristico ed la civiltà della “pagnotta” (denaro) che regolano ormai da decenni le scelte etiche non avranno grandi problemi a permettere l’alacre soluzione a dubbi e posizioni sull’argomento.
    “Del doman non v’é certezza” scriveva un famoso principe… intanto risolveranno i problemi del presente secondo i bisogni del presente, per il “dopo” non c’é problema … basta non considerare il domani (e vivere alla giornata come ormai ci insegnano a fare…).

  5. E’ già, perchè ovviamente la politica deve piegarsi al dictat dell’ “infallibile scienza”

    C’è qualcuno tra i presenti che mi dice quali sono questi “vertiginosi progressi tecnologici” a cui i comuni cittadini non riescono a star dietro?

    No sarà che è Cattaneo stesso a soffrire di vertigini per il suo mirabolante operato…

    • Giuseppe Cipriani on

      Alle solite, prendersela con chi non si conosce. E giudicarlo con sicurezza… Ma come si fa a essere tanto scorretti e parziali? Giudica come ha fatto Enzo il pezzo e limitati a quello se non sei d’accordo, ma non entrare nel merito di cose che ti sfuggono, osservando le presunte vertigini del Cattaneo quando non sai nemmeno chi sia e come la pensi a un livello più ampio. Dai!?

      • Io ho fatto una domanda seppur provocatoria alla platea, compreso quindi lei ed il Cattaneo se fosse presente:

        Quali sono questi vertiginosi progressi tecnologici a cui l’uomo comune non riesce a star dietro?
        Al momento nessuna risposta, ma ci può stare, perchè il tema sarebbe vastissimo e si andrebbe O.T.

        Quanto all’articolo del Cattaneo, è talmente palese che si vuole strumentalizzare/forzare la Politica affinchè supporti la sua opinione personale, che non merita nemmeno di essere commentato

        Un’ultima cosa, se io esprimo un giudizio su una persona e sbaglio, ne renderò conto al medesimo non al suo “avvocato” difensore

        Si legge infatti:
        “Giudica come ha fatto Enzo il pezzo e limitati a quello se non sei d’accordo, ma non entrare nel merito di cose che ti sfuggono”

        Io mi limito a dire quello che mi pare, su chi voglio, e dato che il mio commento non è stato rimosso un motivo ci sarà, ti pare?

        • Giuseppe Cipriani on

          “… mi limito a dire quello che mi pare, su chi voglio…”
          .
          Questo basterebbe da solo a darti almeno il pudore, coerentemente, di non stigmatizzare chi ti riprende esprimendo a sua volta un proprio parere… Ma si vede che difetti di coerenza, oppure non ti rendi conto del meccanismo di ritorno che metti in moto con questo tuo argomentare che puzza di arroganza lontano un miglio.
          .
          Mi fermo qui, considerando che l’unica cosa che ti chiedevo, dal mio punto di vista, era quello di non eccedere in critiche sulla persona, che tra l’altro non conosci, tutto lì. Se poi, sapendo in tal modo di peccare, ti trinceri sul giudizio e il perdono di Dio, questa è tutta un’altra questione, questa davvero sì che non merita commento.
          .
          Tra l’altro ti consiglierei anche di leggere tutto l’editoriale del Cattaneo e già ti potrai rispondere riguardo alla domanda iniziale che ponevi retoricamente, immagino.

    • Freezer, il punto interessante del tuo intervento è nell’aver evidenziato che non esiste un problema di progressi della scienza ai quali i cittadini e i politici dovrebbero stare dietro. I principi della fecondazione eterologa o altro sono semplici e comprensibili da tutti, la politica poi fa la sua parte stabilendo cosa sia lecito e cosa non lo sia, e su questo la scienza deve tacere.
      Soffermarsi sulla tua considerazione finale fa perdere di vista il centro della questione.

      • Giuseppe Cipriani on

        Enzo… Chiaro che la scienza si ferma dove deve fermarsi, ma permettimi di dissentire sulla questione che la politica non ha da saperne troppo, se non le cose facili-facili comprensibili da tutti. Ma scherziamo? Così mi scolli la società… E se persin la Chiesa ha i suoi esperti scientifici che le danno qualche dritta, dai!?

        • Le informazioni necessarie a prendere decisioni politiche sono comprensibili a tutti.
          Prendiamo l’esempio della legge 40, un parlamentare non è tenuto a sapere tutti i dettagli della tecnica usata, gli è sufficiente sapere che si producono embrioni e che in caso di successo quelli eccedenti dovrebbero essere soppressi, la scienza poi dovrebbe anche dire che non ci sono motivi per affermare che tra un embrione e le fasi successive esista una discontinuità.
          Su questo poi il politico basa la decisione di limitarne il numero nella legge 40.

          • Giuseppe Cipriani on

            Per limitarmi… Anche senza che lo dica la scienza capisco anche io che non esiste discontinuità tra l’embrione e la persona che nascerà, così come non esiste discontinuità tra quello che eravamo noi umani prima del famoso salto ontologico e dopo lo stesso, ma non vorrei mettere altra carne al fuoco del dibattito dei diversi punti di vista… Purtroppo, Enzo, chi relega l’embrione al rango inferiore la pensa come chi relega al rango inferiore l’Homo pre-salto ontologico… E pur siamo noi.

          • Osservazione pertinente, nel caso del sapiens dobbiamo comunque tenere presente il fatto che parliamo di individui distinti dove nel passaggio tra una specie e l’altra potrebbero essere comparse forti differenze, nel caso dell’embrione si tratta dello stesso individuo.
            Ma concordo con il non aprire troppi “file”.

  6. Per più di 40 anni ho letto con interesse “Le Scienze” poi ho smesso, non per motivi religiosi, politici o etici, ma perché trovavo la rivista sempre meno “scientifica”. Un tempo era la pura traduzione di “Scientific American” poi hanno cominciato a mettere un articolo fatto in Italia (talvolta buono e talvolta molto scadente) e pian piano tutte le rubriche sono state affidate ad italiani con idee preconcette che non hanno molto di scientifico. E’ evidente che alla lunga anche gli editoriali seguano questa strada.
    Mi dispiace perché era una buona rivista e non c’è ne sono di equivalenti, per lo meno in italiano.

    • Buonasera Andrea, non posso che sottoscrivere questa considerazione, io stesso ho dei numeri di Le Scienze degli anni ’70-’80 che sono di altissimo livello, adesso, al di là della questione sollevata in questo articolo, sembra essere una rivista come Focus, solo di livello un po’ più alto.

  7. La frase “Chi non crede in Dio non e’ vero che non crede in niente perche’ comincia a credere a tutto” non e’ affatto insipiente poiche’ e’ stata scritta da un uomo dotato di una intelligenza molto acuta: G. K. Chesterton.
    Non nego che Chesterton dimostri un gusto particolare per il paradosso, a volte un po’ eccessivo, ma affermare che chi ha scritto libri come “Eretici” o “Ortodossia” difetti di intelligenza e di preparazione mi pare davvero troppo. Personalmente ho trovato alcuni suoi aforismi e alcune sue citazioni (politicamente scorrette) che, a mio avviso, si adattano molto bene a questo bellissimo articolo del Prof. Pennetta e al dibattito che ne e’ scaturito:
    – Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite.
    – Pazzo non e’ chi ha perso la ragione, ma chi ha perso tutto fuorche’ la ragione.
    – Non occorre intelletto per essere intellettuali.
    – Si puo’ conoscere il cosmo, ma non il proprio ego. Il proprio io e’ piu’ distante di ogni altra stella.
    – Puoi trovare il vero con la logica solo se hai gia’ trovato il vero senza di essa.
    – L’ideale cristiano non e’ stato messo alla prova e trovato manchevole: e’ stato giudicato difficile, e non ci si e’ mai provati ad applicarlo.
    – Tutto il mondo moderno e’ in guerra con la ragione, e la torre gia’ vacilla.
    – La verita’ e’ sacra; e se la dici troppo spesso, nessuno ti credera’.
    – Il paradosso fondamentale del Cristianesimo e’ che la ordinaria condizione dell’ uomo non e’ il suo stato di sanita’ e di sensibilita’ normale: la normalita’ stessa e’ un anormalita’. Questa e’ la filosofia profonda della caduta.
    – Non abbattere mai una palizzata prima di conoscere la ragione per cui fu costruita.
    – La maggior parte delle filosofie moderne non sono filosofia ma dubbio filosofico: dubbio, cioe’, se possa esistere una qualunque filosofia.
    – Il vizio nel concetto moderno di progresso intellettuale e’ quello di alludere sempre a qualcosa collegato con vincoli infranti, confini cancellati, dogmi scartati. Se esiste una cosa come la crescita intellettuale, questa deve indicare una crescita verso convinzioni sempre piu’ definite, verso dogmi sempre piu’ numerosi. Il cervello umano e’ una macchina per giungere a delle conclusioni ……. Se dunque, ripeto, deve esserci un progresso intellettuale, deve trattarsi di un progresso intellettuale nella costruzione di una precisa filosofia della vita. E quella filosofia della vita deve essere giusta e le altre filosofie devono essere sbagliate”.
    – Le idee sono pericolose, ma l’uomo per cui sono piu’ pericolose, e’ l’uomo senza idee …… C’e’ un solo modo di proteggerci veramente contro l’eccessivo pericolo che rappresentano, ed e’ quello di essere imbevuti di filosofia e saturi di religione.
    – Tutto sara’ negato. Tutto diventera’ un credo ….. Noi ci troveremo a difendere, non solo le incredibili virtu’ e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora piu’ incredibile: questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto.
    – Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due piu’ due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

    • Giuseppe Cipriani on

      Se mi permetti, trovo molti di questi aforismi assolutamente idioti e privi di logica. Almeno presi così, senza contesto… L’ultimo, per esempio, potrebbe essere attribuito a Nostradamus senza scandalizzare nessuno.
      Per esempio: “Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite”, come a dire che il rischio si corre se non si ha l’istruzione che corriamo il rischio di prendere sul serio, davvero una potonchiata alla Fantozzi, direi.
      Poi: “La verita’ e’ sacra; e se la dici troppo spesso, nessuno ti credera’.” Meglio mentire, allora?
      .
      Per la frase dello spunto, rimarrebbe anche da dimostrare che sia davvero di Chesterton… Ma tant’è, quando uno s’è fatto una certa fama si digerisce tutto, comprese le banalità che se le dicesse mia nonna sarebbe internata. Per la par condicio, la stessa cosa la penso di molti degli aforismi di Oscar Wilde, così non dite che sono prevenuto.

    • Lucio, grazie per questa rassegna di frasi chestertoniane che per me sono un antidoto verso le intossicazioni contemporanee.
      Rispondendo a Giuseppe non userei i termini “idioti e privi di logica” per questi aforismi, prendiamo ad esempio proprio quelli da te indicati.
      L’ultimo è di drammatica attualità, ed profetico in un modo decisamente superiore alle previsioni indecifrabili e incontrollabili di Nostrdamus. Siamo in un tempo in cui ci si batte per dimostrare che l’Uomo e gli animali sono differenti in qualità e non in grado, che i figli nascono da un uomo e una donna… siamo ben oltre la discussione sul colore delle foglie d’estate. Purtroppo.
      .
      Quella sull’istruzione poi è un vero gioiello: se non studi e sei preparato rischi di farti fregare da chiunque abbia studiato perché non sarai in grado di capire i suoi inganni. E ti pare poco? Si tratta proprio di quello che, riuscendoci o no, si cerca di fare qui. Altro che Fantozzi!
      .
      No, non è meglio mentire, ma bisogna saper dosare quello che si dice, altrimenti non verrai creduto.
      .
      Fai pace con Chesterton, è davvero un autore grandissimo.

      • Giuseppe Cipriani on

        Chiedo scusa per la presunzione di aver voluto liquidare in poche battute (pesanti) le questioni sollevate da Chesterton… Per questo parlavo di contesto, e dopo il tuo intervento, Enzo, aggiungo anche la saggia interpretazione. Va bene.
        Restava il fatto, per me, della strumentalizzazione di queste cose patentandole di grandezze che magari neanche comprendiamo per partito preso, ma sono d’accordo che le cose vanno comprese per bene, pena il sembrare quel che non si è. Chiedo scusa anche a Lucio.

  8. scienza secondo opinione o secondo verità? alla fine la vita si riconduce al mistero, e al bicchierino che Enzo e Giuseppe si faranno voglio esserci anche io.
    io non ho ancora capito come la scienza possa essere come la intende perfetta Enzo e d’altronde non sono mai d’accordo con Giuseppe!

  9. Facciamo un “gedankenexperiment”, ossia un esperimento mentale, come piaceva a Einstein (visto che parliamo nientemeno che di – tatàa – “Le Scienze”…mica bubole :-): facciamo finta (parecchio) che Cattaneo, noto uomo di scienza cattolico (tipo Cabibbo o, peggio, il vituperato Zichichi) si fosse schierato a favore dell’integrità della legge 40 e contro le intromissioni della magistratura che l’hanno snaturata; secondo voi nessuno avrebbe avuto alcunché da dire in tutto questo mese ?
    Ovviamente si sarebbe scatenato l’inferno di critiche e questa dovrebbe essere la dimostrazione di come l’intervento di Cattaneo sia in astratto “politicamente scorretto”, non lo è in concreto solo perché è schierato con il PUAA ( il Pensiero Unico Accettabile e Accettato :-).