La sovrappopolazione? Un mito falsamente scientifico

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La sovrappopolazione? Un mito falsamente scientifico

Di Federico Cenci (Zenit)

Anche la nota rivista “Nature” smentisce la tesi secondo cui l’aumento della popolazione produrrebbe fame e povertà

Gli screening sono un antidoto sicuramente efficace all’insorgere dei tumori; gli antiossidanti giovano sempre all’organismo; nell’uomo il cervello ha dimensioni più grandi rispetto a quello degli animali; le persone imparano più facilmente quando viene usato il metodo d’apprendimento che prediligono; l’aumento della popolazione è destinato ad accrescere fame e povertà. Qual è il comun denominatore tra queste affermazioni? Il fatto che siano dei miti falsamente scientifici.

Lo rivela la famosa rivista scientifica Nature, in un articolo uscito nel mese scorso. Dopo il Wall Street Journal quindi, un altro accreditato organo d’informazione smonta la tesi della sovrappopolazione. Nell’articolo in questione viene proposta una breve cronistoria di questo mito. Si legge allora che fu Thomas Malthus, nel 1798, a teorizzare che una crescita esponenziale della popolazione nel mondo avrebbe prodotto fame e povertà.

Le teorie di Malthus trovarono ampio consenso nel mondo accademico e vennero compendiate da alcuni testi usciti nella metà del secolo scorso, in particolare da La bomba demografica di Paul Ehrlich (1968) e da I limiti dello sviluppo, che pubblicò nel 1972 il Club di Roma, nota Ong formata da economisti, scienziati, filantropi e uomini d’affari.

L’idea che la popolazione umana stesse crescendo troppo rapidamente penetrò nell’opinione pubblica, a tal punto da diventare una convinzione di larga diffusione. Idea che tuttavia si trova oggi ad inciampare dinanzi alla realtà della crisi demografica, la quale colpisce specialmente i Paesi economicamente più sviluppati.

Joel Cohen, ricercatore demografico della Rockfeller University di New York, spiega a Nature che non è affatto vero che la popolazione stia crescendo in modo esponenziale. La popolazione mondiale, infatti, sta crescendo con un tasso che è all’incirca la metà di quello che si registrava fino al 1965.

Oggi ci sono circa 7,3 miliardi di abitanti nel mondo, che dovrebbero diventare 9,7 miliardi entro il 2050. Numeri che, secondo la rivista scientifica, non propiziano gli “scenari apocalittici” che sono stati previsti da numerosi studiosi in passato. Nature cita ad esempio il fisico Albert Bartlett, il quale a partire dal 1969 ha tenuto oltre 1.742 lezioni per spiegare come la crescita della popolazione umana avrebbe fatto scaturire “terribili conseguenze”.

Basterebbe tuttavia attenersi ai dati prodotti dall’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite per rendersi conto di come simili scenari non siano plausibili. È stato del resto dimostrato che la produzione alimentare globale supera la crescita della popolazione. Le calorie dei cereali coltivati attualmente sono sufficienti per alimentare tra i 10 e i 12 miliardi di abitanti.

Eppure fame e malnutrizione persistono in tante parti del pianeta. Secondo Cohen, questo è dovuto alle diseguaglianze sociali: “i ricchi possiedono tanto e i poveri poco”. Pertanto il problema dell’indigenza non è dovuto alla nascita di molti bambini, bensì a una non equa distribuzione delle ricchezze.

“La sovrappopolazione non è realmente una sovrappopolazione, ma una questione di povertà”, afferma Nicholas Eberstadt, demografo presso l’American Enterprise Institute, un think tank definito “conservatore” da Nature. Egli accusa quindi i tanti sociologi e biologi che, anziché studiare seriamente le cause della povertà, continuano a sventolare il mito falsamente scientifico della sovrappopolazione.

Secondo Cohen, “anche le persone che conoscono i fatti usano (il mito della sovrappopolazione) come una scusa per non occuparsi dei problemi che abbiamo in questo momento”, come ad esempio un sistema economico ingiusto, che continua a favorire i ricchi a discapito dei meno abbienti.

Il ricercatore della Rockfeller University auspica che su questo tema vi sia un inversione di tendenza, anche se resta alquanto pessimista. Egli è infatti consapevole che i miti sono molto difficili da sfatare. Gli fa eco Paul Kirschner, psicopedagogista presso la Open University dei Paesi Bassi, il quale commenta amaro: “Quanto più i miti vengono smentiti, quanto più duro diventa spesso il loro nocciolo”. E quello della sovrappopolazione sembra davvero granitico.

 

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20 commenti

  1. Con lo stesso tono della pubblicità del rasoio mi vien da dire… Alleluia!
    Sarebbe interessante vedere la faccia di quelli che hanno sempre sostenuto il contrario. Penso che si dipingerebbe sul loro volto la tipica espressione di chi riceve il famoso “Contrordine Compagni!”.
    È comunque l’ulteriore conferma, a mio modesto avviso, che tutto, anche la “verità” scientifica, segua il corso profumato del denaro. Appena si sente con mano che il calo demografico crea crisi economica, subito a sfatare miti che poco prima erano pedissequamente seguiti come mantra. Il fatto che ne abbia parlato prima il WSJ di Nature… Insomma un po’ fa pensare..

  2. Veramente il primo “insospettabile” a parlarne, alcuni anni fa (ma pare quasi un’altra epoca) è stato Piero Angela:
    http://www.qlibri.it/saggistica/politica-e-attualit%C3%A0/perch%C3%A9-dobbiamo-fare-pi%C3%B9-figli/
    Non credo che Angela ci sia arrivato da solo, quindi il “contrordine” c’è da parecchio anche sul fronte laicista-scientista, per questo fanno un po’ pena gli “ultimi giapponesi” alla Giovanni Sartori, che continuano a scagliarsi contro la “bomba demografica”. Di solito, nelle argomentazioni fuori tempo massimo di queste persone non manca il rituale attacco alla Chiesa e ai cattolici per avere sempre benedetto la prolificità umana, ma anche in questo caso la Chiesa cattolica aveva e ha ragione e il tempo si è mostrato galantuomo…

  3. Ovvietà conosciute dalla comunità scientifica fin dal lontano 1983 ….
    Siamo in pieno inverno demografico ed il suo rigore comincia a sentirsi ed il suo orrore a palesarsi.
    È come l’autunno: le giornate si accorciano già, ma il freddo vero arriva tre mesi dopo.

    • Come è vero quello che dici Simon!
      L’unico problema della tua metafora è che, fino ad oggi, dopo l’inverno segue la primavera.
      Ma, umanamente parlando, ci sono molte nazioni che questa primavera non la conosceranno affatto perché saranno ormai estinte.
      Mai nella storia paesi con tasso di natalità basso come quello italiano si sono mai risollevate.
      L’Italia non è un paese per giovani e, proprio per questo, non è nemmeno un paese per vecchi:
      http://www.lanuovabq.it/it/articoli-quelle-inspiegabilimorti-quasi-uneutanasia-nascosta-14808.htm

      • Non è essere pessimisti ma assolutamente realisti constatare già da adesso che la civiltà europea è già finita.
        Meglio prendere questo dato positivamente e darsi da fare, non per tornare indietro, che non è più possibile fisicamente (ci vorrebbe una media di 7-8 figli per donna…) ma per trasmettere il meglio ai nuovi popoli che si affacciano sulla scena della storia umana.

        • Trasmettere il meglio ai nuovi popoli è una cosa che penso anch’io.
          Roma funzionava così, iberici, giudei, greci, galli… tutti alla fine diventavano romani.
          Se avessimo ancora una forte identità non ci sarebbe problema, ma in questo momento non abbiamo nulla da proporre e i nuovi popoli potrebbero formare delle micro colonie che impongono le loro culture.

          • Caro Enzo buon anno, da tanto non entravo. Trovo il modo di rispondere qui al fantastico post sull’informazione asimmetrica. Infatti dal problema concettuale lì evidenziato nascono istanze come quella di questo post sul mito, di nuovo un mito, del sovrappopolamento. A livello concettuale, bisogna pensare alla falsità come ad un virus. Io posso sterminare ampie zone di virus ma finché non elimino tutta la falsità virus, non ho vinto. Asimmetricamente, ogni singola chiazza di virus può contagiarmi. Più canali ci sono, peggio è per me. Mi pare che concordiamo. Aggiungo, pertinentemente al post in cui scrivo, che un altro modo usatissimo di fare asimmetria, è di mettere dei…passacarte di mezzo, ma solo in una direzione. Esempio: lo Stato contatta il cittadino nominalmente, mentre da decenni si sta staccando il contatto nominale dal cittadino allo Stato, cioè togli preferenze, leva elezione diretta del Senato, togli elezioni provinciali, non parliamo della UE poi.
            Insomma a livello politico è quasi tutto compiuto. A livello scientifico, ed entro più in tema: ma scusa ci sono decine di giornali top e teorie top che usano il falso da decenni. E da decenni alcuni, pochi, fanno critiche granitiche. Eppure questo…fermo immagine sta lì da decenni. Sostituiremo l’istanza, la cinepresa. Ma mai il cineoperatore né il gestore del cinema.
            Inutile asciugare l’acqua se non si ripara il tubo rotto.
            Cioè inutile x noi, utile a chi venderà nuove istanze dello stesso concetto. Detta brevemente siamo passati da un muro di gomma che non risponde, ad un muro che risponde falso, impunemente, convenientemente, dopo aver manomesso asimmetricamente i canali di comunicazione.
            Idem pet sto mito del sovrappopolamento. Ma basta! Se alle superiori sbagli tra un 60% (da 6 a 10 miliardi entro il 2000) e un 13% (da 6 a 7 miliardi reali), sei un pettinatore di bambole. Vedi quanta impunità porta l’asimmetria. E non ci sono Davide (e Golia) che tengano: Ratzinger a Ratisbona, Golia ha perso contro mille piccolisdimi David, che da bravi virus asimmetrici eccetera.
            Per concludere in tema btutalmente; Autostrade faceva tanti soldi con le carreggiate originali, sovrappopolamento? Non un danno per i gestori ma per i cittadini. Ora il mondo è in questa fase. Altra metafora, le stalle vanno a pieni giri e il contadino furbo si dispiace con noi del sovrappopolamento. Quando staremo così stipati da scoppiare, sarà conveniente x il contadino fare la terza corsia e tante nuove città (argomento bestemmia). Quindi per ora Nature scrive quel che deve, con l’altezzosità richiesta dalla parte. E noi faremo la nostra parte, limitarci a criticare al piu l’istanza di stalla a due corsie, ma mai il contadino, perenne impunito.
            Insomma ci stiamo pagando duramente i nuovi anni ’60, dove ci verrà di nuovo concesso un po’ di benessere pagato già a prezzo maggiorato. Per lo meno non dovremo, ritengo, fare il giochetto della guerra, non quella simmetrica. Quella secondo me è finita.

        • Gianni Zero on

          Esattamente cosa significa che la società occidentale è finita? Cosa aspetta ai nostri figli e quando?

          • Gianni, la società Occidentale è finita perché ha rinunciato a sé stessa, ha abbracciato una serie di nuovi ‘valori’ che non le sono mai appartenuti a partire dall’antica Grecia in poi.
            Non è più l’Uomo al centro della politica, non viene più considerato come progetto da compiersi e misura del mondo, ma il fulcro intorno cui tutto si muove sono entità come il mercato, la competizione, l’edonismo.
            Cosa vogliamo trasmettere ai nostri figli, questi “valori”?
            Siamo come l’Occidente durante l’invasione dei Longobardi, personalmente spero solo che esista un Benedetto da Norcia a conservare il vero Occidente per le generazioni future.

  4. Eppure qualcuno continua a parlare di sovrappopolazione, come mai?


    Probabilmente preoccupa il calo demografico nell’Occidente, quelli che devono smettere di riprodursi sono quelli che vivono nel Terzo Mondo.
    Mica penseranno di poter sfruttare loro le risorse naturali che hanno sotto i piedi?!?

      • Esattamente come hai detto ed è un razzismo sia culturale (sono culture inferiori perchè non sono state capaci di uno sviluppo adeguato – cioè uguale al nostro – gesticolano e parlano in modo sbagliato, hanno una percezione del tempo sbagliata, sono pigri ed indolenti, non comprendono il valore delle cose), che fisico (hanno la pelle di un colore sbagliato, con un odore sbagliato, hanno tratti somatici sbagliati).
        Isomma sono buoni solamente ad essere utilizzati come lavoratori sottopagati (purtroppo la schiavitù è stata abolita) o manipolati ed utilizzati per fare guerre su procura, tanto un negro in più o in meno che differenza volete che faccia?
        Penso che sarebbe proficuamente applicabile, fatti i doverosi aggiustamenti, quanto proposto per gli irlandesi in “A modest proposal”; le buone idee non muoiono mai!

    • Vincent Vega on

      Grazie per questo articolo, Enzo!
      Proprio vero quello che dice Paul Kirschner “quanto più i miti vengono smentiti, quanto più duro diventa spesso il loro nocciolo”.

      Muggeridge scrive

      “Non credo che Angela ci sia arrivato da solo, quindi il “contrordine” c’è da parecchio anche sul fronte laicista-scientista, per questo fanno un po’ pena gli “ultimi giapponesi” alla Giovanni Sartori, che continuano a scagliarsi contro la bomba demografica.”

      In effetti fa parecchio ridere Muggeridge. Il mito della sovrappopolazione torna utile in certi ambienti quando c’è per esempio da difendere il genocidio abortista (che sarebbe indifendibile comunque, anche se detto mito fosse vero), ho avuto diverse discussioni su Facebook con della gente di oltre oceano che portava questa argomentazioni.

      • Ciao Vincent,
        spesso su certi argomenti si assiste alla realizzazione di quello che Orwell chiamava il “bipensiero”, la capacità cioè di fare affermazioni contraddittorie pensando di essere coerenti.
        E’ uno dei sintomi della decadenza culturale del mondo Occidentale.

  5. Quello che noto io è che chi ancora porta avanti lo spauracchio della sovrapopopolazione non ha a cuore i problemi di povertà cibo etc. Ma il fatto per questi signori è che l’uomo minaccia Gaia… Una religione in cui il cattivo è ovviamente l’uomo sempre e comunque senza alcuna possibilità di redenzione. Ma non preoccupiamoci se ora Gaia ha la febbre (AGW) si sbarazzerà di noi con cataclismi e disastri naturali…

    • Gaia, quanti ne sono diventati adoratori senza rendersene neanche conto?
      La differenza tra l’ecologismo antiumano e un’ecologia come quella di “Laudato sì” è nel fatto che nella seconda la natura va conservata per l’uomo e non come soggetto principale.

  6. Buon anno e ben tornati.
    A me questo studio, importante comunque per discutere di modelli di sviluppo, sembra la scoperta dell’acqua calda: la crescita demografica ha subito un forte arresto e, grazie alle nuove tecniche, la produzione alimentare ha conosciuto una forte impennata. Lapilassiano quindi affermare che in un futuro prossimo saremo in grado di soddisfare tutta la domanda alimentare.
    Il problema si avrebbe invece se su scala mondiale tornassimo a riprodurci al ritmo del secolo scorso, perchè basterebbe una manciata di secoli per avere problemi non più di fabbisogno alimentare o di approvvigionamento di materie prime, ma semplicemente di spazio fisico dove poter adagiare le nostre chiappe, non dico ovviamente il poter correre in un prato o passeggiare soli in un bosco…

    • Ok Flavio, dici una ovvietà. La questione è che da questi studi si può anche capire che la strada per non “affollare” il pianeta non passa per la promozione della riduzione delle nascite, che poi si risolve in un subdolo controllo/colonialismo delle zone/civiltà ancora arretrate ma appunto nell’assicurare loro benessere, inteso come acqua, cibo, scuole, sanità, dignità etc. etc. non in forma assistenziale ma promuovendo autonomia e indipendenza.

      • Malthus: 1798. Club di Roma: 1972. Ricerca demografica pubblicata da Nature: 2015.
        Direi che scrivere un articolo senza tenere in conto dei differenti momenti storici restituisce per forza di cose un risultato completamente pasticciato, com’è appunto il caso.
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        Per il resto si può invece capire chiaramente che la strada per non “affollare” il pianeta passa proprio per una crescita lenta (come da situazione attuale) e non dal “riproducetevi quanto volete, tanto saremo sempre felici”.
        E’ una semplice questione aritmetica.

        • Dunque, vediamo un po’, la previsione di Malthus era giusta o sbagliata?
          La previsione, di ieri in pratica, del Club di Roma era giusta o sbagliata?
          Insomma, mai ammettere che i propri paladini abbiano semplicemente sbagliato.
          Soprattutto nel caso del Club di Roma le curve di popolazione erano note e la stabilizzazione di cui parla Nature è semplicemente la curva ad “S” di cui abbiamo parlato innumerevoli volte qui su CS.
          Ma ovviamente in quel caso siamo stati contrastati, adesso nessuno verrà a dire “avete avuto ragione dal principio”.
          Se le persone fossero state lasciate libere di procreare senza spinte antinataliste adesso avremmo ugualmente un rallentamento naturale, la realizzazione di una curva ad S, ma senza crolli demografici cime invece dobbiamo subire.
          Come vede Flavio, il ‘riproducetevi quanto volete’ in realtà sarebbe stata la strada migliore.