Alla Fondazione Tavistock ingegneria sociale sui bambini

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tavistock

Esperimenti sociali sui bambini alla Tavistock Foundation.

Qualcosa che ricorda i metodi della medicina nazista.

 

 

La notizia di un trattamento ormonale per fermare lo sviluppo sessuale dei bambini incerti sul proprio “genere” sessuale risale a qualche anno fa quando il Tavistock Institute iniziò una sperimentazione triennale sulla fascia di età tra i 12 e i 14 anni conclusasi nel 2014, come riportato in un articolo su Repubblica del 20 – 05 di quell’anno. Da quel momento la sperimentazione passò alla fascia di età tra i 9 e i 10 anni:

Cosa fare se un bambino è incerto sul proprio genere sessuale? Se non è sicuro di essere maschio o femmina? Una clinica britannica specializzata nel trattamento degli adolescenti transgender avanza una proposta che fa discutere: somministrare farmaci per ritardare la pubertà, come primo passo verso cure e un eventuale futuro intervento per il cambio di sesso. La Fondazione Tavistock and Portman, un ospedale inserito nel National Health Service, il servizio sanitario nazionale, e quindi intitolato a ricevere finanziamenti pubblici, ha già completato con successo un test triennale di questo tipo su bambini fra i 12 e i 14 anni. Ora pensa di offrire la stessa terapia anche prima, a bambini di 9-10 anni, se necessario: «Perché il trattamento non dipende dall’età bensì dallo sviluppo sessuale del bambino», spiega la dottoressa Polly Carmichael, direttrice del progetto, al quotidiano Daily Telegraph . In altre parole, la pubertà non inizia per tutti nello stesso momento e il sistema per fermarla, se vuole essere efficace, dovrebbe quindi cominciare prima che la pubertà si manifesti.

Dei bambini di 9 anni “incerti” sulla loro sessualità vengono quindi bloccati nel loro sviluppo naturale per dargli modo di prendere tempo per decidere, come se bloccare lo sviluppo fosse un’azione neutra e non una forzatura operata sulla psiche la cui formazione verrà così alterata.

La notizia adesso è che il programma ha ricevuto cospicui fondi e che il numero di casi trattati è in vertiginosa ascesa, come riportato da Federico Cenci su Zenit:

Tra aprile e dicembre dello scorso anno lo Stato ha speso 2,6 milioni di sterline per sottoporre oltre mille bambini a trattamenti finalizzati al cambio di sesso. Una violazione dell’infanzia che assume i contorni di una vera e propria campagna di Stato.

Tutto ha avuto inizio nel 2014, quando Londra ha deciso di aprire alla somministrazione di farmaci per ritardare la pubertà a bambini di nove anni, come primo passo verso un intervento chirurgico. Trattamento offerto dal Servizio sanitario britannico, dunque per mezzo dei soldi pubblici.

La notizia suscitò diverse polemiche. In tanti, Oltremanica, etichettarono l’iniziativa come “orribile”. Alcune associazioni che si occupano dell’infanzia chiesero anche di aprire un’indagine, rilevando che è quantomeno imprudente fare incursioni farmacologiche così gravi sul corpo di un bambino, col solo pretesto che quest’ultimo potrebbe avere disturbi dell’identità sessuale. In età infantile – provarono a spiegare queste associazioni – è difficile riconoscere una reale “disforia di genere” da disagi psicologici di altro tipo, risolvibili con metodi meno invasivi e non irrevocabili.

Ma a nulla valsero queste ragioni che appaiono di buon senso. Il Servizio sanitario britannico andò avanti con l’elargizione di questi farmaci ai bambini. Noti come ipotalamici, bloccano lo sviluppo degli organi sessuali, mettono a freno la produzione di testosterone ed estrogeni, riducendo così al minimo l’impatto del futuro intervento chirurgico, previsto nel corso dell’adolescenza. Nei maschi si evita che la voce diventi più profonda e neutralizza la nascita dei peli, mentre nelle femmine impedisce il ciclo e lo sviluppo dei seni….

…inquietante, del resto, appare l’impennata di casi di “disforia di genere” che tra il 2010 e il 2015 è avvenuta in Gran Bretagna. Di fronte ai 97 casi registrati nel 2010, fa venire le vertigini che in soli nove mesi nello scorso anno i bambini sottoposti a questo trattamento sono stati 1.013.

Un aumento dei casi di disforia di genere trattati con il blocco dello sviluppo pari al 1000% in cinque anni mostra un’espansione del fenomeno che esce dal caso eccezionale per dirigersi verso cifre da diffusione di massa.

Una delle cose che fa notare Federico Cenci nel suo articolo è la correlazione della Fondazione Tavistock e della sua costola, il Tavistock Institute, con esperimenti sociali di massa.

I trattamenti dei bambini con farmaci che ne bloccano lo sviluppo sessuale si configurano come una forma di violenza al normale sviluppo fisico, e alla persona, mascherata da “cura”.

Un esperimento eseguito sulla pelle di soggetti non in grado di valutare in modo consapevole il trattamento a cui vengono sottoposti.

Un esperimento sociale, che si avvia a diventare di massa, che dovrebbe essere impedito dalla magistratura in nome della tutela dei minori ma che invece è finanziato dallo Stato. Qualcosa del genere accadeva nella Germania nazista, poi venne Norimberga.

Forse un giorno anche al Tavistock e al governo inglese qualcuno dirà che erano solo ordini da eseguire.

 

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Laureato in Biologia e in Farmacia, docente di scienze naturali.

48 commenti

  1. Curioso il tono dell’articolo di La Repubblica: si mantiene neutrale quasi fino alla fine poi conclude con la testimonianza di una bambina di 12 anni che si sarebbe uccisa se fosse rimasta tale. In pratica non è orripilante ciò che fanno in questa clinica, sono degli eroi!

      • E’ orribile…..
        premesso che sono ateo, ma mi sto sinceramente chiedendo è a questo che l’ateismo sta conducendo l’umanità ?

  2. Anni fa lessi qualcosa circa questo istituto. In origine nacque per lo studio dei problemi mentali ma di seguito si specializzò sulla proposta di tecniche per incidere sulla mentalità delle persone.
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    E’ un instituto indipendente (di fatto non deve rendere conto a nessuno) ma é fortemente collegato al mondo delle università e degli intellettuali in genere e si interessa di tutte le materie correlate al comportamento di persone o gruppi di persone.
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    I risultati sono spesso tecniche destinate subdolamente a rendere gli individui manipolabili e soprattutto controllabili. Negli anni ha maturato tecniche destinate a decollare, ad esempio, le realtà famigliari ed i relativi principi morali che le sorreggono; é noto ormai che quel che resta della famiglia (anche in Italia…) é fra le poche cose che un controllo scientifico di massa non riesce a scardinare.
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    Avendo educato miglia di persone alla conoscenza della scienza conportamentale di fatto l’instituto influenza la società (specialmente anglosassone, ma non solo) in modo enorme. Con ogni probabilità la cultura dell’amore libero e della droga libera che ha interessato l’occidente dal 1960 ha in questo instituto uno dei catalizzatori o guide. L’Instituto oggigiorno raccoglie molti fondi, fondamentalmente sfruttando la rete di personale indottrinato e preparato. Adesso non ho tempo, ma facendo una piccola ricerca in rete si può intuire la rete di controllo di queste persone su tantissime istituzioni, fondazioni, spesso governi, a livello planetario.
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    Si legge in particolare che per condizionare la massa l’elemento principe è la PAURA INDOTTA; le persone spaventate accettano di essere controllate perché sono indotte a pensare che rinunciando al proprio modo di essere ricevono in cambio la protezione contro la paura indotta. L’articolo di Pennetta é un chiaro esempio: persone “private” col tempo della propria etica e della propria morale subiscono condizionamenti di qualunque genere (ad esempio arrivare a pensare positivamente circa la necessità di un intervento sui bambini già fin da una età incongrua per ottenere uno specifico obiettivo nello sviluppo futuro dello stesso bambino…).
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    Tavistock è strettamente legato col mondo della psichiatria anglosassone (specialmente con l’APA) e in genere l’industria del farmaco (vedi ad esempio il discorso dell’ansietà “indotta” e il corrispondente “aumento” dell’uso dei farmaci).
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    I programmi per raccolta fondi sono preparati in modo accurato (vedi ad es. in Italia le tecniche “subdole” che molte fondazioni, quasi tutte laiche, usano per raccogliere fondi per le adozioni a distanza).
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    Tavistock si dichiara apartitico e si considera sopra tutto: importante é che ci sia la necessità di creare le condizioni per condizionare la gente.
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    Senza i propri principi una persona perde molte cose, tra cui il senso di cosa sia giusto e di cosa sia sbagliato. E guarda caso i “cambiamenti” sono sempre funzionali ai clienti Tavistock (in genere multinazionali, ma forse “anche” governi … ). Nuovi stili di vita vengono introdotti per causare cambiamenti, ma solo se voluti dai clienti Tavistock.
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    Insomma questo Instituto pare sia soprattutto IL catalizzatore del popolo della “carne da cannone”, popolo tenuto in vita solo per comportarsi come vogliono i clienti dello stesso instituto. Lo so … non bisogna essere complottisti; ma forse é il caso di non abbassare mai quel residuo di diffidenza che ci resta (in questa società della proposta indifferenziata e monorientata).

  3. Riguardo la questione in oggetto, oggi su Zenit un’intervista alla Dott.ssa Atzori che conferma quanto esposto nell’articolo qui sopra:
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    La Gran Bretagna è all’avanguardia. Sicuramente lo è nel campo della “ingegneria sociale” ai danni dei bambini di otto anni. È con questo termine che la dott.ssa Chiara Atzori, infettivologa all’ospedale “Sacco” di Milano, autrice del libro “Gendercrazia nuova utopia. Uomo e donna al bivio tra relazione o disintegrazione” (ed. Sugarco, 2015), commenta il fatto che il Servizio sanitario britannico abbia speso in soli nove mesi del 2015 la cifra di 2,6milioni di sterline per somministrare farmaci che bloccano la pubertà a oltre mille bambini.

    Sulla base di una diagnosi psicologica, i medici britannici pretendono di rilevare un disturbo dell’identità sessuale e di risolverlo arrestando la crescita dei tratti fisici identitari della sessualità nei bambini. “Con un atto di congelamento chimico del naturale sviluppo puberale – spiega a ZENIT la Atzori – si ha la pretesa di affrontare il complesso tema dell’identità di ogni essere vivente, che come ci ricorda il premio Nobel per la medicina Eric Kandel, è il risultato ‘già e non ancora’ di inestricabili interazioni tra ciò che è biologico e la relazione con l’ambiente esterno”.
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    Del resto – ricorda la Atzori – “il processo di progressiva consapevolezza di appartenere al proprio sesso è esposto alla vulnerabilità, sia biologica che psichica e culturale, e ciò già prima della nascita”. Vulnerabilità dovuta a numerosi fattori: dallo stress materno durante la gravidanza alle esperienze relazionali nei primi tre anni di vita, nei quali il bambino, “che sia maschio o femmina”, si confronta “in una dinamica di identificazione e disidentificazione con una figura femminile primaria (la madre) e maschile (il padre)”. E “l’attuale fragilità dei legami familiari – osserva la Atzori – dovrebbe preoccupare rispetto agli effetti sull’identità in formazione dei bambini”. Alla luce di “questo complesso intreccio di fattori”, la Atzori ritiene “francamente controversa” l’iniziativa britannica.
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    La quale per altro affonda le proprie radici in un fallimento avvenuto in passato negli Stati Uniti. “È purtroppo poco noto al grande pubblico – spiega l’infettivologa – che la famosa ‘Gender clinic’ americana, pioniera del campo, afferente all’Università ‘John Hopkins’ di Baltimora, è stata chiusa dopo un’accurata revisione della casistica dei soggetti adulti con ‘disforia di genere’ trattati, per l’evidenza di elevata percentuale di disturbi mentali, suicidi e comunque insoddisfazione seguita a un iniziale desiderio di ‘cambiare sesso’”. Un’esperienza preoccupante, che dovrebbe suggerire almeno un “principio di precauzione” nel momento in cui la questione riguarda i bambini.
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    La Atzori ritiene tuttavia che il buon senso venga intralciato dal dilagare dell’ideologia gender, che “sta portando ad una rinegoziazione non scientifica ma filosofica e politica dei disturbi dell’identità sessuale”. Questa posizione sostiene che la non conformità di genere non è in sé una patologia, ma una normale variante della soggettività umana da assecondare. “In quest’ottica l’uso degli ormoni è puramente strumentale”, rileva la Atzori. Che spiega quindi che è qui che si inserisce “la proposta di ‘congelare’ addirittura in soggetti pediatrici la natura (lo sviluppo puberale) per favorire il desiderio, come se il desiderio abitasse un contenitore astratto e neutrale e non emanasse piuttosto da un soggetto immerso in una realtà relazionale familiare ed educativa”.
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    E aggiunge: “Personalmente ritengo questa posizione antiecologica, innaturale, oggettivamente pericolosa, quasi un esperimento di ingegneria sociale di stampo biomedico”. A tal proposito sottolinea che “la clinica Tavistock ha una nota inclinazione pluridecennale ad effettuare questo tipo di esperimenti ammantati di ‘scientificità’”.
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    I rischi investono anche il profilo puramente medico. Così afferma la Atzori: “Gli effetti della somministrazione di questi farmaci, possono essere l’alterazione della densità ossea, senso di debolezza, deficit della forza muscolare, vampate di calore, irritabilità, depressione. Tra l’altro si tratta di iniezioni che vanno somministrate intramuscolo con particolari accorgimenti”.
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    L’impennata del numero di casi diagnosticati è secondo la Atzori “quantomeno sospetta”, e “sembra segnalare la spinta ad assecondare una moda, quella della autodeterminazione dell’identità sessuata, estendendola ai soggetti pediatrici, quasi a validare le pretese di alcune potenti lobby pro-gender”.
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    Gli esperti della disforia di genere infantile – commenta la Atzori – “ci ricordano nella letteratura scientifica come simili problemi possano risolversi spontaneamente proprio con la maturazione dei caratteri sessuali, talvolta allentando l’attenzione esasperata sulle manifestazioni di ‘non conformità di genere’ dei piccoli pazienti, o con adeguata psicoterapia sistemica”.
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    La Atzori lancia allora un allarme. “Urge un momento di seria autocritica e di responsabilità da parte del mondo clinico, medico e biologico, per affrontare con realismo, scrollandosi di dosso le pressioni politiche e dell’attivismo militante, il tema fondante della identità sessuale e di genere”. Senza far pagare ai bambini “lo scotto delle nostre sovrastrutture ideologiche a pretesa unisex o pansessuale di stampo gender”.

  4. Una riflessione che mi viene in mente, accennata anche dalla Atzori nel commento sopra, è il fatto che il modo di operare di tale clinica sembra rispondere ad una filosofia di vita ben precisa e cioè che la psiche sia una cosa a sè stante presente nel cervello, come l’omino che pilota Mazinga o Goldrake, completamente disgiunta e indipendente dal corpo e dall’ambiente, fisico e sociale. Una visone Cartesiana sinceramente ormai desueta.
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    Quello che noi chiamiamo mente non è una bolla con dentro la psiche bensì una continua dinamica di relazione psiche/corpo/ambiente/sociale etc. Pensare che si possa fermare la maturazione del corpo così da dare più tempo alla psiche mi sembra quanto meno mooolto controverso.
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    Uno potrebbe chiedere: “Perchè non adattare la psiche al corpo invece?”
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    Purtroppo pensando male si agisce male, si fa cattiva scienza ma sopratutto si rischia di rovinare le persone.
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    Poi arriveranno a dirci che non capiamo, che fanno esami scrupolosi, che non hanno altri fini se non il bene del bambino, fino al terrorismo del “se no si uccidono”. Un classico.

  5. Pingback: MASCHI E FEMMINE (CROMOSOMA XY, XX) | Nea Polis

  6. Sull’argomento ci sono numerosi studi autorevoli su riviste peer-reviewed. Pare quanto meno bizzarro che non si citino esperti autorevoli in merito, come ad esempio un endocrinologo o un pediatra.
    Infatti Chiara Atzori -infettivologa- enumera effetti collaterali con una impressionante disinvoltura, mentre le sue affermazioni non sono giustificate e un medico responsabile dovrebbe chiarirne l’entità e non abbandonarvisi con evidente trasporto ideologico. (v. 3, sezione “What are the medical risks?” sull’autorevole Nature Review in Endocrinology).

    Invece di fare paragoni demagogici con regimi che hanno fatto di una ideologia il loro unico faro, la inviterei a valutare tutte le voci in proporzione alla loro imparzialità e autorevolezza.

    Il problema è molto importante e il suo testo pare non considerare a quale stress e a quali gravi conseguenze uno sviluppo sessuale in antitesi con l’identità di genere possa causare, anteponendo un atteggiamento ideologico alla salute delle persone.

    Gli effetti della terapia sono infatti reversibili. E per coloro che sostengono che il tempo della pubertà non è recuperabile, va fatto notare che pure gli effetti di una pubertà sofferta e indesiderata non lo sono, per cui la scelta di sospendere gli eventi per avere il tempo necessario pare la più rispettosa e benefica per il bambino.
    Questi riferimenti trattano i vantaggi delle terapia ormonale nell’adolescenza al fine di consentire un prolungamento del sostegno psicologico finchè una decisione possa essere presa.

    1. Delemarre van de Waal HA, Cohen-Kettenis PT. Clinical management of gender identity disorder in adolescents: a protocol on psychological and paediatric endocrinology aspects. Eur J Endocrinol. 2006;155(suppl):S131-S137.
    2. Meyer W, Bockting WO, Cohen Kettenis PT, et al. The Harry Benjamin International Gender Dysphoria Associations’ Standards of Care for Gender Identity Disorders, Sixth Version. February 2001. http://www.wpath.org/Documents2/socv6.pdf
    3. Kreukels BP, Cohen-Kettenis PT. Puberty suppression in gender identity disorder: the Amsterdam experience. Nat Rev Endocrinol. 2011;7(8):466-472.
    4. Cohen-Kettenis PT, van Goozen SH. Pubertal delay as an aid in diagnosis and treatment of a transsexual adolescent. Eur Child Adolesc Psychiatry. 1998;7(4):
    246-248

      • “Gli effetti della terapia sono infatti reversibili. E per coloro che sostengono che il tempo della pubertà non è recuperabile, va fatto notare che pure gli effetti di una pubertà sofferta e indesiderata non lo sono, per cui la scelta di sospendere gli eventi per avere il tempo necessario pare la più rispettosa e benefica per il bambino.”

        1) La pubertà può essere sofferta, ma dire “indesiderata” la fa apparire come una malattia occasionale, invece è una fase dello sviluppo inevitabile (perché naturale) e questo va spiegato a tutti i bambini.
        2) Cosa più importante: lo sviluppo della pubertà è come il flusso di corrente elettrica in un circuito? Si schiaccia un bottone e lo si sospende, lo si preme di nuovo e lo si riattiva?

        • 1) Per una persona che sta per vivere una pubertà relativa ad un sesso che non avverte come il proprio essa è indesiderata. La cura è per bambini che manifestano una chiara disforia di genere. Non si tratta di “tutti i bambini”.

          2) La invito a consultare Kreukels BP, Cohen-Kettenis PT. Puberty suppression in gender identity disorder: the Amsterdam experience. Nat Rev Endocrinol. 2011;7(8):466-472.

          • 1) Perché la disforia di genere andrebbe curata agendo sul corpo e non sulla mente, visto che il corpo sta lì senza colpa ed è la mente a non riconoscerlo?
            2) purtroppo ho trovato solo l’abstract, da cui però si capisce che la sospensioni della pubertà è reversibile negli adolescenti na sono preoccupato per gli effetti su un bambino di 9 o 10 anni.

          • 1) vi è sempre una intensa terapia psicologica, ma in taluni casi si ricorre alla chirurgia, quando necessario, perché il metodo è efficace dove la terapia psicologica non è sufficiente (v. letteratura). Vi sono dunque taluni casi in cui i percorsi psicologici hanno successo e che di solito si concludono con l’accettazione del proprio genere biologico è un orientamento omosessuale. Queste evidenze dovrebbero far capire che il fattore psicologico non può essere ragionevolmente considerato l’unico.

            2) Il farmaco non è somministrato che quando vi è un cambiamento che prelude la pubertà, dunque l’età non è determinate, perché essa si manifesta prima o dopo in ragazzi e ragazze diversi. Si agisce quando strettamente necessario e sotto stretto controllo medico.

          • Hawk, immaginavo che a qualcuno l’orrore di questo trattamento sarebbe sembrato una cosa normale.
            Pensare che un bambino di 9 anni possa avere una disforia di genere che possa essere affrontata a colpi di ormoni è ridurre l’essere umano a cavia da esperimento.
            Come avrà letto il numero di casi trattati è aumentato del 1000% in pochi anni, siamo di fronte ad una moda pericolosa che forse sarebbe meglio definire psicosi sociale.
            A furia di confondere le idee a bambini e genitori con la balla del gender ci si trova davanti a persone confuse.
            E per completare l’opera, dopo averle confuse, si imbottiscono di ormoni per dar loro la possibilità di chiarirsi le idee.

            Ma siamo seri per favore…

          • Non credo che lei sia qualificato per decidere se un bambino di 9 anni possa o non possa manifestare disforia di genere; fatto per altro ampiamente documentato, ad esempio dai riferimenti presenti negli articoli citati, che la invito a confutare, giacché lei gestisce un blog di “critica scientifica”. Quale sia la terapia psicologica e farmacologica più idonea per un bambino che sta entrando nella fase della pubertà è dunque da chiedersi agli esperti, che lei non cita.
            La sua opinione resta quindi personale e avulsa dalla realtà, ove l’aumento dei casi non è certo causato da un aumento delle disforie, ma da una più frequenta presa in gestione delle stesse: altra cosa che può leggere nella letteratura, se avrà l’onesta di leggerla prima di decidere cosa sia reale o meno, al netto dei fantasiose teorie del complotto gender.

          • Hawk è proprio questo il problema.
            Un bambino di 9 anni deve essere inviolabile e sottratto alla sperimentazione, quel che mi qualifica è l’essere portatore di civiltà, essere specialista o no viene dopo.
            Se il bambino ha problemi psicologici venga aiutato con supporti psicologici e non a base di iniezioni, e non c’è un novello Mengele e suoi epigoni che possa essere lasciato agire, anche se pubblica cumuli di articoli.
            E’ una questione di civiltà davanti alla quale ciascuno è chiamato alle proprie scelte e responsabilità.

          • Caro Hawk mi tolga una curiosità qual è la sua preparazione in materia per schierarsi così apertamente per pronunciarsi sulla disforia di genere visto che la rinfaccia a Pennetta

          • Tra l’altro la storia della medicina, psicologia e psichiatria è piena di “esperti”, “rapporti ufficiali” e “terapie” che al tempo sembravano verità assolute mentre oggi sappiamo che erano solo drammatici errori.

          • Vincent Vega on

            Per Enzo

            “Se il bambino ha problemi psicologici venga aiutato con supporti psicologici e non a base di iniezioni, e non c’è un novello Mengele e suoi epigoni che possa essere lasciato agire, anche se pubblica cumuli di articoli.”
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            Concordo. Sarebbe interessante chiedere al caro Hawk cosa bisognerebbe fare per chi si crede un animale, allora http://www.angolopsicologia.com/2011/08/licantropia-le-persone-che-si-credono.html
            .
            Nessuno nega che esistono uomini che si sentono donne e viceversa, ciò che si nega èche questo fatto debba essere visto come “normale” e invece che aiutare queste persone ad avere armonia tra corpo e psiche le si voglia “””””””aiutare”””””” ad incancrenirsi nella loro posizione, fino al punto da arrivare a dichiarare che l’armonia tra sesso biologico e identità sia uno “stereotipo culturale”, come insegna la teoria del gender.

        • La sua opinione e i principi che lei definisce di civiltà non vengono prima del parere degli specialisti su una questione medica, ma dopo. Infatti gli specialisti sono portatori della sua stessa autorevolezza civile, cui se ne aggiunge una scientifica ben maggiore.
          Prova ne sia che le si abbandona a frasi demagogiche, come il riferimento all’età, che da biologo dovebbe sapere non è il punto, perché la pubertà si può manifestare a 9 come a 14 anni, ed è essa il criterio fisiologico. Inoltre non si tratta di esperimenti, perché non sono interventi condotti per la conoscenza ma nel primario e valutato interesse del paziente. Interesse che viene prima dei condizionamenti ideologici e si salvaguarda guadagnando il tempo necessario al paziente per poter capire cosa è meglio per la sua salute fisica e psicologica. Per rispondere anche ad Andrea in tal senso occorre avere l’onestá di consultare i massimi esperti in materia e non i primi sedicenti tali che si trova pronti ad avvalorare pregiudizi e manipolazioni capziose dei fatti, come quella volta a far intendere che la terapia sia somministrata prematuramente, mentre non è così e i riferimenti da consultare ci sono se sia l’onestá di cercarli.

          • @hawk, la questione di civiltà viene sempre prima delle affermazioni degli specialisti, non tutto ciò che si può fare è lecito farlo.
            In secondo luogo il trattamento ha senso solo nella prospettiva della teoria del gender che ipotizza una mente asessuata indipendente dal sesso fisico, ma si tratta di un presupposto errato sin dall’origine.
            Gli esperti che lei continua a portare come riferimento sono gli eredi di quel John Money che portò al suicidio David Reimer, da un presupposto errato non possono derivare conseguenze giuste.
            La demagogia non c’entra niente, si informi sul significato delle parole prima di usarle.
            Quello che invece deriva dalle sue affermazioni è l’adesione ad un’ideologia che le fa scambiare per fatto quelle che sono solo opinioni dell’ideologia stessa.
            Che il paziente possa “guadagnare tempo” è un’assurdità, ritardare lo sviluppo è già una scelta mentre il tempo scorre e la vita del bambino in ogni caso non sarà più la stessa rimanendo influenzata da una pubertà ritardata rispetto ai tempi naturali.
            Di esperimenti si tratta perché il “primario e valutato interesse del paziente” viene stabilito sulla base di una visione ideologizzata di gender che non solo è un esperimento ma è anche un esperimento fallito sin dalla prima applicazione di Money.
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            Gli esperti “massimi” a cuilei fa riferimento sono i primi portatori di un’ideologia, non di un fatto, e quindi sono autoreferenziali e cioè non oggettivi.
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            Quella “terapia” praticata al Tavistock è un orrore che, come giustamente fa notare Jaco, trasforma un problema psicologico adolescenziale in una malattia.
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            La terapia non è somministrata prematuramente, è somministrata illecitamente. Che è un’altra cosa.

          • Gli esperti come le ho già detto sono dotati della sua stessa sensibilità civile e inoltre hanno la ben maggiore auttroevolezza e competenza per decidere sulla questione medica. Negare il rispetto che mertia un esperto significa precipitare il mondo nel caos delle opinioni di incompententi come nel caso Stamina.
            Le evidenze infatti ci sono e sono molte. Numerosi gli studi relitivi all’inefficacia della sola terapia peisoclogica, soprattutto quanto non mirata alla salute dle paziente ma alla presunzione che debba essere eterosessuale e siprattutto nel caso della disforia di genere. Questo è il suo primo errore sulla scia del quale lei cita David Reimer e un unico caso, che per quanto drammatico, non è rappresentativo e non è a casi eclatanti che si fa scienza.
            Il suo secono errore, che scaturge dal suo disprezzo per autorevoli sperti da me citati, che lei non critica affatto nel merito, è che lei ha l’arroganza di definire assurdità approcci medici che non solo soo pubblicati su autorevoli riviste scientifiche, ma hanno comprovata efficacia rispetto ad alternative che si son dimostrate fallimentari e nocive (come il caso Exodus).
            Se tali esperti sono autoreferenziali è perchè sono tutti gli esperti. Mi citi altrimentistudi aturoevoli con risultati tangibili e potremo discutere di qualcosa che non sia il suo altrimenti inappellabile “buon senso”, di cui sono sicuro saprà Cartesio cosa ebbe a dire.

          • Trattamenti completamente reversibili ?
            Privi di qualsiasi effetto collaterale, come far scorrere un flusso di corrente in una resistenza e poi spegnerlo ?
            Completamente reversibile anche ‘congelare’ lo sviluppo della pubertà per 4/5 anni ?
            Nè è completamente sicuro ?
            Da ingegnere elettronico ed informatico, e quindi completamente ignorante in materia, ho la presunzione di non credere affatto che possa essere così… bisognerebbe almeno sperimentare (ammesso e non concesso che tali esperimenti non subiscano nessun vizio ‘politico’); ma anche la sola idea di compiere simili esperimenti mi sembra degna del peggior Mengele ai (al quale gli ‘scienziati’ del Tavistock possano ritenersi degni allievi).
            Non è come compiere un esperimento volto alla ricerca del bosone di Higgs, mi creda, non lo è affatto.

          • Davide lei può non essere competente, come me, ma prima di alimentare i suoi dubbi dovrebbe onestamente chiedersi si esistono delle risposte e valutare con cura l’affidabilità e l’autorevolezza della persona che le propone la risposta.

            Io ho citato uno studio su Nature sull’endocrinologia. Tale studi, assieme a molti altri, valuta positvamente la terapia.

            Non si tratta di molti anni, non si tratta di nessun effetto collaterale -ogni farmaco ne ha, anche l’aspirina-, ma di effetti comparati al problema di una pubertà in un sesso che non quello del paziente, non si tratta di esperimenti perchè le molecole sono note agli endocrinologi.

            Una piccola nota: Tavistock è notoriamente al centro di fantasiose teorie del complotto che brulicano nel terreno di internet ad ogni proposito, la invito a vagliare con molta attenzione i testi che legge.

          • Hawk, lei continua a non capire che l’idea di scegliere il genere di appartenenza è fondata su una teoria del tutto non scientifica per cui tutte le conclusioni derivate sono conseguentemente falsate.
            .
            Riguardo il Tavistock faccia lei qualche lettura ben informata, difenderlo conferma che lei ha i paraocchi dell’ideologia.

    • Una domanda: lei è un essere umano o solo un essere senziente ?
      Penso che qualsiasi uomo (e donna, per la par condicio), non un involucro vivente costituito da carne ed ossa, come la giudico; non possa che provare orrore, disgusto ed indignazione per quanto accade al Tavistock.
      SI VERGOGNI !!!

  7. Salve,
    è da un po’ di tempo che non commento, pur seguendo quotidianamente le discussioni di CS.
    Non conoscevo nulla di questa fondazione Tavistock, e le poche notizie riportate nell’articolo e dagli utenti sono bastate a raggelarmi il sangue, a nausearmi ed angosciarmi per tutta la giornata.
    Fra i primi risultati su Google, vi è questo http://www.medicinenon.it/listituto-del-controllo-delle-masse, il quale tratta di cose terribili al riguardo di questa fondazione; il dubbio che mi sovviene è che tale sito sia associato ad un altro, dedicato all’opera di Arnold Ehret, uno pseudoscienziato. Di fronte a questi estremi, fra ideologia maligna e pseudoscienza, io mi sento perso e tanto lontano dal Vero, da deprimermi.
    Cos’è la medicina, mi chiedo; ad oggi, essa mi pare la scienza assolutamente più lontana dall’essere tale.
    Perdonate il piccolo sfogo, forse non eccessivamente edificante nella discussione, per la qual evenienza son pronto a chiedere scusa.

    • Ciao Alio,
      altro che chiedere scusa, il tuo sfogo dimostra solo che sei ancora un essere umano e non uno zombie come tanti che circolano per le strade.
      Il libro di Estulin è pieno di informazioni, anche se molte cose non sono verificabili e altre opinabili, quanto resta basta e avanza a capire di che razza di laboratorio disumano sia il Tavistock.

      • Vincent Vega on

        Enzo, tu sai che io ho un carattere piuttosto focoso (le mie baruffe epiche col troll Flavio su questo blog, che non ti ringrazierò mai abbastanza per aver bannato, sono li a dimostrarlo) ma in questo caso non so cosa dire, non ho parole.
        .
        O meglio, le avrei, ma sarebbero inadatte ad un blog come questo.

        • Devo dire che dopo aver fatto un po’ di pulizia i commenti sono meno faticosi da seguire.
          Le posizioni sono chiare ma si sono eliminate inutili ripetizioni all’infinito degli stessi concetti.
          .
          Tu resti senza parole ma come vedi c’è invece chi condivide questa pratica. Chi ha ragione?
          Io la penso come te, l’idea che mi sono fatto è che ci troviamo di fronte ad una linea di faglia, il punto di contatto-attrito tra due civiltà.
          Queste linee di faglia sono la caratteristica del momento storico attuale, un versante sta “occupando” la società, l’altro si organizza come “resistenza”.

    • muggeridge on

      Intanto si deve avvertire chi difende queste pratiche che qui l'”ipse dixit” non ha mai funzionato e funziona ancora meno quando sono coinvolte “scienze” così poco esatte o rami delle stesse così particolari da essere semplicemente autoreferenziali e che lasciano più di un dubbio sulla correttezza e sulla distanza dalle ideologie più di moda da parte di specialisti che si citano tra loro provando a creare una cortina di rispettabilità davanti agli occhi di chi volesse occuparsi del loro operato dall’esterno. Comunque dietro a tutto questo c’è in tutta evidenza la teoria del gender perché se non ci fosse, in base a cosa si ritarderebbe lo sviluppo per poter scegliere in seguito il sesso a cui appartenere ? Proprio la teoria del gender non poggia su basi accettate dall’intera comunità scientifica (anche da quella specialistica). E’ vero poi che nello stesso campo la storia ha fatto strage di posizioni un tempo considerate autorevoli (qui siamo in pieno “revival” positivista, sopra Pennetta ha parlato di Mengele, ma a me viene in mente più Lombroso, ma l’elenco sarebbe alquanto lungo…). Sono peraltro convinto che ha ragione Pennetta, ossia, che prima viene la civiltà e poi eventualmente gli specialisti, perché affermare il contrario denuncia proprio l’appartenenza molto stretta a un’ideologia, che in questo caso è il solito allucinato e allucinante scientismo.

  8. La pubertà è una malattia? Ecco pronta la cura. Non aggiungo altro.
    Saluti a tutti

  9. valentino Zoldan on

    A me quando si parla di pubblicazioni peer-reviewed sorge più di qualche dubbio:

    http://www.vacciniinforma.it/?tag=the-lancet

    La pubertà è un momento difficile per tutti ma è proprio il superamento delle difficoltà che fa crescere.
    Una guida chiara e priva di ambiguità sarebbe la cosa migliore e sono convinto che la percentuale di insuccessi sarebbe minima.

    Se invece si istilla l’idea che beh si, hai il pisello ma non vuol dire niente perchè puoi essere quello che vuoi (una femmina, un cane, un corvo o un mattone) non si aiuta certo a fare una scelta logica conformandosi a quello che già la natura ha predisposto (al netto dei casi ambigui, pochi fra l’altro) e ad accettarsi ma si ingenera ulteriore confusione.
    Altro che nell’interesse dei piccoli pazienti, bombardati con assurdità fi da piccoli e confusi, arrivano alle soglie della pubertà e trovano questi mostri che approffittando della confusione ingenerata da loro stessi e dai loro amici scienziati ( Kinsey? Money? Ma possono seriamente essere definiti scienziati? Possono seriamente essere definiti autorevoli esperti? ) rovinano definitivamente la vita a quelle povere persone.
    C’è un termine solo per definire queste persone e queste pratiche: criminali.

    Ve lo ricordate il paradosso norvegese?

    Repetita juvant: https://www.youtube.com/watch?v=2qx6geFpCmA

    Si chiama ideologia uno sviluppo che ha preso migliaia di anni per assestarsi, capirsi, definirsi in base a parametri certi (la natura) e dato scientifico incontrovertibile una teoria basata su “basi teoretiche” che prendono lo spunto da “scienziati” di tutt’altro che specchiata neutralità davanti al problema.

    Il richiamo a Mengele è tutt’altro che peregrino.
    Purtroppo la neolingua funzionale alla neocultura e alla neopolitica ha prodotto già tanti danni e siamo molto vicini alla realizzazione della neo schiavitù basata sulle neo verità (che sono infinite).

    • Vincent Vega on

      Per Valentino
      “Se invece si istilla l’idea che beh si, hai il pisello ma non vuol dire niente perchè puoi essere quello che vuoi (una femmina, un cane, un corvo o un mattone)”.
      .
      Gnosticismo puro.

    • Come sempre Valentino ha il dono di sintesi ed efficacia.
      Ormai le discussioni si riducono ad un “lo dice l’esperto”, oppure “è scritto su una peer review”, frasi che non sono molto diverse da chi dice “c’è scritto sul Corano” o analoghe.
      Argomentazioni deboli o inesistenti coperte dal principio di autorità.
      Come dicevo sopra, concordo che siamo in piena neolingua e neo schiavitù, è uno scontro tra linee di faglia e noi siamo dalla parte della resistenza.
      Se reggeremo l’urto alla lunga vinceremo.
      “Adequatio rei et intellectus”

    • Benvenuto Jonioblu1, siete in due ad essere rimasti senza parole, ma è un lusso che non possiamo permetterci.
      So che è difficile argomentare sull’ovvio, e l’ho anche ripetuto ultimamente, ma è necessario per aiutare chi è confuso.

      • E cosa potremmo fare in concreto ?
        Certamente la sua opera di denuncia è, quantomeno meritevole, ma a diffusione limitatissima.
        Saluti

        • Giusta domanda Davide.
          E’ vero che la diffusione di un sito come questo non può competere con i grandi media, ma è anche vero che quando le notizie vengono riprese da molti siti passano con una certa efficacia.
          E chi non vuole che l’informazione si diffonda mostra anche di voler prendere provvedimenti. Vorrei parlarne prossimamente.

  10. Quando leggo queste notizie, spero di potermi sbagliare su ciò che penso su Dio (qualunque esso sia ammesso e non concesso che esista) e la religione…
    Spero che veramente possa esistere e che possa punire adeguatamente simili crimini…. non me ne importa se anche io finirò a spalare carbone a causa del mio scetticismo; mi conforterà almeno il pensiero che anche queste delinquenti non rimarranno impuniti.
    Saluti

  11. Lo dico da ateo:
    Non ho mai avuto il bisogno di inventarmi un Dio o di credere in una qualsiasi esistenza immortale; penso invece che, parafrasando il Nobel F. Crick, la più grande conquista intellettuale che l’umanità potrà compiere (ammesso e non concesso che lo farà) sia quello di accettare il concetto che anima e promessa di vita eterna non esistono, esattamente come ha accettato che la terra ruota attorno al sole.
    Premesso questo sto notando come l’insinuarsi di questa ineluttabile consapevolezza, stia di contro, privando l’uomo della sua natura umana, lo stia inebriando privandolo della consapevolezza dei suoi limiti intrinseci che la natura (Dio per voi credenti) gli ha imposto tentando di voler diventare lui stesso un Dio, onnisciente ed onnipotente…. ecco il superamento del naturale concetto di famiglia (non esiste una famiglia ‘tradizionale’; esiste unicamente la famiglia quale unione di un uomo ed una donna basata sull’amore ed il rispetto reciproco), ecco che una coppia omosessuale può illudersi di ‘avere un figlio’ diventando ‘genitore1 e genitore2’… ecco lo schifo vomitevole del Tavistock institute qui narrato.
    Almeno fino a qualche anno fa, almeno fino a quando l’ideologia ‘gender’ non ha avuto questa tristissima accelerazione, pensavo all’ateismo come un qualcosa di decisamente superiore rispetto a qualsiasi forma di religiosità; adesso credo che invece sia il caso di meditare la famosa frase di Chesterton secondo la quale quando si smette di credere in Dio, si comincia a credere in tutto.
    Saluti

    • Grazia delle sue considerazioni, Davide, la sua onestà intellettuale è incredibile!

    • Caro Davide, i suoi interventi aprono ad una grande prospettiva che finora avevo solo potuto sperare, che cioè l’ateismo non coincidesse con la “teofobia” alla UAAR per intenderci, ma che riconoscendo un valore comune nel logos e nel buon senso si alleasse con la religione nelle battaglie di civiltà.
      Come dicevi sopra deve emergere che la linea di faglia non è tra diverse civiltà ma tra civiltà e barbarie.
      E questo potrà avvenire se sempre più persone la penseranno come me e te.

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