Anonymous Father’s Day (Festa del papà anonimo)

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Persone nate da donazione di gameti raccontano la loro esperienza.

Un documentario che fa discutere.

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Il Center for Bioethics and Culture Network (CBC)  è un’organizzazione no-profit che si occupa di temi etici (soprattutto quelli che coinvolgono i bambini) attraverso documentari, saggi, conferenze, interviste, ecc.

In questi anni ha prodotto cinque documentari, tre dei quali riguardano la riproduzione assistita attraverso terze parti. Si tratta di  Anonymous Father’s Day (2011), dedicato alla riproduzione attraverso sperma di donatore anonimo; Eggsploitation (2013), dedicato alla vendita di ovuli; Breeders: A Subclass of Women? (2014), dedicato alle madri surrogate. I film possono essere o affittati (e quindi saranno visibili in streaming per un giorno sul proprio computer) o comprati, sia sotto forma di DVD o sia sotto forma di streaming che potrà essere visibile sul proprio computer in qualsiasi momento. Dei tre, solo Eggsploitation è disponibile in italiano. Gli altri due sono in inglese e senza sottotitoli.


Anonymous Father’s Day (Festa del papà anonimo) si occupa, come detto, della riproduzione attraverso sperma di donatore anonimo. Negli USA, ogni anno nascono dalle 30 alle 60 mila persone attraverso questa tecnica. Lo sperma viene venduto anche all’estero e non c’è monitoraggio dei venditori o dei figli concepiti.

Al momento esiste un solo studio sulle persone concepite in questo modo, quello di Elizabeth Marquardt, dal titolo My Daddy’s Name is Donor: A Pathbreaking New Study of Young Adults Conceived Through Sperm Donation.  Come spiega la Marquardt, trovare un campione sufficientemente rappresentativo non è stato facile, primo perché ovviamente queste persone non vivono tutte nello stesso posto, e secondo perché non tutte loro sanno di essere state concepite così. Ciò che le accomuna è il desiderio di conoscere l’identità del padre, da dove provengono, a chi somigliano, se hanno fratelli. Quando si parla di infertilità e tecnologie riproduttive, infatti, il focus è sempre su chi vuole avere dei figli, non sui figli, i quali si chiedono se i loro desideri, salute e benessere siano stati presi in considerazione. Persino i film sono tutti concentrati sulla prospettiva delle madri e non si occupano dei figli. Secondo questo studio, i due terzi di chi è nato da donatore anonimo vuole conoscere l’identità del padre, tanto che è stato creato anche un registro, The donor sibling registry, presso cui possono registrarsi, nella speranza di arrivare ad identificare il loro padre.

Il documentario ci presenta poi le storie di tre persone nate con fecondazione assistita: Barry, Stephanie ed Alana.

Alana, che gestisce il sito Anonymous Us, racconta che sua madre le rivelò la verità sulla sua nascita quando aveva solo cinque anni. I suoi genitori avevano in precedenza adottato una bambina, ma poi, quando Alana aveva sette anni, divorziarono. La madre si risposò ed ebbe un altro figlio dal nuovo marito. Alana poté quindi vedere la differenza di comportamento dei genitori verso una figlia adottiva, verso lei che era nata con la riproduzione assistita e verso suo fratello, nato invece in maniera “tradizionale”. Quando i genitori si separarono, ad esempio, il padre di Alana chiese l’affidamento della figlia adottiva, ma non di Alana. All’inizio sua madre non accettò il suo attivismo e per un periodo le due non si parlarono, ma in seguito arrivò ad  appoggiarla. Al momento Alana non ha ancora trovato il suo padre biologico.

Barry scoprì la verità sulla sua nascita a diciotto anni, dopo l’improvvisa morte del padre, anche se aveva sempre avuto la sensazione che suo padre non si sentisse davvero suo padre. Intuiva che c’era un grande segreto in famiglia. Insieme alla sorella iniziò a fare delle ricerche e ben presto riuscirono a risalire sia al donatore che a dodici fratellastri. Il donatore era uno dei primi medici che, in Gran Bretagna, praticava l’inseminazione artificiale dopo la Seconda guerra mondiale.

Da una parte, nota Barry, si dice che il legame di sangue non conta e che i tuoi veri genitori sono quelli che ti crescono, però poi, dall’altra, si dice che il legame di sangue con la madre conta, perché lei vuole figli suoi e spesso le madri si fanno inseminare dallo stesso donatore in modo da avere figli che siano fratelli tra loro.

Barry parla anche del cosiddetto genealogical belwilderment, espressione che potrebbe essere tradotta in italiano con “stupore genealogico” e che fa riferimento a potenziali problemi di identità che potrebbero essere vissuti da bambini adottati, dati in affidamento o nati da tecnologie riproduttive come maternità surrogata o donazione di gameti.

Stephanie, infine, aveva sempre notato di essere fisicamente un po’ diversa dal resto della famiglia, tanto che per un periodo arrivò a pensare di essere stata adottata. Mise però subito da parte quel sospetto, poiché diversi parenti le raccontarono episodi di quando sua madre era incinta di lei. Scoprì la verità a trentadue anni, dopo la morte del padre e anche lei iniziò a fare ricerche, che però al momento non hanno ancora avuto alcun esito. A volte trascorre intere giornate online, ma alla fine si sente talmente esausta che deve abbandonare la ricerca per settimane. Stephanie afferma inoltre che conoscere le proprie origini può essere utile anche dal punto di vista medico, per sapere, ad esempio, se nella propria famiglia c’è ricorrenza di certe malattie.

Un’altra cosa che viene notata sia dalla Marquardt che dalle persone che chiedono di conoscere l’identità del donatore da cui sono stati concepiti è la rabbia con cui le loro richieste vengono accolte.

Barry, ad esempio, dice che, secondo la maggior parte delle persone, chi è stato concepito con riproduzione assistita non può mettere in discussione questa tecnica, dato che è la tecnica con cui sono nati. Secondo questo ragionamento, però, chi è nato da uno stupro dovrebbe appoggiare lo stupro.

Alana racconta che quando aveva tredici anni rivelò la verità sulle sue origini a un’amica, la quale poi lo disse a tutta la scuola e Alana cominciò a essere chiamata da tutti “the test tube”.

Anche sul suo blog Alana riceve spesso commenti sprezzanti e insulti, del tipo: Senza l’anonimato non saresti qui, Senza questo non esisteresti, Non far soffrire i tuoi genitori, Sei viziata, Come puoi lamentarti. È stata persino accusata di essere una “cristiana tradizionalista”. Il problema principale è che ci sono molti soldi di mezzo e molte persone che vogliono figli, per cui si tenta in tutti i modi di mettere a tacere chi critica queste tecniche riproduttive (l’industria della riproduzione assistita fattura circa 3,3 miliardi di dollari).

Negli USA la donazione di sperma è ancora protetta dall’anonimato, mentre in altri paesi come Gran Bretagna, Svezia, Norvegia e Nuova Zelanda no, e vi sono anche dei limiti sul numero di donazioni che si possono fare. Questo permette non solo di conoscere l’identità del donatore, ma anche di evitare possibili incesti tra persone nate dallo stesso donatore.  Come nota Barry,  nessuno ha il diritto di nascondere informazioni importati su una persona a quella persona.

Tuttavia, eliminare l’anonimato non risolverebbe tutti i problemi etici legati alla riproduzione attraverso la donazione di gameti.  Prima di tutto, la persona nata attraverso questa tecnica potrebbe non essere in grado di incontrare il suo genitore biologico e stabilire un rapporto con lui. Secondo, come nota Alana, il metodo in sé è umiliante e disumanizzante, poiché i bambini sono visti come una merce da comprare. Sono stati voluti dalla madre, ma in un certo senso sono stati “abbandonati” dal padre che ha donato lo sperma. I bambini adottati, invece, non sono stati creati di proposito con questa separazione. Dire che i legami di sangue non contano può causare molto dolore.

Il documentario si chiude con una storia immaginaria raccontata da Barry.

Immaginate che ci sia una coppia che aspetta un bambino. La coppia viaggia in un paese straniero, dove la donna inizia ad avere le doglie e partorisce in un ospedale locale. Come di solito accade, dopo il parto il bambino viene portato via, finché, dopo qualche ora, i genitori chiedono di poterlo rivedere. L’infermiera allora dice loro che sì, gli porterà un bambino, ma non il loro. Gli porterà un bel bambino, sano, ma non sarà loro figlio. Chi accetterebbe una cosa del genere? Nessuno: ogni genitore vuole avere il proprio figlio. Per cui, se ci sembra del tutto naturale che un genitore sia attaccato al figlio che ha partorito, perché ci sembra così strano che un figlio sia attaccato a chi lo ha messo al mondo e lo voglia ritrovare?

 

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About Author

Laureata in Lingue presso l’Università per gli studi di Perugia, lavora come traduttrice dall’inglese e da alcuni anni studia pedagogia.

  • Giuseppe Cipriani

    Sapete come la penso… Ogni forma di forzatura per riuscire ad avere un figlio a tutti i costi nasconde una buona dose di egoismo. Esiste sempre l’adozione, ma anche in questo caso si creano situazioni simili a quelle narrate da Emanuela.
    Che fare? Escludendo, purtroppo, la possibilità di abolire tale mercificazione, forse, e la dico grossa, bisognerebbe riuscire a tacere, a nascondere la verità, un individuo non dovrebbe sapere in quale modo è stato concepito, dando per scontato che il suo è un caso come tutti gli altri… Utopia, naturalmente. Ma più si tace e meglio è.
    Se poi la questione salta fuori, e normale che l’interessato abbia qualche pensiero, che voglia capire, che cerchi le sue origini biologiche. E mi meraviglia il cinismo di chi critica aspramente tale necessità.

    • beppino

      Che fare? Escludendo, purtroppo, la possibilità di abolire tale mercificazione, forse, e la dico grossa, bisognerebbe riuscire a tacere, a nascondere la verità,
      .
      A parte la politica della polvere sotto il tappeto (che non può ovviamente essere una soluzione) la questione é proprio questa. Fino a che punto é giusta la prevaricazione di chi decide per un altro essere, imponendo quindi il proprio egoismo?
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      Secondo non me non ci sono vie di mezzo; o é proebito tutto o é permesso tutto in quanto oggettivamente é difficile porre uno spartiacque sulla velocità della macchina una volta che questa é avviata (e in ogni caso sarebbe “relativo” il limite di velocità…).
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      E’ di fatto il grande discorso liberista e libertario di pannellina memoria. Rimango dell’idea che una società é giusta eticamente quando difende senza se e senza ma i diritti dei più deboli e di chi non può prendere posizione sulle scelte altrui che possono compromettere la libera e completa realizzazione della propria vita.
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      E alla fine della fiera siamo sempre li: schiavismo… é sempre una forma (ancorchè velata) di schiavismo, buttato fuori dalla porta e che subdolamente ritorna dentro dalla finestra.

  • Emanuela

    Aggiungo solo una cosa su uno degli intervistati, Barry. Il suo padre biologico è il dottor Bertold Paul Wiesner https://en.wikipedia.org/wiki/Bertold_Wiesner un medico di origini austriche che studiò a lungo la fertilità e la gravidanza e che, insieme alla moglie Mary Barton, fondo una clinica per la fertilità a Londra nel 1945. Fino alla chiusura, avvenuta nel 1960, più di 1500 donne furono inseminate, soprattutto con lo sperma dello stesso Wiesner. Nel 2007 il figlio di Wiesner fece analizzare il suo DNA ed è stato così possibile risalire a ben 600 figli del dr. Wiesner.
    Barry Stevens è un affermato documentarista https://en.wikipedia.org/wiki/Barry_Stevens_(filmmaker) e nei suoi documentari Offspring e Bio-Dad racconta la sua ricerca del suo padre biologico.

    • Più che un medico questo Paul Wiesner mi sembra un maniaco che avrebbe dovuto essere curato a dovere.

      • Davide

        Alla pari dell’entomologo Kinsey, anche leggendo sue biografie apologetiche.
        Adesso riesco a capire la ‘battaglia’ condotta da Basaglia…..

        • Wiesner, Kinsey, Money… bella comitiva, se questi sono i riferimenti quel che ne deriva non può essere che conseguente.

          • Emanuela

            Beh però Kinsey e Money erano proprio dei depravati sessuali e anche pedofili. Di questo Wiesner non risulta che avesse strani gusti sessuali. Almeno questo glielo concedo 😀

          • Bah, uno che si accoppia spesso e volebtieri con le provette tanto normale non mi sembra… 😉

  • Emanuela

    Scusa Cipriani, e in che modo vorresti impedire a un genitore di rivelare una cosa del genere al figlio? E’ un segreto talmente grande, talmente pieno di implicazioni che è naturale che a un certo punto un genitore non ce la faccia più a tenerlo e lo voglia rivelare.
    Secondo punto, anche se a noi adulti piace pensarlo, i bambini non sono stupidi, e come mostrano anche i casi di Barry e Stephanie spesso loro si rendono conto che in famiglia c’è un segreto, o che nelle somiglianze c’è qualcosa che non va.
    Terzo, il segreto potrebbe venire fuori inavvertitamente, in sede medica ad esempio, o rivelato da un nonno o da uno zio.
    Quarto e ultimo punto, tu ti sentiresti in grado di convincere il figlio di due lesbiche che due donne da sole possono concepire un figlio? In quel caso mi sa che il segreto si rivela da solo, no?

    L’adozione è diversa, perché in quel caso il bambino non viene CREATO orfano. Due genitori li aveva, ma li ha persi. E avrebbe dovuto essere proprio l’adozione a insegnarci quanto sia difficile per il bambino instaurare un rapporto con dei genitori che non sono i suoi (non tutti sanno che moltissime adozioni non “vanno a buon fine”) e che quindi con certe cose è meglio non giocare.

    • Giuseppe Cipriani

      Certo non mi riferivo al caso impossibile di due lesbiche… Per il resto la mia è una “terza via” che potrebbe in diversi casi evitare sofferenze. Sono il primo a rendersi conto che in ballo c’è molto di delicato.

      • Emanuela

        Ma infatti nessuno obbliga i genitori di bambini concepiti con l’eterologa a dirgli la verità. Quello sta a loro deciderlo. Quello che queste persone chiedono è che venga tolto l’anonimato dalle donazioni di sperma, pur sapendo che questo non risolverà il problema.

  • Davide

    Non so se sia FT, ma ci provo:
    Oramai, piaccia o non piaccia, questa pratica è ampiamente diffusa anche tra chi si professa cristiano e cattolico.
    A tal proposito potrei narrare la vicenda di una cugina di mia moglie, cattolica praticante, che l’anno scorso ci annunciò la sua decisione di ricorrere alla pratica dell’inseminazione artificiale avendo definitivamente abbandonato l’idea di trovarsi un compagno di vita.
    PS: per una volta tanto non posso che essere in completo accordo con il Sig. Cipriani quando afferma che ogni forzatura di avere un figlio a tutti i costi nasconde una buon dose di eroismo.

    • Che differenza passa coll’andare col primo che capita e restare incinta?
      Almeno sarebbe più naturale, però “eticamente” non sarebbe accettabile…
      Quanta ipocrisia, e concordo, che smisurato egoismo.

    • @Davide

      eroismo o egoismo?
      .
      suppongo la seconda; si certo, si pensa a sè stessi piuttosto che al bambino.
      .
      Purtroppo alcune donne confondono l’essere valide con il diventare mamme come se una donna che non avesse figli fosse meno donna, con queste premesse interiori sono disposte a creare un orfano per placare la loro frustrazione.
      .
      A costo di sentrimi dare dell’omofobo penso che sia lo stesso meccanismo che agisce anche nella coppia gay che cerca così di sfuggire alla frustrazione della propria sterilità intrinseca.

    • AndreaX

      Beh ma non tutta la fecondazione assistita è uguale: no all’eterologa e no ai monogenitori per capriccio, ma nella coppia sposata non vedo perchè no. Prevengo una critica conosco bene la fallacia tecnica che vede la produzione di embrioni soprannumerari; la mia vuole essere una posizione più logica che empirica, cioè non c’è nessun impedimento logico nè morale per un cattolico nel momento in cui teoricamente si producesse un embrione e il medesimo venisse impiantato.

      • In teoria non ci sarebbero obiezioni, in pratica però vengono prodotti embrioni in eccesso e molti di loro non verranno impiantati diventando degli scarti.
        In pratica per uno che nasce ce ne sono “n” che moriranno.

      • viaNegativa

        Credo che il cattolico debba guardare alla posizione della Chiesa, la quale è espressa nel “Donum Vitae”: non è ritenuta lecita nemmeno l’IA propriamente detta (lo è solo quella cd “impropria”), figuriamoci la FIVET. E non solo per motivi tecnici al momento insuperati, ma anche e soprattutto per motivi etici. Per chi volesse approfondire, i manuali di bioetica dello Sgreccia sono un ottimo punto di partenza.

        • andreax

          Francamente nel caso da me esposto e come l’ho esposto non vedo il limite etico.

          • viaNegativa

            È spiegato nel documento segnalato, parte 2 sezione B.

          • Aleudin

            @andreax

            In una parola: eugenetica.
            Per uno che nasce, n sono eliminati, scartati. Cristianamente inaccettabile.
            Se la pratica fosse al netto degli embrioni scartati, dei costi altissimi e delle “pressioni” a cui sono sottoposte queste donne, etc etc. Troppi se e troppi ma

          • viaNegativa

            Ripeto che il problema non è solo di tipo tecnico. Fosse anche sufficiente un solo embrione, 100% di probabilità che la gravidanza vada a buon fine, assenza totale di complicazioni etc. la pratica della FA, in sé, rimane in ogni caso moralmente illecita (cattolicamente parlando).

  • andreax

    Allora mi dici il perché; io ci ho riflettuto e controindicazioni non ne ho trovate. Anzi è un’opera buona giacché se l’unione è sia procreativa che unitiva perché si dovrebbe considerare un male il non unirsi (san paolo dice tornate ad unirvi per non cadere in tentazione) e non il non poter procreare. BONUM ET VERUM CONVERTUNTUR l’azione qui è votata a riparare un male obiettivo ed è buona finché resta nella Verità. La ragione umana erra quando si allontana dalla verità. E non sempre e cmq se no sarebbe da mettere in dubbio qualsiasi nostra azione dovremmo allora anche smettere di usare antibiotici per le medesime ragioni? Invece no ad esempio i raggi X in origine venivano usati per curare dermatiti peccato poi cadessero le dita; quando ci si è resi conto del male obiettivo si sono prese contromisure ed oggi sappiamo trarne un beneficio diagnostico. Similmente con le tecniche di fecondazione si potrebbe mirare ad un affinamento il punto è però che ci si ostina a non vedere il male che esse così come sono causano ed è questo il vero ostacolo perché preclude l’idea che qualcosa necessiti di miglioria oltre a causare il dramma del genocidio degli embrioni

    • viaNegativa

      AndreaX, il punto qui non è ciò che pensa il sottoscritto della questione, ma quanto insegna la Chiesa. Lei ha detto che la FA non rappresenta un problema per il cattolico. Io le ho indicato un documento contenente la posizione della Chiesa al riguardo il quale, tra l’altro, è molto chiaro e risponde perfettamente alle sue perplessità. Basta leggere. E tale documento sostiene esattamente il contrario di quanto lei ha affermato.

      Ora, si può essere tranquillamente in disaccordo con l’insegnamento della Chiesa e non seguirlo, non vi troverete certamente Sgreccia sul pianerottolo. Bisogna però avere la coerenza di non chiamarsi cattolici.

      PS. Di buono, nel caso in questione, c’è solo l’intenzione, la quale però, da sola, non è sufficiente come del resto già è detto nel Donum Vitae. Per un approfondimento si vedano i testi già segnalati dello Sgreccia, perfettamente in linea con l’insegnamento del Magistero. Non ho altro da aggiungere che non risulti off-topic, saluti.

      • Giuseppe Cipriani

        Se tutti coloro che non seguono gli insegnamenti della Chiesa fossero coerenti, posso affermare che i veri cattolici rimarrebbero pochi nel nostro Paese? Basti pensare agli insegnamenti in gran parte disattesi in materia di contraccezione, masturbazione (proibita persino per il prelievo di sperma da sottoporre a diagnosi di fertilità), e via discorrendo.

        • beppino

          …masturbazione (proibita persino per il prelievo di sperma da sottoporre a diagnosi di fertilità)…
          .
          Ma dove legge queste cose? 🙂

          • Giuseppe Cipriani

            Dovresti aggiornarti, io credo.

          • Piero

            Ancora con questa bufala Cipria’?
            Allora uno non potrebbe uccidere per autodifesa, per esempio…

          • Giuseppe Cipriani

            Anche a te, pierin, devo dire informati meglio. Altro che bufala! Purtroppo questa è la realtà.

          • Piero

            Ah, lo dice Cirpiani, il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, quindi e’ pura verita’!
            Ma cosi’, tanto per sentire, chi ti ha nominato?
            Francesco (mhmmm… non sarebbe poi cosi’ fuori dalla realta’!)?

          • Giuseppe Cipriani

            Non rispondere in modo sciocco, pierin. Ribadisco: informati e fatti una cultura di teologia morale prima di far la figura dell’ignorante.

          • beppino

            Ribadisco: informati e fatti una cultura di teologia morale prima di far la figura dell’ignorante
            .
            Ho bisogno anch’io di informarmi e farmi una cultura teologica. Le chiedo nuovamente dove ha letto che la Chiesa proibisce la masturbazione per il prelievo di sperma da sottoporre a diagnosi di fertilità. Grazie della risposta.

      • AndreaX

        CAro Via mi viene da dire con Frossard quando si parlava di piazze piene e chiese vuote che “quando non ci sarà più nessuno saranno perfetti!!!” (i credenti) Vianegativa io sono solitamente in accordo con quanto dici ma qua no; Sgreccia è da tenere in gran conto ma non è Magistero il Magistero si limita a dare direttive morali non a stabilire i modi materiali (che richiedono conoscenze tecniche che nè il papa nè i suoi assistenti possiedono) in cui tali direttive debbano esaudirsi. Se dunque esiste un modo per non violare la norma morale esso non può esser sbagliato, possono esserci controindicazioni mediche ma questo è un altro campo con ricadute assai differenti.
        Temo tu non abbia colto l’essenza logica del mio intervento; infatti ad oggi io da codeste pratiche mi asterrei proprio perchè manca la retta visione. Per fare un parallelismo Paolo VI fu mal consigliato sulle politiche terzomondiste pur essendo le intenzioni giuste i mezzi furono sbagliati; più recentemente la Laudato Si ci indica che è doveroso essere rispettosi verso il meraviglioso parco giochi che ci ritroviamo ma ancora una volta sbagliati i mezzi.

        • viaNegativa

          Mai detto che Sgreccia sia Magistero, ma che sia in perfetta linea con esso. E il Magistero parla chiaro, per chi vuole ascoltare. Non c’è davvero nulla da interpretare nè altro da aggiungere.

  • muggeridge

    Se per “coerenti” si intende “perfetti”, allora nessun uomo potrebbe aspirare a essere cattolico. So che poi si usano queste argomentazioni per dare al cattolico dell’ipocrita o peggio, ma esiste il sacramento della penitenza e riconciliazione (la cosiddetta confessione), proprio perché non si è perfetti e si pecca. L’importante è capire perché si è peccato e magari anche perché si continua a farlo (magari detestando il farlo). La Chiesa ha il dovere di indirizzare verso la perfezione, ma ha anche il potere di rimettere i peccati perché è esperta di umanità, è infatti madre e maestra.

  • Emanuela

    Ma secondo me una ricerca che sarebbe interessante fare (se ce ne fosse il modo) è vedere in che modo l’essere nati da fecondazione omologa (per cui non col donatore anonimo, ma col seme di tuo padre) può influenzare una persona.
    Ad esempio, se andate da un medico di qualche medicina “alternativa” tipo omeopata, osteopata, ecc, una delle prima cose che vi chiede è se siete nati con parto naturale o cesareo, perché pare che alle persone nate con cesareo possa a volte mancare una certa “forza vitale” per via del fatto di non avere spinto per uscire dal grembo materno.
    Nel caso della fecondazione artificiale si ha una situazione simile ma contraria, nel senso che, invece di avere degli spermatozoi che “spingono” per fecandare l’ovulo, il tutto avviene appunto in modo artificiale. Secondo me questo fatto una qualche influenza sulla persona ce l’ha.

    • @Emanuela

      Inoltre una persona nata da fecondazione omologa sa che un medico, cioè un terzo estraneo ai suoi genitori, ha selezionato lui a scapito di altri/e (embrioni).
      .
      Dovrà fare i conti con il fatto di essere un po’ figlio anche del medico che l’ha scelto e si chiederà che volto potrebbero avere e come sarebbero gli altri scartati e perchè lui e non loro…
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      Tal problema non si pone con la fecondazione naturale in quanto nè lo spermatozoo nè l’ovulo sei tu .

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